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	<title>Commenti a: Merito: questa è la prima generazione che lo vuole</title>
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	<description>UNIVERSITA', LAVORO, RICAMBIO GENERAZIONALE</description>
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		<title>Di: VALDEMAR</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/merito-questa-e-la-prima-generazione-che-lo-vuole-317.html#comment-1439</link>
		<dc:creator>VALDEMAR</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Dec 2008 22:09:18 +0000</pubDate>
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		<description>Dal &#039;68 a oggi è trascorso un tempo storico lunghissimo per gli avvenimenti drammatici importanti succedutisi e per l&#039; inerzia della risposta politica dello Stato che non ha reso possibile una riforma della Costituzione e una rifondazione degli studi scolastici in toto.
Molti studenti giovani (di cui posso essere padre) parlano con malcelata invidia dell&#039;entusiasmo profuso in quegli anni dai sessantottini, sicuramente perchè i loro genitori non gli hanno spiegato nè pouto spiegare (per fanatismo) quanto di marcio fosse coesistito allora, di ideologicamente comunista, insieme a un movimento culturale giovanile spontaneo liberale (di sinistra\ allora)  rivolto, non tanto all&#039; odio antiamericano, quanto a un rinnovamento dei rapporti politici-culturali fra Stato-partito-famiglia patriarcale  e individui ( non masse ) soggetti non più strumentalizzati e strumentalizzabili dai media. 
In Italia Chiesa e Stato sono stati di ostacolo alla liberazione culturale dal giogo dello Statuto Albertino (del &#039;848) e della anomala Costituzione Italiana del &#039;945 in cui emersero afflati di ideologia comunista e clericale dove ancora non era accettato il libero pensiero in libero stato; a noi è mancato Locke, Galileo fu incarcerato e Giordano Bruno al rogo, come non pensare che una tale cultura intrisa di cattolicesimo assolutista e di socialismo massimalista (caparbiamente comunista e fanaticamente religioso) non abbiano soffocato l&#039; avvento di una repubblica virtuosa? La mafia non fù causa ma effetto di una politica dissennatamente filistea e declinata alle ideologie cattolica e comunista del &#039;45. Ancora oggi ne paghiamo le colpe. Berlinguer e Moro ebbero responsabilità politiche determinanti per la stagnazione della politica italiana entro i limiti chiusi della Costituzione  e  (fatto sconto per la integrità morale di entrambi e per la tragica insoluta scomparsa del secondo) sono ancora oggi santificati e non riconosciuti  artefici ( ma ancor più i loro eredi spirituali) di un morboso cattocomunismo che impedì e impedisce ai movimenti giovanili di lasciare almeno una traccia di laicità nello Stato, coartandoli in un contesto politico mummificato (purtroppo qui intravvedo pesanti responsabilità dei partiti storici nell&#039;avere fermato il processo di modernizzazione del Paese).
Valdemar</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dal &#8217;68 a oggi è trascorso un tempo storico lunghissimo per gli avvenimenti drammatici importanti succedutisi e per l&#8217; inerzia della risposta politica dello Stato che non ha reso possibile una riforma della Costituzione e una rifondazione degli studi scolastici in toto.<br />
Molti studenti giovani (di cui posso essere padre) parlano con malcelata invidia dell&#8217;entusiasmo profuso in quegli anni dai sessantottini, sicuramente perchè i loro genitori non gli hanno spiegato nè pouto spiegare (per fanatismo) quanto di marcio fosse coesistito allora, di ideologicamente comunista, insieme a un movimento culturale giovanile spontaneo liberale (di sinistra\ allora)  rivolto, non tanto all&#8217; odio antiamericano, quanto a un rinnovamento dei rapporti politici-culturali fra Stato-partito-famiglia patriarcale  e individui ( non masse ) soggetti non più strumentalizzati e strumentalizzabili dai media.<br />
In Italia Chiesa e Stato sono stati di ostacolo alla liberazione culturale dal giogo dello Statuto Albertino (del &#8217;848) e della anomala Costituzione Italiana del &#8217;945 in cui emersero afflati di ideologia comunista e clericale dove ancora non era accettato il libero pensiero in libero stato; a noi è mancato Locke, Galileo fu incarcerato e Giordano Bruno al rogo, come non pensare che una tale cultura intrisa di cattolicesimo assolutista e di socialismo massimalista (caparbiamente comunista e fanaticamente religioso) non abbiano soffocato l&#8217; avvento di una repubblica virtuosa? La mafia non fù causa ma effetto di una politica dissennatamente filistea e declinata alle ideologie cattolica e comunista del &#8217;45. Ancora oggi ne paghiamo le colpe. Berlinguer e Moro ebbero responsabilità politiche determinanti per la stagnazione della politica italiana entro i limiti chiusi della Costituzione  e  (fatto sconto per la integrità morale di entrambi e per la tragica insoluta scomparsa del secondo) sono ancora oggi santificati e non riconosciuti  artefici ( ma ancor più i loro eredi spirituali) di un morboso cattocomunismo che impedì e impedisce ai movimenti giovanili di lasciare almeno una traccia di laicità nello Stato, coartandoli in un contesto politico mummificato (purtroppo qui intravvedo pesanti responsabilità dei partiti storici nell&#8217;avere fermato il processo di modernizzazione del Paese).<br />
Valdemar</p>
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	<item>
		<title>Di: flessibili e precari</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/merito-questa-e-la-prima-generazione-che-lo-vuole-317.html#comment-1196</link>
		<dc:creator>flessibili e precari</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 11:42:21 +0000</pubDate>
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		<description>Joseph Stieglitz - non Joseph Stiegliz - ha le sue idee, in parte certamente condivisibili. E&#039; un grande economista. E&#039; un uomo, non un Dio.

