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	<title>Commenti a: Super Mario nel paese dei veto player</title>
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	<description>UNIVERSITA', LAVORO, RICAMBIO GENERAZIONALE</description>
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		<title>Di: AvvocatoManiscalco</title>
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		<dc:creator>AvvocatoManiscalco</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 20:07:12 +0000</pubDate>
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		<description>Per essere il blog un&#039;occasione di approfondimento, trovo  superficiale l&#039;approccio alla questione del dissenso altrui alle proprie idee. Vorrei ricordarle che l&#039;idea di un &quot;veto player&quot; è errata perchè impropria in un contesto di non cooperative game. Ha senso parlare di veto player solo ed esclusivamente nei cooperative games, quando cioè si gioca per fare squadra o secedere da una squadra. Quando invece si gioca &quot;contro&quot; qualcuno si può parlare di strategie miste, simmetriche, reiterate, simultanee, o di giochi a non zero sum ma davvero mai di veto player. Soprattutto mi pare errato confondere una strategia con un gioco (game). Io sono con il Governo Monti perchè lui conosce bene le differenze tra un gioco cooperativo o non cooperativo ed una strategia cooperativa o non cooperativa. Se vuole ne parliamo meglio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per essere il blog un&#8217;occasione di approfondimento, trovo  superficiale l&#8217;approccio alla questione del dissenso altrui alle proprie idee. Vorrei ricordarle che l&#8217;idea di un &#8220;veto player&#8221; è errata perchè impropria in un contesto di non cooperative game. Ha senso parlare di veto player solo ed esclusivamente nei cooperative games, quando cioè si gioca per fare squadra o secedere da una squadra. Quando invece si gioca &#8220;contro&#8221; qualcuno si può parlare di strategie miste, simmetriche, reiterate, simultanee, o di giochi a non zero sum ma davvero mai di veto player. Soprattutto mi pare errato confondere una strategia con un gioco (game). Io sono con il Governo Monti perchè lui conosce bene le differenze tra un gioco cooperativo o non cooperativo ed una strategia cooperativa o non cooperativa. Se vuole ne parliamo meglio.</p>
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		<title>Di: maria rita ugatti</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/il-professore-nel-paese-dei-veto-player-706.html#comment-3786</link>
		<dc:creator>maria rita ugatti</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 09:25:31 +0000</pubDate>
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		<description>Dopo le uscite dell&#039;altro ieri, che lui ha spiegato (ricordate Berlusconi), dopo aver letto i dubbi dei proff. nel dargli l&#039;idoneità a ordinario, mi chiedo perché Monti abbia scelto uno così.... Ma perché prof Monti tutti quegli inciampi: un figlio di papà, un emulo di Scajola ecc.? Possibile non ci fosse persona onesta e competente?
Osservazione a chi ha scritto. Scrivete in italiano, se possibile corretto e senza paroloni che ubriacano soprattutto coloro che sanno usare le mani, osannati dal caro bamboccione Martone,grafomane per sua definizione. Puoi scrivere meno ed essere più umile e realista (quello che hai non è solo merito tuo!!)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo le uscite dell&#8217;altro ieri, che lui ha spiegato (ricordate Berlusconi), dopo aver letto i dubbi dei proff. nel dargli l&#8217;idoneità a ordinario, mi chiedo perché Monti abbia scelto uno così&#8230;. Ma perché prof Monti tutti quegli inciampi: un figlio di papà, un emulo di Scajola ecc.? Possibile non ci fosse persona onesta e competente?<br />
Osservazione a chi ha scritto. Scrivete in italiano, se possibile corretto e senza paroloni che ubriacano soprattutto coloro che sanno usare le mani, osannati dal caro bamboccione Martone,grafomane per sua definizione. Puoi scrivere meno ed essere più umile e realista (quello che hai non è solo merito tuo!!)</p>
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		<title>Di: leonardo bernardi</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/il-professore-nel-paese-dei-veto-player-706.html#comment-2929</link>
		<dc:creator>leonardo bernardi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 12:48:46 +0000</pubDate>
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		<description>Vedo che tra le tante risposte alla sua domanda, non c&#039;è ne è una sintetica, cercherò di esporla io: la gente si è stufata di fare &quot;immediatamente&quot; i sacrifici richiesti (pensioni, orario di lavoro, ecc..) e &quot;immediatamente&quot; si lamenta (prima ancora, secondo lei, di aver sentito la campana del governo proponente, come se le indiscrezioni dei giornali non esistessero..) perchè i SUPPOSTI benefici, finora, sono sempre rimasti nell&#039;ipotetico futuro. Quindi, se voi proprio non volevate scatenare quello che è successo, potevate associare all&#039;emanazione di tagli e tasse, un IMMEDIATO sblocco di risorse, per dire, per l&#039;Università pubblica. Pescavate 500 milioni di euro da qualche spesa inutile che Lei sicuramente già conosce e la giravate subito a favore della Pubblica utilità. Non avrebbe risolto niente, ma magari avrebbe segnato un momento di discontinuità proprio con quel modo di fare passato che lei accusa tenere gli altri ma che non vede in casa propria.
