Politica

Michel Martone sulla crisi e la disoccupazione



Michel Martone intervistato da Maria Latella su SkyTG24 il 5 maggio 2012.

Michel Martone: “Le casse previdenziali possono collaborare al rilancio dell’economia”

Forum 2012 In Previdenza. Roma, 9 maggioLe casse previdenziali possono e devono essere attori dello sviluppo del Paese.

Per far fronte alla più grave crisi dai tempi del ’29 e far ripartire l’economia è assolutamente indispensabile sperimentare nuove forme di collaborazione tra pubblico e privato.

In questa prospettiva le casse, con i loro importanti patrimoni, possono contribuire al rilancio di un’economia in crisi di liquidità, coniugando la tutela degli interessi degli iscritti a prestazioni previdenziali adeguate con investimenti a basso rischio finanziario ma di sicuro impatto sociale, come sta dimostrando l’esperienza del social housing.

Michel Martone: “Siamo aperti a miglioramenti della riforma”

Roma, 5 mag – (Adnkronos) – ”Il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, si è detta aperta a miglioramenti della riforma e a trovare un consenso con le parti. Mi sembra che sia una posizione ragionevole e spero che si possa trovare velocemente un punto di equilibrio per risolvere questa preoccupante crisi occupazionale”. Ad affermarlo, intervistato da ‘Sky Tg24′, è il vice ministro al Welfare, Michel Martone.

Le famiglie si allungano mentre il Paese rattrappisce

welfare familiare famiglia lunga


Di seguito l’articolo pubblicato sul Sole24Ore di lunedì 23 maggio 2011

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Non so se ci avete fatto caso ma una delle più gravi conseguenze dell’egoismo generazionale che si è diffuso nel nostro paese è che le famiglie stanno diventando più lunghe che larghe.

Mi spiego meglio. Un tempo le famiglie erano orizzontali, nel senso che ciascuno aveva tanti fratelli e cugini e magari pochi nonni e quasi nessun bisnonno. Oggi invece si sviluppano in verticale, ciascuno ha pochi fratelli e pochi cugini, ma ha diversi nonni e magari qualche bisnonno. Ciò è dovuto ad alcuni fattori indubbiamente positivi, come il progresso della ricerca medica o il miglioramento dell’alimentazione, che hanno dilatato l’aspettativa di vita di nonni e bisnonni. Continua a leggere ‘Le famiglie si allungano mentre il Paese rattrappisce’

Michel Martone sul Primo maggio



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Michel Martone: “A giudicare dal Primo maggio il valore del lavoro non si è perso”

Roma, 3 mag. – (Adnkronos/Labitalia) – “A giudicare dal Primo maggio, il valore del lavoro non si è perso. Tutti, imprenditori e lavoratori, erano uniti per lottare contro la crisi internazionale di dimensioni fino ad oggi sconosciute”. Così Michel Martone, viceministro del Lavoro, interviene con Labitalia commentando ‘Il valore del lavoro‘, l’ultimo libro di Antonio Passaro, capo ufficio stampa della Uil e portavoce del suo segretario generale, Luigi Angeletti.

“Purtroppo – spiega – nel mondo l’espansione incontrollata dei mercati finanziari ha tolto, in molti casi, valore al lavoro delle persone dei singoli Paesi. E così è stato per il peso del debito pubblico che noi ci troviamo che, in qualche modo, ha assicurato nel corso degli anni le rendite di posizione: immenso debito pubblico italiano e troppi pochi premi e retribuzioni per chi lavorava”.

“Ma oggi – sottolinea il viceministro del Lavoro – una cosa è sicura: riusciremo a sopravvivere alla più grave crisi economica dai tempi del ’29 solamente se avremo il coraggio di ripartire dal lavoro e di tornare a dare valore al lavoro”.

Il labirinto della precarietà

michel martone labirinto precarietà

Dicono che nel castello la vita sia comoda, il lavoro sicuro e l’esistenza libera e dignitosa. Dicono anche che nel castello una volta assunti si faccia carriera per anzianità e sia molto difficile essere licenziati. Pensa che, tra i castellani, il best seller del momento si intitola: “Buongiorno pigrizia. Come sopravvivere in azienda lavorando il meno possibile”.

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Un sistema ammalato di egoismo generazionale

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Di seguito l’articolo pubblicato sulla rivista Aspenia n. 40 del 2008

Viviamo in un sistema ammalato di egoismo generazionale. Nel quale i privilegi dei padri vengono pagati con il futuro dei figli, sul quale grava il terzo debito pubblico del mondo. Un egoismo che ha origini antiche e si rinnova di continuo, come ha dimostrato il Protocollo sottoscritto dal Governo e dai sindacati lo scorso anno. Un protocollo che non può essere condiviso per tante ragioni, ma soprattutto perché ha ammorbidito il famigerato scalone, per mandare in pensione due anni prima circa 150.000 lavoratori che non volevano aspettare di compiere 60 anni. Continua a leggere ‘Un sistema ammalato di egoismo generazionale’

Michel Martone su articolo 18, processo del lavoro e licenziamenti collettivi



Il posto di lavoro deve andare a chi se lo merita.

