La replica di Michel Martone alla polemica sugli “sfigati”: non mi riferivo a tutti quei ragazzi che per necessità, per problemi di famiglia o di salute o perché devono lavorare per pagarsi gli studi, sono costretti a laurearsi fuori corso. Ma mi rivolgo a…



Non pensavo di suscitare tali reazioni ma, visto il dibattito, ci tengo a chiarire che, con la mia dichiarazione di oggi, non mi riferivo a tutti quei ragazzi che per necessità, per problemi di famiglia o di salute o perché devono lavorare per pagarsi gli studi, sono costretti a laurearsi fuori corso.

Mi rivolgo piuttosto a tutti quegli studenti che, pur vivendo a casa con i genitori e non avendo avuto particolari problemi, si laureano “comodamente” dopo i 28 anni.

Dieci anni per una laurea quinquennale sono troppi. Soprattutto per un paese come il nostro nel quale il terzo debito pubblico del mondo si sta mangiando il futuro di intere generazioni.

Ce lo dicono tutte le statistiche: ci laureiamo troppo tardi e iniziamo a cercare lavoro troppo tardi. Mentre, se vogliamo avere il futuro che ci meritiamo e contribuire al rilancio del nostro paese, è ora che anche i giovani cambino il passo prendendo esempio da tutti quegli studenti che con sacrificio si impegnano ogni giorno per laurearsi il prima possibile, magari con il massimo dei voti.

Per il resto, prometto in futuro di essere più sobrio ma sempre sincero. Questo il contributo video integrale del mio intervento. Giudicate voi. Leggi anche l’articolo del 7 settembre 2010

Commenti


  • Non si tratta di sobrietà, ma di rispetto. La sincerità è un’arma a doppio taglio. L’effetto boomerang è inevitabile, specie di questi periodi che siamo parecchio incazzati. Leggevo una Sua vecchia riflessione che ha fatto nel 2010, sull’importanza del laurearsi presto. Dice inoltre che il suo habitat è l’Università, vogliamo parlare dei fuori corso perchè ci sono Prof. o Assistenti che si divertono ad affondare gli alunni durante gli esami, così tanto da mandar in crisi pure quegli studenti che son venuti fuori dal Liceo con un bel 100. Credo che leggendo le Sue dichiarazioni qualche studente oggi si sia sentito offeso (che siam pure in periodo di Esami). Laurearsi è formarsi. Che poi c’è pure chi decide di iscriversi all’Università a 27 anni. Son sfigata pure io che ho deciso di smettere di studiare?
    Saluti.

  • Un chiarimento probabilmente inutile perché, come dimostra il commento che mi precede, chi voleva fraintendere un messaggio già chiaro dall’inizio continuerà a farlo. Il problema esiste, punto.

  • Egregio Ministro, sono uno studente del 1984, ergo proprio quest anno compio 28 anni e mi sto per laureare alla specialistica di Economia e Finanza alla LUISS. In teoria rientrerei in quella categoria che lei definisce “sfigati” e sono pienamente d’accordo con lei per queste sue affermazioni dure, ma decisamente dovute.
    Le pongo il mio caso: vivo in famiglia, in un’ottima famiglia ricca e senza particolari problemi di alcun tipo, mi sono laureato con solo un anno di ritardo alla triennale, poi appena iniziata la specialistica nella mia famiglia e a me in primis è successo un pò di tutto dal punto di vista della salute. Dopo un anno di quasi totale stop ho ripreso i libri e ho cercato di riprendere la marcia dal punto in cui avevo lasciato, ma non ci sono riuscito come avrei voluto. Nonostante questo incolpo solo me stesso per tutto questo e mi riconosco nella sua etichetta di “sfigato”, perchè mi sono fatto abbattere dagli eventi, invece di reagire, ho cercato scuse, invece di rimboccarmi le maniche e forse anche per questo motivo non sono ancora riuscito a mettere la parola fine su questa università. Mi sono fatto prendere dall’ansia, da mille problemi mentali e ho lasciato andare via mesi e mesi senza accorgermene, ma a differenza di tanti che magari si sentono “infastiditi” di essere catalogati come sfigati, io le voglio dare il mio pieno appoggio e il mio supporto. Bisogna reagire e rimboccarsi le maniche, sempre, il mondo non ci aspetta.

  • Non ha tutti i torti.

    Non capisco lo scandalo in criticare chi si laurea con 5 anni di ritardo rispetto a quanto previsto da un piano studi dopo anni di luoghi comuni sul ‘pezzo di carta’ e sulla sua presunta inutilità.

