Lettera al Direttore de La Stampa. Precisazioni all’articolo del 26 febbraio sul lavoro interinale

 

 

di martedì 28 febbraio 2012

Caro Direttore,

Le scrivo perché alcune inesattezze contenute nell’articolo, intitolato “Gli interinali rischiano stipendi ancora più bassi”, pubblicato sul Suo giornale domenica 26 febbraio a firma R.GI. mi costringono ad intervenire per fare alcune precisazioni ed evitare che si diffondano inutili allarmismi. Nell’articolo si legge che, secondo una “filosofia tipicamente liberista”, il Decreto varato in attuazione della Direttiva comunitaria riguardante le agenzie di lavoro interinale “non solo liberalizza e flessibilizza ampiamente il ricorso a questa forma di lavoro” per i lavoratori svantaggiati ma, soprattutto, “stabilisce chiaramente” che questi lavoratori “una volta inseriti in azienda riceveranno un salario più basso del 20% o verranno inquadrati due livelli al di sotto di quello teoricamente spettante”.

Si tratta di affermazioni errate. 

Nessuna disposizione del decreto prevede che i lavoratori svantaggiati, una volta inseriti in azienda, riceveranno un salario più basso del 20% o verranno inquadrati due livelli al di sotto di quello teoricamente spettante. Non è un caso, del resto, che l’autore non tenti neanche di citare l’articolo che conterrebbe una simile previsione per la semplice ragione che quell’articolo non esiste. Anzi, gli artt. 2 e 7 del decreto riaffermano che “le condizioni di base di lavoro e doccupazione” da assicurare ai lavoratori in somministrazione – e, in primo luogo, quelle attinenti la disciplina dell’orario di lavoro, la retribuzione e il divieto di ogni discriminazione – “devono essere complessivamente non inferiori a quelle dei dipendenti di pari livello dellutilizzatore, a parità di mansioni svolte”. E per questa via, con i limiti imposti dal recepimento della direttiva comunitaria, vengono poste le basi per un possibile ripensamento di quelle disposizioni che, per promuovere l’occupazione dei lavoratori svantaggiati, dal 2003, e non certo da quest’ultimo decreto, consentono alle agenzie di somministrazione di “operare in deroga”, sulla base di apposite convenzioni e di piani formativi individuali, al trattamento economico e normativo previsto per gli altri lavoratori in somministrazione.

Anche per questo, il Decreto, lungi dall’essere ispirato da una “filosofia liberista”, è più semplicemente europeista e pragmatico. Recepisce la direttiva 2008/104/CE che richiede agli Stati membri di riesaminare “le restrizioni e i divieti sul ricorso al lavoro tramite agenzia interinale” per “contribuire efficacemente alla creazione di posti di lavoro e allo sviluppo di forme di lavoro flessibili”. E, in questa prospettiva, dopo aver ribadito alcune importanti disposizioni di tutela dei lavoratori in somministrazione, promuove l’occupazione di quelli svantaggiati attraverso la rimozione graduale e mirata di quelle causali che, limitando il ricorso all’istituto, in questi anni hanno dato luogo ad un contenzioso che ha scoraggiato le assunzioni. Come dimostrano la stentata diffusione di questo istituto nel nostro paese, ma soprattutto il fatto che, da quando nel 2010 le causali sono state rimosse per i lavoratori in mobilità, le agenzie di lavoro interinale ne hanno ricollocati più di 70.000.

Per questa ragione, raccogliendo le proposte emerse in Parlamento e nel dialogo con le parti sociali, il Governo ha rimosso le causali anche per altre categorie di lavoratori svantaggiati.

Come da anni viene suggerito a livello comunitario, se vogliamo attrarre gli investimenti e aumentare l’occupazione dobbiamo anzitutto garantire ai lavoratori e alle imprese regole chiare per evitare contenziosi inutili. Questo è l’obiettivo del decreto, che non si propone di diminuire i salari dei lavoratori svantaggiati, ma, al contrario, di aumentarne i tassi di occupazione attraverso la rimozione graduale e mirata di vincoli formali che in altri paesi europei non sono mai esistiti.

Con viva cordialità Michel Martone

 

Allegati:

La lettera al direttore de la stampa, scaricabile in pdf


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