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	<title>Commenti a: Lettera aperta al Ministro Gelmini</title>
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	<description>UNIVERSITA', LAVORO, RICAMBIO GENERAZIONALE</description>
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		<title>Di: antonino.n</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/lettera-aperta-al-ministro-gelmini-307.html#comment-1810</link>
		<dc:creator>antonino.n</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 03:47:34 +0000</pubDate>
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		<description>Cosa sta succedendo presso le nostre scuole per infermieri professionali dell&#039;Universita&#039; Statale di Milano presso le varie Sedi Didattiche? Gli Allievi non riescono a superare gli esami:
parecchi abbandonano la scuola dietro tante difficolta&#039;,altri chiedono di essere trasferiti altrove.Il sig.Ministro si e&#039; mai chiesto perche&#039; le classi in partenza formate da 40 elementi si trovano ridotte a 10 l&#039;anno successivo.Sono tutti incapaci,vengono create per Loro tante difficolta&#039; tanto da spianare la strada per gli infermieri provenienti dagli altri Paesi,oppure gli insegnanti preposti non sono all&#039;altezza?Grazie</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa sta succedendo presso le nostre scuole per infermieri professionali dell&#8217;Universita&#8217; Statale di Milano presso le varie Sedi Didattiche? Gli Allievi non riescono a superare gli esami:<br />
parecchi abbandonano la scuola dietro tante difficolta&#8217;,altri chiedono di essere trasferiti altrove.Il sig.Ministro si e&#8217; mai chiesto perche&#8217; le classi in partenza formate da 40 elementi si trovano ridotte a 10 l&#8217;anno successivo.Sono tutti incapaci,vengono create per Loro tante difficolta&#8217; tanto da spianare la strada per gli infermieri provenienti dagli altri Paesi,oppure gli insegnanti preposti non sono all&#8217;altezza?Grazie</p>
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		<title>Di: carmine rizzo</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/lettera-aperta-al-ministro-gelmini-307.html#comment-1515</link>
		<dc:creator>carmine rizzo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Feb 2009 21:05:02 +0000</pubDate>
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		<description>MINISTRO GELMINI,  QUELL’ESPRESSIONE  NON VA ………E NON SOLO

Alla cortese attenzione dell&#039;onorevole Mariastella Gelmini 
                                                                                    e p.c. Presidente CNUDD Prof. Paolo Valerio  


