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	<title>Commenti a: Intervista al Professor Michel Martone, di Marco Patruno</title>
	<link>http://www.michelmartone.org/intervista-al-professor-michel-martone-di-marco-patruno-363.html</link>
	<description>UNIVERSITA', LAVORO, RICAMBIO GENERAZIONALE</description>
	<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 20:16:49 +0000</pubDate>
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		<title>Di: vino vinicio</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/intervista-al-professor-michel-martone-di-marco-patruno-363.html#comment-1751</link>
		<dc:creator>vino vinicio</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 19:34:03 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.michelmartone.org/intervista-al-professor-michel-martone-di-marco-patruno-363.html#comment-1751</guid>
		<description>i giovani se la prendono sempre nel c.... tutti fanno parole e poi li sfruttano.  Non c'e' rimedio</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>i giovani se la prendono sempre nel c&#8230;. tutti fanno parole e poi li sfruttano.  Non c&#8217;e&#8217; rimedio</p>
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		<title>Di: Francesco O.</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/intervista-al-professor-michel-martone-di-marco-patruno-363.html#comment-1541</link>
		<dc:creator>Francesco O.</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Mar 2009 09:11:33 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.michelmartone.org/intervista-al-professor-michel-martone-di-marco-patruno-363.html#comment-1541</guid>
		<description>Prof. concordo con Luca.. attendo con ansia un suo commento sul tema degli scioperi recentemente alla ribalta nella politica nazionale ...

in più aggiungo che come hanno affermato Chiara e Federico in precedenza... questo paese HA BISOGNO DI NOI.. di una generazione con idee, impulsi e un retroterra di esperienze nuove.. che permettano una virata netta e un cambiamento immediato..

ogni sera che sento il tg mi vergogno per quei 10 minuti in cui ogni politico.. destra - centro - sinistra.. famoso o meno famoso.. riesce a trovare il suo mini-spazio alla tv per dire la sua ca****a e fare cosi "politica"... è una vergogna.. non mi sento rappresentato da NESSUNo.. è veramente tutto molto triste.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Prof. concordo con Luca.. attendo con ansia un suo commento sul tema degli scioperi recentemente alla ribalta nella politica nazionale &#8230;</p>
<p>in più aggiungo che come hanno affermato Chiara e Federico in precedenza&#8230; questo paese HA BISOGNO DI NOI.. di una generazione con idee, impulsi e un retroterra di esperienze nuove.. che permettano una virata netta e un cambiamento immediato..</p>
<p>ogni sera che sento il tg mi vergogno per quei 10 minuti in cui ogni politico.. destra - centro - sinistra.. famoso o meno famoso.. riesce a trovare il suo mini-spazio alla tv per dire la sua ca****a e fare cosi &#8220;politica&#8221;&#8230; è una vergogna.. non mi sento rappresentato da NESSUNo.. è veramente tutto molto triste.</p>
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	<item>
		<title>Di: V.T.</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/intervista-al-professor-michel-martone-di-marco-patruno-363.html#comment-1539</link>
		<dc:creator>V.T.</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Mar 2009 13:49:25 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.michelmartone.org/intervista-al-professor-michel-martone-di-marco-patruno-363.html#comment-1539</guid>
		<description>Una domanda: è possibile, in ambito europeo, stabilire legislativamente un minimo salariale per tutti i cittadini dell'Unione?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Una domanda: è possibile, in ambito europeo, stabilire legislativamente un minimo salariale per tutti i cittadini dell&#8217;Unione?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: chiara</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/intervista-al-professor-michel-martone-di-marco-patruno-363.html#comment-1523</link>
		<dc:creator>chiara</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2009 21:41:13 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.michelmartone.org/intervista-al-professor-michel-martone-di-marco-patruno-363.html#comment-1523</guid>
		<description>Io faccio parte di quella che Federico ha definito "generazione Tuareg" e mai come in questi ultimi tempi ho sentito l'impulso irrefrenabile di fare qualcosa per invertire la pericolosa direzione verso cui il nostro Paese si sta dirigendo.
Non mi sono mai interessata di politica, tuttavia ultimamente leggendo il quotidiano o guardando il tg, osservando i  nostri politici, mi sono sorpresa a pensare che c'è indubbiamente il bisogno estremo di un ricambio generazionale nelle file degli uomini che ci rappresentano.

