Il verbale del giudizio di conferma da ordinario del Prof. Michel Martone

 

schermataq giudizio conferma ordinario

Per trasparenza, e per evitare travisamenti o “copia-incolla”, pubblico i verbali (scaricabili da qui: verbale1verbale2) della commissione giudicatrice per la conferma da professore ordinario.

Si tratta dell’esame sull’attività svolta nei tre anni da professore straordinario successivi al conseguimento dell’idoneità che consente di acquisire il titolo di professore ordinario.

Di seguito riporto il giudizio finale della commissione presieduta dal Prof. Raffaele De Luca Tamajo (attuale presidente dell’AIDLASS, ossia dell’associazione che riunisce tutti gli studiosi del diritto del lavoro) e composta anche dai Professori Antonio Vallebona e Riccardo Del Punta.

Nel corso del triennio il Prof. Michel Martone ha svolto un’intensa attività scientifica, che conferma la maturità acquisita e testimonia di un’indubbia e lodevole continuità nella ricerca. Essa è attestata, in particolare, dalla monografia su “Governo dell’economia e azione sindacale”, nella quale il Prof. Martone ha affrontato in un’ampia prospettiva storica, risalente sino al corporativismo, le problematiche del modello concertativo di governo dell’economia, giungendo a conclusioni sempre adeguatamente argomentate, con un controllato uso delle categorie giuridiche in un contesto di tensione tra ordinamento formale e prassi; Il respiro storicodel percorso di ricerca è stato confermato dai saggi sulle origini del fenomeno sindacale e sul II convegno di studi sindacali e corporativi. Altri oggetti di interesse sono stati la problematica dei lavoratori svantaggiati, in specie con la voce enciclopedica sul contratto di inserimento al lavoro nonché temi di carattere previdenziale, ad ulteriore riscontro di una rimarchevole generosità e varietà di interessi dell’attività di ricerca espletata nel periodo in considerazione.

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La Commissione, valutata positivamente l’ampia attività didattica svolta e le pubblicazioni esibite, che attestano continuità e proficuo impegno scientifico, esprime pieno apprezzamento e, quindi, parere favorevole alla conferma in ruolo come professore ordinario del Prof. Michel Martone

Commenti


  • HANNO APERTO UN PROFILO FB MARTONE DIMETTITI.

  • Rebecca, credi quel che vuoi. Io credo che tu non sia altro che una sfigata a cui hanno toccato il nervo scoperto come dice bene anche l’articolo del telegraph visto che non porti argomentazioni, ma solo insulti. (http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/europe/italy/9038146/Italian-minister-under-fire-for-saying-students-who-drag-out-degrees-are-losers.html)
    La vera rivoluzione ai tempi d’oggi non è quella della contestazione e dell'”E’ colpa del sistema”. La vera rivoluzione sarebbe un’ASSUNZIONE DI RESPONSABILITA’ personale da parte di tutti. Soprattutto da parte di noi giovani. Le persone come te non andranno molto avanti.

  • Prof continua cosí…non ti curar di loro…cerchiamo di dar credito a questa Italia confusa e diffidente….

  • Cara francescatis, non puoi saperlo ma ho 38 pubblicazioni in riviste internazionali, 18 brevetti e ho parlato a 45, dico, 45 congressi. Tutto all’Università di Bologna, la più antica del mondo. Attualmente lavoro nel privato. Non ci tenevo molto a rimanere nel pubblico, altrimenti ti assicuro che ce l’avrei fatta (non tramite spintarella). Ma uno che con UNA PUBBLICAZIONE vince concorso da ricercatore, associato e ordinario è il modello di quella parte di università che non va bene (per fortuna sono in pochi i raccomandati, ma quei pochi dovreebbero rimanere nel silenzio)!!!

