Analfabetismo – 20 milioni in Italia

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Ad arricchire il dibattito inaugurato dal post di Pier Luigi Celli e proseguito con quello di Federico Magnaghi, pubblico l’interessante contributo di Raffaele Bernardini sull’analfabetismo in Italia. I dati sono terrificanti, perchè mentre ci affanniamo a discutere di scuola ed eccelleza, che non decollano mai, milioni di persone non sanno né leggere né scrivere.

In un recente Focus de Il Corriere della Sera (6 settembre 2008) è stata rilevata che la percentuale tra analfabeti ed “incolti” in Italia è del 36,5 % sulla popolazione totale. Ebbene, nessun politologo o sociologo ha commentato tali dati, realmente impressionanti: in Italia vi sono, dunque, circa 20 milioni di ignoranti…

Viene da chiedere : quale “influenza” ha tale massa di incolti sulle vicende socio-politiche (ed anche elettorali) del nostro Paese? Quali ricadute sui risultati delle elezioni ? Come votano se non sono in grado di capire i problemi reali del Paese, le loro implicazioni nei vari settore della vita italiana (dalla politica all’economia, dalla sanità all’ambiente, ecc.)?

Ritengo che  si dovrebbero approfondire compiutamente i problemi dei rapporti tra ignoranza e politica, ad esempio… E se non sia proprio l’ignoranza di tantissimi italiani a contribuire a “produrre” il clientelismo politico, certi aspetti della criminalità organizzata, la presunzione della burocrazia e di certe Istituzioni, il populismo becero e demagogico , il becero qualunquismo, perfino lo sviluppo di programmi-spazzatura della tv, definiti “nazionalpopolari” (tipo la quattro giorni di Miss Italia: vedere il commento di Aldo Grasso su Il Corriere della Sera del 13 settembre).

“Istruzione e Società” era l’argomento del Focus. Ne vogliamo parlare? Dove sono i nostri politologi e sociologi che parlano e straparlano in ogni dove, ma che mi pare abbiano ignorato i dati emersi dal citato Focus e le ricadute globali sulla vita del Paese ?

Raffaele Bernardini

Commenti


  • La situazione in effetti è allarmante, non è più la Cultura con la “C” maiuscola ad essere in crisi, ma sono le sue fondamenta a tremare.
    E quando le fondamenta tremano c’è poco da star contenti.

  • “la scuola è aperta a tutti..” così inizia l’art. 3 della nostra costituzione
    il diritto all’istruzione è un diritto essenziale per l’esplicazione e lo sviluppo della persona umana.
    é dovere dello Stato rendere effettivo questo diritto ed è interesse del futuro di un paese educare ed istruire i suoi cittadini.
    L’istruzione è ormai un privilegio di pochi. Investire sull’istruzione e sull’educazione è diventato un costo troppo alto per le famiglie e ben vedere anche per lo Stato.
    Sempre sul corriere della Sera leggevo recentemente un articolo riguardante le casse vuote delle università e leggevo pure che solo all’incirca meno dell’otto per cento della popolazione italiana è in possesso di una laurea.
    la cultura, l’istruzione, l’educazione, la formazione di un essere umano sono una risorsa per il paese. Crescere e vivere nell’ignoranza è pericoloso. Maggiormente responsabili ,sono coloro che hanno avuto un’eccellente formazione o comunque un istruzione,e alimentano l’ignoranza. Anche questa lo è.

  • La politica italiana è ancora vecchia…molti partiti sono gli stessi della prima repubblica, hanno cambiato nome ma ai vertici siedono sempre le stesse persone; per questo non si è mai riuscito a premiare veramente chi ha un’esperienza personale e professionale da mettere al servizio dei cittadini, ma chi è riuscito ad addentrarsi nelle contorte logiche di partito.
    In altre parole i vecchi apparati politici, direttamente o indirettamente, “concedono” l’elettorato passivo a chi è sempre stato al servizio del partito, e che non ha potuto ampliare le proprie sperienze culturali e professionali. Non interessa il giovane laureato, ma il giovane tirapiedi, portatore non di proprie idee, ma fedele ai dogmi (vecchi e qualunquisti) del partito.

