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	<title>Commenti a: Il labirinto della precarietà</title>
	<link>http://www.michelmartone.org/il-labirinto-della-precarieta-52.html</link>
	<description>UNIVERSITA', LAVORO, RICAMBIO GENERAZIONALE</description>
	<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 19:37:12 +0000</pubDate>
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		<title>Di: a.c</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/il-labirinto-della-precarieta-52.html#comment-2571</link>
		<dc:creator>a.c</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Apr 2011 13:56:19 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.michelmartone.org/il-labirinto-della-precarieta-52.html#comment-2571</guid>
		<description>Caro Prof. Michel Martone,
Condivido con lei, ma vi chiedo "i precari vogliono lavorare?"perche comunque in Italia c'é lavoro, se non fossi adesso non c'erano tanti stranieri rumeni, albanesi ecc.
Il Prof. vuole construire un futuro piu produttore in tutto, e lo ammiro,nn so se qualcosa si può fare ormai.
non perdiamo la speranza.
Un saluto per il Prof Michel Martone e complimenti per l'articolo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Prof. Michel Martone,<br />
Condivido con lei, ma vi chiedo &#8220;i precari vogliono lavorare?&#8221;perche comunque in Italia c&#8217;é lavoro, se non fossi adesso non c&#8217;erano tanti stranieri rumeni, albanesi ecc.<br />
Il Prof. vuole construire un futuro piu produttore in tutto, e lo ammiro,nn so se qualcosa si può fare ormai.<br />
non perdiamo la speranza.<br />
Un saluto per il Prof Michel Martone e complimenti per l&#8217;articolo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: antonella</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/il-labirinto-della-precarieta-52.html#comment-1329</link>
		<dc:creator>antonella</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Nov 2008 23:56:24 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.michelmartone.org/il-labirinto-della-precarieta-52.html#comment-1329</guid>
		<description>A me, caro professore, viene in mente il lungo labirinto dei "brutti ma raccomandati","gli intoccabili", quelli che negli studi legali di gran prestigio della nostra eterna capitale, vanno per la maggiore: quelli non devono essere "bravi, meritevoli, e avere un buon curriculum", basta che bravo lo sia stato in passato il padre o la madre, per poter entrare nelle grazie dei "corruttibili" avvocati capitolini.
Io piuttosto che organizzare una crociata contro l'impero degli intoccabili, preferisco abbandonare il mio paese, la mia famiglia e i miei amici, cercando di evitare di incappare nel marciume che ormai contraddistingue il mio amato paese, studiare meglio altre 2 lingue e inseguire il mio sogno di fare l'avvocato altrove...
mi perdoni, professore, ma non posso essere d'accordo con Lei, purtroppo questo paese non si può cambiare....e proprio perchè non voglio rinunciare alle mie ambizioni che "emigro"....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A me, caro professore, viene in mente il lungo labirinto dei &#8220;brutti ma raccomandati&#8221;,&#8221;gli intoccabili&#8221;, quelli che negli studi legali di gran prestigio della nostra eterna capitale, vanno per la maggiore: quelli non devono essere &#8220;bravi, meritevoli, e avere un buon curriculum&#8221;, basta che bravo lo sia stato in passato il padre o la madre, per poter entrare nelle grazie dei &#8220;corruttibili&#8221; avvocati capitolini.<br />
Io piuttosto che organizzare una crociata contro l&#8217;impero degli intoccabili, preferisco abbandonare il mio paese, la mia famiglia e i miei amici, cercando di evitare di incappare nel marciume che ormai contraddistingue il mio amato paese, studiare meglio altre 2 lingue e inseguire il mio sogno di fare l&#8217;avvocato altrove&#8230;<br />
mi perdoni, professore, ma non posso essere d&#8217;accordo con Lei, purtroppo questo paese non si può cambiare&#8230;.e proprio perchè non voglio rinunciare alle mie ambizioni che &#8220;emigro&#8221;&#8230;.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Alessandro Nasini</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/il-labirinto-della-precarieta-52.html#comment-1327</link>
		<dc:creator>Alessandro Nasini</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Nov 2008 21:48:40 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.michelmartone.org/il-labirinto-della-precarieta-52.html#comment-1327</guid>
		<description>@flessibili e precari
Hai ragione, ho forzato i toni, forse con troppa enfasi. Vedo però che la mia valutazione di fondo la condividi e ne sono lieto. Aggiungerei che oltre che bravi e positivi bisogna essere seri ed onesti, sopratutto con se stessi, e riconoscere qualità e limiti.

