L’Italia vista dall’estero – La battaglia contro la pigrizia nazionale

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Oggi l’International Herald Tribune pubblica un articolo dedicato all’Italia e alla campagna anti-fannulloni nel pubblico impiego. E c’è anche la mia prima intervista oltreconfine.

 

Ringrazio Alessandra Rizzo, dell’Associated Press, per avermi dato modo di rispondere alle sue domande.

 

Ecco il link per leggere l’articolo:

 

Commenti


  • Un articolo bellissimo,devo dire.A volte mi sembra che alcune espressioni inglesi rendano molto meglio il significato di alcuni concetti.per esempio”slay-sloth” è la politica che Brunetta vuole lanciare,che tradotto sarebbe”l’ammazza-fannulloni”,non suona molto meglio?
    “With competition from Asia intensifying, Italy will dawdle at its peril”:è quello che ha spiegato lei,Professore.Il debito cresce e l’unico stato capace di pagarlo è la Cina;praticamente se non ci diamo una mossa siamo fritti! Il”mostro dell’inefficenza”come lo chiama Brunetta deve essere debellato da una politica di progresso e di incentivazione delle nostre stesse risorse,per permettere al Paese di staccare la flebo dello stallo. Mi fanno un pò vergognare gli esempi di impiegati italiani che sono stati riportati dall’HT.una in kenya,praticamente in vacanza,un altro,una specie di vandalo in libertà:sono un’Italiana anche io!é vero pure che,nonostante questi due campioni ci rappresentano per una buona percentuale,dall’altra come diceva sempre il nostro Ministro,non è che gli Italiani nascono”lazzaroni”-C’è gente che si impegna sul serio,come i ragazzi che hanno postato le loro storie su Itakapress.org,che a volte hanno anche dovuto mollare per colpa dell’ingiustizia che regna sovrana su questo Paese.
    Brunetta pare averci azzeccato,secondo il celebre quotidiano americano,e l’assenteismo sarebbe in netto calo:un buon segno,no?
    “L’Italia è piena di gente che vuole emergere,ma non sa come:Bisognerebbe ci fosse qualcosa come un ascensore sociale, che permettesse ai meritevoli di salire ma i pigri che stanno in giro a cincischiare o fanno finta di essere malati,scendessero e uscissero dall’ascensore. Questa battaglia culturale richiederà tempo e deve essere combattuta su molti versanti.Gli Italiani però pare l’abbiano iniziato a capire”
    aggiungerei Amen! :)

  • Riccardo Tordera Ricchi

    Finalmente anche la stampa estera si rende conto che il nostro paese cerca di cambiare..certo c’è molto da fare, il pubblico impiego è la punta dell’iceberg ma intanto è qualcosa che emerge!
    Quello che però deve essere alla base di questa riforma non sono tanto i tornelli agli ingressi quanto una modifica strutturale delle carriere all’interno della p.a.(magistratura, università, ecc )e della mentalità di coloro che pensano sia più semplice vivere in un sistema che va al ribasso: questa è la vera sfida da vincere e mi auguro che Brunetta e noi tutti la possiamo vincere. sarà possibile? io lo spero, certo ad essere sincero non ho tanta fiducia nei miei connazionali… Italiani pecore anarchiche, come recita provocatoriamente il titolo di un recente saggio di Gervaso

  • For those who can understand English, I wrote an article on a British website called HAGLEY ROAD TO LADYWOOD. iT FOCUSES on the Italian situation and the dodgy mixture of populism, authoritarianism that is creeping in Berlusconi’s Italy.

    Not to mention the escalating problems with racism.

    Have a look. The headline is “Watch it, Italy”,
    which means more or less “Attenzione, Italia”.

    A quote: “Yet, what’s most disturbing is the Italian’s sense of resignation, as well as Berlusconi’s enduring popularity in the polls. The temptation is to say that, after all, Italy is the place where fascism was invented. But it wouldn’t be fair on all the Italian trade unionists, socialists and liberals who lost their lives fighting for their freedom”.

    Here is the LINK:
    http://mymarilyn.blogspot.com/2008/11/watch-it-italy.html

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