  • Anzitutto devo correggere il commentatote anonimo, dato che l’art 3 Cost si riferisce al diritto all’eguaglianza e non all’istruzione, mentre l’art 34 Cost dispone in materia. Venendo all’oggetto di discussione ritengo che la causa di cotanta diffusione di ignoranza risiede anzitutto nell’antagonismo insegnanti-alunni che porta questi ultimi sin dai primi anni di scuola ad avere un approccio refrattario verso lo studio.Bisognerebbe formare gli insegnanti oltre che sul piano prettamente didattico anche su quello personale.

  • In Italia la scuola è effettivamente aperta a tutti.E’ vero l’istruzione è un privilegio per pochi,si per quei pochi che studiano.Se ogni studente apprendesse ciò che gli è dato fino all’ultimo anno di scuola dell’obbligo gli ignoranti sarebbero molto di meno.Certo la scuola ha tante responsabilità,ma queste sono della scuola reale,dei professori svogliati,di quelli ignoranti e di quelli aridi più che dello stato.L’Italia è unoc dei paesi in europa con il maggior numero di iscritti al 1 anno di università e anche quello con il minor numero di laureati l’anno…mah,ditemi voi.

  • Se è pacifico, oltre che profondamente triste, che i giovani italiani sono ignoranti e svogliati, che vivono di tv e playstation, che il loro credo è il grande fratello e il loro modello l’ultimo super tronista da strapazzo, anche se secondo me bisognerebbe stare attenti a non scambiare popolare con decadente (miss italia esiste da 60 anni,prima era popolare adesso è simbolo di decadenza della società?) perchè il dibattito sulla qualità della scuola italiana si concentra su un grembiule? era forse un tentativo di miglioramento?…io non l’ho colto…perchè un maestro unico in un mondo in cui le professioni si specializzano? si risparmia sulla cultura? professori incapaci e spesso ignoranti e studenti tristemente disinteressati alla cultura. un boomerang che ci ritorna a sbattere sulla testa (vista la nostra classe governante)…

  • un tempo le persone sognavano di studiare,

    oggi se ne fregano

    per il resto, mi pongo le stesse domande di giulio

  • Secondo me il potere politico ha interesse a governare un popolo di ignoranti con poco spirito critico. Quindi non aspettiamoci che ogni cambiamento venga da lì, dalla politica.

  • Il dato é allarmante ma non stupisce più di tanto. In Italia essere istruiti e acculturati non paga:

    http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Laureato-non-ti-voglio/2031507//0

    Il modello sono veline, tronisti e calciatori. Perché studiare? L’Italia insegna che non é certo frequentando l’università che si arriva al successo.

  • Una domanda:ma l’Italia chi è?Ne parliamo come se fosse qualcosa di esterno.Chi è che insegna?

  • Istruzione e cultura pagano sempre. chi l’ha capito se ne frega di quel genere di successo di veline e tronisti ed anzi di indigna per quel quotidiano sfoggio d’ignoranza, chi non l’ha capito, e a quanto pare sono in tanti, non si pone neanche il problema di un paese sull’orlo del precipizio. si dice sempre che il futuro è dei giovani, degli stessi che si sveglieranno domani lagnandosi per quello che poteva risolversi oggi con l’impegno.
    professori sottopagati e demotivati che per questo scaldano le cattedre In classi piene di studenti inebetiti, altro esempio di egoismo generazionale?

  • la ricaduta sulle vicende elettorali è determinante putroppo però il primo limite della democrazia è proprio questo: il voto di un uomo di cultura ha lo stesso valore del voto di un analfabeta,di conseguenza una nazione di ignoranti ha la classe politica che si merita..anzi che la rappresenta..

  • caro prof martone,
    ho potuto ravvisare una sorta di sua repulsione per i piagnistei inutili e sterili e una predilizione per gli atteggiamenti propositivi e fattivi e per le assunzioni di responsabilità tanto utili a rintracciare soluzioni (non sempre condivise) di cui il paese ha bisogno. E’ giovane e certamente capace di rappresentare la categoria dei non dormienti, sembra avere una giusta capacità d’indagine della realtà con lucidità analitica, si appassiona di politica da anni, è preparato e con la giusta esperienza. In tanti la stimano come persona e si sentono stimolati dalle sue parole. perchè non una candidatura alle scorse politiche? sarebbe stata una bella prova del passaggio dalla parola all’azione…
    ps:non è una provocazione!

