MICHEL MARTONE SU MARCO TRAVAGLIO “SE QUESTO E’ UN GIORNALISTA”

C’è chi ha la colpa di avere un nome da “parrucchiere per signore” e chi quella di non fare il suo mestiere. Ciascuno giudichi quale colpa è più grave.

Ieri sera Marco Travaglio mi ha dedicato, durante la trasmissione “Servizio Pubblico”, il suo editoriale. Peccato che fosse una sequenza di falsità.

A me preme sottolineare che:

1. è falso che “il Professor Mattia Persiani è stato relatore alla discussione della mia tesi di laurea”. Il mio relatore è stato il Professor Matteo Dell’Olio;

2. è falso che io abbia “fatto la pratica legale nello studio del Professor Mattia Persiani”; ho svolto la pratica forense presso lo studio dell’avv. prof. Bruno Sassani e poi presso lo studio dell’avv. prof. Matteo Dell’Olio;

3. è falso che “gli atti del concorso sono usciti su internet quando è nata la storia degli sfigati”. Gli atti erano pubblici e si potevano trovare sul sito web del Miur dal 2003;

4. è falso che “Teramo” sia “la mia Università di provenienza”. Mi sono laureato all’Università La Sapienza di Roma con la media del 29, nel 1997;

5. è falso che “i giudizi sul concorso erano fra l’imbarazzante e l’imbarazzato”. Basta leggere i verbali, che sono pubblicati anche su questo blog, senza ritagliare e poi fare “copia e incolla”;

6. è vero invece che, a prescindere dalle mimiche facciali, i candidati del concorso in questione, con un’unica eccezione, si sono ritirati perché avevano vinto altri concorsi in sedi da loro preferite; anche questo fatto si poteva verificare sul sito del Miur;

7. è falso che “sono stato nominato dal Ministro Brunetta consulente della CIVIT presieduta dal padre” ;

8. è falso che sono stato collaboratore del Ministro Sacconi, come è falso che mi ha raccomandato. Conosco da anni l’onorevole Sacconi e credo che la stima sia reciproca ma il suo collaboratore è da sempre il Professor Tiraboschi che peraltro era ospite di “Servizio Pubblico” mentre Marco Travaglio faceva il suo monologo. Se sono stato nominato Vice Ministro è solo perchè dopo tanti veti incrociati, sul mio nome si è formato un vasto e trasversale consenso;

9. è falso che ho “dichiarato ai giornali” che sono diventato Vice Ministro perché ho “inviato il mio curriculum vitae a Catricalà”;

10. è falso che il Ministro Fornero “non mi parla e non mi fa toccare palla”. Stiamo collaborando alla delicatissima riforma del mercato del lavoro che Travaglio ridicolizza e i nostri rapporti personali sono improntati al reciproco rispetto e alla massima collaborazione;

11. è falso che “mi è toccata la delega alle funzioni particolari che vuol dire tutto e niente ma soprattutto niente”. Basta leggere la Gazzetta Ufficiale di martedì 10 gennaio 2012 per apprendere che mi sono state delegate le funzioni di indirizzo politico amministrativo concernenti le competenze istituzionali relative alle Direzioni generali “per le politiche attive e passive del lavoro”, “per le relazioni industriali e i rapporti di lavoro” e “per le politiche dei servizi per il lavoro”, unitamente alla delega circa “le iniziative di competenza del Ministero in materia di occupazione giovanile, nonché i rapporti di collaborazione interministeriali nel settore delle politiche giovanili”. Ovviamente, come Viceministro, devo e posso esercitarle con il massimo impegno ma pur sempre nel rispetto delle direttive del Ministro Fornero e, prima ancora, del riserbo necessario a svolgere l’incarico.

12. è falso che mio padre “è più noto per le poltrone che per le indagini”. E’ stato per 45 anni in magistratura e si è sempre occupato di diritto civile e del lavoro e, come Marco Travaglio dovrebbe sapere, in questi settori, diversamente dal penale, non si fanno indagini o inchieste ma si trattano controversie;

13. è falso che “il Ministro Brunetta ha nominato mio padre Presidente della CIVIT”. In realtà è stato nominato con Decreto del Presidente della Repubblica, previa delibera del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, di concerto con il Ministro per l’Attuazione del Programma di Governo, previo il necessario parere favorevole delle Commissioni parlamentari competenti, espresso a maggioranza dei 2/3 dei componenti;

14. è falso che “Arcangelo Martino lavorava di nascosto per me”. Non l’ho mai conosciuto;

15. è falso che mio padre “voleva, attraverso Arcangelo Martino, darmi una risposta lavorativa attraverso il partito”. In primo luogo, perché ero già professore ordinario da diversi anni e quindi non avevo bisogno di una “risposta lavorativa” (delle due l’una, o ho avuto la carriera lampo che mi viene rinfacciata, o avevo bisogno di lavoro). In secondo luogo, non ho mai conosciuto Martino e Lombardi ed escludo che quei millantatori potessero in alcun modo influire sulla mia carriera lavorativa che neanche conoscevano.