    Nella mia esperienza di studente universitario posso affermare di avere visto che proprio coloro i quali sono in situazioni economiche non floride si laureano per primi dando gli esami tutti in tempo.

    Che poi dalla Sua posizione sia sconveniente fare certe dichiarazioni è un altro discorso, ma ce ne fossero di ‘chiacchiere da bar’ come le Sue!

  • Mah, guardi… ho 40 anni, lavoro da quando ne avevo 16, mi sono laureata a 26 (con voti alti).
    Per comprare casa ho dovuto chiedere aiuto ai miei genitori (sono bambocciona?) perchè:
    a) sono precaria e sottopagata;
    b) a “quelle come me” non danno un mutuo.
    Detto questo, fossi un caso isolato! No, Signor Martone. Conosco tantissimi laureati precari e sottopagati come me che non hanno un contratto che dia loro stabilità e sicurezza. Economica e non solo, perché con uno stipendio di nemmeno 1000€ al mese ci campi, ma calcolando se puoi comprarti un biglietto del cinema una volta al mese.
    Ah: fino a 3 anni fa ero riuscita a mettere da parte 4000€ sul conto, ora è ridotto a 700 e, calcolando le spese, non credo che riuscirò a risparmiare. Sa… le spese condominiali, la benzina per la mia Yaris (900), i croccantini e il veterinario per il gatto, una cena al takeaway cinese ogni tanto (mi sarà concessa?), calze nuove peché quelle dell’anno scorso mi si sono bucate, detersivi, cibo… cose così.
    E’ da 3 anni che non faccio una vacanza, e comunque al massimo sono stata in un 2 stelle a Cogne per 4 giorni.
    Sono sempre stata lavoratrice e risparmiatrice.
    Solo che io non ho appoggi, il famoso “calcio nel didietro”. E pensi che sia mia madre che mio padre, ai tempi in cui andarono in pensione, offrirono alle banche che li impiegavano di RINUNCIARE alla liquidazione per dare un posto di lavoro fisso a me. Ovviamente così non fu.
    Sono un’eccezione? No, purtroppo io sono la regola, la mia è una storia ben più comune di quanto lei forse non immagini. E’ lei l’eccezione.
    Quindi, la prego, misuri le parole prima di esprimere concetti in maniera grossolana. Ma soprattutto, faccia un bel bagno nella realtà di quella che è l’Italia oggi, perché forse a lei è mancato un contatto con chi “tira a campare”. Non è colpa sua se è nato nella famiglia in cui è nato con le conoscenze con cui è nato, sia chiaro ma, datosi che è Viceministro di QUESTA Italia, e questa Italia è un’Italia che NOLENTE tira a campare, faccia ballare l’occhio, come dicono da queste parti, ed esca dalla bambagia. Grazie.

  • Gentile Ministro,

    è una contraddizione tutta italiana che ci sia gente che a 28 anni non si sia ancora laureata e gente che, come nel suo caso, è al centro di mille attività importanti. Ma non è una contraddizione più grande che ci sia gente che si laurea brillantemente a 25 anni, che a 28 ha finito un dottorato e che però è in mezzo a una strada, mentre appunto gente come lei fa il ministro, insegna tre corsi in ben due università (è in congedo? ci manda gli assistenti?), scrive sui giornali, dirige uno studio privato (è in sospeso?), fonda associazioni culturali e non ricordo cos’altro. Ora non metto in dubbio le sue capacità – eppure mi piacerebbe incontrarla per conoscere finalmente un genio degno di questo nome – ma credo ci siano vari cortocircuiti che sicuramente non agevolano la rinascita di questo paese. Sono forme di conflitto di interesse, se pur particolari, anche perché, per quanto lei possa essere preparato e veloce – o forse per lei il tempo scorre in maniera più lenta – mi risulta difficile pensare che un essere umano possa fare (bene) tutte quelle cose insieme.
    cordiali saluti
    FL

  • Ci mancava la predica. Ma perchè non riferisce l’unica verità degna di essere detta. I nuovi ordinamenti prevedono quasi il doppio degli esami di quando all’università ci andava lui. L’unica conclusione possibile è: i fuoricorso convengono. Pagano più tasse, più penali e per più anni.

