Malati di nanismo| Italy’s Accordion Industry: Tiny and Thriving

Pubblico l’intervista che mi è stata fatta da Christopher Livesay per la National Public Radio statunitense. Si parla di fisarmoniche, sviluppo, occupazione e nanismo economico. Potete ascoltarla cliccando qui.

January 9, 2012 More than 70 percent of Italy’s gross domestic product comes from small businesses — and they’re not growing. Economists are worried this will make it impossible for Italy to climb out of its massive $2.6 trillion debt.Even in a global economy, something as small as Italy’s accordion industry can have an impact. The work of its craftsmen has reached millions of ears. For instance, the accordion you hear in The Decemberists’ “Mariner’s Revenge Song” was handmade in the central Italian town of Castelfidardo, where seaside workshops helped pioneer the modern squeezebox 150 years ago. Today, the likes of BjorkCalexico and Gogol Bordello come to the town for what’s considered the Ferrari of accordions.”It’s a very special job,” says Genuino Baffetti, who runs the Dino Baffetti accordion company. “It takes passion to want to make the best accordions.” The air inside Baffetti’s workshop is thick with sawdust and glue. At one end of the shop, a worker adjusts some out-of-tune reeds.Baffetti says the instruments are made pretty much the same as when his father began making accordions 60 years ago. Back then, they were not novelties in popular music — for proof, just look at a clip from Lawrence Welk’s old primetime TV show. Back then, business was booming in Castelfidardo. The town was home to some 3,000 accordion makers; it dominated the global market. But then, something happened: The electric guitar, and the rise of rock and roll, reshaped the accordion market in the 1950s and 60s. Before the electric guitar, the town sold around 200,000 accordions a year. Today, it’s just 20,000 — a 90 percent plunge. Beniamino Bugiolacchi directs Castelfidardo’s accordion museum.”The Beatles, the Rolling Stones, and Elvis Presley, perhaps for the better, changed musical tastes,” Bugiolacchi says.But you can’t blame it all on rock and roll, says Michel Martone, Italy’s newly appointed deputy labor minister.”We need to globalize more,” Martone says. “We need to open up our country. We need to face the globalization time.” Martone points out that the accordion didn’t disappear after the 1950s. Many people still play it. But there’s been a huge market shift. China now manufactures most of the world’s low-cost accordions. The businesses in Castelfidardo that used to make them are long gone. The companies that are left are mostly tiny firms that focus on high-end instruments. Some accordions made here go for as much as $50,000.That means small-business owners like Baffetti can make a pretty decent living. “It’s been our goal to grow, but slowly, in order to keep quality high. If quality drops, then we’ve missed the point,” he says. “Our company makes 180-200 accordions in one month. If for some reason we got 250 orders, that would be difficult, if not impossible to do. So sometimes, we turn down requests when business is too good”. That’s great for Baffetti, Martone says, but it’s a big problem for the economy as a whole. If small businesses don’t do more to grow, then it will be hard for the entire country to compete globally. “We have a problem in Italy. It’s the country of many, many little things, very well done. That’s the [greatness] of Italy. But that’s also our problem,” Martone says. “We don’t have the big stuff, the big things you need in a global time. That’s the big problem of Castelfidardo… if you are [excellent] in something, you need to sell it all over the world.” That doesn’t mean that quality has to suffer, he says. Martone wants niche manufacturers to band together the way Italy’s giant fashion industry did decades ago. Once-boutique companies like Prada and Ferragamo today bring in billions of euros for the Italian economy. But until more small companies do the same, economists worry that things in Castelfidardo — and the rest of Italy — will stay out of tune with the global economy.

Commenti


  • Caro Vice Ministro Dott. Martone,
    volevo ricordale che se qualcuno a 28 anni non è laureato, non è uno sfigato, ma magari fa anche altro nella vita e non si dedica solo agli studi.
    Volevo rammentarle inoltre che l’accesso alle risorse non è consentito a tutti nella stessa ugual maniera.

    La ringrazio per l’attenzione!

    Cordialmente

    Santo Toscano

  • ma a parte questo, simpatico viceministro, io trovo sinceramente molto triste che uno come lei, un genietto, un enfant prodige, uno nato a Nizza (assonando: mica-cazzi), riesca nell’impresa, in due mesi quasi tondi dall’incarico governativo, di farsi notare solo per questa frasetta meschina e scontata. bastava una vecchia zia. già le vecchie zie lo ripetono ai loro nipoti quel che ha voluto sottolineare. capisco che nessuno parlava di lei e il suo ego ne avrà certamente risentito, però, ecco, io la inviterei a considerare il fatto che gli studenti fuori corso non sono contenti, e non sono fieri, di finire fuori corso. la sua frase servirà solo a etichettarla come un bulletto da corridoi universitari. buone cose.