16. non può che essere falsa l’affermazione secondo cui Martino e Lombardi si sarebbero recati da Dell’Utri con il mio curriculum vitae perché, se così fosse stato, avrebbero certamente saputo che ero già da diversi anni Professore Ordinario di Diritto del Lavoro e non un “commercialista”, come, invece, ha affermato Martino durante l’interrogatorio richiamato da Marco Travaglio (i cui verbali sono stati pubblicati proprio dal giornale per il quale Travaglio lavora);

17. è falso che mio padre ha fatto pressioni “sulla Consulta per far passare il lodo Alfano e sulla Cassazione per sistemare una causa fiscale della Mondadori”. Ed infatti, con riferimento a queste vicende, è stato sentito dai PM una sola volta come persona informata dei fatti (in proposito vi invito ad andare a leggere le precisazioni di mio padre sul suo blog www.antoniomartone.it);

18. è falso che mio padre “era un assiduo dello Studio Previti”. Lo ha incontrato una sola volta oltre 10 anni fa (in proposito vi invito ad andare a leggere le precisazioni di mio padre sul suo blog www.antoniomartone.it);

19. è falso che mio padre “partecipava a cene con Verdini”. Ha preso con lui un caffè quando Verdini era il coordinatore nazionale del principale partito italiano. Fuori c’era il sole e non la luna (in proposito vi invito ad andare a leggere le preisazioni di mio padre sul suo blog www.antoniomartone.it) e se a quell’incontro hanno partecipato ospiti inaspettati non è certo una sua colpa, tanto più che se ne è andato dopo pochi minuti;

20. è falso che “la mia logica è quella favorevole all’abolizione del valore legale del titolo di studio”. Non ho mai fatto una dichiarazione in tal senso. Diversamente da Travaglio non penso però che tale abolizione aumenterebbe la disoccupazione nè che le lauree siano tutte uguali;

21. è falso che ho detto “è anche colpa degli sfigati se l’Italia ha il terzo debito pubblico del mondo”. Ho invece detto che, dato che abbiamo ereditato il terzo debito pubblico del mondo, l’unico modo che hanno i giovani italiani per avere un futuro dignitoso è quello di cominciare a costruirlo, studiando, lavorando o facendo qualsiasi altra cosa con il massimo impegno.

22. è falso che ho “confessato di aver alzato il gomito”. Ho invece detto “prometto in futuro di essere più sobrio ma sempre sincero”;

23. soprattutto è falso che la famigerata dichiarazione sui ragazzi che non si sono ancora laureati a 28 anni era “preparata”. Si trattava di una dichiarazione estrapolata da un discorso “fatto a braccio” durante un convegno sull’apprendistato organizzato dalla Regione Lazio.

Per questo, sono profondamente addolorato del fatto che si sia voluto travisare un discorso sull’apprendistato con il quale volevo semplicemente dire che, in questo difficile momento economico, nel nostro mercato del lavoro un uomo di 28 anni che impiega 10 anni per prendere una laurea quinquennale può essere svantaggiato rispetto a un giovane di 16 anni che frequenta un Istituto Tecnico Professionale e che magari comincia a lavorare. Esattamente come ha fatto Steve Jobs, che dopo soli 6 mesi ha lasciato l’università per creare con un amico, nel garage dei genitori, il primo personal computer.

Perché, come ho detto e ridetto ovunque in questi giorni, ho profondo rispetto per tutte quelle persone che si vogliono laureare, a cominciare da quelli che devono lavorare per pagarsi gli studi o che hanno avuto problemi di salute e ancor di più per tutti quei lavoratori che, magari a 40 anni, si iscrivono all’università per migliorare le proprie conoscenze.

Tutto questo Marco Travaglio avrebbe dovuto saperlo, visto che ha passato ore a consultare il mio blog, ma non lo ha detto.

Evidentemente perché non gli interessava fare il giornalista ma semplicemente, tra un sorrisetto e l’altro, voleva travisare il mio pensiero, attaccando la mia persona, la mia famiglia e il mio lavoro. Ma questa è un’altra storia.

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Ulteriori precisazioni:

Commenti


  • 24) E’ VERO però che sono una mosca bianca, abilitato a professore ordinario a 29 anni con non più di due pubblicazioni.
    25) E’ VERO che dico che affermo solo di non essermi laureato a Teramo, ma ovviamente ho trascorso un periodo di studi lì.
    26) E’ VERO che ho un ottimo curriculum, ma per quanto riguarda gli studi ci sono parecchie persone che hanno risultati analoghi ai miei. La differenza la fa il curriculum lavorativo. E un curriculum lavorativo così degno di nota è un fatto certamente associabile alle moltissime possibilità e prestigio che la mia rapidissima carriera universitaria mi ha offerto.

    Caro prof, nessuna nega la sua competenza. Qui si criticano i tempi e i modi della sua rapida ascesa. MERITOCRAZIA non significa avere persone competenti in posti di valore, significa che TUTTE LE PERSONE COMPETENTI possano giocarsi alla pari l’opportunità di diventare qualcuno.
    La ringrazio invece per i 23 reali “è vero ” della sua lista. Ovviamente alcuni non sono corroborati da fatti certi, come d’altronde nemmeno le critiche di Travaglio, e dunque direi che i lettori saranno in grado di discernere ciò e farsi in autonomia un’idea sulla questione.
    Cordiali saluti

  • Ma mi faccia capire ancora una cosa, la consulenza riguardo il tema ““a valutazione degli aspetti giuridici inerenti alla fattibilità degli interventi in materia di digitalizzazione ed informatizzazione del settore pubblico nei Paesi terzi” l’ha effettuata Lei? Sono stati prodotti dei risultati? E questi risultati possono essere pubblicamente consultati?
    La ringrazio se potrà dipanare anche questi dubbi.

  • Davvero c’è ancora qualcuno sulla faccia della terra disposto a dare credito alle pietose e insane uscite di Marco Travaglio?