  • Tra le varie caratteristiche di un viceministro del tecnicissimo governo dei “competenti”, ci si aspetterebbe per lo meno la conoscenza dell’attuale situazione italiana. Forse Dr. Martone, prima di ammalarsi di grafomania potrebbe dare un’ occhiata ai dati sulla distribuzione della ricchezza in Italia, nonché ai dati relativi al sostegno al reddito dato a chi desideri, in questo mondo avere la possibilità di studiare. Le misure di sostegno allo studio sono pressoché inesistenti, i vincitori idonei senza borsa, per dirne una sono miriadi. Data la (fortunata) propensione italiana di non ricorrere all’indebitamento…ognuno si arrangia come può. Siamo passati dai bamboccioni (che non si potranno aprire ma un mutuo perché impossibilitati ad avere un contratto decentemente in grado di garantirlo e restano a casa per l’esorbitante costo degli affitti), agli eterni giovani-precari (che ora con la vostra prossima riforma del lavoro con il “contratto di inserimento” resteranno comunque tali), agli sfigati, di cui lei però si scusa con quelli in situazioni difficili … Credo che questa sia una maggioranza crescentemente tale, credo che lei come viceministro non ha una benché minima idea di quanti studenti realmente sopravvivino a “lavoretti”. Questa mia impressione è confermata dal suo articolo sulla laurea generalista….la gente non riesce a pagarsi un affitto…si figuri i 15.000€ di master ed i costosissimi corsi di lingue che possano supplire alle carenze del falcidiato sistema scolastico elementare. Più che maggiore sobrietà…a quelli come lei servirebbe una doccia di freddo realismo.

  • Non ho frequentato più l’università dopo il primo semestre del primo anno. Ho preferito lavorare e studiare perchè pensavo (e penso tutt’oggi) che la laurea serve fino a un certo punto. Sono passati 5 anni da quella scelta. Ho un lavoro part-time a tempo indeterminato, ho imparato un mestiere e devo ancora laurearmi per la triennale. Quasi tutti i miei amici della stessa facoltà si sono laureati quasi in tempo e riescono solo a lavorare in stage o con contratti di collaborazione sottopagati!!! E’ cosi necessario laurersi in tempo se poi non abbiamo nessuna soddisfazione dopo anni di studi???

  • posso capire e condividere il ragionamento, ma lei è viceministro e le parole hanno un peso ben specifico. Io ho potuto iscrivermi solo 3 anni fa, mi sto laureando a 31 anni e le assicuro che ho fatto dei sacrifici enormi, e con un senso di colpa fortissimo perché la mia cultura e il mio avvenire pesano sulle spalle dei miei genitori. In una situazione come quella di oggi, lei non può assolutamente usare parole come queste, lo deve alla nazione a cui si rivolge, che nonostante 15 anni di superficialità tenta di risollevarsi. Inoltre credo che queste sue definizioni saranno per lei e per questo governo un grande ostacolo quando proporrete la riforma dello studio di cui sento parlare da qualche giorno. Da quasi coetanea mi permetto di dirle che quando si lavora in un governo politico, le parole sono tutto.

  • Martone, secondo me ha sbagliato ad usare un termine come “sfigati” che forse non e’ appropriato alla sua carica di un viceministro

    TUTTAVIA, io concordo con lei sul fatto che ci sia una tendenza tutta Italiana a stare comodi a casa a spese dei genitori senza prendere in mano il proprio futuro. Io vivo all’estero ma ho diversi amici e parenti molto benestanti e che a 29/30 anni non si sono ancora laureati (alcuni non hanno nemmeno ancora finito la triennale!) pur non avendo avuto circostanze mitiganti di alcun tipo. Secondo me e’ innegabile che questo sia un fenomeno Italiano, perche’ la crisi ti impedisce di trovarti un lavoro e vivere da solo ma di certo non ti ritarda gli studi.

    Inoltre mi sembra abbastanza ovvio che questo discorso non si applica a chi abbia avuto problemi familiari o di salute e sinceramente molti dei commenti su questo blog mi sembrano pretestuosi.

  • Non capisco tutta questa inutile polemica. Italianamente ognuno avanza le proprie scusanti causa dei ritardi eccetera eccetera. Io ho finito la triennale nel 2006 a 23 anni non compiuti e sono al quarto fuori corso di specialistica perchè lavoro. Precario ma lavoro. Quello che il viceministro intende è facilmente leggibile tra le righe. Non decontestualizzate tutto. L’unica cosa che vien fuori è questa strana aggressività non giustificata.

  • Il problema da Lei esposto è serio e realistico. E’ di 27 anni l’età media. Troppo. Serio ed utile sarebbe capire perchè.
    Le colpe io credo appartengano insieme a studenti ed Università.
    Il 3+2 ha rappresentato una soluzione per questo problema?
    Sostenere più di 30 esami in 3 anni per una Laurea e più di 20 per una Magistrale era una soluzione? Forse no, visto il decreto Mussi(max 20 per la triennale,max 12 per la Magistrale).
    Serie sono le inchieste, seria è la ricerca delle responsabilità e delle soluzioni.
    Ma non credo sia serio il linguaggio da Lei usato.
    Buon Lavoro.

