<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress/2.3.3" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>
<channel>
	<title>Commenti per Michel Martone</title>
	<link>http://www.michelmartone.org</link>
	<description>UNIVERSITA', LAVORO, RICAMBIO GENERAZIONALE</description>
	<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 18:26:00 +0000</pubDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.3.3</generator>
		<item>
		<title>Commenti su Interventi concreti: ecco gli incentivi per l&#8217;assunzione di donne e giovani di AntonioDeg</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/deducibilita-dellirap-le-novita-introdotte-dal-decreto-monti-733.html#comment-4157</link>
		<dc:creator>AntonioDeg</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 13:41:20 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.michelmartone.org/deducibilita-dellirap-le-novita-introdotte-dal-decreto-monti-733.html#comment-4157</guid>
		<description>@francescatid 
contento che siano piaciute, ovviamente sistemi perfetti non esistono, tutto deve essere sempre migliorato e calibrato sugli inceppi che si verificano.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@francescatid<br />
contento che siano piaciute, ovviamente sistemi perfetti non esistono, tutto deve essere sempre migliorato e calibrato sugli inceppi che si verificano.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su MICHEL MARTONE SU MARCO TRAVAGLIO “SE QUESTO E’ UN GIORNALISTA” di giacomop</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/michel-martone-su-marco-travaglio-%e2%80%9cse-questo-e%e2%80%99-un-giornalista%e2%80%9d-763.html#comment-4156</link>
		<dc:creator>giacomop</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 13:00:15 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.michelmartone.org/michel-martone-su-marco-travaglio-%e2%80%9cse-questo-e%e2%80%99-un-giornalista%e2%80%9d-763.html#comment-4156</guid>
		<description>@alice: non è vero che non è stato difeso dai suoi studenti, quelli che lo conoscono meglio, e sia quelli della Luiss che buona parte di quelli di Teramo, perché letteralmente traumatizzati dal linciaggio mediatico (che poi mi chiedo, tutto sto accanimento contro il prof Martone..ma non è peggio un Lusi..? O ancora, non sono peggio di questi tecnici tutti i possibili politici che abbiamo avuto nell'ultimo periodo..? A me non mancano affatto..)
Per quanto riguarda la difesa della commissione, immagino che il coraggio non se lo può dare chi non ce l'ha..</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@alice: non è vero che non è stato difeso dai suoi studenti, quelli che lo conoscono meglio, e sia quelli della Luiss che buona parte di quelli di Teramo, perché letteralmente traumatizzati dal linciaggio mediatico (che poi mi chiedo, tutto sto accanimento contro il prof Martone..ma non è peggio un Lusi..? O ancora, non sono peggio di questi tecnici tutti i possibili politici che abbiamo avuto nell&#8217;ultimo periodo..? A me non mancano affatto..)<br />
Per quanto riguarda la difesa della commissione, immagino che il coraggio non se lo può dare chi non ce l&#8217;ha..</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Una boccata d&#8217;ossigeno per i giovani, l&#8217;impresa a un euro. di francescatid</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/una-boccata-dossigeno-per-i-giovani-limpresa-a-un-euro-720.html#comment-4155</link>
		<dc:creator>francescatid</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 12:53:22 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.michelmartone.org/una-boccata-dossigeno-per-i-giovani-limpresa-a-un-euro-720.html#comment-4155</guid>
		<description>Fundigas, ma lo sappiamo tutti (chiedi al gruppo fb 'start up scene italia') che: 
2. l'assenza di capitale c'è anche con il capitale minimo di 10k euri, perché la somma da versare inizialmente (e che poi nella realtà viene effettivamente versata) è solamente pari al 25% del capitale minimo = 2500 euro che vengono spesi immediatamente in notaio+registrazione..
E quindi si è a 0 di nuovo..
3. vale lo stesso di sopra, e, soprattutto, già abbiamo un immenso fiume di leggi e leggine, pensa a cambiare capitale minimo per ciascun oggetto sociale..
3bis. il ricorso al notaio non è necessario fino ai 35 anni, perché si da così modo all'impresa di operare per i primi anni senza pagarlo, proprio perché dopo i primi anni si spera che l'impresa, funzionando, sia in grado di pagarli quei 2500€ necessari a notaio+iscrizione registro imprese..
1. il fatto che non possano costituire srl i liberi professionisti c'è da sempre, una modifica a questo aspetto è tutta un'altra storia, un altro problema da affrontare in altra sede credo..</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Fundigas, ma lo sappiamo tutti (chiedi al gruppo fb &#8217;start up scene italia&#8217;) che:<br />
