Funari – L’ultimo eretico della TV

Per onorare l’uomo, il cattivo presentatore, colui che cambiò le regole della TV, pubblico il sentito articolo di un mio studente, Daniele Urciuolo

funari.jpgSi è spento stamane presso l’ospedale san Raffaele di Milano, dove era ricoverato da circa 5 mesi, all’età di 76 anni, Gianfranco Funari, storico presentatore televisivo, irriverente opinionista, predicatore, filosofo, amante della nicotina.

Era ricoverato per gravissimi problemi cardiaci e polmonari.
Un saluto è d’obbligo perché in tanti anni di carriera, dopo polemiche e difficoltà, è giusto dare considerazione ad un ex croupier romano, che, scopertosi cabarettista grazie a Oreste Lionello, ha inventato un nuovo stile di condurre in tv. Padre del “talk show”, anche autore di programmi di successo come “Torti in faccia” e “Aboccaperta” con una formula innovativa che proponeva contenziosi verbali fra categorie di semplici cittadini.
Il nostro ha così partorito un successo dopo l’altro, prima in Rai, poi in Mediaset e infine su Odeon TV dopo anni di allontanamento non spontaneo.
Un gentiluomo con la sigaretta sempre in bocca, anche in diretta, che non si è mai venduto e non è mai sceso a compromessi con produttori e investitori pubblicitari, e che ha lottato, nel lavoro come nella vita, fino all’ultimo istante.
Forse i più piccoli non lo ricordano, o ricordano soltanto le ultime rarissime apparizioni mediatiche con la sua barba bianca, natalizia, con la sua immancabile cicca in bocca, con il suo bastone da lord, e con la sua adorata compagna, che è stata sempre al suo fianco, specialmente durante questi ultimi mesi di sofferenza e di agonia, la dolce Morena. A “Il senso della vita”, programma di punta della seconda serata di canale cinque, condotto da Paolo Bonolis, un Funari commosso, in lacrime,  ha rivelato di avere due by-pass al cuore e di stare per morire, e con un appello ha invitato i giovani a non fumare e credere nella gioia di vivere e a non fare il suo stesso errore.
Lo ricordiamo come un uomo di spirito, ironico, in grado di togliersi la dentiera durante un’intervista per dimostrare che il famoso sorriso alla Funari, non era altro che il risultato di una brillantissima, ineccepibile protesi.
Sempre elegante anche quando le sue esternazioni si trasformavano in esplosive bombe al veleno. In politica è stato un vero provocatore, candidandosi anche al comune di Milano come sindaco.
E’ sempre stato un grande comunicatore.
E’ sempre arrivato al cuore della gente e dei telespettatori, ed è così che voglio dare l’ultimo sincero saluto a colui che si è autodefinito “il giornalaio più famoso d’Italia”.

Daniele Urciuolo

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