Il bollino ok stage

Oggi, eleonora voltolina, una giovane giornalista con la passione del web, ha presentato il progetto ok stage. Un bollino di qualità per aiutare i giovani laureati a trovare uno stage di livello nelle aziende che realmente credono nelle risorse umane. Una bussola generazionale per aiutarli ad orientarsi nel mercato del lavoro che dimostra che, se smettiamo di lamentarci per rimboccarci le maniche, possiamo costruire un futuro migliore. Insomma, un segno importante di quel welfare dei privati che la nostra generazione deve cominciare a costruire. Per questo, stiamo con eleonora e sosterremo il bollino con convinzione………

Commenti


  • Due parole Michel … onestamente ti conosco da un po di tempo e come sai e ho anche pubblicamente detto spesso in vari miei interventi sui temi che a me e te stanno a cuore che ti stimo.

    Mi chiedo però personalmente come tu, che ami i ragazzi e sei un loro punto di riferimento onesto e reale, possa dare spazio a qualcosa del genere che va nel verso opposto.

    Poi quando si passa da qualcosa di “amatoriale” a qualcosa di “imprenditoriale”, tutto diventa + chiaro per tutti.

    Marchi registrati, testata giornalistica, richiesta di dati personali, sostegno di associazioni professionali e guardacaso, offerte di stage remunerati da “suggerire”.
    Insomma, Business a quanto sembra. Tutto il contrario di quel che per mesi si è raccontato. Non c’è purtroppo + altro da dire su questo tipo di cose, si commentano da sole.

    Giusto per citare la Carta degli Stagisti che viene proposta …

    —————

    La Carta dei diritti dello stagista
    1) Gli stagisti devono essere giovani e non devono avere significative esperienze lavorative precedenti.
    A questo proposito deve essere incentivato lo svolgimento di stage da parte di persone che stiano ancora
    compiendo un percorso di studi: almeno il 30% degli stagisti accolti dalle aziende deve essere scelto tra gli studenti universitari.

    NON ESISTONO INDICAZIONI DI LEGGE IN QUESTO SENSO, E NON SI CAPISCE PERCHè VE NE DEBBANO ESSERE.
    SPINGERE A PENSARE IL CONTRARIO SIGNIFICA INCENTIVARE I RAGAZZI A VIOLARE LA LEGGE.
    SI PROPONE IN SINTESI DI NON DARE LA POSSIBILITà DI FAR EFFETTUARE STAGE FORMATIVI A PERSONE CHE NON SI SONO POTUTE PERMETTERE DI STUDIARE, E SI VUOLE A QUESTI LEVARE UN DIRITTO FONDAMENTALE DI ACCESSO AD UNA FORMAZIONE CHE POTREBBER FARGLI TROVARE POTENZIALMENTE UN LAVORO CONCRETO.

    2) Gli stagisti devono essere pochi, perché a ciascuno possa essere assicurata un’adeguata attenzione dal punto di vista
    formativo e, almeno nel caso di stage in strutture private, una concreta possibilità di assunzione al termine dello stage.
    Per questo, salvo casi eccezionali, il numero di stagisti ospitati annualmente non deve essere superiore al 10% dell’organico
    aziendale assunto a tempo indeterminato. Nel caso di aziende con un numero di dipendenti compreso tra 10 e 19, annualmente un massimo di due stagisti. Nel caso di aziende con meno di dieci dipendenti, annualmente un solo stagista.
    Il conteggio comprende tutti i tipi di stage: curriculari, extracurriculari, volontari, promossi da enti pubblici, legati a
    master o altri corsi di formazione, etc.

    E’ DECISAMENTE CORRETTA L’INDICAZIONE DEL NUMERO DEGLI STAGISTI DA DARE. NON HA INVECE SENSO L’INDICAZIONE DELLA CONCRETA
    POSSIBILITA’ DI ASSUNZIONE DOPO LO STAGE: LO STAGE è FORMAZIONE NON LAVORO.
    SPINGERE A PENSARE IL CONTRARIO SIGNIFICA INCENTIVARE I RAGAZZI A VIOLARE LA LEGGE.

