Al termine di un’annata intensa, ci prendiamo una piccola pausa, per rivederci nel 2009, con rinnovato slancio e creatività, buon anno a tutti….
>> MINIMALIA
La legislatura si è aperta all’insegna delle riforme che avrebbero dovuto coinvolgere maggioranza e opposizione e riguardare la Costituzione, gli ammortizzatori sociali, le relazioni industriali, il federalismo fiscale, il sistema bancario, l’università e tanti altri settori del nostro malconcio paese. Ed invece, a sette mesi dalle elezioni, maggioranza e opposizione sono più che mai divise. Litigano su tutto ma soprattutto sull’aumento dell’Iva a sky. E di riforme strutturali non si parla più perchè, in compenso, è arrivata la più grave crisi economica dopo quella del ‘29…..
Il nostro diritto del lavoro ha un disperato bisogno di una riforma degli ammortizzatori sociali che riconosca tutele e diritti anche ai lavoratori a tempo determinato, per evitare che la flessibilità si trasformi in precarietà. Marco Biagi lo sapeva bene e per questo, fin dal 1996, aveva elaborato una Bozza di Statuto dei lavori. Da allora sono passati dodici anni, Marco Biagi non c’è più e la sua proposta è rimasta nel cassetto. In compenso è arrivata una devastante crisi economica che oggi colpisce anzitutto quei lavoratori che Biagi voleva tutelare. Ora il Governo deve reagire, perchè non comincia dallo Statuto?
Questo sito è aperto a tutti e vorrebbe essere un luogo di incontro e discussione sul futuro di una generazione che nessuno è ancora riuscito a capire….. Per questo sono benvenute idee, commenti, critiche e suggerimenti. Ma non gli insulti, che ultimamente abbondano, perchè servono solo a sfogare la frustrazione di alcuni ma non contribuiscono a costruire un futuro migliore per tutti…..
Sono preoccupato, perché, oggi più che mai, il sindacato e più in generale tutto l’ordinamento intersindacale scricchiola. Per sessant’anni, il nostro sistema di relazioni industriali si è retto sull’unità dei sindacati confederali che, nonostante le diverse ispirazioni, hanno sempre agito all’unisono. Oggi, dopo l’incontro semi segreto di Palazzo Grazioli, i sindacati confederali si dividono su tutto. Dalla firma dei contratti collettivi del pubblico impiego, agli scioperi sulla scuola, fino alla riforma degli assetti contrattuali, ciascuno ha una sua posizione e tutti vanno per conto proprio, mentre il paese deve affrontare la più grave crisi economica da quella del ‘29. E poi dicono che “l’unione fa la forza”….
ItakaPress è tante cose. Un catalizzatore generazionale, per dare voce a tutti quegli outsider che sono alla ricerca del cambiamento. Una lavagna da colorare con le parole, le musiche, le immagini e i video di una generazione che vuole costruire il futuro. Ma anche un gioco per incontrare chi ha idee da condividere. Soprattutto, ItakaPress sarà quello che con le nostre idee riusciremo a costruire se supereremo il digital divide, con una logica 2.0 e senza avere paura dei “Ciclopi, dei Lestrigoni né dell’irato Nettuno”….. Buon divertimento…….p.s. ogni suggerimento è il benvenuto…..
L’Università italiana non funziona anche perchè è intasata da migliaia di studenti fuori corso. In Belgio, per evitare che si trasformi in un parcheggio per bamboccioni che non si sentono pronti ad affrontare il mercato del lavoro, hanno stabilito che, dopo tre anni senza esami, non ci si può più iscrivere. Probabilmente, si tratta di una soluzione un pò radicale, ma da noi i fuori corso sono troppi e non sono penalizzati in alcun modo. E allora se meritocrazia deve essere, che meritocrazia sia per tutti. Perchè non premiamo gli studenti che si laureano in corso, penalizzando, con un aumento delle tasse universitarie, quelli che non fanno esami da anni? Ovviamente, facendo attenzione a non penalizzare quelli che non hanno potuto studiare, per problemi seri come malattie o lavoro. Che ne pensate?
