Basta osservare le statistiche pubblicate in questo dossier, per rendersi conto che il frutto avvelenato della Seconda Repubblica è la crescita zero.
All’inizio degli anni ‘80, nonostante l’inflazione e il terrorismo, crescevamo del 4% l’anno. Dieci anni dopo, dell’uno virgola qualcosa per cento. All’alba del nuovo millennio, è arrivata la crescita zero. Quest’anno il nostro Pil pro capite si ridurrà del 4%.
E’ un articolo di sei mesi fa per il sole 24 ore che mi sembra tornato di attualità
Anche a seguito dell’approvazione del pacchetto di misure anticrisi, il nostro sistema di ammortizzatori sociali mantiene un grave limite, che è anzitutto culturale: sostiene, per quanto può, le imprese in difficoltà, ma non premia quelle che meritano. Come invece, sarebbe necessario per reagire alla drammatica crisi che si è abbattuta sull’economia globale.
E’ proprio vero: gestire un sito è difficile, gestirne due è massacrante. Quindi, almeno per i prossimi mesi, mi trovate su dillinger.it, il primo social magazine generazionale che dà voce a tutti gli outsider. Su questo sito continuerò a pubblicare gli articoli di approfondimento….. Ci vediamo su dillinger.it
Oggi è morto Gino Giugni, un riformista che con la forza delle idee e il coraggio di realizzarle, ha migliorato la vita di milioni di lavoratori italiani.
E noi ci sentiamo tutti un po’ più soli.
Ripubblico, con infinita tristezza per la scomparsa, una conversazione con il grande Maestro che è stata pubblicata su “Formiche” nel 2006.
In un momento in cui i temi del lavoro tornano ad essere centrali, Gino Giugni ci accoglie nel suo studio per una conversazione poco prima della presentazione del suo ultimo libro, “La memoria di un riformista”, in cui ripercorre le tappe salienti della sua vicenda personale e professionale nel contesto della storia politica italiana dell’ultimo mezzo secolo: dall’infanzia sotto il fascismo, alla Resistenza, alla lunga attività di studioso di diritto del lavoro e di intellettuale impegnato in politica, fino ad episodi drammatici come l’attentato subito dalle Brigate rosse.
Com’è sotto gli occhi di tutti, gli abruzzesi sono un popolo forte e operoso. Per questo nessuno dubita che, quando l’emergenza del terremoto sarà passata e il dolore per i troppi lutti si sarà attenuato, l’Aquila tornerà a vivere e produrre. Perché ciò accada gli abruzzesi devono, però, fare sistema affinchè la ricostruzione del centro cittadino si trasformi in un‘opportunità di sviluppo. Per rilanciare una provincia che, già prima della devastazione sismica, era afflitta da una grave crisi economica e occupazionale, causata della chiusura di molti stabilimenti dell’ormai declinante Polo Elettronico Aquilano.
La grave crisi produttiva e finanziaria che attanaglia il nostro Paese (e non solo) e che ha spinto il legislatore ad adottare misure di sostegno alle imprese con l’obiettivo di sostenerle in attesa di una ripresa, pone problemi inediti alle aziende nella gestione degli ammortizzatori sociali.
Proprio la crisi, infatti, da un lato palesa squilibri ampiamente noti quali la frammentazione e la stratificazione delle normative del settore che da troppo tempo attendono una riforma complessiva e, dall’altro, la necessità di adattare gli istituti esistenti ad una situazione congiunturale così difficile.
Si è reso, dunque, necessario un ulteriore intervento in materia di ammortizzatori sociali (legge n. 33 del 2009, Misure urgenti a sostegno dei settori industriali in crisi), modificando di fatto l’impianto già profondamente rinnovato dal decreto anticrisi, convertito nella legge n. 2 del 2009.
questa mattina vado su www.dillinger.it e trovo i racconti di alcuni giovani assolutamente sorprendenti, e poi dicono che il paese reale è peggiore della politica in parlamento…… a me invece sembra che il paese sia pieno di talenti, provare per credere…. www.dillinger.it…. p.s. per non parlare dei video di alessandra magnaghi che è un vero genio
Da qualche giorno mi delizio leggendo il sole 24 ore ed in particolare le lezioni per il futuro di Guido Tabellini, Joseph Stiglitz, Jean Paul Fitoussi, Pietro Modiano, Innocenzo Cipolletta, Parag Khanna, Luigi Zingales e tanti altri. Un giacimento di idee per reagire alla crisi, un serbatioio di contenuti per costruire il futuro, lo consiglio a tutti, a cominciare dai miei studenti…..