Il Mercato nei prossimi anni ci dirà cosa sta realmente succedendo, ma una cosa è per ora sufficientemente chiara: i paesi che stanno conquistando giorno dopo giorno fette pesanti di potere nel Mondo e nel Mercato a discapito di altri, sono tutto fuorchè paesi di stampo liberista da un lato, ma neppure sono paesi con &quot;economie sociali&quot;.

Sono:
- regimi mascherati da democrazie e stati sociali, protetti dal potere economico dei loro centri produttivi, oppure dalla forza spropositata delle loro risorse energetiche;
- teocrazie che negano le libertà delle donne e degli individui;
- sistemi a base democratica che sono però fortemente pervasi da concetti di somatizzazione storica riguardo al potere delle classi dominanti rispetto a quelle inferiori.

Non confondere la parola &quot;Mercato&quot; con la parola &quot;Finanza&quot; - lo zucchero non è certo il sale.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Joseph Stieglitz &#8211; non Joseph Stiegliz &#8211; ha le sue idee, in parte certamente condivisibili. E&#8217; un grande economista. E&#8217; un uomo, non un Dio.</p>
<p>Il Mercato nei prossimi anni ci dirà cosa sta realmente succedendo, ma una cosa è per ora sufficientemente chiara: i paesi che stanno conquistando giorno dopo giorno fette pesanti di potere nel Mondo e nel Mercato a discapito di altri, sono tutto fuorchè paesi di stampo liberista da un lato, ma neppure sono paesi con &#8220;economie sociali&#8221;.</p>
<p>Sono:<br />
- regimi mascherati da democrazie e stati sociali, protetti dal potere economico dei loro centri produttivi, oppure dalla forza spropositata delle loro risorse energetiche;<br />
- teocrazie che negano le libertà delle donne e degli individui;<br />
- sistemi a base democratica che sono però fortemente pervasi da concetti di somatizzazione storica riguardo al potere delle classi dominanti rispetto a quelle inferiori.</p>
<p>Non confondere la parola &#8220;Mercato&#8221; con la parola &#8220;Finanza&#8221; &#8211; lo zucchero non è certo il sale.</p>
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		<title>Di: Anonimo</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/merito-questa-e-la-prima-generazione-che-lo-vuole-317.html#comment-1192</link>
		<dc:creator>Anonimo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 09:12:51 +0000</pubDate>
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		<description>Ma ancora c&#039;é qualcuno che parla di &quot;Mercato&quot; con la M maiuscola e le virgolette?
Speravo che in seguito alla crisi economica che stiamo attraversando e le lezioni di grandi economisti come Joseph Stiegliz, le idee antiquate sull&#039;infallibilità del mercato fossero state abbandonate..
La teoria economica non si é fermata ad Adam Smith per fortuna.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma ancora c&#8217;é qualcuno che parla di &#8220;Mercato&#8221; con la M maiuscola e le virgolette?<br />
Speravo che in seguito alla crisi economica che stiamo attraversando e le lezioni di grandi economisti come Joseph Stiegliz, le idee antiquate sull&#8217;infallibilità del mercato fossero state abbandonate..<br />
La teoria economica non si é fermata ad Adam Smith per fortuna.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: flessibili e precari</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/merito-questa-e-la-prima-generazione-che-lo-vuole-317.html#comment-1180</link>
		<dc:creator>flessibili e precari</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Nov 2008 11:58:00 +0000</pubDate>
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		<description>Claudio: non sono pensatoi - ne di destra ne di sinistra - a decidere &quot;chi&quot; o &quot;cosa&quot; davvero &quot;merita&quot;.
