Lezioncine Americane

subprime_.jpgFino a ieri, Tremonti sembrava essere il solo sostenitore di un ritorno dello Stato nella gestione dell’economia.  Oggi è in ottima compagnia, visto che il Governo  americano ha appena stanziato oltre duecento miliardi di dollari, dico duecento miliardi di dollari (ovvero l’equivalente di cinque finanziarie nostrane), per salvare dalla bancarotta due delle più importanti società d’assicurazione d’oltre oceano.  Ora, mi chiedo se si tratti di una nouvelle vague del pensiero economico che servirà a dare ossigeno all’economia occidentale per contrastare la concorrenza delle tigri asiatiche, oppure dell’esportazione anche in America della nostra tradizionale abitudine di statalizzare le perdite e privatizzare gli utili, come secondo alcuni starebbe accadendo nel caso dell’Alitalia…….

Commenti


  • E’ un’operazione mai vista nella storia. In un mercato globalizzato la credibilità di un paese si misura anche da come riesce a reagire e a dirigere una crisi.
    Per mesi il mercato ha atteso una decisione del genere che se non fosse stata presa avrebbe comportato l’aggravamento dei mercati finanziari mondiali. Da questo punto di vista, partita dall’america l’aviaria finanziaria è ancora dall’america con una forte assunzione di responsabilità che viene la prima medicina. Quando un così grande paese ha la forza e la risolutezza di prendere le decisioni che gioveranno a tutto il mondo non si potrà certo tacciare gli USA di imperialismo economico.

  • Chissà cosa ne penserà il FMI…. modificheranno finalemente le loro idee e “raccomandazioni” disastrose?

  • Condivido la scelta del governo americano. La fiducia nella forze autoregolative del mercato ha portato a più di un anno di continue crisi dei mercati americani e europei, a “bruciare” centinaia di miliardi di Euro ogni settimana e a dei sistemi con una crescita vicina allo zero.
    Era giunto il momento di aggiungere nuova linfa ad un sistema vecchio, indebolito dall’ingresso dei grandi giganti asiatici nel mercato globalizzato.

  • L’America ha dovuto reagire, non avrebbe potuto fare altrimenti. I mercati di tutto il mondo sono legati a doppi filo con l’economia americana, la mossa è stata imponente, mai vista nella storia. Fannie e Freddie erano state create ai tempi della grande depressione per aiutare l’economia usa ad affrontare la crisi, e adesso sono ritornate all’origine, sono tornate statali e devono di nuovo gestire la crisi. E’ chiaro che la politica ownership di Bush ha fallito, e adesso deve correre ai ripari, forse avrebbe dovuto farlo anche prima e ridurre i danni che ne sono derivati all’economia non solo americana…

  • La fine della forza americana?

    Forse tutti si dimenticano come è nato e come è cresciuto questo paese …

    La visione del film “Il Petroliere” potrebbe dare una mano a tanti per capire davvero cosa era, e cosa è l’america …

  • Cosa significa globalizzazione?
    E’ un concetto astratto o è la nostra quotidianità?
    E’ meglio una democrazia obsoleta e fatiscente o una dittatura fresca e alternativa?
    E’ meglio che quel demoniaco di Busch abbia messo mano al portafoglio interno suo per salvare anche i nostri o è meglio quel santo che sta in Cina che massacra Tibetani come fossero quaglie?
    Il sistema americano non è un sistema esente da gravi colpe,ma per lo meno là c’è gente che lo può dire e questo dà e darà loro linfa vitale che continuerà a far generare nuovi germogli…

  • Salve. Sinceramente, vedo questa operazione, senz’altro senza precedenti, come un tentativo di riequilibrare il mercato occidentale (se non mondiale), come, per intenderci, può essere la svalutazione di una moneta, in un paese in crisi. Gli Usa potevano scegliere tra fare questo, e vedere la loro economia andare in una crisi annunciata; certo, questi stanziamenti potevano andare in ricerca o servizi per la popolazione, ma questo, a mio avviso, è un caso economico talmente sui generis e anomalo, da portare soluzioni altrettanto anomale: in pratica, “a mali estremi, estremi rimedi”

  • Non so se dovremmo essere felici dell’intervento per salvare Fannie e Freddie. Sinceramente stiamo vivendo una crisi di questo sistema, così come è stato interpretato. E’ chiaro, secondo me, che il capitalismo poteva reggere soltanto perchè americani, europei e giapponesi avevano trovato un equilibrio. Ora questo non c’è più. Non vogliamo accettare l’idea che il mondo sta cambiando e che dovremo rinunciare a qualche privilegio. I mercati finanziari possono aiutare l’economia reale solo se questultima è in salute. Mi sembra che tutti omettano di fare una considerazione sulla crisi attuale: che parte dall’economia reale…….se le persone avessero continuato a pagare i mutui non sarebbe successo niente. E a me non risulta che la politica dei mutui sia un problema degli ultimi anni…..è da una vita che so che negli U.S.A. davano il mutuo anche se non avevi un lavoro sicuro…..non è una trovata degli ultimi tempi……….il problema secondo me è che non è più facile crescere…..ora dobbiamo fare i conti con la crescita globale. Fino a 10 anni fa non si parlava di auto cinesi……ora ne ho vista una che pare non avere nulla da invidiare alle auto occidentali.
    Il mondo sta cambiando e in questa fase non si può crescere con i debiti perchè non c’è stabilità e si rischia di fallire.
    Se una famiglia vive spendendo tutto quello che guadagna l’aumento del prezzo della benzina o dei generi alimentari può metterla in difficoltà.
    Comunque, tornando al discorso della finanza, è indubbio che si sta percorrendo l’unica strada…..ma secondo me non sarà sufficiente poichè ci saranno due problemi: il primo è che i mercati finanziari non potranno più contare sugli strumenti dei decenni passati ; secondo, qualcuno dovrà pagare centinaia di miliardi di dollari utilizzati per il salvataggio.
    In conclusione, io non sarei tanto felice. E’ come curare un’infezione prendendo una medicina per abbassare la febbre. Questa magari scenderà ma l’infezione rimarrà.
    Io penso che dovremo prendere in considerazione la possibilità che avremo tempi duri.
    Il mondo sta crescendo.

