Barack Obama Presidente degli Stati Uniti

Senza Parole

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Commenti


  • “non siamo una collazione di individui, siamo gli stati uniti d’america”,
    bellissima frase del discorso di Obama, che fa riflettere sull’importanza di rifiutare l’individaulismo, in favore del bene comune della propria nazione.
    Forse possiamo qui imparare qualcosa ora che ci accingiamo ad un nuovo federalismo, non ci scordiamo che siamo una repubblica una e indivisibile, non ci scordiamo che siamo una repubblica democratica fondata sul lavoro e che la sovranità appartiene al popolo.
    Buona speranza a tutti, ora vedremo quali saranno in concreto gli scenari futuri.

  • Ancora non mi sembra vero di avere assistito alla prima elezione di un presidente degli stati uniti di colore.Un’accadimento storico eccezionale,il sogno di martin luther king che si avvera davanti ai nostri occhi.Forse il mondo sta veramente cambiando.

  • Ci siamo trovati in moltissimi a tifare per lui ed eravamo quasi tutti certi che avrebbe vinto, ma non lo dicevamo per scaramanzia…
    Forse la nostra ammirazione era anche un po’ invidia per cotanto candidato al Governo del paese più potente del mondo.
    Un “giovane” come Obama in Italia sarebbe una promessa della politica nazionale, in America è un presidente.
    Quando Obama parla di futuro e di futuro dei bambini, lo fa tenendone per mano due.
    Quando Obama parla di uguaglianza sociale, lo fa con la pelle nera.
    Quando obama dice “Yes we can”, non dice “Si può fare”.
    Quando Obama si sposa, si prende una con due lauree, non un’attrice o una ex valletta.
    (Se sembra poco, beh, noi non abbiamo neppure questo).

  • Senza parole, veramente, l’idea del cambiamento, la forza degli ideali, quell’impeto nella loro realizzazione.

    Che finalmente si sia giunti ad un altro momento di svolta nella storia, nuove relazioni, rigenerazione dei rapporti, nuove categorie. Nella speranza che l’atmosfera di cambiamento arrivi anche da noi, che contagio presto raggiunga anche l’Europa, l’Italia, le nostre menti.

    Nella speranza che tutto questo non rimanga solo speranza ma che si concretizzi nel raggiungimento del bene comune.

  • Simonaaaaa…e Obama vola…
    e fu così che si è materializzato il nuovo sogno americano…
    un giovane uomo,
    di madre keniota,
    che cresce con i nonni bianchi,
    parte da Chicago, fa scalo alle Hawaii,
    e atterra a Washington DC…
    su di un letto a stelle e strisce…
    certo non si tratta di un letto morbido e comodo ma la meta è stata raggiunta…
    il prato è quello verde,
    inglese,
    curato,
    come a Wimbledon…
    la casa è bianca,
    grande,
    con colonne che si innalzano fino al cielo,
    che la notte, se scruti bene il firmamento,
    riesci a vedere un punto luce accanto all’orsa maggiore,
    ma non è venere nè la stella polare,
    bensì è la speranza di milioni di persone,
    di bianchi, di neri, delle maggioranze, delle minoranze, dei latinos e degli italiani di little italy, dei chinesi e dei newyorkesi…
    ma anche dei texani e dei californiani, e delle stars di Holywood…
    eh si perchè Barak Obama rappresenterà tutti e dal suo primo comunicato ufficiale da neo-eletto Presidente degli Stati Uniti d’America già si nota il suo carisma, il suo entusiasmo e la sua energia…
    Allora in bocca al lupo Obama e con una sentita fiducia le auguro buon lavoro……

  • sono veramente commossa…questo presidente rapprsenta una svolta infinita nella storia dell’occidente.adesso abbiamo una speranza in più anche per noi.VAI OBAMA!!!!!!!!