Le opportunità ci sono anche ora (da ogni crisi si esce per un fatto fisiologico...) e ci sono un gran numero di imprenditori onesti che darebbero un braccio (e molti già danno un occhio...) per fare crescere le proprie aziende, intese come insieme di uomini e donne che lavorano per raggiungere un benessere che è il primo presupporsto di ogni stabilità.

La realtà italiana è fatta soprattutto di aziende di dimensioni minuscole dove dover rinunciare ad un collaboratore (nel senso che co-labora...) serio e preparato è un dramma, economico ed umano.

Specialmente nelle aziende di know-how, che oggi più che mai potrebbero rappresentare la speranza per il futuro, c'è da riprogettare il modello funzionale, addirittura giuridico. E c'è da farlo in fretta perchè le norme attuali, i modelli attuali non sono più rispondenti alla realta ed alle sfide di un'azienda seria.

Se una grande aziende (ma quante sono in Italia?) può concederselo, una di 5-10 persone (sono quasi il 70%) non può permettersi di perdere nessuno. Però il patto deve essere bidirezionale: io impresa, io imprenditore, mi impegno con te collaboratore ma l'impegno deve essere reciproco. Deve essere sottoscritto sulla base di poche regole chiare, magari con la garanzia di un soggetto terzo (esiste ancora lo Stato?) ma valere sino in fondo tanto quando il vento è in poppa che quando c'è bonaccia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@flessibili e precari<br />
Hai ragione, ho forzato i toni, forse con troppa enfasi. Vedo però che la mia valutazione di fondo la condividi e ne sono lieto. Aggiungerei che oltre che bravi e positivi bisogna essere seri ed onesti, sopratutto con se stessi, e riconoscere qualità e limiti.</p>
<p>Le opportunità ci sono anche ora (da ogni crisi si esce per un fatto fisiologico&#8230;) e ci sono un gran numero di imprenditori onesti che darebbero un braccio (e molti già danno un occhio&#8230;) per fare crescere le proprie aziende, intese come insieme di uomini e donne che lavorano per raggiungere un benessere che è il primo presupporsto di ogni stabilità.</p>
<p>La realtà italiana è fatta soprattutto di aziende di dimensioni minuscole dove dover rinunciare ad un collaboratore (nel senso che co-labora&#8230;) serio e preparato è un dramma, economico ed umano.</p>
<p>Specialmente nelle aziende di know-how, che oggi più che mai potrebbero rappresentare la speranza per il futuro, c&#8217;è da riprogettare il modello funzionale, addirittura giuridico. E c&#8217;è da farlo in fretta perchè le norme attuali, i modelli attuali non sono più rispondenti alla realta ed alle sfide di un&#8217;azienda seria.</p>
<p>Se una grande aziende (ma quante sono in Italia?) può concederselo, una di 5-10 persone (sono quasi il 70%) non può permettersi di perdere nessuno. Però il patto deve essere bidirezionale: io impresa, io imprenditore, mi impegno con te collaboratore ma l&#8217;impegno deve essere reciproco. Deve essere sottoscritto sulla base di poche regole chiare, magari con la garanzia di un soggetto terzo (esiste ancora lo Stato?) ma valere sino in fondo tanto quando il vento è in poppa che quando c&#8217;è bonaccia.</p>
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	<item>
		<title>Di: flessibili e precari</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/il-labirinto-della-precarieta-52.html#comment-1323</link>
		<dc:creator>flessibili e precari</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Nov 2008 20:31:21 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.michelmartone.org/il-labirinto-della-precarieta-52.html#comment-1323</guid>
		<description>@Elsa
Forse sei solo una persona che non ama davvero il suo paese, o che ha la forza (o la debolezza a seconda dei punti di vista) x scappare in un paese che ha diversi problemi, da molti punti di vista superiori all'Italia.
Sono scelte, non ne faremmo ne un dramma, ne un poema, e neppure un caso: siamo nel mondo globalizzato in fondo, queste cose sono la norma ... se fatte con un senso compiuto.

@MM
Non troviamo Elsa realista, forse la troviamo pratica, ma anche una persona che vive per l'oggi invece che programma per il domani in base a quello che dice.
Anche qui comunque sono sempre tutte opinioni, a partire dalla nostra ...