    3) Gli stagisti non devono essere utilizzati per rimpiazzare personale in malattia, maternità o ferie.

    L’INDICAZIONE è IRRILEVANTE, O MEGLIO: LO STAGISTA NON VIENE USATO PER QUESTO, IL PENSARLO OFFENDE LO STAGISTA IN PRIMIS E LO
    DENIGRA.

    4) L’esperienza dello stage deve essere concretamente formativa per i giovani, e in particolare:
    a ogni stagista deve essere assegnato un tutor che lo possa seguire con continuità;

    INDICAZIONE CORRETTA – E GIà SUCCEDE.

    il progetto formativo deve essere formulato in maniera accurata e deve rispettare la formazione e, ove esistenti,
    le esperienze pregresse dello stagista;

    è CORRETTO, E GIà SUCCEDE. RICORDANDOSI SEMPRE CHE è LO STAGISTA CHE SCEGLIE, E MAI L’AZIENDA.

    ogni stagista deve, per quanto possibile, avere accesso a riunioni, briefing e altri momenti di discussione e decisione

    LO STAGISTA DEVE SEGUIRE IL PROPRIO PROGETTO FORMATIVO, E QUELLO CHE QUESTO PREVEDE.
    SPINGERE A PENSARE IL CONTRARIO SIGNIFICA INCENTIVARE I RAGAZZI A VIOLARE LA LEGGE.

    5) Lo stagista deve poter avere, almeno nel caso di stage svolti in strutture private, una concreta possibilità di assunzione
    dopo lo stage: almeno il 30% degli stagisti ospitati annualmente.
    Per assunzione si intende un contratto a tempo indeterminato, o a tempo determinato, o di apprendistato, o a progetto,
    di durata pari ad almeno 12 mesi.

    LO STAGE è UN PERIODO FORMATIVO ON JOB, NON HA NESSI CONCRETI CON UN CONTRATTO DI LAVORO.

    6) Gli stagisti devono percepire un rimborso spese adeguato a coprire le spese vive (alloggio, vitto, trasporti) e commisurato all’età,
    alla scolarità, alle competenze pregresse e all’apporto fornito all’ospitante.
    Tale rimborso spese può essere quantificato come segue: almeno 250 euro netti mensili per diplomati e studenti universitari;
    almeno 500 euro netti mensili per laureati; per chi ha diploma di master Mba o di secondo livello, una cifra superiore a discrezione
    di ciascuna azienda ospitante.
    Gli stage gratuiti devono essere limitati ai progetti di alternanza scuola-lavoro dedicati agli studenti delle scuole secondarie.

    QUI INVECE SI RISCHIA DI FARE TERRORISMO PSICOLOGICO SUI RAGAZZI SPINGENDOLI AD EVITARE STAGE CHE POTREBBERO FARLI ASSUMERE,
    MA + CHE ALTRO SI STA FACENDO POLITICA SULLE SPALLE DEI RAGAZZI FACENDO PASSARE FORMAZIONE COME LAVORO.

    7) Lo stage deve avere una durata adeguata al progetto formativo e sopratutto alle mansioni che lo stagista è chiamato ad apprendere.
    Tale durata può essere quantificata in un massimo di sei mesi, salvo casi eccezionali in cui il rimborso spese e la possibilità di
    essere assunti al termine dello stage siano particolarmente alti.

    SPINGERE A PENSARE QUEL CHE QUI SEMBRA DI CAPIRE SIGNIFICA INCENTIVARE I RAGAZZI A VIOLARE LA LEGGE.
    SPINGENDOLI AD EVITARE STAGE CHE POTREBBERO FARLI ASSUMERE,
    MA + CHE ALTRO SI STA FACENDO POLITICA SULLE SPALLE DEI RAGAZZI FACENDO PASSARE FORMAZIONE COME LAVORO.