E&#039; solo il &quot;Mercato&quot; che decide. Non sei quindi ne tu, nei noi di flexprec, ne i nostri amici di prime, e neppure Giulio oppure MM e neanche ITAKAPRESS o chiunque altro.
Finchè qualcuno - di qualsiasi colore - pretenderà di pensare che &quot;pensando&quot;, &quot;cogitando&quot;, &quot;ideando&quot;, &quot;criticando&quot;, &quot;lamentandosi&quot;, &quot;protestando&quot;, &quot;sfasciando sedie&quot;, &quot;etc etc&quot; si risolvono i problemi, rimarremo tutti quanti sempre fermi ai nostri box, ciascuno ai propri.
Questo è il tempo del &quot;fare&quot;: questo vuol dire che il &quot;Mercato&quot; va capito, compreso, interpretato e riflesso sulle nostre vite. 
Va compreso come funziona, va somatizzato &quot;anche se non sempre è come ci piace&quot; - ma per fortuna &quot;si spera&quot; nessuno di noi sia + bambini piccoli che sbattono i piedi perchè non ci hanno comprato la nostra LEGO preferita - , e va vissuto in base alle nostre rispettive esigenze.
Chi oggi indovina la quadratura del cerchio, starà bene. Chi oggi perde tempo, starà male.
Il valore più forte oggi è rappresentato dal &quot;tempo&quot;: mentre tutti noi ne stiamo perdendo a disquisire su concetti astratti or ora qui, altre persone altrove continuano a produrre e a marginalizzarci sempre di più dal &quot;centro del mondo&quot;, dal suo &quot;cuore pulsante&quot;, da &quot;dove si decide&quot;.
Questa è la fine che potrebbe fare l&#039;Italia in tempi medi. Questo è ciò che va assolutamente evitato, a tutti costi.

MM: il Merito conviene a chi lo sa interpretare. E&#039; più facile farlo per un insider, poichè non si fa tutte le nevrosi ideologiche che permeano e rovina la vita di molti giovani italiani.
Un insider non perde tempo. Un outsider ne perde spesso, in particolare quando si aspetta &quot;per diritto&quot; di dover ricevere qualche cosa.
C&#039;è anche poi da dire che, a parità di valori e generalizzando, è purtroppo vero che un insider è spesso + forte e preparato di un outsider.
Molti outsider potenzialmente + bravi di molti insider rovinano la loro possibilità/bravura/competenza correndo dietro a sirene ideologiche, familiari et similari.
Un outsider fa di base + fatica di un insider, ma questo è comunque nella natura delle cose, lo decide il potere del Mercato e la forza delle relazioni di base: può poi essere invertita totalmente da outsider bravi, basta che non si lascino &quot;rimbecillire&quot; nel perdere il loro tempo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Claudio: non sono pensatoi &#8211; ne di destra ne di sinistra &#8211; a decidere &#8220;chi&#8221; o &#8220;cosa&#8221; davvero &#8220;merita&#8221;.<br />
E&#8217; solo il &#8220;Mercato&#8221; che decide. Non sei quindi ne tu, nei noi di flexprec, ne i nostri amici di prime, e neppure Giulio oppure MM e neanche ITAKAPRESS o chiunque altro.<br />
Finchè qualcuno &#8211; di qualsiasi colore &#8211; pretenderà di pensare che &#8220;pensando&#8221;, &#8220;cogitando&#8221;, &#8220;ideando&#8221;, &#8220;criticando&#8221;, &#8220;lamentandosi&#8221;, &#8220;protestando&#8221;, &#8220;sfasciando sedie&#8221;, &#8220;etc etc&#8221; si risolvono i problemi, rimarremo tutti quanti sempre fermi ai nostri box, ciascuno ai propri.<br />
Questo è il tempo del &#8220;fare&#8221;: questo vuol dire che il &#8220;Mercato&#8221; va capito, compreso, interpretato e riflesso sulle nostre vite.<br />
Va compreso come funziona, va somatizzato &#8220;anche se non sempre è come ci piace&#8221; &#8211; ma per fortuna &#8220;si spera&#8221; nessuno di noi sia + bambini piccoli che sbattono i piedi perchè non ci hanno comprato la nostra LEGO preferita &#8211; , e va vissuto in base alle nostre rispettive esigenze.<br />
Chi oggi indovina la quadratura del cerchio, starà bene. Chi oggi perde tempo, starà male.<br />
Il valore più forte oggi è rappresentato dal &#8220;tempo&#8221;: mentre tutti noi ne stiamo perdendo a disquisire su concetti astratti or ora qui, altre persone altrove continuano a produrre e a marginalizzarci sempre di più dal &#8220;centro del mondo&#8221;, dal suo &#8220;cuore pulsante&#8221;, da &#8220;dove si decide&#8221;.<br />
Questa è la fine che potrebbe fare l&#8217;Italia in tempi medi. Questo è ciò che va assolutamente evitato, a tutti costi.</p>
<p>MM: il Merito conviene a chi lo sa interpretare. E&#8217; più facile farlo per un insider, poichè non si fa tutte le nevrosi ideologiche che permeano e rovina la vita di molti giovani italiani.<br />
Un insider non perde tempo. Un outsider ne perde spesso, in particolare quando si aspetta &#8220;per diritto&#8221; di dover ricevere qualche cosa.<br />
C&#8217;è anche poi da dire che, a parità di valori e generalizzando, è purtroppo vero che un insider è spesso + forte e preparato di un outsider.<br />
Molti outsider potenzialmente + bravi di molti insider rovinano la loro possibilità/bravura/competenza correndo dietro a sirene ideologiche, familiari et similari.<br />