Oggetto: osservazioni sull’espressione “studenti diversamente abili” utilizzata nel decreto per i criteri ripartizione stanziamento per interventi studenti diversamente abili anno 2008
Illustrissimo Sig. Ministro,
sono un operatore che lavora da anni nel campo della disabilità e in particolare nei Servizi universitari di supporto agli studenti universitari con disabilità. 
Le scrivo sollecitato dalla lettura del  Decreto Ministeriale 28 agosto 2008 prot. n. 159/2008, da Lei firmato, in cui campeggia l’espressione “studenti diversamente abili”, sulla quale vorrei proporLe alcune brevi considerazioni. 
Mi permetta di partire da una frase illuminante di Giuseppe Pontiggia apposta come dedica a un suo bel libro: «A tutte le persone disabili che lottano, non per diventare uguali agli altri, ma se stessi». Tale dedica ci interpella tutti, nessuno escluso.
In  nessun ambito della vita le parole sono chiacchiere, tantomeno nell’ambito del sistema formativo formale (quello di Sua competenza come Ministro): nella correzione dei temi contano perfino gli accenti e gli apostrofi,  si immagini quindi il peso specifico delle parole! La mia non vuole essere una mera disputa lessicografica o semantica, nell’uso di certi termini sono in ballo questioni più profonde, che concernono il rispetto vero delle persone, delle loro storie di vita e della loro condizione esistenziale. 
L’espressione “studenti diversamente abili” è sempre più diffusa nel mondo dell&#039;informazione e della politica, ma moltissimi fra i più competenti, preparati e appassionati operatori italiani nell&#039;area delle disabilità hanno eccepito vigorosamente su di essa. Le riporto alcuni esempi: la teologa Adriana Zarri scrive che questa «ridicola e ipocrita definizione rappresenta il colmo dell&#039;imbarbarimento e, in fondo, dimostra una mancata accettazione di uno stato di difficoltà»; Andrea Pancaldi parla di termine «carico di ambiguità»; il giornalista Franco Bomprezzi denuncia una «deriva linguistica che, nell&#039;enfatizzare le capacità di alcuni, ignora le persone con maggiori difficoltà». Carlo Giacobini, poi, descrive il “neologismo” con acuta ironia come «un ansiolitico linguistico, utile al massimo a mettere in pace la coscienza di coloro che non si sono mai fatti carico sino in fondo di questi problemi».
Personalmente ritengo che si tratti di un tentativo maldestro di &quot;sdoganare&quot; le disabilità, rimuovendo (o se si preferisce camuffando) le difficoltà reali che assillano giorno per giorno gli studenti universitari con disabilità. Invece di lottare per affermare nella prassi quotidiana il diritto all&#039;uguaglianza di opportunità, si inseguono goffamente modelli efficientisti ed estetici. Qualcuno potrebbe obiettare che l’espressione mira a valorizzare le abilità residue (quando ci sono), il che è sicuramente doveroso ma ha come indispensabile presupposto il riconoscimento leale e oggettivo delle limitazioni delle attività, non la loro rimozione attraverso operazioni di ‘cosmesi comunicativa’.
L&#039;inserimento e l&#039;inclusione sono possibili, da una parte, mediante provvedimenti amministrativi che favoriscano i progetti di vita indipendente di ciascuno (e quindi mettendo in campo investimenti); dall&#039;altra, attraverso processi culturali di accettazione lunghi e complessi, che non solo non passano attraverso la proposta di nuove e ambigue definizioni ma possono addirittura essere da esse ostacolati.
Gli studenti universitari con disabilità hanno bisogno di servizi, e non di questi biglietti da visita ingenui, e anche fuorvianti.
Infine, vale la pena ricordare che il termine diversamente abile non ha nessun rigore scientifico, né alcuna valenza sul piano legislativo ed è intraducibile in altre lingue. L&#039;Organizzazione Mondiale della Sanità, che il 22/5/2001 ha approvato la Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute, suggerisce di usare il termine &quot;persone disabili&quot; o &quot;persone con disabilità&quot;.Mi auguro, Sig. Ministro, che non voglia liquidare questa mia lettera come un semplice esercizio di pedanteria e puntigliosità semantica, ma intenderla come un piccolo contributo sulla strada da percorrere per la piena promozione dei diritti di cittadinanza delle persone con disabilità e per la creazione delle condizioni perché possano essere se stesse e non quello che noi vogliamo che siano. 
E allora, mi creda Sig. Ministro, tutti noi saremo più autenticamente noi stessi.

