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MICHEL MARTONE SU MARCO TRAVAGLIO “SE QUESTO E’ UN GIORNALISTA”

C’è chi ha la colpa di avere un nome da “parrucchiere per signore” e chi quella di non fare il suo mestiere. Ciascuno giudichi quale colpa è più grave.

Ieri sera Marco Travaglio mi ha dedicato, durante la trasmissione “Servizio Pubblico”, il suo editoriale. Peccato che fosse una sequenza di falsità.

A me preme sottolineare che:

1. è falso che “il Professor Mattia Persiani è stato relatore alla discussione della mia tesi di laurea”. Il mio relatore è stato il Professor Matteo Dell’Olio;

2. è falso che io abbia “fatto la pratica legale nello studio del Professor Mattia Persiani”; ho svolto la pratica forense presso lo studio dell’avv. prof. Bruno Sassani e poi presso lo studio dell’avv. prof. Matteo Dell’Olio;

3. è falso che “gli atti del concorso sono usciti su internet quando è nata la storia degli sfigati”. Gli atti erano pubblici e si potevano trovare sul sito web del Miur dal 2003;

4. è falso che “Teramo” sia “la mia Università di provenienza”. Mi sono laureato all’Università La Sapienza di Roma con la media del 29, nel 1997;

5. è falso che “i giudizi sul concorso erano fra l’imbarazzante e l’imbarazzato”. Basta leggere i verbali, che sono pubblicati anche su questo blog, senza ritagliare e poi fare “copia e incolla”;

6. è vero invece che, a prescindere dalle mimiche facciali, i candidati del concorso in questione, con un’unica eccezione, si sono ritirati perché avevano vinto altri concorsi in sedi da loro preferite; anche questo fatto si poteva verificare sul sito del Miur;

7. è falso che “sono stato nominato dal Ministro Brunetta consulente della CIVIT presieduta dal padre” ;

8. è falso che sono stato collaboratore del Ministro Sacconi, come è falso che mi ha raccomandato. Conosco da anni l’onorevole Sacconi e credo che la stima sia reciproca ma il suo collaboratore è da sempre il Professor Tiraboschi che peraltro era ospite di “Servizio Pubblico” mentre Marco Travaglio faceva il suo monologo. Se sono stato nominato Vice Ministro è solo perchè dopo tanti veti incrociati, sul mio nome si è formato un vasto e trasversale consenso;

9. è falso che ho “dichiarato ai giornali” che sono diventato Vice Ministro perché ho “inviato il mio curriculum vitae a Catricalà”;

10. è falso che il Ministro Fornero “non mi parla e non mi fa toccare palla”. Stiamo collaborando alla delicatissima riforma del mercato del lavoro che Travaglio ridicolizza e i nostri rapporti personali sono improntati al reciproco rispetto e alla massima collaborazione;

11. è falso che “mi è toccata la delega alle funzioni particolari che vuol dire tutto e niente ma soprattutto niente”. Basta leggere la Gazzetta Ufficiale di martedì 10 gennaio 2012 per apprendere che mi sono state delegate le funzioni di indirizzo politico amministrativo concernenti le competenze istituzionali relative alle Direzioni generali “per le politiche attive e passive del lavoro”, “per le relazioni industriali e i rapporti di lavoro” e “per le politiche dei servizi per il lavoro”, unitamente alla delega circa “le iniziative di competenza del Ministero in materia di occupazione giovanile, nonché i rapporti di collaborazione interministeriali nel settore delle politiche giovanili”. Ovviamente, come Viceministro, devo e posso esercitarle con il massimo impegno ma pur sempre nel rispetto delle direttive del Ministro Fornero e, prima ancora, del riserbo necessario a svolgere l’incarico.