  • no ma dico, sarebbe troppo sperare in un minimo di formazione non dico in comunicazione empatica, ma in buon senso?
    Siam passati dalle Olgettine ai Bamboccini in posti di governo?

  • Salve Avvocato,

    la ritengo un uomo brillante e apprezzo il suo lavoro. Nonostante cio’ non mi trova in accordo con la sua recente dichiarazione Laurea-28-Sfigato. La ritengo una considerazione non all’altezza della sua brillantezza. Personalmente non rientro nella sua suddetta categoria, essendomi laureato molto prima. La sua considerazione mi sembra pero’ un po’ povera: noto che nel suo curriculum non ha esperienza di studi all’estero e questo sta limitando la sua visione. La mia esperienza di lavoro e studio in 3 nazioni mi suggerisce che la sua considerazione e’ una bischerata enorme. Mi trova daccordo sul fatto che i banchi non vanno scaldati, ma vista la sua posizione e il valore che le sue dichiarazioni hanno, la inviterei a riformulare il suo concetto. Ci sono persone che lavorano per pagarsi gli studi, persone con problemi di salute o familiari, persone che si impegnano e raggiungono la laurea in ritardo. Vorrei ricordarle che non tutte le universita’ inoltre sono uguali: ci sono corsi di studi piu’ semplici e corsi piu’ difficili, ci sono lauree in cui si studia e parla e basta, e lauree in cui si studia, parla, realizzano progetti ed esperimenti scientifici. Ci sono inoltre persone che intraprendono gli studi in eta’ matura (li ammiro). Credo che debba al piu’ presto riformulare la sua dichiarazione, in un momento delicato per il mercato del lavoro e’ suo dovere non alimentare le odiose discriminazioni basate sull’eta’ in certi noti annunci di lavoro.
    SUGGERIMENTO: lauree sul modello UK. Eliminazione del fuoricorso ed introduzione del modello di studio full-time o part-time (che abbia lo stesso valore!). Eliminazione della data di nascita sui CV (nella nazione in cui mi e’ facoltativa).

  • Salve.
    Non capisco che cosa c’entrino queste osservazioni sulle dichiarazioni fatte da Martone con l’oggetto del Blog..che reputo molto più interessante di una dichiarazione fatta certamente nel solco di riportare il merito al centro della scena, come si suol dire. E io che mi sono laureato, per motivi personali, a 34 anni, condivido quanto dichiarato dal Viceministro.
    Vorrei invece esprimere apprezzamento per l’osservazione fatta in merito al problema di organizzare le piccole e medie imprese italiane che producono merce pregiata in quantità insufficiente per creare una forza d’urto che sollevi il PIL. In fondo, è come se noi avessimo centinaia di piccole Apple che non sono mai riuscite a produrre su scala internazionale. Questo penso sia anche dovuto al fatto che ciò che molte di queste aziende producono, penso alle fisarmoniche, difficilmente potrebbe essere “creato” con la stessa qualità tramite una catena di montaggio. Eppure, gli investimenti in Ricerca e Sviluppo, proprio a questo dovrebbero mirare e proprio per questo la loro defiscalizzazione e qualsiasi altro investimento da parte dello Stato, dovrebbe essere al centro dell’attualità politica e del Governo. Un piccolo accenno però lo verrei anche fare alla MENTALITA’ di chi possiede e\o dirige queste aziende.
    Del perchè, anche aziende famose (vedi Parmalat, Bulgari e tante altre), quando escono dall’alveo familiare, non riescono ad adempiere al loro “dovere” e scopo esistenziale, cioè CRESCERE ed espandersi.

    Se quando l’azienda è gestita dalla famiglia, l’orgoglio del nome sembra essere la spinta propulsiva che fa avanzare l’azienda, quando la stessa passa ad essere gestita da esterni, la stessa si blocca. Perchè? Perchè soprattutto visto che, senza andare in USA, in Germania le multinazionali esistono e prosperano?

    Secondo me è perchè l’orgoglio del nome familiare non viene sostituito da quello di appartenenza alla società. E questo “grazie” anche ai contratti di m…a che impediscono una qualsiasi affezione da parte dei lavoratori all’azienda, che li tratta solo come mera forza lavoro, alla faccia di tutta la fuffa di meritocrazia e proattività sbandierata.