  • Carissimi,è un giorno grandioso,finalmente il cambiamento!Forse il mondo ha ancora una speranza.Certo,riflettere come fa Simo sulla possibilità di avere un “giovane” come Obama in Italia è importante,ma come si può pensare a questo quando un noto parlamentare,il presidente del gruppo del PDL al senato fa queste dichiarazioni:”…con Obama alla Casa Bianca, Al Qaeda forse è più contenta”.Cioè si può essere così idioti?Siamo davvero indietro…benedetta America…Change,WE CAN BELIEVE.

  • CON L’ELEZIONE DI OBAMA IL FUTURO DEL MONDO E’ MENO NERO.
    Ora e’ notizia.Ora e’ certo.Si conosce il nuovo presidente degli Stati Uniti.E’ ormai quasi due anni che va avanti l’incertezza su chi sara’ il successore di Bush e,senza voler assolutamente sminuire l’importanza dell’evento,questa agonia e’ durata davvero troppo!Mettendo da parte le posizioni politiche,non ce la si faceva davvero piu’ a sentire sempre i soliti servizi giornalistici,sempre le solite immagini ed i soliti video,finalmente hanno eletto il Presidente!
    Il fatto che sia afro-americano,in un mondo ideale,non dovrebbe avere nessuna importanza.Come si fa a parlare di uguaglianza se ogni volta che una persona “diversa” dal solito stereotipo di individuo fa qualcosa di importante viene etichettato come l’eroe che porta avanti l’interesse della sua “minoranza”?
    Obama e’ il Presidente di tutti gli americani,non solo di quelli di colore;la sua non era una lotta razziale,ma una campagna elettorale.
    Purtroppo questo non e’ un mondo ideale,allora la risposta alla domanda “il colore della sua pelle e’ stato influente?” deve essere affermativa:la “razza” (mi fa ribrezzo pensare ad una razza,visto che siamo tutti uomini)ha influenzato queste elezioni,da una parte forse i “bianchi” hanno considerato diverso dall’ordinario Obama,dall’altra forse gli afro-americani hanno ritenuto opportuno di votare colui che considerano uno di loro(come se volessero distanziarsi dal resto della comunita’).Queste due possibilita’ mi sembrano entrambe razziste.Secondo me ha vinto il migliore,non il “diverso”.

  • Obama:è lui il 44° presidente degli USA!
    Ecco l’e mail che lo staff di Barack Obama ha inviato questa notte a tutta la mailing list,appena saputo il responso,per ringraziare tutti gli elettori che hanno deciso di dare al neo presidente una possibilità di cambiamento: YES WE CAN!

    Friend,

    I’m about to head to Grant Park to talk to everyone gathered there, but I wanted to write to you first.

    We just made history.

    And I don’t want you to forget how we did it.

    You made history every single day during this campaign — every day you knocked on doors, made a donation, or talked to your family, friends, and neighbors about why you believe it’s time for change.

    I want to thank all of you who gave your time, talent, and passion to this campaign.

    We have a lot of work to do to get our country back on track, and I’ll be in touch soon about what comes next.

    But I want to be very clear about one thing…

    All of this happened because of you.

    Thank you,

    Barack

    TRADUZIONE:

    Amico,
    mi sto ora dirigendo verso Grant Park per parlare a tutti coloro che si sono raccolti lì, ma ho prima voluto scriverti.
    Abiiamo appena fatto la storia e non voglio che tu dimentichi come l’abbiamo fatta.
    tu hai fatto la storia tutti i giorni durante questa campagna:ogni giorno hai bussato a porte,parlato con la tua famiglia,amici e vicini del perchè tu creda sia tempo di cambiare.
    Voglio ringraziare tutti voi per il tempo,la bravura e la passione che avete dedicato a questa campagna.Abbiamo molto lavoro da fare,per riportare il nostro paese di nuovo in pista e mi occuperò presto di quello che sta per accadere.
    Ma ci tengo ad essere molto chiaro su una cosa:
    tutto questo è accaduto grazie a te.
    grazie
    Barack

    non è una bella lettera?secondo me traspare la sua onestà e la sua voglia di spingere davvero il paese verso la risalita:speriamo bene!