  • Condivido in pieno le parole del viceministro, ritengo che la cultura paga, e chi può, è obbligato a dare il massimo per la crescita personale e del proprio paese. Non possiamo stare anni in attesa mentre mezza Europa corre con un passo più lungo del nostro.

    Ragazzi diamoci da fare e carpe diem.

    Ps: non ho mai sentito nessuno che si è pentito di aver studiato.

  • Egr. Viceministro,
    io sono pienamente d’accordo con Lei…ma secondo ma il problema è un altro…
    Mi permetta di presentarmi: mi chiamo Giulia Demasi, ho 28 anni, e mi sono laureata in Comunicazione Istituzionale e di Impresa (laurea specialistica) all’Università degli Studi di Perugia, PERFETTAMENTE in corso e con il MASSIMO DEI VOTI (e la lode)…e a chi lo dico??? Non immagina quanti curricula ho inviato eppure quelle poche risposte che sono arrivate gira e rigira erano del tutto simili: nulla da fare!!!
    Ecco qual è il problema: il lavoro che manca!
    Sono giovane, ho intrapreso il mio percorso di studi con il massimo impegno, tanti sacrifici (anche da parte della mia famiglia, non “sono figlia di papà”, e mi creda, in una famiglia mantenere due figli all’Università fuori sede (sono calabrese) pesa…) ma anche tante aspirazioni…aspirazioni e sogni che purtroppo si sono scontarti con la dura realtà dei nostri giorni…

    E’ la verità, il problema oggi per molti giovani come me (e mi creda che ne conosco di ragazzi miei coetani, “titolati”, in gamba ma a spasso) è il lavoro che non c’è…ed allora mi domando: ne è valsa veramente la pena sacrificarsi, impegnarsi così tanto quando poi, mi ritrovo con in mano u pugno di mosche e neanche quelle???

    Io personalmente mi sento disillusa ma ancora non smetto di credere che anche per me sia possibile un futuro, lavorativamente parlando, migliore!

    Spero che lei, per il ruolo che riveste oggi nel ns. governo, prenda in considerazione quanto ho scritto e che finalmente si possa fare qualcosa per i giovani volenterosi come me!
    Come diceva Ovidio: “Volere è poco, occorre volere con ardore per raggiungere lo scopo!”
    IO CI CREDO!

    Grazie per l’attenzione,
    Giulai Demasi

  • Egregio Sig. Martone, io mi sono laureato a 28 anni, quindi magari sono o non sono sfigato per un pelo, e mi sono dato subito da fare per lavorare nel mio campo: comunicazione e marketing. Dopo alcuni anni da dipendente, mi sono messo in proprio fondando con un amico una piccola società di comunicazione (sì sono un pazzo). Tanti sacrifici, pochi soldi e tante tasse ma siamo soddisfatti della nostra scelta e teniamo duro nonostante tutto… Nonostante l’università ci metta una vita, ad esempio, a darci la possibilità di prendere una studentessa in stage (non le dico le carte e la burocrazia che ci sta sotto). Ecco, invece che pensare agli sfigati, pensi piuttosto a migliorare la possibilità per i giovani di fare impresa (ce ne sono tanti con ottime idee) e agli studenti di fare uno stage per imparare un mestiere. Vedrà che le cose miglioreranno per questo Paese.

  • Vice ministro, trovo il suo punto di vista assolutamente condivisibile.
    Mi sono laureata a 29 anni ma solo perché mi sono iscritta all’università a 26. Ho sempre lavorato, prima, durante e dopo la mia breve carriera universitaria. Volevo migliorare la mia condizione e ci sono riuscita.
    È stato possibile perché avevo le idee chiare e l’università è stata per me un mezzo (impegnativo e costoso) e mai un fine.
    Ho notato che per molti non è così…
    L’unica critica che mi sento di farle è quella di scegliere più accuratamente le parole. Il Paese è stanco e indignato e ogni sentenza espressa da chi è al potere è una potenziale bomba.

