Salve,
ho seguito con interesse il suo intervento ad Agorà, di cui non perdo una puntata, ma sulla questione debito pubblico le consiglio di non dare numeri sbagliati, non è il momento di giocare con le cifre.
Dalla prima Repubblica abbiamo ereditato “solo” 700 miliardi, a 1900 e al 120 per cento ci è arrivato recentemente, e lo spiega bene l’economista Oscar Giannino, per colpa di chi
Con Craxi eravamo ancora all’80 per cento, è nell’ultimo ventennio che è raddoppiato, e cresciuto senza freni. Questi sono numeri innegabili, purtroppo. La Salerno ReggioCalabria è stata completata nel 2009, fra l’altro. Cosi dicevano
Tutti sanno che ciò che conta, se si vuole parlare di debito pubblico, non è il numero in valore assoluto, che è quello di cui parla Giannino, ma l’incidenza di questo sul PIL. Consiglio di dare un’occhiata a questo documento della Banca d’Italia che si intitola “Il debito pubblico italiano dall’Unità ad oggi”: http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/econo/quest_ecofin_2/qef_31/QEF_31.pdf
A pagina 21 è chiaramente detto: “[...]Di particolare intensità è la
crescita degli anni ottanta, in seguito alla quale l’incidenza del debito pubblico si riporta su livelli
analoghi a quelli della fine degli anni novanta dell’ottocento (massimo storico fino a quel momento
escludendo il debito estero connesso alla prima guerra mondiale). Il punto di massimo viene
raggiunto nel 1994, quando l’incidenza del debito sul prodotto sale al 121,8 per cento. Negli anni
successivi, in connessione con l’adesione all’Unione monetaria europea, viene avviato un processo
di progressivo aggiustamento degli squilibri dei conti pubblici. Alla fine del 2007 il debito pubblico
era pari a 1.599,0 miliardi di euro, il 104,1 per cento del prodotto. ”
E’ chiaro che dal 2007 a oggi il rapporto debito pubblico/PIL è cresciuto ancora sino al 119% della fine dell’anno scorso (Dipartimento del Tesoro) e sino ai livelli attuali. Questo però in coincidenza della gravissima crisi finanziaria mondiale del 2008, per cui direi che l’analisi storica dei dati ha un senso nell’ottica del “chi ci ha lasciato ii debito pubblico”, se ci si ferma al 2007, così come nel documento della Banca d’Italia citato.
Concludo dicendo che spero di non aver colto il senso umoristico della battuta sulla Salerno-Reggio Calabria. Se l’intento non fosse stato quello di far ridere, suggerisco di dare un’occhiata al sito dell’ANAS: http://www.stradeanas.it/index.php?/content/index/arg/attivita_salerno_reggio/page/1
Qui si può leggere ad esempio che “Attualmente i lavori ultimati, in corso e in appalto sull’Autostrada riguardano circa 385,00 Km della stessa, pari a circa il 86% dell’intero tracciato (l’asse autostradale originario di 443 km al termine dell’ammodernamento avrà un’estensione complessiva di circa 433 km).”
E di questo 86% del totale, sappiamo che circa 160km (quelli con lavori in corso o solo appaltati)saranno pronti a Dicembre 2014.
Occhio ai dati, sono importanti.
Saluti a lei e buon lavoro al Prof. Martone!
Lorenzo Bimbi
Salve,
ho seguito con interesse il suo intervento ad Agorà, di cui non perdo una puntata, ma sulla questione debito pubblico le consiglio di non dare numeri sbagliati, non è il momento di giocare con le cifre.
Dalla prima Repubblica abbiamo ereditato “solo” 700 miliardi, a 1900 e al 120 per cento ci è arrivato recentemente, e lo spiega bene l’economista Oscar Giannino, per colpa di chi
http://www.youtube.com/watch?v=_830Sz1S5_A&feature=player_embedded
Con Craxi eravamo ancora all’80 per cento, è nell’ultimo ventennio che è raddoppiato, e cresciuto senza freni. Questi sono numeri innegabili, purtroppo. La Salerno ReggioCalabria è stata completata nel 2009, fra l’altro. Cosi dicevano
Saluti e buon lavoro
Luca Schiavoni
@Luca Schiavoni
Tutti sanno che ciò che conta, se si vuole parlare di debito pubblico, non è il numero in valore assoluto, che è quello di cui parla Giannino, ma l’incidenza di questo sul PIL. Consiglio di dare un’occhiata a questo documento della Banca d’Italia che si intitola “Il debito pubblico italiano dall’Unità ad oggi”: http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/econo/quest_ecofin_2/qef_31/QEF_31.pdf
A pagina 21 è chiaramente detto: “[...]Di particolare intensità è la
crescita degli anni ottanta, in seguito alla quale l’incidenza del debito pubblico si riporta su livelli
analoghi a quelli della fine degli anni novanta dell’ottocento (massimo storico fino a quel momento
escludendo il debito estero connesso alla prima guerra mondiale). Il punto di massimo viene
raggiunto nel 1994, quando l’incidenza del debito sul prodotto sale al 121,8 per cento. Negli anni
successivi, in connessione con l’adesione all’Unione monetaria europea, viene avviato un processo
di progressivo aggiustamento degli squilibri dei conti pubblici. Alla fine del 2007 il debito pubblico
era pari a 1.599,0 miliardi di euro, il 104,1 per cento del prodotto. ”
E’ chiaro che dal 2007 a oggi il rapporto debito pubblico/PIL è cresciuto ancora sino al 119% della fine dell’anno scorso (Dipartimento del Tesoro) e sino ai livelli attuali. Questo però in coincidenza della gravissima crisi finanziaria mondiale del 2008, per cui direi che l’analisi storica dei dati ha un senso nell’ottica del “chi ci ha lasciato ii debito pubblico”, se ci si ferma al 2007, così come nel documento della Banca d’Italia citato.
Concludo dicendo che spero di non aver colto il senso umoristico della battuta sulla Salerno-Reggio Calabria. Se l’intento non fosse stato quello di far ridere, suggerisco di dare un’occhiata al sito dell’ANAS: http://www.stradeanas.it/index.php?/content/index/arg/attivita_salerno_reggio/page/1
Qui si può leggere ad esempio che “Attualmente i lavori ultimati, in corso e in appalto sull’Autostrada riguardano circa 385,00 Km della stessa, pari a circa il 86% dell’intero tracciato (l’asse autostradale originario di 443 km al termine dell’ammodernamento avrà un’estensione complessiva di circa 433 km).”
E di questo 86% del totale, sappiamo che circa 160km (quelli con lavori in corso o solo appaltati)saranno pronti a Dicembre 2014.
Occhio ai dati, sono importanti.
Saluti a lei e buon lavoro al Prof. Martone!
Lorenzo Bimbi