Dicono che gli studenti che hanno protestato in questi giorni hanno le idee confuse. Ed è difficile dar loro torto se si guardano molte delle interviste diffuse dai telegiornali. Poi, però, se si ascoltano gli slogan e si leggono gli striscioni di chi protesta, ci si rende conto che questa è la prima generazione che inneggia al merito. Mentre i padri, nel ‘68, scendevano in piazza in nome dell’uguaglianza. I giovani di oggi si mobilitano per il merito. E non mi sembra una differenza di poco conto…..
Sono appena state pubblicate due statistiche a dir poco inquietanti. La prima ci ricorda che l’Italia è il paese con il più basso tasso di mobilità sociale dei paesi ocse. In altri termini mancano gli ascensori sociali e quindi se nasci povero resti povero. In compenso, e questa è la seconda statistica, siamo il paese al mondo che ha il più alto numero di ascensori. Segno inquietante di una società così impigrita da aver perso il senso del proprio futuro.
Ci sono diverse cose che mi hanno stupito del movimento studentesco che si è risvegliato in questi giorni. L’entusiasmo e la partecipazione, diffusa in tutta Italia, la creatività della protesta, con i professori che fanno lezione nelle piazze e le parole d’ordine che corrono sul web, la costanza di fronte al Senato, per tutta la notte e nonostante il nubifragio, ma soprattutto il fatto che la protesta non è di destra nè di sinistra, riguarda il futuro di un’intera generazione che, come d’incanto, ha spento la televisione per cominciare a difendere i propri interessi. Speriamo che tutta questa energia creativa si traduca in proposte concrete per migliorare la nostra università, che ha un disperato bisogno di riforme…
Nonostante la crisi, per me è stata decisamente una settimana fortunata. Grazie al blog avoicomunicare.it, ho avuto l’occasione di fare due chiacchiere con la Storia. Ho incontrato Mikail Gorbaciov per parlare di Russia, Europa, America, globalizzazione, politica, crisi economica e tante altre cose. Quando gli ho chiesto del futuro dei giovani, mi ha risposto più o meno così: “non so, se non pensano loro al mondo di domani, perchè dovrei pensarci io che ho più di 70 anni?”. Era una semplice battuta, ma io continuo a pensarci. Facciamo abbastanza?
Ci sarà pure la crisi, ma i canoni delle camere richiesti agli studenti fuori sede restano deliranti! Secondo un’indagine del Sunia, a Roma si aggirano sui 600 €, a Milano possono raggiungere i 1000 €. Segno delirante di un’economia impigrita dalle rendite che non lascia spazio ai giovani, neanche per studiare fuori sede. Perchè, con questi prezzi, l’unica speranza per i forzati “bamboccioni” è un’Università sottocasa, di mamma e papà….. E poi si parla di mobilità studentesca, internazionalizzazione, flessibità e centri di eccellenza…
Con tristezza, pubblico il ricordo del Professor Leopoldo Elia, scritto da Graziano Passariello, un giovane studente di giurisprudenza: “Leopoldo Elia, Fano 4/11/1925 - Roma 5/10/2008. Ordinario di diritto costituzionale. Giudice e presidente della Corte Costituzionale. Collabora con Aldo Moro, entra nella DC e nel 1987 viene eletto al Senato. Ministro delle riforme elettorali e istituzionali nel 1993 e parlamentare fino al 2006. Famose sono le sue sentenze sulla libertà personale, religiosa, sul diritto di famiglia, sul diritto elettorale e sindacale. Autore di numerosi scritti giuridici sulle forme di governo e sull’efficacia del diritto comunitario. Strenue difensore della Costituzione”.
Sfogliando una rivista a fine giornata, realizzo che perfino ad Astana, la capitale del Kazakhstan tanto caro a Borat, ci sono i grattaceli. E la domanda sorge spontanea, ma perchè noi non riusciamo neanche a costruire una palazzina che rasenti il cupolone? Non credo che sarebbe ubris ma solamente modernità.
