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	<title>Commenti a: Barack Obama Presidente degli Stati Uniti</title>
	<link>http://www.michelmartone.org/barack-obama-presidente-degli-stati-uniti-319.html</link>
	<description>UNIVERSITA', LAVORO, RICAMBIO GENERAZIONALE</description>
	<pubDate>Thu, 09 Sep 2010 02:55:13 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Odalis</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/barack-obama-presidente-degli-stati-uniti-319.html#comment-1554</link>
		<dc:creator>Odalis</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2009 12:10:13 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.michelmartone.org/barack-obama-presidente-degli-stati-uniti-319.html#comment-1554</guid>
		<description>Soy ciudadana Cubana vivo en el extranjero:
Para nosotros es dificil la comunicacion telefonica con Cuba, es el pais donde el costo de las llamadas son increiblemente costosas, quisiera que me informaran si es cierto que Cuba usa el satelite de Estados unidos, hecho por el cual estamos pagando ese costo.
Tambèn conocer si es posible cambiar estos precios tan altos.
Esperando respuestas.
Odalis</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Soy ciudadana Cubana vivo en el extranjero:<br />
Para nosotros es dificil la comunicacion telefonica con Cuba, es el pais donde el costo de las llamadas son increiblemente costosas, quisiera que me informaran si es cierto que Cuba usa el satelite de Estados unidos, hecho por el cual estamos pagando ese costo.<br />
Tambèn conocer si es posible cambiar estos precios tan altos.<br />
Esperando respuestas.<br />
Odalis</p>
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		<title>Di: francesca</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/barack-obama-presidente-degli-stati-uniti-319.html#comment-1501</link>
		<dc:creator>francesca</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jan 2009 15:48:36 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.michelmartone.org/barack-obama-presidente-degli-stati-uniti-319.html#comment-1501</guid>
		<description>sono daccordissimo con francesca MM abbasso lolly
w obama</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>sono daccordissimo con francesca MM abbasso lolly<br />
w obama</p>
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		<title>Di: Francesco di Tonto</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/barack-obama-presidente-degli-stati-uniti-319.html#comment-1499</link>
		<dc:creator>Francesco di Tonto</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jan 2009 12:12:15 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.michelmartone.org/barack-obama-presidente-degli-stati-uniti-319.html#comment-1499</guid>
		<description>Concordo pienamente con Antonio De Gregoris, mi sembra infatti, da quanto leggo sui giornali o ascolto nei vari talk-show italiani e non,che si stia facendo del "RAZZISMO  A CONTRARIO"ovvero si stiano esprimendo giudizi, che seppur assolutamente positivi e adulatori,peccano di imparzialità, infatti il presidente Obama ha assunto la sua carica solo da poche ore e quindi non vedo su quali elementi si valutino le reali capacità del neo-presidente.Penso che il razzismo possa dirsi veramente superato solo quando si elimineranno tali giudizi aprioristici e impareremo a valutare le persone per quello che effettivamente fanno e non per il pigmento della pelle.
Chiaramente spero anche io che Obama rappresenti il cambiamento, ma il mio giudizio su di lui sarà rimandato al tempo in cui il Presidente dovrà fare i conti con i problemi reali ed alle soluzioni che saprà prendere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo pienamente con Antonio De Gregoris, mi sembra infatti, da quanto leggo sui giornali o ascolto nei vari talk-show italiani e non,che si stia facendo del &#8220;RAZZISMO  A CONTRARIO&#8221;ovvero si stiano esprimendo giudizi, che seppur assolutamente positivi e adulatori,peccano di imparzialità, infatti il presidente Obama ha assunto la sua carica solo da poche ore e quindi non vedo su quali elementi si valutino le reali capacità del neo-presidente.Penso che il razzismo possa dirsi veramente superato solo quando si elimineranno tali giudizi aprioristici e impareremo a valutare le persone per quello che effettivamente fanno e non per il pigmento della pelle.<br />
Chiaramente spero anche io che Obama rappresenti il cambiamento, ma il mio giudizio su di lui sarà rimandato al tempo in cui il Presidente dovrà fare i conti con i problemi reali ed alle soluzioni che saprà prendere.</p>
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	</item>
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		<title>Di: Palma</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/barack-obama-presidente-degli-stati-uniti-319.html#comment-1498</link>
		<dc:creator>Palma</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jan 2009 20:49:57 +0000</pubDate>
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		<description>OBAMA SEI NELLA STORIA AUGURI!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>OBAMA SEI NELLA STORIA AUGURI!!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Simona Scelfo</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/barack-obama-presidente-degli-stati-uniti-319.html#comment-1237</link>
		<dc:creator>Simona Scelfo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Nov 2008 14:30:00 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.michelmartone.org/barack-obama-presidente-degli-stati-uniti-319.html#comment-1237</guid>
		<description>Obama ha vinto, è presidente. Tutti lo speravamo e si è avverato, qualcosa è cambiato in America con la sua elezione, vediamo quanto andrà lontano nel suo mandato.
 