  • “La profondità va nascosta. Dove? Alla superfice”

    non dimentichi dalla superficie coloro che, nati in famiglie del ceto medio-basso il cui esponente piu’ acculturato raggiunge a mala pena la terza media o poco piu’, dopo imposti studi secondari in scuole dal livello scadente (a 13 anni la famiglia di solito sceglie per te) capiscono che il loro potenziale non e’ stato sviluppato e percio’, impegnandosi a fondo raggiungono i livelli di persone piu’ fortunate. Queste persone si laureano dopo i 28 anni. Conosco persone particolarmente brillanti che rispondono a questa categoria.
    Note aziende scartano i loro CV perche’ non rientrano nei “Limiti di Eta’”. Spero voglia citare anche questa categoria.

  • peccato! ero così fiera di me, che, cinquantunenne, sono riuscita a conquistare una laurea triennale in filosofia! come mi spiace che un giovanotto di belle speranze, con degli incarichi pubblici di una certa importanza, non si renda conto delle persone che ha di fronte: il mondo è molto vario, dott. Martone. Non è fatto solamente di giovani universitari che si trastullano negli anni e conseguono la specialistica dopo 10 anni. Ho dato una veloce occhiata al suo blog, e mi piace, mi piacciono le idee che ci sono dentro. Ma non mi piace la presunzione. Non mi piaceva nel governo che ha preceduto quello di cui lei fa parte, e non piace nemmeno ora. Soprattutto da chi ricopre un incarico pubblico. Prenda esempio dal Presidente della Repubblica, dott. Martone. Un esempio di umiltà e lucidità politica allo stesso tempo.Per servire lo Stato sono entrambe indispensabili.

  • sobrio, sincero ed istituzionale. e si ricordi che non è più il giovane professore rampante di qualche mese fa.
    ma forse il suo è un problema che riguarda anche altri eponenti del governo monti: solo ieri un altro autorevole ministro, quello della giustizia, diceva che nelle carceri italiane i detenuti vengono torturati…
    è giunto il tempo di un bel breefing sulla comunicazione!

  • Personalmente credo che le ragioni del viceministro siano corrette… laurearsi in ritardo ci fa apparire sfigati all’estero, però non è solo colpa di noi ragazzi (io ho 23 anni e ancora devo finire la triennale) ma di tutto il sistema della scuola, che andrebber iformato a partire dalle elementari. Per avere più selezione e fare arrivare solo chi studia all’università, e non tutti…il collo di bottiglia deve essere prima! alle Media forse!

  • lostudentenullafacente

    Esimio Prof. Martone,

    visto che Lei, dal Suo brillante curriculum, dimostra di lavorare da anni come docente presso una facoltà Italiana dovrebbe ben sapere come quello che ci insegna serve a poco o a niente rispetto agli obiettivi che una Università si pone.

    Ci rimpinzate di modelli teorici per 5 anni, impregnati di filosofia, utili sicuramente a fare selezione nei primi anni di una facoltà… per mostrare chi ha davvero la forza di sedersi e memorizzare nozioni e aspetti teorici fino allo svilimento della dignità personale. Dopodichè, date il famoso pezzo di carta… e lasciate gli oramai ex studenti in pasto agli addetti alle risorse umane delle aziende: i famigerati colloqui dove, OGNI SANTA VOLTA, sentiamo sempre LA SOLITA STORIA: indubbiamente il suo curriculum accademico è buono tuttavia come gran parte dei neo laureati odierni peccate in maniera assoluta sugli aspetti pratici. Servirà un periodo di formazione pratica per insegnarle il lavoro dopodiché vedremo.
    Della serie: “lei conosce le istruzioni a memoria, ma se le chiedo di schiacciare il tasto on/off va in confusione” .

    Bel modo di insegnare!

    Siamo onesti: quante volte avrà letto su internet annunci di lavoro per NEOLAUREATI CON ALMENO 2 ANNI DI ESPERIENZA LAVORATIVA? Secondo lei PERCHE ci sono QUESTE richieste?

    Controsenso italiano anche questo, se avesse avuto il 5 % dell’internazionalizzazione che dichiara nel Suo curriculum si renderebbe conto come in Europa il binomio studio/lavoro sia la prassi (si studia e si lavora cercando di conciliare, determinando tutto questo nelle sedi di pianificazione Universitarie più opportune, i piani didattici con tirocini o con attività lavorative complementari valutate davvero per quello che sono (e non meri CFU!), colonne portanti di un percorso formativo con un respiro maggiormente attento a quello che sarà il DOPO) mentre in Italia ci chiudiamo nelle camere a imparare teoremi. E gli aspetti pratici?

    Ma andiamo avanti… si è mai chiesto quante persone sono REALMENTE interessate agli studi fatti? quanti vanno all’università per PIACERE? e quanti ci vanno invece perché FORZATI DALLA NECESSITA’ pur avendo interesse e talento?