  • Concordo con Anonimo, ma per una candidatura alle prossime.

  • L’ignoranza è dappertutto, ma specialmente in televisione purtroppo…
    Per uno come me le parole di Aldo grasso è come le derapate sull’asfalto di valentino rossi per un appassionato di motociclismo…
    Lui è il numero uno, e anche stavolta ha ragione,
    ma l’avete vista l’ultima puntata di Miss Italia? Pietro Taricone e molti calciatori in giuria, una giuria di qualità insomma, e alle finaliste è stato chiesto: “qual é una cosa che hai fatto per amore, un gesto, una pazzia, un sacrificio, per amore?”
    E una ragzza, con una finta timidezza quasi a vergognarsene, ha risposto prontamente: “mi sono abbassata più del dovuto”…e poi le risate, i doppi sensi, le battute…e la pubblicità…
    Cioè, se le domande erano criticabili, le risposte non erano certo da future miss, liceali, studentesse universitarie, laureate…
    Le miss, le veline, le letterine, e molti personaggi che ci propone la nostra televisione e non solo, sono un esempio sbagliato per gli adolescenti, io ho una sorella di 16 anni e ho paura che le canzoni “sole, cuore, amore” senza significato di paolo meneguzzi possano influenzarla, io spero di no, anzi sono fiero di lei, perchè è intelligente e più sveglia delle ragazze della sua età, ma è necessario intervenire.
    Io ad esempio sono un appassionato di televisione, quindi non la butterei via, non la brucerei mai, io salvo molti programmi di informazione e di intrattenimento, mi piace la bignardi, mimun, bonolis, chiambretti, la d’amico, gnocchi, nicola savino, le iene, mtv…lo stesso antonio ricci, lo trovo spesso geniale, ma bisogna tornare alla tv di qualità e licenziare victoria silvsted

  • Vorrei riallacciarmi alle riflessioni di Giulio.Il dato ancora più preoccupante è che parte della nuova generazione oltre ad essere ignorante risulta anche poco incline a trovare indipendenza economica attraverso professioni meno qualificate. La scarsa cultura imprenditoriale, affiancato a stellari tassi d’interesse per mutui di ogni tipo, creano un giusto mix per un immobilismo imbarazzante. La difficoltà del collocamento nella struttura pubblica ha posto l’ultimo barriera per un qualsiasi interesse verso una seria collocazione. Molti mega-parcheggi chiamati atenei accolgono migliaia di pseudo-nullità in cerca di gloria accademica. Tanti pseudo-laureati in legge ma pochi imprenditori; tante facoltà create promettendo adùnata. Il lavoro giovanile da troppi sembra visto come un ultima vergognoso ripiego quando invece potrebbe rappresentare una risorsa. Tanti sembrano aspettare Godot. Oltre che strutturale, è soprattutto un problema culturale.

  • Ragazzi, ma qui non stiamo parlando della bontà della formazione, ma della sua totale assenza.
    1/3 degli italiani sono tecnicamente analfabeti, il dato è sconcertante. Forse bisognerebbe parlare della necessità che lo Stato trovi il coraggio, i fondi e le idee per combattere l’analfabetismo, insieme alla mancanza di meritocrazia.

  • Un dato,leggendo gli esiti delle varie ricerche,è allarmante e significativo,
    e cioè:
    “meno del 20% degli italiani supera quel livello minimo di capacità alfabetiche che servono a orientarsi in una società moderna”.

    Ecco secondo me da qui bisogna partire,per evitare la dispersione scolastica,individuata come la causa maggiore,occorrerebbe che i professori trasmettessero l’amore per la coltura,ed il suo “valore aggiunto”.
    Perchè non spiegare,ribadire,affermare con forza, sempre…
    che la cultura,prima di ogni altra cosa,RENDE LIBERI?
    Forse più italiani saprebbero orientarsi in una società moderna.

  • La cultura rende liberi ma la scuola spesso e volentieri insegna ad esser schiavi.Pochi spazi per le discussioni formative e troppo nozionsmo.In una società dove la cultura sembra sempre più un vezzo di pochi,uno strumento di realizzazione personale dell’ego, la scuola dovrebbe ridare il senso della cultura.Questo luogo di apprendimento dovrebbe essere lo spazio in cui si alimenta la curiosità,la voglia di conoscere,altrimenti le nuove generazioni bombardate da altri valori continueranno ad inseguire sogni come fare la velina o il calciatore senza rendersi conto di quanto è terribile essere schiavi di quello che la società di oggi ci impone di essere .

