Governo dell’economia e azione sindacale

Governo dell’economia e azione sindacale

 presentazione

governo-economia.jpgMichel Martone, Governo dell’economia e azione sindacale, vol. XLII° del Trattato di diritto commerciale e di diritto pubblico dell’economia, diretto da F. Galgano, Padova, 2006. (Selezionato tra i “Libri dell’anno nella scienza giuridica”  dalla Giuria dell’Istituto Luigi Sturzo, presieduta dal Prof. Giuliano Crifò).

Il saggio indaga il ruolo assunto dalle organizzazioni sindacali nei modelli di governo dell’economia che si sono succeduti nel corso del secolo della produzione di massa, del totalitarismo ma anche del pluralismo, del liberalismo e di tante rivoluzioni.

Un percorso d’indagine che, sempre in bilico tra diritto privato e diritto pubblico, descrive la trasformazione del sindacato da potere eversivo a potere costituito.

Sotto il profilo metodologico, il saggio, nel prisma del diritto vivente, ricerca ascendenti ideologici ed evidenzia ricadute socio-economiche dei diversi modelli di governo dell’economia. Così, la ricerca, muovendo dall’analisi degli istituti, legislativi o contrattuali, che hanno segnato la via dell’azione sindacale nel governo dell’economia, ne indaga l’evoluzione materiale, attraverso lo studio della giurisprudenza, costituzionale e ordinaria, ma anche delle dottrine e delle politiche del diritto che hanno ricondotto a sistema il diritto sindacale nella persistente inattuazione legislativa del disegno costituzionale.

Con questa sensibilità, la prima parte, di taglio prevalentemente storico, individua il contesto giuridico che ha condizionato l’azione sindacale nel secolo scorso, ricercando continuità e discontinuità tra l’ordinamento liberale, quello corporativo ed infine quello costituzionale.

Così individuate le categorie di riferimento nel loro “divenire”, la seconda parte pone in evidenza il rilievo politico dell’azione sindacale nello sviluppo materiale dell’ordinamento costituzionale. Particolare attenzione è, quindi, dedicata ai presupposti strutturali (fallimento della programmazione economica, legislazione di sostegno, libertà di sciopero politico, crisi economica, politica dei redditi) e alle dinamiche politiche (crisi delle ideologie, rapporti tra partito e sindacato, passaggio da un sistema elettorale proporzionale ad un sistema bipolare) che hanno trasformato il sindacato in un vero e proprio veto player capace di condizionare la politica economica come le riforme legislative.

La terza parte, di taglio prevalentemente teorico, precisati i caratteri della concertazione – quale metodo di governo della società complessa e quale metodo di coordinamento tra sistemi normativi – ne evidenzia alcuni limiti,  sotto il profilo della legalità costituzionale, segnalando infine le criticità insite nell’istituzionalizzazione della concertazione e nella pubblicizzazione dell’attività sindacale.

L’epilogo denuncia la sempre più evidente debolezza dello Stato di fronte alla globalizzazione dell’economia e alla proliferazione dei veto players (dagli abitanti delle valli che si oppongono alla tav, ai tassisti che non vogliono il rilascio di nuove licenze) e conclude sul conflitto generazionale che sta emergendo nelle società occidentali.

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Leggi un estratto da ‘Governo dell’economia e azione sindacale’ (Nel paese dei veto player)


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