Il video integrale dell’intervento di Michel Martone sull’apprendistato, i “neet”, gli “sfigati” e i “secchioni”



A prescindere da ogni polemica e tenuto conto che la mia frase è stata tagliata in fase di montaggio, pubblico il video con l’intera frase da me pronunciata e la sua trascrizione perché sono profondamente dispiaciuto se i giovani che lavorano, intraprendono o, comunque, fanno qualcosa per la crescita del nostro paese si sono offesi.

Non mi rivolgevo a loro!

Pubblico di seguito la trascrizione del mio intervento:

“Se vogliamo invertire il trend dell’occupazione, innanzitutto dell’occupazione giovanile, dobbiamo cominciare a riconquistare posti di lavoro, uno per uno.Dobbiamo fare lo sforzo di dare ai giovani dei messaggi veri, tipo: “se a 28 anni tu non sei ancora laureato sei uno sfigato; se a 16 anni tu scegli di lavorare o di fare un istituto tecnico professionale e decidi di farlo bene: bravo!”E se tu non fai e stai li a dire: “Hai sbagliato”, come accade spesso nei confronti dei secchioni – e ora faccio parte di un governo strano, così lo ha definito il Presidente del Consiglio Mario Monti, o comunque di secchioni –  beh! E’ il caso di dire che essere secchioni tutto sommato non è male, perché almeno si fa qualcosa!”

Commenti


  • A chiunque lei si riferisse, la scivolata è clamorosa e la frase, soprattutto se detta da un vice ministro, è quanto meno infelice e fuori luogo, da siparietto televisivo.
    Vorremmo avere al governo persone chiare, non superficiali e dal CV impeccabile.

  • Ho avuto la fortuna di avere Michel Martone come professore di diritto del lavoro fino a quando non ha ricevuto la nomina a viceministro. vi assicuro che attaccandolo fate un buco nell’acqua. la sua frase non può essere semplicisticamente ridotta a “voi che vi laureate a 28 anni siete sfigati,gli altri sono bravi”. il discorso è molto più ampio e posso provare a spiegarvelo… siamo il terzo debito del mondo…non ci sono soldi e la crescita è a zero..l’unica speranza per l’italia sono i giovani…loro possono far ripartire l’economia,i giovani,con la loro intelligenza,bravura e intraprendenza…ecco perchè bisogna far capire ai ragazzi che prima si laureano meglio è,che lì fuori c’è il mondo del lavoro che non è pronto ad accoglierli ma a mangiarli..ecco perchè devono perdere meno tempo possibile all’università,devono capire che prima si laureano,più qualifiche ottengono,più possibilità hanno di farsi strada nel mondo del lavoro che è ormai diventato complicatissimo. per la raccomandazione,ditemi voi se un professore che parla solo a braccio,senza alcun tipo di libro davanti,di diritto del lavoro e di ogni sacrosanto argomento su cui uno studente chieda chiarimenti è un raccomandato ignorante. Michel martone sa.e soprattutto è più di tutti dalla parte di noi giovani. con la sua espressione sembra si sia messo sul pulpito per giudicare…ma non voleva fare questo…voleva fare quello che ha sempre fatto con i suoi studenti,cioè spronare e svegliare i ragazzi,far capire che il mondo del lavoro non accoglie a braccia aperte chiunque ha un pezzo di carta ma chi si fa valere.

  • Le ho già scritto ieri e mi ripeto, noiosamente, oggi. La sua frase ha del giusto, se rivolta, mi permetta il termine, ai “fancazzisti” parcheggiati all’Università, entra nel torto nei confronti di chi studia e lavora. Le ricordo un paio di cose. Di persone che come Lei hanno studiato tanto l’Italia è piena, ma non tutti sono figli di un magistrato amico di Previti e altri potenti, quindi non ha tutti è permesso fare carriera. Seconda cosa: il suo stipendio, ora che è al Governo, è pagato anche da me, quindi cordialmente eviti di fare uscite poco ragionate. Si esprima meglio. P.s. Non sono uno sfigato, laurea (QUINQUIENNALE) a 26 anni, lavoro precario per 5 anni, attualmente disoccupato, re-iscritto all’Università per conseguire un altro titolo e migliorare le mie competenze, il tutto avendo perso il papà a 4 anni. Fossi stato figlio di un magistrato le cose forse sarebbero andate diversamente. Cordialità.

  • Salve
    vista la sua frase poco felice, qualcuno mi ha mandato i dati dei suoi concorsi universitari.

    Forse mi dovrei complimentare per la sua brillante carriera, ma non posso non osservare che l’Italia rimarra’ un paese di sfigati fino a quando ‘the happy few’ di cui lei ha la fortuna di far parte potranno vincere concorsi con ‘tre scritti minori ed una monografia in edizione provvisoria’ (qualunque cosa sia un’ ‘edizione provvisoria’).

    L’ultimo concorso per un posto da ricercatore in italianistica nel Regno Unito di cui ho notizia, alla University of Hull, appena concluso, ha ricevuto circa 650 applications, in maggioranza dall’Italia, dove chi e’ ‘soltanto’ preparato e motivato in genere non lavora.

    Distinti saluti
    Gigliola Sulis
    Ricercatrice italiana all’estero

  • Sono d’accordo con il messaggio lanciato dal Prof Martone,che voleva semplicemente spingere i giovani a realizzarsi dando il meglio di sè…
    mi pongo a questo punto una domanda: dov’era questa intera generazione di indignati, che ora arrossisce per il termine “sfigato”- peraltro contenuto in uno slogan- quando il nostro ex Presidente del consiglio, ad esempio,da vero gentleman,rivolgeva alla Merkel turpi aggettivi a sfondo sessuale?

  • Cara Francesca, l’intera generazione di indignati di cui lei parla è indignata da molti anni e ha protestato vivamente sempre.
    In questo momento c’è molta stanchezza e molta rabbia, per cui frasi come quelle pronunciate dal vice ministro Martone sono offensive perché riflettono superficialità, inadeguatezza e incapacità di comunicare.
    Non voglio parlare del Martone professore, anche se condivido ciò che ha scritto Gigliola Sulis in pieno…
    Gli sfigati sono coloro i quali si sono laureati in tempo, che hanno fatto un dottorato, che hanno speso anni e anni nella ricerca e sono stati costretti a cambiare lavoro o a trasferirsi all’estero!!!

  • Come molti altri anche io ho avuto la fortuna di avere il professor matrone come insegnate di diritto del lavoro fino alla convocazione al governo. E il commento di francesca qui sopra mi trova perfettamente d accordo. E vero il prof ha usato una terminologia particolarmente infelice nella frase di lancio , che appunto voleva essere uno slogan. Non molto ben riuscito in effetti ma e davvero il caso di aprire un caso mediatico . Di tergiversare il significato delle sue parole ? Perché , rendiamocene conto, infondo non era del tutto sbagliato quello che ha detto. Chiaramente come più volte ribadito il suo riferimento non voleva essere un accusa a coloro che per cause di forza maggiore sono costretti a laureerei oltre, ma molto oltre, il tempo massimo, piuttosto voleva essere di incoraggiamento per i giovani, quelli che chiaramente possono devono farlo, a rimboccarsi le maniche e a non vergognersi dell impegno che profondono nello studio, perché secchioni non e male. Come professore ci ha ribadito continuamente questo concetto, perché e tutto nel nostro interesse e in quello del nostro stato essere produttivi. E la produttività di un giovane e preziosa in quanto e quella creatività ed energia quella che serve al nostro paese per rialzarsi ed uscire dalla spirale che lo avvolge.

  • Sarà stato secchione laureato a 23 anni,Minisro come tanti di cattiva riuscita per Monti,sopratutto della vita non sa nulla sapesse cosa l’aspetta a 30 anni

  • A Gramsci, sur fatto che quelli che se grattano li cojoni all’università fino a 40 anni so’ stronzi te posso pure da’ raggione. Ma si c’hai le palle, comincia a di’ che in Italia i concorsi universitari so’ tutti decisi prima de comincia’, e a racconta’ come ce l’hai messo er culo su la cattedra da ordinario a 29 anni. A guarda’ bene nun c’hai manco ‘na pubblicazzione internazzionale, artro che secchione.

  • Al di là dell’intervento complessivo, che sicuramente mirava a lanciare una riflessione in seno ad ogni laureato o studente sulle proprie responsabilità, l’espressione è decisamente poco consona per un viceministro. Il senso di frustrazione degli studenti e dei laureati italiani che non trovano lavoro è già molto alto, se si considera il numero dei famosi neet. Un viceministro non dovrebbe acuire questa situazione drammatica, pronunciando parole che inducano i giovani all’auto disprezzo piuttosto che alla ricerca di energie positive per il futuro. Bisognerebbe indagare più sul perché succede questo. Ad esempio fare una statistica per verificare dove si perde maggior tempo, se nel sostenere gli esami o nello svolgere la tesi di laurea. In quali università, quali fasce di età sono più colpite, ecc ecc. Esprimere giudizi o indurre a farli non è un buon modo di agire. Agire significa andare alle cause, fissare obiettivi e organizzare strategie efficaci per migliorare il sistema. In quanto giovane e cittadina italiana mi aspetto molto di più da questo governo, proprio in quanto governo “tecnico”.

  • Nei suoi tentativi di recuperare dopo la pessima, pessima, pessima figura fatta ieri manca qualcosa: scrivere a chiare lettere “MI SCUSO E RICONOSCO CHE UNA PERSONA NELLA MIA POSIZIONE NON PUO’ PERMETTERSI ERRORI COSI’ GROSSOLANI” …e per cortesia non aggiunga “ma” o “però”…
    Cordialmente.

  • caro Stallini, straquoto. Sarà difficile però che il prof. Martone tragga da questo episodio una lezione di vita. In genere persone come lui sviluppano un immenso egotismo e tendono a rimuovere ( in senso psicanalitico) i fattori facilitanti dei quali godono o hanno goduto. Senza peraltro nulla voler togliere alla loro capacità e competenza, che resta comunque da dimostrare in sede non domestica.

  • Finalmente una persona SERIA al governo…le scuse sono dovute SOLO a chi non si laurea per motivi familiari, di salute o economici.
    Nelle università italiane entrano tutti..si devono fare selezioni più rigide ed impedire la frequenza a persone che sforino più di un anno. Il problema è che le università vedono queste persone come galline dalle uova d’oro, quindi non li manderanno mai via. Alla fine ci troviamo nella situazione in cui chi ha studiato prederà lo stesso stipendio di questi “sfigati”. Mah, W l’Italia.

  • è davvero cosi importante per tutti voi lo status sociale al quale appartiene?
    è un professore valido che ha iniziato giovanissimo a darsi da fare.
    ha avuto una carriera lampo, forse per questo sospetta e non sapremo mai come sono andate le cose realmente.
    ma sulla questione che dobbiamo laurearci prima( potendo farlo ) non c e dubbio. perdere tempo è bello, è il mio sport preferito insieme alla corsa sotto esame, ma dobbiamo renderci conto che il nostro sistrema se non cambia porta solo la soluzione verso la degenerazione.
    la reazione del web pero e una cosa positiva, il prof con l uso di quelle infelici parole è riuscito a far passare un messagio, accolto male o accolto bene, considerato superficiale o meno, condiviso o no.
    come a lezione ci ha spesso ripetuto la nostra generazione deve svegliarsi e combattere per riappropriarsi dei propri diritti. lavorare duro in tutti i campi . le sue opinioni si possono condividere o meno, certo il linguaggio usato è stato inadeguato per l incarico che ricopre ma quest affermazione non ci dice nulla di nuovo, nulla che non sapevamo gia. dobbiamo fare qualcosa. abbiamo chiuso gli occhi su questioni, su dichiarazioni ben piu gravi (bunga bunga, ce lo dimentichiamo?)
    infine:secchioni non è brutto!