  • Salve Michael,

    Sintomatico di tutto questo, intendo del sondaggio di Focus e dei vari commenti, è che uno dei primi atti del nostro governo sono stati i vari lodi (Alfano, Schifano,ecc.) le cui finalità credo, a questp punto, non siano chiare a “tutti” .
    Non sono un esterofilo, sono invece orgoglioso di essere “ITALIANO “, ma vorrei solo ricordarvi che uno dei primi provvedimenti del governo Zapatero, in Spagna, è stato ridurre l’IVA sui libri,gli audiovisivi ed i prodotti multimediali . In Italia , invece, tranne pochi “poveri” , la maggior parte delle famiglie è costretta ad acquistare i libri di testo per i ragazzi delle scuole medie inferiori ” scuola dell’obbligo” . Ai posteri l’ardua sentenza.

  • Ho visto in Università far passare esami su esami con ottimi voti solo perchè la gonna della studentessa era più corta del solito o il cognome dello studente aveva un qualcosa di familiare…..per forza poi ci ritroviamo in un Paese in cui anche i migliori asini (e chiedo scusa all’animale) hanno una laurea a portata di mano.
    Anche questa è una grave forma di ignoranza.
    Avere una laurea e non sapere su cosa si basa la Costituzione Italiana….complimenti!!!

  • Beatrice, già il tuo nome mi ispira poesia…
    Ma a differenza mia c’è chi non sa a chi mi riferisco, perchè?
    Perchè, Floris insegna, ci sono raccomandazioni e segnalazioni ovunque e manca un valore importante il MERITO.
    E poi perchè ci sono video su youtube di professori che si addormentano in classe, ma anche di studenti poco disciplinati, che non rispettano le regole, e qual è il fondamento di una buona istruzione e formazione?
    L’EDUCAZIONE
    In casa e a scuola e nelle palestre e dal giornalaio e dal fruttivendolo
    La Costituzione è un esempio, ma al giorno d’oggi non si conosce niente, dal codice della strada al libretto d’istruzioni del telecomando universale.
    Invece di abbattere gli alberi, ABBATTIAMO L’IGNORANZA!

  • L'autorvolezza di indignarsi

    Questo dell’istruzione è sicuramente un tema che non solo è caldo, ma è centrle. Dietro c’è una vera e propria questione morale, oltreché sociale. La servitù della gleba è sata abolita molto tempo fa e abbiamo imparato che non si possono imputare a chi le subisce le vessazioni. La scuola deve essere aperta a tutti, ma non tutti possono parlare di merito. Non ci rienpiamo la bocca di ciò, se non ne abbiamo l’autorevolezza. La via non è parlare per luoghi comuni, tronisti, velini ma dove siamo dalla d’eusanio o cucuzza? Ora basta, le parole sono importanti, solo perchè si sa chi è beatrice non vuol dire che si è colti, nè tantomeno che si è meritevoli diqualcosa.
    saluti

  • Da parte mia credo che lo spunto offertaci da Raffaele Bernardini e l’impostazione data dal Professore al tema dell’educazione siano entrambi di una straordinaria utilità per leggere la nostra società ed evidenziarne il declino sociale e culturale, ormai di comune sentire.
    Da parte mia vorrei proseguire, come ho avuto già modo nel mio intervento al post del Dott. Magnaghi, con il ricordare la figura di Don Milani, scomparso ormai quaranta anni, a cui mi lega una profonda ammirazione intellettuale e religiosa.
    E così Don Milani, in Esperienze pastorali, affermava come ” … mi pare di poter dire che la scuola, in questo popolo e in questo momento, non è uno dei tanti metodi possibili, ma mezzo necessario e passaggio obbligato né più né meno di quel che non lo sia la parola per i missionari dell’Istituto Gualandi (istituto di sordomuti – n.d.r.) o la lingua per i missionari in Cina. Domani invece, quando la scuola avrà riportato alla luce quel volto umano e quella immagine divina che oggi è seppellita sotto secoli di chiusura ermetica, quando saranno miei fratelli non per un retorico senso di solidarietà umana, ma per una reale comunanza d’interessi e di linguaggio, allora smetterò di far scuola e darò loro solo Dottrina e Sacramenti. Per ora questa attività direttamente sacerdotale mi e preclusa dall’abisso di dislivello umano e perciò non mi sento parroco che nel far scuola “. ” Non è esagerazione sostenere che l’operaio d’oggi col suo diploma di quinta elementare è in stato di maggior minorazione sociale che non il bracciante analfabeta del 1841 ” ” La libertà di stampa è un immenso bene. Ma quando s’è fatto solo la quinta non se ne gode più in Italia che in Russia. Che meraviglia se il povero non vorrà battersi per ciò che non ha mai goduto? ”