12. è falso che mio padre “è più noto per le poltrone che per le indagini”. E’ stato per 45 anni in magistratura e si è sempre occupato di diritto civile e del lavoro e, come Marco Travaglio dovrebbe sapere, in questi settori, diversamente dal penale, non si fanno indagini o inchieste ma si trattano controversie;

13. è falso che “il Ministro Brunetta ha nominato mio padre Presidente della CIVIT”. In realtà è stato nominato con Decreto del Presidente della Repubblica, previa delibera del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, di concerto con il Ministro per l’Attuazione del Programma di Governo, previo il necessario parere favorevole delle Commissioni parlamentari competenti, espresso a maggioranza dei 2/3 dei componenti;

14. è falso che “Arcangelo Martino lavorava di nascosto per me”. Non l’ho mai conosciuto;

15. è falso che mio padre “voleva, attraverso Arcangelo Martino, darmi una risposta lavorativa attraverso il partito”. In primo luogo, perché ero già professore ordinario da diversi anni e quindi non avevo bisogno di una “risposta lavorativa” (delle due l’una, o ho avuto la carriera lampo che mi viene rinfacciata, o avevo bisogno di lavoro). In secondo luogo, non ho mai conosciuto Martino e Lombardi ed escludo che quei millantatori potessero in alcun modo influire sulla mia carriera lavorativa che neanche conoscevano.

16. non può che essere falsa l’affermazione secondo cui Martino e Lombardi si sarebbero recati da Dell’Utri con il mio curriculum vitae perché, se così fosse stato, avrebbero certamente saputo che ero già da diversi anni Professore Ordinario di Diritto del Lavoro e non un “commercialista”, come, invece, ha affermato Martino durante l’interrogatorio richiamato da Marco Travaglio (i cui verbali sono stati pubblicati proprio dal giornale per il quale Travaglio lavora);

17. è falso che mio padre ha fatto pressioni “sulla Consulta per far passare il lodo Alfano e sulla Cassazione per sistemare una causa fiscale della Mondadori”. Ed infatti, con riferimento a queste vicende, è stato sentito dai PM una sola volta come persona informata dei fatti (in proposito vi invito ad andare a leggere le precisazioni di mio padre sul suo blog www.antoniomartone.it);

18. è falso che mio padre “era un assiduo dello Studio Previti”. Lo ha incontrato una sola volta oltre 10 anni fa (in proposito vi invito ad andare a leggere le precisazioni di mio padre sul suo blog www.antoniomartone.it);

19. è falso che mio padre “partecipava a cene con Verdini”. Ha preso con lui un caffè quando Verdini era il coordinatore nazionale del principale partito italiano. Fuori c’era il sole e non la luna (in proposito vi invito ad andare a leggere le preisazioni di mio padre sul suo blog www.antoniomartone.it) e se a quell’incontro hanno partecipato ospiti inaspettati non è certo una sua colpa, tanto più che se ne è andato dopo pochi minuti;

20. è falso che “la mia logica è quella favorevole all’abolizione del valore legale del titolo di studio”. Non ho mai fatto una dichiarazione in tal senso. Diversamente da Travaglio non penso però che tale abolizione aumenterebbe la disoccupazione nè che le lauree siano tutte uguali;

21. è falso che ho detto “è anche colpa degli sfigati se l’Italia ha il terzo debito pubblico del mondo”. Ho invece detto che, dato che abbiamo ereditato il terzo debito pubblico del mondo, l’unico modo che hanno i giovani italiani per avere un futuro dignitoso è quello di cominciare a costruirlo, studiando, lavorando o facendo qualsiasi altra cosa con il massimo impegno.

22. è falso che ho “confessato di aver alzato il gomito”. Ho invece detto “prometto in futuro di essere più sobrio ma sempre sincero”;

23. soprattutto è falso che la famigerata dichiarazione sui ragazzi che non si sono ancora laureati a 28 anni era “preparata”. Si trattava di una dichiarazione estrapolata da un discorso “fatto a braccio” durante un convegno sull’apprendistato organizzato dalla Regione Lazio.

Per questo, sono profondamente addolorato del fatto che si sia voluto travisare un discorso sull’apprendistato con il quale volevo semplicemente dire che, in questo difficile momento economico, nel nostro mercato del lavoro un uomo di 28 anni che impiega 10 anni per prendere una laurea quinquennale può essere svantaggiato rispetto a un giovane di 16 anni che frequenta un Istituto Tecnico Professionale e che magari comincia a lavorare. Esattamente come ha fatto Steve Jobs, che dopo soli 6 mesi ha lasciato l’università per creare con un amico, nel garage dei genitori, il primo personal computer.