  • Grazie per il suo ulteriore chiarimento tempestivo ma il problema in questo caso a mio modesto parere è marginale perchè viene attaccato da un giornalista che oramai fà solo battute da comico di seconda serata piuttosto che fare vera inchiesta come una volta. Non stia a dar retta a chi getta fango ma si concentri sul suo incarico perchè qui c’è tanta gente che crede in lei e aspetta soluzioni. Buon lavoro

  • Grande Prof. Martone! Travaglio è stato dolosamente mendace, falso, un pessimo giornalista. finalmente qualcuno lo ha sbugiardato. tenga duro, in molti comprendono i suoi discorsi e la linearità delle sue difese su attacchi ridicoli. Travaglio si è dimostrato giornalista di serie D

  • La sua reazione addolorata verso commenti così spudoratamente falsi e denigratori della sua personaé comprensibile. Tuttavia, lo squallido qualunquismo e la malafede della sortita di Travaglio non possono che sconsigliarLe di dolersene: l’unico consiglio che vorrei quindi darLe è: “non ti curar di loro, ma guarda e passa”.

  • A questo punto, mi chiedo: perchè Michel Martone continua ad essere perseguitato? Non erano stati forse già sufficienti gli attacchi che gli sono piovuti addosso da tutti i giornali negli scorsi 10 giorni?Altro che poteri forti viene da dire. Se Michel Martone fosse stato espressione di un potere, come vorrebbero far credere, di certo non sarebbe stato esposto all’inaudito linciaggio mediatico che ha dovuto subire. Travaglio, infine, al di là di ogni etica giornalistica, ha rincarato la dose e ha aggiunto falsità alle falsità già dette. Ciò che tuttavia i media fingono di ignorare è che Michel Martone, nonostante i forti attacchi, continua a servire, da viceministro, il suo Paese. Continua ad operare, in questa delicata fase. Auguriamoci, in definitva, che Michel Martone possa fare bene, perchè questo significherebbe amare davvere il nostro Paese.

  • Se Martone viene ancora “perseguitato” sarà per invidia…o forse era per qualcosa che aveva detto? Non ricordo bene…Comunque attendo una risposta su quella famosa consulenza!

  • Travaglio fa un tipo di giornalismo che non mi è mai piaciuto,il giornalismo ,quello vero,dovrebbe ricercare la verità per far si che chi tenta di informarsi possa poi farsi la sua opinione, Travaglio invece oltre ad aver usato dati falsi che vengono rettificati da questo post cerca di mettere insieme una sorta di fiaba che non può far altro che farti arrivare alla conclusione che Martone sia il solito raccomandato, che è arrivato in alto solo grazie al padre e a conoscenze malsane tipo dell ‘ utri. Un giornalismo alquanto inutile(secondo me).Martone avrà fatto un uscita “sfortunata” con quel sfigati, ma Travaglio non è stato da meno ,non si possono prendere delle prove a casaccio e inventarsi una storia per sparare alla cieca contro il capro espiatorio di turno.

  • @fran1 Una precisazione alla tua aggiunta 24) “E’ VERO però che sono una mosca bianca, abilitato a professore ordinario a 29 anni con non più di due pubblicazioni”: detto così E’ FALSO. Vorrei sottolineare la differenza tra pubblicazione e monografia: il termine pubblicazione in ambito di concorsi pubblici indica un “prodotto” (questa è la dicitura ministeriale) che può essere un articolo su rivista, un saggio in un volume miscellaneo, una relazione pubblicata in atti di convegno, una recensione in rivista, una voce di enciclopedia ecc., ecc.; in questa variegata tipologia si collocano anche le monografie, che sono ovviamente volumi di dimensione variabile, ma comunque consistente. E’ assolutamente nella norma, quindi, che uno studioso vinca un concorso di I fascia (prof. ordinario) con due monografie e una serie di altri “prodotti”!

  • Questa è la verità? Noooo e adesso cosa si inventerà il povero Travaglio???
    Travaglio visto che vai in giro per siti blog twitter e facebook a leggere i messaggi degli studenti italiani leggi questo articolo e questi commenti, prendi le ultime pagine della tua moleskine dove ti appunti le riflessioni degli altri che usi per i tuoi monologhi, aggiungendoci qualche falsità e qualche battuta nazionalpopolare, strappale e dagli fuoco.

  • Non entro nel merito dell’intervento di Travaglio, che si commenta da sé. Non commento neanche le risatine pecorone del pubblico, che del resto, come ha fatto notare qualcuno, ha reagito perfettamente in linea con il tono da stand-up comedian di quart’ordine tenuto da Travaglio. Quel che mi addolora e disgusta è il continuo ricorso ad attacchi personali, vigliacchi, gratuiti e totalmente inutili dal punto di vista del dibattito politico. E mi dispiace che Travaglio, che mi sembra avere un cervello funzionante, si abbassi a questi livelli indecenti pur di partecipare al giochino denigratorio più in voga negli ultimi tempi.

  • Buonasera,
    Sono stanco di dover sentire questo diffamatore linciare le persone continuamente e dover leggere insulti a iosa verso persone per bene come lei.
    Lo denunci la prego , mi sforzo spesso a smentire questo cialtrone ma nessuno ormai verifica questo prescritto pseudo giornalista Travaglio.

    Con stima e buon lavoro per L’Italia
    Rob

  • Grazie prof per questa ennesima spiegazione, Travaglio è stato imbarazzante ieri sera. Troppo preso dalla rabbia e dalla frustrazione epr capire la gravità delle sue illazioni. Avendo avuto il piacere di poter ascoltare le sue lezioni sappiamo bene che si è meritato tutti quei riconoscimenti, pubblicazioni a parte, ci tengo a farle presente che ha fatto appassionare al diritto del lavoro tanti studenti. Si ricordi questo e non se la prenda troppo per questi omuncoli che non hanno meglio da fare che rovistare nella vita degli altri come ladri.