@Alessandro Nasini
Pienamente solidali con te. Unica cosa da dire: non è necessario essere "molto bravi", basta essere "bravi" e soprattutto positivi.
Basta passare la vita a lamentarsi e a segnalare quel che non va, che si inizi invece a creare cose nuove.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Elsa<br />
Forse sei solo una persona che non ama davvero il suo paese, o che ha la forza (o la debolezza a seconda dei punti di vista) x scappare in un paese che ha diversi problemi, da molti punti di vista superiori all&#8217;Italia.<br />
Sono scelte, non ne faremmo ne un dramma, ne un poema, e neppure un caso: siamo nel mondo globalizzato in fondo, queste cose sono la norma &#8230; se fatte con un senso compiuto.</p>
<p>@MM<br />
Non troviamo Elsa realista, forse la troviamo pratica, ma anche una persona che vive per l&#8217;oggi invece che programma per il domani in base a quello che dice.<br />
Anche qui comunque sono sempre tutte opinioni, a partire dalla nostra &#8230;</p>
<p>@Alessandro Nasini<br />
Pienamente solidali con te. Unica cosa da dire: non è necessario essere &#8220;molto bravi&#8221;, basta essere &#8220;bravi&#8221; e soprattutto positivi.<br />
Basta passare la vita a lamentarsi e a segnalare quel che non va, che si inizi invece a creare cose nuove.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Alessandro Nasini</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/il-labirinto-della-precarieta-52.html#comment-1321</link>
		<dc:creator>Alessandro Nasini</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Nov 2008 19:52:37 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.michelmartone.org/il-labirinto-della-precarieta-52.html#comment-1321</guid>
		<description>Capisco e partecipo, però non ci sto. Mi rifiuto di accettare l'idea che un giovane laureato (un buon laureato, visto il punteggio) non abbia avuto modo migliore di trascorrere i mesi dopo la laurea che stare a casa tra attese e televisione. Soprattutto nel 2000 e negli anni immediatamente successivi.

Lo dico senza cattiveria ma con doloroso senso della realtà, l'università non insegna a lavorare. L'ho sperimentato sulla mia pelle, lo devo constatare ancora oggi dopo vent'anni ad ogni colloquio che faccio nella disperata ricerca permanente di collaboratori per la mia azienda. Ricerca sempre più demoralizzante.

Oggi più che mai l'unica possibilità è essere bravi, maledettamente bravi. La laurea è volenti o nolenti il punto di partenza e non quello di arrivo. La laurea è certo fatica, anche economica, sudore e sangue... ma è solo l'inizio.

La situazione attuale è certo grave, gravissima, forse quasi disperata. Però almeno per chi è bravo, molto bravo, la speranza c'è.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Capisco e partecipo, però non ci sto. Mi rifiuto di accettare l&#8217;idea che un giovane laureato (un buon laureato, visto il punteggio) non abbia avuto modo migliore di trascorrere i mesi dopo la laurea che stare a casa tra attese e televisione. Soprattutto nel 2000 e negli anni immediatamente successivi.</p>
<p>Lo dico senza cattiveria ma con doloroso senso della realtà, l&#8217;università non insegna a lavorare. L&#8217;ho sperimentato sulla mia pelle, lo devo constatare ancora oggi dopo vent&#8217;anni ad ogni colloquio che faccio nella disperata ricerca permanente di collaboratori per la mia azienda. Ricerca sempre più demoralizzante.</p>
<p>Oggi più che mai l&#8217;unica possibilità è essere bravi, maledettamente bravi. La laurea è volenti o nolenti il punto di partenza e non quello di arrivo. La laurea è certo fatica, anche economica, sudore e sangue&#8230; ma è solo l&#8217;inizio.</p>
<p>La situazione attuale è certo grave, gravissima, forse quasi disperata. Però almeno per chi è bravo, molto bravo, la speranza c&#8217;è.</p>
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	<item>
		<title>Di: Anonimo</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/il-labirinto-della-precarieta-52.html#comment-1319</link>
		<dc:creator>Anonimo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Nov 2008 15:44:43 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.michelmartone.org/il-labirinto-della-precarieta-52.html#comment-1319</guid>
		<description>e perchè non un bel lavoretto in nero?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>e perchè non un bel lavoretto in nero?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: MM</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/il-labirinto-della-precarieta-52.html#comment-1317</link>
		<dc:creator>MM</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Nov 2008 14:42:02 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.michelmartone.org/il-labirinto-della-precarieta-52.html#comment-1317</guid>
		<description>no sei realista, hai ragione, ma non devi rinunciare, questo è il nostro paese, non dobbiamo emigrare ma cercare di cambiarlo...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>no sei realista, hai ragione, ma non devi rinunciare, questo è il nostro paese, non dobbiamo emigrare ma cercare di cambiarlo&#8230;</p>
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	<item>
		<title>Di: Elsa</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/il-labirinto-della-precarieta-52.html#comment-1316</link>
		<dc:creator>Elsa</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Nov 2008 13:41:25 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.michelmartone.org/il-labirinto-della-precarieta-52.html#comment-1316</guid>
		<description>ciao a tutti...