Saluti
Leonardo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vedo che tra le tante risposte alla sua domanda, non c&#8217;è ne è una sintetica, cercherò di esporla io: la gente si è stufata di fare &#8220;immediatamente&#8221; i sacrifici richiesti (pensioni, orario di lavoro, ecc..) e &#8220;immediatamente&#8221; si lamenta (prima ancora, secondo lei, di aver sentito la campana del governo proponente, come se le indiscrezioni dei giornali non esistessero..) perchè i SUPPOSTI benefici, finora, sono sempre rimasti nell&#8217;ipotetico futuro. Quindi, se voi proprio non volevate scatenare quello che è successo, potevate associare all&#8217;emanazione di tagli e tasse, un IMMEDIATO sblocco di risorse, per dire, per l&#8217;Università pubblica. Pescavate 500 milioni di euro da qualche spesa inutile che Lei sicuramente già conosce e la giravate subito a favore della Pubblica utilità. Non avrebbe risolto niente, ma magari avrebbe segnato un momento di discontinuità proprio con quel modo di fare passato che lei accusa tenere gli altri ma che non vede in casa propria.<br />
Saluti<br />
Leonardo</p>
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		<title>Di: MM</title>
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		<dc:creator>MM</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 15:53:08 +0000</pubDate>
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		<description>Renato mi creda, ci penso ogni giorno. Anche per il futuro di suo figlio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Renato mi creda, ci penso ogni giorno. Anche per il futuro di suo figlio.</p>
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		<title>Di: Severine</title>
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		<dc:creator>Severine</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 17:47:58 +0000</pubDate>
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		<description>Ci sono ancora online, peccato non poter fare un puzzle delle sue performance professionali. Non ho più l&#039;accesso allla piattaforma.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono ancora online, peccato non poter fare un puzzle delle sue performance professionali. Non ho più l&#8217;accesso allla piattaforma.</p>
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		<title>Di: Severine</title>
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		<dc:creator>Severine</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 17:45:38 +0000</pubDate>
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		<description>Io l&#039;ho &quot;conosciuto&quot; come docente di Diritto del Lavoro presso l&#039;Università Telematica Unitelma ora La Sapienza, Facoltà di Giurisprudenza, Master in Management e organizzazione delle P.Sanitarie. (Roma): ero senza parole quando guardavo le sue lezioni in video, tra rutti, sbadigli, grattate, singhiozzo ho pensato fosse un cafone. Ora me lo ritrovo in veste di Viceministro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io l&#8217;ho &#8220;conosciuto&#8221; come docente di Diritto del Lavoro presso l&#8217;Università Telematica Unitelma ora La Sapienza, Facoltà di Giurisprudenza, Master in Management e organizzazione delle P.Sanitarie. (Roma): ero senza parole quando guardavo le sue lezioni in video, tra rutti, sbadigli, grattate, singhiozzo ho pensato fosse un cafone. Ora me lo ritrovo in veste di Viceministro.</p>
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		<title>Di: damiano</title>
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		<dc:creator>damiano</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 17:57:20 +0000</pubDate>
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		<description>un uomo che parla tanto ma che non sa fare nulla. uno che dà certamente una buona impressione ma solo perchè è esclusivamente attento all&#039;apparenza... vedremo che saprà fare. auguriamoci che io stia sbagliando.