  • …e concordo con Giuseppe!

  • Sono piacevolmente sconvolta…i giovani di molte nazioni tifavano Obama per queste elezioni…è un uomo dal carisma eccezionale!Riesce ad infondere pensieri di reale cambiamento nella mente dei giovani di tutto il mono!

  • io sono ancora sconvolta!!!veramente siamo entrati nel cambiamento…lo stiamo vivendo oggi più che mai.
    e questa è la conferma che non tutti i cambiamenti sono in peggio..questo è il migliore che poteva capitarci..
    e piano piano si può davvero sperare in meglio, piano piano cresce quel barlume di speranza per un mondo migliore che fino a poco fa era inauspicabile…
    e cresce sempre di più un’UNICA voce di cui anche io vorrei far parte: WE CAN!!!
    la cosa princiapale secondo me però è il WE…
    solo insieme si può avere un cambiamento tangibile.

  • finalmante l’occidente ha dato prova di cosa sa fare. Obama rappresenta una civilta’ che in ogni momento storico sa interpretare la giusta strada da percorrere.

    Niccolò

    P.s.
    Ho lasciato un articolo su itaka press un poco più elaborato…in attesa di pubblicazione.

  • Riccardo Tordera Ricchi

    Leggendo questa mattina sul Corriere on line le parole del discorso di Obama mi sono veramente venuti i brividi: viviamo un momento storico di grande importanza ma quello che più colpisce è come un vincitore uscito da una campagna elettorale estenuante come quella che si è svolta per l’escalation alla casa bianca e per di più coronata da un risultato stravolgente, contestualmente alle promesse di rinnovo, tenti subito di ricucire con lo “sconfitto” dicendo: «con McCain lavorerò per rinnovare il Paese». Questa è democrazia, civiltà, questa è la vera grandezza degli Stati Uniti, il sapere essere una Nazione unita….quanto abbiamo noi da imparare!

  • Ulteriore dimostrazione della libertà di questo grande Paese che sono gli Stati Uniti…speriamo che questa sia un’opportunità di crescita anche per noi e per tutti gli altri Paesi del mondo.

  • Non si può esprimere quello che questo Signor Obama porta con se, forse è il segno del vero ricambio generazionale di cui il nostro mondo ha terribilmente bisogno.O almeno così mi piace immaginare il simbolo di un cambiamento, di qualcosa che nasce dalla crisi che sta colpendo tutti e che non ha la minima intenzione di regalarci neanche un attimo di serenità.Spero che in questi anni che hanno come parola chiave la PAURA, un uomo che rappresenta dentro di se così tante sfaccettature faccia tornare tutti a sognare, e aiuti ognuno di noi a ritrovare la speranza.In tutto questo trovo alquanto ridicoli i politici italiani che fanno di una vittoria storica, incredibile e strabiliante come questa (chi credeva che dopo Jimmy Carter il primo democratico a riconquistare questo consenso fosse proprio Obama??) ne facciano un vanto di partito e l’ennesimo motivo di tante e inutili scaramucce!In tutto ciò considero imbarazzanti i nostri quotidiani che da tutto questo sono riusciti a fare testate giornalistiche dove la parola più ricorrente è stata NERO!!!
    Lascio a voi l’arduo compito di commentare.

  • Gioia,commozione e speranza.La vittoria di Barack Obam è tutto ciò e molto di più.In un mondo dove quasi tutto viene dato per scontato,incrociamo le dita affichè quest’uomo possa stupire tutti quanti.
    ITALIANI SVEGLIA!!!Il ricambio generazionale urge anche da noi!