  • Laureata a 24 anni non ancora compiuti ( laurea quinquennale) e nel frattempo lavoratrice, probabilmente non mi dovrei sentire offesa dalle sue parole visto che per definizione risulto l’ opposto dello “sfigato” da lei descritto. Eppure lo sono. SONO OFFESA ED INDIGNATA! PRIMO perchè con la sua uscita poco felice ci ha riportato a quel governo da poco caduto che speravamo di esserci lasciati alle spalle. SECONDO perchè sono stufa di gente che pensa di poter giudicare giudicare e giudicare….. Crede che laurearsi a 24 anni abbia migliorato la mia situazione lavorativa? Assolutamente no! 10 anni di precariato saltando da un posto all’ altro. Ho un curriculum di tutto rispetto molto apprezzato, eppure per non abbandonare il mio paese ho dovuto scegliere di aprire un attività in proprio. QUINDI PER FAVORE PER IL RISPETTO DI TUTTI QUELLI COME ME CHE CE LA METTONO TUTTA A COMBATTERE QUESTA SITUAZIONE ASSURDA e DI TUTTI QUELLI CHE INVECE GIUSTAMENTE SI ARRENDONO la prossima volta che vuole aprire bocca e santificare ci pensi 2, 3, 4 volte. La vita non è per tutti facile come ( a dar retta a ciò che si legge) è stata la sua.

  • Leggo di questa faccenda caro sottosegretario e visto che tu sei “il giovane” del governo Monti ti do del “tu” e ti dico che si parla tanto di crisi del lavoro, di disoccupazione giovanile e di cosa deve fare chi, ma secondo me continuate a tergiversare sulla questione fondamentale, vale a dire quella dei contratti.
    In fin dei conti il frame di riferimento di tutto il mercato del lavoro è il quadro normativo, quindi parliamo di questo, parliamo di contratti. Lasciamo chi studia fino a 28 anni libero di decidere per se stesso. Rispettiamo il libero arbitrio.
    La verità è, a mio avviso, che il legislatore ha deregolamentato il mercato del lavoro aumentando il numero di contratti. Sembra un controsenso ma è così: aumenti il numero delle leggi e le regole non reggono più. Ebbene ha praticamente creato dei solchi di vuoto normativo in cui ognuno fa quello che vuole, con il beneplacito dei sindacati che non informano e sensibilizzano i giovani, ignari di quali sono i propri diritti e come tutelarli, e degli organi di vigilanza che non vigilano.

    “dobbiamo cominciare a riconquistare posti di lavoro, uno per uno.”
    Lo sto facendo ma mi frenano i contratti a progetto, fasulli perché celano rapporti di tipo subordinato con richieste esplicite di rispetto degli orari d’ufficio e richieste che trascendono le attività concordate in fase contrattuale. Ho già fatto una vertenza contro una multinazionale tedesca che all’estero è ben attenta al rispetto delle regole, in Italia fa ciò che le pare. Ma ci risiamo: ho cambiato ditta, ma non cambia il contratto. Per il contratto a tempo ci sono delle barriere all’ingresso difficili da superare.

    “l’unica speranza per l’italia sono i giovani”
    Sono una parte debole, non conoscono le norme che disciplinano il mercato del lavoro. Sono stato abbandonati. Il legislatore li ha messi al tappeto, servendo su un piatto d’argento i loro destini a imprenditori, amministratori delegati, responsabili del personale e altro.

    Anzichè parlare tu a noi perchè non invertiamo il senso e lasci che siamo noi a parlare a te. A testimoniare la nostra situazione. Se volete risollevare le sorti del paese, oltre a trovare il lavoro, dobbiamo avere un rapporto corretto e magari anche accesso al credito, comprare una casa, fare un mutuo, ecc.

    E’ tutto così lineare…

  • La sua frase e impregnata della tipica supponenza che appartiene a molti docenti delle patrie università. Se scendesse dal piedistallo sul quale vive e venisse tra noi comuni mortali, non intellettivamente dotati quanto lei, in luogo di frasi di scusa di circostanza che ha pubblicato potrebbe degnarci dell sue brillanti considerazioni circa i criteri con i quali si arriva ad essere docenti in Italia. E magari farci sapere se oltre alle tempistiche di laurea forse non conta anche la qualità dello studio e quindi dei docenti (in molti casi amici e parenti di altri docenti) o il metodo col quale va affrontata dagli studenti l’università. Avere laureati a 23 anni che magari in alcuni casi hanno studiato con l’unico scopo di superare un esame senza capire nulla è meglio che avere laureati a 25-26 anni che magari hanno capito qualcosa in più e che magari renderanno la società migliore ?
    Fossi in lei comunque (anzi fossi in me che è meglio) le dimissioni sul tavolo le avrei messe. Ma credo che dal quel piedistallo con poltrona lei non riesca a comprendere il significato della sua uscita per quelli come me, i comuni mortali.

  • Nei dialetti veneti si dice, all’incirca: “Pezo el tacòn del buso”.
    Sig. Martone, ma perché, semplicemente, non chiede scusa, non ammette “Ho detto una stupidaggine”, non la smette di cavillare sul senso delle sue parole? Lei e la pletora dei suoi ex alunni che vengono qui a dire: Ma no, ho avuto il privilegio di averlo come professore (manco fosse Socrate, va’), non voleva dire quello che gli si attribuisce, ecc.
    Lei, dall’alto (?) della sua posizione, dalla studio “Martone & Martone” (è già tutto un programma…), da fighetto figlio di papà pronuncia una frase simile? Ma si vergogni. E, faccia un favore: se ne vada dal suo ruolo pubblico. Lei e tutti gli sfigati della sua classe sociale.
    Ah, in ultimo: ho letto attentamente la trascrizione del suo intervento. Le hanno mai fatto notare le sue difficoltà nel mettere assieme un discorso sintatticamente accettabile? Perché non fa, chessò, un corso di recupero di italiano?

  • Dopo aver letto la notizia su tutti i giornali, sentito i soliti commenti, che definirei assolutamente prevedibili e inutili, in linea con l’ottusità del dilagante perbenismo ufficiale, questa volta non sono riuscito a non intervenire.
    Per fare i miei complimenti a qualcuno che ha detto la verità, seppur non fosse irraggiungibile dal senso comune, e l’ha detta chiaramente.
    Lo rassicuro sul fatto che le precisazioni a cui lo hanno costretto i patetici polveroni giornalistici erano perfettamente implicite nel discorso = è ovvio a chi si riferisse come sfigati quanto è ovvio che la stampa avrebbe fatto di tutto pur di ignorarlo (spero per loro che lo abbiano fatto perchè devono vivere scrivendo, cosa poi non importa, e non perchè non lo hanno capito).
    Ho 19 anni, diplomato con lode al liceo classico, al momento stavo studiando per il prossimo esame ma ritengo di aver ben speso questi 10 minuti di pausa. E se a 28 anni non sarò laureato mi riterrò sicuramente uno sfigato. E basta raccontarci le solite cazzate. E basta raccontarcele in tono politically correct!

  • Avevo dimenticato di inserire i dati.

    Caro professore,
    mi sembra che non abbia capito, lei ha parlato di persone sfigate riferendosi a quelle che non si laureano entro i 28 anni e anche se si riferiva a chi non lavora contemporaneamente allo studio ha dato comunque un giudizio impietoso senza tener conto di alcune cose importanti:
    1) Ognuno ha la sua storia e non si può giudicare nessuno se non la si conosce, ci sono persone che sono costrette da dinamiche familiari affettive a scegliere un corso di laurea pur di mettere a tacere genitori che non ne vogliono sapere di figli che fanno lavoretti. Ma questo è solo un esempio, ci sono persone che nel corso della loro vita si trovano ad affrontare drammi che non erano stati messi in conto, drammi che possono essere di varia natura.
    2) Molti le hanno rimproverato in questo spazio con i loro commenti e non solo in questo di non conoscere la realtà delle persone che non hanno avuto la sua fortuna. In questo paese (e lo scrivo consapevolmente con la “p” minuscola) solo pochi privilegiati ricoprono alla sua età incarichi di prestigio come il suo. Perché lei è un privilegiato in Italia, e non le scrivo perché, immagino che lo sappia. Quindi una “paternale” dettata in pubblico con quei toni da un privilegiato che non tiene conto di tante cose e generalizza è inaccettabile.

    Piuttosto invece di accusare senza sapere, perché non propone delle soluzioni? Mi permetto di consigliarle come ha fatto un signore in un commento di riflettere e meditare molto non solo su quello che detto ma sull’ingiustizia che tutti noi viviamo (quasi tutti) di avere dei privilegiati che non si rendono neanche conto di quanto sia difficile e frustrante vivere in italia se non si è perlomeno benestanti e/o figli di qualcuno che “conta”. Lei in qualche modo pur non essendone cosciente ha offeso tante persone e non si dimentichi che ci deve rispettare perché i suoi lauti compensi in qualità di alcuni incarichi che ricopre attualmente sono pagati da noi che a stento (alcuni, molti)riusciamo a sopravvivere con uno stipendio che è tra i più bassi d’Europa e che non veniamo valorizzati ma solo spremuti come limoni.

  • Sono assolutamente d’accordo con Lei.

  • Devo ammettere di essere insorto sulle prime, soprattutto perchè la mia laurea l’ho ottenuta dopo anni di fatica a 40 anni quando lavoravo già da 24. Poi però, pur considerando comunque l’affermazione poco accorta, nel suo contenuto globale che non può prescindere dal contesto mi sono accorto che è molto meno irritante di quanto non è apparsa secondo le indicazioni della stampa. Indubbiamente impiegare 10 anni per laurearsi stando a casa sulle spalle dei genitori non fa onore a nessuno, inoltre, espone al rischio di cominciare a lavorare in età troppo avanzata e indubbiamente taglia possibilità di crescita professionale. Definire questi signori sfigati però, rimane pur sempre fuori luogo. Primo, perchè per fortuna siamo tutti liberi di decidere cosa fare della nostra vita e del nostro futuro, l’importante è la consapevolezza di ciò che si fa; secondo, perchè un’affermazione del genere inevitabilmente può irritare molti, che pur volenterosi di migliorarsi sono costretti a sostenersi e dunque a fare altro oltre al solo studio; terzo, la condizione sociale di partenza e gli stimoli guardando al proprio futuro sono in un paese come il nostro ancora troppo collegati, il che significa che molti perdono gli stimoli per ritrovarli magari dopo due o tre anni di abbandono degli studi, ma anche questa è libera scelta. Ultima cosa, prima di parlare di sfigati laureati in età avanzata e dopo anni di fuori corso, parlerei di più della meritocrazia all’interno dell’università e poi all’esterno, in un mondo del lavoro che premia molto spesso cose che non hanno nulla a che fare con le capacità individuali e la competenza. Un’ultima cosa, questa la posso affermare per esperienza personale essendomi laureato dopo 10 anni di esercizio della stessa professione, che non richiede una laurea benchè prevista nell’offerta universitaria, università e mondo del lavoro sono ancora troppo distanti.Soggetti riconosciuti accademicamente impeccabili operativamente si possono dimostrare un disastro, o viceversa. Allora, sono proprio gli “sfigati” fuori corso il problema? Da viceministro non crede che forse sarebbe il caso di essere un po’ più pragmatico e meno incline a sentenze basate sulla propria esperienza con tanto di considerazioni autoreferenziali? Se fosse realmente la laurea tardiva di molti il problema, da viceministro spieghi perchè tante giovani eccellenze della cultura o della ricerca scientifica decidono di lasciare questo paese, se vuole le suggerisco una risposta molto semplice, sono figli del signor Qualunque. Il punto è questo, il resto è conseguenza di un male sociale e non causa.