    Ancora, ai suoi ragazzi Don Milani diceva: “non sapete leggere la prima pagina del giornale, quella che conta, e vi buttate come disperati sulle pagine dello sport. E’ il padrone che vi vuole così perchè chi sa leggere e scrivere la prima pagina del giornale è oggi e sarà domani dominatore del mondo”. … È solo la lingua che rende uguali. Uguale è chi sa esprimersi e intende l’espressione altrui” .

  • “I MISS Italia” Mi manca l’Italia che non ho mai conosciuto.
    Io voto per la costruzione di ARMI D’ ISTRUZIONE di massa.

    Troppo tempo sui banchi? TROPPO TEMPO SUI BANCHI?!?!?
    Atterrita dalle dichiarazioni dell’avv.Gelmini, non mi resta che sperare che il “GELME”del buon senso attecchisca nel cuore del nostro bene amatissimo ministro e lo faccia rinsavire. Senza esagerazioni di sorta.
    Mi domando: l’educazione in pericolo, il futuro delle nostre generazioni, l’ignoranza e l’analfabetismo che dilagano, costituiscono il vero oggetto del confronto “agguerrito” fra alte istituzioni e sindacati di rappresentanza? O sono forse, l’oggetto di una strumentalizzazione selvaggia volta a proteggere sacrosanti argomenti quali la salvaguardia dei posti di lavoro dei 150.000 dipendenti che vedono evaporare davanti ai loro occhi il loro stipendio, o il conseguente risparmio cui si anela? Secondo quale priorità vengono affrontati gli argomenti? L’istruzione al risparmio è un concetto da seconda guerra mondiale. Peccato che oggi cambino i presupposti e che l’incentivo all’apprendimento risentirà oltre che delle penurie finanziarie, anche del mordente che una volta, accompagnava gli assetati di conoscenza affrancati dal bisogno. Un massiccio blocco all’erogazione di risorse. Altro che tagli.
    D’accordo, vogliono ridurre la spesa pubblica.
    D’accordo. Un solo docente. Per 20 bambini. Per meno di 5 ore al giorno 6 giorni a settimana = Un docente scelto quantomeno secondo “Criteri di Qualità”.
    Tzè, neanche fossero vacche del sudtirol.
    Ed in base a quali criteri e quali prove dovranno superare per passare tali selezioni? Ci sarà un Grand Jury come per la scrematura delle potenziali ed aspiranti Miss?
    Idoneità agli standard contenuti nella tabella nella quale sono riportati gli indici di attitudine ad essere gli insegnanti perfetti?
    Non più TRE ma UNA. Ma a che prezzo? Pago due prendo una? E loro, cosa ci guadagnano? Verranno gratificati a dovere?
    E per la gioia dei tanti Pierino delle prossime generazioni, la maestra del futuro avrà le fattezze di un clone ringiovanito di Edwige Fenech? Oppure avrà l’irritante pazienza ed il sorriso di Mary Poppins? O peggio ancora, c’è il rischio che alla selezione passi una perfida ed inottemperante Fraulen dai metodi barbari seppur efficaci?
    La diversificazione del corpo docenti, soprattutto in un periodo di imprinting cultural-educativo come quello della scuola primaria ,consente ai bambini di accrescere le capacità di modulazione dell’apprendimento e di critica a seconda dei ritmi, dei metodi e dei sistemi pedagogici adottati da differenti istitutrici.
    L’idillio di ogni studente, alunno o scolaro italiano sta per coronarsi: meno ore fra i banchi di scuola. L’apocalittica diaspora dei cervelli avrà luogo entro breve.
    Data per assodata la presunta competenza degli insegnanti, la predisposizione culturale cui dovrebbero fregiarsi le nuove generazioni, e l’idoneità dei locali a fungere da ASS “Ambienti Scolastici Stimolanti” ed ovviamente, un piccolo contributo in più, perché non lasciare che i bambini, crescano intorno al polo calamitante della scuola? Fino a diventare giovani studenti liberi ed autonomi.
    Più ore a scuola. Riduzione meno drastica del numero dei docenti. Incremento dell’orario scolastico ? conseguente riduzione dei costi extra per le famiglie. Meno ripetizioni private per i bambini ipercinetici,obesi e videogame dipendenti. Più attività mirate per lo sviluppo delle attitudini fuori dagli schemi convenzional-adolescenziali.
    I mezzi di comunicazione e la scuola, altro non sono se non i filtri ormai, ahimè, bidimensionali attraverso i quali passano le trame di una rivoluzione silenziosa. I progetti a lungo termine appagano più di una conquista ex tempore. Quanti ancora dovranno ripetermi ed a quanti ancora dovrà ripetere: Quanto avrei voluto studiare all’estero?