  • Ebbene sì,l’ha sparata di nuovo! Se siete rimasti senza parole per la vittoria di Barack Obama,ancora di più c’è da restare basiti quando il tuo presidente del consiglio,a conclusione del vertice italo-russo,a Mosca,rispondendo ad una domanda sul futuro delle relazioni russo-americane dice che il neo capo degli Stati Uniti ha tutto per andare d’accordo con il presidente russo Demitri Medvedev,in quanto è bello,giovane e abbronzato!!!
    Ma non ha mica vinto il concorso di Mister USA??? E poi Abbronzato???
    E’una battuta a doppio senso di pessimo gusto che sfiora pericolosamente i confini del razzismo e che non fa ridere,anzi ci fa deridere dal mondo intero per l’ennesima volta CVD! Il premier ha subito precisato agli increduli e imbarazzati giornalisti,che l’abbronzatura è una carineria assoluta,un grande complimento!
    Vabene Presidente non importa…OBAMA ha vinto e da oggi comincia una nuova era di cambiamento!
    Aspettando il prossimo “coup de theatre”…

  • Sono d’accordo con Susanna che ha sottolineato come le testate italiani hanno usato la parola nero in modo più che ricorrente…
    Io credo che il cambiamento vero non sia il fatto che c’è un Presidente degli Stati Uniti nero…
    Cioè, sicuramente è un evento, un fatto storico, un eccezionale smacco al razzismo…
    Ma spero che il cambiamento possa derivare dal programma di Obama e da quello che realmente sarà in grado di fare.
    Il suo programma è rivoluzionario, il suo modo di comunicare è rivoluzionario, lui è rivoluzionario.
    Obama è per esempio il primo candidato al mondo ad aver utilizzato come mezzo di propaganda elettorale principalmente internet e gli sms…per arrivare ai giovani, per arrivare prima…e queste cose le ha già raggiunte.
    Ora si spera che riesca davvero a riequilibrare questa crisi che sembra non aver fine, a ridare lavoro a molta gente, a creare la pace e a riscattare il sogno americano…ma io spero che possa riscattare non solo il sogno americano ma il sogno MONDIALE…
    Dovremmo tutti voler essere chiamati UNICO POPOLO…
    Per me questo è rivoluzionario…il colore della pelle e solo un tratto somatico…le persone si misurano per le azioni…
    E parafrasando: “che Dio benedica Obama”

  • Obama è il presidente che non solo gli americani, ma la maggioranza dell’umanità voleva alla guida della nazione più importante del mondo. Nel suo discorso Obama sottolinea quelli che sono i pilastri del tanto auspicato cambiamento: gli ideali americani di “democrazia, libertà, opportunità e tenace speranza”. Sono questi i valori che fanno dell’America il luogo dove tutto è possibile, la nazione capace di sorprendere e di sorprendersi, il paese che sa affrontare con forza prove apparentemente invincibili. In molti oggi affermano che il mondo è cambiato, che quest’aria di novità e freschezza influenzerà anche l’Europa e, per quel che più ci riguarda, l’Italia; credo che anche nel nostro paese opportunità e speranza renderebbero meno ripida la strada per il cambiamento.

  • Ma quà parliamo di lavoro,futuro,giovani e pensioni e ci ritroviamo un Presidente del Consiglio che ci fa deridere dal mondo intero(vedi testate dei media internazionali)e peggio ancora ci dipinge come razzisti?Prima cambiamo governo e prima potremo sperare nel cambiamento che con Silvio Berlusconi presidente non potrà mai avvenire se non per gli interessi di quest’ultimo.