  • Penso che abbia sbagliato clamorosamente modello comunicativo. Proprio mentre voleva insegnare a comunicare in modo innovativo. Capita, e non ne farei un dramma. Oltretutto, se non era sobrio (altro inciampo comunicativo?), c’era da aspettarselo. Sarà più contenuto la prossima volta.
    Quello che proprio stona, invece, è che tutti questi inviti alla meritocrazia vengano sempre da chi, come nel Suo caso, ha una biografia su Wikipedia che comincia con “Figlio di …”. Per carità, non ho elementi per dubitare delle sue doti personali. Ma un po’ di sobrietà non dovrebbe indurla a trattare l’argomento con un surplus di delicatezza, e magari astenersi?
    È in nutrita (non sono sicuro se buona) compagnia: Montezemolo, Marcegaglia, Colannino, Todini,…
    Spingiamo i nostri giovani a laurearsi presto e bene, giusto. Ma non dimentichiamo che un formidabile ostacolo alla crescita in questo Paese è che alle riunioni dei “Giovani di Confindustria” non debbono nemmeno cambiare i cognomi sui badge: basta riciclare quelli dei Confindustiali senior. È così per avvocati, universitari, …

  • Egregio, ricordandole che non tutti nascono privilegiati e raccomandati come lei, la invito a mantenere toni più tenui e a non insultare nessun cittadino italiano.Le ricordo che il suo stipendio glielo pago anche io, pertanto per quel che mi riguarda, e se potessi farlo immediatamente la licenzierei in tronco.
    La sua laurea a quanto pare, non serve quando si tratta di usare un pò di intelligenza e rispetto.

  • Gentile Martone, desidero ringraziarla per l’intervento sugli “sfigati”, perché altrimenti- nonostante lei sia un membro del mio governo – non avrei mai saputo della sua esistenza.
    In questa circostanza ho anche appreso che lei ha un ottimo e, soprattutto, velocissimo cursus onorum, una famiglia importante, amicizie altrettanto importanti e che ha collaborato con esponenti di rilievo del precedente governo, con i quali – constato – ha in comune evidenti tratti caratteriali, metodologici e linguistici.
    Ma veniamo al punto. Leggo sul vocabolario Treccani la definizione in questione: “SFIGATO agg. [der. di figa, variante settentrionale di fica], (…). Nel linguaggio giovanile, sfortunato, iellato (anche con riferimento non a circostanze occasionali, ma a condizioni sociali, economiche e sim.)”.
    Che classe signor Martone, che ponderatezza e che stile. Da ancien régime. Ci voleva. Lei mi ha riportato alla mente l’aristocratica vaghezza della regina di Francia, Maria Antonietta, successivamente ghigliottinata, che di fronte ai tumulti del suo popolo per la mancanza di pane non trovò di meglio che invitarlo a mangiare croissant.

    Però la rassicuro, siamo in tanti a pensarla come lei: dobbiamo essere proprio sfigati. Cos’altro se non la “sfiga” ci impedisce di riuscire a esprimere un personale dirigente sobrio, equilibrato, non vanesio e rispettoso del suo datore di lavoro (i cittadini).

  • Mi sono laureato a 29 anni perchè cosi’ mi andava. Mi piaceva cazzeggiare. Embé? anche il cazzeggio puo’ aiutare nella vita. Piu’ dell’Università di sicuro.
    Oggi guadagno probabilmente il doppio del suo stipendio da professore all’Università di Teramo.
    Sarei come tentato di dire che tra noi due il vero sfigato è Lei.
    Ah e io non c’ho manco un padre e relazioni come le sue.

  • gentile viceministro,
    come tutte le persone che potenzialmente valgono, non si rende conto che può bruciarsi in un attimo.
    Per lei sono uno sfigato.
    Purtroppo mi sono laureato a 30 anni suonati in ingegneria e sentirmi dare dello sfigato mi addolora e offende.
    Come si possono fare simili affermazioni generiche senza pensare alle storie umane che spesso ci sono dietro.
    Potrei parlarle del servizio militare obbligatorio (1 anno), dell’obbligo di dare gli esami in fila e non nell’ordine voluto, della miriade di prof incapaci (o completamente pazzi) che ho conosciuto nel mio cammino scolastico, delle situazioni di stress, delle liti famigliari e dei pianti dovuti al timore di non farcela.
    Ma ce l’ho fatta lo stesso anche se in ritardo.
    Ma tanto sono sfigato ed è giusto così.
    Ho trovato immediatamente lavoro, mi sono sposato , ho comprato casa, ottimo stipendio e un figlio che adoro.
    Che sfiga.
    Personalmente anche se a pelle mi è simpatico, conterò i giorni le ore e i minuti che mi separano dal non vederla e sentirla mai più.

    Claudio

  • Mi auguro una P5/P6/P7 anche per lei, Sig. viceministro.
    Ha tutte le carte in regola e suo padre ne sarebbe fiero. Volevo ringraziarla per la sua “sincera” definizione dei laureati tardivi in Italia, senza la quale non avrei saputo della sua esistenza e della sua “fulminante” carriera. Grazie!
    Non ci vuole un genio per capire i tanti motivi del record italiano dei fuoricorso, ma è inutile spiegare a chi non vuole capire. La Moratti e la Gelmini erano l’esempio emblematico di questa categoria cosi in moda oggi.

  • Hello
    I am sure we never understand what we read or hear what is on the news, I am sure you could have found a better word to use instead of the one you used, right…you are an Graduate and working, why not do something to help like men and women like yourself to get out into this wonderful interesting society, but believe me as a mother of 1 University Engineering Graduate and still working to help the other son who is also an Engineering student to get out it is not easy. Why not dedicate some of your precious time in helping these future working citizens of Italy..I am Italo-American believe me sticks and stones may break my bones but words will never hurt me..Newspapers are also to blame, they know what they are writing.

  • Se il Prof. mi cita un solo caso di sfigato, laureato over 28 con 90/110 e senza alcuna esperienza professionale, MA CON COGNOME ALTISONANTE, che faccia il precario, il disoccupato, l’operaio o l’operatore di telemarketing, e non sia invece associato a qualche studio di Amici di Papi

    (con stipendio dalle 10 alle 15 volte superiore a quello di fighissimi laureati a 22 anni con 110/110 e lode, dottorato, master, esperienza internazionale e pubblicazioni, più di due ovviamente, che tuttavia essendo figli di Nessuno, fanno invece lo stesso i sopraindicati lavori, dopo essersi ritirati “spontaneamente” dai concorsi per ordinario per non dare fastidio ai Predestinati)

    Allora glì potrò anche dare ragione…

  • Ingegnere laureato a 26 anni

    Guardi..caro Prof. Martone..è statistica che se lei non fosse stato figlio di suo padre, per lei sarebbero aumentate in maniera esponenziale le probabilità di trovarsi in questo momento a montare il parabrezza della Nuova Panda a Pomigliano o a fare il cameriere sulla Promenade di Nizza. Soprattutto in un paese come l’Italia, in cui la famiglia è un valore!
    A fare certe affermazioni si dimostra quanto meno di non avere BUON GUSTO.
    La saluto.

  • Signor Martone, sono un laureando magistrale in fisica teorica all’università La Sapienza, quinto anno in corso, media nei 5 anni 29.7, laurea triennale con lode. Conosco bene il mondo dell’università. Visto che tutti auspichiamo un suo miglior funzionamento e che sia davvero meritocratica, vorrei che spiegasse pubblicamente come è possibile che lei abbia vinto l’abilitazione a professore ordinario a soli 29 anni se non per raccomandazioni e spintarelle varie. Sia chiaro: nessuno smentisce la sua bravura, che è indiscutibile. Ma per me meritocrazia non significa che delle brave persone occupano i posti migliori, ma che tutte le persone brave hanno le stesse opportunità per cercare di conquistare tali posti. Essendo il ruolo di professore ordinario il punto più alto nella carriera di uno studioso, è francamente incomprensibile come tale titolo le possa essere stato pienamente conferito con la chiamata a Teramo a soli 31 anni. Da me a fisica è pieno di ottimi ricercatori di 50 anni dal curriculum impeccabile. Non mi si dica che è per il curriculum eccelso: di persone che hanno il suo stesso curriculum di studi è pieno il mondo, mentre quello lavorativo è effettivamente ottimo, ma soprattutto grazie alle infinite opportunità che il fatto di essere figlio di Antonio Martone, oltre che un bravo studente prima e studioso poi, le ha permesso di avere. E’ gradita una risposta, anche privata per email. Federico

  • Complimenti Viceministro! 46 secondi di affermazioni da bar e, in un giorno, si è guadagnato 330 articoli sul tema e valanghe di commenti furiosi da parte dal popolo del web!

  • Due considerazioni di base:

    1) Non è accettabile che un viceministro in veste ufficiale chiami ‘sfigate’ delle persone che neppure conosce, e che poi non abbia l’accortezza di scusarsi.

    2) Credo la maggior parte di coloro che scrivono qui (me compreso, visto che non mi occupo di giurisprudenza) non abbia gli strumenti per giudicare il livello e la pertinenza delle pubblicazioni di M. Martone.

    Se no, la mia storia: dopo la laurea in Italia a 22 anni, sono emigrato in Francia, dove ho conseguito un dottorato a 27 e un posto da ordinario a 32. Sono arrivato in Francia come un perfetto sconosciuto ed ho costruito la mia carriera solo con le mie forze, lavorando con passione e accanimento, e vincendo concorsi di una trasparenza cristallina.

    Ogni giorno, e soprattutto quando leggo di faccende come questa, mi rallegro di non far parte di un sistema universitario marcio come quello italiano. Dove giovani e promettenti carriere sono stroncate o orrendamente rallentate a causa della cronica mancanza di risorse e della gestione criminale di molti concorsi. Dove a quasi nessuno passa per la testa che la massima produttività e creatività di un ricercatore si situa tra i 25 e i 40 anni ed è a quell’età che si deve diventare ordinari, e non alla soglia della pensione. Dove il livello di corruzione è così elevato che automaticamente si pensa che chiunque sia giovane e abbia successo sia un raccomandato figlio di papà.

  • dott. martone, e mi riferisco anche a colei che si è firmata LC. ho 28 anni, da 3 faccio colloqui inutili, tutte bufale o truffe esagerate. appena uscita dall’università pensavo che il lavoro mi sbranasse….ma non è stato assolutamente così….beato chi studia ancora….almeno sa cosa deve fare la mattina!!! le porgo una domanda: l’unica offerta di lavoro sono state le ripetizioni ad un bambino delle scuole elementari, ovviamente tiri lei le somme sul tipo di contratto che mi hanno proposto….che faccio accetto? me lo dia lei un consiglio se li sa dare! grazie!

  • Lei, purtroppo, non ci rappresenta. E’ un’eccezione alla regola ma la sua eccezionalità non risiede unicamente nel suo impegno personale. Probabile abbiano influito variabili “esterne” tristemente note alla collettività.Si adoperi nella ricerca di soluzioni mirate e satisfattorie in termini di politiche del lavoro e sociali, nel rispetto della parità di genere.
    La mia lettera aperta può trovarla all’interno del mio blog
    http://ifioribludizazie.altervista.org/

    cordialità

  • ho avuto il Marotne come mio docente.
    Impeccabile sotto ogni punto di vista
    è uno che dice ciò che pensa. a specificato che non si riferiva a chi è malato o ha problemi. mi sembra che si stia facendo una polemica inutile.