  • Ignoranza che spadroneggia anche nei mezzi di comunicazione. Basti pensare che il presidente del consiglio viene intervistato a “porta a porta” da miss italia e da una campionessa di scherma anzichè da esperti di politica.

  • GAIA, mi vuoi sposare?

    il tuo saggio “breve” di quattro colonne ricche di significato e piene di rabbia perchè sei nata sulla punta dello stivale, (eh proprio sulla punta) e non, casomai, in una regione della germania dell’ovest o in uno stato federale del nord america, o in India o in russia o in cina, sognando la maestra Mary Poppins o Edwige (…anche io la sogno spesso), mi ha fatto commuovere.

    Anche la giuria di qualità di Miss Italia mi ha fatto “piangere” ma in un altro senso, Andy Garcia, grande attore, viene in Italia solo per vedere il palio di siena, bere del buon vino, mangiare la pizza da Brandi e presenziare concorsi di bellezza,
    allora io mi chiedo davvero se in altri Paesi la storia è la stessa oppure no.
    Gaia, io la penso come te, costruiamo armi d’istruzione di massa

  • X the answer
    Quella più che ignoranza è volontà di far rimanere ignoranti gli spettatori.E’ difficile essere messi alle corde se ti intervista Miss Italia(anche se c’è qualcuno che ci riesce).

  • Una volta l’istruzione era considerata un lusso o un privilegio per pochi, oggi corriamo il rischio che venga considerata inutile. La colpa non è soltanto della scuola o della politica in generale, ma di tutta la società che troppo spesso sceglie come modelli di riferimento quelli indicati dai mass media. Apparire a tutti i costi è più importante che essere, dire qualunque cosa è più importante che fare o proporre, ricercare il facile consenso è più importante che ricercare la soluzione dei problemi alla radice dei problemi stessi. Affrontare i problemi di una società vuol dire affrontare anche i problemi di un’istruzione sempre più completa ed efficace: questo è uno dei più grandi investimenti che possiamo fare per il nostro futuro.

  • A riguardo dei mass-media.Anche questo é un “problema”. In Italia i cittadini vengono tenuti LONTANI dalle procedure dell’informazione e dunque non partecipano ai contenuti di essa.
    I giornali, a titolo “consolatorio”, pubblicano soltanto lettere di lettori…spesso si tratta di “sfoghi” che non hanno riscontro…Il problema da risolvere é quello della partecipazione dei cittadini alle procedure dell’informazione e lo dico da giornalista ( oltre 6o anni di “mestiere…”), che si batte per la “causa” dei lettori…Ed anche l’informazione produce nei lettori risultati “allarmanti”…Va di moda il gossip, vanno di moda certi scoop, perfino far vedere le gambe di Sarah Palin in primo piano (Corriere della Sera). Tutto questo produce incultura…E quindi non é soltanto la scuola ad essere responsabile dello stato allarmante e spaventoso della cultura in Italia…Se continua così, gli incolti aumenteranno…

  • La scuola è responsabile perchè è l’istituzione posta a baluardo della cultura,dovrebbe essere lei ad arginare il problema e a risolverlo.