Ancora sotto shock per l’inaspettato crollo della borsa, molti commentatori parlano di crisi del capitalismo e con essa di fallimento del libero mercato. E per questo invocano un ritorno dello Stato per salvare un sistema finanziario vicino al collasso. Il problema, però, è che questo ritorno dello Stato è incredibilmente costoso. Il piano Paulson prevede lo stanziamento in due anni di almeno 1.500 miliardi di dollari. Più di quanto servirebbe per garantire ai cittadini una pensione contro la povertà o le cure mediche gratuite contro le malattie. Voi che ne pensate?
Un tempo il pane salato di Genzano come quello sciapo di Cerveteri non avevano niente da invidiare alla baguette parigina. Oggi sinceramente alla rosetta nostrana preferisco, oltre al pane francese, quello svizzero e persino americano.
Ed è un vero peccato, perchè ne mangio tanto.
Ora, mi chiedo è colpa dei nostri panettieri che, per pigrizia, hanno abbandonato le vecchie tradizioni per sfruttare le nuove tecnologie?
Oppure sono impazzite le mie papille gustative?
Secondo alcuni la nostra arretratezza finanziaria ci ha salvato dalla crisi di questi giorni, perchè ai margini del sistema finanziario gli effetti si avvertono di meno. Mi chiedo però se questo sia un bene o un male, visto che, se non ci accolliamo le perdite, è solo perchè non abbiamo partecipato agli ultimi dieci anni di crescita economica. Noi siamo tecnicamente in recessione mentre il pil americano sta crescendo ancora al 2%!
Tra le tante, una cosa mi ha particolarmente colpito della crisi finanziaria che sta sconvolgendo l’America in questi giorni. La dignità delle persone che hanno appena perso il posto di lavoro. Se guardate le foto e i filmati che li ritraggono con i cartoni ancora tra le braccia, non troverete sguardi disperati o lamentosi, ma la determinazione a ricominciare al più presto a costruire….. Un’altra lezione dal nuovo mondo…..
Sono già passati sette anni dall’attentato alle torri gemelle, ma l’incubo di quella giornata è ancora incredibilmente vivo nella mente di tutti gli americani. Condiziona le loro posizioni e le loro azioni perchè, come emerge dalla lettura dei giornali e dalle dichiarazioni di Barack Obama e John Mc Cain, qui tutti si sentono ancora sotto la terribile minaccia del terrorismo. Ma per noi, da questa parte dell’oceano, che cosa rappresenta?
Dopo alcuni giorni di full immersion americana, in compagnia di cervelloni di ogni nazionalità che si illuminano ogni volta che parliamo dell’Italia, mi viene da chiedermi: ma perchè, invece di conquistare il mondo con la nostra cultura e la nostra qualità di vita, perdiamo il nostro tempo a litigare fra di noi e a parlare male del nostro paese? Vista da Aspen la globalizzazione sembra un’immensa opportunità, da Roma assume le sembianze di un ineluttabile destino che fa troppa paura….. E se fosse solo provincialismo?
Dopo tanto parlare, due licei, a Roma e a Milano, hanno finalmente deciso di premiare gli studenti più meritevoli con un buono da 200 € da spendere nelle librerie per l’acquisto di libri, musiche, film e altri materiali culturali, non sarà la rivoluzione ma è già un passo in avanti, finalmente meritocratico, che ne pensate?
p.s. hanno appena deciso di introdurre il grembiule nelle scuole e già si vendono quelli griffati. Ma non doveva servire a superare il delirio consumista?
Mentre il mondo è sull’orlo di una nuova guerra fredda e l’America sta per essere colpita dagli uragani, da noi le prime pagine dei giornali sono ancora una volta colonizzate dalla violenza dei teppisti che, per festeggiare il tanto atteso inizio del campionato, non hanno trovato nulla di meglio da fare che devastare una già malmessa stazione ferroviaria. BEL RIENTRO……





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