Allo stesso tempo però mi sono chiesta se noi "generazione tuareg" (e per generazione tuareg io intendo i trentenni di oggi che come me sono cresciuti con un profondo senso della cultura)siamo in grado di farci spazio in mezzo a questo branco di politici avvoltoi arroccati nelle loro posizioni di potere. 

Siamo capaci di farlo? Siamo sufficientemente preparati?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io faccio parte di quella che Federico ha definito &#8220;generazione Tuareg&#8221; e mai come in questi ultimi tempi ho sentito l&#8217;impulso irrefrenabile di fare qualcosa per invertire la pericolosa direzione verso cui il nostro Paese si sta dirigendo.<br />
Non mi sono mai interessata di politica, tuttavia ultimamente leggendo il quotidiano o guardando il tg, osservando i  nostri politici, mi sono sorpresa a pensare che c&#8217;è indubbiamente il bisogno estremo di un ricambio generazionale nelle file degli uomini che ci rappresentano.</p>
<p>Allo stesso tempo però mi sono chiesta se noi &#8220;generazione tuareg&#8221; (e per generazione tuareg io intendo i trentenni di oggi che come me sono cresciuti con un profondo senso della cultura)siamo in grado di farci spazio in mezzo a questo branco di politici avvoltoi arroccati nelle loro posizioni di potere. </p>
<p>Siamo capaci di farlo? Siamo sufficientemente preparati?</p>
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		<title>Di: Federico</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/intervista-al-professor-michel-martone-di-marco-patruno-363.html#comment-1522</link>
		<dc:creator>Federico</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Feb 2009 19:18:57 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.michelmartone.org/intervista-al-professor-michel-martone-di-marco-patruno-363.html#comment-1522</guid>
		<description>1995: riforma in senso contributivo delle prestazioni previdenziali obbligatorie. 1997 - 2003: progressiva estensione dell'area del cd. lavoro flessibile.
La non simultaneità tra riforma del mercato del lavoro e degli armotizzatori sociali ha generato precarietà. Le mille rigidità del sistema-Paese (salvo rarissime eccezioni, non mi risulta che vi siano istituzioni creditizie pronte ad erogare finanziamenti sprovvisti di garanzie "familiari" in favore di giovani laureati finalizzati alla frequenza di un Master.... non parliamo di quelli finalizzati alla realizzazione di un progetto di vita ... altro che bamboccioni!) rischia di generare precarietà esistenziale.

Il dato che più mi colpisce è il seguente: i problemi della generazione tuareg (per usare una fortunata definizione) riguardano molti ma ne parlano e scrivono pochi. Ancora meno sono i diretti interessati che tentano di cambiare qualcosa.

Spesso mi interrogo sulle cause profonde di tale inerzia. Trovo alcune risposte. Mancano, tuttavia, quelle al seguente interrogativo: come accrescere consapevolezza e voglia di cambiare il corso degli eventi?