Napoli 01/02/2009
                                                                                                                                                                      Carmine Rizzo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>MINISTRO GELMINI,  QUELL’ESPRESSIONE  NON VA ………E NON SOLO</p>
<p>Alla cortese attenzione dell&#8217;onorevole Mariastella Gelmini<br />
                                                                                    e p.c. Presidente CNUDD Prof. Paolo Valerio  </p>
<p>Oggetto: osservazioni sull’espressione “studenti diversamente abili” utilizzata nel decreto per i criteri ripartizione stanziamento per interventi studenti diversamente abili anno 2008<br />
Illustrissimo Sig. Ministro,<br />
sono un operatore che lavora da anni nel campo della disabilità e in particolare nei Servizi universitari di supporto agli studenti universitari con disabilità.<br />
Le scrivo sollecitato dalla lettura del  Decreto Ministeriale 28 agosto 2008 prot. n. 159/2008, da Lei firmato, in cui campeggia l’espressione “studenti diversamente abili”, sulla quale vorrei proporLe alcune brevi considerazioni.<br />
Mi permetta di partire da una frase illuminante di Giuseppe Pontiggia apposta come dedica a un suo bel libro: «A tutte le persone disabili che lottano, non per diventare uguali agli altri, ma se stessi». Tale dedica ci interpella tutti, nessuno escluso.<br />
In  nessun ambito della vita le parole sono chiacchiere, tantomeno nell’ambito del sistema formativo formale (quello di Sua competenza come Ministro): nella correzione dei temi contano perfino gli accenti e gli apostrofi,  si immagini quindi il peso specifico delle parole! La mia non vuole essere una mera disputa lessicografica o semantica, nell’uso di certi termini sono in ballo questioni più profonde, che concernono il rispetto vero delle persone, delle loro storie di vita e della loro condizione esistenziale.<br />
L’espressione “studenti diversamente abili” è sempre più diffusa nel mondo dell&#8217;informazione e della politica, ma moltissimi fra i più competenti, preparati e appassionati operatori italiani nell&#8217;area delle disabilità hanno eccepito vigorosamente su di essa. Le riporto alcuni esempi: la teologa Adriana Zarri scrive che questa «ridicola e ipocrita definizione rappresenta il colmo dell&#8217;imbarbarimento e, in fondo, dimostra una mancata accettazione di uno stato di difficoltà»; Andrea Pancaldi parla di termine «carico di ambiguità»; il giornalista Franco Bomprezzi denuncia una «deriva linguistica che, nell&#8217;enfatizzare le capacità di alcuni, ignora le persone con maggiori difficoltà». Carlo Giacobini, poi, descrive il “neologismo” con acuta ironia come «un ansiolitico linguistico, utile al massimo a mettere in pace la coscienza di coloro che non si sono mai fatti carico sino in fondo di questi problemi».<br />
Personalmente ritengo che si tratti di un tentativo maldestro di &#8220;sdoganare&#8221; le disabilità, rimuovendo (o se si preferisce camuffando) le difficoltà reali che assillano giorno per giorno gli studenti universitari con disabilità. Invece di lottare per affermare nella prassi quotidiana il diritto all&#8217;uguaglianza di opportunità, si inseguono goffamente modelli efficientisti ed estetici. Qualcuno potrebbe obiettare che l’espressione mira a valorizzare le abilità residue (quando ci sono), il che è sicuramente doveroso ma ha come indispensabile presupposto il riconoscimento leale e oggettivo delle limitazioni delle attività, non la loro rimozione attraverso operazioni di ‘cosmesi comunicativa’.<br />
L&#8217;inserimento e l&#8217;inclusione sono possibili, da una parte, mediante provvedimenti amministrativi che favoriscano i progetti di vita indipendente di ciascuno (e quindi mettendo in campo investimenti); dall&#8217;altra, attraverso processi culturali di accettazione lunghi e complessi, che non solo non passano attraverso la proposta di nuove e ambigue definizioni ma possono addirittura essere da esse ostacolati.<br />
Gli studenti universitari con disabilità hanno bisogno di servizi, e non di questi biglietti da visita ingenui, e anche fuorvianti.<br />
Infine, vale la pena ricordare che il termine diversamente abile non ha nessun rigore scientifico, né alcuna valenza sul piano legislativo ed è intraducibile in altre lingue. L&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità, che il 22/5/2001 ha approvato la Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute, suggerisce di usare il termine &#8220;persone disabili&#8221; o &#8220;persone con disabilità&#8221;.Mi auguro, Sig. Ministro, che non voglia liquidare questa mia lettera come un semplice esercizio di pedanteria e puntigliosità semantica, ma intenderla come un piccolo contributo sulla strada da percorrere per la piena promozione dei diritti di cittadinanza delle persone con disabilità e per la creazione delle condizioni perché possano essere se stesse e non quello che noi vogliamo che siano.<br />
E allora, mi creda Sig. Ministro, tutti noi saremo più autenticamente noi stessi.</p>
<p>Napoli 01/02/2009<br />
                                                                                                                                                                      Carmine Rizzo</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: marianna</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/lettera-aperta-al-ministro-gelmini-307.html#comment-1380</link>
		<dc:creator>marianna</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Dec 2008 15:16:53 +0000</pubDate>
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		<description>Cara gelmini, come ha visto ci sono state molte manifestazioni in  questi ultimi mesi,perchè per tanti e tanti ragazzi quello ke lei ha detto e ha deciso nn è stato apprezzato!!!io penso ke sia anche giusto quello ke lei abbia fatto per tutti noi,ma non pensa che però dovrebbe fare anche un&#039;altra riforma nel mandare via i professori ke non sanno qual è il loro ruolo??Mi spiego,molti professori non hanno mai capito cosa significa essere professori perchè sono stati raccomandati e quindi si sono comprati le laure,ma intanto ci pensa ke ci sono altri professori migliori di questi ke stanno per strada??mi scusi se nn ho usato parole giuste per parlare con lei,ma da come vede le sucole non funzionano piu come una volta!!!distinti saluti!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara gelmini, come ha visto ci sono state molte manifestazioni in  questi ultimi mesi,perchè per tanti e tanti ragazzi quello ke lei ha detto e ha deciso nn è stato apprezzato!!!io penso ke sia anche giusto quello ke lei abbia fatto per tutti noi,ma non pensa che però dovrebbe fare anche un&#8217;altra riforma nel mandare via i professori ke non sanno qual è il loro ruolo??Mi spiego,molti professori non hanno mai capito cosa significa essere professori perchè sono stati raccomandati e quindi si sono comprati le laure,ma intanto ci pensa ke ci sono altri professori migliori di questi ke stanno per strada??mi scusi se nn ho usato parole giuste per parlare con lei,ma da come vede le sucole non funzionano piu come una volta!!!distinti saluti!!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: GC</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/lettera-aperta-al-ministro-gelmini-307.html#comment-1368</link>
		<dc:creator>GC</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Dec 2008 16:22:18 +0000</pubDate>
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		<description>http://it.youtube.com/watch?v=wgphdGySuQ0&amp;feature=channel</description>
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	<item>
		<title>Di: GC</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/lettera-aperta-al-ministro-gelmini-307.html#comment-1363</link>
		<dc:creator>GC</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Dec 2008 11:36:18 +0000</pubDate>
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		<description>Sono felice che Michele Martone abbia scritto questo post. È davvero necessario che il nostro Stato si occupi seriamente dell&#039;istruzione dei suoi cittadini.