Ho apprezzato particolarmente la parte del suo discorso in cui dice che gli stati non sono rossi o blu a seconda di chi hanno votato, so tutti insieme gli stati uniti d'America. 

Ha capito che per affrotnare crisi e momenti difficili è l'unione che fa la forza e non la divisione. Vorrei tanto che quest'idea permeasse in questi giorni qui da noi, dove invece che affrontare la crisi in modo compatto e solidale, è la divisione e l'esclusione che la fanno da padrone.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Obama ha vinto, è presidente. Tutti lo speravamo e si è avverato, qualcosa è cambiato in America con la sua elezione, vediamo quanto andrà lontano nel suo mandato.</p>
<p>Ho apprezzato particolarmente la parte del suo discorso in cui dice che gli stati non sono rossi o blu a seconda di chi hanno votato, so tutti insieme gli stati uniti d&#8217;America. </p>
<p>Ha capito che per affrotnare crisi e momenti difficili è l&#8217;unione che fa la forza e non la divisione. Vorrei tanto che quest&#8217;idea permeasse in questi giorni qui da noi, dove invece che affrontare la crisi in modo compatto e solidale, è la divisione e l&#8217;esclusione che la fanno da padrone.</p>
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		<title>Di: panz</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/barack-obama-presidente-degli-stati-uniti-319.html#comment-1224</link>
		<dc:creator>panz</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Nov 2008 18:59:11 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.michelmartone.org/barack-obama-presidente-degli-stati-uniti-319.html#comment-1224</guid>
		<description>grande zzu Barack...Roccabernarda (kr) è con te........forza juve...la panz è mia...rocca comanda...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>grande zzu Barack&#8230;Roccabernarda (kr) è con te&#8230;&#8230;..forza juve&#8230;la panz è mia&#8230;rocca comanda&#8230;</p>
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		<title>Di: claudia</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/barack-obama-presidente-degli-stati-uniti-319.html#comment-1223</link>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Nov 2008 17:54:18 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.michelmartone.org/barack-obama-presidente-degli-stati-uniti-319.html#comment-1223</guid>
		<description>I commenti che ho letto mi hanno fatto venire in mente le parole di una canzone di Gaber.. "Io non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo lo sono..."
Comunque, venendo al tema della discussione, penso che la vittoria di Barack Obama alla corsa per la presidenza abbia semplicemente dell'incredibile. Secondo me Obama ha (stra)vinto perchè ha saputo restituire agli americani fiducia innanzitutto in se stessi e poi nella possibilità di costruire un mondo migliore di quello in cui vivono oggi. Ha saputo interpretare quello che era il bisogno più impellente del popolo americano.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>I commenti che ho letto mi hanno fatto venire in mente le parole di una canzone di Gaber.. &#8220;Io non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo lo sono&#8230;&#8221;<br />
Comunque, venendo al tema della discussione, penso che la vittoria di Barack Obama alla corsa per la presidenza abbia semplicemente dell&#8217;incredibile. Secondo me Obama ha (stra)vinto perchè ha saputo restituire agli americani fiducia innanzitutto in se stessi e poi nella possibilità di costruire un mondo migliore di quello in cui vivono oggi. Ha saputo interpretare quello che era il bisogno più impellente del popolo americano.</p>
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		<title>Di: pinucciola</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/barack-obama-presidente-degli-stati-uniti-319.html#comment-1189</link>
		<dc:creator>pinucciola</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 01:01:18 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.michelmartone.org/barack-obama-presidente-degli-stati-uniti-319.html#comment-1189</guid>
		<description>lo so ke l'Italia fa skifo ma vi dico anke una cosa:"GLI ITALIANI FANNO L'ITALIA!"</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>lo so ke l&#8217;Italia fa skifo ma vi dico anke una cosa:&#8221;GLI ITALIANI FANNO L&#8217;ITALIA!&#8221;</p>
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		<title>Di: Claudio I.</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/barack-obama-presidente-degli-stati-uniti-319.html#comment-1179</link>
		<dc:creator>Claudio I.</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Nov 2008 23:17:54 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.michelmartone.org/barack-obama-presidente-degli-stati-uniti-319.html#comment-1179</guid>
		<description>E' a dir poco emozionante sentire di vivere un momento storico. Toglie il fiato pensare di provare le stesse emozioni di chi nel '60 ha assistito alla nomina a Presidente di Kennedy o di chi nell'89 (quando ahimè ero ancora in fasce) ha assistito alla caduta del muro di Berlino. Chi lo sa se la vittoria di Obama rivoluzionerà il mondo,probabilmente la sua nomina a Presidente non intaccherà il sistema politico italiano (dove al massimo ci si litiga se Obama è un Berlusconi abbronzato o un compagno di merenda dei membri del PD), rimane il fatto che con il suo carisma ha coinvolto milioni di persone in tutto il mondo. Il cambiamento è appena iniziato, speriamo che almeno lui non ci deluda. Buon Lavoro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; a dir poco emozionante sentire di vivere un momento storico. Toglie il fiato pensare di provare le stesse emozioni di chi nel &#8216;60 ha assistito alla nomina a Presidente di Kennedy o di chi nell&#8217;89 (quando ahimè ero ancora in fasce) ha assistito alla caduta del muro di Berlino. Chi lo sa se la vittoria di Obama rivoluzionerà il mondo,probabilmente la sua nomina a Presidente non intaccherà il sistema politico italiano (dove al massimo ci si litiga se Obama è un Berlusconi abbronzato o un compagno di merenda dei membri del PD), rimane il fatto che con il suo carisma ha coinvolto milioni di persone in tutto il mondo. Il cambiamento è appena iniziato, speriamo che almeno lui non ci deluda. Buon Lavoro.</p>
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		<title>Di: Adele Grossi</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/barack-obama-presidente-degli-stati-uniti-319.html#comment-1175</link>
		<dc:creator>Adele Grossi</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Nov 2008 15:17:46 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.michelmartone.org/barack-obama-presidente-degli-stati-uniti-319.html#comment-1175</guid>
		<description>DEMOCRAZIA: STORIA DEI PARADOSSI ITALIANI                                                             QUANDO I SOGNI DEGLI “ALTRI” DIVENTANO “I NOSTRI”

