Bel rientro……

Mentre il mondo è sull’orlo di una nuova guerra fredda e l’America sta per essere colpita dagli uragani, da noi le prime pagine dei giornali sono ancora una volta colonizzate dalla violenza dei teppisti che, per festeggiare il tanto atteso inizio del campionato, non hanno trovato nulla di meglio da fare che devastare una già malmessa stazione ferroviaria. BEL RIENTRO……

Commenti


  • Ecco come è stata ripagata la fiducia dell’osservatorio….alle tifoserie era stato lanciato un segnale di apertura permettendo ai tifosi bianconeri e ai partenopei di assistere alla prima giornata di campionato…Beh ecco la prova definitiva che (ahimè!) le nostre curve non sono ancora degne di tanta fiducia..Ci siamo dimenticati di cosa è successo quest’estate??? Ci siamo dimenticati della partita amichevole (e voglio sottolineare AMICHEVOLE) siena-cosenza annullata per scontri tra le tifoserie?? Ormai le nostre curve sono diventate terra di nessuno, un covo di delinquenti e di violenti la cui filosofia è “Deleo ergo sum”. Questa doveva essere la domenica di Mourinho o di Ronaldinho, ma si è trasformata nella solita domenica da pagina di cronaca: ennesima conferma che l’Italia è il Paese dell’eterno ritorno, ma di tutto cio che vi è di negativo.
    ….Bell’inizio di campionato….

    Bentornato prof….

  • In Italia il calcio ha preso il primo posto nelle menti di molti italiani, che sfogano in maniera malsana, talvolta, le loro frustrazioni. Ma a molte persone va benissimo così….

  • Proprio ieri sono tornata a Roma. Arrivata alla stazione Termini ho sentito che c’era qualcosa nell’aria. Ad una prima occhiata non ho notato i segni dello scontro, ma poi, guardando bene, c’erano persone con caschi e manganelli in mano, vestiti da civili ma pronti alla battaglia. Non solo, c’erano delle macchie scure per terra … Che fosse sangue? Probabilmente sì.
    La violenza si è consumata, lo si leggeva negli occhi delle persone, attenti, vigili, e lo si vedeva negli atteggiamenti dei viaggiatori, in partenza o in arrivo, che tradivano la curiosità di sapere e la voglia vedere, ma che erano trattenuti da quel timore che ci ferma quando si sente che qualcosa è successo. Era successo e lo si respirava.
    Lo sport dovrebbe unire; condividere la gioia di una partita vinta, o la delusione di una sconfitta non giustificano odio e violenza. C’è qualcosa in questo modo di reagire che mi sfugge e che ho difficoltà a giustificare. Si sta rientrando tutti nella quotidianità, nella routine, nella nostra vita di tutti i giorni, ma rifflettiamo un attimo, sono queste le cose che vogliamo ne facciano parte?

  • Io comincerei col dare meno spazio alle gesta di questi imbecilli. Ho netta la sensazione che molti di loro siano alla disperata ricerca di conferme della loro esistenza (misera) attraverso i media. Se poi un po’ di spazio vogliamo proprio trovarglierlo, credo sia istruttivo mostrarli anno dopo anno come marciscono in prigione, certo che se poi non si trova il modo di mandarceli, e di farceli restare….

  • Salve professore………..come va?
    Ho atteso con ansia che le vacanze finissero, questo è il mio ennesimo e disperato tentativo affinchè possa ottenere finalmente una risposta….anche un semplice: “no, non mi interessa” mi renderebbe la persona più felice al mondo….

    l’indifferenza è davvero umiliante.

    Un abbraccio

  • caro giorgio,

    sempre disponibile a risponderle nel merito, mai sul personale

    un caro saluto con la speranza che finalmente entri nel merito degli articoli

    il prof

  • andrea,

    mi chiedo se sia possibile che il calcio sia rimasto l’unico argomento in grado di suscitare passioni colletive….
    sarebbe un paese veramente povero….