2. l&#8217;assenza di capitale c&#8217;è anche con il capitale minimo di 10k euri, perché la somma da versare inizialmente (e che poi nella realtà viene effettivamente versata) è solamente pari al 25% del capitale minimo = 2500 euro che vengono spesi immediatamente in notaio+registrazione..<br />
E quindi si è a 0 di nuovo..<br />
3. vale lo stesso di sopra, e, soprattutto, già abbiamo un immenso fiume di leggi e leggine, pensa a cambiare capitale minimo per ciascun oggetto sociale..<br />
3bis. il ricorso al notaio non è necessario fino ai 35 anni, perché si da così modo all&#8217;impresa di operare per i primi anni senza pagarlo, proprio perché dopo i primi anni si spera che l&#8217;impresa, funzionando, sia in grado di pagarli quei 2500€ necessari a notaio+iscrizione registro imprese..<br />
1. il fatto che non possano costituire srl i liberi professionisti c&#8217;è da sempre, una modifica a questo aspetto è tutta un&#8217;altra storia, un altro problema da affrontare in altra sede credo..</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su MICHEL MARTONE SU MARCO TRAVAGLIO “SE QUESTO E’ UN GIORNALISTA” di francescatid</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/michel-martone-su-marco-travaglio-%e2%80%9cse-questo-e%e2%80%99-un-giornalista%e2%80%9d-763.html#comment-4154</link>
		<dc:creator>francescatid</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 12:46:47 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.michelmartone.org/michel-martone-su-marco-travaglio-%e2%80%9cse-questo-e%e2%80%99-un-giornalista%e2%80%9d-763.html#comment-4154</guid>
		<description>Si, grazie Alice per il tuo messaggio. Sono una studentessa di Teramo e ti posso assicurare che il prof tutte queste realtà, seppur non vissute in prima persona, le conosce.. So infatti che è stato per molti anni al centro sociale Angelo Mai di Roma che poi hanno fatto chiudere le amministrazioni locali (se non sbaglio..e mi pare che abbia anche riaperto).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Si, grazie Alice per il tuo messaggio. Sono una studentessa di Teramo e ti posso assicurare che il prof tutte queste realtà, seppur non vissute in prima persona, le conosce.. So infatti che è stato per molti anni al centro sociale Angelo Mai di Roma che poi hanno fatto chiudere le amministrazioni locali (se non sbaglio..e mi pare che abbia anche riaperto).</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Interventi concreti: ecco gli incentivi per l&#8217;assunzione di donne e giovani di francescatid</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/deducibilita-dellirap-le-novita-introdotte-dal-decreto-monti-733.html#comment-4153</link>
		<dc:creator>francescatid</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 12:42:18 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.michelmartone.org/deducibilita-dellirap-le-novita-introdotte-dal-decreto-monti-733.html#comment-4153</guid>
		<description>Dopo l'impresa a un euro, un secondo passo a favore dell'occupazione giovanile. Speriamo ce ne siano altri.. 
@Antonio, per il punto 1 sono pienamente d'accordo. Per il 2 non saprei..ho paura che possa venire fuori un business (nero) dell'infortunio sul lavoro.. ma è l'unica cosa che non mi convince, perché invece sono certa che un assicurazione privata, prima di concedere la copertura assicurativa, un bel po' di controlli in più agli stabilimenti in questione li farebbe..</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo l&#8217;impresa a un euro, un secondo passo a favore dell&#8217;occupazione giovanile. Speriamo ce ne siano altri..<br />
@Antonio, per il punto 1 sono pienamente d&#8217;accordo. Per il 2 non saprei..ho paura che possa venire fuori un business (nero) dell&#8217;infortunio sul lavoro.. ma è l&#8217;unica cosa che non mi convince, perché invece sono certa che un assicurazione privata, prima di concedere la copertura assicurativa, un bel po&#8217; di controlli in più agli stabilimenti in questione li farebbe..</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Interventi concreti: ecco gli incentivi per l&#8217;assunzione di donne e giovani di AntonioDeg</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/deducibilita-dellirap-le-novita-introdotte-dal-decreto-monti-733.html#comment-4152</link>
		<dc:creator>AntonioDeg</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 12:15:30 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.michelmartone.org/deducibilita-dellirap-le-novita-introdotte-dal-decreto-monti-733.html#comment-4152</guid>
		<description>Intanto ottimo provvedimento, roba concreta questa possibilità per le imprese di dedurre l’intero importo dell’IRAP relativo al costo del lavoro dipendente e assimilato.