Accolgo, sebbene con (giustificabile)  ritardo, il suo gentile invito a scriverle su questo blog, per il quale, intanto, le faccio i complimenti.                                                         Realizzare uno spazio di discussione che, personalmente, trovo più autentico e naturalmente immune dalle “speculazioni ideologiche”che, a tratti, hanno caratterizzato altre passate iniziative, è certamente positivo, intelligente ed istruttivo. 

Prendo parte alla discussione  ed ai connessi entusiasmi scatenati dall’elezione del nuovo presidente americano.  Entusiasmi tutti italiani cui francamente guardo con scetticismo; stupore, dapprima; guarnito pure, lo ammetto, di qualche comprensibile biasimo.  Biasimo dovuto all’atteggiarsi di questo mio Paese, attraversato da un’innegabile e ormai strutturale crisi d’identità; percorso dai tentennamenti di una politica che, a ridosso degli appuntamenti elettorali, è sempre pronta ad inneggiare al dialogo, poi immediatamente sepolto e barattato da mediocri antagonismi, per di più ormai privi di qualsivoglia vocazione ideologica.  Un Paese in cui abbiamo assistito, nelle ultime settimane, inermi, talvolta addirittura plaudenti, alla mobilitazione delle masse  che protestavano per il “diritto alla cultura”(“kultura”?) disertando poi,  attraverso reiterate occupazioni, l’esercizio stesso di quel diritto.  Masse di studenti scese in piazza accanto ai professori -nonostante l’evidente divergenza degli interessi perseguiti- per reclamare i propri No e spesso pure totalmente inconsapevoli delle cose cui quei No si riferissero. Come i tagli contestati al ministro Gelmini, in realtà più correttamente imputabili alla legge Tremonti, o ex Brunetta; e via discorrendo.