  • eh, il nervo scoperto…eh, cosa tocca leggere!
    E poi mi si parla di assunzione di responsabilità: è l’unica assunzione che molti giovani faranno in futuro, scusate il gioco di parole!
    francescatid, meglio che taci, va! Altro che Daily Telegraph…

  • Segnalo questa lucidissima analisi dell’affair Martone:

    http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002828.html

    Peccato che a livello politico nessuno abbia dimostrato la stessa lucidità traendone come ovvia conseguenza la richiesta di dimissioni del viceministro.

  • E’ incredibile come tutti si ostinino a parlare di michel martone anche quando non sanno ciò che dicono. Io mi sono informata e ho scoperto che michel martone è molto apprezzato dalla comunità scientifica oltre che adorato dai suoi studenti. Dai verbali risulta infatti che è stato confermato nel ruolo di professore ordinario perchè ha scritto un libro intitolato “Governo dell’economia e azione sindacale” che è stato premiato dall’Istituto Sturzo come uno dei migliori della scienza giuridica. La sua fecondità sul piano scientifico fa paura e sfido chiunque a dire il contrario.

  • Luna: ovviamente credo che tu abbia verificato l’h-index del testo che citi per verificarne l’impatto…

    Mi ritrovo nelle parole di Rebecca. E’ sintetica, ma tutto quello che scrive ha una diretta rispondenza nelle mie esperienze di vita in quanto sono parente di qualcuno che non ha santi in paradiso ma che, pur nell’assurda precarietà del suo ruolo di ricerca, ha più dignità internazionale, fama e rispetto di quanto ne abbia uno qualsiasi (preso fra le migliaia) dei Martone che infestano le università italiane.

  • Rebecca, intanto scusa per i toni di prima, ma sono veramente stanca di questo linciaggio. Le pubblicazioni, come saprai meglio di noi, possono essere di vari tipi. Quindi può trattarsi di un articolo oppure di una monografia. Ogni articolo viene ‘contato’ come pubblicazione e sappiamo tutti che un articolo può essere anche di sole 4 pagine.. Una monografia spesso e volentieri supera le 200 pagine.. Direi che andare a vedere di che tipo di pubblicazioni si tratti, sia sempre meglio.
    ALtra questione: la raccomandazione. A me risulta che Michel Martone abbia una sorella e un fratello. Il fratello avvocato semplice, la sorella biologa, ha vinto qualche borsa di ricerca, ma non è ricercatrice di ruolo, forse perché non ci sono concorsi, forse perché il padre che raccomanda è così cattivo da raccomandare solo uno dei suoi tre figli..? Mi scuso di nuovo per i toni, ma ieri sera ero davvero nauseata dalla continuazione del linciaggio. Io credo possa essere molto più proficuo per tutti lasciarlo lavorare e giudicare poi il lavoro svolto. Vediamo se il “raccomandato” dalle (secondo voi) poche pubblicazioni qualcosa di buono lo fa..

  • Ah e per inciso: anche io ho una cugina che vive all’estero, molto brava, pubblicazioni, una cifra di attività didattica che prova a fare concorsi da ricercatrice in Italia, ma non riesce, perché le passano avanti i pupilli dei prof di riferimento. Ma questa è l’Italia, e se ti sei fatto apprezzare da un ‘barone’ allora vai avanti. Se sei andato all’estero già a partire dal dottorato, in Italia stai quasi certo che non ci riesci a rientrare vincendo un concorso.. Ma la modifica di questo sistema un po’ malato sarebbe da far presente al Ministero dell’Istruzione, non a Martone..

  • @ francescatid
    “Ma questa è l’Italia, e se ti sei fatto apprezzare da un ‘barone’ allora vai avanti”

    Hai detto tutto…quindi Martone poteva anche tacere per questioni che non gli competono! Se vuole può sempre sgridare i suoi studenti fuoricorso (magari non ne ha…beato lui!)…

  • @albieg: sono laureata in giurisprudenza; quel libro l’ho letto e francamente, posso dirti che sono d’accordo con la giuria del premio Sturzo che lo ha annoverato tra “i libri che ogni giurista dovrebbe leggere”

  • @luna: La tua laurea, il tuo giudizio e il premio Sturzo hanno una scarsa relazione con l’h-index di quel libro, che risulta essere ben poco citato, cosa dalla quale si deduce che non si può certo affermare che il testo di Martone abbia lasciato il segno nel mondo accademico. Quindi di quel che scrivi per darti un tono di fronte a un dato di fatto (pur criticabile) francamente me ne infischio.