    8) L’utilizzo dello strumento della proroga deve essere evitato. Tale strumento va utilizzato solamente in circostanze eccezionali:
    in quei casi in cui l’intenzione di fare un contratto allo stagista è certa ma per problemi contingenti
    (temporaneo blocco delle assunzioni, crisi aziendale, ragioni tecniche, organizzative e produttive, altre analoghe esigenze
    imprenditoriali di carattere straordinario) non è possibile procedere immediatamente all’assunzione. In ogni caso la durata
    dello stage, compresa l’eventuale proroga, non deve mai eccedere i dodici mesi.

    SPINGERE A PENSARE QUEL CHE QUI SEMBRA DI CAPIRE SIGNIFICA INCENTIVARE I RAGAZZI A VIOLARE LA LEGGE.
    SPINGENDOLI AD EVITARE STAGE CHE POTREBBERO FARLI ASSUMERE,
    MA + CHE ALTRO SI STA FACENDO POLITICA SULLE SPALLE DEI RAGAZZI FACENDO PASSARE FORMAZIONE COME LAVORO.

    9) Lo stage non deve essere considerato l’unico strumento per realizzare una formazione: va incentivato l’utilizzo dei contratti di apprendistato.

    INDICAZIONE CORRETTA – PER FORTUNA GIà SUCCEDE.

  • @ Buzzurro
    proporre una sorta di codice etico sugli stagisti alle aziende non credo sia un reato e se le aziende lo accettano ancora meglio.
    Io credo che chiederò uno stage presso quelle aziende e non credo con questo di violare la legge.
    Se qualcuno tenta di fare qualcosa per aiutare i giovani ad insersi nel mondo del lavoro non và criticato in maniera soltanto negativa, ma sarebbe anche una cosa buona e giusta fare anche delle proposte.

    Lo stage è, oltre ad un periodo di formazione, sicuramente un primo contatto con il mondo del lavoro.

    Il Prof. non fa politica alle spalle dei giovani perchè ognuno la può pensare come vuole ed è libero di comunicare il proprio pensiero agli altri, ma tutti sono liberi di farsi una propria idea e tutti i ragazzi che sono a contatto con il Prof. hanno un proprio spirito critico che non si plagia cosi facilmente.

    Ribadisco che a me la proposta sembra buona.

  • non capisco buzzurro, questa proposta migliora gli standard legali dello stage e certifica che quegli standard vengano realmente rispettati, che male c’è….

  • A me Buzzurro mi lascia davvero perplesso. Prima di tutto, definire standard più restrittivi della normativa in piena libertà non è certo “violare la legge” e semmai si può parlare di “terrorismo psicologico” lo vedo nelle sue infauste parole.
    Poi mi rincresce davvero questa confusione tra “business” e “approffitamento”: un azione come quella della Repubblica degli stagisti mi sembra che costi sia in termine di denaro che di tempo. E’ ovviamente condannata a rimanere lettera morta se non si riesce a creare un sistema economico, ovvero un “business”, che consenta al sito e allo staff che lo cura di guadagnarci qualcosa. Non credo che Buzzurro abbia la sindrome del buon samaritano, ed è brutta l’abbitudine di considerare sporco quello che crea profitto, e non riuscire a riconoscerci qualcosa di buono e di utile.
    Infine, il Buzzurro non coglie l’elemento estremamente innovativo che io vedo nella Repubblica degli stagisti: la capacità di utilizzare il sistema economico stesso, ovvero valorizzare l’interesse aziendendale a migliorare le condizioni di lavoro senza passare da una costrizione legislativa. E’ una forma di lotta sociale moderna, innovativa, profondamente ancorata nel pensiero capitalista: una boccata di ossigeno in un paese dove tutto è legge, e lo stato centralizza tutto. Caro Buzzurro, non so chi sia lei, ne tanto meno quello che faccia, ma so’ invece che la Voltolina con il suo sito prova a cambiare le cose, e secondo me, ci riuscirà.