Un outsider fa di base + fatica di un insider, ma questo è comunque nella natura delle cose, lo decide il potere del Mercato e la forza delle relazioni di base: può poi essere invertita totalmente da outsider bravi, basta che non si lascino &#8220;rimbecillire&#8221; nel perdere il loro tempo.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: MM</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/merito-questa-e-la-prima-generazione-che-lo-vuole-317.html#comment-1150</link>
		<dc:creator>MM</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Nov 2008 17:49:05 +0000</pubDate>
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		<description>per ragionare &quot;criticamente&quot; mi chiedo, 

in un sistema, come il nostro, nel quale la stratificazione sociale dipende dalle rendite di posizione, il merito, che valorizza lo studio, il lavoro, l&#039;impegno, conviene di più agli insider o agli outsider?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>per ragionare &#8220;criticamente&#8221; mi chiedo, </p>
<p>in un sistema, come il nostro, nel quale la stratificazione sociale dipende dalle rendite di posizione, il merito, che valorizza lo studio, il lavoro, l&#8217;impegno, conviene di più agli insider o agli outsider?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Giulio vece</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/merito-questa-e-la-prima-generazione-che-lo-vuole-317.html#comment-1148</link>
		<dc:creator>Giulio vece</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Nov 2008 17:20:40 +0000</pubDate>
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		<description>Uhm...come mai credi che possano non esserlo?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Uhm&#8230;come mai credi che possano non esserlo?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Claudio Resentini</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/merito-questa-e-la-prima-generazione-che-lo-vuole-317.html#comment-1147</link>
		<dc:creator>Claudio Resentini</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Nov 2008 14:58:56 +0000</pubDate>
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		<description>Concordo con te, Giulio, sulla necessità di cercare di pensare al bene comune, ma declinando l&#039;aggettivo &quot;comune&quot; ad una &quot;comunità&quot; reale e senza negare l&#039;esistenza del conflitto o pensando ad ipotetiche &quot;mani invisibili&quot; che metterebbero tutto magicamente a posto partendo dal perseguimento egoistico dell&#039;interesse individuale.
E tornando a bomba sull&#039;argomento proposto da Michel, siamo proprio sicuri che perseguimento del bene comune e meritocrazia siano anche solo compatibili?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo con te, Giulio, sulla necessità di cercare di pensare al bene comune, ma declinando l&#8217;aggettivo &#8220;comune&#8221; ad una &#8220;comunità&#8221; reale e senza negare l&#8217;esistenza del conflitto o pensando ad ipotetiche &#8220;mani invisibili&#8221; che metterebbero tutto magicamente a posto partendo dal perseguimento egoistico dell&#8217;interesse individuale.<br />
E tornando a bomba sull&#8217;argomento proposto da Michel, siamo proprio sicuri che perseguimento del bene comune e meritocrazia siano anche solo compatibili?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Giulio</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/merito-questa-e-la-prima-generazione-che-lo-vuole-317.html#comment-1142</link>
		<dc:creator>Giulio</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Nov 2008 18:31:35 +0000</pubDate>
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		<description>Io sul pidistallo ho espresso solo un idea che ho.Cmq io credo che tutti nessuno escluso difenda gli interessi propri in primis seppur celato sotto i più vari ideali.Credo ancora che il proprioninteresse a volte deve cedere per favorire quello comune,ricordando,tutti,che la difesa aprioristica degli interessi di classe,siano della classe imprenditoriale o operaia o di qualsiasi altra,sono a mio modesto parere quanto di più dannoso ci possa essere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io sul pidistallo ho espresso solo un idea che ho.Cmq io credo che tutti nessuno escluso difenda gli interessi propri in primis seppur celato sotto i più vari ideali.Credo ancora che il proprioninteresse a volte deve cedere per favorire quello comune,ricordando,tutti,che la difesa aprioristica degli interessi di classe,siano della classe imprenditoriale o operaia o di qualsiasi altra,sono a mio modesto parere quanto di più dannoso ci possa essere.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Claudio Resentini</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/merito-questa-e-la-prima-generazione-che-lo-vuole-317.html#comment-1136</link>
		<dc:creator>Claudio Resentini</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Nov 2008 14:59:55 +0000</pubDate>
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		<description>Non so se l&#039;importante, come dici tu, Giulio, è la coerenza nella vita. Ma se così fosse ciò che si pensa, ciò che si dice, ciò che si fa e ciò che si è sono assolutamente interconnessi. 