Perché, come ho detto e ridetto ovunque in questi giorni, ho profondo rispetto per tutte quelle persone che si vogliono laureare, a cominciare da quelli che devono lavorare per pagarsi gli studi o che hanno avuto problemi di salute e ancor di più per tutti quei lavoratori che, magari a 40 anni, si iscrivono all’università per migliorare le proprie conoscenze.

Tutto questo Marco Travaglio avrebbe dovuto saperlo, visto che ha passato ore a consultare il mio blog, ma non lo ha detto.

Evidentemente perché non gli interessava fare il giornalista ma semplicemente, tra un sorrisetto e l’altro, voleva travisare il mio pensiero, attaccando la mia persona, la mia famiglia e il mio lavoro. Ma questa è un’altra storia.

  "MICHEL MARTONE SU MARCO TRAVAGLIO “SE QUESTO E’ UN GIORNALISTA”"

Il verbale del giudizio di conferma da ordinario del Prof. Michel Martone

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Per trasparenza, e per evitare travisamenti o “copia-incolla”, pubblico i verbali (scaricabili da qui: verbale1verbale2) della commissione giudicatrice per la conferma da professore ordinario.

Si tratta dell’esame sull’attività svolta nei tre anni da professore straordinario successivi al conseguimento dell’idoneità che consente di acquisire il titolo di professore ordinario.

Di seguito riporto il giudizio finale della commissione presieduta dal Prof. Raffaele De Luca Tamajo (attuale presidente dell’AIDLASS, ossia dell’associazione che riunisce tutti gli studiosi del diritto del lavoro) e composta anche dai Professori Antonio Vallebona e Riccardo Del Punta.

Nel corso del triennio il Prof. Michel Martone ha svolto un’intensa attività scientifica, che conferma la maturità acquisita e testimonia di un’indubbia e lodevole continuità nella ricerca. Essa è attestata, in particolare, dalla monografia su “Governo dell’economia e azione sindacale”, nella quale il Prof. Martone ha affrontato in un’ampia prospettiva storica, risalente sino al corporativismo, le problematiche del modello concertativo di governo dell’economia, giungendo a conclusioni sempre adeguatamente argomentate, con un controllato uso delle categorie giuridiche in un contesto di tensione tra ordinamento formale e prassi; Il respiro storicodel percorso di ricerca è stato confermato dai saggi sulle origini del fenomeno sindacale e sul II convegno di studi sindacali e corporativi. Altri oggetti di interesse sono stati la problematica dei lavoratori svantaggiati, in specie con la voce enciclopedica sul contratto di inserimento al lavoro nonché temi di carattere previdenziale, ad ulteriore riscontro di una rimarchevole generosità e varietà di interessi dell’attività di ricerca espletata nel periodo in considerazione.

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La Commissione, valutata positivamente l’ampia attività didattica svolta e le pubblicazioni esibite, che attestano continuità e proficuo impegno scientifico, esprime pieno apprezzamento e, quindi, parere favorevole alla conferma in ruolo come professore ordinario del Prof. Michel Martone

  "Il verbale del giudizio di conferma da ordinario del Prof. Michel Martone"

Una precisazione sul concorso da ordinario del Prof. Michel Martone

Visto il furore mediatico che si è scatenato, per trasparenza preciso, anzitutto ai miei studenti, che sono andato a ricostruire le vicende del concorso da professore ordinario di 8 anni fa. E ho potuto verificare che, diversamente da quanto riportato da alcuni giornali, tutti gli altri candidati  si sono ritirati dal concorso in questione (con una sola eccezione), perché nel frattempo avevano vinto il concorso da ordinario in altre sedi da loro preferite.

  "Una precisazione sul concorso da ordinario del Prof. Michel Martone"

Dedicato a…

Dedicato a tutti quelli che si sono offesi, ma soprattutto a quelli che studiano lavorano e si impegnano tutti i giorni.

 Michel Martone a Otto e mezzo - La7, giovedì 26 gennaio 2012

  "Dedicato a…"

Ecco il video

A prescindere da ogni polemica e tenuto conto che la mia frase è stata tagliata in fase di montaggio, pubblico il video con l’intera frase da me pronunciata e la sua trascrizione perché sono profondamente dispiaciuto se i giovani che lavorano, intraprendono o, comunque, fanno qualcosa per la crescita del nostro paese si sono offesi.

