Egoismo generazionale

Il debito pubblico che toglie le opportunità ai giovani

Di seguito l’articolo di Chiara Maffioletti pubblicato sul Blog del Corriere della Sera “Solferino 28”: “E’ davvero il debito pubblico che toglie le opportunità ai giovani?” del 26 ottobre 2012.

L’altro giorno ho assistito a un dibattito televisivo che, per una volta, ha posto degli interrogativi che mi sembravano molto interessanti. Il titolo della puntata di «Roma InConTra – Ara Pacis», così si chiama il programma, era: «Non siamo un Paese per giovani» (ecco il link del dibattito http://www.youtube.com/watch?v=9igv6x9rOiA). Continua a leggere ‘Il debito pubblico che toglie le opportunità ai giovani’

“Dobbiamo dare più libertà ai giovani che lavorano nelle start up”

(ANSA) – Roma, 22 mag – «Oltre a combattere la precarietà nelle imprese tradizionali, dobbiamo dare più libertà ai giovani che lavorano nelle start up». È una priorità per il viceministro del Lavoro, Michel Martone, intervenuto al primo Meeting di Roma Capitale 2012.
«Se vogliamo ricominciare a crescere e a venire fuori da questa gravissima crisi economica e occupazionale, dobbiamo avere il coraggio di scommettere su start up innovative dei servizi, dell’economia digitale e della green economy», ha dichiarato Martone.
Martone ha citato la fine degli anni 70, quando «siamo riusciti a chiudere gli anni di piombo e a vivere una stagione di rilancio, investendo in settori come la moda e il terziario avanzato».
«Il futuro è nelle nostre mani, dobbiamo iniziare a sostenerlo», ha affermato.

“Il Governo riparte dai giovani per restituire loro un futuro”

Chianciano Terme (Siena), 7 set. (LaPresse) – “E’ difficile intravedere il futuro per i giovani oggi. La scelta del Governo è stata quella di ripartire dai giovani per restituire loro il futuro cui hanno diritto”. Lo ha detto il viceministro del Lavoro Michel Martone al convegno dell’Udc di Chianciano Terme intitolato ‘Le primarie delle idee. Per la rinascita dell’Italia’.

“Il 2013 – ha aggiunto – non deve essere solo l’anno delle elezioni ma anche quello in cui abbiamo il coraggio di scommettere sul nostro capitale umano al quale devono concorrere tutte le forze del nostro Paese. Perché ciò accada però dobbiamo ricominciare a credere in noi stessi e nei giovani. Gli ostacoli che abbiamo di fronte non sono insormontabili. L’Italia è molto più forte di quello che si crede. I nuovi obiettivi possono sostituire le antiche certezze. Se è vero che lo Stato deve fare meglio, ognuno di noi deve impegnarsi”.

“L’Italia – ha concluso Martone – ha delle straordinarie potenzialità. Il governo Monti sta combattendo per avere un’Italia più forte e credibile nella quale i giovani possano guardare al futuro”.

Crisi: “L’Italia è come un albero che va potato per crescere bene”

(DIRE) Roma, 28 ago. – “Piuttosto che incentivare a tornare dall’estero, vorrei evitare che gli italiani se ne vadano. Si emigra in cerca di crescita, quindi chi parte pensa che non ci siano le basi per crescere. Il lavoro da svolgere consiste nel tornare a pensare che il nostro Paese sia quello giusto per costruire il proprio futuro”. Lo ha detto Michel Martone, viceministro del Lavoro e delle Politiche sociali, intervenendo nel working group dedicato ai talenti italiani all’estero “veDrò“, la manifestazione organizzata dall’omonimo think-net di Enrico Letta, in corso a Dro (TN).

“L’Italia è come un albero che non viene potato: cresce senza ordine asfissiando le foglie nuove e impedendo la rigenerazione. Serve – spiega – potare l’albero per farlo crescere bene. Per questo lo Stato deve fare meno e meglio per ridurre gli sprechi e così liberare risorse per consentire ai nostri giovani di contribuire alla crescita del Paese”.