  • prof bentornato,
    sono costretta a postare questo articolo per rivolgerle in realtà un’altra domanda:come mai tra gli ultimi commenti appare il”protetto:work in progress”che è accessibile solo ad alcuni? di cosa si tratta? pensavo che questo fosse un blog veramente aperto a tutti… grazie.

  • Spesso, purtroppo, abbiamo dimostrato in passato che il calcio è uno di quei pochi argomenti in cui ci sentiamo di essere italiani e siamo anche orgogliosi di esserlo. In molte altre occasioni ci mostriamo divisi, nemici o, ancora peggio, disinteressati.
    Parlo proprio del calcio perché nessuno sport ha la stessa presa, né il basket, né la pallanuoto, per fare esempi tra gli sport di squadra, né il tennis o l’atletica e così via dicendo.
    Il problema sorto in questi giorni, tra le televisioni e le lega calcio per l’acquisto dei diritti è lo specchio di quale attenzione maniacale sia data a questo sport, bellissimo come tutti gli sport sanno essere, ma ormai catalizzatore di ben altri interessi.
    Auguro a tutti noi di uscire da questo schema logico che manipola il nostro interesse e vincola le nostre scelte. Più di tutto però, auguro a noi tutti di riscoprire la nostra coscienza di italiani e l’orgoglio di esserlo non solo quando gioca la nazionale, perché se i media e la scuola non ci aiutano a conoscerci dobbiamo tener presente che in realtà c’è molto da sapere e da scoprire.

  • Purtoppo le passioni collettive sono molte, ma poche sono di facile accesso. Il calcio non richiede all’appassionato particolari prerequisiti, è uno sport semplice e trasmette patos immediato. Bisogna dare il merito al calcio di aver creato un collante, una passione comune che prescinde dalle classi sociali, dalle gerarchie, quasi come la morte fa nel “‘a’livella” di Totò. Qualche parola in difesa del calcio bisogna pur spenderla. Colgo l’occasione per chiedere a tutti i naviganti di rendersi più o meno riconoscibili lasciando i posts, cosi da evitare possibili scambi di persona. Un abbraccio a tutti.

  • Come se non fossero bastate le Olimpiadi in un paese che non meritava minimamente di ospitarle ad allietarci l’estate ci ha pensato anche l’invasione russa della Georgia. Copione già visto, tipica reazione di tipo sovietico-zarista nei confronti di un ex satellite ribelle ed amico dell’Occidente. Quello che lascia esterefatti è la reazione blanda e debole dell’Europa di fronte ad un’aggressione brutale ed inaccettabile. L’italia poi, diciamolo, anche con questo governo ha vinto la medaglia d’oro della paraculaggine. L’ “amico Vladimir” ha mostrato il suo vero volto, cioè quello di leader autoritario e senza scrupoli. Capo e padrone di una nazione enorme, ricca, violenta e piena di rancore per l’impero perduto. Le amicizie in politica sono importanti, ma i principi lo sono ancora di più. Che ne pensi Michel?

    Un abbraccio

    http://www.paolomartone.com

  • Per Giorgio
    Sono d’accordo che il calcio abbia dei meriti, è uno sport emozionante e fortemente imprevedibile, forse è proprio qui la sua magia. Inoltre è sicuramente motivo di socializzazione, fa sentire tutti, ricchi o poveri, parte di una comunità, di un gruppo che condivide una passione.
    Il fatto è che spesso viene snaturato, non è più solo sport ma pretesto per ben altro. Non trovo nulla di male nell’avere in antipatia una squadra, magari perché ha vinto mentre la propria ha perso, anche se dopotutto sono le regole del gioco, ma non troverò mai giustificato il superamento di certi limiti (mi riferisco ad atteggiamenti razzisti o proprio le violenze che tristemente si ripetono). Oltre certi limiti non si tratta più di sport, o delusione per una sconfitta, ma di comportamenti anti-sociali, anti-civili.
    Non voglio criticare il calcio in sé, mi piacciono tutti gli sport, ma critico fermamente alcuni fenomeni sociali che intorno al calcio ruotano, utilizzandolo come pretesto o sfruttandolo.