    Sopprimete con i Vostri insegnamenti sempre più vicini ad un modello filosofico Aristoteliano qualunque cosa si avvicini ad un concetto di realtà e ci affogate con quell’aria arrogante di chi si sente l’homo REALMENTE sapiens dinnanzi ad una marea di capre. Avrei anche mail inviate da STIMABILISSIMI docenti a dimostrazione di quello che dico, non vendo area fritta.

    Poi, come spesso accade anche nel mio ateneo, davanti ad una persona che poco poco (anche studente) ha fatto studi PER CONTO SUO circa gli aspetti pratici degli insegnamenti e che pone questioni focalizzate su problemi reali, concreti e attuali, Vi dimostrate palesemente impreparati nel cogliere anche le sfumature più banali del problema.

    SI, il famoso PROBLEM SOLVING, altro elemento di distinzione in sede di selezione della nuova forza lavoro aziendale…e CASO STRANO! sempre più raro!

    Raro, Professore, un po’ come la modestia dell’intero corpo docente…sempre più lontano dalla realtà, sempre più lontano dagli studenti, sempre più vicino a grafici is-lm macroeconomici che con le loro linee rette non descrivono affatto le reali problematiche e sperequazioni che una nazione può subire al variare di una variabile del modello… ma che al massimo, si possono interpretare come elementi di sodomia per la popolazione .

    Allora ben venga il modello teorico, se accanto esistono curve morbide riferibili ad aspetti etici e di equità riferibili alla congiuntura attuale e che abbiano un’incidenza decisionale pari alle rette classiche. Utilizziamo equazioni teoriche aggiungendoci la variabile “connessione università mondo del lavoro” quando si propongono modifiche degli apparati didattici Italiani STATALI (perché le private, e questo dimostra che non sia un populista o un comunista, sembrano aver capito che è quello il fattore x per farsi pagare rette da capogiro preparando lo studente in maniera più concreta! Le persone spendono perché sanno di avere un qualcosa in più!)

    Altrimenti, restiamo ancorati a questo dualismo tra università e il mondo “la fuori” e lasciamo che ci siano ancora professori, come Lei d’altra parte… in grado solo di sparare a zero su una intera categoria di persone… che vivono di astrattezza e di prepotenza.

    Una curiosità : prenda i 110 della sua facoltà a 24/25 anni e veda CHE FINE HANNO FATTO. DOVE SONO ORA, CHE LAVORO FANNO. POI, SE HA IL CORAGGIO DI DOCUMENTARE LA RICERCA DA LEI SVOLTA…LA AGGIUNGA AL SUO BLOG.

    La ringrazio se avrà il tempo di leggere questa risposta, e mi scuso sin da ora per i sicuri errori grammaticali e di sintassi che emergeranno. Purtroppo non ho tempo ulteriore da dedicarle, dovendo tornare sui libri per preparare l’ENNESIMO esame teorico, pur essendo uno specializzando (AH, DIMENTICAVO, IN TEMPO CON 27,5 DI MEDIA e anche FUORISEDE! Non sono un figlio di papà!) e pur sapendo di non sapere (come vede la filosofia è anche il mio campo! mi avete preparato bene!) nulla degli aspetti pratici del mio campo e soprattutto di quello che sarà di me dopo, grazie ai VOSTRI insegnamenti.

    P.s. L’occhialino “filo-einstein” le dona alla stragrande. Per la serie: si adatta un po alla sua personalità.

    Arrivederci.

  • Veramente da quello che so io, in Germania sono in molti gli over 25.

  • Cristo santo! leggere le risposte che ha ricevuto è meglio di tutti i film che lei ha gentilmente consigliato, meglio di tutti i libri da lei suggeriti, meglio di tutte le canzoni da lei selezionate…
    Giuro che non toccherò un libro universitario nemmeno per sbaglio; almeno per questa sera, altrimenti mi sentirei veramente uno SFIGATO.

    Manuel Fabris
    impiegato e
    studente universitario per passione (38 anni)
    Come vede non bisogna fare di tutt’erba un fascio…

    Distinti saluti

  • Sono un umile impiegato di provincia con un figlio ingegnere laureatosi nei tempi previsti con il massimo dei voti, un master con il massimo dei voti, parla correttamente inglese, francese e spagnolo, il quale purtroppo non essendo figlio di papà come lo è Lei ha abbandonato a malincuore la sua amata Italia per andare a lavorare in Svezia dove in quella terra priva di raccomandazioni è riuscito da solo a far vale la propria professionalità e anche l’italianità.
    Signor viceministro Lei sarà anche bravo, ma se anzichè chiamarsi Martone si fosse chiamato Caio o Sempronio, avrebbe potuto prendere tutte le lodi che voleva, ma non sarebbe dove è adesso, a sputare gratuite sentenze. Su una cosa ha ragione … più sobrietà la prossima volta .. Martone padre docet.