Poca roba. Made in Italy, direbbe qualcuno.

Un Paese che non sa più discutere senza rimanere travolto dall’onda anomala degli estremismi, rossi e neri, imperanti, risvegliati e maggiorati dalla delegittimazione dei rappresentanti al Governo e, dunque, della democrazia.  Un Paese che poi,  a sorpresa, confermando e sguazzando felice in quella mancanza d’identità nazionale -a mio parere fonte di gran parte dei suoi mali- si scopre ad osannare la vittoria del democratico Obama, quasi ciò rappresentasse una conquista in qualche modo italiana, un rinnovarsi della nostra democrazia.

E come se l’Italia fosse giunta al capolinea e non sapesse più rialzarsi, neppure facendo ricorso a quei “Rialzati Italia”, proclamati da un governo di centrodestra, purtroppo, alla prova, dimostratosi incapace di un’autentica rivoluzione culturale ed economica.  Quest’Italia agonizzante, che  non trova di meglio di impegnarsi in sterili contestazioni, nella più totale assenza di proposte alternative, tanto per dar sfogo a questo inedito gusto di protesta distruttiva; quest’Italia, dicevo, rieccola in piedi –prostrata?- davanti alle conquiste straniere, fidente nel fatto che possano riempire i vuoti delle proprie. 

E mentre per le strade delle “Capitale della Repubblica” -come in tono enfatico osava sperarla l’illuso Costituente, ho assistito, attonita, alla comparsa d’insulsi manifesti del Partito Democratico (non me ne vogliano i suoi proseliti) in cui capeggiava l’immagine di Barack Obama accompagnata  dallo slogan “Il mondo cambia”,  ho rivisto anche, con rammarico,  il destarsi della peggiore Italia che invoca dallo straniero le idee che da sola non sa più fabbricarsi, manifestando nel lieto limbo dell’ignoranza sociale, quella sua atavica vocazione al servilismo, riecheggiante nel vecchio“Francia o Spagna purché se magna”.  

Così, continuiamo ad andare avanti, credendo di ristabilire in piazza la democrazia; ignari di doverla ritrovare in Parlamento. Così, ci ritroviamo a guardare con invidia e speranza all’esempio democratico americano, mentre intanto, ad onta del disastro politico-economico italiano e mondiale in atto, ci si diletta nell’analisi del fondamentale battibecco tra le parti sull’ “abbronzato” imperdonabilmente pronunciato dal Presidente del Consiglio a commento di Obama. 