Vi dico che ho vissuto e sto vivendo gli stessi steps della storia che ci viene proposta dal Prof.

Laureata, ottimo tempismo e voto non male, 2 stage in alte aziende, e poi l'assunzione..la brutta sensazione di angoscia che ti assale al mattino la voglia di avere di più la certezza di meritare di più e poter fare molto di più per la produttività e per l'innovazione..e poi basta con l'Italia....ora l'Inghilterra...dove non devi essere figlio di nessuno e amico di nessuno. E' bastato un semplice CV e una lettera di motivazione.
Non so voi ma io inizio a stancarmi si essere italiana, se essere italiana vuol dire fare parte di una società dei mediocri. Politica dei mediocri, investimenti mediocri, ricerca mediocre, amministratori mediocri...
Forse sono troppo cattiva e pessimista o forse solo realista.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ciao a tutti&#8230;</p>
<p>Vi dico che ho vissuto e sto vivendo gli stessi steps della storia che ci viene proposta dal Prof.</p>
<p>Laureata, ottimo tempismo e voto non male, 2 stage in alte aziende, e poi l&#8217;assunzione..la brutta sensazione di angoscia che ti assale al mattino la voglia di avere di più la certezza di meritare di più e poter fare molto di più per la produttività e per l&#8217;innovazione..e poi basta con l&#8217;Italia&#8230;.ora l&#8217;Inghilterra&#8230;dove non devi essere figlio di nessuno e amico di nessuno. E&#8217; bastato un semplice CV e una lettera di motivazione.<br />
Non so voi ma io inizio a stancarmi si essere italiana, se essere italiana vuol dire fare parte di una società dei mediocri. Politica dei mediocri, investimenti mediocri, ricerca mediocre, amministratori mediocri&#8230;<br />
Forse sono troppo cattiva e pessimista o forse solo realista.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Lavoro e posto fisso</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/il-labirinto-della-precarieta-52.html#comment-1315</link>
		<dc:creator>Lavoro e posto fisso</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Nov 2008 13:19:42 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.michelmartone.org/il-labirinto-della-precarieta-52.html#comment-1315</guid>
		<description>E' prettamente una questione culturale e di tradizionaismo radicato.

Robert Cialdini parla di riprova sociale, ed è esattamente quello che avviene a coloro che come mandrie puntano una scrivania mal retribuita in un'azienda, di un ente o ministero qual si voglia...purhcè ci si senta fieri di aver rubato uno stipendio barattandolo con la soddisfazione di dire "Sono veramente in gamaba!".

Alessandro</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; prettamente una questione culturale e di tradizionaismo radicato.</p>
<p>Robert Cialdini parla di riprova sociale, ed è esattamente quello che avviene a coloro che come mandrie puntano una scrivania mal retribuita in un&#8217;azienda, di un ente o ministero qual si voglia&#8230;purhcè ci si senta fieri di aver rubato uno stipendio barattandolo con la soddisfazione di dire &#8220;Sono veramente in gamaba!&#8221;.</p>
<p>Alessandro</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giovine</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/il-labirinto-della-precarieta-52.html#comment-1313</link>
		<dc:creator>Giovine</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Nov 2008 10:42:58 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.michelmartone.org/il-labirinto-della-precarieta-52.html#comment-1313</guid>
		<description>Quello della precarietà è un labirinto purtroppo dal quale è difficile uscire, bisogna solo essere fortunati forse.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quello della precarietà è un labirinto purtroppo dal quale è difficile uscire, bisogna solo essere fortunati forse.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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