In ogni caso auspico consenso sociale su alcuni punti fondamentali come il processo del lavoro e il problema del dualismo tra outsider e insider che caratterizza il mercato del lavoro italiano.

Super Mario nel paese dei veto player

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Articolo pubblicato sul Il Sole 24 Ore di sabato 19 novembre 2011

Il problema di questo paese è che cambiano i governi ma le questioni rimangono sempre le stesse. Pensate alla giornata di ieri. Monti non aveva neanche terminato di leggere il suo discorso programmatico che, nelle piazze, i professionisti della contestazione sociale già cominciavano a manifestare. Cortei in tutta Italia, Roma paralizzata dagli scioperi, feriti e contusi a Palermo come a Torino. Sembra di rivedere sempre lo stesso film.

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L’importanza dell’ apprendistato



L’apprendistato come principale porta d’ingresso nel mercato del lavoro sulla base di un vero percorso formativo.

Apprendistato: un accordo importante

Approvato oggi, 15 marzo 2012, nella Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, Regioni e Province autonome  l’accordo per la regolamentazione dei profili formativi riguardanti la prima tipologia di apprendistato, quella per la qualifica e il diploma professionale. Continua a leggere ‘Apprendistato: un accordo importante’

Michel Martone su indignati, debito pubblico, e consenso sociale a SkyTG24 con Maria Latella



Michel Martone risponde a Maria Latella sui giovani indignati e sulle trattative per la riforma del mercato del lavoro.

Ichino sulla nomina a viceministro di Michel Martone

Intervista al Senatore Pietro Ichino subito dopo la nomina di Michel Martone a cura di Tonia Mastrobuoni, pubblicata su La Stampa il 30 novembre 2011. 

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Di seguito è riportato il testo dell’articolo: Continua a leggere ‘Ichino sulla nomina a viceministro di Michel Martone’

MICHEL MARTONE SU MARCO TRAVAGLIO “SE QUESTO E’ UN GIORNALISTA”

C’è chi ha la colpa di avere un nome da “parrucchiere per signore” e chi quella di non fare il suo mestiere. Ciascuno giudichi quale colpa è più grave.

Ieri sera Marco Travaglio mi ha dedicato, durante la trasmissione “Servizio Pubblico”, il suo editoriale. Peccato che fosse una sequenza di falsità.

A me preme sottolineare che:

1. è falso che “il Professor Mattia Persiani è stato relatore alla discussione della mia tesi di laurea”. Il mio relatore è stato il Professor Matteo Dell’Olio;

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Le deleghe del Viceministro Michel Martone

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Pubblico le deleghe che mi sono state conferite dal Consiglio dei Ministri del 23 dicembre 2011 su proposta del Presidente del Consiglio, di concerto con il Ministro del Lavoro.

Dovrò quindi occuparmi, in collaborazione con il Ministro del Lavoro, Prof.ssa Elsa Fornero, di:

mercato del lavoro

ammortizzatori sociali

occupazione giovanile

formazione

relazioni industriali

In ogni caso, le deleghe sono state pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale di martedì 10 gennaio 2012: qui il testo completo.

Michel Martone sul Governo Monti



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La memoria di un riformista – Conversazione con Gino Giugni

Michel Martone. Conversazione Gino GiugniRipubblico, con infinita tristezza per la scomparsa, una conversazione con il  grande Maestro

In un momento in cui i temi del lavoro tornano ad essere centrali, Gino Giugni ci accoglie nel suo studio per una conversazione poco prima della presentazione del suo ultimo libro, La memoria di un riformista, in cui ripercorre le tappe salienti della sua vicenda personale e professionale nel contesto della storia politica italiana dell’ultimo mezzo secolo: dall’infanzia sotto il fascismo, alla Resistenza, alla lunga attività di studioso di diritto del lavoro e di intellettuale impegnato in politica, fino ad episodi drammatici come l’attentato subito dalle Brigate rosse. Continua a leggere ‘La memoria di un riformista – Conversazione con Gino Giugni’

Quel riflesso condizionato della protesta “a prescindere”

Articolo pubblicato sul Il Sole 24 Ore di sabato 19 novembre 2011

Il problema di questo paese è che cambiano i governi ma i problemi rimangono sempre gli stessi. Pensate alla giornata di mercoledì (ma anche a quella di ieri). Monti non aveva neanche terminato di leggere il suo discorso programmatico al Senato che, nelle piazze, i professionisti della contestazione sociale già cominciavano a manifestare. Cortei in tutta Italia, Roma paralizzata dagli scioperi, feriti e contusi a Palermo come a Torino. Sembra di rivedere sempre lo stesso film. Un nuovo Governo che  annuncia di voler finalmente passare ai fatti per realizzare le riforme che tutti, a destra come a sinistra, nelle università come nei partiti, considerano necessarie.