Il cittadino italiano si è adeguato a quello che lo Stato gli ha consentito.
esempio di situazione opposta:
Gli ITALIANI ALL&#039;ESTERO si adeguano a regole rigide e a una competitività d&#039;eccellenza. Perchè hanno, abbiamo, ANCHE questa forza, nonostante ci venga fatto credere di NO.

Purtroppo IL CITTADINO ITALIANO SI È ADEGUATO anche quando il governo ha contratto il virus del clientelismo, del baronaggio, della corruzione (indulti per certi tipi di reati, minor certezza della giustizia), il virus dei lavori trasmessi dal padre al figlio in stile molto medievale, quello dei concorsi truccati...

E l&#039;Università non è che uno specchio dei cittadini che la classe dirigente italiana (tutta, perchè la colpa cade anche su chi non è stato capace di impedire certe aberrazioni dell&#039;informazione e della cultura prendessero piede) ha nel corso degli anni CREATO.

Eppure il senso critico e la voglia di costruire in positivo c&#039;è ancora. La sento in me e come me molte altre persone &quot;comuni&quot; ma volenterose. Quindi è il momento che la critica divenga costruttiva.
Lo dico perchè so come possa essere frustrante e ingiusto che le critiche piombino su chi ha voglia di AGIRE per riuscire a cambiare qualcosa.