I giovani non si arrendano ma basta con l’egoismo generazionale

 

L’avvenire, 20.07.2012

Quel dato Istat di pochi giorni fà, disoccupazione giovanile in Italia al 36%, è una cifra che genera angoscia in chi ha dei figli. Come troveranno lavoro, finiti gli studi ?. Anche di questi pensieri è fatta l’estate del 2012 degli italiani. Michel Martone ha 38 anni; per essere viceministro del Lavoro, giuslavorista e docente universitario, un ragazzo. A lui chiediamo uno sguardo oltre a questo dato; una prospettiva, dentro una crisi che sembra chiudere gli orizzonti.

Continua a leggere ‘I giovani non si arrendano ma basta con l’egoismo generazionale’

“La fine dell’era del debito segna l’inizio dell’era del merito”

 ROMA, 17 LUG – (ANSA) – Il futuro dei giovani e quello dell’Italia. Questo il tema del primo incontro di ‘PantaReiLab’ che si è appena concluso nel cortile di palazzo Braschi, a Roma. Al dibattito è intervenuto, tra gli altri, il viceministro Michel Martone che in chiusura ha detto: «la fine dell’era del debito segna l’inizio dell’era del merito».

Il dibattito, ‘Largo ai giovani, giovani al largo’ è il primo di una serie di incontri che si svolgeranno nella stessa location fino al 5 agosto. «Tendenzialmente – ha esordito Martone – è molto difficile che chi ha il potere, la resposabilità, le classi dirigenti si facciano da parte semplicemente per altruismo. Viceversa è molto importante che i giovani si mettano in gioco. Poi, alludendo alla battuta che ha suscitato diverse polemiche sulla laurea dopo i 28 anni, ha aggiunto: «voleva essere uno stimolo in un convegno sull’apprendistato. L’idea che era alla base è: chi l’ha detto che è meglio un laureato in lettere a 30 anni di un giovane falegname?». Secondo Martone «abbiamo bisogno di piu’ giovani che studiano meglio e che si laureano prima. Quello che dobbiamo dire ai nostri ragazzi è fate quello che volete ma fatelo bene, con il massimo impegno, senza paura di sbagliare».

Meeting Roma: “L’Italia in Europa, la crescita economica, il futuro dei giovani”



Intervento del viceministro Michel Martone al primo Meeting Roma 2012 “L’Italia in Europa, la crescita economica, il futuro dei giovani” alla presenza delle Scuole Superiori di Roma.

Continua a leggere ‘Meeting Roma: “L’Italia in Europa, la crescita economica, il futuro dei giovani”’

Michel Martone ospite di Tg3 Linea Notte.

Viceministro Martone a Tg3 Linea Notte del 12 giugno 2012 - Esodati, Crisi, Lavoro, Europa

Ospiti in studio Michel Martone (viceministro al lavoro), Guido Gentili (Sole24Ore) e Stefano Feltri (Fatto Quotidiano).

Perché questo debito lo dobbiamo pagare noi



Purtroppo i posti di lavoro non si creano per legge. I posti di lavoro si creano nell’economia attraverso la crescita.

Viviamo però in un sistema che nel corso degli ultimi anni ha visto compromettere la propria capacità di crescita, perché abbiamo ereditato il terzo debito pubblico al mondo. Continua a leggere ‘Perché questo debito lo dobbiamo pagare noi’

Michel Martone alla STV (Sveriges Television – Televisione Pubblica Svedese)

Michel Martone alla televisione pubblica svedese – GUARDA IL VIDEO (min. 21.50)

Martone su STV (televisione pubblica svedese)

“A giudicare dal Primo maggio il valore del lavoro non si è perso”

Roma, 3 mag. – (Adnkronos/Labitalia) – “A giudicare dal Primo maggio, il valore del lavoro non si è perso. Tutti, imprenditori e lavoratori, erano uniti per lottare contro la crisi internazionale di dimensioni fino ad oggi sconosciute”. Così Michel Martone, viceministro del Lavoro, interviene con Labitalia commentando ‘Il valore del lavoro‘, l’ultimo libro di Antonio Passaro, capo ufficio stampa della Uil e portavoce del suo segretario generale, Luigi Angeletti.