    LASCIATELO LAVORARE e poi giudichiamo ciò che produce

  • ho un sogno, che a lasciare questo paese siano i laureati in giurisprundenza!!!e tornino tutti quei fisici, ignegneri, matematici che purtroppo sono dovuti scappare all’estero!!!!! Loro sono il nostro futuro!!!

    Ma sapete che nella sola Roma ci sono più avvocati che in tutta la francia!!!??? non è l’ora di mettere un nunmero chiuso a giurisprudenza???

    Ok, si studia anche li, ma non vedo tutto questa selezione in una facolta dove tutto sommato si studia solo a memoria qualcosa….

    Beth…mai fatto un corso di matematica, di logica avanzato?…chi esce da qua, ha veramente qualcosa in più…

  • Vorrei un commento a questo

    http://www.avvocato.it/wp-content/blogs.dir/1/files/2011/09/esame-avvocato-napoli.pdf

    Come è possibile che un Esame di Stato sortisca questi risultati: o non funziona l’università o non funziona l’esame.

  • Salve Prof. MArtone
    Innanzitutto, auguri per la nomina a viceministro; sono orgoglioso di essere stato uno dei suoi studenti di diritto del lavoro, e devo dire che lei ha le qualità per poter cambiare qualcosa nel sistema italia, visto che è giovane e preparato. La cosa che vorrei dire è che come dice lei a volte laurearsi tardi ti chiude le porte, le possibilità di fare carriera o qualcosa. Adesso che è lì e può proporre cose nuove per i giovani non ci deluda, cerchi di applicare quelle idee che ci ha mostrato nelle sue lezioni.
    saluti
    AA

  • Per “daje”: Cristo che italiano, che punteggiatura. Certo Martone non è stato il tuo docente di italiano, ma difese come la tua non testimoniano certo a favore della qualità della nostra scuola né a favore di Martone.
    Bocciato tu, bocciati i tuoi docenti, bocciato il tuo assistito Martone.

  • Mi sono laureata a 28 anni e lavoro da quando ne ho 19. Quando mi sono iscritta a Lettere e Filosofia su oltre cinquanta insegnamenti soltanto tre o quattro prevedevano corsi per studenti lavoratori e solo per buona volontà e iniziativa di quei pochi docenti che si ponevano il problema. Eppure le rette le pagavo quasi per intero dato che – seppur precario – il mio lavoro allora mi garantiva un reddito. Aggiungo che accettare i permessi di lavoro quando si sostenevano gli esami stava solo al buon cuore dei professori quindi a volte riuscivo a sostenere l’esame altre no, costringendomi a tornare all’appello successivo.Francamente non credo lei abbia mai dovuto sostenere un esame sapendo di dover arrivare in ufficio entro e non oltre un orario stabilito, magari avendolo preparato da autodidatta perchè nessuno si è posto il problema di prevedere – almeno per gli esami fondamentali – i corsi per studenti lavoratori. Allora mi permetta di dirle che invece che bollare i laureati oltre i 28 come sfigati,seppur all’interno di un ragionamento articolato, sarebbe di gran lunga meglio lavorare sulla normativa che regola il diritto allo studio e sull’Università che oggi non lo garantisce.

  • “…parla meno di quello che sai…”

  • Stallini for president!

  • Siamo sempre con lei prof, avrà anche sbagliato termini ma il concetto è giusto. Lasci perdere le critiche non sono costruttive sono solo feccia.
    Anche il suo intervento a Radio 24 è stato illuminante, sentitevi tutte le cose ! http://www.ilmessaggero.it/video.php?id=14163

  • Purtroppo ogni privilegiato ha il suo codazzo di cortigiani e cortigiane, è il caso di Giulia che in maniera sprezzante definisce “feccia” le critiche dei commentatori e poi imperativamente ordina di “sentire tutte le cose”, anche a quelli che hanno prodotto secobndo lei la feccia. Che tristezza Giulia…

  • Buongiorno!
    Ormai il danno l’ha fatto e può essere che lo paghi a caro prezzo! In caso contrario, come spero, cerchi lei ed i suoi colleghi di agire con concretezza nell’azione di governo soprattutto nel mondo dell’istruzione magari abolendo privilegi vergognosi e truffaldini di cepu, e-campus e schifezze del genere.

  • E’ un fatto che tutti quellli che dichiarano di esser stati allievi del Martone docente mostrano stima nei auoi confronti.
    Quindi attribuita la sua sortita ad una sostanziale immaturità psicologica e ad una grandissima autostima (che serve anche a rimuovere sensi di colpa per le facilitazioni ricevute, andrebbe visto se inconsapevolmente (va di moda in Italia ricevere benefits senza saperlo!))lascimolo dove è stato messo, a maturare. Può darsi che ne esca qualcosa di buono (anche se la Fornero non ne sembra convinta): purchè ci mediti su.

  • “Martone vice ministro del lavoro: ”Se a 28 anni non sei laureato, sei uno sfigato”. Leggo dal vocabolario della lingua italiana il significato di “sfigato”: colui che è sfortunato, scalognato, iellato, sventurato. Infatti se uno non fosse uno sfigato, sarebbe nato da un papà professore universitario, avrebbe trovato tutte le porte aperte e non solo si sarebbe laureato subito ma avrebbe anche ottenuto una cattedra universitaria dove insegnare o un posto di aiuto primario (aiuto del papà ovviamente) in ospedale. Non c’è che dire sfigati si nasce, mica si diventa. tratto da beppegrillo.it

  • E’ la verità e personalmente la vita me lo ha sempre dimostrato: giusto allora dirlo apertamente purchè passi questo tipo di messaggio!

  • Notizie fresche di stampa sul nostro vice – Ministro fenomenoooooooooooooo!!!!!!!!!

    http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&currentArticle=19WUFM

  • Il Viceministro Martone in una delle sue più riuscite interpretazioni:

    http://www.youtube.com/watch?v=UKQdzDQqJ_U

  • Caro Viceministro,due semplici cose:
    1- conosco persone che hanno frequentato un istituto professionale/tecnico(come lei suggerisce), hanno trovato lavoro(o meglio, un posto da stagista o tirocinante) dopo il diploma e dopo qualche mese si sono trovati di nuovo a casa, perchè le aziende non avevano i soldi per assumerli nemmeno con contratto a tempo determinato.
    2- Forse dovrebbe evitare di esprimere giudizi sgradevoli,inappropriati e superficiali, avendo alle spalle una carriera del genere

    http://espresso.repubblica.it/dettaglio/e-questo-e-il-giovane-al-governo/2172086

    Una “secchiona”(come direbbe lei) che si è fatta 5 anni di classico e ora è al primo anno di ingegneria meccanica.

  • Io sono uno di quegli sfigati che si è laureato dopo i 28 anni, e per di più anche con laurea triennale, ma nel frattempo ho avviato un attività commerciale, ho viaggiato per il mondo, ho realizzato un sogno nel cassetto: quello di diventare pilota (privato) di aerei.
    Ma in fin dei conti mi ritengo ancor più sfigato e lo dico con fierezza perchè fare un concorso pubblico, entrare in graduatoria e vedere, dopo pochi mesi, assumere a tempo indeterminato la figlia di un consigliere comunale senza che lei avesse partecipato al conscorso in questione e senza che lei avesse i requisiti per svolgere quel lavoro, aumenta ancor di più la mia condizione di sfigato.
    Si si, questa è la vera sfiga in Italia: il non avere un padre politico, un padre consigliere comunale, un padre che ti apre le porte del mondo del lavoro, o magari il non avere “un santo in paradiso”.
    E allora da buon sfigato cosa ho fatto? Ho chiesto il visto per emigrare in Canada. Fra due mesi esatti partirò e non vedo l’ora di andare a fare lo sfigato in un paese dove le opportunità di lavoro ci sono per tutti, raccomandati e non, dove non c’è differenza tra figlio di qualcuno e figlio di nessuno, dove i santi in paradiso ci saranno pure, ma non è la prassi come qua in Italia.
    Quest’Italia non ha alcun futuro e sono felice di andarmene via di qui.

    Saluti.

    Federico.

  • Io sono sfigato anche se mi sono laureato a 26 anni con 110.
    Avevo come relatore un figlio di professore all’epoca assistente, per eleganza mi fece cambiare commissione perche’ in quella assegnatami c’era il padre, a me non diedero la lode pur avendone prese alcune ,a lui dopo pochi mesi una cattedra(aveva molto meno di 40 anni).
    I figli di papa’ siete dei viziati con tutto facile facile,per questo gli altri sono degli sfigati,quando uno come me nato a Centocelle avra’ una cattedra a 40 anni forse l’itaglia sara’ Italia un paese migliore.
    Saluti

  • Sono affascinato dalla martonica videata, debbo ammetterlo.
    Vedere un signore, membro di un governo di sedicenti tecnici muniti di spassosissimi curriculum “scientifici” (nientemeno!) che millantano competenze speciali in materia economica (non risulta che qualche vero economista abbia mai citato un libro di Monti, tanto per dire), e che in un paio di mesi in virtù di tanta competenza sono riusciti -oltre che a causare una recessione paurosa che sta portando l’intero Paese alla ribellione- a faci declassare dalle agenzie di rating (con stretto e dichiarato rapporto causa-effetto con le politiche del governo), che è il colmo dei colmi per un governo nato apposta per farci “scalare la classifica”, semmai… e che sta lì in video a “spiegare” quello che non sa, discettando autorevolmente (e scientificamente, si tratta comunque di uno scienziato) di “sfiga”, beh io non so se sia il caso di ridere o piangere dalla disperazione: e questo è un tecnico-scienziato, figuriamoci se intervenisse Casini in persona…

  • Sono figlia di un avvocato. Se diventerò un bravo avvocato, tutti mi diranno “Ah vabbè, hai uno studio legale, dei clienti, una bella casa e la nuova BMW perché papà era avvocato!”. Dell’avere genitori che ricoprono posizioni degne d’inchino ne stiamo facendo una colpa!

    Proponete in Italia una nuova legge: pena di morte per il figlio che intende seguire le orme del padre. Oltre al (veramente) triste pettegolezzo sulla frase di Michel Martone, stiamo cadendo nel baratro qualunquista del “TANTO SUO PADRE FACEVA IL GIUDICE, QUINDI LUI E’ UN INCAPACE CHE HA UN BEL POSTO GRAZIE A PAPA'”; stiamo trascurando l’ulteriore possibilità che, a prescindere dai propri genitori, Michel Martone POSSA ESSERE una persona valida, che ha studiato, che “si è fatto il mazzo” come tanti.

    Sarò un bravo avvocato se mi laureerò presto e se mi darò un gran da fare; e se ci dovessi riuscire, dopo aver fatto tanti sforzi, essere additata come “LA RACCOMANDATA FIGLIA DI…” mi farebbe diventare una vera bestia.

    E a voi?

  • Il prof. Martone ha perfettamente ragione. E’ inutile fare i perbenisti. Il termine usato sarà anche sbagliato ma il concetto è centrato in pieno. Piena approvazione da parte mia.

