<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress/2.3.3" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>
<channel>
	<title>Commenti a: L&#8217;accordo quadro e il difficile cammino della democrazia sindacale</title>
	<link>http://www.michelmartone.org/laccordo-quadro-e-il-difficile-cammino-della-democrazia-sindacale-361.html</link>
	<description>UNIVERSITA', LAVORO, RICAMBIO GENERAZIONALE</description>
	<pubDate>Sat, 31 Jul 2010 14:13:40 +0000</pubDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.3.3</generator>
		<item>
		<title>Di: MAURO</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/laccordo-quadro-e-il-difficile-cammino-della-democrazia-sindacale-361.html#comment-1683</link>
		<dc:creator>MAURO</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Aug 2009 23:15:24 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.michelmartone.org/laccordo-quadro-e-il-difficile-cammino-della-democrazia-sindacale-361.html#comment-1683</guid>
		<description>Condivido le considerazioni generali di Martone, sulla necessità di regolare rappresentanza e ambito della contrattazione. Vedo però ancora molte ambiguità sugli obiettivi da raggiungere, Ha ragione Martone il parlamento applichi finalmente l'art. 39 della costituzione, per via legislativa e non solo negoziale, consentendo di sapere chi sono le organizzazioni sindacali che per rappresentanza effettiva hanno il mandato a trattare (questo deve valere anche per le rappresentanze delle imprese). Non è accettabile in un paese dove la democrazia della rappresentanza è sancita dalla costituzione, vedere organizzazioni sindacali moltiplicare i prori iscritti senza prove e pretendere di firmare accordi che valgono per milioni di persone. Bisogna evitare facili scorciatoie. Credo che per governare il conflitto tra soggetti aventi interessi diversi, valga certamente la definizione di regole previse e vincolanti per tutti: imprese e lavoratori. Credo che perciò sia importante conoscere con precisione nel privato come nel pubblico, chi rappresenta gli interessi in campo. Senza questa premessa fondamentale, gli accordi compreso l'accordo quadro del 22 gennaio si prestano, come stà avvenendo con la non firma della CGIL, a ulteriori ragioni di conflitto ideologico. I lavoratori e le imprese che sono già con la schiena ritta e che sono in prima linea nel reggere la crisi in atto, meritano un clima e degli interlocutori disposti a misurarsi al tavolo negoziale sulla base della loro effettiva rappresentanza. Ne gioverebbe il paese</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Condivido le considerazioni generali di Martone, sulla necessità di regolare rappresentanza e ambito della contrattazione. Vedo però ancora molte ambiguità sugli obiettivi da raggiungere, Ha ragione Martone il parlamento applichi finalmente l&#8217;art. 39 della costituzione, per via legislativa e non solo negoziale, consentendo di sapere chi sono le organizzazioni sindacali che per rappresentanza effettiva hanno il mandato a trattare (questo deve valere anche per le rappresentanze delle imprese). Non è accettabile in un paese dove la democrazia della rappresentanza è sancita dalla costituzione, vedere organizzazioni sindacali moltiplicare i prori iscritti senza prove e pretendere di firmare accordi che valgono per milioni di persone. Bisogna evitare facili scorciatoie. Credo che per governare il conflitto tra soggetti aventi interessi diversi, valga certamente la definizione di regole previse e vincolanti per tutti: imprese e lavoratori. Credo che perciò sia importante conoscere con precisione nel privato come nel pubblico, chi rappresenta gli interessi in campo. Senza questa premessa fondamentale, gli accordi compreso l&#8217;accordo quadro del 22 gennaio si prestano, come stà avvenendo con la non firma della CGIL, a ulteriori ragioni di conflitto ideologico. I lavoratori e le imprese che sono già con la schiena ritta e che sono in prima linea nel reggere la crisi in atto, meritano un clima e degli interlocutori disposti a misurarsi al tavolo negoziale sulla base della loro effettiva rappresentanza. Ne gioverebbe il paese</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Federico</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/laccordo-quadro-e-il-difficile-cammino-della-democrazia-sindacale-361.html#comment-1518</link>
		<dc:creator>Federico</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Feb 2009 18:54:07 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.michelmartone.org/laccordo-quadro-e-il-difficile-cammino-della-democrazia-sindacale-361.html#comment-1518</guid>
		<description>Condidivo l'ultimo post del prof. Martone: la riforma, almeno per il momento, credo non sia destinata a funzionare.
Le valutazioni di metodo e di merito, formulate rispettivamente dal Presidente Ciampi e da Pierre Carniti, sembrano al riguardo dirimenti.