  • Caro professore, lei ha perfettamente ragione, infatti le chiedo scusa se ho “approfittato” del blog per una questione personale. Non mi sarei mai permesso, ma le assicuro che ho provato più volte a contattarla personalmente, attraverso l’indirizzo email del blog…forse ci sono stati problemi tecnici e non le sono arrivati i miei messaggi…volevo mandarle un’ultima email di chiarimento per me molto importante…a quale indirizzo email posso essere certo che la leggerà?

    Le porgo di nuovo le mie scuse

    Grazie

  • La politica si sveglia soltanto a treni già devastati. Credo che tutta l’Europa calcistica conosca ciò che può essere connesso a certi incontri calcistici. La verità è che i politici traggono le loro “cure” soltanto dai fatti già compiuti senza sforzarsi di trovare le cause scatenanti o di compiere indagini sul campo. La cura, se esiste, non si trova osservando dall’esterno, i politici andassero in trasferta anche loro ogni tanto, perchè dall’esperienza compiuta potranno trovare le soluzioni al problema. Le “vere” trasferte si compiono in macchina o in treno, niente aereo please…

  • Caro professore,
    mi auguro anch’io che il calcio non sia l’unico argomento capace di svegliare passioni collettive, ma è innegabile che sia uno sport che appassiona da decenni (me compreso) la maggioranza degli italiani. Ormai il calcio è entrato nelle nostre vite, nella nostra storia (come dimenticare l’immagine del Presidente Pertini esultante accanto al re Juan Carlos di Spagna sulla tribuna d’onore dello stadio il giorno che l’Italia diventò campione del mondo di calcio nel 1982) è uno sport di massa che ha avuto la capacità di abbattere le differenze sociali (concordo con Giorgio), ma proprio perchè è uno sport di massa ha attirato personaggi che non hanno nulla a che fare con lo sport e lo spirito sportivo. Pertanto credo, e come me tanti altri, che il calcio in quanto disciplina sportiva non abbia niente a che vedere con gli atti di violenza e criminalità che hanno riempito le pagine dei giornali in questi giorni e che non hanno fatto altro che portare ancora una volta Napoli alla ribalta in modo indegno ed ingiusto.

  • Caro professore, lei ha perfettamente ragione, infatti le chiedo scusa se ho “approfittato” del blog per una questione personale. Non mi sarei mai permesso, ma le assicuro che ho provato più volte a contattarla personalmente, attraverso l’indirizzo email del blog…forse ci sono stati problemi tecnici e non le sono arrivati i miei messaggi…volevo mandarle un’ultima email di chiarimento per me molto importante…a quale indirizzo email posso essere certo che la leggerà?

    Le porgo di nuovo le mie scuse

    Grazie

  • A Simona vorrei solo suggerire che il calcio è solo una delle occasioni per molti idioti di manifestare le loro frustazioni e la propria beota violenza.
    Purtroppo non è tanto il calcio (si troverebbe cmq un altro pretesto) ma è l’assenza di un’organizzazione seria a determinare il delirio a cui assistiamo. In tanti altri paesi il problema è stato risolto affidando la sicurezza degli stadi a società di sicurezza private.Se queste operano in regime di trasparenza rappresentano un’ottima soluzione. Non si può lasciare crescere i volumi d’affari delle società calcistiche e far pulire i panni sporchi a pochi sfortunati e malpagati poliziotti. I Clubs hanno fin troppe colpe in materia. La sicurezza durante le partite e in prossimità degli stadi dovrebbe essere una loro responsabilità.I loro enormi guadagni glielo permetterebbero. Spesso le privatizzazioni rappresentano un’intelligente soluzione.

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