  • Un tempo si veniva pagati per portar elogio a chi per discendenza sanguigna sedeva al trono…ma non voglio parlar di questo. Non sono una fan di Travaglio, ma il discorso che ha fatto ieri per quanto impreciso ha delineato ancor più, in modo tragicomico in che situazione ci troviamo!Caro Martone, lei ci ritiene sfigatti ed in fondo sarebbe stupido negare che in un paese con dei ministri che guadagnano milioni, non lo siamo davvero!Come fa lei ha partorire simili affermazioni, senza prendere in considerazione ogni singolo studente e chiedendosi soprattutto perché uno decide di prendersi la laurea…Forse per aspirare a qualcosa di meglio? Lei ha distrutto il lavoro di chi ha combattuto per dare un valore reale all’istruzione; ha reso vane figure come Don Lorenzo Milani, Bruno Ciari, il Giscel con le il manifesto delle Dieci Tesi, che ritenevano lo “Studio uno strumento che consente all’individuo di entrare a far parte di quel tessuto sociale necessario per promuovere la propria individualità, anche lavorativa”. La invito a leggersi Diario di una maestrina di Maria Giacobbe che racconta gli anni della scuola nel secondo dopoguerra, così forse potrà cogliere tra quelle righe i sentimenti che hanno spinto (nel passato) e spingono (nel presente) le persone a riscattarsi attraverso la laurea da quello che il destino sembra avergli assegnato alla nascita: lo status di sfigatto. Io ho pianto nel sentir le sue parole, perché Dio solo sa quanto ho faticato per prendermi la laurea, quanto ho dovuto rinunciare per potermi PAGARE gli studi, e quanto sono stata male nel combatter la depressione che spesso sopraggiunge perché delle volte ti chiedi se “davvero ha valore studiare”; la sua mancanza è ancor peggiore per chi vive situazioni di disagio familiare. Badi inoltre, che è necessario precisare che siamo doppiamente sfigatti anche per i Professori che insegnano nella facoltà: a Cagliari, una docente di Didattica dell’Italiano tiene i suoi studenti 2-3 anni con il suo esame, rimanda sempre e in base al suo umore; inoltre i suoi voti oscillano tra il 18-20!Così oltre al tempo perso anche la media rovinata!E’giusto secondo lei?Ed io parlo della mia esperienza, ma credo che questo non sia un episodio isolato.Caro Martone, non ci si può vantare di percorrere km nella propria esistenza se li facciamo comodamente seduti in macchina. Deve solo tacere, e speriamo che laddove ritorni sull’argomento abbia l’accortezza di pensare prima di dar aria alla bocca, nel rispetto di chi come noi si ritrova per forza, e non per scelta dato che ho votato un altro governo, a dover “subire” (perché di quello si tratta) la Vostra costante umiliazione e sopraffazione. Mi auguro che si faccia promotore di buone intenzioni. Rimediare alla sua affermazione non è facile, ma non impossibile. Buon lavoro, S.

  • Credo che questo intervento basti a togliere ogni tipo di credibilità a Marco Travaglio che dovrebbe dare giuste informazione e non far passare ciò che gli conviene..e dall’altra parte dare la massima stima a lei che è in buona fede altrimenti non avrebbe fatto un intervento così preciso e puntuale! Non capisco come qualcuno potrà ancora metterla in dubbio..

  • Professore,ho avuto l’onore di seguire le sue lezioni e a mio parere lei è davvero preparato e in gamba. credo che la sua carriera così veloce sia il risultato del fatto che lei è uno dei maggiori esponenti di diritto del lavoro in Italia. Stimavo Travaglio ma da quando ha fatto quell’intervento su di lei,così pieno di bugie,mi è scaduto profondamente. le auguro buon lavoro e sono sicura che tutte queste polemiche si calmeranno,ora la gente è esasperata e usa qualsiasi pretesto per trovare un capro espiatorio..vada avanti con la bravura e la serietà che la contraddistingue,avendola conosciuta continuerò a sostenerla e a difenderla. buon lavoro

  • Professore,
    dopo dieci giorni di bufera che Le si è abbattuta addosso, poco importa se un’altra voce si è unita al coro, anche se la voce è di Marco Travaglio. Oggi Lei è chiamato a riformare il mercato del lavoro, ed è questa l’occasione per sbugiardare chi l’attacca. A me non interessa sapere se Lei è diventato professore grazie ad una raccomandazione, sono stata Sua studentessa e posso dire che è un bravo docente; a me non interessa chi è suo padre ed i suoi rapporti con il mondo politico, ma mi sta a cuore il Suo lavoro da Ministro. Aspetto di vedere la Sua riforma, augurandomi che riesca a concretizzare l’istanza di cambiamento di cui si è fatto portatore: non vorrei mai doverLa criticare e non perchè sono ammaliata dalla Sua luce e pronta a difenderLa a spada tratta, ma semplicemente perchè ho 23 anni e da giovane cittadina mi auguro di vivere una vita felice nel mio paese, l’Italia, e sospenderei il giudizio su di Lei anche se al posto suo ci fosse un altro e avesse una storia personale diversa. Buon lavoro.

  • Quindi mi pare di capire che tutto ciò che ha detto Travaglio, al netto delle puntualizzazioni di questo post, è VERO. Ecco, questo è un fatto interessante. Sarebbe quindi opportuno che lei facesse un post sui punti rimanenti (quelli veri) e cercasse di darne una spiegazione

  • blocscorr, cos’altro ha detto Travaglio? Perché, ha detto qualcos’altro?