  • @albieg:: sei tu che non sai assolutamente di cosa parli: l’h-index di un singolo libro non esiste, non è definito e non ha alcun senso. (ne deduco che la tua affermazione sul fatto che il libro sia poco citato tu l’abbia inventata di sana pianta) L’h-index è un numero che sintetizza l’attività di ricerca di una persona e si calcola come il più grande numero h che verifica la proprietà seguente: tale persona ha almeno h pubblicazioni citate almeno h volte. Tra l’altro, esiste una polemica (fondatissima) sulla pertinenza di tale indice, visto che per esempio non scorpora le auto-citazioni.

    Wikipedia non morde, usiamo wikipedia prima di scrivere sciocchezze.

  • Critica giusta: il mio uso è del tutto improprio. Ciò che intendo dire è che quel libro ha 6 citazioni e Martone ha un h-index indecente.

    Puoi comunque sempre controllare il tutto con Publish or Perish, che è quel che uso (alla faccia delle affermazioni inventate di sana pianta).
    Inoltre, per completezza, basta un controllo manuale (pur veloce) per dare un’occhiata alle autocitazioni.

    Per il resto c’è sempre Google Scholar.

  • Alcune considerazioni:
    – perchè non pubblica le considerazioni della commissione del concorso da ordinario (tutte le valutazioni) invece del verbale del giudizio di conferma? Chi è andato a leggerli sa quale possa essere la risposta.
    – la sua affermazione “non ho rubato il posto a nessuno” viene contraddetta da quanto lei stesso afferma: “tutti gli altri candidati  si sono ritirati dal concorso in questione (con una sola eccezione), perché nel frattempo avevano vinto il concorso da ordinario in altre sedi da loro preferite”…beh…se non erro lei è arrivato secondo in graduatoria per l’assegnazione di due posti ed eravate due partecipanti…la cosiddetta “eccezione” è la persona a cui lei ha rubato il posto.
    – negli ultimi post si nota uno strano calo dei commenti critici nei suoi confronti, una proliferazione di commenti a suo favore e l’ancor più strana scomparsa di commenti dei giorni precedenti (guarda caso proprio dei più negativi nei suoi confronti)
    – complimenti…davvero…lei rappresenta in modo ottimale tutto ciò che il nostro Paese dovrebbe lasciarsi alle spalle.

    Con profondo disgusto, cordiali saluti.

    Enrico Arisio

  • albieg, luna.
    scusate se mi intrometto nella discussione.
    vogliamo parlare dell’h-index, e quindi di dati oggettivi?
    è oggettivo il fatto che le pubblicazioni in materia giuridica di ciascun paese, se non per le pubblicazioni in diritto europeo o comparato, non trovano molto spazio per citazioni all’estero e da qui deriva un basso h-index.
    Come sappiamo, a meno che non si tratti di diritto comparato, gli ordinamenti sono nazionali e quindi specifici per la giurisprudenza nazionale.

  • Enrico A, sono una sua ex studentessa. Insieme ad altri ragazzi abbiamo (molto vivamente) consigliato al prof di eliminare i commenti che contenessero solamente insulti alla persona, visto che si tratta del suo blog personale.
    Gli abbiamo anche detto di chiedere la registrazione per commentare, in maniera tale che solamente chi davvero ha qualcosa di serio da commentare, si prenda la briga di registrarsi.
    E sono molto felice lui lo abbia fatto.
    Troppo facile passare di qui,non vedere il video integrale della famigerata frase da lui pronunciata in un contesto più ampio, non leggere nulla di quello che scrive, delle sue idee e però
    lasciare il proprio ‘vaffanculo’ così, per liberarsi delle frustrazioni quotidiane (e ti assicuro Enrico che ne ho un sacco anche io, soprattutto da quando ho iniziato a lavorare 10 ore al gg).