Non mi rivolgevo a loro!

Pubblico di seguito la trascrizione del mio intervento:

  "Ecco il video"

Non mi riferivo a tutti quei ragazzi che per necessità, per problemi di famiglia o di salute o perché devono lavorare per pagarsi gli studi, sono costretti a laurearsi fuori corso. Ma mi rivolgo a…

Non pensavo di suscitare tali reazioni ma, visto il dibattito, ci tengo a chiarire che, con la mia dichiarazione di oggi, non mi riferivo a tutti quei ragazzi che per necessità, per problemi di famiglia o di salute o perché devono lavorare per pagarsi gli studi, sono costretti a laurearsi fuori corso.

  "Non mi riferivo a tutti quei ragazzi che per necessità, per problemi di famiglia o di salute o perché devono lavorare per pagarsi gli studi, sono costretti a laurearsi fuori corso. Ma mi rivolgo a…"

Contratto di lavoro e organizzazione

trattato_di_diritto_del_lavoro_vol_iv_contratto_di_lavoro_e_organizzazione_84637.jpgE’ uscito il nuovo libro da me curato, il volume IV Contratto di lavoro e organizzazione, tomo I Il Contratto e il rapporto del Trattato di diritto del lavoro diretto da Mattia Persiani e Franco Carinci, pubblicato dalla Cedam nel 2011.

Si tratta di un’opera collettanea di 9 volumi.

Gli autori che hanno collaborato alla redazione sono:

Luigi Angiello, Professore ordinario dell’Università degli Studi di Parma.

Alessandro Boscati, Professore associato dell’Università degli Studi di Milano.

Marina Brollo, Professore ordinario dell’Università degli Studi di Udine.

Piera Campanella, Professore straordinario dell’Università degli Studi di Urbino.

Maurizio del Conte, Professore associato dell’Univesità Bocconi di Milano.

Germano Dondi, Professore ordinario dell’Università degli Studi di Bologna.

Piero Lambertucci, Professore ordinario dell’Università degli Studi di L’Aquila.

Arturo Maresca, Professore ordinario dell’Università di Roma La Sapienza.

Michel Martone, Professore ordinario dell’Università di Teramo.

Maria Giovanna Mattarolo, Professore ordinario dell’Università degli Studi di Padova.

Emanuele Menegatti, Ricercatore dell’Università degli Studi di Bologna.

Luigi Menghini, Professore ordinario dell’Università degli Studi di Trieste.

Roberta Nunin, Professore associato dell’Università di Trieste.

Mattia Persiani, Professore Emerito dell’Università di Roma La Sapienza.

Roberto Pessi, Professore ordinario dell’Università di Roma Luiss Guido Carli.

Paolo Tosi, Professore ordinario dell’Università degli Studi di Torino.

Marta Vendramin, Assegnista di ricerca presso l’Università degli Studi di Udine.

Riccardo Vianello, Professore associato dell’Università degli Studi di Padova.

Scarica da qui l’indice sommario del tomo I

  "Contratto di lavoro e organizzazione"

Super Mario nel paese dei veto player

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Articolo pubblicato sul Il Sole 24 Ore di sabato 19 novembre 2011

Il problema di questo paese è che cambiano i governi ma le questioni rimangono sempre le stesse. Pensate alla giornata di ieri. Monti non aveva neanche terminato di leggere il suo discorso programmatico che, nelle piazze, i professionisti della contestazione sociale già cominciavano a manifestare. Cortei in tutta Italia, Roma paralizzata dagli scioperi, feriti e contusi a Palermo come a Torino. Sembra di rivedere sempre lo stesso film.

  "Super Mario nel paese dei veto player"

Governo dell’economia e azione sindacale

governo-economia.jpgQuesta è la mia seconda monografia, Governo dell’economia e azione sindacale, vol. XLII° del Trattato di diritto commerciale e di diritto pubblico dell’economia, diretto da F. Galgano, Padova, 2006. (Selezionato tra i “Libri dell’anno nella scienza giuridica”  dalla Giuria dell’Istituto Luigi Sturzo, presieduta dal Prof. Giuliano Crifò).