saluti Martò</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>un uomo che parla tanto ma che non sa fare nulla. uno che dà certamente una buona impressione ma solo perchè è esclusivamente attento all&#8217;apparenza&#8230; vedremo che saprà fare. auguriamoci che io stia sbagliando.</p>
<p>saluti Martò</p>
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		<title>Di: damiano</title>
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		<dc:creator>damiano</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 17:48:54 +0000</pubDate>
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		<description>un uomo che parla tanto ma che non sa fare nulla. uno che dà certmente una buona impressione ma solo perchè è esclusivamente attento all&#039;apparenza... vedremo che saprà fare. auguriamoci che stia sbagliando.

saluti Martò</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>un uomo che parla tanto ma che non sa fare nulla. uno che dà certmente una buona impressione ma solo perchè è esclusivamente attento all&#8217;apparenza&#8230; vedremo che saprà fare. auguriamoci che stia sbagliando.</p>
<p>saluti Martò</p>
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		<title>Di: antonio</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/il-professore-nel-paese-dei-veto-player-706.html#comment-2881</link>
		<dc:creator>antonio</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Dec 2011 10:25:49 +0000</pubDate>
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		<description>Giovani, Prof. Martone, se avrete il tempo di leggere questa mia riflessione..ho vissuto gli ultimi 20 anni quale dipendente, a contatto con lavoratori, datori di lavoro, imprenditori, associazioni di imprese, sindacati, ho vissuto le prime significative modifiche al mercato del lavoro che sono state apportate in primis dalla legge Treu con successive integrazioni e variazioni fino ad oggi. Mi sono occupato di amministrazione del personale e di gestione delle risorse umane. Nell&#039; enunciare cosa ho visto fino ad oggi, spero di fornire qualche spunto di riflessione su cosa e dove poter intervenire. Imprenditori improvvisati, imprenitori figli di un cambio generazionale che ha generato imprenditori con il solo interesse a vivere di rendita, tesi a mantenere, a conservare il loro patrimonio ma a non fare impresa. Ad un progressivo decadimento e scadenza del tessuto imprenditoriale ha fatto leva un insorgere, una molteplicità di forme di lavoro precario con abusi di contratti a termine, interinale e somministrazione senza sostanziali paletti e garanzie se non quelli di impoverire il rapporto di lavoro, di privilegiare il minor costo e la maggior flessibilità, rapporti di stage, di collaborazione, non finalizzati a dare un apporto qualificato e duraturo almno nel medio termine o nel tempo a contratti stabili, per certi tipi di lavoro fondamentali per dare un vero e sostanziale contributo all&#039;azienda. In cntrapposizione, rapporti di lavoro consolidati in certi ruoli che consentono gli stessi con una sorta di ricatto nei confronti di alcuni scadenti imprenditori che consentiranno a questi lavoratori di raggiungere la pensione, percepire la pensione , di proporre un nuovo contratto di lavoro che vien percepito oltre alla pensione ( sono stati aboliti deterrenti in questo senso ) che opprime il cambio generazionale nei lavoratori dando nuove possibilità di lavoro ai giovani. Non parliamo di chi al nuovo contrato di lavoro dopo la pensione propone altre forme di collaborazione se non l&#039;illegalità ma voglio soffermarmi sul cosidetto &quot;legale consentito&quot; che consente &quot;escamotage legali&quot;. Si introduce la possibilità dei contratti cosiddetti di 2° livello per sdoganare i cosidetti contratti collettivi nazionali di lavoro senza verificare o dare strumenti affinchè si realizzino davvero ma spesso falsi amministrativi