    In Germania i sindacati partecipano alle decisioni aziendali, con potere di veto, non solo come osservatori..e parlo di Volkswagen, Audi, Siemens mica robetta..

    Secondo me un’azienda perde il suo scopo se non mette in testa ai suoi lavoratori (e poi glielo dimostra nei fatti), che la crescita dell’azienda porterà onore e vantaggi (non solo economici, per esempio asili nidi per i figli, viaggi studio..ecc) anche a loro.

    Insomma, sembrerà banale, ma secondo me lo spirito di corpo (ma, appunto, corporation forse non dovrebbe sottointendere questo?..) fa la differenza tra la piccola e la grande azienda.. Finisco con una battuta amara..forse non è un caso che l’azienda italiana che fattura di più, è proprio quella con lo spirito di corpo più forte, si chiama MAFIA.
    Saluti
    Leonardo

  • come fai a dire che uno che si laurea in ingegneria a 28 anni è sfigato? oltretutto ha sempre lavorato (non è un figli odi papà come te sicuramente lo sei) e pagato le tasse a questi governi di delinquenti , non vedo l ora di lasciare questo paese di ipocriti e idioti…. purtroppo non servono ACCADEMICI o gente che ha come HABITAT naturale l’università ci vuole gente che ha praticità per governare il paese gente che is è fatta il culo per campare… e non vi è permesso di dire a gente che ha pagato e sacrificato anni di vita che è uno sfigato.
    Mi chiamo Galli Andrea, ho 26 anni e frequento la facoltà di ingeneria dell’università di Pisa

  • Leonardo non si esce dal nanismo a causa delle leggi sul lavoro: io non cresco oltre i 15 dipendenti se mi si obbliga al reintegro del lavoratore licenziato senza giusta causa. Viceversa ci penserò 5 volte a licenziare qualcuno se mi si obbliga al versamento, per almeno 3 anni di gran parte del sussidio di disoccupazione.

    L’altro cancro si chiama finanza. Ha citato le aziende familiari. Gliene cito una io: Ferrero. Non quotata in borsa. Non a caso.
    Sul corporativismo, mafioso e non, meglio stendere un pietoso velo.

    Riguardo al cosa c’entrino i commenti precedenti con questo blog, sono a causa delle dichiarazioni infauste del viceministro. E’ riuscito, per una maldestra dialettica e scarse capacità comunicative, a rendere un’arma spuntata un sacrosanto ragionamento che, però, tocca solo i figli di papà con poca voglia di studiare.

  • Caro Martone, ho 25 anni, mi sono laureato a 24 in Giurisprudenza (a Padova, tutti dicono che è tra le facoltà più impegnative, ma io, non avendo provato le altre facoltà di giurisprudenza italiane, ho l’umiltà di dire che so solo che per me è stato faticoso raggiungere questo risultato).
    Dimenticavo, nel frattempo ho lavorato. Ma non per finta. Per davvero. Mio papà non faceva parte di un’ Authority, non era il presidente dell’Authority per gli scioperi. E’ un dirigente in un’industria di macellazione carni dal lunedì al sabato mattina. Si sveglia alle 5.30 apre l’azienda se i titolari non possono e comincia ad organizzare i carichi di carne per la giornata, sente i clienti, chiama gli autisti, controlla la merce. Da piccolo, durante le vacanze estive portava me e i miei due fratelli in azienda per insegnarci a “svegliarci” e a stare al mondo. Facendo piccole cose, via via proporzionate all’età (niente da telefono azzurro, perchè ormai insegnare a lavorare ai propri figli rischia di essere un reato): scopare il salone d’ingresso, montare gli scatoloni per il sottovuoto, e poi crescendo, spingere i posteriori di carne per poi farli sollevare con le apposite gru dentro i camion, annotare i pesi delle pelli, pesare la merce che veniva caricata nei camion.