Questo è un governo che, non solo può, ma deve osare di più. Allora faccio 2 PROPOSTE nella speranza che sia in qualche maniera utile alla discussione per migliorare il nostro sistema produttivo:

PROPOSTA 1:
Per garantire una maggiore flessibilità in uscita, quindi un più semplice licenziamento come ci chiede l'Europa, e una contemporanea tutela sufficientemente efficace del lavoratore contro licenziamenti arbitrari, si potrebbe pensare ad un sistema di assicurazione (esattamente come per le auto) attraverso la quale l'impresa paga un premio all'assicurazione che riconoscerà al lavoratore una somma a titolo indennitario nel caso del licenziamento ingiusto.

Ovviamente il premio dell'impresa crescerebbe in maniera proporzionale o più che proporzionale all'aumento dei licenziamenti che l'impresa effettua. Questo sistema che ho esposto in maniera forse rozza e grossolana trova la sua efficienza nello scoraggiare l'uso arbitrario e ingiusto del licenziamento. Si eviterebbero contenziosi dal momento che in prima istanza, quasi come  una camera conciliativa, l'assicurazione, negozialmente più forte dell'impresa, si troverebbe a difendere il lavoratore, più debole, dall'ingiustizia subita, spingendo l'impresa a chiudere transitivamente la questione, qualora si creasse, lasciando così più liberi i tribunali. 
Onde evitare ulteriori esborsi per il sistema imprenditoriale, l'inserimento di questo obbligo assicurativo contro il licenziamento ingiusto, potrebbe essere pagato dallo Stato con il taglio del 2 o del 3% degli oneri del costo del lavoro a carico dell'azienda, trovando copertura di flusso finanziario nella somma equivalente alle somme recuperate dalla lotta all'evasione dell'anno precedente (per gli anni di fabbisogno già programmati), mentre la copertura finanziaria di stock, si effettuerebbe con progressivi tagli alla spesa corrente spostando quindi il carico sulla fiscalità generale.


PROPOSTA 2:
Liberalizzazione piena ed effettiva del campo ora riservato all'INAIL. Una maggiore concorrenza nel settore delle assicurazioni sugli infortuni sul lavoro porterebbe non solo risparmi alle imprese ma soprattutto maggiore sicurezza dei lavoratori nella misura in cui l'assicurazione privata per evitare l'esborso si adopererebbe con controlli più capillari attraverso ispettori forse più preparati, rapidi e puntuali di quelli attualmente effettuati dall'istituto pubblico. Nei cantieri edili, delle fabbriche, delle linee di produzione più pericolose quanti morti e infortuni ci sono? Dov'erano i controlli? Forse il nostro sistema andrebbe revisionato. Tutti ricordiamo il disastro Thyssen in quel caso oltre alle mancanze della società ci furono quelle del pubblico, se l'assicurazione fosse stata privata, nessuno può dirlo con certezza, ma forse un controllo in più, chissà il privato l'avrebbe fatto, si dice dell'ovvio se si afferma che purtroppo i settori gestiti dal pubblico generalmente posseggono un efficienza inferiore alla gestione privata. 
Quanti risparmi? Quanto miglioramento porterebbe questa piccola inversione di tendenza?  

