Il corpo del Tiranno

Pensavamo che la guerra in Libia non fosse stata fatta per gli interessi economici francesi a scapito di quelli italiani, ma che fosse invece semplicemente una guerra che dovevamo fare in nome della libertà, della democrazia e dei diritti di tutti. In altri termini pensavamo che la rivoluzione Araba preludesse ad una nuova primavera democratica. Ed invece le torture sul corpo di Gheddafi ancora vivo e lo scempio che ne è stato fatto da morto, mostrano una primavera appassita dalla ferocia che assomiglia piuttosto all’inverno della ragione. Soprattutto se ci si ricorda che dai tempi dell’Iliade ad oggi, il rispetto del corpo dei morti è sempre servito a misurare il livello di civiltà delle culture.


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