  • anzitutto,

    ringrazio il dott. bernardini per l’importante spunto che ha dato vita a questa discussione,

    poi, vorrei precisare a “l’autorevolezza dell’impegno” che se è vero che il merito non può esser valutato da chiunque, è altrettanto vero che per affermarsi ha bisogno dell’impegno di tutti…..

  • giusto prof, il merito per affermasi ha bisogno dell’impegno di tutti…

  • Credo che il discorso dell’analfabetismo in Italia sia indissolubilmente legato al deficit di consumo di cultura. Basti pensare alle statistiche che rivelano che la maggioranza degli italiani non legge nemmeno un libro all’anno…
    Guardate qui: http://www.ilquotidiano.it/articoli/2008/01/25/81876/leggere-il-fascino-del-passaggio-dalla-dimensione-del-reale-a-quella-del-possibile.
    Un piccolo riassunto per inorridire: negli ultimi 12 mesi, il 62% degli italiani confessa di non aver letto neppure un libro; non legge chi ha un basso livello di reddito e d’istruzione e vive nel Meridione; sul totale della popolazione, i lettori forti rappresentano solo l’1%.
    Da notare: quando si parla di lettori “forti” si intendono persone che leggono più di 10 libri l’anno (cioè… un libro al mese!): non proprio una pazzia.
    Insomma, io credo che dovremmo riflettere anche su questo aspetto per capire il motivo che spinge gli italiani a tenersi alla larga dai libri e rifugiarsi davanti a Uomini e Donne per seguire le vicende – francamente imbarazzanti – del tronista di turno.

    Eleonora
    http://www.repubblicadeglistagisti.blogspot.com/

  • Non è un problema di Veline, di Uomini e Donne, di giornali scandalistici, di Miss Italia… Questi programmi non sono causa dell’ignoranza, ma diretta conseguenza.. E il problema non è che esistono, ovvero che la tv li trasmette, ma come vengono seguiti, con quale spirito li si vide… Mi smebra che quasi tutti i commentatori di questo blog abbiamo visto Miss Italia ma non hanno subito sicuramente un processo deculturizzante per questo! Hanno saputo guardarlo con occhio critico, si sono fatti due risate, l’hanno criticato in questo blog , ma finisce lì… La soluzione all’analfebetismo non deriverà certo dall’abolire Uomini e donne (il proibizionismo, in tutti i sensi, è sempre una deriva..).. Il punto è che poi quando smetti di guardare la tv e esci fuori di casa ritrovi gli stessi tronisti, le veline che guardano le vetrine dei negozi, le miss che ballano sui cubi delle discoteche.. QUESTO E’ IL PUNTO! Non è la società che imita la tv, ma la tv che imita la società.. La prima grande rivoluzione da fare è sociale, è nella scuola, nella famiglia, all’oratorio, anche, se serve, o nelle discoteche addirittura.. Insegnare l’arte del sacrificio, del “ti metto 2 se non studi e ti ci faccio fare media”, del “il più bravo avrà un cioccolatino”, e cose così… Banali ma essenziali.. per diventare persone capaci di prendere in mano il proprio destino non è necessario leggere tutte le mattine 4 giornali o sapere esattamente in cosa consiste in metodo proporzionale, perchè altriemnti si rischia di diventare classista e credere che ci sia una sola cultura: quella settoriale, quella che crediamo di avere noi..
    Piano piano ce la faremo.. Piano piano l’80% della popolazione guarderà uomini e donne e si farà quattro risate.. basta solo aspettare il ricambio generazionale e le persone giuste che lo renderanno possibile…