  • Mi pare che stia succedendo un bel casino negli Stati Uniti, “la più grande bancarotta della storia”…

  • Il salvataggio di Fannie Mae e Freddie Mac e quanto invece sta accadendo in Italia per Alitalia sono operazioni da tenere distinte nella loro natura. Il salvataggio americano, da un lato, risulta necessitato perché altrimenti si sarebbe verificata una riduzione dell’offerta di credito e un crollo dei valori immobiliari senza precedenti, con un associato grave inasprimento della recessione. Al contrario, Alitalia è fallita senza gravi ripercussioni macroeconomiche

    Invece se si volesse tracciare un parallelo tra le due crisi esso si potrebbe rinvenire nella comune origine della crisi, perdite dovute alla protezione dalla concorrenza di mercato loro concessa dai rispettivi governi.

    E qui forse oggi, dopo una lunga e consolidata letteratura, che si dovrebbero davvero misurare i sostenitori dell’intervento statale in economia e i cosiddetti liberisti o mercatisti, nella visione tremontiana.

  • Non si puo’ condannare l’intervento statale in economia solo sulla base di quello che sta accadendo negli ultimi tempi. La realtà é molto più complessa. Consiglio la lettura di:

    La globalizzazione e i suoi oppositori, Joseph Stiglitz,
    Einaudi, Torino 2002.
    Tr. italian di Globalization and Its Discontents, W.W. Norton & Company, 2002.

  • Volevo condividere la visione di questa vignetta, mi ha davvero fatto ridere. http://www.corriere.it/foto_del_giorno/home/index_20080918.shtml
    In realtà il tema è serio e sulla crisi che in questi giorni sta segnando l’America, e di riflesso tutto il mondo, c’è ben poco da ridere.

  • Il crollo del ’29 è l’incubo americano e dell’economia occidentale, se non globale. La popolazione statunitense è stata la prima a incassarne le catastrofiche conseguenze. Un incubo che giorno dopo giorno si riavvicina e oggi più che mai viene rievocato dagli eventi.
    La storia ci insegna che anche il quel caso una ristretta elite di banchieri che controllava la federal reserve ne beneficiò in modo sproporzionato, aumentando il loro già illimitato potere dovuto ai tassi di interesse sull’emissione della moneta.
    Per chiarire questa tesi invito tutti a scaricare dalla rete “ZEITGEIST the movie”, un interessante documentario che nel suo terzo capitolo affronta il tema in questione, e anche tanti altri.
    Un saluto a tutti,
    Buona visione.

  • Simona la vignetta che hai condiviso con noi, infatti, non fa ridere, ma descrive una realtà che oggi l’Italia sente vicina più che mai.
    Statalizzare le perdite e privatizzare gli utili oggettivamente è una mossa da “berlusconiani”, da “benettoniani” da “tronchetti-proveraniani”, e da tutti i vari figliocci del premier, dai della valle a urbano cairo, che così hanno costrito i loro imperi.
    Diceva Roberto Benigni in una canzoncina ironica su berlusconi:
    Io sono il leader,
    il salvatore,
    la provvidenza,
    sono l’unto dal signore.

    La standa è mia,
    il milan è mio,
    e la marini, la cuccarini le cucco io,
    mentana, fede, paolo liguori,
    la fininvest-pubblitalia-mondadori,
    vittorio feltri, i due vianelli,
    e se obbediva, forse, indro montanelli,

    carlo rossella, clemente mimun,
    milano 2, milano 3, sorrisi e canzoni.
    ville in sardegna, palazzi a milano,
    un conto a hong kong, due a singapore e tre a lugano
    aerei, navi, banche , libretti,
    6 elicotteri, 200 doppiopetti…
    Io compro tutto dalla A alla zeta,
    ma quanto costa questo cazzo di pianeta,
    lo voglio io, lo compro adesso,
    poi compro Dio, che sarebbe a dir compro me stesso.

    Dopo questo siparietto, torniamo alle cose tragiche, si diceva che fine farà l’Alitalia?
    è chiaro che una volta rifiutata l’offerta di Air France, dispiace a tutti perdere una compagnia di bandiera sempre difesa, ma ormai solo fittizzia,
    e dispiace determinarne il fallimento, ma leggendo i giornali e guardando bruno vespa non vedo soluzioni (…anche perchè vespa non è mai molto rassicurante, è così proprio di natura)

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