  • Gentile professore,
    ho appena seguito il suo intervento sulla 7, con il quale sono assolutamente d’accordo! A mio avviso IL problema italiano, per quanto riguarda l’istruzione, è quel malinteso senso di “uguaglianza sociale” per cui il figlio dell’operaio DEVE essere dottore, mentre a mio avviso “PUO'” essere dottore! In altre parole, ritengo che lo Stato debba fornire a tutti le stesse opportunità, ma non è detto che tutti debbano essere laureati: le innumerevoli attività degli immigrati, comunitari o meno, stanno a dimostrare come servano anche calzolai, idraulici e falegnami, e non solo avvocati! Continui ad essere la voce fuori dal coro nella paludata politica italiana.
    P.S. Chi le scrive si è laureato in fisica a 31 anni lavorando e con famiglia, ed adesso svolge tutt’altra attività! :-)

  • Domenico Corradini H. Broussard

    Il giovane collega Martone forse non sa che un tempo, al tempo in cui c’era un’altra Università, con una monografia in definitiva e una in provvisoria al massimo di poteva aspirare alla libera docenza. Eppure, queste cose gliele avrà spiegate Mattia Persiani, che fu mio collega all’Universià di Sassari nei primi anni Settanta. E forse nemmeno sa, il giovane collega Martone, che con quella sua maldestra parola ha offeso la dignità che la Costituzione a tutti riconosce. E ha violato l’art. 54 comma 2 della Costituzione, che impone ai cittadini, affidatari di funzioni pubbliche, il dovere d’adempierle con disciplina e onore.

    Due consigli, se mi è permesso: smetta il giovane collega Martone di autodifendersi, perché così altro non fa se non peggiorare la situazione, e riferisca le mie parole al collega Mattia Persiani.

    Domenico Corradini H. Broussard

    Prof. ordinario presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Pisa e presso il Dottorato I problemi civilistici della persona della Facoltà di Economia dell’Università del Sannio-Benevento

    Avv. patrocinante in Cassazione

    dchb@libero.it

  • Egregio Prof. Domenico Corradini H. Broussard,

    sono perfettamente d’accordo con Lei, la sua è un’analisi praticamente perfetta. La ringrazio per questo prezioso contributo.

    Cordialmente,
    Michele Pluchino.

  • Sig. Martone, si dimetta che ci fa una figura migliore e si ricordi di moderare i termini dato che pure noi – italiani all’estero con doppia cittadinanza – le permettiamo di ricevere il suo profumatissimo salario.

    Distinti saluti

  • Signor Martone, oggi va al Senato, alla Camera dei Deputati, o a Palazzo Chigi?

    Si candida a Direttore di Dipartimento o a Rettore?!?

    Deve collezionare tutte le cariche, ma proprio tutte!

    Lo vada ad elemosinare nei palazzi del potere, lo chieda a Monti.

    A 38 anni ancora non è neanche Direttore di Dipartimento?!?

    Ma come si fà, è un sfigato!!!

  • Cioè, il Partito democratico -sciocchezze sulla sfiga a parte- ritiene che sia un buon esempio per i giovani avere al governo uno che vince una cattedra arrivando secondo a un concorso per due?
    E’ questa l’etica di cui parla il Partito democratico? Come mai non ne chiede ancora le dimissioni -e anche di restituire la cattedra, sostanzialmente usurpata, stando a quello che leggiamo sui giornali.
    Io volgio sapere questo dal Partito democratico di cui sono elettore, di Martone non m’importa nulla, voglio sapere Bersani cosa intende fare.

  • Buongiorno, sinceramente non capisco dove sia l’infelicità nella frase di Martone. Se si esce dalle superiori tra i 19/20 anni e, a parte non si percorrano studi come Medicina che per forza di cose prendono almeno 8 anni, è davvero da anomali che a 28 anni si stia ancora in giro per l’università. Triennale + specialistica = 5 anni.

  • La cosa peggiore di Martone e di quelli come lui, non sono le frasi stupide che possono dire -perché dicendo stupidaggini ci campano-, ma il fatto che queste stupidaggini passino per “diritto del lavoro” e vengano insegnate in un’università italiana a spese della collettività.
    In altri termini: Martone è un banale ideologo al servizio del capitalismo italiano (quello che evade il fisco quattro volte di più di quello tedesco, di questo Martone non parlerà mai perché è uno scienziato), che spaccia questo servizio per “scienza”, questa scienza gliela fanno insegnare all’università a spese nostre, lo imbucano -sempre in virtù di questa scienza- pure al governo dove naturalmente è solo un costo -e noi paghiamo!- e il Partito democratico non dice una parola: Bersani, se non cacci Martone dal governo all’istante, alle prossime elezioni voto Grillo. Poi non dire che è colpa mia se rivince Silvio…

  • L’ho sentita ieri sera balla Gruber.
    Il suo balbettio, la sua fumosita’ le sue contraddizioni hanno confermato che non e’ persona che ha bruciato le tappe grazie alla sua genialita’ ma a potenti appoggi. Come lui ne esistono centinaia, meglio di lui migliaia.
    Ha fatto male a intervenire in video, certe cose piu’ vengono mescolate e piu’ puzzano!
    Per la Fornero: perche’ si avvale di aiuti cosi’ mediocri? Non offriva nulla di meglio il mercato? E’ stata una scelta meritocratica o politica? Penso di conoscere le risposte a queste domande. Me le sono date ieri sera.

  • Signor vice-ministro, cerchi di evitare certe uscite infelici, anche perché se gli studenti che a 28 anni non riescono a laurearsi sono “sfigati”, le persone come lei che diventano vice-ministri col papà ex presidente dell’ANM sono quantomeno “raccomandati”, dunque abbia il pudore di tacere.

  • *excursus…mi correggo…mi perdoni “prof” martone…

  • il punto è un altro:se ti impegni e non sei figlio di nessuno sempre la commessa finisci a fare!!Non importa quanto tu abbia studiato e come tutti ti abbiano riconosciuto delle qualità!!è una tristezza ma io solo una cosa non rimpiango:aver studiato per cultura. è bello quando le persone vengono da te e non ci possono credere che sei una commessa e ti chiedono “ma lei che ci fa qua??si vede che ha studiato”..almeno sai di essere una persona degna in un paese indegno!!

  • A proposito prof dott vicemin raccomandat Marton, li ha fatti poi quello sfigato di Sergio gl’investimenti promessi?
    Li ha investiti i 20 miliardi?
    Come sarebbe no? Allora ci pensi lei a farglieli cacciare, invece di dire corbellerie!
    Siamo in attesa dei 20 miliardi promessi da Marchionne, il popolo ha fame Marchionne deve darci da mangiare.

  • Due considerazioni di base:

    1) Non è accettabile che un viceministro in veste ufficiale chiami ’sfigate’ delle persone che neppure conosce, e che poi non abbia l’accortezza di scusarsi.

    2) Credo la maggior parte di coloro che scrivono qui (me compreso, visto che non mi occupo di giurisprudenza) non abbia gli strumenti per giudicare il livello e la pertinenza delle pubblicazioni di M. Martone.

    Se no, la mia storia: dopo la laurea in Italia a 22 anni, sono emigrato in Francia, dove ho conseguito un dottorato a 27 e un posto da ordinario a 32. Sono arrivato in Francia come un perfetto sconosciuto ed ho costruito la mia carriera solo con le mie forze, lavorando con passione e accanimento, e vincendo concorsi di una trasparenza cristallina.

    Ogni giorno, e soprattutto quando leggo di faccende come questa, mi rallegro di non far parte di un sistema universitario marcio come quello italiano. Dove giovani e promettenti carriere sono stroncate o orrendamente rallentate a causa della cronica mancanza di risorse e della gestione criminale di molti concorsi. Dove a quasi nessuno passa per la testa che la massima produttività e creatività di un ricercatore si situa tra i 25 e i 40 anni ed è a quell’età che si deve diventare ordinari, e non alla soglia della pensione. Dove il livello di corruzione è così elevato che automaticamente si pensa che chiunque sia giovane e abbia successo sia un raccomandato figlio di papà.

  • l’ho vista ieri sera dalla Gruber – penoso – e’ stato ben bastonato dalla rappresentante degli studenti e ben le sta – questa ragazza, potenzialmente sfigata perche’ si laureera’ dopo i 28 anni,dovendo lavorare per mantenersi gli studi, le ha dato 10 a zero –
    d’altra parte, non tutti possono permettersi di essere figli di papa’, un papa’ ben introdotto in certi ambienti e con tante amicizie che permettono ai figli una carriera fulminante – non tutti si possono permettere di frequentare universita’ prestigiose e nel contempo guidare auto lussuose e fare vacanze esclusive con i soldi di papa’, fare concorsi in cui spariscono i concorrenti, avere consulenze profumatamente pagate , grazie alle amicizie di papa’. ecc ecc eccc- sono sfigati, si’ quelli che hanno difficolta’ a trovare 1000 euro all’anno per pagare le tasse universitarie !! lei poi deve decidersi, prima dice che tutti devono fare gli apprendisti e imparare un mestiere ( perche’ non e’ andato lei alla catena di momntaggio ??), poi che devono frequentare l’universita’… ma anche … ma anche.. ma anche – lei ha poche idee e quelle poche molto confuse ,diamoci poche arie, professore,per ioprivilegi avuti non per merito, ma per casualita’ , e rispettiamo chi si deve fare un mazzo cosi’, perche’ non ha i soldi di papa’- tanti auguri professore a lei e a noi, perche’ con un rappresentante cosi’ , ne abbiamo bisogno !!

  • Gentilissimo Viceministro,
    le ho già scritto una mail alla quale spero che vorrà vivamente rispondere.
    Mi sono laureata nel 2009 alla veneranda età di 31, mentre studiavo non solo lavoravo a tempo pieno, ma ero già moglie e madre di una bambina di due anni, ovviamente per mia scelta ho deciso di continuare gli studi nonostante la mia vita privata fosse già sufficientemente carica di impegni…ha ragione sono una “sfigata” ma lo sò perchè mi sento tale? Non perchè non mi sono laureata entro i 28 anni come dice lei, ma perchè nonostante il mio titolo di studio mi ritrovo a lavorare in un call center, e non solo il mio diretto superiore ha circa 10 anni meno di me e sà una cosa non è laureato!!! Ecco perchè mi sento una sfigata, perchè nonostante tutti gli anni di studio, i soldi, i sacrifici fatti io con la mia laurea non ci faccio un bel niente, e non perchè non mi sono laureata in corso, ma perchè non sono raccomandata!!! e allora mi sento proprio di darle ragione, questo paese è pieno di poveri sfigati come me che si trovano, non solo a dover svolgere lavori poco gratificanti e non al all’altezza del titolo di studio conseguito, che sono anche costretti a subire l’umiliazione di essere gestiti da persone che culturalmente e socialmente sono inferiori. Ad oggi sono quasi rassegnata all’idea che la mia laurea rimarrà solo un bel quadro appeso al muro, perchè ormai, a quasi 34 anni suonati, per il mercato del lavoro sono vecchia,e sà per mantenere 2 figlie che ho desiderato ed amato, non posso permettermi più di inseguire i miei sogni, certo posso solo augurarmi che loro abbiano un futuro lavorativo migliore di quello che è toccato a me, ma non credo che ciò sarà possibile se rimarrano in Italia. Pertanto posso solo augurarmi che dicideranno di andare altrove dove i loro sforzi e sacrifici verrano davvero valorizzati! Ecco questo il mio pensiero, mi scusi se l’ho tediata ma mi sentivo in dovere di farle comprendere qual’è spesso la realtà che si trovano a vivere i laureati italiani.
    La ringrazio per il tempo che avrà voluto dedicarmi e la saluto

  • http://espresso.repubblica.it/dettaglio/martone-lincontro-con-dellutri/2172892

    a me basta solo questo…..quando cambieranno le cose in questo paese?