Le idee non sono mai neutre o neutrali, ma esprimono interessi più o meno particolari, più o meno diffusi.
La difesa dei propri interessi particolari è in sè legittima. Basta dichiararla o renderla comunque riconoscibile come tale, senza pretendere di parlare in nome del bene comune quando invece si stanno difendendo i propri privilegi.
Ma per fare questo bisogna avere il coraggio di dichiararsi e dichiarare i soggetti di cui si parla.
Troppo spesso si sottindendono i soggetti.
Per la faccenda del piedistallo, se &quot;flessibile e precari&quot; o &quot;prime&quot; scelgono identità da  società segreta o un linguaggio oscuro da setta esoterica non è colpa mia: se ne aasumano loro tutte le responsabilità e i rischi, compreso quello della critica.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non so se l&#8217;importante, come dici tu, Giulio, è la coerenza nella vita. Ma se così fosse ciò che si pensa, ciò che si dice, ciò che si fa e ciò che si è sono assolutamente interconnessi.<br />
Le idee non sono mai neutre o neutrali, ma esprimono interessi più o meno particolari, più o meno diffusi.<br />
La difesa dei propri interessi particolari è in sè legittima. Basta dichiararla o renderla comunque riconoscibile come tale, senza pretendere di parlare in nome del bene comune quando invece si stanno difendendo i propri privilegi.<br />
Ma per fare questo bisogna avere il coraggio di dichiararsi e dichiarare i soggetti di cui si parla.<br />
Troppo spesso si sottindendono i soggetti.<br />
Per la faccenda del piedistallo, se &#8220;flessibile e precari&#8221; o &#8220;prime&#8221; scelgono identità da  società segreta o un linguaggio oscuro da setta esoterica non è colpa mia: se ne aasumano loro tutte le responsabilità e i rischi, compreso quello della critica.</p>
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		<title>Di: Giulio</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/merito-questa-e-la-prima-generazione-che-lo-vuole-317.html#comment-1135</link>
		<dc:creator>Giulio</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Nov 2008 14:26:37 +0000</pubDate>
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		<description>Era un messaggio rivolto a tutti ma forse sai che tu su quel piedistallo sei salito.Mi riferisco al fatto che loro sono della loggia,che i loro commenti sono  sgrammaticati e sconclusionati,tutti questi giudizi,tuttie queste accuse.Siamo in un  blog,e credo che ognuno abbia il diritto di firmarsi come crede anche perchè continuo a credere nel valore delle idee e non del volto o della storia di chi le esprime,l&#039;importante è la coerenza nella vita.Finchè qualcuno scriverà qualcosa in cui crede e vivrà nel modo in cui pensa secondo il mio modesto parere non fa distinzione che si chiami Giulio,piuttosto che Antonio e che sia un notaio,piuttosto che il figlio di un muratore ecc ecc...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Era un messaggio rivolto a tutti ma forse sai che tu su quel piedistallo sei salito.Mi riferisco al fatto che loro sono della loggia,che i loro commenti sono  sgrammaticati e sconclusionati,tutti questi giudizi,tuttie queste accuse.Siamo in un  blog,e credo che ognuno abbia il diritto di firmarsi come crede anche perchè continuo a credere nel valore delle idee e non del volto o della storia di chi le esprime,l&#8217;importante è la coerenza nella vita.Finchè qualcuno scriverà qualcosa in cui crede e vivrà nel modo in cui pensa secondo il mio modesto parere non fa distinzione che si chiami Giulio,piuttosto che Antonio e che sia un notaio,piuttosto che il figlio di un muratore ecc ecc&#8230;</p>
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