Per far fronte alla drammatica crisi che ha travolto l’economia globale molti auspicano un ritorno dello Stato nell’economia. E dopo un decennio di privatizzazioni selvagge non ci sarebbe niente di male, anzi.
C’ è però un punto che suscita alcune perplessità.
Come può uno Stato che produce ingiustizie di ogni tipo (generosi baby pensionamenti per alcuni e pensione a 70 anni per altri) ed è appesantito dai difetti di funzionamento e di efficienza denunciati nel corso degli ultimi anni (da “la casta” ai “rapaci”), costituire una valida risposta ai drammatici problemi che questa crisi sta causando a milioni di persone?
i regimi totalitari hanno sempre tentato di rendere pubblico anche il privato, noi ci siamo riusciti, come dimostra il dibattito politico di questi giorni, dai candidati alle europee, alle vicende sentimentali del premier…… per saperne di più www.dillinger.it ….
è nato dillinger, il primo social magazine italiano per catalizzare i talenti e mettere in rete le idee. Ci abbiamo lavorato tanto e ora lo consiglio a tutti…. oltre itakapress …… ..www.dillinger.it… … eddai..
Oggi, eleonora voltolina, una giovane giornalista con la passione del web, ha presentato il progetto ok stage. Un bollino di qualità per aiutare i giovani laureati a trovare uno stage di livello nelle aziende che realmente credono nelle risorse umane. Una bussola generazionale per aiutarli ad orientarsi nel mercato del lavoro che dimostra che, se smettiamo di lamentarci per rimboccarci le maniche, possiamo costruire un futuro migliore. Insomma, un segno importante di quel welfare dei privati che la nostra generazione deve cominciare a costruire. Per questo, stiamo con eleonora e sosterremo il bollino con convinzione………
“Voglio essere leggero come gli uccelli e non come le piume”……….. Ieri, con alcuni studenti, abbiamo assistito all’interpretazione di Albertazzi delle Lezioni americane di Calvino. Lo spettacolo affrontava solo la lezione sulla “Leggerezza”, che resta un insegnamento di vita, speriamo che presto venga messa in scena anche quella sull’ “Esattezza”, ce n’è un gran bisogno……
In questi dieci anni di insegnamento nell’Università di Teramo ho conosciuto tanti abruzzesi. Sono un popolo straordinario e gentile e sono sicuro che riusciranno a reagire anche al drammatico terremoto che li ha travolti. Per farlo hanno però bisogno del nostro aiuto e della nostra solidarietà. Cominciare è semplice, basta, ad esempio, donare il sangue o fare un bonifico…….
There was a time when ideology moved the masses, now the masses are moved by swear words.
This is a disturbing sign of the times, the result of a change of mindset and morals that afflicts Italian society. A society where people, having lost all sense of “common good”, are passionate and divided on all sorts of topics, from cheap scandals to serious political matters.
In this context, the categories of Right and Left lose much of their meaning. In the songs of Giorgio Gaber ( there is a famous one called ” Destra- Sinistra”) even prosciutto and mortadella could be classified as left or right. In the days of minister Calderoli and of the Hon. Pecoraro Scanio the labels are barely able to give a proper account of the gerontocratic political landscape. They are just a badge that divide the parties, no more.
Sarkozy’s ministers and our own industrial elite are heading Left, the workers of Mirafiori vote for the Right, and Gordon Brown meets Margaret Thatcher in great pomp at Downing street.