Leggi le motivazioni del premio, ossia “…i libri che ogni giurista dovrebbe leggere”

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  "Governo dell’economia e azione sindacale"

La memoria di un riformista - Conversazione con Gino Giugni

Ripubblico, con infinita tristezza per la scomparsa, una conversazione con il  grande Maestro

In un momento in cui i temi del lavoro tornano ad essere centrali, Gino Giugni ci accoglie nel suo studio per una conversazione poco prima della presentazione del suo ultimo libro, “La memoria di un riformista”, in cui ripercorre le tappe salienti della sua vicenda personale e professionale nel contesto della storia politica italiana dell’ultimo mezzo secolo: dall’infanzia sotto il fascismo, alla Resistenza, alla lunga attività di studioso di diritto del lavoro e di intellettuale impegnato in politica, fino ad episodi drammatici come l’attentato subito dalle Brigate rosse.

  "La memoria di un riformista - Conversazione con Gino Giugni"

Una debolezza chiamata radicalismo

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di venerdì 31 dicembre 2010

Secondo i sindacati che si definiscono riformisti, l’accordo di Pomigliano e poi quello di Mirafiori aprono una nuova stagione di modernizzazione delle relazioni industriali. Secondo la Fiom, sono invece “antisindacali” e “antidemocratici” perché mettono a repentaglio, con i diritti dei lavoratori, la libertà sindacale. E, per questo, ha appena proclamato uno sciopero generale di 8 ore per il 28 gennaio.

Ora, tra i punti più controversi degli accordi ce n’è uno che riguarda proprio la disciplina dello sciopero e che consente di comprendere meglio le ragioni che sono alla base delle profonde divisioni che ormai segnano il mondo sindacale.Ed è quello relativo alle cd. clausole di responsabilità. Ovvero di quelle clausole che sanciscono il principio della tregua sindacale in base al quale i sindacati che sottoscrivono un contratto collettivo s’impegnano, per tutto il periodo di vigenza, a non scioperare sulle materie oggetto dell’accordo.

  "Una debolezza chiamata radicalismo"

Come scrivere una tesi

D: Come si sceglie l’argomento della tesi di laurea?

R: La scelta dell’argomento è fondamentale come, d’altra parte, quella della materia. Ed è importante che lo studente scelga con passione, perché quella scelta qualificherà la sua professionalità. Se amo il diritto commerciale internazionale è meglio evitare di fare una tesi sulle ferie del lavoratore.

Per questo uno dei modi migliori per scegliere l’argomento della tesi è quello di andare in biblioteca e sfogliare le riviste scientifiche della materia che si vuole approfondire, alla ricerca dei temi più problematici e maggiormente dibattuti negli ultimi anni.

D: Come si fa una tesi di laurea?                                       

R: Scelta la materia e l’argomento, il secondo passo è quello di studiare. Prima di iniziare a scrivere è, infatti, indispensabile padroneggiare il tema e selezionare le questioni da approfondire. Solo attraverso lo studio è possibile scegliere le posizione da sostenere attraverso la propria analisi.

E’ quindi importante fare una accurata ricerca bibliografica, selezionare o fotocopiare i testi più importanti, guardando anche le note a piè di pagina, che saranno noiose da leggere ma costituiscono preziosi giacimenti culturali.

  "Come scrivere una tesi"

Pierluigi Celli, Direttore Generale Luiss: “Fossi in voi me ne andrei”

 

 

  "Pierluigi Celli, Direttore Generale Luiss: “Fossi in voi me ne andrei”"

Rispettare chi nel lavoro ha la priorità

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di giovedì 24 giugno 2010

Ieri sì è votato a Pomigliano d’Arco e si è trattato di una delle più importanti prove di democrazia industriale degli ultimi anni. I risultati del referendum però sono diversi dalle previsioni di molti e dalle aspettative di altri. Dei quasi 5.000 lavoratori che sono impegnati nello stabilimento campano infatti 1.673 hanno votato per il no e non sono pochi. Sono un po’ di più di quelli che si avvalgono dei permessi quando ci sono le elezioni e rappresentano il 37% della forza lavoro dello stabilimento e praticamente il doppio degli iscritti alla Fiom. Che però ha ben poco da festeggiare.

