i regimi totalitari hanno sempre tentato di rendere pubblico anche il privato, noi ci siamo riusciti, come dimostra il dibattito politico di questi giorni, dai candidati alle europee, alle vicende sentimentali del premier…… per saperne di più www.dillinger.it ….
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Alla ricerca del cambiamento
Dopo quindici anni di impoverimento collettivo, cinque di crescita zero e due di paralisi istituzionale, l'Italia è giunta al capolinea.Qui potete trovare le mie riflessioni sulla crisi di questo paese bloccato, il labirinto della precarietà, le difficoltà degli outsider, la prepotenza dei veto player, il debito pubblico, la scomparsa del bene comune e altre questioni che compromettono il nostro futuro.
Materiali alternativi, contenuti multimediali e altri spunti alla ricerca del cambiamento.
Chiunque è benvenuto per portare idee e stimolare la riflessione!
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“… innanzitutto capiamo che la sfera pubblica è giunta fino ad oggi conservando dalla nascita un grave difetto d’impostazione: l’assegnazione a vita dei pubblici suoi ruoli; ciò genera una casta di statali i quali, solo loro, posseggono di fatto un bene comune (non a caso lo gestiscono proprio come fosse loro) costituito da una ricca moltitudine di incarichi, poteri e redditi, venendo così immediatamente infranto lo stesso principio di base della proprietà pubblica.
- capiamo poi che la visione assolutistica tanto del comunismo quanto del capitalismo è sbagliata, il pubblico ed il privato, ed i loro corrispondenti teorici: il comunismo ed il capitalismo, non solo potendo ma proprio dovendo convivere in parti equilibrate in modo da garantire altrettanto equilibrio tra società ed individuo, in modo che la prima abbia a svolgere bene le sue funzioni senza schiacciare le persone ed in modo che queste siano libere di esprimersi, felicemente rinsaldando ancor più la società.
- capiamo pure che il capitalismo è cresciuto troppo ed ha invaso quasi l’intero mondo economico essenzialmente per due motivi: perché il comunismo teorico che dall’altra parte si voleva realizzare era sia sgradevole (a dir poco) che poco funzionale e perché la sfera pubblica (che avrebbe invece potuto realizzare efficacemente l’aspetto migliore dell’ideale comunista) aveva ed ha ancor oggi un brutto difetto di impostazione che ne decreta il fallimento e spinge senza indugio alla privatizzazione.
- capiamo infine che per far addivenire la società (sarebbe la prima volta nella sua storia!) ad una situazione tanto felice quanto stabilmente tale occorre introdurre l’assegnazione a rotazione dei pubblici ruoli, al fine di realizzare una vera Res Publica, e contemporaneamente ricondurre un numero di attività attualmente comprese nella sfera privata all’interno della sfera pubblica, fino allo stabilirsi di un equilibrio quantitativo tra le due parti …”
continua su http://www.hyperlinker.com/ars/comunismo.htm