Lei Prof. cosa ne pensa di queste idee? Sono già superate o ci sono margini per vederle applicate?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Intanto ottimo provvedimento, roba concreta questa possibilità per le imprese di dedurre l’intero importo dell’IRAP relativo al costo del lavoro dipendente e assimilato.</p>
<p>Questo è un governo che, non solo può, ma deve osare di più. Allora faccio 2 PROPOSTE nella speranza che sia in qualche maniera utile alla discussione per migliorare il nostro sistema produttivo:</p>
<p>PROPOSTA 1:<br />
Per garantire una maggiore flessibilità in uscita, quindi un più semplice licenziamento come ci chiede l&#8217;Europa, e una contemporanea tutela sufficientemente efficace del lavoratore contro licenziamenti arbitrari, si potrebbe pensare ad un sistema di assicurazione (esattamente come per le auto) attraverso la quale l&#8217;impresa paga un premio all&#8217;assicurazione che riconoscerà al lavoratore una somma a titolo indennitario nel caso del licenziamento ingiusto.</p>
<p>Ovviamente il premio dell&#8217;impresa crescerebbe in maniera proporzionale o più che proporzionale all&#8217;aumento dei licenziamenti che l&#8217;impresa effettua. Questo sistema che ho esposto in maniera forse rozza e grossolana trova la sua efficienza nello scoraggiare l&#8217;uso arbitrario e ingiusto del licenziamento. Si eviterebbero contenziosi dal momento che in prima istanza, quasi come  una camera conciliativa, l&#8217;assicurazione, negozialmente più forte dell&#8217;impresa, si troverebbe a difendere il lavoratore, più debole, dall&#8217;ingiustizia subita, spingendo l&#8217;impresa a chiudere transitivamente la questione, qualora si creasse, lasciando così più liberi i tribunali.<br />
Onde evitare ulteriori esborsi per il sistema imprenditoriale, l&#8217;inserimento di questo obbligo assicurativo contro il licenziamento ingiusto, potrebbe essere pagato dallo Stato con il taglio del 2 o del 3% degli oneri del costo del lavoro a carico dell&#8217;azienda, trovando copertura di flusso finanziario nella somma equivalente alle somme recuperate dalla lotta all&#8217;evasione dell&#8217;anno precedente (per gli anni di fabbisogno già programmati), mentre la copertura finanziaria di stock, si effettuerebbe con progressivi tagli alla spesa corrente spostando quindi il carico sulla fiscalità generale.</p>
<p>PROPOSTA 2:<br />
Liberalizzazione piena ed effettiva del campo ora riservato all&#8217;INAIL. Una maggiore concorrenza nel settore delle assicurazioni sugli infortuni sul lavoro porterebbe non solo risparmi alle imprese ma soprattutto maggiore sicurezza dei lavoratori nella misura in cui l&#8217;assicurazione privata per evitare l&#8217;esborso si adopererebbe con controlli più capillari attraverso ispettori forse più preparati, rapidi e puntuali di quelli attualmente effettuati dall&#8217;istituto pubblico. Nei cantieri edili, delle fabbriche, delle linee di produzione più pericolose quanti morti e infortuni ci sono? Dov&#8217;erano i controlli? Forse il nostro sistema andrebbe revisionato. Tutti ricordiamo il disastro Thyssen in quel caso oltre alle mancanze della società ci furono quelle del pubblico, se l&#8217;assicurazione fosse stata privata, nessuno può dirlo con certezza, ma forse un controllo in più, chissà il privato l&#8217;avrebbe fatto, si dice dell&#8217;ovvio se si afferma che purtroppo i settori gestiti dal pubblico generalmente posseggono un efficienza inferiore alla gestione privata.<br />
Quanti risparmi? Quanto miglioramento porterebbe questa piccola inversione di tendenza?  </p>
<p>Lei Prof. cosa ne pensa di queste idee? Sono già superate o ci sono margini per vederle applicate?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su MICHEL MARTONE SU MARCO TRAVAGLIO “SE QUESTO E’ UN GIORNALISTA” di pippa</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/michel-martone-su-marco-travaglio-%e2%80%9cse-questo-e%e2%80%99-un-giornalista%e2%80%9d-763.html#comment-4151</link>
		<dc:creator>pippa</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 09:53:14 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.michelmartone.org/michel-martone-su-marco-travaglio-%e2%80%9cse-questo-e%e2%80%99-un-giornalista%e2%80%9d-763.html#comment-4151</guid>
		<description>complimenti alice per il suo messaggio.. spero proprio che il nostro michel lo legga! ma ho idea che chi vive nel meraviglioso mondo ovattato non ha nè voglia nè capacità di guardare oltre l'ovatta. E' invece ben orgoglioso di starci dentro, e felicissimo che l'ovatta esista, e sta ben attento a non strapparla questa ovatta. Che se essa non esistesse, o si rompesse, infatti, sarebbe costretto ad ammettere che è un uomo come gli altri, e che assolutamente le sue cellule, i suoi capelli, la sua pelle, il suo sangue, il suo cervello sono fatti della stessa materia di quelli  dello studente sfigato che vive nell'istituto professionale la cui "ovatta" nera è tutt'altro che soffice. Purtroppo, chi sta nell'ovatta ha come obiettivo di vita la tessitura di altra ovatta</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>complimenti alice per il suo messaggio.. spero proprio che il nostro michel lo legga! ma ho idea che chi vive nel meraviglioso mondo ovattato non ha nè voglia nè capacità di guardare oltre l&#8217;ovatta. E&#8217; invece ben orgoglioso di starci dentro, e felicissimo che l&#8217;ovatta esista, e sta ben attento a non strapparla questa ovatta. Che se essa non esistesse, o si rompesse, infatti, sarebbe costretto ad ammettere che è un uomo come gli altri, e che assolutamente le sue cellule, i suoi capelli, la sua pelle, il suo sangue, il suo cervello sono fatti della stessa materia di quelli  dello studente sfigato che vive nell&#8217;istituto professionale la cui &#8220;ovatta&#8221; nera è tutt&#8217;altro che soffice. Purtroppo, chi sta nell&#8217;ovatta ha come obiettivo di vita la tessitura di altra ovatta</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Una boccata d&#8217;ossigeno per i giovani, l&#8217;impresa a un euro. di fugadigas</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/una-boccata-dossigeno-per-i-giovani-limpresa-a-un-euro-720.html#comment-4150</link>
		<dc:creator>fugadigas</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 22:10:20 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.michelmartone.org/una-boccata-dossigeno-per-i-giovani-limpresa-a-un-euro-720.html#comment-4150</guid>
		<description>Questo blog (e questo governo) è una miniera di perle!

