Elezioni U.S. – Miracoli dal Nuovo Mondo

sarah-palin.jpgFino all’altro giorno amministrava l’Alaska, ovvero qualche migliaio di cittadini, ed era sconosciuta ai più. Ora, in meno di una settimana, Sarah Palin, che è anche una donna o meglio una “hockey mum”, ha sconvolto la campagna elettorale americana, ribaltato i sondaggi e ora sembra diventata l’incubo del mitologico “Obama”.

Affascina le “wall mart woman” – potentissima categoria dell’elettorato americano – perchè incarna la quintessenza del conservatorismo a stelle e strisce e rappresenta effettivamente quella novità che reclamavano a gran voce gli elettori di ogni fazione. Ora è ben vero che si tratta, con le sue parole, di un “pitbull in rossetto” o meglio di una “marlboro woman”, come la chiama Francesco Bonami, dalle grandi qualità, ma è altrettanto vero che è bastata una sola settimana per proiettarla ai vertici della politica americana. Segno evidente che questo è un paese nel quale la politica viene prima degli apparati e l’elettorato conta davvero, almeno in occasione delle elezioni presidenziali. Da noi non sarebbe bastata un’intera vita…

Commenti


  • Infatti è segno di un sistema che premia gli elettori, e non i partiti; lo si è visto anche durante le primarie, quando è aumentato in maniera vertiginosa il numero di elettori indipendenti che si sono registrati per partecipare. Proprio questi sono stati tra i maggiormente colpiti dalla novità Palin; il consenso di McCain tra questi è salito dal 40 al 52%.

  • Sicuramente è stata un’ottima mossa, molti americani stavo aspettando questo ed è anche un’occasione per bilanciare il fattore età di McCain. Vedremo chi vincerà…

  • Obama for President!

  • Tutto vero Prof, Obama è il sogno americano, ma forse c’è ancora un passaggio di testimone da fare, la pitbull col rossetto è in gamba, è sofisticata ma non troppo, è una mamma quindi è delicata ma al tempo stesso ha dei canini che quando abbaia dici: Aiuto!!!
    Inoltre l’America è l’esempio che non bastano le idee, la forza di volontà, una faccia pulita e buone proposte, servono soldi, e molti…e gli investitori, gli sponsor, i grandi industriali hanno già tagliato un pò di fondi alla lista Obama e senza di quelli “avoja a parlà”, non vedi più la tua faccia sui cartelloni pubblicitari e sui cappellini a stelle e strisce? Non ti chiamano più per interviste esclusive sui maggiori quotidiani di Stato, Oprah non ti vota più e in poco più di 2 settimane non ti chiama più nessuno, è brutto, sembra incredibile e impossibile, scommettiamo?…
    …e quando non hai più spazio per parlare c’è solo una cosa da fare: chiamare Emilio Fede! Da lui spazio per parlare ce ne sarà sempre…

  • In fenomeno Palin è una delle prove, come se non ne avessimo avute abbastanza, che purtroppo la politica negli States è una incredibile macchina mediatica. Mi permetto di dire non solo in America purtroppo…. Non sono solo i programmi a fare il valore di un partito e quindi la credibilità di un candidato.
    Questo è il trionfo di quella che Sartori chiamava videocrazia e che sempre più si sta diffondendo in tutto il mondo. Ma non è un fenomeno positivo… Vuol dire rendere le elezioni ”un evento fortuito” (cito l’espressione letterale di Sartori), la scelta al di là dell’essere sinonimo di trasparenza, è manipolata.
    Allo stesso tempo, un sistema così congeniato dà un incredibile potere agli elettori, i quali votando possono ribaltare situazioni credute stabili e creare un dinamismo politico che da noi è impensabile. Forse non dovremo prendere in prestito il modello americano perché è un estremo… Ma sicuramente potremo impararne alcuni trucchi ed essere in grado di dare alla nostra politica quel dinamismo che è assente.

  • Caro Prof,
    innanzitutto complimenti per questo spazio di discussione. Non sono sempre d’accordo con lei, ma la stimo per la disponibilità al confronto che dimostra sempre.
    Condivido le riflessioni di Simona Scelfo perchè è vero che alla fine di ogni campagna elettorale si contano i voti, ma è anche vero che quasi mai il consenso è indicativo di buona politica; anzi la politica è stata buona fino a quando il nostro sistema istituzionale, partitico, associativo e sociale è stato talmente solido da rappresentare degli interessi reali, a cui venivano date risposte istituzionali. Oggi non è più così: i partiti, tutti i partiti, sono ostaggio di eletti nelle varie Istituzioni, che magari non sanno usare il congiuntivo ma, per varie ragioni, sono pieni di voti. L’America ha una percentuale bassissima di cittadini che vanno a votare e non solo quelli che votano e scelgono la classe dirigente non sono mai quelli per cui andrebbe rinnovata la politica, ma lì ogni candidato/a ed ogni eletto/a è legato alle esigenze dei finanziatori di campagne elettorali e partiti.

