Michel Martone sul Primo maggio



I genitori sono preoccupati per la condizione dei figli e i figli sono preoccupati per la condizione dei genitori. Il lavoro è la principale preoccupazione degli italiani. Noi stiamo facendo di tutto per affrontare questo problema, ma cinque mesi non sono sufficienti per fare contrasto a una crisi come quella che è iniziata nel 2008.

Auspico che questo Primo maggio, sicuramente molto difficile, segnerà uno spartiacque. Uno spartiacque che dia senso all’articolo 35 della nostra Costituzione dove la Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme di applicazione, perché questo Primo maggio ha reso evidente a tutti che il vero problema è il lavoro che non c’è. E’ il problema di un sistema economico che è di fronte alla più grave crisi dai tempi del ’29, nel quale la difficoltà non è più solo dei lavoratori dipendenti e non c’è più solo un conflitto tra lavoratori e datori di lavoro, perché anche gli imprenditori vivono una grande sofferenza.

Questo è un Primo maggio che dovrebbe segnare la fine di un ‘900 ideologico, nel quale venivano contrapposti datori di lavoro e lavoratori e l’inizio di una nuova fase nella quale, uniti, cerchiamo di tornare a produrre quella ricchezza necessaria a creare posti di lavoro e ad abbattere uno spread che ha privato la nostra economia di quella liquidità indispensabile per creare occupazione e fare impresa.


  • Nessun Commento

Lascia una Risposta

*