vediamo questa miracolosa società:
1. intanto sono esclusi tutti i giovani professionisti architetti, avvocati, commercialisti, geometri, ingegneri ecc. per i quali non è prevista la possibilità di fondare una srl.

2. siamo sicuri che sia costituzionale? l'assenza di capitale potrebbe danneggiare eventuali creditori, creando così una disparità. 

3. La necessità di un capitale sociale non mi sembra un mero adempimento burocratico, ma una garanzia per coloro che hanno a che fare con tale società e il suo ammontare dovrebbe dipendere dal tipo di attività piuttosto che dall'età dei soci.

3. se il ricorso al notaio non  è necessario per i trentacinquenne, perché lo diventa a 36 anni? Se è necessario lo è sempre, se è inutile si abolisca in toto, per tutti!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Questo blog (e questo governo) è una miniera di perle!</p>
<p>vediamo questa miracolosa società:<br />
1. intanto sono esclusi tutti i giovani professionisti architetti, avvocati, commercialisti, geometri, ingegneri ecc. per i quali non è prevista la possibilità di fondare una srl.</p>
<p>2. siamo sicuri che sia costituzionale? l&#8217;assenza di capitale potrebbe danneggiare eventuali creditori, creando così una disparità. </p>
<p>3. La necessità di un capitale sociale non mi sembra un mero adempimento burocratico, ma una garanzia per coloro che hanno a che fare con tale società e il suo ammontare dovrebbe dipendere dal tipo di attività piuttosto che dall&#8217;età dei soci.</p>
<p>3. se il ricorso al notaio non  è necessario per i trentacinquenne, perché lo diventa a 36 anni? Se è necessario lo è sempre, se è inutile si abolisca in toto, per tutti!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su MICHEL MARTONE SU MARCO TRAVAGLIO “SE QUESTO E’ UN GIORNALISTA” di alice</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/michel-martone-su-marco-travaglio-%e2%80%9cse-questo-e%e2%80%99-un-giornalista%e2%80%9d-763.html#comment-4149</link>
		<dc:creator>alice</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 18:38:50 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.michelmartone.org/michel-martone-su-marco-travaglio-%e2%80%9cse-questo-e%e2%80%99-un-giornalista%e2%80%9d-763.html#comment-4149</guid>
		<description>Caro Professore Martone, 

