Questo sito è aperto a tutti e vorrebbe essere un luogo di incontro e discussione sul futuro di una generazione che nessuno è ancora riuscito a capire….. Per questo sono benvenute idee, commenti, critiche e suggerimenti. Ma non gli insulti, che ultimamente abbondano, perchè servono solo a sfogare la frustrazione di alcuni ma non contribuiscono a costruire un futuro migliore per tutti…..
Share This7 Commenti per “Ma che c’entrano le parolacce?”
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Alessandra,
perchè non ci dici tu quali sono i problemi veri in modo che poi ne possiamo discutere?
Sono assolutamente d’accordo con Francesco.
Così Alessandra tu che affermi di conoscere i problemi ‘veri’ e la loro possibile soluzione,rendi la tua critica costruttiva, scrivi un articolo. Illuminaci.
Anch’io sono assolutamente d’accordo con francescodp.Per altro a me pare che qui tutto si fa,tranne che filosofeggiare.Itaka è una piattaforma:tutti sullo stesso piano anche se tutti diversi,quelli che sprecano i polpastrelli per gli insulti hanno preso la via sbagliata per emergere.
@ Alessandra
Vai a vedere come ti ho risposto sui commenti al post “a tavola con i cattivi maestri”, e poi, ti prego, rispondimi..!
Ci tengo a suggerire a tutti quelli ch la pensano come Alessandra, e soprattutto a lei portavoce di un dissenso che ci dice molto diffuso, a partecipare insieme a noi al progetto di Itaka, e a scrivere e dare al propria opinione su itakapress. Non siamo un gruppetto e l’idea stessa di essere on-line né è la prova. Potevamo riunirci nei “salotti buoni” (secondo te è quello il nostro posto?)e invece siamo scesi nello sconfinato territorio della rete, questo universo dove non c’è alcuna barriera e le frontiere sono azzerate. Non c’è status sociale né conto in banca del papà, ma solo le idee che pubblichiamo perché vengano da tutti commentate, analizzate, giudicate, nel bene o nel male. Tutto ciò per crescere nel confronto e nel dialogo.
Assolutamente d’accordo con Francesco dp.
Criticare è fin troppo facile con le parolacce.
Criticare diventa meno facile senza insultare a sproloquio.
Criticare è molto più difficile se lo si fà con cognizione di causa e diventa ancora più arduo se si vuole essere anche propositivi.
condivido in pieno gli interv di simona scelfo e francesco dp.
ho letto solo ora certi imbrattamenti incivili sul blog..quanta rabbia latente.
credo l’errore della nostra generazione sia proprio questo: essere molto ma molto inca***ti, ma non riuscire a tradurre questa forza in rivoluzione.
ci vuole umiltà per crescere e creare gruppo. e la nostra generazione è ora che inizi ad impararla.
noi ragazzi che scriviamo su questo blog e ci rendiamo attivi nelle diverse iniziative, non stiamo ingraziandoci alcun prof ma solo cercando di imparare da chi evidentem ne sa più di noi.
i maestri ci sono. siamo noi giovani che preferiamo non ammetterlo.