  • @ Aiace: vogliamo anche parlare dell’età della nostra classe politica???
    la nostra italia è un disastro…

  • L’America ha scelto di votare per il cambiamento, per la speranza e ha scelto di volere qualcosa di nuovo perchè probabilmente stufa e delusa dalla situazione…
    L’Italia ha scelto di votare per qualcuno che già conosceva perfettamente e la cui condotta era già ampiamente prevedibile ancor prima delle ultime elezioni…
    Da una lato mi viene quindi da dire: “Italiani, ce la siamo cercata!” (il “noi” deriva dal fatto che in democrazia vince la maggioranza e l’Italia è una: sono convinta che le divisioni non facciano altro che peggiorare le cose..), dall’altro però rifletto sul fatto che fondamentalmente la possibilità del vero cambiamento non l’abbiamo avuta: il massimo che poteva farsi era solo scegliere il “male minore” del momento che comunque non sarebbe stato abbastanza!
    Conclusione? Il sistema è quasi totalmente marcio e minato alla base…e come possiamo pretendere di costruire grattacieli se non radichiamo prima le fondamenta nel terreno?

  • E io dico?Perchè non creiamo un vero e proprio partito politico pieno di giovani,con idee e buoni propositi?Non possiamo solo lamentarci su un blog,parlare e straparlare dei problemi di ogni giorno e dei problemi che ci riserverà il futuro,dobbiamo agire!

  • lolly non c’è bisogno di essere scurrile:potresti esprimere il tuo dissenso senza essere volgare,no?comunque sono assolutamente d’accordo con simona se non per il fatto che Berlusconi tutto mi sembra tranne che il male minore,,

  • scusa, forse mi sono espressa male io, ma con il male minore intendevo la sinistra per il semplice motivo che non ho visto alcuna persona carismatica che fosse capace di catturare il mio interesse e quello della maggior parte degli italiani…tutto qui!

  • sentiamo parlare in continuazione dell’evento OBAMA, del presidente nero, un segno di rottura. Non credete che il razzismo non sia solo una forma di odioso disprezzo ma sia anche una specifica forma di classismo?
    Sottolineare in continuazione che il cambiamento, che l’evento stia nel colore della pelle è esso stesso una forma di classismo e quindi di razzismo. Superiamo il provincialismo, specialmente noi europei.

    Il cambiamento sta nelle idee, non nel colore della pelle.

  • adesso sono COMPLETAMENTE d’accordo con te,simo!

  • barack obama= un sogno che si realizza!bravo obama vai..e sii da esempio a quel…….che ti ha definito “bello, giovane e un pò abbronzato”….vergogna!

  • DEMOCRAZIA: STORIA DEI PARADOSSI ITALIANI QUANDO I SOGNI DEGLI “ALTRI” DIVENTANO “I NOSTRI”

    Accolgo, sebbene con (giustificabile) ritardo, il suo gentile invito a scriverle su questo blog, per il quale, intanto, le faccio i complimenti. Realizzare uno spazio di discussione che, personalmente, trovo più autentico e naturalmente immune dalle “speculazioni ideologiche”che, a tratti, hanno caratterizzato altre passate iniziative, è certamente positivo, intelligente ed istruttivo.

    Prendo parte alla discussione ed ai connessi entusiasmi scatenati dall’elezione del nuovo presidente americano. Entusiasmi tutti italiani cui francamente guardo con scetticismo; stupore, dapprima; guarnito pure, lo ammetto, di qualche comprensibile biasimo. Biasimo dovuto all’atteggiarsi di questo mio Paese, attraversato da un’innegabile e ormai strutturale crisi d’identità; percorso dai tentennamenti di una politica che, a ridosso degli appuntamenti elettorali, è sempre pronta ad inneggiare al dialogo, poi immediatamente sepolto e barattato da mediocri antagonismi, per di più ormai privi di qualsivoglia vocazione ideologica. Un Paese in cui abbiamo assistito, nelle ultime settimane, inermi, talvolta addirittura plaudenti, alla mobilitazione delle masse che protestavano per il “diritto alla cultura”(“kultura”?) disertando poi, attraverso reiterate occupazioni, l’esercizio stesso di quel diritto. Masse di studenti scese in piazza accanto ai professori -nonostante l’evidente divergenza degli interessi perseguiti- per reclamare i propri No e spesso pure totalmente inconsapevoli delle cose cui quei No si riferissero. Come i tagli contestati al ministro Gelmini, in realtà più correttamente imputabili alla legge Tremonti, o ex Brunetta; e via discorrendo.