  • @Albieg: allora, potresti dirmi con che altri giuristi italiani della stessa generazione (vale a dire, attivi più o meno da un decennio) hai paragonato gli h-index di Martone?

  • @Enrico A.

    “la sua affermazione “non ho rubato il posto a nessuno” viene contraddetta da quanto lei stesso afferma: “tutti gli altri candidati si sono ritirati dal concorso in questione (con una sola eccezione), perché nel frattempo avevano vinto il concorso da ordinario in altre sedi da loro preferite”…beh…se non erro lei è arrivato secondo in graduatoria per l’assegnazione di due posti ed eravate due partecipanti…la cosiddetta “eccezione” è la persona a cui lei ha rubato il posto.”

    Sa che non si capisce assolutamente nulla di quello che scrive?

  • Il fatto che più di tutto mi stupisce è che voi che commentate siete (o almeno sembrate) tutti giovani quindi dovreste essere contenti e sostenere un persona giovane per una volta che in Italia è stato dato un ruolo importante ad una persona (che lo merita!) che ha meno di 50 anni. Questo è un grande valore per tutti noi perchè il prof Martone conosce i problemi dei giovani, perchè lui è giovane e perchè sta a contatto con i giovani tutti i giorni, e ora ha il potere di fare qualcosa per risolverli. Anche la frase incriminata se non fosse stata presa come un’offesa avrebbe potuto aiutare molti giovani perchè laurearsi prima vuol dire soltanto aver maggiori possibilità e far rispiarmiare soldi allo stato.

  • Che bello! Riesco a capire tante cose… Sopratutto che gli sfigati esistono in quanto ne hanno la consapevolezza…
    Sfigata numero 1… Rebecca… Ma tutte queste pubblicazioni e brevettine non haimfatto nulla nella vita?

  • Volevo scrivere, ma con tutte queste pubblicazioni e brevetti non hai fatto nulla nella vita?

  • – gentile Francescatid: io ho firmato con nome e cognome e non mi nascondo con un nickname. Soprattutto non insulto e non uso termini volgari. Infatti non ho dato a nessuno dello “sfigato”. Martone sì.
    – gentile Gpec (?): mi scuso per non essere stato capace a farmi capire. Riprovo: 8 partecipanti al concorso; in 6 si ritirano lasciando solo Martone e un’altra candidata per 2 posti; Martone dice che 5 candidati si sono ritirati per accettare altri posti…quindi lui “non ha rubato” il posto a nessuno. E il sesto candidato che si è ritirato e che non lo ha fatto per accettare un altro posto?…forse perchè non aveva un padre in grado di fargli ottenere una sistemazione? Mi scusi Gpec…ma credo che lei avesse capito benissimo. Non c’è miglior sordo di chi non vuol sentire. Nel caso non sia stato ancora sufficientemente chiaro, chieda a Martone…le spiegherà tutto lui.
    – prendiamo nota che Martone ha chiamato a raccolta le truppe e che la tattica è insultare o sfottere tutti quelli che scrivono commenti negativi sul “Professore”. Scelta perfettamente in linea con lo stile dimostrato finora. Se questo è il “giovane” in cui dobbiamo riporre le nostre speranze…
    – era così difficile ammettere pubblicamente: “Mi scuso. Ho fatto un’uscita inopportuna e non mi sono fatto capire. Non succederà più”. Questo sarebbe stato qualcosa di veramente innovativo…un’assunzione di responsabilità, come Francescatid dice che devono fare gli studenti. Il “Professore” ha perso l’occasione di dare il buon esempio.