Signor Martone, lei sembra aver voglia di AGIRE. Se è così, allora è giusto che prenda atto delle critiche. E giusto anche che le persone su questo sito scrivano non solo per plaudirla o evidenziare le pecche ma anche per proporre.
Questa secondo me è la strada giusta.
Inutile dire che continuerò a seguirla e eventualmente (con le mie poche competenze) ad essere propositivo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono felice che Michele Martone abbia scritto questo post. È davvero necessario che il nostro Stato si occupi seriamente dell&#8217;istruzione dei suoi cittadini.</p>
<p>Il cittadino italiano si è adeguato a quello che lo Stato gli ha consentito.<br />
esempio di situazione opposta:<br />
Gli ITALIANI ALL&#8217;ESTERO si adeguano a regole rigide e a una competitività d&#8217;eccellenza. Perchè hanno, abbiamo, ANCHE questa forza, nonostante ci venga fatto credere di NO.</p>
<p>Purtroppo IL CITTADINO ITALIANO SI È ADEGUATO anche quando il governo ha contratto il virus del clientelismo, del baronaggio, della corruzione (indulti per certi tipi di reati, minor certezza della giustizia), il virus dei lavori trasmessi dal padre al figlio in stile molto medievale, quello dei concorsi truccati&#8230;</p>
<p>E l&#8217;Università non è che uno specchio dei cittadini che la classe dirigente italiana (tutta, perchè la colpa cade anche su chi non è stato capace di impedire certe aberrazioni dell&#8217;informazione e della cultura prendessero piede) ha nel corso degli anni CREATO.</p>
<p>Eppure il senso critico e la voglia di costruire in positivo c&#8217;è ancora. La sento in me e come me molte altre persone &#8220;comuni&#8221; ma volenterose. Quindi è il momento che la critica divenga costruttiva.<br />
Lo dico perchè so come possa essere frustrante e ingiusto che le critiche piombino su chi ha voglia di AGIRE per riuscire a cambiare qualcosa.</p>
<p>Signor Martone, lei sembra aver voglia di AGIRE. Se è così, allora è giusto che prenda atto delle critiche. E giusto anche che le persone su questo sito scrivano non solo per plaudirla o evidenziare le pecche ma anche per proporre.<br />
Questa secondo me è la strada giusta.<br />
Inutile dire che continuerò a seguirla e eventualmente (con le mie poche competenze) ad essere propositivo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Maria Laura Perrone</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/lettera-aperta-al-ministro-gelmini-307.html#comment-1312</link>
		<dc:creator>Maria Laura Perrone</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Nov 2008 23:32:16 +0000</pubDate>
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		<description>....riallacciandomi al commento di d(a proposito...complimenti...bellissimo nome!!!),anche io chiaramente ho seguito con entusiasmo l&#039;avvicendarsi delle manifestazioni,che a quanto pare però non hanno sortito tutto quest effetto.:...poi però m sono anche un tantino indignata quando,incollata allo schermo con mentana in onda,ho visto le immagini di piazza navona,volti coperti,spranghe in mano,rabbia addosso,sedie,tavolini e persino funghi x il riscaldamento per aria...ancora una volta invece di far fronte comune ci si fa guerra a vicenda...rosso-nero,sinistra-destra,ognuno risoluto ad alzare al cielo la propria bandiera...senza possibilità di convergenza nè di dialogo alcuno,solo scontri verbali e non solo ....è questo il vero tallone d&#039;achille del nostro Paese...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;.riallacciandomi al commento di d(a proposito&#8230;complimenti&#8230;bellissimo nome!!!),anche io chiaramente ho seguito con entusiasmo l&#8217;avvicendarsi delle manifestazioni,che a quanto pare però non hanno sortito tutto quest effetto.:&#8230;poi però m sono anche un tantino indignata quando,incollata allo schermo con mentana in onda,ho visto le immagini di piazza navona,volti coperti,spranghe in mano,rabbia addosso,sedie,tavolini e persino funghi x il riscaldamento per aria&#8230;ancora una volta invece di far fronte comune ci si fa guerra a vicenda&#8230;rosso-nero,sinistra-destra,ognuno risoluto ad alzare al cielo la propria bandiera&#8230;senza possibilità di convergenza nè di dialogo alcuno,solo scontri verbali e non solo &#8230;.è questo il vero tallone d&#8217;achille del nostro Paese&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: d</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/lettera-aperta-al-ministro-gelmini-307.html#comment-1119</link>
		<dc:creator>d</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Nov 2008 20:19:56 +0000</pubDate>
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		<description>anch&#039;io come tanti mi oppongo alle misure del ministro gelmini. non le trovo funzionali al migliramento della qualità della scuola italiana e per certi versi fortemente distruttive per le aspettative di tanti studenti. mi trovo all&#039;estero per questo la protesta di piazza e il malcontento degli studenti mi ha raggiunto tramite i media. quello che ho visto mi è piaciuto e dispiaciuto. mi è piaciuto perchè molte teste si sono svegliate, impegnate ed interessate. la dimostrazione che forse ai giovani sta ancora a cuore la società di oggi e di domani. mi è dispiaciuto perchè ho visto tanta confusione sul contenuto della legge, ho sentito canzoncine nostalgiche e  anacronistiche, perchè ho sentito parlare di 68 non capendo bene il parallelismo, e ho visto manganelli e sedie per aria in piazza navona. se ci si impegna per salvaguardare qualcosa che più di ogni altra ci tocca, l&#039;università, non si può pensare di fare solo opposizione di piazza. il futuro si costruisce insieme con proposte e controproposte, altrimenti si rischia di essere poco credibili.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>anch&#8217;io come tanti mi oppongo alle misure del ministro gelmini. non le trovo funzionali al migliramento della qualità della scuola italiana e per certi versi fortemente distruttive per le aspettative di tanti studenti. mi trovo all&#8217;estero per questo la protesta di piazza e il malcontento degli studenti mi ha raggiunto tramite i media. quello che ho visto mi è piaciuto e dispiaciuto. mi è piaciuto perchè molte teste si sono svegliate, impegnate ed interessate. la dimostrazione che forse ai giovani sta ancora a cuore la società di oggi e di domani. mi è dispiaciuto perchè ho visto tanta confusione sul contenuto della legge, ho sentito canzoncine nostalgiche e  anacronistiche, perchè ho sentito parlare di 68 non capendo bene il parallelismo, e ho visto manganelli e sedie per aria in piazza navona. se ci si impegna per salvaguardare qualcosa che più di ogni altra ci tocca, l&#8217;università, non si può pensare di fare solo opposizione di piazza. il futuro si costruisce insieme con proposte e controproposte, altrimenti si rischia di essere poco credibili.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: simo</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/lettera-aperta-al-ministro-gelmini-307.html#comment-1114</link>
		<dc:creator>simo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Nov 2008 09:10:15 +0000</pubDate>
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		<description>l&#039;inidrizzo linkato non apre la pagina..questo dovrebbe funzionare!