    Poca roba. Made in Italy, direbbe qualcuno.

    Un Paese che non sa più discutere senza rimanere travolto dall’onda anomala degli estremismi, rossi e neri, imperanti, risvegliati e maggiorati dalla delegittimazione dei rappresentanti al Governo e, dunque, della democrazia. Un Paese che poi, a sorpresa, confermando e sguazzando felice in quella mancanza d’identità nazionale -a mio parere fonte di gran parte dei suoi mali- si scopre ad osannare la vittoria del democratico Obama, quasi ciò rappresentasse una conquista in qualche modo italiana, un rinnovarsi della nostra democrazia.

    E come se l’Italia fosse giunta al capolinea e non sapesse più rialzarsi, neppure facendo ricorso a quei “Rialzati Italia”, proclamati da un governo di centrodestra, purtroppo, alla prova, dimostratosi incapace di un’autentica rivoluzione culturale ed economica. Quest’Italia agonizzante, che non trova di meglio di impegnarsi in sterili contestazioni, nella più totale assenza di proposte alternative, tanto per dar sfogo a questo inedito gusto di protesta distruttiva; quest’Italia, dicevo, rieccola in piedi –prostrata?- davanti alle conquiste straniere, fidente nel fatto che possano riempire i vuoti delle proprie.

    E mentre per le strade delle “Capitale della Repubblica” -come in tono enfatico osava sperarla l’illuso Costituente, ho assistito, attonita, alla comparsa d’insulsi manifesti del Partito Democratico (non me ne vogliano i suoi proseliti) in cui capeggiava l’immagine di Barack Obama accompagnata dallo slogan “Il mondo cambia”, ho rivisto anche, con rammarico, il destarsi della peggiore Italia che invoca dallo straniero le idee che da sola non sa più fabbricarsi, manifestando nel lieto limbo dell’ignoranza sociale, quella sua atavica vocazione al servilismo, riecheggiante nel vecchio“Francia o Spagna purché se magna”.

    Così, continuiamo ad andare avanti, credendo di ristabilire in piazza la democrazia; ignari di doverla ritrovare in Parlamento. Così, ci ritroviamo a guardare con invidia e speranza all’esempio democratico americano, mentre intanto, ad onta del disastro politico-economico italiano e mondiale in atto, ci si diletta nell’analisi del fondamentale battibecco tra le parti sull’ “abbronzato” imperdonabilmente pronunciato dal Presidente del Consiglio a commento di Obama.

    Così, rieccoci ad indossare le migliori vesti del paradosso italiano, assistiti e autorizzati, incitati, perché no, dalla mancata lungimiranza dei rappresentanti istituzionali, mentre assestiamo un altro duro colpo -l’ennesimo- alla NOSTRA identità di Patria, al NOSTRO orgoglio democratico, inebriati da questa accecante follia collettiva.

  • DEMOCRAZIA: STORIA DEI PARADOSSI ITALIANI QUANDO I SOGNI DEGLI “ALTRI” DIVENTANO “I NOSTRI”

    Accolgo, sebbene con (giustificabile) ritardo, il suo gentile invito a scriverle su questo blog, per il quale, intanto, le faccio i complimenti. Realizzare uno spazio di discussione che, personalmente, trovo più autentico e naturalmente immune dalle “speculazioni ideologiche”che, a tratti, hanno caratterizzato altre passate iniziative, è certamente positivo, intelligente ed istruttivo.