    Cordiali saluti a tutti.
    Enrico Arisio

  • Signor Martone, sinceramente non la capisco, di sicuro lei ha tutte le “pezze d’appoggio” per i suoi incarichi, come volgarmente si usa chiamare i documenti ufficiali. Lei per me non fa altro che rendersi inattendibile, è chiaro che non ce la fa ad avere un minimo di empatia nei confronti di quanti (e sono la maggioranza) non ha e non ha mai avuto i suoi privilegi, forse dal suo punto di vista neanche le conviene. Per me un professore così giovane in un paese così marcio è chiaramente un raccomandato e lo dimostra non solo il suo cv ma tutto torna quando si va a vedere di chi è figlio. Purtroppo ce ne sono molti come lei che occupano poltrone di stralusso in questo povero paese.
    Cordiali saluti

  • @Enrico. piacere, Francesca Tidelli.
    Insistere sul fatto che una persona non abbia vinto il concorso al posto suo,credo sia abbastanza inutile, perché in quel periodo di concorsi ce ne erano molti (gli altri 5 candidati vinsero tutti l’idoneità persino prima di lui o all’incirca nello stesso periodo).

    Sappiamo anche (credo che non sia un segreto per chi bazzica nei corridoi delle università) che i concorsi li vince sempre -non solo nel caso del viceministro- quello che l’ordinario di turno crede sia il suo miglior allievo. E vi assicuro che i baroni non rischiano di perdere la faccia con i colleghi portando un incompetente..

    Riprova del fatto che poi i padri non c’entrano, in questo specifico caso lo dimostra chiaramente il fatto che Michel Martone ha un fratello e una sorella. Il fratello semplice avvocato, la sorella è una biologa PRECARIA.. non è ricercatrice, ma, come succede alla maggior parte dei migliori ricercatori in Italia, è precaria e va avanti con singole borse di ricerca limitate nel tempo.. Un padre così inguisto e cattivo da raccomandare solo uno dei tre figli..?

    Sempre a Enrico vorrei dire che Martone, le scuse sul termine le ha fatte a 8 e mezzo, ha precisato dappertutto che non si riferiva a chi lavora. Ti assicuro che a noi, come un padre o un fratello maggiore, diceva sempre: ‘se non ti va di studiare non fa niente, ma devi andare a lavorare allora!

    Infine a Laura vorrei rispondere la stessa cosa che ho scritto sopra a Enrico: è verissimo che una carriera accademica così rapida è fuori dal normale, ma è anche vero che probabilmente era il miglior alunno dei suoi professori visto che a meno di 34 anni aveva già scritto la sua SECONDA monografia (non articolo..) “Governo dell’economia e azione sindacale”, selezionato tra i “Libri dell’anno nella scienza giuridica”..
    Chiudo con una metafora: ma possibile che in Inghilterra, se uno si compra un macchinone sportivo, gli altri gli dicono “bravo! ti sarai fatto un mazzo a lavoro!” Mentre in Italia invece si pensa sempre male..
    Ora, nel caso del macchinone potrebbe essere anche più leggittimo pensare male;), ma nel caso di un prof giovane, con alle spalle qualche mattone (monografia), possiamo per una volta crederci nel merito?

  • Enrico Arosio si chiede perchè Martone non chieda scusa. In realtà in un certo senso lo ha fatto, ma il punto è che quella sua imprudente uscita svela in realtà il suo vero e autentico pensiero ed il suo perverso (per quanto diffuso) concetto di merito. Martone pensa che se hai avuto la sfortuna (“sfiga”) di nascere da genitori poveri e ignoranti è molto probabile che il tuo percorso di studi sia accidentato e poco lineare: dovresti evitare di perdere tempo all’università per cercare di perseguire una laurea tardiva e senza “maniglie” a cui aggrapparsi dopo; meglio sarebbe assecondare il tuo destino e optare per un percorso di studi breve e professionalizzante. Se invece hai avuto la fortuna (il “culo”, per usare il linguaggio giovanilistico che piace al prof.) di nascere da genitori ricchi e colti allora è probabile che il tuo percorso sia dritto e sicuro come la tratiettoria di un proiettile. Ecco questo è il merito per Michel Martone (in entrambi i casi). Non può scusarsi di questo, al massimo può cercare di dissimularlo negandone l’evidenza messa a nudo dall’infelice uscita!