  • MA CHE LECCHINI CHE SIETE TRAVAGLIO NON VA IN TV PER DIRE COSE NON VERE MA VERGOGNATEVIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!

  • Giusto, lui è onnipotente , è sempre nel vero allora dovrebbe starci lui al posto di Martone ? Quanta ingenuità mio caro LUTHERO. Qui non ci sono lecchini anche perchè non c’è nessun secondo fine nel difenderlo ma persone che lo conscono o che hanno capito quale si la verità.

  • Secondo quale strana legge dell’etica (ammesso che in Italia qualcuno ne conosca ancora il valore) chi va in TV ci va solo per dire la verità. Giudicate dai fatti, leggete e informatevi, fatevi una vostra opinione, non permettete che le vostre idee siano quelle degli altri, magari solo perché sono passate per lo schermo di casa che le ha santificate rendendole “vere”.

  • si è vero: travaglio è ubluff, perche travaglio ha copiato: è ai giornalisti dell’espresso che dovete chiedere cosa è vero e cosa è falso! leggete gli articoli originali!

  • Caro Professore Martone,

    C’è una cosa che ho notato in questi giorni nel mezzo della polemica che le è piovuta addosso.
    Ed è stato il silenzio dei commissari che l’hanno valutata positivamente al concorso per diventare professore ordinario. In primo luogo, il silenzio del Professore Persiani che presiedeva la commissione, a quanto pare. Mi sono chiesta: possibile che queste persone che hanno creduto nel suo talento, tanto da ritenere che, così precocemente, sarebbe stato in grado di essere un professore ordinario, non hanno speso una parola per difenderla? Non tanto per difendere Lei, ma il loro operato. Voglio dire, chi l’ accusa di essere un privilegiato raccomandato, di riflesso, accusa i commissari di quel concorso di essere dei corrotti. Niente. Silenzio. Almeno io non ho sentito nulla. Neppure una nota per difendere la loro professionalità, il loro giudizio, la loro credibilità. Eppure il suo caso è stato talmente una rarità, che saranno rimasti colpiti, folgorati dalla sua preparazione per ritenerlo idoneo a ricoprire il posto da ordinario a soli 29 anni. Si rifiutano di rilasciare interviste e rispondono infastiditi, come se la cosa non li riguardasse. Come se fosse una cosa normale. Eppure questi professori saranno chiamati in futuro ad esaminare altri candidati, in altri concorsi..non si preoccupano di difendere il loro buon nome?Fossi stata nei panni del Prof. Persiani avrei chiamato in diretta quel Travaglio e gli avrei detto di lavarsi la bocca prima di accostare il mio nome a quello di un concorso truffa. E poi, anche dal mondo politico, tutti ad accusarla di scorrettezza. Anche la Fornero due giorni fa ha tenuto a precisare che LEI conoscendo la realtà dei giovani universitari e delle loro famiglie non avrebbe assolutamente detto una cosa del genere. Ma perché Lei prof. Martone non insegna da 10 anni ha detto?Quanto tempo ci vuole per conoscerle queste realtà? A me sembra che lei a parte la minoranza degli studenti che l’hanno conosciuta, sia rimasto fondamentalmente solo. Fossi in lei mi domanderei non tanto perché tutti la attaccano, ma perché sono così pochi a difenderla.. Forse perché non sono poi la maggioranza delle persone quei lavativi che né studiano e né lavorano.. forse questi sfigati ci sono davvero ma non rappresentano la stragrande maggioranza perché la stragrande maggioranza dei ragazzi invece studia, si rimbocca le maniche come dice lei e, spesso non riesce a laurearsi in tempo per cause che non dipendono dalla loro volontà. Negli ultimi anni si sono susseguite una serie di riforme universitarie che non hanno nessuna logica, che hanno aumentato irragionevolmente il numero degli esami, con l’illusione di conseguire una specializzazione che in concreto non esiste, perché l’università non offre gli strumenti per entrare nel mondo del lavoro. E lei lo sa, perché lei è un professore universitario. Forse perché la maggioranza dei ragazzi non ha le spalle coperte..insegnare alla Luiss comporta incontrare delle realtà diverse ma che purtroppo non rappresentano l’intera generazione. La maggioranza degli studenti e dei neo laureati non ha a disposizione, se qualcosa va male, una bella azienda di famiglia dove atterrare, o uno studio già avviato dove eventualmente salvarsi. La maggioranza non sa dove andare a sbattere la testa. Perché i concorsi pubblici vengono banditi sempre meno, le aziende non assumono e l’alternativa è emigrare. Per non parlare della carriera accademica..a partire dal primo step e cioè il conseguimento delle borse, il sistema è bloccato perché i posti a disposizione , ti dicono, sono già prenotati e se sei bravo riesci ad avere il posto ma senza borsa..cioè per la gloria. E anche questo lei dovrebbe sapere. Moltissimi studenti volenterosi se solo riuscissero ad avere la borsa sarebbero in grado di pagarsi quanto meno un affitto, sarebbe una grande cosa, ma anche quello è diventato un sogno. Ora, abbiamo capito tutti che lei proviene da una realtà privilegiata e questa non è una colpa. Bravi i suoi genitori che hanno costruito una fortuna che ha potuto darle di certo, più sicurezze. Però mi permetto di darle un consiglio: adesso lei ricopre la carica più importante perché nel momento drammatico che viviamo lei deve occuparsi di occupazione giovanile. E allora deve dimenticare la realtà piccola e ovattata che ha incontrato fin ora, perché la maggior parte delle persone appartiene alla realtà più dimenticata e più sfortunata che lei fin ora ha solo immaginato e su cui ha anche scritto, ma che da adesso deve ascoltare e vivere ogni giorno per poterla aiutare. Ascolti le persone che non sono figlie di medici, di avvocati di fama, di notai, di imprenditori, ascolti loro; vada nelle università del meridione, vada a sentire quei giovani che studiano li e quanto vorrebbero che ogni università fosse la stessa, perché non tutti possono spostarsi e non sono tutti mammoni quelli che non lo fanno,la maggior parte vorrebbe studiare alla sapienza e alla bocconi ma non può. Si faccia un giro alla casa dello studente a san Lorenzo, ascolti chi dorme li, e cosa ne pensano dei piani di studio e dei programmi e dei docenti che facendo finta di insegnare popolano i nostri atenei. Entri in un istituto professionale, magari di un piccolo centro, per accorgersi della malavita che c’è, che un genitore si spaventa a mandare a studiare un figlio lì dentro, altro che rivalutazione. Parli con gli studenti con cui fin ora ha parlato di meno, e sono certa che verrebbero fuori talmente tanti problemi che alla sua prima uscita in pubblico, nella sua nuova veste, avrebbe detto tutt’altro. Ascolti loro, perché sono loro che aspettano il cambiamento da vent’anni, e sono loro che hanno bisogno di lei. E se riusciranno a costruire ANCHE LORO qualcosa di positivo in questo paese avranno da insegnare sulla vita, sui valori che contano davvero e sul Lavoro molto di più di chi oggi insegna, per riallacciarmi all’inizio di questa lettera, senza preoccuparsi di dare per primo il buon esempio.