  • Concordo su tutto con Daniele Buzzurro. Ho fatto notare sulla pagina Facebook de “La Repubblica degli Stagisti” le mie perplessità riguardo la loro attività, circa il fatto che la loro casa editrice sembra inesistente e riguardo il fatto che il loro sito web non risponde alle norme di legge in materia di rintracciabilità. Non ho ancora ricevuto alcuna risposta. Non è neppure ben chiaro quali sono le procedure da parte delle aziende per ottenere il famoso bollino, che restano comunque, a quanto pare, “trattative riservate”. Mah! Strano che una casa editrice si mantenga in vita solo con questa testata giornalistica che non ospita neppure un rigo di pubblicità…

  • Mi accorgo solo oggi che la signora Graziella Carbone era venuta anche qui sul blog di Michel Martone a sollevare dubbi sulla serietà del lavoro della Repubblica degli Stagisti, e quindi copio e incollo anche qui la risposta che già le ho dato, due settimane fa, sul gruppo di Facebook.

    Ricordo solo a tutti i lettori di questo blog che la signora Carbone fa parte del Centro per gli studi umanistici “Gertrude Margaret Lowthian Bell” di Viterbo, che è stato oggetto nei giorni scorsi di una nostra inchiesta giornalistica per un utilizzo poco consueto della parola “stage” per definire corsi di formazione a pagamento svolti peraltro appoggiandosi a un museo pubblico di Roma.

    Per chi fosse interessato, gli articoli sono i seguenti: “Stage a pagamento: un lettore chiede «help» alla Repubblica degli Stagisti” (http://www.repubblicadeglistagisti.it/article/stage-a-pagamento-un-lettore-chiede-help-alla-repubblica-degli-stagisti) e “Lo “stage-seminario” si fa al museo, ma i partecipanti pagano il Centro” (http://www.repubblicadeglistagisti.it/article/lo-stage-seminario-si-fa-al-museo-ma-i-partecipanti-pagano-il-centro).

    Passiamo quindi ai chiarimenti rispetto all’attività della Repubblica degli Stagisti.

    Le aziende che aderiscono all’iniziativa del Bollino OK Stage innanzitutto devono sottoscrivere la Carta dei diritti dello stagista, impegnandosi formalmente a rispettarne tutti i criteri. Poi versano una quota di adesione annuale che apre la possibilità di pubblicare annunci sul sito e di utilizzare il marchio per rendere visibile la loro adesione a questa iniziativa.
    I lettori della Repubblica degli Stagisti possono visualizzare gli annunci solo di quelle aziende che si sono impegnate a sottostare ai punti della Carta.

    Questo utilizzo “virtuoso” della visibilità ci reca tra l’altro spesso anche un danno economico, visto che tante aziende non se la sentono di sottoscrivere i nostri criteri – in effetti molto restrittivi, perchè da noi formulati per garantire il più possibile i giovani.

    Questo sistema virtuoso, definito “welfare dal basso” dal professor Michel Martone – avvocato, docente universitario ordinario di Diritto del lavoro e padrone di casa di questo blog – prevede che il nostro sito dia visibilità a determinate aziende in cambio del rispetto, da parte di queste aziende, di un determinato comportamento nell’utilizzo dello strumento dello stage: una grande novità nel panorama del mercato del lavoro italiano.

    Poiché gestire un sito ha un costo, tantopiù se si tratta di una testata giornalistica che propone ogni settimana contenuti nuovi e originali, la scelta per noi era o di rendere il sito a pagamento per i giovani, o di far pagare gli annunci alle aziende: avendo le seconde mezzi economici maggiori, ci è sembrato più giusto così.

    Chiudo parlando della nostra casa editrice: la Ventidue Srl è la società che ho creato personalmente con fondi miei e di mio marito per editare il mio giornale, proprio per rimanere libera ed essere in grado di mandare avanti inchieste come quella che ha riguardato il Centro per il quale lavora la signora Gabriella Carbone.
    La Ventidue è registrata alla Camera di commercio di Milano, così come la Repubblica degli Stagisti è registrata come testata giornalistica online presso il Tribunale di Milano.

  • non sono la Graziella Carbone, mamma delle Sorpresine, sarà una persona che ha il mio stesso nome, grazie per la chiarezza.
    buona giornata
    graziella

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