  • Senza voler sminuire la figura della Palin, la sua scelta come candidato vice Presidente per il Partito Repubblicano mi è sembrato un mal celato (ma ben riuscito, a giudicare dai primi sondaggi) tentativo di bilanciare la forza mediatica di Obama. Se il senatore dell’Illinois potrebbe essere il primo presidente di colore degli States, la vice di McCain rappresenta un’altra porzione del “sogno americano”: viene da una realtà molto lontana dall’establishment Washingtoniano, è una donna in carriera, madre di cinque figli.
    In sostanza, la mossa è speculare: la Palin, come Obama, rappresenta il cambiamento, motivo conduttore della campagna elettorale 2008 di entrambi i partiti.

    Trapiantare tale sistema in Italia, a mio avviso, sarebbe controproducente. Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una crescente personalizzazione dei partiti italiani che ha portato, secondo italica virtù, a concentrare maggiori poteri e possibilità di influenza nelle mani di sempre meno persone.
    Senza contare che i candidati made in U.S.A. sono sottoposti ( alle volte eccessivamente) al fuoco incrociato di una stampa libera e pluralista…

  • Anonimo, hai toccato un punto importantissimo! La percentuale degli elettori che va al voto in America è bassissima, tanto che in molti hanno sostenuto che negli States non si possa parlare di suffragio universale. La popolazione che va al voto è poca e la maggior parte di quella che vota è guidata da interessi lobbistici, e non da ideali rappresentati dal partito (peraltro ricordiamoci che il sistema partitico americano è svuotato di ideali e il paese non va in stallo solo grazie alla indisciplina dei congressmen), mentre è molta la parte di popolazione che non crede che il voto per l’uno o per l’altro candidato possa modificare la sua situazione. A pensarci bene è un risultato molto triste per una democrazia, è una diseducazione politica che arriva al disinteresse più totale.

  • wow,bel dibattito, condivido gran parte di quello che ho letto, compresi gli interventi di simona e dell-anonimo, ma non posso fare a meno di pensare che un po di ricambio veloce ci vorrebbe anche da noi, perche se e vero che per la palin sono bastati troppo pochi giorni e altrettanto vero che i nostri partiti non mi sembrano cosi tanto ostaggio degli elettori, pensate a come amministrano la cosa pubblica o al sistema elettorale che si sono scelti

  • Credo che non si possa parlare di trapianti.La cultura americana è profondamente diversa dalla nostra,ed è pericoloso giocare con le provette della democrazia rimescolando gli elementi ;non conoscendo le variabili si rischia di far esplodere tutto.Per quanto riguarda la questione americana credo che McCain stia giocando molto bene le sue ultime carte prima del voto sfruttando una situazione internzionale che strizza l’occhio al passato ricordando la guerra fredda in cui sicuramente McCain da più sicurezza che Obama.Dall’altra parte vedo un candidato convinto di vincere che abbassa la guardia ,presta il fianco e nn si adegua al nuovo scenario perdendo così terreno.

  • Penso che Obama stia perdendo la sua tranquillità che lo contraddiceva e che forse solo per quello lo accomunava al Barack nostrano,Walter Veltroni,ironia a parte con la sua uscita del “maiale con il rossetto è sempre un maiale” non ha fatto altro che giocare come vuole John McCain.La candidata alla vice presidenza repubblicana non mi sembra nulla di nuovo,antiabortista,amante delle armi,già me la immagino a girare per la casa bianca con la tuta mimetica e un fucile d’assalto.Quasi preferisco chi all’interno di Palazzo Chigi si scervella a scrivere leggi ad hoc,assieme al proprio avvocato,per evitare beghe con la giustizia.Per concludere e ritornare al nostro discorso sulla politica d’oltreoceano le mie previsioni includono il forte peso della lobby ebraica,che negli States è un governo parallelo e che come sanno tutti non vede di buon occhio Obama di fede musulmana…ops cristiana.Non dimentichiamo l’Iran.
    Un saluto al prof.
    Complimenti per il blog!

  • “Se la Russia dovesse fare il bis in operazioni come quella georgiana, gli USA sarebbero pronti anche alla guerra” Sarah Palin.