  • megliopietroichino di un cretino

    se uno si laurea a 23 anni…effettivamente poi ha tanto tempo per frequentare Dell’Utri gli uomini della P3 ecc …su L’espresso di questa settimana Martone, l’incontro con Dell’Utri…di Gianluca Di Feo

  • PENSO CHE IL SIGNOR MARTONE SIA STATO CRITICATO (MOLTISSIMO ANCHE DA ME IN PRECEDENTI POST)DA QUASI TUTTI ED IN DODO ANCHE ESAGERATO . IO NON SONO DACCORDO CO CHI VUOLE LE SUE DIMISSIONI (CHE NON SERVIREBBERO A NIENTE E A NESSUNO NEMMENO AI RAGAZZI CHE NON HANNO AVUTO TUTTE LE SUE FORTUNE E RACCOMANDAZIONI) MA CREDO CHE UN GIOVANE COME LUI POSSA DA DENTRO AIUTARE IN QUALCHE MODO LE FUTURE GENERAZIONI . UN GRANDE MERITO CHE HA AVUTO CHE HA MESSO LA FACCIA IN CIO CHE HA DETTO, E STA PUBLICANDO SUL SUO BLOG TUTTE LE CRITICHE SENZA CENSURARE NESSUN INSULTO. BISOGNA DARGLI MERITO.

  • Censurare sarebbe un autogol catastrofico, tutto qui.
    Lo ha imparato a suo tempo Mastella.
    Invece il suo consulente d’immagine gli ha consigliato di cambiare discorso, ed eccolo col nuovo post sulle società da un Euro.

    Dimissioni, dal Governo e dalla cattedra.

  • Buonasera prof. Martone,
    mi presento sono Alessio Bellocchi, 36 anni, avvocato (mai iscritto al Consiglio dell’Ordine di Perugia), dottore di ricerca in Teoria Generale del Processo (Urbino) ed ex assegnista presso l’Università di Perugia.
    Le scrivo perchè giudico anomalo e sgradrevole ciò che ha detto nei riguardi dei fuori corso. Anomalo perchè dopo la riforma del 3+2 agli esami non si boccia più. Due i fattori: qualità scarsa dei docenti e il Ministero dà i contributi calibrati sul numero degli iscritti e dei laureati. Anomalo, inoltre, perchè l’Università dove Lei insegna segue, come la mia ex (Perugia), la stessa filosofia ed un professore di 31 anni dovrebbe saperlo. Sgradevole nei confronti di tutte quelle persone che, come me, non sono riuscite ad entrare all’Università, pur avendo più titoli di Lei (basta che digita su google il mio nome e cognome). Sgradevole, inifne, perchè ai concorsi da ricercatore mi hanno detto di ritirarmi per dare la possibilità a persone come Lei di insegnare (http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/27/cattedra-poco-sfigata/186815/).
    Ora, sto preparando il concorso in Magistratura e sono fiero di essere uno sfigato o un perdente se per Tale significa non dover dire grazie a nessuno e poter dire di no a tutti…
    La ringrazio eventualmente di aver perso (il Suo prezioso) tempo a leggere la mia lettera e sono pronto ad un confronto.
    Dott. Alessio Bellocchi

  • dove sono i posti di lavoro di cui lei parla? aspetto ancora che mi faccia sapere, per esempio, nei beni culturali cosa si può trovare!!?

  • L’ho seguita ieri dalla Gruber, e condivido pienamente il Suo messaggio, seppur dai toni forti…
    credo che dalla gogna mediatica, passando per la stampa, seppur con le dovute eccezioni (come serra sull’amaca di qualche giorno fa),fino a questo blog si stia perdendo la bussola: Martone, e qualunque altra persona al suo posto, non deve essere capro espiatorio delle frustrazioni personali, nè, del resto,oggetto di qualsivoglia invettiva, quasi racchiudesse tutti i ministeri di cui si compone il governo, nè, infine, devono essere addebitategli tutte le disfunzioni del nostro sistema politico.
    è prima di tutto un tecnico, non un politico, e questo spiega anche il tono non istituzionale del suo intervento pochi giorni fa…
    se lo lasciassimo lavorare per il paese, invece che infangarlo di tutti i mali e le accuse possibili, forse il dibattito sarebbe più costruttivo e nell’interesse di tutti.

  • E’ corretto voler diffondere dei giusti valori nella nostra società,valori che ,negli ultimi tempi,hanno perso grande importanza in Italia.Questi però non sono dogmi a cui si crede ciecamente.Hanno,infatti, bisogno di un fine più pratico,di fondarsi su esperienze concrete che,purtroppo,l’attuale sistema non da.L’obiettivo che lei ha come ministro,a mio avviso,è quello di modificare la situazione che non rende possibile a noi Italiani credere in tali valori.
    Non ne sono all’altezza,ma,se mi è permesso,vorrei dare un consiglio all’attuale governo di cui lei fa parte:cercate di porre più attenzione alla scuola italiana.Dopo la famiglia è lì che si forma la società del futuro,è lì che il cittadino cresce e si educa.Sto frequentando il primo anno di università e devo dire di essere rimasto molto deluso dalla scuola che ho vissuto,vi ho trovato tutto fuorché valori.La scuola è la madre della società,se essa è malata anche il figlio ne risentirà.Non voglio fare di tutta l’erba un fascio,ma credo che il nostro sistema d’istruzione stia privando il paese di vere risorse umane.Come può uno studente laurearsi nel giusto o in minor tempo se non ha ricevuto gli strumenti adeguati per farlo?
    Cordiali saluti

  • A tutti gli “studenti” (e sempre che non siano semplicemente addetti dell’ufficio stampa dello stesso) che intevengono elogiando il benemerito professore bambino, chiedo se hanno mai pensato a quanto le raccomandazioni ed i baronati universitari hanno contribuito a distruggere il loro presente ed il loro futuro.

    Avete l’alternativa – sempre – di alzare il sedere dalla sedia e rifiutarvi di ossequiare ed ascoltare chi non capisce nemmeno lo spelling della parola “merito”. I raccomandati non hanno diritto di parola.

  • Caro Martone, è chiaro che quella Sua frase, quella Sua paroletta, ancorché infelice, potrebbe essere – diciamo – “contestualizzata”. Ma ciò che è emerso riguardo al Suo “cursus honorum” accademico lascia molto perplessi.
    A quanto pare, nel parlare di meritocrazia, Lei è paradossalmente divenuto emblema dell’Italia familistica, di cui la mafia accademica, che l’ha portata in cattedra, è una delle escrescenze più immonde.
    A questo punto sarebbe dignitoso e saggio da parte Sua dimettersi da tutto, cattedra inclusa, e provare a fare una vita vera.
    Infine grazie per aver mostrato ciò che non vogliamo, ciò di cui non abbiamo bisogno, ciò di cui siamo nauseati.

  • I concorsi universitari in Italia sono una farsa: si sorteggiano commissari compiacenti e si stilano giudizi individuali e collegiali prima che il concorso venga addirittura bandito. Mi sembra strano che il vice-Ministro si sia presentato al “suo” concorso con una sola pubblicazione: in genere le pubblicazioni sono “regalate” in anticipo a chi il concorso deve “necessariamente” vincerlo, senza che abbia affatto contribuito a quella pubblicazione in alcun modo e grazie ad una fila di assegnisti e dottorandi sfigatamente precari che hanno lavorato duramente per realizzarle.
    Io mi onoro di far parte di questi sfigati (che il vice-Ministro ben conosce) perchè i miei traguardi (Laurea fuori corso in Medicina e Chirurgia con lode, Dottorato di Ricerca, ammissione a due scuole di Specializzazione) li ho raggiunti con onestà e sacrificio, senza conoscere Professori, Commissari e Presidenti di Commissione, senza appartenere alla Casta da cui il vice-Ministro proviene.
    Esistono bambini prodigio che “sanno” prima di “conoscere”, che hanno in sè talenti staordinari. Alla luce delle recenti cronache riguardanti la carriera fulminante del Professor Michel Martone non mi sembra che appartenga a questa categoria e auguro a tutti noi sfigati che il Primer Monti approfondisca la questione perchè questo privilegiato, che rappresenta l’ITALIA PEGGIORE, torni a casa quanto prima perchè non mi rappresenta nè è una garanzia delle nuove generazioni.
    BUON FUTURO A TUTTI VOI

  • E nessuno pensa al fatto che abbia letteralmente rubato il posto a quella giovane ragazza meglio preparata?
    questa è vera appropriazione indebita!!!!!

    Inoltre come mai certe cose escono fuori solo quando uno attacca?

    Il sig Martone è decisamente da condannare , ma quello che ha detto è vero , e noi possiamo sapere la verità su qualcuno ( su martone ) solo se quello attacca il sistema!

    Anche questo fa ragionare…mobilis in mobile

    Non è poi cosi facile trovare il buono in tutto ciò

  • Il problema è che Martone ingenuamente ha attaccato se stesso ed il proprio establishment che purtroppo è immobile nell’immobilità dei propri prilvilegi. La sua ingenuità sta nel fatto che è stato incapace di prevedere quali sarebbero state le conseguenze, perchè parla per slogan ed è stato indrottinato a farlo. E’ ancor più preoccupante che sia solo la gente comune ad aver espresso la propria rabbia e la propria indegnazione nei confronti delle sue affermazioni. La classe politica trasversamente non mi sembra che si sia a sufficenzia esposta in merito. Questo è veramente preoccupante.
    Se Monti, come ha più volte ha dichiarato, ci tiene ai giovani e alle future generazioni, se ci vuole restituire la fiducia e la speranza per un futuro migliore, se vuole segnare la svolta con il passato e con i nostri politici “di professione”, quantomeno deve dissociarsi pubblicamente dalle esternazioni di questo squilibrato e constringerlo alle dimissioni, per il rispetto degli Italiani e di tanti che ogni giorno cercano di trovare uno spiraglio di luce nonostante tutto.

  • Caro Professor Martone,
    Come cittadino Italiano, quindi contribuente e quindi persona che le paga lo stipendio per il suo incarico di governo devo farle notare che un viceministro non puó pensare di risollevare le sorti dei giovani ricorrendo a strategie comunicative di cosí basso livello, ci vuole ben altro.
    Come professore associato in un’auniversitá straniera, avendo fatto tutta la mia carriera universitaria all’estero, visto che in Italia mi hanno fatto chiaramente capire che non era cosa, e avendo fatto parte di numerose commissioni di concorsi all’estero, devo dirle che con una pubblicazione sola e pure “provvisoria” (immagino che si riferisse a qualcosa come un paper non ancora pubblicato o magari solo “submitted”) non ammetterei mai neanche un assistant professor, che corrisponde in Italia a un ricercatore. Lei ha avuto una vito molto poco sfigata, caro professore, ma dovrebbe imparare a rispettare almeno il posto che le hanno dato, se non riesce a rispettare quelli che non sono come lei.
    Confido nel fatto che fin quando quelli come lei saranno ai vertici delle nostre istituzioni potró scrivere quello che voglio dall’estero, perché tanto non mi fareste mai tornare in Italia (non che ci tenga tanto, visto l’ambientino)
    Cordiali saluti

  • Carissimo Professore Nicola Morelli,

    Sono perfettamente d’accordo con quanto da lei affermato.
    Lei si che e’ un Docente Universitario:

    http://vbn.aau.dk/en/persons/nicola-morelli(661d9255-325e-48fb-93a0-a09d52fa9c6e).html

    Purtroppo in Italia agli studenti non resta che i Michel Martone:

    1 (una!!!) pubblicazione magari in italiano magari su una conferenza o rivista di bassa lega magari ancora senza ISBN (solo sottomessa) e si diventa … Professore Ordinario ovvero 5000 euro al mese!!!