Così, rieccoci ad indossare le migliori vesti del paradosso italiano, assistiti e autorizzati, incitati, perché no, dalla mancata lungimiranza dei rappresentanti istituzionali, mentre  assestiamo un altro duro colpo -l’ennesimo- alla NOSTRA identità di Patria, al NOSTRO orgoglio democratico, inebriati da questa accecante follia collettiva.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>DEMOCRAZIA: STORIA DEI PARADOSSI ITALIANI                                                             QUANDO I SOGNI DEGLI “ALTRI” DIVENTANO “I NOSTRI”</p>
<p>Accolgo, sebbene con (giustificabile)  ritardo, il suo gentile invito a scriverle su questo blog, per il quale, intanto, le faccio i complimenti.                                                         Realizzare uno spazio di discussione che, personalmente, trovo più autentico e naturalmente immune dalle “speculazioni ideologiche”che, a tratti, hanno caratterizzato altre passate iniziative, è certamente positivo, intelligente ed istruttivo. </p>
<p>Prendo parte alla discussione  ed ai connessi entusiasmi scatenati dall’elezione del nuovo presidente americano.  Entusiasmi tutti italiani cui francamente guardo con scetticismo; stupore, dapprima; guarnito pure, lo ammetto, di qualche comprensibile biasimo.  Biasimo dovuto all’atteggiarsi di questo mio Paese, attraversato da un’innegabile e ormai strutturale crisi d’identità; percorso dai tentennamenti di una politica che, a ridosso degli appuntamenti elettorali, è sempre pronta ad inneggiare al dialogo, poi immediatamente sepolto e barattato da mediocri antagonismi, per di più ormai privi di qualsivoglia vocazione ideologica.  Un Paese in cui abbiamo assistito, nelle ultime settimane, inermi, talvolta addirittura plaudenti, alla mobilitazione delle masse  che protestavano per il “diritto alla cultura”(“kultura”?) disertando poi,  attraverso reiterate occupazioni, l’esercizio stesso di quel diritto.  Masse di studenti scese in piazza accanto ai professori -nonostante l’evidente divergenza degli interessi perseguiti- per reclamare i propri No e spesso pure totalmente inconsapevoli delle cose cui quei No si riferissero. Come i tagli contestati al ministro Gelmini, in realtà più correttamente imputabili alla legge Tremonti, o ex Brunetta; e via discorrendo.</p>
<p>Poca roba. Made in Italy, direbbe qualcuno.</p>
<p>Un Paese che non sa più discutere senza rimanere travolto dall’onda anomala degli estremismi, rossi e neri, imperanti, risvegliati e maggiorati dalla delegittimazione dei rappresentanti al Governo e, dunque, della democrazia.  Un Paese che poi,  a sorpresa, confermando e sguazzando felice in quella mancanza d’identità nazionale -a mio parere fonte di gran parte dei suoi mali- si scopre ad osannare la vittoria del democratico Obama, quasi ciò rappresentasse una conquista in qualche modo italiana, un rinnovarsi della nostra democrazia.</p>
<p>E come se l’Italia fosse giunta al capolinea e non sapesse più rialzarsi, neppure facendo ricorso a quei “Rialzati Italia”, proclamati da un governo di centrodestra, purtroppo, alla prova, dimostratosi incapace di un’autentica rivoluzione culturale ed economica.  Quest’Italia agonizzante, che  non trova di meglio di impegnarsi in sterili contestazioni, nella più totale assenza di proposte alternative, tanto per dar sfogo a questo inedito gusto di protesta distruttiva; quest’Italia, dicevo, rieccola in piedi –prostrata?- davanti alle conquiste straniere, fidente nel fatto che possano riempire i vuoti delle proprie. </p>
<p>E mentre per le strade delle “Capitale della Repubblica” -come in tono enfatico osava sperarla l’illuso Costituente, ho assistito, attonita, alla comparsa d’insulsi manifesti del Partito Democratico (non me ne vogliano i suoi proseliti) in cui capeggiava l’immagine di Barack Obama accompagnata  dallo slogan “Il mondo cambia”,  ho rivisto anche, con rammarico,  il destarsi della peggiore Italia che invoca dallo straniero le idee che da sola non sa più fabbricarsi, manifestando nel lieto limbo dell’ignoranza sociale, quella sua atavica vocazione al servilismo, riecheggiante nel vecchio“Francia o Spagna purché se magna”.  </p>
<p>Così, continuiamo ad andare avanti, credendo di ristabilire in piazza la democrazia; ignari di doverla ritrovare in Parlamento. Così, ci ritroviamo a guardare con invidia e speranza all’esempio democratico americano, mentre intanto, ad onta del disastro politico-economico italiano e mondiale in atto, ci si diletta nell’analisi del fondamentale battibecco tra le parti sull’ “abbronzato” imperdonabilmente pronunciato dal Presidente del Consiglio a commento di Obama. </p>
<p>Così, rieccoci ad indossare le migliori vesti del paradosso italiano, assistiti e autorizzati, incitati, perché no, dalla mancata lungimiranza dei rappresentanti istituzionali, mentre  assestiamo un altro duro colpo -l’ennesimo- alla NOSTRA identità di Patria, al NOSTRO orgoglio democratico, inebriati da questa accecante follia collettiva.</p>
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