e di bilancio, escamotage procedurali, intervento di troppe parti, danno svariate possibilità di eluderli o di instaurarli solo dopo lungaggini interminabili e difficoltà procedurali. Nel frattempo, mentre le nostre imprese perdono terreno e competitività per un&#039;altra sommatoria di eventi ( cambi generazionali di imprenditori, paesi emergenti, poca credibilità direzionale e politica governativa, evasione ed illegalità ) i lavoratori perdono, oltre al rapporto di lavoro &quot;vero&quot; anche il potere d&#039;acquisto con l&#039;eliminazione della indennitò di contingenza che agganciava i salari all&#039;istat senza il promesso decollo, dei famosi contratti di 2° livello a cui fa braccetto lo scadimento dei contratti nazionali di lavoro ( a cui si aggiunge la perdita di potere d&#039;acquisto generato dall&#039;euro). Nel frattempo i sindacati, altro apparato politico e che spesso fanno la voce grossa, poi finiscono a pranzo con gli imprenditori per accordi di discutibile apporto al mercato del lavoro, inefficenti ed inefficaci, senza produzione di risultati in termini di incremento di vantaggi per le imprese e per i lavoratori, vivacchiano. Nel contesto, resiste una parte del sindacato che difende diritti indifendibili di lavoratori svogliati ed incapaci, ove il merito dei lavoratori preparati e professionalmente capaci viene ignorato senza dare onore al merito, anche se la valorizzazione della risorsa è ancora un grosso limite per l&#039;imprenditore stesso, sopratutto di quelli dei famosi cambi generazionali. Per concludere, la crisi mondiale, chi la chiama del debito, chi dei valori anche sociali, chi entrambe le cose, cosa è accaduto e stà accadendo per il mercato del lavoro e l&#039;impresa: le imprese ancora solidamente nel mercato con imprenditori capaci non vedono crisi ma un&#039;opportunità di rinnovamento e di crescita, di sviluppo sia per impresa e lavoratori. Altre imprese che fanno già una discutibile attività di impresa da tempo, in particolare negli ultimi dieci anni, approfittano della crisi globale che non fa altro che scoperchiare la pentola che già bolliva da tempo, appellandosi alla crisi senza ammettere le proprie incapacità, stanno completamente riducendo e distruggendo le aziende impoverendo nuovamente il rapporto di lavoro e il mercato del lavoro ricacciando nel mercato una marea di nuovi disoccupati..prima epurando tutte le forme di lavoro più deboli e meno tutelate, molti espulsi non per non comprovate ragioni rilevanti ma ricollegandone l&#039;esubero alla crisi..senza che nessuno..dico nessuno.. perchè i sindacati fanno presenza e banchetto di quote sindacali per le conciliazioni e accordi di mobilità in uscita.. alcuni dico forse verranno tutelati dai giudici..ma non prima di cinque/dieci anni..e produrranno un giudizio che non compenserà nè lavoratori nè società tutta, mentre giovani e maturi si ritroveranno a spasso, gente anche brava ed ancora utile all&#039;azienda espulsa per meri conteggi che in termini di costi valgono poche migliaia di euro che non verranno mai verificati e diventare disoccupati in questo periodo, ad aggiungersi a quelli espulsi dopo già due anni di crisi dalle aziende di milioni di lavoratori. Il problema tocca giovani e maturi, anche a coloro che hanno investito ormai tutta la loro vità in un azienda e che viene espulso da un azienda senza che nessuno abbia potuto verificare e tutelare la professionalità e la competenza, di verificare nel merito se effetivamente vi era un convenienza che giustificava il mero calcolo economico di un datore di lavoro ed il costo per la società nei prossimi anni. CHIEDO UNA TUTELA AI GIOVANI PER UN CAMBIO GENERAZIONALE A DISPETTO DEI PENSIONATI CH LAVORANO E UNA TUTELA Ai LAVORATORI CON UNA CERTA ANZIANITà AZIENDALE, 50 ENNI ESPULSI DAL MERCATO DEL LAVORO IN UN MOMENTO CHE NON LI FAVORISCE Nè PER LA PENSIONE Nè A CAUSA DEI GIUSTI ED AUSPICATI INTERVENTI A FAVORE DEI I GIOVANI E DELLE DONNE. I MIEI MIGLIORI AUGURI E SOLIDARIETà A TUTTI.