    Non ci sono parole.

    Se non ci ribelliamo finiamo come la Costa Concordia, una nave una metafora dell’Italia di quest’ultimi 30 anni.

  • Valeria ha scritto:

    Valeria
    28 Gennaio 2012 alle 1:06 am”
    uno studente di 28 anni preferisce frequentare università e discoteche anzichè cercare un lavoro umile.

    Ha dei riferimenti precisi? A tale riguardo ha delle indagini sociologiche supportate da serie analisi statistiche? Potrebbe citare gli articoli scientifici con tali dati?
    Oppure sono solo degli articoli alla Martone?!! Articoli in italiano fatti in casa e pubblicati su oscure case editrici senza processo di reviewing?!? Vedo che Martone fa dei proseliti.

    Sotto lei scrive: meno male ce ci sono gli extracomunitari, si e’ vero meno male che ci sono loro, per me sono una grande opportunità di crescita per l’Italia.

    Per lei invece?!? Da radical-chic come lei e’ … Non mi dica che e’ solo per avere un collaboratore domestico sottopagato e in nero?!?

    Addio Monica.

    Ma noi italiani non amiamo sporcarci le mani, lavorare il sabato e la domenica o servire ai tavoli. Fortuna che ci sono gli extracomunitari. Quello che il Prof. Martone ha fatto passare è un messaggio di responsablità. il lovoro nobilita l’uomo.

  • Intendevo “minchiata” e non “mischiata”. E all’ultimo rigo “saprete risolvere” non “sapranno”. Ho il vizio di non rileggere mai quello che scrivo.

  • Puoi fare tutti i ragionamenti che vuoi ma non con insulti cosi’ gratuiti. HAI SBAGLIATO. Certe affermazioni dille pure nelle tue lezioni universitarie, MA NON DA VICEMINISTRO. Credo sinceramente che dovresti dimetterti, principalmente perche’ la tua presunzione e’ un evidente sintomo di immaturita’ per il tuo ruolo.
    Porta sempre rispetto al popolo sovrano, ancora di piu’ per il fatto che il tuo governo non e’ neanche stato votato.

  • Grandi Stallini e Sulis!! 30
    Martone: più savoir faire; 18 sulla fiducia.

  • A chiunque ti stessi rivolgendo non ci interessa, poi vuole raccontarci che lei e’ stato il fenomeno, ma questo articolo racconta altre cose:
    http://www.repubblica.it/rubriche/la-scuola-siamo-noi/2012/01/26/news/martone-28824446/

    Noto che suo padre fa di tutto per la carriera dello speedy-Martone anche la nota a fine articolo.
    Noi sfigati invece ci siamo laureati a 28 anni e fatto carriera tutti da soli. In Italia non si fa! No no, se non hai la spintarella sei uno sfigato.

  • OTTIMO LAVORO, CONTINUI COSI’ SIG. MARTONE.

    Ho sentito di questa sua frase sul posto di lavoro, mi si prendeva in giro come possibile futuro “Martone” perché sono laureando a 24 anni, perché cerco di studiare bene. Subito dopo ho sentito prenderla in giro per la sua carriera e sostanzialmente niente sulla sua opinione.

    Beh, a tutta quella gente meschina che guarda a questo e poi si eleva a difensore della legalità, della libertà, della meritocrazia e della democrazia, consiglierei di ripassare la storia: la pratica di rispondere ad una affermazione con obiezioni sulla biografia dell’interlocutore con l’obbiettivo di screditare è stata introdotta in altri tempi e da altri personaggi.. anche se con Berlusconi è recentemente ritornata in voga.

  • Per T.T.:
    sei troppo giovane per capire che non si può vincere un concorso da ricercatore con una sola pubblicazione provvisoria. O meglio non si può in nessun altro posto se non nella nostra Repubblica di Banane!!!
    Questo è tutto.
    In bocca al lupo per il tuo futuro!

  • Sig. Luc,

    lei non è abbastanza vecchio per capire quello che ho scritto, dato che incoraggia un ritorno dei tribunali fascisti acclamato da un popolo pieno di invidia.

  • http://www.youtube.com/watch?v=8dXerTfnd8A&feature=relmfu

    Spero che, prima di pronunciare certe parole, riesca ad emozionarsi dinanzi alle parole di una madre, una delle tante, che si trovano ad avere in casa un “laureato sfigato” che non trova un lavoro… buona fortuna.

  • T.T. – Qua nessuno e’ invidioso di nessuno (invidia di cosa scusami?), ognuno ha la sua vita e attua le scelte consapevole delle proprie responsabilita’. Il punto chiave e’ che il Sig. Martone ha apertamente lanciato una provocazione in un momento difficile e instabile come questo. Non e’ proprio il momento. I politici devono agire, attuare le strategie che ritengono necessarie senza pero’ screditare ancora una volta il popolo che ha gia’ pagato abbastanza. Affermazioni del genere alimentano odio e distacco tra elite politica e i cittadini, cosa che si dovrebbe invece tentare proprio di evitare. Sara’ impeccabile dal punto di vista accademico, ma come politico forse e’ meglio che lasci il posto a qualcun’altro. Non puo’ rivolgersi al Paese come se fosse in un’aula universitaria.

  • Io credo che il vero sfigato sia proprio il Prof. Martone! Per un giovane come lui, con le capacità e i riconoscimenti sin qui ottenuti, vivere in un Paese come il nostro è proprio da sfigati! Solo nel nostro paese può accadere a un giovane professore di vedersi crocifisso e fatto oggetto di un’indegna gazzarra per una frase di buon senso, estratta da un più articolato concetto espresso in un convegno. Lo stesso popolo beota che per circa vent’anni ha sostenuto, senza batter ciglio, governi guidati da un presidente del consiglio inseguito dai processi e alla continua ricerca di prescrizioni, con ministri imputati e condannati per mafia e corruzione, con skill professionali ignoti o meglio inesistenti, si è scagliato oggi compatto contro il giovane ministro, reo di aver usato un termine poco sobrio per esprimere un’ovvietà che tutti in cuor proprio condividono ovvero che in questo mondo tutti debbono impegnarsi a lavorare e/o a studiare e che fare l’università non significa fare il fuori corso a vita e che entro una certa età è bene laurearsi se si ha l’ambizione di sfruttare quel titolo di studio per lavorare. Se poi il lavoro non viene, se nonostante il titolo di studio si è costretti a fare lavori dequalificati, se l’economia mondiale è in piena recessione, certo non è colpa del prof. Martone. E non mi appare una colpa neanche che in un discorso, fatto a braccio, il prof. Martone non abbia precisato che l’età massima da lui indicata per laurearsi non andasse riferita agli studenti lavoratori e/o a coloro che con difficoltà varie (malattie, interruzioni dallo studio ecc.) arrivavano alla agognata meta in ritardo. Certi odierni feroci commenti mi sanno di caccia all’errore e di malcelata invidia per le indubbie qualità professionali del giovane ministro.
    Con rinati impulsi moralistici e con molta ipocrisia, questa stessa gente e quegli stessi giornali che, con scarso clamore e stupore, hanno accettato che fosse stata nominata ministro della pubblica istruzione una persona (la Gelmini) che dopo essersi laureata con voti modesti a Brescia si è recata e sostenere l’esame di Stato alla professione di avvocato nella più facile sede di Reggio Calabria, quella stessa persona che nel commentare l’annuncio fatto dagli scienziati del CERN e dell’INFN sui neutrini che avevano viaggiato a una velocità superiore a quella della luce, ha affermato che vi era stato un contributo italiano nel realizzare il tunnel percorso dai neutrini, come se le particelle per collegare i due laboratori di Ginevra e Gran Sasso avessero avuto bisogno di un tunnel materiale. Ebbene oggi da quelle stesse fonti si va a fare la prova finestra al prof. Martone arrivando a indagare sui suoi titoli accademici. Una persona che, laureatosi a pieni voti a 23 anni, diventato avvocato a 24, ha guadagnato l’incarico alla docenza a 29 anni invece di essere apprezzato viene fatto oggetto di un’indegna campagna dando per scontato che tutto sia avvenuto con l’aiuto di paparino.
    Non sorge a lor signori il sospetto che il prof. Martone, comunque si giudichi la sua esternazione, sia una persona di grande spessore che meriti rispetto proprio per il fatto che, pur essendo “figlio di papà”, invece di crogiolarsi nei propri agii si sia mpegnato negli studi e nel lavoro fino a raggiungere il posto che attualmente occupa.
    La verità è che il prof. Martone ha cotanto padre (ex consigliere di Cassazione) ma non ha nessun padrino politico visto che oggi, da tecnico nel governo Monti, è attaccato da destra e sinistra come se la sua esistenza fosse all’origine dei problemi che sta attraversando il nosto Paese.

    Io non la conosco prof Martone, ma ho voluto comunque farle giungere la mia solidarietà perchè questa nostra Italia ha bisogno di gente giovane e preparata come lei per uscire dal tunnel in cui l’ha precipitata la squallida insipienza dei personaggi del passato governo.
    Resista prof. Martone!!

  • Caro Martone,
    Può farmi il favore di darmi l’indirizzo cui mandare il Curriculum Vitae per diventare vice-ministro?
    Io ho laurea e dottorato, sono entrato in un dottorato di ricerca con borsa, in ITALIA, e ho poi vinto un concorso istituito da una grande azienda senza ALCUNA raccomandazione. Solo spuntando sangue (tanto quanto lei non può immaginare neppure). Son riuscito a seppellire o eguagliare gente che era figlia di…, iscritta alla massoneria, raccomandata, e tutta l’altra feccia che ammorba il sistema ed è il vero male da estirpare in Italia. Credo, data la corruzione del sistema, che lei ben conosce dall’interno, di aver compiuto una missione impossibile. Sono l’unico caso da me conosciuto simile. Quindi se DAVVERO esiste meritocrazia, e a LEI l’hanno fatta viceministro, immagino che io verrò quantomeno chiamato come presidente del consiglio, o per criterio proporzionale, come Papa-Re. Ho però qualche dubbio che questa meritocrazia, questa storia dei ‘tecnici’ sia solo una scusa per girare fondi e consluenze d’oro alla solita casta di parassiti ed alla solita feccia da eliminare dalla faccia della terra, ma mi mandi il link, che il curriculum glielo mando. Intanto dall’università sono fuggito, ho trovato di meglio, più semplice e dove tocca lavorare sul serio, ma dove almeno non avrò buttato la mia (unica) esistenza a fare il sorcio in una fogna. Meglio Re all’inferno che servo in paradiso, disse qualcuno… e magari chissà, il mio CV farà vergognare qualcuno, o almeno lo farà ridere tra un bunga bunga e l’altro. Buon divertimento.

  • Per T.T.:
    puoi darmi del tu visto che ho solo qualche anno più di te.
    Nessuna invidia per chi ha raggiunto alti obiettivi senza sudare diversamente dalla maggior parte degli Italiani onesti.
    Nessuno getta discredito sul Prof. Martone, la sua storia parla, si è screditato da solo. Che volpe, l’astuzia di un “Premio Nobel”!!!
    Penso che tu debba studiare ancora un pò perchè la tua quasi laurea non è stata sufficiente per la tua educazione nè per farti discernere i fatti reali con consapevolezza.
    In quanto a me ho ottenuto i miei traguardi con impegno e onestà, me li tengo stretti peraltro e non smetto di sperare che la futura classe dirigente italiana sia costituita da persone serie e capaci, non da raccomandati indrottinati come il Prof. Martone.
    In bocca al lupo!!!
    P.S.: questo post l’ho dovuto riscrivere perchè quello che pocanzi ho scritto per risponderti è scomparso dal blog dopo pochi minuti! Come mai? Apri gli occhi finchè sei in tempo!