    Il venerdì e il sabato notte fa il venditore ambulante di panini caldi, da più di vent’anni. Aveva cominciato a trent’anni circa, mica per fare i miliardi , ma per essere sicuro di aver sempre qualcosa con cui sfamare la sua famiglia in anni (come furono gli anni 90) di grande incertezza economica.
    Tutti e tre noi fratelli lo abbiamo sempre aiutato in questa attvità, lo seguiamo dalle medie. Si parte alle nove di sera del venerdì e si rimane fuori fino alle 6 del mattino, d’estate e d’inverno, con il freddo o con il caldo, il sereno o la pioggia. D’inverno si rimane fuori tutta la notte con temperature decisamente sotto zero: le assicuro caro Martone che si “battono le brocche”.
    Il sabato mattina alle sette circa si torna a casa, mio papà va in azienda (senza dormire). Io, fortunello, dormo fino alle 11 e poi finisco di preparare il camion per il sabato sera dopo che mia mamma lo ha lavato e i miei fratelli hanno sistemato. Il sabato sera si riparte.
    Mia mamma ha un piccolo agriturismo, il sabato sera rimango con lei e con un altro mio fratello per servire gli ospiti che cenano ( mia mamma è una gran cuoca, noi tre dei grandi camerieri, ma se viene a mangiare da noi, l’avverto che la faremo pagare il doppio). Mentre l’altro fratello è fuori con il camion in appoggio a mio papà.

    Quando ero all’università da lunedì a venerdi studiavo, aiutavo con i miei fratelli nei campi quando avevamo finito di studiare. Anche di sera, fino a mezzanotte, per piantare con il trattore e l’impiantatrice diverse migliaia di piantine di insalata, radicchio ecc a seconda della stagione. Abbiamo fatto anche montare un potente faro sul retro del trattore per poter lavoare anche quando è buio.
    La tesi la scrivevo di mattina molto presto ( dalle cinque alle otto) o molto tardi ( dopo aver servito gli ospiti a cena). Soprattutto la domenica dopo la Messa delle 18.00, momento in cui ero particolarmente ispirato.
    Adesso faccio la pratica professionale per diventare avvocato (continuando a fare quel che facevo all’università). Ho l’esame quest’anno. Ma prima mi sposo con la mia fidanzata qui a luglio.
    Mi sono laureato a 24 anni, penso anche di aver fatto qualcosa fino ad adesso oltre che a mandar giù diverse migliaia di pagine ogni semestre. Tuttavia non ho ancora avuto bisogno di dar dello sfigato a nessuno perchè ritengo che l’esser fiero di me, e la gratitudine a Dio per le fortune che mi ha dato non passino per la denigrazione di chi ha avuto percorsi di studio più lunghi, per motivi suoi.

    Conosco ragazzi che hanno fatto anche molto più e meglio di me. Che magari fuori corso ci andati perchè con qualche malattia grave, propria, o di un familiare, perchè hanno dovuto o voluto lavorare mentre studiavano. Che magari hanno lavorato e preso la laurea per hobby, dato che ormai l’esser laureati non è più garanzia di niente.
    Quanto al resto, io sono circondato da persone professionalmente più brave e capaci di me e pendo letteralmente dalle loro labbra perchè ogni giorno mi rendo conto della quantità di cose che non so.
    Per questo ritengo che dir quel che ha detto lei sia un po’ da sfigato. E che se si candidasse raccoglierebbe il voto suo e quello dei suoi familiari perchè prima di oggi, io non sapevo neanche chi lei fosse.
    Cordialmente

  • Voglio essere ottimista: se e’ parte del Governo Monti, probabilmente e’ bravo. Questo giro ha imparato a stringere la lingua in mezzo ai denti fino a che non sanguina.
    Poi.
    Mi piacerebbe suggerire al sottosegretario quello che vent’anni fa un giovanissimo imprenditore rispose a me che ero un suo consulente: ” Dott Zanini se lei e’ cosi’ bravo perche’ non smette di dare consigli e non apre una sua azienda? ” E’ quello che ho fatto. Garantisco che e’ dura. Quindi… Caro Dott Martone si faccia venire qualche idea, la smetta di dare consigli, e faccia approvare dal Parlamento le sue proposte. Se ci riesce avra’ il mio applauso.

    http://planethotel.blogspot.com/2012/01/i-limiti-allo-sviluppo-turistico.html

  • Lei e’ l’icona di un governo molto forte, senza “pietas” per i meno fortunati. La pigrizia va combattuta ma tirare mattoni in faccia alla gente da un bunker dorato e’ quantomeno arrogante. Essendomi laureato a 22 anni, avendo fatto per 38 il giornalista e parlando qualche lingua, non sono quello che Lei chiamerebbe uno sfigato. Mi permetto di suggerirle di scrivere qualcosa in meno e di spendere un po’ di tempo nel visitere un ospedale, un ufficio di collocamento o semplicemente un supermercato. Forse si renderebbe conto di cos’e’ la vita reale delle persone per le quali -ahinoi- e’ chiamato, senza legittimazione elettorale, a decidere.

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