  • Francesca credo che tu sia molto giovane e ingenua, vai a vedere in Italia chi ha i macchinoni sportivi, se ne hai il fegato puoi anche farti un giro nel paese di “Gomorra”, ne troverai tanti, comunque a parte questi paragoni semplicistici l’Inghilterra è diversa dall’Italia, almeno lì un poco più di meritocrazia e opportunità sopravvivono rispetto all’Italia.
    Mi sto facendo un’idea sempre più convincente del sig. Martone e come politico per me è bocciato.
    Finiamola poi col voler vedere solo alcuni aspetti, Martone è giovane e questo può anche andare bene ma è un privilegiato e questo di sicuro non va bene, almeno per me, non sopporto che le tasse che pago vadano ad un altro figlio di papà. Con le mie tasse voglio pagare la mia parte di stipendio ad un giovane bravo e brillante ma che venga dallo studio e basta e non uno che abbia mille raccomandazioni, certo che se evitava di dire certe cose tenendo presente chi è e da dove viene sarebbe stato meglio per lui.

  • Ma tra quelli che dicono che Martone come ricercatore non vale nulla e non merita un posto da ordinario, ce n’è uno cha ha letto i suoi libri e i suoi articoli?

    Questa persona potrebbe spiegarmi perché le pubblicazioni del Martone sono di poco valore?

    Sempre questa persona, potrebbe dirmi quali altri giuristi italiani della stessa generazione (vale a dire, attivi da più o meno 10 anni) hanno pubblicazioni più importanti e prestigiose di quelle del viceministro?

  • Ma, alla fine, scusate, chi se ne frega se Martone è un ricercatore valido o meno. A parte i suoi studenti, ai giovani italiani interessa il Martone politico , non il Martone ricercatore. Ai giovani italiani servirebbero dei politici collegati con la realtà e non chiusi nella loro torre d’avorio accademica. Gente che veda la realtà non solo in termini di idee e di modelli, grafici e statistiche, ma in termini concreti, fatta di persone reali e situazioni reali! Solo i privilegiati come Monti o Martone possono pensare che i giovani siano legati all’idea del “posto fisso” e che non siano invece già rassegnati ad un futuro di precarietà e di instabiltà lavorativa ed esistenziale. E una volta ottenuto un incarico di governo cosa fanno questi geni?! Cercano soluzioni concrete per modificare questa realtà arcinota ai giovani italiani? No, anzi, invitano i giovani a rassegnarsi a questo destino e non nome di una malintesa “equità” cercano di estendere tale precarietà all’intera platea dei lavoratori demolendo le tutele previste dal già traballante diritto del lavoro italiano (art. 18, cassa intragrazione, ecc.) e pregiudicando così le poche possibilità di stabilizzazione ancora esistenti per i giovani.
    Se Martone vuole fare il “figo”, faccia pure, ma vada a farlo nel bar di qualche università privata, tra i suoi studenti adoranti (e paganti). Le sedi e i ruoli istituzionali che occupa necessitano di persona di maggiore equilibrio e maturità.

  • Povero Michel, quanto accanimento. Il senso del messaggio era comprensibile, secondo me: c’è chi resta parcheggiato in università e aspetta di diventare grande; poi va a lavorare con un pezzo di carta dal valore nullo perché ci ha messo 10 anni e non si ricorda gli esami del primo anno e chiede un lavoro.

    Il lavoro glielo danno: co.co.co, per tre anni. E all’alba dei 30 si rende conto che non può pagarsi un’auto, una casa, niente.

    Quindi, onde evitare di arrivare in questa situazione, occorre magari IMPEGNARSI e DIVENTARE BRAVI IN QUALCOSA, qualsiasi cosa. Presto, senza perdere tempo. Piace il ballo? Che ballo sia, ma con il cuore dentro, la passione, in modo che diventi una professione.

    Chi ha una passione e s’impegna è salvo al 50%. Chi, inoltre, ha talento, è salvo al 100%.