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Giovani, Prof. Martone, se avrete il tempo di leggere questa mia riflessione..ho vissuto gli ultimi 20 anni quale dipendente, a contatto con lavoratori, datori di lavoro, imprenditori, associazioni di imprese, sindacati, ho vissuto le prime significative modifiche al mercato del lavoro che sono state apportate in primis dalla legge Treu con successive integrazioni e variazioni fino ad oggi. Mi sono occupato di amministrazione del personale e di gestione delle risorse umane. Nell&#8217; enunciare cosa ho visto fino ad oggi, spero di fornire qualche spunto di riflessione su cosa e dove poter intervenire. Imprenditori improvvisati, imprenitori figli di un cambio generazionale che ha generato imprenditori con il solo interesse a vivere di rendita, tesi a mantenere, a conservare il loro patrimonio ma a non fare impresa. Ad un progressivo decadimento e scadenza del tessuto imprenditoriale ha fatto leva un insorgere, una molteplicità di forme di lavoro precario con abusi di contratti a termine, interinale e somministrazione senza sostanziali paletti e garanzie se non quelli di impoverire il rapporto di lavoro, di privilegiare il minor costo e la maggior flessibilità, rapporti di stage, di collaborazione, non finalizzati a dare un apporto qualificato e duraturo almno nel medio termine o nel tempo a contratti stabili, per certi tipi di lavoro fondamentali per dare un vero e sostanziale contributo all&#8217;azienda. In cntrapposizione, rapporti di lavoro consolidati in certi ruoli che consentono gli stessi con una sorta di ricatto nei confronti di alcuni scadenti imprenditori che consentiranno a questi lavoratori di raggiungere la pensione, percepire la pensione , di proporre un nuovo contratto di lavoro che vien percepito oltre alla pensione ( sono stati aboliti deterrenti in questo senso ) che opprime il cambio generazionale nei lavoratori dando nuove possibilità di lavoro ai giovani. Non parliamo di chi al nuovo contrato di lavoro dopo la pensione propone altre forme di collaborazione se non l&#8217;illegalità ma voglio soffermarmi sul cosidetto &#8220;legale consentito&#8221; che consente &#8220;escamotage legali&#8221;. Si introduce la possibilità dei contratti cosiddetti di 2° livello per sdoganare i cosidetti contratti collettivi nazionali di lavoro senza verificare o dare strumenti affinchè si realizzino davvero ma spesso falsi amministrativi e di bilancio, escamotage procedurali, intervento di troppe parti, danno svariate possibilità di eluderli o di instaurarli solo dopo lungaggini interminabili e difficoltà procedurali. Nel frattempo, mentre le nostre imprese perdono terreno e competitività per un&#8217;altra sommatoria di eventi ( cambi generazionali di imprenditori, paesi emergenti, poca credibilità direzionale e politica governativa, evasione ed illegalità ) i lavoratori perdono, oltre al rapporto di lavoro &#8220;vero&#8221; anche il potere d&#8217;acquisto con l&#8217;eliminazione della indennitò di contingenza che agganciava i salari all&#8217;istat senza il promesso decollo, dei famosi contratti di 2° livello a cui fa braccetto lo scadimento dei contratti nazionali di lavoro ( a cui si aggiunge la perdita di potere d&#8217;acquisto generato dall&#8217;euro). Nel frattempo i sindacati, altro apparato politico e che spesso fanno la voce grossa, poi finiscono a pranzo con gli imprenditori per accordi di discutibile apporto al mercato del lavoro, inefficenti ed inefficaci, senza produzione di risultati in termini di incremento di vantaggi per le imprese e per i lavoratori, vivacchiano. Nel contesto, resiste una parte del sindacato che difende diritti indifendibili di lavoratori svogliati ed incapaci, ove il merito dei lavoratori preparati e professionalmente