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Siamo tutti outsiders


Di seguito l’articolo pubblicato sulla rivista Formiche n. 2 del 2008

Se un tempo si scendeva in piazza per le ideologie, oggi le persone si mobilitano in massa per le parolacce.

Segno inquietante di un cambio dei tempi ma soprattutto di un cambio di mentalità e di costumi che attraversa, anzi affligge, la società italiana. Nella quale la gente, perso il senso del bene comune, si appassiona e divide maleducatamente, dalle mutande di Corona alle invettive di Grillo o Borghezio.

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La lezione tedesca

Di seguito l’intervista pubblicata su Outlook Modena Mondo, rivista bimestrale di Confindustria Modena

Il vero problema dell’economia italiana consiste nella scarsa produttività delle sue aziende che, come dimostrano i dati Istat, si rivela praticamente ferma da dieci anni e, anzi, nell’ultimo anno è decresciuta; se la produttività diminuisce, il Paese si impoverisce perché vengono meno le risorse, in termini di tasse e contributi, che servono a pagare il costo dei diritti, e la disoccupazione aumenta perché le imprese emigrano all’estero. Ora come dimostra l’esperienza tedesca, per contrastare questo crollo della produttività e ricominciare a creare sviluppo e quindi occupazione gli imprenditori devono trovare il coraggio di fare gli investimenti necessari a migliorare i processi produttivi, e i lavoratori devono avere la capacità di rinunciare ad alcune tutele, come ad esempio alla rigidità di alcuni orari di lavoro, al fine di assicurare la migliore produttività degli impianti. Continua a leggere ‘La lezione tedesca’

Una difficile transazione: il sistema di relazioni industriali al bivio

Pubblico di seguito la sintesi della relazione presentata al convegno UIL – Fondazione Craxi dedicato alle relazioni industriali del 29 settembre 2010.

Il compito è tutt’altro che facile perché il dibattito è stato ricco e ha spaziato dai grandi temi globali ai problemi del nostro sistema di relazioni industriali.

Mi limiterò, dunque, a formulare alcune considerazioni. La prima è che  questa crisi, che sta creando tanti problemi al nostro Paese, almeno un pregio l’ha avuto: stiamo ricominciando a parlare di lavoro, di relazioni industriali, di produttività, stiamo cioè tornando a parlare dei temi che hanno fatto la grandezza del nostro sistema industriale, che resta il secondo Paese dell’Unione Europea per manifattura. Continua a leggere ‘Una difficile transazione: il sistema di relazioni industriali al bivio’

Michel Martone su ammortizzatori sociali a SkyTG24 con Maria Latella



Michel Martone parla di ammortizzatori sociali con Maria Latella a “L’intervista” su SkyTg24.

Papà, cos’è la politica? Ovvero come ridere dei nostri paradossi

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Un bambino domanda al padre: “Papà, che cos’è la politica?”

 Il papà ci pensa un po’ su e poi gli dice “Guarda, te lo spiego con un esempio:
Io porto i soldi a casa, per cui sono il Capitalismo,
Tua madre gestisce il denaro, quindi è il Governo,
Il nonno controlla che tutto sia regolare, per cui è il Sindacato,
La nostra cameriera è la Classe operaia,
Noi tutti ci preoccupiamo solo che tu stia bene. Perciò tu sei il Popolo.
E il tuo fratellino, che porta ancora i pannolini, è il Futuro.
Hai capito figlio mio?”

Il piccolo ci pensa su e dice a suo padre che vuole dormirci sopra una notte.

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Perchè sono favorevole all’art. 8

 

Articolo pubblicato sul Il Sole 24 Ore di sabato 20 agosto 2011

La crisi di questi giorni e la fredda accoglienza riservata dai mercati finanziari ai provvedimenti preannunciati dai leader del mondo occidentale, stanno rendendo evidente a tutti che, quando le economie non crescono, i debiti pubblici inghiottono gli stati e con essi i diritti dei cittadini. Prese in ostaggio dalla speculazione internazionale a causa dei troppi debiti contratti nel corso degli ultimi decenni da politici alla ricerca di facili consensi, le democrazie occidentali non ce la fanno più. Non hanno più risorse per contrastare la crisi del debito. Anche perchè quelle che c’erano sono state utilizzate per salvare dalla crisi del 2008 quel sistema finanziario che ora sta speculando contro i debiti pubblici. Continua a leggere ‘Perchè sono favorevole all’art. 8′