Una chiacchierata che ho avuto il piacere di fare con Marco Patruno, pubblicata sul blog generazione.blog.lastampa.it…
L’intervista affronta il rapporto tra precariato e flessibilità. La coesistenza spesso difficile di due mercati. Un mercato del lavoro e un mercato delle opportunità dove sembrano andare paralleli senza che ci sia apparentemente un nesso tra di loro. E infine la questione di una “ricetta ideale” per una flessibilità dal volto decisamente più umano. Non voglio rubare altro tempo ai miei lettori, e vi lascio alle risposte del professore Michel Martone.
Che cosa pensa del precariato giovanile? Precariato e flessibilità sembrano essere diventati due termini sinonimi e facilmente intercambiabili tra di loro. Realtà o e soltanto un’impressione?
L’accordo quadro sulla riforma degli assetti contrattuali sottoscritto lo scorso 22 gennaio segna un decisivo spartiacque nella storia delle relazioni sindacali, per tanti motivi. Perché pone le premesse per far decollare la contrattazione collettiva di secondo livello e collegare le retribuzioni al merito e alla produttività; perché introduce maggiori certezze in ordine alla tempestività dei rinnovi contrattuali; perché mira a ridurre il numero dei contratti collettivi nazionali; perché cerca di porre fine agli scioperi dei sindacati minoritari che paralizzano i servizi pubblici locali. Ma soprattutto perché, con esso, il Governo chiama i sindacati a nuove ed importanti responsabilità, anzitutto nella definizione delle regole della democrazia sindacale.
This system we live and exist in has by now become ill to a degree with a sort of generational selfishness. It’s a system in which our father’s privileges are being funded by their children’s future, over whose head is hanging above all the enormous weight of our third world’s debt.
The origins of this self-interest can be traced in our society to a very long way back and are subject to constant renewal, as was demonstrated in fact by the protocol sanctioned last year by the government and trade unions. It’s no doubt a protocol which cannot possibly be met favourably and this for a number of reasons. On top of all is the government’s alteration of the infamous age-step which was in theory supposed to pension off about 150.000 workers not in the mood to wait until 60. This is no doubt a choice reflecting the nature of this selfish, unjust and anti-historical situation. Its selfishness derives from the decision to send fathers into pension at 58 whereas in future their children will have to wait until they reach 70.
dicono che allo scoccare del nuovo anno è importante darsi un nuovo obiettivo, io vorrei provare con alcuni post in lingua inglese, dicono che sia la lingua del web …..
They say life in the castle is a smug one. A steady job, a free and dignified existence. They also say once you’re hired in the castle you can make your way up through the years and that it’s not so easy to be fired. Just think, the best-seller among the castle’s inhabitants right now is: “Goodmorning Laziness. How to survive in a company working the least possible amount”.
They also say its merit goes to a miraculous legal device, now elevated to mythical heights: the 18th Article. A strange contraption, which strong of its solid legal tradition, has no equals in the other castles, and after the epic battles of recent years, has now become a true national symbol.
Al rientro dalla pausa estiva, le posizioni del Governo e delle parti cosociali restano più o meno le stesse, ma cambia radicalmente il contesto. Arriva la crisi finanziaria che, quasi subito, contagia anche l’economia reale. Si contraggono i consumi e quindi la produzione industriale e, contestualmente, cominciano le richieste di cassa integrazione guadagni straordinaria. Alcuni iniziano a parlare di stagflazione, tutti sono preoccupati per l’evoluzione della situazione. Anche perché, se la crisi ha una portata straordinaria, l’agenda di Governo, come quella dei sindacati, è già fitta di impegni.
Dopo quindici anni di impoverimento collettivo, cinque di crescita zero e due di paralisi istituzionale, l'Italia è giunta al capolinea.
Qui potete trovare le mie riflessioni sulla crisi di questo paese bloccato, il labirinto della precarietà, le difficoltà degli outsider, la prepotenza dei veto player, il debito pubblico, la scomparsa del bene comune e altre questioni che compromettono il nostro futuro.
Materiali alternativi, contenuti multimediali e altri spunti alla ricerca del cambiamento.
Chiunque è benvenuto per portare idee e stimolare la riflessione!
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