    Prendo parte alla discussione ed ai connessi entusiasmi scatenati dall’elezione del nuovo presidente americano. Entusiasmi tutti italiani cui francamente guardo con scetticismo; stupore, dapprima; guarnito pure, lo ammetto, di qualche comprensibile biasimo. Biasimo dovuto all’atteggiarsi di questo mio Paese, attraversato da un’innegabile e ormai strutturale crisi d’identità; percorso dai tentennamenti di una politica che, a ridosso degli appuntamenti elettorali, è sempre pronta ad inneggiare al dialogo, poi immediatamente sepolto e barattato da mediocri antagonismi, per di più ormai privi di qualsivoglia vocazione ideologica. Un Paese in cui abbiamo assistito, nelle ultime settimane, inermi, talvolta addirittura plaudenti, alla mobilitazione delle masse che protestavano per il “diritto alla cultura”(“kultura”?) disertando poi, attraverso reiterate occupazioni, l’esercizio stesso di quel diritto. Masse di studenti scese in piazza accanto ai professori -nonostante l’evidente divergenza degli interessi perseguiti- per reclamare i propri No e spesso pure totalmente inconsapevoli delle cose cui quei No si riferissero. Come i tagli contestati al ministro Gelmini, in realtà più correttamente imputabili alla legge Tremonti, o ex Brunetta; e via discorrendo.

    Poca roba. Made in Italy, direbbe qualcuno.

    Un Paese che non sa più discutere senza rimanere travolto dall’onda anomala degli estremismi, rossi e neri, imperanti, risvegliati e maggiorati dalla delegittimazione dei rappresentanti al Governo e, dunque, della democrazia. Un Paese che poi, a sorpresa, confermando e sguazzando felice in quella mancanza d’identità nazionale -a mio parere fonte di gran parte dei suoi mali- si scopre ad osannare la vittoria del democratico Obama, quasi ciò rappresentasse una conquista in qualche modo italiana, un rinnovarsi della nostra democrazia.

    E come se l’Italia fosse giunta al capolinea e non sapesse più rialzarsi, neppure facendo ricorso a quei “Rialzati Italia”, proclamati da un governo di centrodestra, purtroppo, alla prova, dimostratosi incapace di un’autentica rivoluzione culturale ed economica. Quest’Italia agonizzante, che non trova di meglio di impegnarsi in sterili contestazioni, nella più totale assenza di proposte alternative, tanto per dar sfogo a questo inedito gusto di protesta distruttiva; quest’Italia, dicevo, rieccola in piedi –prostrata?- davanti alle conquiste straniere, fidente nel fatto che possano riempire i vuoti delle proprie.

    E mentre per le strade delle “Capitale della Repubblica” -come in tono enfatico osava sperarla l’illuso Costituente, ho assistito, attonita, alla comparsa d’insulsi manifesti del Partito Democratico (non me ne vogliano i suoi proseliti) in cui capeggiava l’immagine di Barack Obama accompagnata dallo slogan “Il mondo cambia”, ho rivisto anche, con rammarico, il destarsi della peggiore Italia che invoca dallo straniero le idee che da sola non sa più fabbricarsi, manifestando nel lieto limbo dell’ignoranza sociale, quella sua atavica vocazione al servilismo, riecheggiante nel vecchio“Francia o Spagna purché se magna”.

    Così, continuiamo ad andare avanti, credendo di ristabilire in piazza la democrazia; ignari di doverla ritrovare in Parlamento. Così, ci ritroviamo a guardare con invidia e speranza all’esempio democratico americano, mentre intanto, ad onta del disastro politico-economico italiano e mondiale in atto, ci si diletta nell’analisi del fondamentale battibecco tra le parti sull’ “abbronzato” imperdonabilmente pronunciato dal Presidente del Consiglio a commento di Obama.

    Così, rieccoci ad indossare le migliori vesti del paradosso italiano, assistiti e autorizzati, incitati, perché no, dalla mancata lungimiranza dei rappresentanti istituzionali, mentre assestiamo un altro duro colpo -l’ennesimo- alla NOSTRA identità di Patria, al NOSTRO orgoglio democratico, inebriati da questa accecante follia collettiva.