  • Caro Martone,
    si vergogni, delle sue denigranti parole, di come e` arrivato in cattedra e di tutto quello che rappresenta nella forma dell’Italia dei privilegi che continua a soffocare le vere energie del Bel Paese. Staremo a vedere se lei ed i suoi colleghi ministri sarete in grado di toccare i veri privilegi della casta che continuate a rappresentare. Per ora di questa capacita avete dato dato ben poca dimostrazione. E ringrazi papa`, senza il quale sarebbe precario e forse sfigato anche lei.
    Saluti dalla Nuova Zelanda

  • gentile Vice Ministro. chi le scrive si è laureato a 28 anni e si considera offeso dalle sue parole irriguardose, ritenendo che lei non abbia il MINIMO titolo per esprimere i giudizi che ha formulato alcuni giorni fa. questo diritto lei non lo ha in quanto rappresentante di un governo, che dunque quando parla pubblicamente riveste (anzi dovrebbe) un profilo istituzionale. ma non lo avrebbe neanche da privato cittadino, poichè non risulta che abbia affrontato le difficoltà, gli ostacoli e anche i dubbi che il 99% dei suoi coetanei e dei suoi concittadini fronteggia ogni giorno. a questo proposito mi permetto di chiederle conferma di quanto uscito sulla stampa recentemente: ossia le presunte raccomandazioni da lei ricevute nell’Ateneo di Siena, per la sua fulgida carriera accademica, nonchè l’endorsement da parte di Dell’Utri. nel qual caso lo SFIGATO sarebbe senz’altro lei. e senz’appello. si goda pure il suo successo, non credo le porterà l’affetto o la stima della gente che la riconosce per strada.

  • Queste affermazioni non mi stupiscono perchè in Italia siamo abituati a vedere posti importanti ricoperti da persone che in realtà non lo meritano e che sono riusciti ad ottenere quella carica grazie a qualche raccomandazione. In realtà il prof. Martone non rientra in questa categoria, lasciatelo dire a chi come me ha avuto la fortuna di ascoltare le sue lezioni durante quest’anno accademico fino alla sua nomina al governo. Se aveste avuto questo onore non scrivereste queste parole perchè sapreste che è una persona molto preparata e un professore che fa il suo mestiere con passione e con la capacità di coinvolgere i ragazzi e di fargli amare questa materia! Provate ad ascoltare ciò che dice e a leggere i suoi libri poi giudicate senza basarvi solo sulla famiglia da cui viene e per il solo fatto che fa parte di un governo che per risolvere i problemi deve prendere decisioni impopolari! Chi la conosce, Prof, non può che apprezzarla.

  • Gentile margherita Camilli, anche a patto che lei abbia ragione nel merito su capacità e professionalità, proprio non vede il discrimine tra chi è (pesantemente) raccomandato e chi, pur bravo e qualificato, viene bypassato regolarmente da sospinti di vario tipo??? e inoltre, non crede che avere la possibilità di bruciare le tappe, frequentare ambienti “alti” (e dunque viaggiare, confrontarsi con persone intelligenti e acculturate, etc) dia qualche chance in più nella vita? soprattutto, lei davvero crede che rilasciare quelle dichiarazioni rientri nell’ambito delle scelte impopolari? io giudico basandomi sul fatto che chi formula queste affermazioni non rappresenta un modello e non può dare lezioni. nascere da una famiglia ricca e potente non lo so impara nella vita. essere raccomandati non è una skill curriculare (si attendono smentite). conquistarsi qualcosa irrobustisce il sapere e lo trasforma da materia di studio a bussola di valori. mi piacerebbe che tutto questo fosse parte integrante di ciò che si insegna, ma credo che neanche su questo siamo d’accordo. meritare significa non soltanto essere degni ma essersi costruiti quello che si ha. la fortuna è un accidente necessario e anche auspicabile, ma le spinte appartengono ad altra categoria ancora.

  • Gentile Professore,
    trovo che lei sia incappato in uno di quegli innumerevoli luoghi comuni su giovani occupazione e sviluppo. Il suo luogocomunismo non è però meno pericoloso di quello di altri. Il luogocomunismo è una di quelle cose che rende difficile o impedisce la comunicazione, non la migliora, la ingabbia nell’autoreferenza di chi ascolta e di chi parla, non aggiunge, non toglie, non raffina.
    Quando sento parlare Elsa Fornero imparo o rammento qualcosa. Lei mi dirà ma che c’entra Elsa Fornero? Le gaffes di Elsa Fornero non sono il risultato di luogocomunismo, ma dell’uscita dal luogocomunismo del linguaggio di chi parla e dello scontro con il luogocomunismo di chi ascolta. La vera gaffe la fa chi ascolta in quel caso.
    La saluto.

  • Il Viceministro Martone, persona estremamente dotata e matura (ironico), potrebbe semplicemente dimettersi da tutto, visto che i dubbi sui suoi meriti personali sembrano offuscati dalle spintine familiari e amicali… una volta libero sulla piazza, potrebbe davvero “rimettersi in gioco”, magari in un paese lontano e indossando una maschera… la lingua batte dove il dente duole, caro viceministro!
    Infine copio incollo da Panorama del 15 Febrraio 2012, pagina 52: “ENFANT PRODIGE – IL VICEMINISTRO MICHEL MARTONE
    Un concorso di cause molto fortunate
    Il giovane viceministro al Lavoro l’ha presa male: Sul suo blog Michel Martone risponde puntuto alle insinuazioni giornalistiche che fotografano una carriera accademica a velocità ultrasonica: dottorando a 23 anni, ricercatore a 26, associato a 27, ordinario a 29. Mezza Italia l’ha criticato per avere dato degli «sfigati» a quelli che a 28 anni bazzicano ancora in facoltà e ha gridato: tu quoque, figlio del potente ex avvocato generale della Cassazione, Antonio. Insomma, dietro occhialini e capigliatura gramsciani si nasconderebbe il più raccomandato tra i raccomandati. Lui nega recisamente.
    Al centro della querelle è la cattedra di diritto del lavoro ottenuta da Michel appe¬na ventinovenne. La storia: due posti per ordinario banditi dall’Università di Siena l’11 gennaio 2002, con otto professori associati che fanno la domanda ma all’esame arrivano solo in due e il viceministro è secondo classificato. Due dei cinque commissari vergano giudizi bizantini e perplessi, il cui succo è: scientificamente acerbo. E forse, se si fosse presentato qualche collega con più anzianità, per lui sarebbe stata dura. In mancanza di altri pretendenti, però, è lui il prescelto, Martone, sul suo sito, protesta: «Gli altri candidati si sono ritirati perché nel frattempo avevano vinto in altre sedi».
    Il viceministro dice il vero. Omette però un dato sostanziale. Il concorso bandito a Siena, in cui lui ha trionfato, è durato un’eternità: un anno e mezzo, tanto da avere avuto bisogno di una proroga. Le lungaggini hanno permesso a quattro professori, che avevano presentato più domande, di diventare ordinari in altre sedi. E di ritirare così la loro candidatura a Siena, lasciando campo libero a Martone.
    Gli esami di quella sessione si incastrano tra loro come mattoncini del Tetris. Un concorso della Lum di Bari si conclude il 22 ottobre 2002. Un altro dell’Università del Molise, due posti banditi poco prima che a Siena, termina una settimana prima.
    Solo a questo punto, i1 31 ottobre 2002, dopo quasi 10 mesi dalla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, viene incaricata la commissione di Siena: la presiede Mattia Persiani, mentore accademico di Martone e amico di suo padre. Un giorno prima, il 30 ottobre, sono definiti anche i cinque commissari del concorso dell’Università di Modena, cui partecipa un’altra possibile contendente del viceministro. Anche quella cattedra viene assegnata alla velocità della luce, in tre mesi e mezzo (il 10 febbraio 2003), quado Persiani e colleghi, fra un ritardo e l’altro, sono ancora agli inizi. Morale: a Modena per chiudere l’esame impiegano sette mesi, a Siena 16.
    Fuori quattro concorrenti, quindi. Ma sulla strada di Martone restano comunque due candidati. Marco Marazza, intimo di Martone e pure lui discepolo di Persiani, decide di ritirarsi: poco dopo vincerà un posto a Teramo. L’ultimo ostacolo è Gianni Arrigo, ma anche lui rinuncia. Così, una defezione dopo l’altra, l’enfant prodige del governo Monti vince la cattedra il 9 luglio 2003. Ordinario a 29 anni, grazie a bizzarre e irripetibili congiunzioni accademiche. Conscio di ciò, il viceministro si definisce «un ragazzo fortunato».”

  • Caro Fabio Esposito,
    piacere Giacomo Paludetti, studente.

    Non riesco proprio (e ti giuro ci ho provato) a capire per quale motivo inveisci contro Martone quando proprio l’articolo che hai copiato e incollato da Panorama va a confermare il fatto che Martone non abbia tolto il posto a nessuno.
    Peraltro, come immagino saprai, DOPO TRE ANNI di attività (e quindi dalla chiamata a Teramo), una COMMISSIONE DI VERIFICA è chiamata proprio a giudicare l’operato del vincitore del concorso nei primi tre anni di attività didattica e di ricerca. Per trasparenza Martone ha pubblicato pure quella: http://michelmartone.it/wp-content/uploads/all1.pdf

  • Caro Fabio, credo proprio che Giacomo abbia ragione:
    l’articolo di Panorama, in fondo, non fa che confermare che le insinuazioni di qualche giornalista e di travaglio fossero false
    (bravi giornalisti d’inchiesta che SI DIMENTICANO di CONTROLLARE le FONTI UFFICIALI quali il sito del MIUR..e poi però devono prendersi le smentite da chi invece è un giornalista serio come Santoro).

    Se apri il link al verbale della commissione di verifica, presieduta dal Prof. De Luca Tamajo, a cui fa riferimento giacomo, potrai leggere testualmente:

    “Nel corso del triennio il Prof. Michel Martone ha svolto un’intensa attività scientifica, che conferma la maturità acquisita e testimonia di un’indubbia e lodevole continuità nella ricerca. Essa è attestata, in particolare, dalla monografia su “Governo dell’economia e azione sindacale”, nella quale il Prof. Martone ha affrontato in un’ampia prospettiva storica,[…]giungendo a conclusioni sempre adeguatamente argomentate, con un controllato uso delle categorie giuridiche in un contesto di tensione tra ordinamento formale e prassi;
    Il respiro storico del percorso di ricerca è stato confermato dai saggi sulle origini del fenomeno sindacale e sul II convegno di studi sindacali e corporativi.
    Altri oggetti di interesse sono stati la problematica dei lavoratori svantaggiati, in specie con la voce enciclopedica sul contratto di inserimento al lavoro nonché temi di carattere previdenziale, ad ulteriore riscontro di una rimarchevole generosità e varietà di interessi dell’attività di ricerca espletata nel periodo in considerazione.
    La Commissione, valutata positivamente l’ampia attività didattica svolta e le pubblicazioni esibite, che attestano continuità e proficuo impegno scientifico, esprime pieno apprezzamento e, quindi, parere favorevole alla conferma in ruolo come professore ordinario del Prof. Michel Martone”

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