C’è una cosa che ho notato in questi giorni nel mezzo della polemica che le è piovuta addosso.
Ed è stato il silenzio dei commissari che l’hanno valutata positivamente al concorso per diventare professore ordinario. In primo luogo, il silenzio del Professore Persiani che presiedeva la commissione, a quanto pare. Mi sono chiesta: possibile che queste persone che hanno creduto nel suo talento, tanto da ritenere che, così precocemente, sarebbe stato in grado di essere un professore ordinario, non hanno speso una parola per difenderla? Non tanto per difendere Lei, ma il loro operato. Voglio dire, chi l’ accusa di essere un privilegiato raccomandato, di riflesso,  accusa i commissari di quel concorso di essere dei corrotti. Niente. Silenzio. Almeno io non ho sentito nulla. Neppure una nota per difendere la loro professionalità,  il loro giudizio, la loro credibilità. Eppure  il suo caso è stato talmente una rarità, che saranno rimasti colpiti, folgorati dalla sua preparazione per ritenerlo idoneo a ricoprire il posto da ordinario a soli 29 anni. Si rifiutano di rilasciare interviste e rispondono infastiditi, come se la cosa non li riguardasse. Come se fosse una cosa normale. Eppure questi professori saranno chiamati in futuro ad esaminare altri candidati, in altri concorsi..non si preoccupano di difendere il loro buon nome?Fossi stata nei panni del Prof. Persiani avrei chiamato in diretta quel Travaglio e gli avrei detto di lavarsi la bocca prima di accostare il mio nome a quello di un concorso truffa. E poi, anche dal mondo politico, tutti ad accusarla di scorrettezza. Anche la Fornero due giorni fa ha tenuto a precisare che LEI conoscendo la realtà dei giovani universitari e delle loro famiglie non avrebbe assolutamente detto una cosa del genere. Ma perché Lei prof. Martone non insegna da 10 anni ha detto?Quanto tempo ci vuole per conoscerle queste realtà? A me sembra che lei a parte la minoranza degli studenti che l’hanno conosciuta, sia rimasto fondamentalmente solo. Fossi in lei  mi domanderei non tanto perché tutti la attaccano, ma perché sono così pochi a difenderla.. Forse perché non sono poi la maggioranza delle persone quei lavativi che né studiano e né lavorano.. forse questi sfigati ci sono davvero ma non rappresentano la stragrande maggioranza perché la stragrande maggioranza dei ragazzi  invece studia, si rimbocca le maniche come dice lei e, spesso non riesce a laurearsi in tempo per cause che non dipendono dalla loro volontà. Negli ultimi anni si sono susseguite una serie di riforme universitarie che non hanno nessuna logica, che hanno aumentato irragionevolmente il numero degli esami, con l’illusione di conseguire una specializzazione che in concreto non esiste, perché l’università non offre gli strumenti per entrare nel mondo del lavoro. E lei lo sa, perché lei è un professore universitario. Forse perché la maggioranza dei ragazzi non ha le spalle coperte..insegnare alla Luiss  comporta  incontrare delle realtà diverse ma che purtroppo non rappresentano l’intera generazione. La maggioranza degli studenti e dei neo laureati non ha a disposizione, se qualcosa va male, una bella azienda di famiglia dove atterrare, o uno studio già avviato dove eventualmente salvarsi. La maggioranza non sa dove andare a sbattere la testa. Perché i concorsi pubblici vengono banditi sempre meno, le aziende non assumono e l’alternativa è emigrare. Per non parlare della carriera accademica..a partire dal primo step e cioè il conseguimento delle borse, il sistema è bloccato perché i posti a disposizione , ti dicono, sono già prenotati e se sei bravo riesci ad avere il posto ma senza borsa..cioè per la gloria. E anche questo lei dovrebbe sapere. Moltissimi studenti volenterosi se solo riuscissero ad avere la borsa sarebbero in grado di pagarsi quanto meno un affitto, sarebbe una grande cosa, ma anche quello è diventato un sogno. Ora, abbiamo capito tutti che lei proviene da una realtà privilegiata e questa non è una colpa. Bravi i suoi genitori che hanno costruito una fortuna che ha potuto darle di certo, più sicurezze. Però mi permetto di darle un consiglio: adesso lei ricopre la carica più importante perché nel momento drammatico che viviamo lei deve occuparsi di occupazione giovanile. E allora deve dimenticare la realtà piccola e ovattata che ha incontrato fin ora, perché la maggior parte delle persone appartiene alla realtà più dimenticata e più sfortunata che lei fin ora ha solo immaginato e su cui ha anche scritto, ma che da adesso deve ascoltare e vivere ogni giorno per poterla aiutare. Ascolti le persone che non sono figlie di medici, di avvocati di fama, di notai, di imprenditori, ascolti loro; vada nelle università del meridione, vada a sentire quei giovani che studiano li e quanto vorrebbero che ogni università fosse la stessa, perché non tutti possono spostarsi e non sono tutti mammoni quelli che non lo fanno,la maggior parte vorrebbe studiare alla sapienza e alla bocconi ma non può. Si faccia un giro alla casa dello studente a san Lorenzo, ascolti chi dorme li, e cosa ne pensano dei piani di studio e dei programmi e dei docenti che facendo finta di insegnare popolano  i nostri atenei. Entri in un istituto professionale, magari di un piccolo centro, per accorgersi della malavita che c’è, che un genitore si spaventa a mandare a studiare un figlio lì dentro, altro che rivalutazione. Parli con gli studenti con cui fin ora ha parlato di meno, e sono certa che verrebbero fuori talmente tanti problemi che alla sua prima uscita in pubblico, nella sua nuova veste, avrebbe detto tutt’altro. Ascolti loro, perché sono loro che aspettano il cambiamento da vent’anni, e sono loro che hanno bisogno di lei. E se riusciranno a costruire ANCHE LORO qualcosa di positivo in questo paese avranno da insegnare sulla vita, sui valori che contano davvero e sul Lavoro molto di più di chi oggi insegna, per riallacciarmi all’inizio di questa lettera, senza preoccuparsi di dare per primo il buon esempio. 