    Buon Lavoro.Alice

  • complimenti alice per il suo messaggio.. spero proprio che il nostro michel lo legga! ma ho idea che chi vive nel meraviglioso mondo ovattato non ha nè voglia nè capacità di guardare oltre l’ovatta. E’ invece ben orgoglioso di starci dentro, e felicissimo che l’ovatta esista, e sta ben attento a non strapparla questa ovatta. Che se essa non esistesse, o si rompesse, infatti, sarebbe costretto ad ammettere che è un uomo come gli altri, e che assolutamente le sue cellule, i suoi capelli, la sua pelle, il suo sangue, il suo cervello sono fatti della stessa materia di quelli dello studente sfigato che vive nell’istituto professionale la cui “ovatta” nera è tutt’altro che soffice. Purtroppo, chi sta nell’ovatta ha come obiettivo di vita la tessitura di altra ovatta

  • Si, grazie Alice per il tuo messaggio. Sono una studentessa di Teramo e ti posso assicurare che il prof tutte queste realtà, seppur non vissute in prima persona, le conosce.. So infatti che è stato per molti anni al centro sociale Angelo Mai di Roma che poi hanno fatto chiudere le amministrazioni locali (se non sbaglio..e mi pare che abbia anche riaperto).

  • @alice: non è vero che non è stato difeso dai suoi studenti, quelli che lo conoscono meglio, e sia quelli della Luiss che buona parte di quelli di Teramo, perché letteralmente traumatizzati dal linciaggio mediatico (che poi mi chiedo, tutto sto accanimento contro il prof Martone..ma non è peggio un Lusi..? O ancora, non sono peggio di questi tecnici tutti i possibili politici che abbiamo avuto nell’ultimo periodo..? A me non mancano affatto..)
    Per quanto riguarda la difesa della commissione, immagino che il coraggio non se lo può dare chi non ce l’ha..