http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=JP1RA</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>l&#8217;inidrizzo linkato non apre la pagina..questo dovrebbe funzionare!</p>
<p><a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&#038;currentArticle=JP1RA" rel="nofollow">http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&#038;currentArticle=JP1RA</a></p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: simo</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/lettera-aperta-al-ministro-gelmini-307.html#comment-1112</link>
		<dc:creator>simo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Nov 2008 20:00:38 +0000</pubDate>
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		<description>inserisco un link di un articolo decisamente particolare...

http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/ immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArti cle=JP1RA</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>inserisco un link di un articolo decisamente particolare&#8230;</p>
<p><a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/" rel="nofollow">http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/</a> immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArti cle=JP1RA</p>
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		<title>Di: flessibili e precari</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/lettera-aperta-al-ministro-gelmini-307.html#comment-1108</link>
		<dc:creator>flessibili e precari</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Nov 2008 18:02:56 +0000</pubDate>
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		<description>Davvero esiste tutta questa convinzione di avere accanto molto merito?

Forse chi non si impegna è davvero molto più stupido di chi si impegna, a noi piace chiamare chi si impegna &quot;gli intelligenti&quot;.

Probabilmente non è il &quot;chi&quot; o il &quot;cosa&quot; ad essere sbagliato, ma è invece il &quot;come&quot;: non c&#039;è facilità nel veicolare visioni del mondo del lavoro moderne e al passo con i tempi, gli studenti in piazza ne sono una perfetta fotografia.

Se ci si impegna con e per un &quot;come&quot; antico, fuorimercato e non più utile, ci si fa solo del male.

Tu trovi - a livello decontestualizzato, generale ed oggettivo - la &quot;critica&quot; essere un qualcosa di positivo o negativo? E&#039; qualcosa che rientra nella meritocrazia, la aiuta, le fa invece del male oppure ... ?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Davvero esiste tutta questa convinzione di avere accanto molto merito?</p>
<p>Forse chi non si impegna è davvero molto più stupido di chi si impegna, a noi piace chiamare chi si impegna &#8220;gli intelligenti&#8221;.</p>
<p>Probabilmente non è il &#8220;chi&#8221; o il &#8220;cosa&#8221; ad essere sbagliato, ma è invece il &#8220;come&#8221;: non c&#8217;è facilità nel veicolare visioni del mondo del lavoro moderne e al passo con i tempi, gli studenti in piazza ne sono una perfetta fotografia.</p>
<p>Se ci si impegna con e per un &#8220;come&#8221; antico, fuorimercato e non più utile, ci si fa solo del male.</p>
<p>Tu trovi &#8211; a livello decontestualizzato, generale ed oggettivo &#8211; la &#8220;critica&#8221; essere un qualcosa di positivo o negativo? E&#8217; qualcosa che rientra nella meritocrazia, la aiuta, le fa invece del male oppure &#8230; ?</p>
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