Buon Lavoro.Alice</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Professore Martone, </p>
<p>C’è una cosa che ho notato in questi giorni nel mezzo della polemica che le è piovuta addosso.<br />
Ed è stato il silenzio dei commissari che l’hanno valutata positivamente al concorso per diventare professore ordinario. In primo luogo, il silenzio del Professore Persiani che presiedeva la commissione, a quanto pare. Mi sono chiesta: possibile che queste persone che hanno creduto nel suo talento, tanto da ritenere che, così precocemente, sarebbe stato in grado di essere un professore ordinario, non hanno speso una parola per difenderla? Non tanto per difendere Lei, ma il loro operato. Voglio dire, chi l’ accusa di essere un privilegiato raccomandato, di riflesso,  accusa i commissari di quel concorso di essere dei corrotti. Niente. Silenzio. Almeno io non ho sentito nulla. Neppure una nota per difendere la loro professionalità,  il loro giudizio, la loro credibilità. Eppure  il suo caso è stato talmente una rarità, che saranno rimasti colpiti, folgorati dalla sua preparazione per ritenerlo idoneo a ricoprire il posto da ordinario a soli 29 anni. Si rifiutano di rilasciare interviste e rispondono infastiditi, come se la cosa non li riguardasse. Come se fosse una cosa normale. Eppure questi professori saranno chiamati in futuro ad esaminare altri candidati, in altri concorsi..non si preoccupano di difendere il loro buon nome?Fossi stata nei panni del Prof. Persiani avrei chiamato in diretta quel Travaglio e gli avrei detto di lavarsi la bocca prima di accostare il mio nome a quello di un concorso truffa. E poi, anche dal mondo politico, tutti ad accusarla di scorrettezza. Anche la Fornero due giorni fa ha tenuto a precisare che LEI conoscendo la realtà dei giovani universitari e delle loro famiglie non avrebbe assolutamente detto una cosa del genere. Ma perché Lei prof. Martone non insegna da 10 anni ha detto?Quanto tempo ci vuole per conoscerle queste realtà? A me sembra che lei a parte la minoranza degli studenti che l’hanno conosciuta, sia rimasto fondamentalmente solo. Fossi in lei  mi domanderei non tanto perché tutti la attaccano, ma perché sono così pochi a difenderla.. Forse perché non sono poi la maggioranza delle persone quei lavativi che né studiano e né lavorano.. forse questi sfigati ci sono davvero ma non rappresentano la stragrande maggioranza perché la stragrande maggioranza dei ragazzi  invece studia, si rimbocca le maniche come dice lei e, spesso non riesce a laurearsi in tempo per cause che non dipendono dalla loro volontà. Negli ultimi anni si sono susseguite una serie di riforme universitarie che non hanno nessuna logica, che hanno aumentato irragionevolmente il numero degli esami, con l’illusione di conseguire una specializzazione che in concreto non esiste, perché l’università non offre gli strumenti per entrare nel mondo del lavoro. E lei lo sa, perché lei è un professore universitario. Forse perché la maggioranza dei ragazzi non ha le spalle coperte..insegnare alla Luiss  comporta  incontrare delle realtà diverse ma che purtroppo non rappresentano l’intera generazione. La maggioranza degli studenti e dei neo laureati non ha a disposizione, se qualcosa va male, una bella azienda di famiglia dove atterrare, o uno studio già avviato dove eventualmente salvarsi. La maggioranza non sa dove andare a sbattere la testa. Perché i concorsi pubblici vengono banditi sempre meno, le aziende non assumono e l’alternativa è emigrare. Per non parlare della carriera accademica..a partire dal primo step e cioè il conseguimento delle borse, il sistema è bloccato perché i posti a disposizione , ti dicono, sono già prenotati e se sei bravo riesci ad avere il posto ma senza borsa..cioè per la gloria. E anche questo lei dovrebbe sapere. Moltissimi studenti volenterosi se solo riuscissero ad avere la borsa sarebbero in grado di pagarsi quanto meno un affitto, sarebbe una grande cosa, ma anche quello è diventato un sogno. Ora, abbiamo capito tutti che lei proviene da una realtà privilegiata e questa non è una colpa. Bravi i suoi genitori che hanno costruito una fortuna che ha potuto darle di certo, più sicurezze. Però mi permetto di darle un consiglio: adesso lei ricopre la carica più importante perché nel momento drammatico che viviamo lei deve occuparsi di occupazione giovanile. E allora deve dimenticare la realtà piccola e ovattata che ha incontrato fin ora, perché la maggior parte delle persone appartiene alla realtà più dimenticata e più sfortunata che lei fin ora ha solo immaginato e su cui ha anche scritto, ma che da adesso deve ascoltare e vivere ogni giorno per poterla aiutare. Ascolti le persone che non sono figlie di medici, di avvocati di fama, di notai, di imprenditori, ascolti loro; vada nelle università del meridione, vada a sentire quei giovani che studiano li e quanto vorrebbero che ogni università fosse la stessa, perché non tutti possono spostarsi e non sono tutti mammoni quelli che non lo fanno,la maggior parte vorrebbe studiare alla sapienza e alla bocconi ma non può. Si faccia un giro alla casa dello studente a san Lorenzo, ascolti chi dorme li, e cosa ne pensano dei piani di studio e dei programmi e dei docenti che facendo finta di insegnare popolano  i nostri atenei. Entri in un istituto professionale, magari di un piccolo centro, per accorgersi della malavita che c’è, che un genitore si spaventa a mandare a studiare un figlio lì dentro, altro che rivalutazione. Parli con gli studenti con cui fin ora ha parlato di meno, e sono certa che verrebbero fuori talmente tanti problemi che alla sua prima uscita in pubblico, nella sua nuova veste, avrebbe detto tutt’altro. Ascolti loro, perché sono loro che aspettano il cambiamento da vent’anni, e sono loro che hanno bisogno di lei. E se riusciranno a costruire ANCHE LORO qualcosa di positivo in questo paese avranno da insegnare sulla vita, sui valori che contano davvero e sul Lavoro molto di più di chi oggi insegna, per riallacciarmi all’inizio di questa lettera, senza preoccuparsi di dare per primo il buon esempio. </p>
<p>Buon Lavoro.Alice</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Se l&#8217;impiegato pubblico è immobile di fugadigas</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/se-limpiegato-pubblico-e-immobile-454.html#comment-4148</link>
		<dc:creator>fugadigas</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 17:14:01 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.michelmartone.org/se-limpiegato-pubblico-e-immobile-454.html#comment-4148</guid>
		<description>Premetto che sono un impiegato pubblico in diverse amministrazione dal 1999.

