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	<title>Commenti a: &#8220;il privato è pubblico&#8221;</title>
	<link>http://www.michelmartone.org/il-privato-e-pubblico-378.html</link>
	<description>UNIVERSITA', LAVORO, RICAMBIO GENERAZIONALE</description>
	<pubDate>Sat, 31 Jul 2010 14:22:50 +0000</pubDate>
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		<title>Di: danilo d'antonio</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/il-privato-e-pubblico-378.html#comment-1697</link>
		<dc:creator>danilo d'antonio</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Oct 2009 12:15:47 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.michelmartone.org/il-privato-e-pubblico-378.html#comment-1697</guid>
		<description>"... innanzitutto capiamo che la sfera pubblica è giunta fino ad oggi conservando dalla nascita un grave difetto d'impostazione: l'assegnazione a vita dei pubblici suoi ruoli; ciò genera una casta di statali i quali, solo loro, posseggono di fatto un bene comune (non a caso lo gestiscono proprio come fosse loro) costituito da una ricca moltitudine di incarichi, poteri e redditi, venendo così immediatamente infranto lo stesso principio di base della proprietà pubblica.

- capiamo poi che la visione assolutistica tanto del comunismo quanto del capitalismo è sbagliata, il pubblico ed il privato, ed i loro corrispondenti teorici: il comunismo ed il capitalismo, non solo potendo ma proprio dovendo convivere in parti equilibrate in modo da garantire altrettanto equilibrio tra società ed individuo, in modo che la prima abbia a svolgere bene le sue funzioni senza schiacciare le persone ed in modo che queste siano libere di esprimersi, felicemente rinsaldando ancor più la società.

- capiamo pure che il capitalismo è cresciuto troppo ed ha invaso quasi l'intero mondo economico essenzialmente per due motivi: perché il comunismo teorico che dall'altra parte si voleva realizzare era sia sgradevole (a dir poco) che poco funzionale e perché la sfera pubblica (che avrebbe invece potuto realizzare efficacemente l'aspetto migliore dell'ideale comunista) aveva ed ha ancor oggi un brutto difetto di impostazione che ne decreta il fallimento e spinge senza indugio alla privatizzazione.

- capiamo infine che per far addivenire la società (sarebbe la prima volta nella sua storia!) ad una situazione tanto felice quanto stabilmente tale occorre introdurre l'assegnazione a rotazione dei pubblici ruoli, al fine di realizzare una vera Res Publica, e contemporaneamente ricondurre un numero di attività attualmente comprese nella sfera privata all'interno della sfera pubblica, fino allo stabilirsi di un equilibrio quantitativo tra le due parti ..."


continua su http://www.hyperlinker.com/ars/comunismo.htm</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;&#8230; innanzitutto capiamo che la sfera pubblica è giunta fino ad oggi conservando dalla nascita un grave difetto d&#8217;impostazione: l&#8217;assegnazione a vita dei pubblici suoi ruoli; ciò genera una casta di statali i quali, solo loro, posseggono di fatto un bene comune (non a caso lo gestiscono proprio come fosse loro) costituito da una ricca moltitudine di incarichi, poteri e redditi, venendo così immediatamente infranto lo stesso principio di base della proprietà pubblica.</p>
<p>- capiamo poi che la visione assolutistica tanto del comunismo quanto del capitalismo è sbagliata, il pubblico ed il privato, ed i loro corrispondenti teorici: il comunismo ed il capitalismo, non solo potendo ma proprio dovendo convivere in parti equilibrate in modo da garantire altrettanto equilibrio tra società ed individuo, in modo che la prima abbia a svolgere bene le sue funzioni senza schiacciare le persone ed in modo che queste siano libere di esprimersi, felicemente rinsaldando ancor più la società.</p>
<p>- capiamo pure che il capitalismo è cresciuto troppo ed ha invaso quasi l&#8217;intero mondo economico essenzialmente per due motivi: perché il comunismo teorico che dall&#8217;altra parte si voleva realizzare era sia sgradevole (a dir poco) che poco funzionale e perché la sfera pubblica (che avrebbe invece potuto realizzare efficacemente l&#8217;aspetto migliore dell&#8217;ideale comunista) aveva ed ha ancor oggi un brutto difetto di impostazione che ne decreta il fallimento e spinge senza indugio alla privatizzazione.</p>
<p>- capiamo infine che per far addivenire la società (sarebbe la prima volta nella sua storia!) ad una situazione tanto felice quanto stabilmente tale occorre introdurre l&#8217;assegnazione a rotazione dei pubblici ruoli, al fine di realizzare una vera Res Publica, e contemporaneamente ricondurre un numero di attività attualmente comprese nella sfera privata all&#8217;interno della sfera pubblica, fino allo stabilirsi di un equilibrio quantitativo tra le due parti &#8230;&#8221;</p>
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