“Purtroppo – spiega – nel mondo l’espansione incontrollata dei mercati finanziari ha tolto, in molti casi, valore al lavoro delle persone dei singoli Paesi. E così è stato per il peso del debito pubblico che noi ci troviamo che, in qualche modo, ha assicurato nel corso degli anni le rendite di posizione: immenso debito pubblico italiano e troppi pochi premi e retribuzioni per chi lavorava”.

“Ma oggi – sottolinea il viceministro del Lavoro – una cosa è sicura: riusciremo a sopravvivere alla più grave crisi economica dai tempi del ’29 solamente se avremo il coraggio di ripartire dal lavoro e di tornare a dare valore al lavoro”.

Il labirinto della precarietà

michel martone labirinto precarietà

di Michel Martone

Dicono che nel castello la vita sia comoda, il lavoro sicuro e l’esistenza libera e dignitosa. Dicono anche che nel castello una volta assunti si faccia carriera per anzianità e sia molto difficile essere licenziati. Pensa che, tra i castellani, il best seller del momento si intitola: “Buongiorno pigrizia. Come sopravvivere in azienda lavorando il meno possibile”.

Continua a leggere ‘Il labirinto della precarietà’

Un sistema ammalato di egoismo generazionale

patto generazionale

Di seguito l’articolo pubblicato sulla rivista Aspenia n. 40 del 2008

Viviamo in un sistema ammalato di egoismo generazionale. Nel quale i privilegi dei padri vengono pagati con il futuro dei figli, sul quale grava il terzo debito pubblico del mondo. Un egoismo che ha origini antiche e si rinnova di continuo, come ha dimostrato il Protocollo sottoscritto dal Governo e dai sindacati lo scorso anno. Un protocollo che non può essere condiviso per tante ragioni, ma soprattutto perché ha ammorbidito il famigerato scalone, per mandare in pensione due anni prima circa 150.000 lavoratori che non volevano aspettare di compiere 60 anni. Continua a leggere ‘Un sistema ammalato di egoismo generazionale’

Michel Martone su articolo 18, processo del lavoro e licenziamenti collettivi



Il posto di lavoro deve andare a chi se lo merita.

In ogni caso auspico consenso sociale su alcuni punti fondamentali come il processo del lavoro e il problema del dualismo tra outsider e insider che caratterizza il mercato del lavoro italiano.

L’importanza dell’ apprendistato



L’apprendistato come principale porta d’ingresso nel mercato del lavoro sulla base di un vero percorso formativo.

I giovani nell’azione di Governo e i salari legati alla produttività



Il presidente del Consiglio Mario Monti, ma anche il Ministro Elsa Fornero hanno detto e continuano a ripetere che uno dei punti fondamentali che dobbiamo affrontare, se vogliamo tornare a crescere, è anche quello di scommettere sui giovani.  Continua a leggere ‘I giovani nell’azione di Governo e i salari legati alla produttività’

Ma veramente Amanda Knox è un simbolo della nuova generazione?

amanda_knox.jpgChe sia colpevole o innocente poco importa, per molti amanda knox è un’icona da omaggiare con siti internet, magliette e gadget di ogni tipo, e posso anche capire: è bella, ha uno sguardo intrigante e, omicidio o carcere, ha comunque vissuto un’esperienza particolare che potrà giustificare l’acquisto del suo diario… c’è però una cosa che non riesco a capire: che cosa rappresenta per quelli che la considerano il simbolo della nuova generazione?

Siamo tutti outsiders


Di seguito l’articolo pubblicato sulla rivista Formiche n. 2 del 2008

Se un tempo si scendeva in piazza per le ideologie, oggi le persone si mobilitano in massa per le parolacce.

Segno inquietante di un cambio dei tempi ma soprattutto di un cambio di mentalità e di costumi che attraversa, anzi affligge, la società italiana. Nella quale la gente, perso il senso del bene comune, si appassiona e divide maleducatamente, dalle mutande di Corona alle invettive di Grillo o Borghezio.

Continua a leggere ‘Siamo tutti outsiders’

Un giovane perso nel labirinto della precarietà

Il 2 aprile dello scorso anno, Norman Zarcone si lanciava dal settimo piano della facoltà di Lettere dell’università di Palermo.