    Se questo è veramente il pensiero e la linea di chi segnerà l’agenda mondiale dobbiamo temere una nuova cortina di ferro e questa sarebbe anche peggio di quella appena caduta.

  • Premetto che sono contro la guerra e che le mie simpatie sono tutte per Obama,ma mi metto nei panni di un cittadino americano e mi chiedo qual’è il male peggiore in una situazione in cui la Russia ringhia e il suo peso sul piano internazionale lo afferma con i carri armati come alla fine del secolo scorso.Un presidente che nel bene o nel male la guerra la conosce(quindi spero anche conosca quanto sia brutta)e non è un novizio in tema di strategia o un presidente che rappresenta certo una novità molto interessante ma che su questo versante presta il fianco?

  • Mi permetto di dissentire. O meglio, di dire la mia.
    La candidatura di Sara Palin serve e raccogliere l’elettorato di Hillary clinton, il quale non è disposto ad appoggiare chi ha tradito la loro candidata.
    La novità è Barack Obama, il primo afroamericano candidato alla presidenza USA. La grande democrazia, dove fino all’anno scorso capitava che poliziotti di di New York massacrano di botte Sean Bell perchè di colore.

  • La candidautura della Palin è il grande fattore sorpresa dello stratega McCain; proprio nel momento dell’apice della novità Obama,nell’istante in cui l’elettorato femminile si era assopito rassegnandosi al tramonto momentaneo del sogno “una donna alla casa bianca”,nell’attimo in cui Obama vanta di essere il solo homo novus, lì come un cavallo di troia il nemico entra in casa dei democratici aprendo le recenti ferite apparentemente rimarginate:Sarah Palin,Lady di ferro,in realtà la vera “mulier nova” della situazione.Sebbene le sue idee siano tanto bizzarre quanto impopolari dall’astinenza sessuale prematrimoniale,alla pericolosa e ostentata passione per le armi,alla fiera convinzione della giustezza della pena capitale,alla moralista esibizione della sua ingombrante famiglia come un trofeo ,mrs pitbull fa tremare incantando le folle perchè è bella,volitiva, salda,pragmatica e rappresenta il sogno americano a tutti i livelli probabilmente tanto quanto obama, se scaviamo nella sua storia personale. Allora riflettiamo che forse la vera audacia o comunque il cambiamento,voluto o dovuto che sia, è l’aver scelto come vice e anche probabile presidente supplente, data l’avanzata età di McCain, la governatrice obliata dello stato meno popolato d’America. Una scelta politicamente difficile perchè a dippio taglio,disperata,ma di sicuro effetto.Il caro Obama avrebbe dovuto condurre fino in fondo la sua novità,superando le dinamiche interne di partito e le vecchie rivalità,scegliendo come suo vice la Clinton,sarebbe stata la scelta più scontata,ma di certo avremmo assistito ad un interessantissimo ma, purtroppo, inedito spettacolo della presunta democrazia americana,che a quanto pare ha dimostrato di avere paura ancora delle sue donne.

  • Francamente non riesco a leggere la candidatura della Sarah Palin come una discesa messianica, tanto meno come lezione da riprodurre. E qui forse uno dei virus più gravi per la nostra democrazia, l’esterofilia a corrente alternata, che significa ricezione di quanto peggio vi è in circolazione.

    Infatti, non è certamente eretico o sovversivo affermare che la politica americana strutturalmente sia una “politica spettacolo” e dunque i suoi candidati non siano altro che prodotti di questo modo di intendere la politica. Di una politica che considera gli elettori solo come utenti televisivi, da guidare con il telecomando, un popolo da ammaliare e sedurre con effetti speciali. Una politica che confonde il consenso con l’audience. È interessante notare le gaffe di Obama, quando evidentemente i suoi ghost-writers nei paraggi non ci sono. Forse meno esaltante è pensare che un candidato alla Casa Bianca posso confondersi sul proprio credo religioso. Così come la Palin è il parto di uno studio di marketing politico e basta

    L’Italia di oggi triste, smarrita, seduta e con classi dirigenti dalla bassa credibilità mi chiedo quale interesse avrebbe a guardare all’America, se non quello di concedersi un momento di illusione drogata?

    E in verità l’ennesima illusione l’abbiamo vissuta come rito collettivo nelle ultime elezioni politiche, dove è stato proposto agli italiani uno dei più grande bleuff della nostra storia repubblicana, un falso bipartitismo su un’asserita malintesa esterofilia.

  • Vorrei condividere con voi una divertente poesia che ho trovato surfando nella rete…
    http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/post/2056616.html%20

Lascia una Risposta

*