    I raccomandati sono sempre salvi, anche senza talento, anche senza passione, anche senza impegno. E questo non va bene.

    Poi, capita a tutti uno scivolone: anche a Luca Luciani http://www.youtube.com/watch?v=3T-z2V9xhgo

    (…)

  • @ grep:

    non sempre basta l’impegno e la passione…mi raccontava infatti una madre di una ballerina di danza classica che la figlia ha dovuto trasferirsi nella Capitale perchè nella sua città (un città del nord Italia) non lavorava che un paio di mesi all’anno). A detta della madre la figlia è una ballerina eccezionale (non ho motivo per dubitarne), che studia danza da quando aveva 5-6 anni, con un curriculum di tutto rispetto, nonostante la giovane età (poco più che ventenne). Ora sta nella capitale, i genitori le pagano l’affitto (in nero, ovviamente), e cerca di farsi strada…Non so se ce l’ha fatta, non ho più rivisto la madre…ma bello pensare che basti impegnarsi per ottenere quello che si vuole! D’altro canto se uno non fa nulla difficilmente le cose possono migliorare…Ma questo mi sembra lapalissiano!

  • Ho letto con interesse “il vivace” dibattito sugli sfigati e sulla competenza, dubbia secondo alcuni, del prof Martone a svolgere attività didattica universitaria; a mio parere il vero problema della situazione lavorativa in Italia è un altro. Premetto che mi sono laureata bene e presto, sono diventata avvocato a 26 anni, ho lavorato nel privato, attualmente lavoro a tempo indeterminato nel pubblico e tra un po’, avendo superato un altro concorso, inizierò un nuovo lavoro sempre nel pubblico e sempre a tempo indeterminato. Il vero vantaggio di laurearmi presto è stato che quando ho iniziato un’attività lavorativa che non faceva per me, ho avuto il tempo di capirlo, di correggere il tiro e di intraprendere una nuova strada. Ovviamente ci vuole molta determinazione,impegno e capacità di adattamento ( per studiare e lavorare mi sono trasferita a Roma). Detto questo, ritengo che il punto dolente del lavoro oggi in Italia sia che in molti casi è richiesto un livello di competenze e professionalità eccessivo e sproporzionato. Uno spreco inutile di energie mentali e fisiche e di risorse. E questa è una peculiarità tutta nostrana dato che all’estero non funziona così. Prendiamo come esempio l’università. In alcuni paesi , se, dopo esserti laureato, presenti un buon curriculum hai ottime probabilità di essere chiamato ad insegnare in università ; molti miei amici hanno avviato in modo brillante il loro percorso professionale presentando semplicemente una domanda. E ciò avviene, al di fuori del mondo universitario, in tutti i settori professionali: medicina, ingegneria, economia, biologia, fisica.Solo da noi è necessario srotolare una pergamena di titoli per poter accedere ad un impiego….. tra un pò per insegnare alle scuole materne,le maestre dovranno avere prima vinto il premio Nobel…..ma a che serve?

  • Noto allibito che nessuna delle pubblicazioni valutate per la conferma sembra essere “peer-reviewed”. Nessuna a livello internazionale. Forse nel diritto del lavoro hanno standard diversi che in altre scienze, tuttavia ci vorrebbe una spiegazione. Poveri noi se questo e’ davvero il livello dell’Accademia nel diritto del lavoro nel nostro paese..

  • Aggiungo che tanto per dare una idea, negli Stati Uniti per diventare associato (neppure ordinario) da ricercatore ci vogliono, per molte scienze, almeno 6-7 anni (tenure-track) ed almeno un 10-20 pubblicazioni in riviste di prestigio a livello internazionale. Le monografie hanno basso peso nella valutazione perche’ uno le puo’ pubblicare abbastanza facilmente. Se vincono premi (a livello internazionale), bene, ma il loro valore e’ nella notorieta’ che conferiscono all’autore (se qualcuno le legge) e soprattutto nelle citazioni che ricevono.