Ad ottobre dello stesso anno, Norman avrebbe dovuto sostenere l’ultimo esame del dottorato in filosofia del linguaggio che si sarebbe concluso a dicembre. Temeva di rimanere senza lavoro. I professori gli avrebbero fatto intendere che nell’ateneo palermitano per lui non c’era futuro.

Aveva 27 anni, cercava un lavoro, voleva sposarsi, ma si è perso nel labirinto della precarietà. Continua a leggere ‘Un giovane perso nel labirinto della precarietà’

Pierluigi Celli, Direttore Generale Luiss: “Fossi in voi me ne andrei”



Michel Martone su ammortizzatori sociali a SkyTG24 con Maria Latella



Michel Martone parla di ammortizzatori sociali con Maria Latella a “L’intervista” su SkyTg24.

L’esigenza di una svolta solidaristica per i pionieri del sistema contributivo

La questione del sostegno finanziario alle Casse previdenziali istituite con d. lgs. n. 103 del 1996, di cui si avverte la profonda esigenza, specie in questo particolare momento di crisi, si interseca inevitabilmente con la questione della solidarietà in materia previdenziale. In un primo tempo, il principio di solidarietà si è tradotto nell’affermazione di meccanismi di finanziamento a ripartizione, in base ai quali il trattamento pensionistico degli aventi diritto veniva integralmente sopportato dalla forza lavoro in attività. Senonché, il progressivo invecchiamento medio della popolazione, il proliferare di fenomeni di prepensionamento e soprattutto il metodo di calcolo retributivo, caratterizzato dalla parametrazione del trattamento pensionistico alle ultime retribuzioni percepite dall’avente diritto, hanno ineluttabilmente condotto al collasso del sistema previdenziale, divenuto insostenibile dal punto di vista finanziario.

Continua a leggere ‘L’esigenza di una svolta solidaristica per i pionieri del sistema contributivo’

L’amico della porta accanto – Marco Simoncelli

Ieri il mondo dello sport ha perso un grande campione, in pista ma soprattutto nella vita.
Ne è testimonianza il silenzio assordante che, poche ore dopo la scomparsa, ha avvolto tutti gli stadi italiani prima del fischio d’inizio.
L’amico della porta accanto, sfegatato tifoso del Milan, che se ne andato lasciando il posto ad un grande vuoto. Mai più le gare del Mugello saranno le stesse senza uno dei suoi padroni di casa.
Addio Supersic, campione di un’Italia che vorremmo e che non c’è più.

Una volta tanto stiamo dalla parte dei genitori

A gennaio di quest’anno il ministro Brunetta propone una legge che obblighi i figli ad uscire di casa a 18 anni.

Oggi assistiamo a genitori che fanno causa ai figli quarantenni, o quasi, per mandarli fuori di casa. Non è la trama del film francese Tanguy, avviene veramente.

I genitori si sono rivolti al giudice in tre casi concreti in cui i figli, ancora a casa e dipendenti dai genitori, non ne volevano sapere di andarsene. L’età dei cd. “bamboccioni” oscilla tra i 38  i 40 anni. Le richieste, presentate all’Adico di Mestre, hanno visto le famiglie disperate chiedere un supporto legale per agire contro i figli che, ad uscire di casa e a rendersi indipendenti, non ci pensavano minimamente.

Si arriva poi ad estremi di altro genere: casi in cui il padre, condannato da Tribunale di Trento, si trova a dover mantenere la figlia trentenne fuori corso all’università perché senza un lavoro.
Continua a leggere ‘Una volta tanto stiamo dalla parte dei genitori’

Itaka – Workshop Intergenerazionali



Poiché le cose belle non vanno dimenticate, ecco il video del II Workshop Intergenerazionale organizzato con i miei studenti alla Luiss lo a dicembre 2007. Poi dicono che i giovani non si appassionano di politica

 Un ringraziamento particolare ad Alessandra Magnaghi, insostituibile musa tecnologica.

Eugenio Scalfari e Michel Martone al III Workshop Intergenerazionale
Michel Martone

Eugenio Scalfari, Massimo Egidi e Michel Martone