  • In quest’Italia (in cui non vivo piu’ da anni) osservo una societa’ in crisi adolescenziale. Se il genitore (ruolo a cui non mi sento di ergere il Prof. Martone) la rimprovera, essa sbuffa, batte i piedi e protesta indignata. C’e’ sempre una scusa, la colpa non e’ mai sua! Se proprio proprio la colpa e’ di tutti, meglio se del babbo stesso che non la capisce. Mi chiedo quando la nostra societa’ diventera’ abbastanza adulta da assumersi le proprie responsabilita’…

  • Il problema è che poteva specificare subito. E’ troppo semplice poi chiedere venia.

    Se l’avessi come professore non vorrei pensare a cosa potrebbe passarle per la testa nel leggere sul libretto che sono nata nel 1982, senza però sapere nulla di me. Secondo la sua poco felice esternazione, deduco che sarei eletta subito a sfigata.

    Il più grande errore che fate voi professori universitari italiani è eleggervi giudici universali solo sulle apparenze, mettere lo studente nella condizione di vergognarsi “solo” per il fatto di aver iniziato (per scelte personali magari), più tardi l’università e di arrivare a conseguire la laurea non a 24/25 anni ma a 30/31.

    Vi manca l’umanità nei confronti dello studente, la celerità nel rispondere ai suoi quesiti (un professore americano risponde subito agli studenti via e-mail, noi qui aspettiamo le risposte, e talvolta mai arrivano, per settimane…), vi mancano l’umanità, l’umiltà
    ed il ricordo che forse studenti lo siete stati pure voi.

    Studiare non è necessario per alcuni, molti alunni dopo le superiori scelgono il lavoro all’università; studiare è un diritto, ed un dovere per chi sceglie di farlo, nel tempo “esatto”. Ed in questo supporto il suo pensiero.
    Allo stesso tempo però ritengo che sia anche questa una delle tante componenti nella vita di una persona, ma non l’unica, e troppo spesso si incontrano per la strada “secchioni” dediti solo allo studio, riuscitissimi in campo lavorativo grazie al loro “pezzo di carta”, ma che a trent’anni non sono neppure capaci di affrontare il risvolto pratico della vita.

    Dare dello sfigato a priori a chi a 28 anni non si è laureato è sbagliato.

    Lei è un docente, e come tale giudichi cosa uno studente sa, non come uno studente è.
    Oltretutto visto che ricopre l’incarico di viceministro, piuttosto che puntare il dito sugli sfigati, cerchi a trovare le soluzioni per arginare il problema.

    Cordialmente.

    G.T.

  • Salve Ministro
    Io ho 27 anni e non mi sento per niente una sfigata, ma se lo sono è tutto merito della geniale riforma universitaria del 3+2 …ci volete dare una mano a farci laureare come negli altri paesi europei con i quali vi piace sempre tanto fare i paragoni, faccia in modo che si ritorni al vecchio ordinamento in cui quasi tutti i corsi di laurea erano di 4 anni e gli esami non superavano i 24 in totale… io sto per finire la magistrale, perchè ahime ho fatto il colossale errore di scegliere una facoltà sbagliata per me e di cercare di portarla avanti per due anni per compiacere i miei genitori, e poi mi sn iscritta a lingue facendo le corse contro il tempo x recuperare gli anni xduti ma cmq essendomi immatricolata a quasi 22 anni questo è il tempo che ci vuole, con una media di 3 o 4 esami a sessione, a finire il carico didattico imposto agli studenti universitari farcito e rinfarcito di esami inutili al percorso didattico scelto che invece servono a garantire il lavoro a chissà chi…invece di sparare giudizi che dimostrano come voi politici viviate in un mondo lontanissimo dalla realtà fate, invece di sparare cazzate datevi una mossa e fate qualcosa x riformare in meglio il sistema universitario in maniera oculata, consultando chi all’università ci vive sul serio ossia noi studenti-lavoratori!

  • Dovrebbe sapere il vice ministro che in europa vige uno strumento chiamato reddito di cittadinanza per tutti i cittadini ed in più altre forme di agevolazioni per gli studenti in modo tale che anche i “non figli di papà” abbiano l’opportunità di studiare quel che più gli aggrada e li soddisfa. Ammortizzatori sociali, occupazione giovanile
    e formazione….sono deleghe pesanti….le consiglio un giretto in europa ed al ritorno formuli una proposta europea…e se riuscirà a farla passare, nn sarà ricordato solo come “figlio di papà”.
    Tanti saluti.