  "Rispettare chi nel lavoro ha la priorità"

Chi partecipa all’impresa rischia e va premiato

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di venerdì 4 settembre 2009

Il nostro sistema economico è chiamato a confrontarsi con i tanti problemi strutturali che ne hanno frenato la crescita.

Si tratta di una sfida difficile e ambiziosa che richiede l’impegno di tutti i riformisti per far finalmente funzionare quegli istituti di cui si discute da decenni ma che poi non decollano per l’opposizione dei tanti egualitaristi nostrani. Come è accaduto ai due istituti che più di ogni altro potrebbero servire a differenziare le retribuzioni in base ai meriti dei lavoratori e alle performance delle aziende.

  "Chi partecipa all’impresa rischia e va premiato"

Perchè non premiare le Pmi salva-lavoro con un taglio all’Irap

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di sabato 4 aprile 2009

Anche a seguito dell’approvazione del pacchetto di misure anticrisi, il nostro sistema di ammortizzatori sociali mantiene un grave limite, che è anzitutto culturale: sostiene, per quanto può, le imprese in difficoltà, ma non premia quelle che meritano.Come invece, sarebbe necessario per reagire alla drammatica crisi che si è abbattuta sull’economia globale.

Con i provvedimenti appena adottati, il Governo ha stanziato oltre 8 miliardi di euro per estendere, per l’anno in corso, i trattamenti di cassa integrazione straordinaria e mobilità anche alle imprese che in precedenza non ne potevano usufruire.

  "Perchè non premiare le Pmi salva-lavoro con un taglio all’Irap"

Nell’accordo svolta storica sul nodo “rappresentanza”

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di mercoledì 28 gennaio 2009

L’accordo quadro sulla riforma degli assetti contrattuali sottoscritto lo scorso 22 gennaio segna un decisivo spartiacque nella storia delle relazioni sindacali, per tanti motivi. Perché pone le premesse per far decollare la contrattazione collettiva di secondo livello e collegare le retribuzioni al merito e alla produttività; perché introduce maggiori certezze in ordine alla tempestività dei rinnovi contrattuali; perché mira a ridurre il numero dei contratti collettivi nazionali; perché cerca di porre fine agli scioperi dei sindacati minoritari che paralizzano i servizi pubblici locali. Ma soprattutto perché, con esso, il Governo chiama i sindacati a nuove ed importanti responsabilità, anzitutto nella definizione delle regole della democrazia sindacale.

  "Nell’accordo svolta storica sul nodo “rappresentanza”"

“Siate affamati. Siate folli.” Steve Jobs alla Stanford University

logo-apple.jpgSono onorato di essere qui con voi oggi, nel giorno della vostra laurea presso una delle migliori università del mondo. Io non mi sono mai laureato. A dir la verità, questa è l’occasione in cui mi sono di più avvicinato ad un conferimento di titolo accademico. Oggi voglio raccontarvi tre episodi della mia vita. Tutto qui, nulla di speciale. Solo tre storie.

  "“Siate affamati. Siate folli.” Steve Jobs alla Stanford University"

Marco Biagi: un giurista che guardava lontano

Di seguito l’articolo in memoria di Marco Biagi pubblicato sull’ultimo numero di “Formiche”

“Le  multinazionali o comunque le imprese che competono con concorrenti di tutto il mondo devono reagire alle sfide anche superando vincoli imposti da regole locali. La conferma di questa tendenza viene ancora una volta dalla Germania. Se si tiene conto del fatto che in Germania almeno sulla carta non dovrebbe esistere contrattazione aziendale, si comprende facilmente come la necessità di trovare un’intesa imponga di travolgere ogni regola formale”.

Non sono parole di oggi, ma di nove anni fa, quando Marco Biagi dalla pagine del “Sole 24 ore” già avvertiva che se non avessimo seguito l’esempio tedesco, “si sarebbe manifestata in tutta la sua spettacolarità la fragilità di un sistema costruito sull’unità di azione delle tre maggiori confederazioni” e quindi incapace di regolare quella concorrenza tra sindacati che gia` si stava manifestando in tutta la sua drammaticità.