    io ho 20 anni e ancora ci credo..
    con ottimismo…

  • Ah, dimenticavo..
    Ovviamente il ricambio generazionale dovremmo farlo noi…

  • Cara Elena,
    nel suo commento(a mio avviso) lei non valuta un elemento essenziale: è infatti ben vero che molti di noi sono in grado di guardare con occhio critico le varie trasmisioni trash che invadono le reti nazionali, ma valuti che le stesse trasmissioni sono guardate da migliaia di ragazzini che non hanno ancora sviluppato le adeguate capacità cognitive per aver il nostro stesso spirito critico. Così ,proprio questi ragazzini, che dovrebbero rappresentare “IL RICAMBIO GENERAZIONALE” ,se non hanno la fortuna di avere una solida famiglia alle spalle che li indirizza sulla via maestra (come sempre più spesso accade),crescono con il mito di Costantino Vitagliano e delle veline è cioè con la consapevolezza che non serve studiare per diventare ricchi e famosi,semmai serve farsi vedere negli ambienti giusti e darsi via al primo pseudo-produttore che ti pervade con le sue promesse da marinaio. Comunque anche io ho 20 anni e voglio associarmi al suo ottimismo, che non guasta mai, purchè non ci si foderi gli occhi al costo di vedere ciò che non c’è.

  • Il nostro Paese ha molti difetti:un sistema formativo che non prepara al lavoro, imprese che non investono sulla competitività, la poltica, da destra a sinistra, sempre meno competente ed appassionante, in sostanza una classe dirigente (tutta, dalle imprese alla politica, passando per i “formatori”) che ha ottenuto come risultato questo Paese, ricco di potenzialità eppure tremendamente indietro.Però il problema dell’incultura che colpisce gli italiani di questa epoca non è dovuta alla scuola….possiamo criticare tutto e dovremmo cambiare molto, ma non possiamo dire che chi oggi ha voglia di studiare, chi ha voglia di leggere e farsi una cultura non può farlo! Credo invece che l’incultura sia il frutto della stessa mancanza di curiosità e di positiva ambizione, per cui tanti della nostra generazione restano ad sspettare il piatto pronto, magari lamentandosi per come va il mondo. Quel 36% d’ignoranti ed incolti è il sintomo di un fenomeno sociale e culturale profondo che proviene dalla concezione della vita dei nostri padri, che hanno vissuto il ’68, partecipando o decidendo di stare a casa, poi, dall’era del boom economico, hanno costruito o partecipato a quella che negli anni ’90 si sarebbe rivelata essere “Tangentopoli” ed infine sono diventati qualunquisti. Ai figli hanno assicurato una fanciullezza ed un’adolescenza nella bambagia, ma non un futuro ed una coscienza sociale e collettiva.

    P.S.:la generazione dei nostri padri è anche quella che, dicendo che tanto si può cambiare canale, ha inventato le veline…..nel dopoguerra la televisione, che, come chi la dirigeva, aveva l’obiettivo di sconfiggere l’analfabetismo, mandava in onda un insegnante d’italiano……

  • Nella incultura e nell’ignoranza ci “sguazza” la politica, la politica NON NOBILE, quella dai risvolti e percorsi clientelari, la politica d’immagine e non quella volta al bene della comunità-Paese.
    Più ignoranti vi sono e meno contestazioni si hanno…In questo modo i giudizi sulla politica italiana restano appannaggio di limitate aree di persone nonché di opinionisti e politologi di varia estrazione.
    L’ ignoranza é il “terreno” sul quale prospera anche il populismo demagogico…anche se qualche volta i “populisti” hanno sacrosante ragioni…
    Mi riferisco al populismo contestatorio e non a quello del Potere, impersonato dal nostro “adorato” premier…Bisogna riflettere e far sì che l’ignoranza non diventi un elemento di prevaricazione per i cittadini che capiscono i problemi del Paese e che credono ancora nella vera politica.

  • Ma cosa importa al nostro Ministro dell’istruzione Maria Stella degli analfabeti, oa non ci saranno piu’ problemi arrivano i grembiuli nuovi …e come mettere una sella da cavallo ad un asino, bellissimo la scuola sta andando a ramengo mia moglie insegna ancora in una scuola dove bisogna vestirsi pesante perche’ ogni tanto i riscaldamenti potrebbero non funzionare i banchi anno ancora le mie iniziali incise (io sono del 67) i libri ogni anno vanno cambiati e aumentano sempre ,del tipo che uno stipendio medio fa a finire per i libri ,vorra’ dire che mangeremo il mese prossimo.
    Ma cosa stiamo a discutere ancora mettiamola coda in mezzo alle gambe camminiamo e non fiatiamo piu’ e questo che vogliono da noi i nostri politici.
    Il militare non e’ ancora finito AAAATTENTI!!!!!!!

  • secondo me i 9milioni999mila999,9 periodico sono calciatori

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