Qualche tempo fa, intervenendo in un convegno, uno dei pochi esponenti della classe politica culturalmente e intellettualmente affascinante, affermò: le assicurazioni sociali furono inventate in Germania da Ottone di Bismark verso la fine dell'800 al fine di traghettare le popolazioni dalla prospettiva della rivoluzione a quella delle riforme. Non vorrei che, a distanza di un secolo e mezzo, fosse compiuto il percorso contrario.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>1995: riforma in senso contributivo delle prestazioni previdenziali obbligatorie. 1997 - 2003: progressiva estensione dell&#8217;area del cd. lavoro flessibile.<br />
La non simultaneità tra riforma del mercato del lavoro e degli armotizzatori sociali ha generato precarietà. Le mille rigidità del sistema-Paese (salvo rarissime eccezioni, non mi risulta che vi siano istituzioni creditizie pronte ad erogare finanziamenti sprovvisti di garanzie &#8220;familiari&#8221; in favore di giovani laureati finalizzati alla frequenza di un Master&#8230;. non parliamo di quelli finalizzati alla realizzazione di un progetto di vita &#8230; altro che bamboccioni!) rischia di generare precarietà esistenziale.</p>
<p>Il dato che più mi colpisce è il seguente: i problemi della generazione tuareg (per usare una fortunata definizione) riguardano molti ma ne parlano e scrivono pochi. Ancora meno sono i diretti interessati che tentano di cambiare qualcosa.</p>
<p>Spesso mi interrogo sulle cause profonde di tale inerzia. Trovo alcune risposte. Mancano, tuttavia, quelle al seguente interrogativo: come accrescere consapevolezza e voglia di cambiare il corso degli eventi?</p>
<p>Qualche tempo fa, intervenendo in un convegno, uno dei pochi esponenti della classe politica culturalmente e intellettualmente affascinante, affermò: le assicurazioni sociali furono inventate in Germania da Ottone di Bismark verso la fine dell&#8217;800 al fine di traghettare le popolazioni dalla prospettiva della rivoluzione a quella delle riforme. Non vorrei che, a distanza di un secolo e mezzo, fosse compiuto il percorso contrario.</p>
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	<item>
		<title>Di: Francesco di Tonto</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/intervista-al-professor-michel-martone-di-marco-patruno-363.html#comment-1521</link>
		<dc:creator>Francesco di Tonto</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Feb 2009 15:43:15 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.michelmartone.org/intervista-al-professor-michel-martone-di-marco-patruno-363.html#comment-1521</guid>
		<description>Concordo pienamente sul fatto che è necessario ridurre i corsi di laurea. Negli ultimi anni,gli atenei italiani ,non hanno fatto altro che offrire assurdi corsi di laurea ,che nascondendosi dietro denominazioni ampollose, hanno avuto il solo fine di "conquistare" il maggior numero di studenti (che pagano le tasse e quindi apportano ricchezze alle facoltà), i quali molto spesso si iscrivono convinti di poter trovare alla fine del percorso di studi chissà quali sbocchi,mentre, in realtà ,si ritrovano con un misero pezzo di carta in mano.Basti pensare che l'università di Pavia ha istituito il corso di laurea in SCIENZE DEL FIORE o l'università di Bari quello in PACE. Per chi fosse interessato all'argomento consiglio di leggere: MICHELE AINIS-STATO MATTO- Garzanti Editore 2007 pg 233 ss.
Speriamo che l'ipertrofia dei corsi di laurea si arresti e si torni ad avere un università di qualità capace di formare davvero i laureati e la classe dirigente del domani,altrimenti, nel giro di pochi anni potremmo chiamarci tutti "DOTTORI",senza avere nessuna competenza.Spero di non aver offeso i ragazzi inscritti alle nuove facoltà e se l'ho fatto mi scuso vivamente, dato che non ne avevo nessuna intenzione,volendo solo porre l'attenzione su un problema che riguarda la società italiana nel suo insieme.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo pienamente sul fatto che è necessario ridurre i corsi di laurea. Negli ultimi anni,gli atenei italiani ,non hanno fatto altro che offrire assurdi corsi di laurea ,che nascondendosi dietro denominazioni ampollose, hanno avuto il solo fine di &#8220;conquistare&#8221; il maggior numero di studenti (che pagano le tasse e quindi apportano ricchezze alle facoltà), i quali molto spesso si iscrivono convinti di poter trovare alla fine del percorso di studi chissà quali sbocchi,mentre, in realtà ,si ritrovano con un misero pezzo di carta in mano.Basti pensare che l&#8217;università di Pavia ha istituito il corso di laurea in SCIENZE DEL FIORE o l&#8217;università di Bari quello in PACE. Per chi fosse interessato all&#8217;argomento consiglio di leggere: MICHELE AINIS-STATO MATTO- Garzanti Editore 2007 pg 233 ss.<br />
Speriamo che l&#8217;ipertrofia dei corsi di laurea si arresti e si torni ad avere un università di qualità capace di formare davvero i laureati e la classe dirigente del domani,altrimenti, nel giro di pochi anni potremmo chiamarci tutti &#8220;DOTTORI&#8221;,senza avere nessuna competenza.Spero di non aver offeso i ragazzi inscritti alle nuove facoltà e se l&#8217;ho fatto mi scuso vivamente, dato che non ne avevo nessuna intenzione,volendo solo porre l&#8217;attenzione su un problema che riguarda la società italiana nel suo insieme.</p>
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