  "Marco Biagi: un giurista che guardava lontano"

La battaglia giudiziaria della Fiom contro il CCNL dei metalmeccanici del 2009

Alla fine di settembre del 2010, per cercare di assicurare la tenuta dell’accordo dello stabilimento Fiat di Pomigliano del 15 giugno 2010 ed evitare che la più grande impresa automobilistica italiana cedesse alla tentazione di uscire dal sistema confederale, le organizzazioni sindacali di categoria, ad eccezione della FIOM, hanno legittimato in sede di contrattazione nazionale l’efficacia derogatoria dell’opting out. Hanno, in particolare, sottoscritto l’art. 4 bis che, modificando il contratto collettivo dei metalmeccanici del 2009, anch’esso privo della firma della Cgil, ha disciplinato le modalità di attuazione dell’art. 16 dell’accordo quadro sulla riforma degli assetti contrattuali del 22 gennaio 2009.

  "La battaglia giudiziaria della Fiom contro il CCNL dei metalmeccanici del 2009"

Alcune considerazioni sul perverso rapporto tra Media e Lavoro

locandina.JPGPubblico di seguito l’intervento al convegno organizzato dalla Uil Nazionale, dalla Uilcom e dalla Luiss Guido Carli, intitolato “Il racconto del lavoro nel lavoro che cambia”, tenutosi il 27 gennaio 2011.

Programma

Non siamo noi che dobbiamo andare alla ricerca della globalizzazione perché, come ha dimostrato anche la vicenda Fiat, è la globalizzazione che viene a cercare noi. Non si tratta, quindi, di discutere se la globalizzazione sia buona o cattiva o di chiederci se e come proiettare il nostro paese sui mercati internazionali. Perché la globalizzazione è ovunque. E’ diventata un elemento ineliminabile delle nostre vite. Possiamo riconoscerla o meno, ma di certo non possiamo sfuggirle. E per questo, almeno secondo me, è meglio affrontarla.

Ciò posto vorrei subito dire che il titolo del convegno è assolutamente riuscito. Ci dà alcuni spunti importanti per valutare la vicenda di Mirafiori che a sua volta ci offre importanti spunti per riflettere sul rapporto che intercorre tra il Lavoro e i Media.

  "Alcune considerazioni sul perverso rapporto tra Media e Lavoro"

Autonomia collettiva e abuso dei diritti del lavoratore

colloqui1.JPG

Pubblicato su “Colloqui Giuridici sul Lavoro” n. 1 del 2011

La categoria civilistica dell’abuso del diritto è già stata ampiamente dibattuta da dottrina e giurisprudenza, per cui evito di dilungarmi troppo sulla sua analisi e sulle sue dinamiche.

Mi limito solamente a segnalare che il proliferare di occasioni di abuso è fisiologico in un sistema, normativo, dottrinale e giurisprudenziale, naturalmente proteso alla tutela dei diritti del lavoratore.

 

  "Autonomia collettiva e abuso dei diritti del lavoratore"

“Stay hungry. Stay foolish!”

  "“Stay hungry. Stay foolish!”"

Tra art. 8 e art. 18 - Come contrastare le speculazioni dell’art. 18 senza incidere sulla sua struttura

colloqui1.JPGIn corso di pubblicazione su “Colloqui Giuridici sul Lavoro”

La tematica dell’aliunde perceptum e percipiendum investe questioni ad un tempo sostanziali e processuali, rispettivamente riguardanti la natura di norma speciale dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, e, d’altro canto, l’equa distribuzione del peso probatorio tra le parti, costituzionalmente necessaria per evitare che, su una di esse, gravi una probatio veramente diabolica. La dimensione sostanziale del problema muove dalla specialità dell’art. 18 rispetto alla disciplina civilistica, motivata da quelle finalità protettive del lavoratore in nome delle quali il legislatore ha presunto l’esistenza di un danno legato dapprima alla perdita del posto di lavoro e, in un secondo tempo, alla mancata tempestiva reintegrazione.

  "Tra art. 8 e art. 18 - Come contrastare le speculazioni dell’art. 18 senza incidere sulla sua struttura"

Amy Winehouse (1983 - 2011)

 

Aveva solo 27 anni, ma con la sua voce e il suo genio ci ha commossi, emozionati, intristiti e reso felici.

Ci mancherà.  Peccato che non abbia trovato il coraggio di vivere.

  "Amy Winehouse (1983 - 2011)"



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