capaci viene ignorato senza dare onore al merito, anche se la valorizzazione della risorsa è ancora un grosso limite per l&#8217;imprenditore stesso, sopratutto di quelli dei famosi cambi generazionali. Per concludere, la crisi mondiale, chi la chiama del debito, chi dei valori anche sociali, chi entrambe le cose, cosa è accaduto e stà accadendo per il mercato del lavoro e l&#8217;impresa: le imprese ancora solidamente nel mercato con imprenditori capaci non vedono crisi ma un&#8217;opportunità di rinnovamento e di crescita, di sviluppo sia per impresa e lavoratori. Altre imprese che fanno già una discutibile attività di impresa da tempo, in particolare negli ultimi dieci anni, approfittano della crisi globale che non fa altro che scoperchiare la pentola che già bolliva da tempo, appellandosi alla crisi senza ammettere le proprie incapacità, stanno completamente riducendo e distruggendo le aziende impoverendo nuovamente il rapporto di lavoro e il mercato del lavoro ricacciando nel mercato una marea di nuovi disoccupati..prima epurando tutte le forme di lavoro più deboli e meno tutelate, molti espulsi non per non comprovate ragioni rilevanti ma ricollegandone l&#8217;esubero alla crisi..senza che nessuno..dico nessuno.. perchè i sindacati fanno presenza e banchetto di quote sindacali per le conciliazioni e accordi di mobilità in uscita.. alcuni dico forse verranno tutelati dai giudici..ma non prima di cinque/dieci anni..e produrranno un giudizio che non compenserà nè lavoratori nè società tutta, mentre giovani e maturi si ritroveranno a spasso, gente anche brava ed ancora utile all&#8217;azienda espulsa per meri conteggi che in termini di costi valgono poche migliaia di euro che non verranno mai verificati e diventare disoccupati in questo periodo, ad aggiungersi a quelli espulsi dopo già due anni di crisi dalle aziende di milioni di lavoratori. Il problema tocca giovani e maturi, anche a coloro che hanno investito ormai tutta la loro vità in un azienda e che viene espulso da un azienda senza che nessuno abbia potuto verificare e tutelare la professionalità e la competenza, di verificare nel merito se effetivamente vi era un convenienza che giustificava il mero calcolo economico di un datore di lavoro ed il costo per la società nei prossimi anni. CHIEDO UNA TUTELA AI GIOVANI PER UN CAMBIO GENERAZIONALE A DISPETTO DEI PENSIONATI CH LAVORANO E UNA TUTELA Ai LAVORATORI CON UNA CERTA ANZIANITà AZIENDALE, 50 ENNI ESPULSI DAL MERCATO DEL LAVORO IN UN MOMENTO CHE NON LI FAVORISCE Nè PER LA PENSIONE Nè A CAUSA DEI GIUSTI ED AUSPICATI INTERVENTI A FAVORE DEI I GIOVANI E DELLE DONNE. I MIEI MIGLIORI AUGURI E SOLIDARIETà A TUTTI.</p>
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	<item>
		<title>Di: Alberto</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/il-professore-nel-paese-dei-veto-player-706.html#comment-2874</link>
		<dc:creator>Alberto</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 13:00:17 +0000</pubDate>
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		<description>Non mi sono per nulla annoiato. Dunque:
1) Aldilà degli slogan, dei luoghi comuni e delle lezioni di Martone, il bilancio previdenziale è sostanzialmente in pareggio nonostante sulla previdenza italiana gravi il pesa dell&#039;assistenza che in altri paesi, dove spesso funziona anche meglio, è a carico della fiscalità generale, cioè di chi paga le tasse, anche perchè chi paga le tasse non sono solo i fessi, ma tutti i cittadini. Quindi rispetto a deficit e debito pubblico non sono le pensioni il problema. Il problema è semmai inverso dal punto di vista dell&#039;equità intergenerazionale, da un punto di vista strettamente previdenziale, si intende: chi pagherà le pensioni tra 20 anni se i giovani, sempre meno, non lavorano o lavorano in nero o con contratti che prevedono una contribuzione ridotta o se ne vanno all&#039;estero? 