Penso che tutta questa discussione sia esclusivamente ideologica; quale ideologia non saprei.

A tale proposito butto giù qualche riflessione veloce:

1. Quali amministrazioni pubbliche di un qualche rilievo dimensionale hanno esuberi? Ho sempre lavorato in enti locali con organico sottodimensionato e in scuole in cui bisogna sistematicamente ricorrere al lavoro precario per coprire posti di lavoro incomprimibili!

2. E' stato fatto un serio studio teso a quantificare la previsione di eventuali casi di possibile mobilità o si fa così per chiacchierare in via di principio ? Vorrei saper quindi quale studio, e fatto da chi.

3. Quali  significativi riflessi sul contenimento della spesa pubblica avrebbe avuto il decreto Brunetta?

4. Si pensa ad una mobilità all'interno di una stessa città o tra città o regioni diverse? Nel secondo caso quale risparmio per la spesa pubblica si ritiene di poter ottenere tenuto conto delle necessarie indennità ai lavoratori in mobilità?

Salvatore Gioitta</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Premetto che sono un impiegato pubblico in diverse amministrazione dal 1999.</p>
<p>Penso che tutta questa discussione sia esclusivamente ideologica; quale ideologia non saprei.</p>
<p>A tale proposito butto giù qualche riflessione veloce:</p>
<p>1. Quali amministrazioni pubbliche di un qualche rilievo dimensionale hanno esuberi? Ho sempre lavorato in enti locali con organico sottodimensionato e in scuole in cui bisogna sistematicamente ricorrere al lavoro precario per coprire posti di lavoro incomprimibili!</p>
<p>2. E&#8217; stato fatto un serio studio teso a quantificare la previsione di eventuali casi di possibile mobilità o si fa così per chiacchierare in via di principio ? Vorrei saper quindi quale studio, e fatto da chi.</p>
<p>3. Quali  significativi riflessi sul contenimento della spesa pubblica avrebbe avuto il decreto Brunetta?</p>
<p>4. Si pensa ad una mobilità all&#8217;interno di una stessa città o tra città o regioni diverse? Nel secondo caso quale risparmio per la spesa pubblica si ritiene di poter ottenere tenuto conto delle necessarie indennità ai lavoratori in mobilità?</p>
<p>Salvatore Gioitta</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>