  • Sono una mamma di 49 anni, non laureata perché, sebbene la laurea in legge fosse il mio sogno più grande ed avessi dimostrato di essere in grado di prenderla, bisogni e responsabilità più grandi mi hanno chiamato al mondo del lavoro. Ho frequentato, la facoltà di giurisprudenza, all’università di Teramo, per tre anni con ottimi voti, lasciando a 21 anni per catapultarmi nel mondo del lavoro. Ho lavorato per 6 anni in una piccola industria metalmeccanica la cui sede principale era a Milano ed il cui titolare usufruì elegantemente della Cassa del Mezzogiorno per poi sparire appena questa finì, con la qualifica di “operaio generico di 2° livello”. L’azienda fu rilevata da un altro furbo imprenditore proveniente da Milano, laureatissimo, il quale invece di sparire pensò di cambiare semplicemente ragione sociale ogni 6 anni. Così per 22 anni, sempre nelle stesse mansioni, con un credito in più, finalmente da “operaio generico di 2° livello” ad operaio generico di 3° livello! Inutile chiedere di più, fuori dalla porta c’è una fila infinita di gente che si accontenterebbe di qualsiasi cosa pur di poter lavorare e funziona così da un sacco di tempo a questa parte. Da sempre le piccole industrie del Nord si sono rivolte al Sud con la speranza di accaparrare quanto più potevano e sfruttare quanto più era possibile e, s’è vero e mi trova d’accordo con quanto dice sul “fare qualsiasi cosa con passione” è anche vero che, da una vita, chi sta al Governo e decide sulle nostre vite sembra non vedere o non voler vedere la reale situazione del mondo del lavoro in Italia. Quel lavoro un bel giorno finì e, avendo due figli da mantenere, andai a lavorare in un call center, visitato ogni settimana dall’ispettorato del lavoro, onde garantire che tutto procedesse a regola di legge. Il call center un bel giorno chiuse le porte, senza avvertire nessuno,lasciando 160 impiegati per strada. Vuol sapere Professor Martone la cosa più buffa? Non un solo centesimo di contributi, a nessuno e nonostante i tanti controlli serrati. Insomma, gliela voglio far breve, lavoro da circa 28 anni, con un monto di contributi di anzianità che sì e no arriva a 10 anni scarsi perché, ognuno, lungo la strada, di certo con lauree non da sfigati, ha ben badato a fare i propri interessi, alla faccia di qualsiasi passione e di qualsiasi legge. Quando si parla dell’essere sfigati c’è da mettere nel calcolo anche questo, il titolare d’azienda magari molto laureato e per nulla sfigato che però convenientemente sfrutta sia le possibilità che un Governo, poco o nulla attento, gli concede, sia i bisogni di chi deve lavorare per campare e qui c’è davvero poco da dire “con passione” che, se c’è, stia certo che la fanno passare e guardi che vale per tutti coloro che non hanno la possibilità di conservare nel cassetto quella piccola laurea inutile, magari molto sfigata, che ti consente però di essere trattato alla pari o, almeno, di non essere preso per scemo. Perché le racconto tutto questo? Perché ho sorriso parecchio in questi ultimi giorni all’ascolto delle varie dichiarazioni. Figli bamboccioni? Posto di lavoro fisso? Madri che vogliono tenersi i figli vicini? Ma per favore! In quale mondo vivete o qual’è il mondo che conoscete? I miei due figli sono entrambi studenti universitari e sa cosa dico loro? “Studiate, studiate, imparate, crescete e poi basta Italia! All’estero dovete andare, a cercare un futuro” Quel futuro che non si capisce bene se questo Paese non è più in grado di dare o non vuole più dare. Altro che sfigati e bamboccioni Professore! I nostri figli sono il futuro, il nostro prima di tutto, non vorrà mica che li condanniamo al nostro stesso sacrificio? Non avrebbe senso essersi sacrificati tanto, non avrebbe senso aver rinunciato da padri per lasciare in quelle stesse mani i nostri figli.
    Quindi, come vede, ancora una volta sbagliate, ancora una volta dimostrate di non aver capito e nonostante i tanti commenti che leggo, tutti meritevoli e sui quali sono in larga parte d’accordo – escludendo quella parte che non le ha davvero dato ascolto, quella parte che avrebbe dovuto ascoltare davvero il Suo intervento, che avrebbe dovuto esaminare e riflettere attentamente su quel Suo riferimento ai Guelfi ed ai Ghibellini che sempre più spesso siamo – mi trova largamente d’accordo il commento di Alice…non per criticarLa, non ho ahimè le competenze per farlo, ma per invitare, Lei e tutti i meritevoli membri del Governo. Ascoltate di più, guardate di più la realtà, smettetela di considerarci per generi ed attitudini. Non siamo più gli Italiani di una volta, abbiamo perso ogni speranza.

    Buon Lavoro.

  • Che delusione Travaglio!Ha parlato tanto per,per far vedere a tutti quanto lui sia un ricercatore della “verità” e della “giustizia” ma le ricerche in questo caso non sembrano nemmeno essere cominciate,ha detto una marea di falsità tanto per rimanere nel suo ruolo di “sbugiardatore” e che ne ha ricavato?Che Santoro s’è dovuto scusare per lui..PESSIMI.

  • Che tristezza Travaglio!!Il suo pezzo sul prof Martone si è rivelato un insieme di inesattezze e superficialità, parole dette in libertà con il solo scopo di demolire la figura di un giovane studioso che come unica colpa ha quella di essere bravo e di avere un padre (sic)che ha ricoperto onestamente un incarico importante. Che ha fatto di male il prof. Martone? Nulla, proprio nulla!! In un mondo politico riempito di personaggi corrotti, arroganti e assolutamente impreparati, che parlano senza dire nulla, il nostro professore ha avuto l’ardire di affermare che nella vita occorre sempre fare qualcosa di utile: o si lavora o si studia e se dopo dieci anni di università si sta ancora studiando (ovviamente senza impedimenti di altro tipo)si è degli “sfigati” ovvero non si sta facendo l’interesse del Paese e neanche il proprio! Poteva dirlo in altro modo? Forse si ma se vogliamo parlare di colpe questa è niente rispetto alle vergognose rappresentazioni che continuamente offre la politica e che fino a qualche mese riguardavano gli ex governanti, personaggi più volte inquisiti per corruzione e inciuci con la criminalità mafiosa! Ebbene il famoso Travaglio, non facendo certo onore alla sua professione, si è scagliato contro il giovane professore, unendosi alla gazzara mediatica che in questi giorni ne aveva fatto un comodo bersaglio.
    Che coraggio a scagliarsi contro una persona indifesa, senza protezioni politiche!! E Santoro facendo in TV una mezza smentita del servizio andato in onda la settimana scorsa ha fatto una figura ancora peggiore, con scuse ridicole e penose, arrivando a dire che doveva essere il prof Martone ad andare negli studi televisivi della trasmissione per spiegarsi. Incredibile!! Prima si mandano in onda, senza prima verificarle, accuse fantasiose e vergognose e dopo s’invita la persona ingiustamente accusata a spiegarsi. Che pena!!
    Prof. Martone,se mi legge ascolti il mio consiglio!
    Non si giustifichi più, sono gli altri che debbono giustificarsi! Non senta più nessuno e proceda con il suo lavoro, con l’onestà e la competenza che le riconoscono tutti coloro che hanno avuto il piacere di ascoltarla o di leggerla, faccia parlare i fatti e continui a operare per il bene del nostro Paese!
    ANCHE SE IL NOSTRO PAESE SEMBRA NON MERITARLA!!