2) Ci sarebbero altre strade che assecondano la globalizzazione: la competitività italiana potrebbe seguire una &quot;high road&quot; investendo in ricerca, sviluppo e innovazione. Si occuperebbero così i giovani talenti e non ci si sottoporrebbe ad una concorrenza persa in partenza con i paesi &quot;emergenti&quot; lunga una &quot;low road&quot; di settori &quot;maturi&quot;. Ma ci vorrebbero investimenti pubblici e privati, ed i capitalisti italiani non hanno intenzione nè di cominciare a pagare le tasse, nè di rischiare (a fare gli imprenditori così, siamo capaci tutti...)
3) I diritti sociali possono esistere a prescindere dallo status occupazionale di una persona. E&#039; il caso degli stati sociali avanzati. Dove si pagano le tasse ed esistono diritti sociali universali finanziati dalla fiscalità generale. Non confondiamo i termini della questione. La previdenza è una cosa, l&#039;assistenza è un&#039;altra, ma in Italia, dove i termini sono invece confusi, lo stato sociale lo hanno sempre pagato i lavoratori con i loro contributi. E adesso si vuole tagliare anche quel poco...  
Insomma prima di tagliare (ANCORA) le pensioni pensiamo a tassare rendite e patrimoni. Allora si che chi si è arricchito con il debito pubblico, pagherebbe, a prescindere se le sue ricchezze provengano da profitti leciti, ruberie, pensioni d&#039;oro o traffici illeciti. Certo esistono probelmi tecnici, ma se non lo sa fare un governo &quot;tecnico&quot;, chi allora?!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non mi sono per nulla annoiato. Dunque:<br />
1) Aldilà degli slogan, dei luoghi comuni e delle lezioni di Martone, il bilancio previdenziale è sostanzialmente in pareggio nonostante sulla previdenza italiana gravi il pesa dell&#8217;assistenza che in altri paesi, dove spesso funziona anche meglio, è a carico della fiscalità generale, cioè di chi paga le tasse, anche perchè chi paga le tasse non sono solo i fessi, ma tutti i cittadini. Quindi rispetto a deficit e debito pubblico non sono le pensioni il problema. Il problema è semmai inverso dal punto di vista dell&#8217;equità intergenerazionale, da un punto di vista strettamente previdenziale, si intende: chi pagherà le pensioni tra 20 anni se i giovani, sempre meno, non lavorano o lavorano in nero o con contratti che prevedono una contribuzione ridotta o se ne vanno all&#8217;estero?<br />
2) Ci sarebbero altre strade che assecondano la globalizzazione: la competitività italiana potrebbe seguire una &#8220;high road&#8221; investendo in ricerca, sviluppo e innovazione. Si occuperebbero così i giovani talenti e non ci si sottoporrebbe ad una concorrenza persa in partenza con i paesi &#8220;emergenti&#8221; lunga una &#8220;low road&#8221; di settori &#8220;maturi&#8221;. Ma ci vorrebbero investimenti pubblici e privati, ed i capitalisti italiani non hanno intenzione nè di cominciare a pagare le tasse, nè di rischiare (a fare gli imprenditori così, siamo capaci tutti&#8230;)<br />
3) I diritti sociali possono esistere a prescindere dallo status occupazionale di una persona. E&#8217; il caso degli stati sociali avanzati. Dove si pagano le tasse ed esistono diritti sociali universali finanziati dalla fiscalità generale. Non confondiamo i termini della questione. La previdenza è una cosa, l&#8217;assistenza è un&#8217;altra, ma in Italia, dove i termini sono invece confusi, lo stato sociale lo hanno sempre pagato i lavoratori con i loro contributi. E adesso si vuole tagliare anche quel poco&#8230;<br />
Insomma prima di tagliare (ANCORA) le pensioni pensiamo a tassare rendite e patrimoni. Allora si che chi si è arricchito con il debito pubblico, pagherebbe, a prescindere se le sue ricchezze provengano da profitti leciti, ruberie, pensioni d&#8217;oro o traffici illeciti. Certo esistono probelmi tecnici, ma se non lo sa fare un governo &#8220;tecnico&#8221;, chi allora?!</p>
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