  • E’ a dir poco emozionante sentire di vivere un momento storico. Toglie il fiato pensare di provare le stesse emozioni di chi nel ’60 ha assistito alla nomina a Presidente di Kennedy o di chi nell’89 (quando ahimè ero ancora in fasce) ha assistito alla caduta del muro di Berlino. Chi lo sa se la vittoria di Obama rivoluzionerà il mondo,probabilmente la sua nomina a Presidente non intaccherà il sistema politico italiano (dove al massimo ci si litiga se Obama è un Berlusconi abbronzato o un compagno di merenda dei membri del PD), rimane il fatto che con il suo carisma ha coinvolto milioni di persone in tutto il mondo. Il cambiamento è appena iniziato, speriamo che almeno lui non ci deluda. Buon Lavoro.

  • lo so ke l’Italia fa skifo ma vi dico anke una cosa:”GLI ITALIANI FANNO L’ITALIA!”

  • I commenti che ho letto mi hanno fatto venire in mente le parole di una canzone di Gaber.. “Io non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo lo sono…”
    Comunque, venendo al tema della discussione, penso che la vittoria di Barack Obama alla corsa per la presidenza abbia semplicemente dell’incredibile. Secondo me Obama ha (stra)vinto perchè ha saputo restituire agli americani fiducia innanzitutto in se stessi e poi nella possibilità di costruire un mondo migliore di quello in cui vivono oggi. Ha saputo interpretare quello che era il bisogno più impellente del popolo americano.

  • grande zzu Barack…Roccabernarda (kr) è con te……..forza juve…la panz è mia…rocca comanda…

  • Obama ha vinto, è presidente. Tutti lo speravamo e si è avverato, qualcosa è cambiato in America con la sua elezione, vediamo quanto andrà lontano nel suo mandato.

    Ho apprezzato particolarmente la parte del suo discorso in cui dice che gli stati non sono rossi o blu a seconda di chi hanno votato, so tutti insieme gli stati uniti d’America.

    Ha capito che per affrotnare crisi e momenti difficili è l’unione che fa la forza e non la divisione. Vorrei tanto che quest’idea permeasse in questi giorni qui da noi, dove invece che affrontare la crisi in modo compatto e solidale, è la divisione e l’esclusione che la fanno da padrone.

  • OBAMA SEI NELLA STORIA AUGURI!!

  • Concordo pienamente con Antonio De Gregoris, mi sembra infatti, da quanto leggo sui giornali o ascolto nei vari talk-show italiani e non,che si stia facendo del “RAZZISMO A CONTRARIO”ovvero si stiano esprimendo giudizi, che seppur assolutamente positivi e adulatori,peccano di imparzialità, infatti il presidente Obama ha assunto la sua carica solo da poche ore e quindi non vedo su quali elementi si valutino le reali capacità del neo-presidente.Penso che il razzismo possa dirsi veramente superato solo quando si elimineranno tali giudizi aprioristici e impareremo a valutare le persone per quello che effettivamente fanno e non per il pigmento della pelle.
    Chiaramente spero anche io che Obama rappresenti il cambiamento, ma il mio giudizio su di lui sarà rimandato al tempo in cui il Presidente dovrà fare i conti con i problemi reali ed alle soluzioni che saprà prendere.

  • sono daccordissimo con francesca MM abbasso lolly
    w obama

  • MY DEAR OBAMA YOU ARE YUST A TOY IN THE HANDS OF THE PEOPLE WITH THE POWER NOTHING MORE IF I WOS BLACK PERSON I KILL YOU BUT I BRLIVR IN YOUR FACE AND THE ONLY YOR SOLUTION ITS TO CHANGE THE WORLD AND RHE BOSS OF THE WORLD THE MUST BE A NORMAL PEOPLE AND HAVE NORMAL SALARY AND FOR GIVE YOU EXAMPLE YOU MUST TAKE METRO FOR GO TO WORK IN YOUR WHITE HAUSE WHIT A SALARY MAXIMUM 3000,00 DOLLARS
    BY FROM FRIENDS THIS YHE NEW MORLDS

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