  • @ Alice: sono rimasta colpita dalla tua lettera e dalle tue osservazioni, che mi hanno fatto riflettere. Una notazione su Martone e la “mancata” difesa da parte dei proff. della commissione giudicatrice del concorso di I fascia: i giudizi dei commissari di concorso sul valore scientifico di un elaborato o di un testo (sia esso articolo che libro) sono “insindacabili”, e questo vale per i concorsi di ogni ordine e grado nella pubblica amministrazione. Discutere sui giudizi propri o altrui in sede di concorso verrebbe a infrangere questa norma; di qui il silenzio di tutti i commissari, come degli altri partecipanti al medesimo concorso. Discutere invece sull’attività di docente è tutt’altro: se il prof. svolge lezione regolarmente, se la sua didattica risulta efficace (vd. i test che vengono dati agli studenti per giudicare anonimamente i propri docenti), se ha diverse tesi e con che votazione, se lavora anche per il dottorato, se svolge qualche altra attività nell’ambito dell’ateneo. Su questi punti (e numerosi altri) possono pronunciarsi le autorità accademiche, e mi pare che più volte e in varie sedi Pier Luigi Celli, direttore generale della LUISS, ha manifestato in questi giorni la sua stima nei confronti delle attività curriculari e ed extracurriculari di Martone, impegnato già da anni in varie attività con studenti (vd. Itaka e Dillinger), in epoche non sospette e senza connotazioni politiche. Una parola sull’attività di Martone docente anche dal parte del rettore e/o preside di facoltà di Teramo sarebbe stata auspicabile, ma posso comprendere il loro timore di essere stritolati mediaticamente.

  • Cara tag,
    innanzitutto sono contenta che la mia lettera faccia riflettere..la riflessione è preliminare a qualsiasi confronto costruttivo.. Per quanto riguarda il tuo messaggio, non c’è dubbio che il merito delle valutazioni non possa essere sindacato da chiunque, tanto più se penso che per valutare l’operato di uno studioso sia necessario possedere competenze tecniche qualificate che non credo nessuno tra i commentatori di questo sito e opinionisti/giornalisti in voga, abbiano a sufficienza. E neanche io, nella mia lettera, volontariamente, mi sono permessa di dare giudizi sulla preparazione del nostro viceministro, essendo fondamentalmente contenta che un professore così giovane (io alla nomina credevo fosse ancora ricercatore..!) facesse parte del nuovo governo. Però se è vero questo, permettimi di dire anche che gli stessi giudizi dei candidati ai concorsi accademici devono innanzitutto basarsi su parametri oggettivi e questi sono garantiti dall’equidistanza che deve necessariamente esistere tra i commissari che valutano e tutti i candidati che partecipano.. Anche io credo che il professore si sia meritato le occasioni che ha avuto ma credo anche che il senso della polemica nasca dal fatto che (purtroppo per lui) il professore insegni in Italia.. Allora, il problema non è a mio avviso, che il professore sia diventato ordinario a 29 anni , ma il problema è che i professori ordinari under 40 in questo paese
    siano troppo pochi (purtroppo per noi)… si contano sul palmo di una mano. Occorre allora che vi siano interventi concreti non solo per restituire dignità alle nostre università attraverso un maggiore sostegno economico, più risorse significano più concorsi, ma anche per combattere il malcostume che è causa della polemica di questi giorni, ossia che dietro un traguardo insolito e importante vi sia per forza il marcio della casta. In questo senso, per esempio, magari si potrebbero introdurre nelle commissioni giudicatrici delle personalità del mondo accademico di altri paesi, così da un lato i candidati sarebbero incentivati a proporre opere di più ampio respiro (tutti obbligati a fare un periodo di studio e di lavoro di ricerca all’estero, il che implicitamente comporta la conoscenza almeno di una lingua straniera) e i risultati della loro ricerca sarebbero valutati non solo da professori italiani ma anche stranieri (magari due per commissione), così l’imparzialità e la trasparenza potrebbero essere maggiormente tutelate, garantendo tra l’altro un livello culturale più alto dei nostri atenei, che si collocano sempre, a livello europeo, alle posizioni più basse. Magari istituire un organo indipendente anch’esso composto da professori stranieri a cui rivolgersi se si ritiene di essere lesi da una procedura di valutazione ingiusta, senza il timore che poi, in caso di ricorso, ti ricapiti proprio quel professore che ti ha escluso, il che incentiva purtroppo la prassi di “ aspettare il proprio turno” e accettare tutto com’è, nella speranza che sia il professore che “segui” ad assicurarti,un giorno, il posto. E poi, un limite di età ai professori..per carità abbiamo bisogno di maestri e di punti di riferimento, ma non è possibile che le cattedre siano ancora in mano ad ultrasettantenni..li apprezziamo certamente, abbiamo bisogno della loro esperienza, rendiamoli responsabili allora di corsi aggiuntivi, di seminari di approfondimento, ma nelle aule, tra i ragazzi abbiamo bisogno di personalità nuove e giovani..si sa..dopo una determinata soglia d’età, per natura, sei portato a valorizzare il passato più che guardare al futuro.. e se l’università non guarda al futuro..stiamo freschi.. sarebbe bello che le iniziative culturali e di partecipazione di cui tu parli sarebbero proposte da tutti i professori e non solo dal professore Martone.. Modifiche di questo tipo (le mie per carità sono piccole proposte, poi sta ai tecnici del mestiere innovare) potrebbero invogliare un giovane meritevole che vuole intraprendere la carriera universitaria a sfruttare di più le occasioni e a non rinunciare, perché il dramma, tra le altre cose, è la rinuncia a cercare un posto di lavoro e a realizzare i propri sogni.. sono più di due milioni.. forse potrebebro servire a restituire fiducia a migliaia di ricercatori che con passione e, ahimè, SOLO per passione, studiano ogni giorno.
    Alice