Mi preme sottoporre alla Vostra attenzione la seguente riflessione: la facoltà di modificare, sotto determinate condizioni, singoli istituti economici o normativi dei CCNL al fine di favorire lo sviluppo economico ed occupazionale, non rischia di riprodurre una sorta di gabbia salariale? Penso soprattutto alle aree più depresse del Paese.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Condidivo l&#8217;ultimo post del prof. Martone: la riforma, almeno per il momento, credo non sia destinata a funzionare.<br />
Le valutazioni di metodo e di merito, formulate rispettivamente dal Presidente Ciampi e da Pierre Carniti, sembrano al riguardo dirimenti.<br />
Mi preme sottoporre alla Vostra attenzione la seguente riflessione: la facoltà di modificare, sotto determinate condizioni, singoli istituti economici o normativi dei CCNL al fine di favorire lo sviluppo economico ed occupazionale, non rischia di riprodurre una sorta di gabbia salariale? Penso soprattutto alle aree più depresse del Paese.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: MM</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/laccordo-quadro-e-il-difficile-cammino-della-democrazia-sindacale-361.html#comment-1516</link>
		<dc:creator>MM</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Feb 2009 23:39:39 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.michelmartone.org/laccordo-quadro-e-il-difficile-cammino-della-democrazia-sindacale-361.html#comment-1516</guid>
		<description>dopo quindici anni una riforma era necessaria, 
ma credo che senza la cgil non funzionerà ed anzi rischia di sgretolare l'intero ordinamento intersindcale, 
ora è difficile giudicare la riforma dovremo vedere cosa accadrà con i primi contratti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>dopo quindici anni una riforma era necessaria,<br />
ma credo che senza la cgil non funzionerà ed anzi rischia di sgretolare l&#8217;intero ordinamento intersindcale,<br />
ora è difficile giudicare la riforma dovremo vedere cosa accadrà con i primi contratti</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: francesco saitto</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/laccordo-quadro-e-il-difficile-cammino-della-democrazia-sindacale-361.html#comment-1514</link>
		<dc:creator>francesco saitto</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Feb 2009 13:15:16 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.michelmartone.org/laccordo-quadro-e-il-difficile-cammino-della-democrazia-sindacale-361.html#comment-1514</guid>
		<description>sicuramente non è in discussione l'importanza dell'accordo e la necessità di riforme e cambiamenti, forse qualcosa da dire ci sarebbe sul metodo...la divisione dei sindacati potrebbe essere un pericoloso presupposto, una macchia indelebile...vedremo ma lo stesso Ciampi ha detto che, lui, nel 1993, avrebbe chiuso tutti a chiave in una stanza piuttosto che arrivare ad un accordo che non fosse condiviso...il metodo è sostanza ogni tanto, forse anche in questo caso</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>sicuramente non è in discussione l&#8217;importanza dell&#8217;accordo e la necessità di riforme e cambiamenti, forse qualcosa da dire ci sarebbe sul metodo&#8230;la divisione dei sindacati potrebbe essere un pericoloso presupposto, una macchia indelebile&#8230;vedremo ma lo stesso Ciampi ha detto che, lui, nel 1993, avrebbe chiuso tutti a chiave in una stanza piuttosto che arrivare ad un accordo che non fosse condiviso&#8230;il metodo è sostanza ogni tanto, forse anche in questo caso</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Francesco di Tonto</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/laccordo-quadro-e-il-difficile-cammino-della-democrazia-sindacale-361.html#comment-1513</link>
		<dc:creator>Francesco di Tonto</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Feb 2009 11:36:18 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.michelmartone.org/laccordo-quadro-e-il-difficile-cammino-della-democrazia-sindacale-361.html#comment-1513</guid>
		<description>Nonostante, da un punto di vista teorico,l'accordo quadro sulla riforma degli assetti contrattuali mi sembra un bel passo in avanti,non mi lascerei incantare da facili entusiasmi,dato che per quanto utili ed efficienti possano essere le riforme giuridiche,non sono mai sufficienti.Se infatti osserviamo la lunga storia dei sindacati nel nostro paese,ci possiamo rendere conto come i problemi principali legati alle costanti vicende sindacali risiedono sul piano etico o meglio di assoluta scorrettezza dei sindacati, che hanno saputo sempre e solo vedere dalla parte a loro conveniente.Pertanto,il fatto che il Governo chiami il sindacato a nuove responsabilità mi crea non poche ansie,alla luce dei trascorsi storici.Certo,con un pò di ottimismo si potrebbe pensare che sia proprio la rsponsabilizzazione a "FAR METTERE LA TESTA A POSTO AI SINDACATI",ma francamente non credo che con così poco si possa raddrizzare la schiena a chi da troppi e troppi anni ce l'ha storta.
Prima di accordi quadro,decreti-legge etc, sarebbe quanto mai auspicabile,che si diffondesse una sorta di etica generazionale capace di farci superare i conflitti egoistici che da troppo tempo ormai predominano nel nostro paese.Chiuderei con una frase di Schopenhauer:"L'EGOISMO POSSIEDE LA COERENZA DELLA PURA FOLLIA, NON HA BISOGNO DI CONFUTAZIONE,MA DI CURE"</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Nonostante, da un punto di vista teorico,l&#8217;accordo quadro sulla riforma degli assetti contrattuali mi sembra un bel passo in avanti,non mi lascerei incantare da facili entusiasmi,dato che per quanto utili ed efficienti possano essere le riforme giuridiche,non sono mai sufficienti.Se infatti osserviamo la lunga storia dei sindacati nel nostro paese,ci possiamo rendere conto come i problemi principali legati alle costanti vicende sindacali risiedono sul piano etico o meglio di assoluta scorrettezza dei sindacati, che hanno saputo sempre e solo vedere dalla parte a loro conveniente.Pertanto,il fatto che il Governo chiami il sindacato a nuove responsabilità mi crea non poche ansie,alla luce dei trascorsi storici.Certo,con un pò di ottimismo si potrebbe pensare che sia proprio la rsponsabilizzazione a &#8220;FAR METTERE LA TESTA A POSTO AI SINDACATI&#8221;,ma francamente non credo che con così poco si possa raddrizzare la schiena a chi da troppi e troppi anni ce l&#8217;ha storta.<br />
Prima di accordi quadro,decreti-legge etc, sarebbe quanto mai auspicabile,che si diffondesse una sorta di etica generazionale capace di farci superare i conflitti egoistici che da troppo tempo ormai predominano nel nostro paese.Chiuderei con una frase di Schopenhauer:&#8221;L&#8217;EGOISMO POSSIEDE LA COERENZA DELLA PURA FOLLIA, NON HA BISOGNO DI CONFUTAZIONE,MA DI CURE&#8221;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>
