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D: Come si sceglie l’argomento della tesi di laurea?
R: La scelta dell’argomento è fondamentale come, d’altra parte, quella della materia. Ed è importante che lo studente scelga con passione, perché quella scelta qualificherà la sua professionalità. Se amo il diritto commerciale internazionale è meglio evitare di fare una tesi sulle ferie del lavoratore.
Per questo uno dei modi migliori per scegliere l’argomento della tesi è quello di andare in biblioteca e sfogliare le riviste scientifiche della materia che si vuole approfondire, alla ricerca dei temi più problematici e maggiormente dibattuti negli ultimi anni.
D: Come si fa una tesi di laurea?
R: Scelta la materia e l’argomento, il secondo passo è quello di studiare. Prima di iniziare a scrivere è, infatti, indispensabile padroneggiare il tema e selezionare le questioni da approfondire. Solo attraverso lo studio è possibile scegliere le posizione da sostenere attraverso la propria analisi.
E’ quindi importante fare una accurata ricerca bibliografica, selezionare o fotocopiare i testi più importanti, guardando anche le note a piè di pagina, che saranno noiose da leggere ma costituiscono preziosi giacimenti culturali.
Una volta raccolto il materiale è importante catalogarlo ed iniziare a studiarlo.
Raccolto, studiato e catalogato il materiale, la fase successiva è fare l’indice. Avendo ben presente che si tratta di un passaggio fondamentale, perché dall’indice si deve capire la tesi che il candidato vuole sostenere e l’indice condizionerà lo sviluppo di tutta la tesi. Ogni capitolo e ogni paragrafo devono trattare un argomento compiuto.
Ripeto, prima di iniziare a scrivere è importante sapere ciò che si vuol dire e perché.
D: Dove cercare le fonti?
R: Le fonti vanno cercate anzitutto nelle biblioteche, senza aver paura di sporcarsi le mani con la polvere che regna tra i libri antichi. Poi attraverso internet, grazie a Google o Wikipedia, oppure su un Kindle. Infine, osservando la realtà, perché gli studiosi non devono mai dimenticare che ciò che loro studiano ha delle ripercussioni nel mondo reale sulla vita di tutti i giorni.
D: Qual è il ruolo di internet in una tesi di laurea?
R: Il ruolo di internet è importante perché offre a ogni studente una quantità di informazioni sempre maggiore, grazie all’orizzonte sconfinato della ricerca ipertestuale. Pensiamo cosa accadrà quando verrà fuori Google Books che ci consentirà di comparare i testi e di selezionare tutte le pagine che si sono scritte su di un certo argomento. Oggi è possibile far fare ad internet molto del lavoro di ricerca che le generazioni precedenti hanno fatto sugli archivi cartacei. Speriamo che ciò non comprometta la capacità di concentrazione e approfondimento dei nativi digitali ma ne amplifichi le potenzialità scientifiche.
D: Come si inizia una tesi: è facile superare il dramma da pagina bianca?
R: Bisogna sapere quello che si vuole dire, bisogna aver studiato prima di cominciare a scrivere e bisogna aver ben chiaro ciò che si vuole sostenere: solo in questo modo la penna, o il cursore, correrà veloce.
D: La struttura del discorso: pomposità o leggerezza?
R: Il discorso deve essere tendenzialmente strutturato in terza persona perché bisogna avere un approccio scientifico. E’ molto importante cercare di scrivere in maniera chiara senza dimenticare che una tesi è un esercizio scientifico che richiede esattezza e non approssimazione. Magari scrivere poco ma con precisione scientifica. “Ce qui se concoit bien s’enonce clairement”: è un insegnamento materno al quale sono legatissimo. Significa che solo quello che si capisce bene si spiega con chiarezza.
E’ molto facile scrivere dei testi sbrodolati che non vogliono dire nulla; molto più difficile è avere tesi innovative con spiegazioni brevi.
Consiglio di leggere “Lezioni americane” di Italo Calvino prima di scrivere una tesi. I saggi dedicati alla leggerezza e all’esattezza possono essere uno strumento straordinario per imparare a scrivere.
D: Cosa non si può scrivere in una tesi?
R: In una tesi si può scrivere tutto, basta saperlo argomentare bene. Soprattutto, è bene evitare di scrivere cose inutili o superflue. Non conta il numero delle pagine, ma la qualità e la scientificità delle argomentazioni sostenute. La tesi è un esercizio di intelligenza, non il trionfo del copia e incolla.
D: Che ruolo hanno le note?
R: In primo luogo, le note servono ad avvalorare un’affermazione, facendo richiamo all’autorità del suo creatore. Una certa tesi, senza il richiamo della nota, diventa un’affermazione discrezionale.
Una seconda funzione delle note è quella di illustrare al lettore il percorso di lettura che ha portato a sostenere una certa posizione.
Infine può essere un’utile indicazione al lettore per poter approfondire tematiche non trattate nelle tesi.
E’ importante leggere le note dei libri dai quali si è partiti nello studio dell’argomento per poter approfondire meglio l’argomento.
E’ importante che le note siano scritte bene, la regola è la seguente: nome e cognome dell’autore (soprattutto nei casi di omonimia), il titolo, la città di pubblicazione del libro e la pagine da cui si sta traendo l’informazione (DILLINGER John, The public enemie, Chicago p. 139).
D: Che ruolo hanno l’introduzione e la conclusione?
R: Nell’introduzione è importante sottolineare i motivi della scelta dell’argomento, qual è la sua importanza nel dibattito scientifico, e magari precisare qual è la tesi che si cercherà di dimostrare. Nella conclusione bisogna sostenere con forza tutto ciò che si è fatto, può essere una summa del lavoro svolto oppure il culmine delle tesi che si sono sostenute.
Solo in queste parti della tesi si può utilizzare la prima persona.
D: Cosa succede il giorno della discussione dall’altro lato del tavolo?
R: Dal punto di vista dei professori: si ascoltano tanti ragazzi, si prova simpatia per la loro tensione in un momento così delicato della loro vita e si cerca di capire quale tesi sostengono e perché.
D: E’ opportuno ringraziare il proprio relatore?
R: Più che il relatore, sarebbe opportuno ringraziare i genitori perché il percorso di studi è tendenzialmente fonte e figlio di tutti i sacrifici che hanno fatto. Sarebbe inoltre importante considerare il termine degli studi universitari come l’inizio di una nuova vita in cui ci si stacca dalla famiglia e si sceglie la strada da seguire per affrontare un mondo del lavoro che purtroppo fa sempre più paura ma che può anche essere pieno di soddisfazioni.




Ho trovato questo art. googolando in rete.
Sto per terminare il mio percorso di I livello e quindi non ho mai scritto una tesi e trovo molto utili e interessanti questi consigli.
Spero che anche i miei Prof. provino simpatia nei miei confronti.