  • Sinceramente a parte il tono forse esagerato non mi sento di dissentire del tutto. Ho 28 anni e ho cercato di finire la laurea triennale nei tempi per non pesare sui miei genitori (impiegati statali). Poi la specialistica l’ho fatta lavorando (in contemporanea 2 part time) e a 26 anni ho completato gli studi. Ma non mi sento per niente sfigata, anzi, l’esperienza che ho fatto mi è servita e adesso ho un contratto a tempo determinato. Secondo me la critica è rivolta a tanti ragazzi che si iscrivono all’università per far contenti i genitori (o perché obbligati), senza alcuna motivazione e senza ammettere che preferirebbero fare altro. Ne ho conosciuti parecchi! E non ci sarebbe niente di male ad ammettere che il proprio figlio non è portato per studiare, ma vuole fare l’idraulico (per dirne uno).
    Detto questo, mi auguro che la discussione serva da spunto per parlare del problema delle tasse elevate e magari per una riforma seria dell’università, al di là dei tagli indiscriminati degli ultimi anni.

  • Caro Michel, non condivido questa chiusura:”prometto in futuro di essere più sobrio ma sempre sincero”.
    non è questione di sobrietà, ma di cautela, perchè una adeguata precisazione avrebbe evitato di fornire ai media (che non aspettano altro) una valida occasione per creare delle polemiche inutili e fuorvianti dalle reali problematiche in corso.
    E lo dico condividendo in pieno i concetti espressi.
    Troppi fuori corso che non hanno validi motivi per esserlo.
    Io ho 54 anni e lavoro (funzionario in amministrazione centrale dello stato) da 32 anni e per motivi di lavoro ho continui contatti col mondo giovanile in tutta Italia, per cui posso affermare con cognizione di causa che tendenzialmente la gran parte dei giovani 18/30enni non ha voglia di sacrificarsi e di subire rinunce, non è capace di soffrire e reagire e tende a lagnarsi per nulla.
    Ma per fortuna ne conosco tanti che invece, magari pur partiti svantaggiati, lottano, si impegnano e sanno dare un giusto peso alle cose.
    Ma questa è un’altra storia… con responsabilità generazionali e sarebbe troppo complessa da affrontare.
    Mi raccomando, davanti ai giornalisti sia sincero e duro, ma.. soprattutto preciso.
    Cordialmente,

  • Invece di lanciarsi in tali ardite definizioni, ci si dovrebbe domandare come sia possibile avere studenti che impiegano 10 anni a prendere una laurea. Forse è il sistema che va riformato? FOrse è la mentalità del “titolo di studio per tutti” ad aver fatto degenerare il sistema? Il problema è a monte, é la nostra società facilona a permettere certe degenerazioni. L’università dovrebbe essere garanzia di eccellenza, ma in Italia è solo garanzia di pezzo di carta inutile. Questo è l’aspetto veramente SFIGATO. Ed è troppo facile dare la colpa ai giovani.

    Alcuni suggerimenti:

    – evitare di portare i giovani a farsi mantenere dai genitori in qualche città “fascinosa” con corsi di laurea “misteriosi” che vengono portati a termine (male) dopo anni.A 19 anni ci si fa rapire dall’idea di diventare tutti “giornalisti” e “ideatori di eventi”. I genitori ci credono. E dopo la faticosa laurea? il nulla.Quando va bene, il telemarketing.
    -Accesso all’università, ai dottorati, ai concorsi regolato da numero chiuso cons sistemi di selezione giusti, non gestiti dalle baronie (ahahahah illusione).
    -numero minimo di esami annuali obbligatori altrimenti penalità (più tasse) e decadimento degli studi oltre un certo limite di ritardo negli esami.
    – parliamo di borse di studio e alloggi assegnati a figli di professionisti che dichiarano zero a scapito di chi ha bisogno VERAMENTE e merita.PIù CONTROLLI!!!
    -più attenzione ai contenuti dei corsi di laurea e degli insegnamenti, ai piani di studio e ai programmi di esame.
    -MODERNIZZAZIONE DELLE STRUTTURE,DEL PERSONALE TECNICO, delle segreterie.piu RISORSE (scontato e ahimè impossibile viste le politiche di codesto spettabile governo di banchieri), più controlli sulla gestione delle stesse.
    – i professori universitari:per la maggior parte una categoria di privilegiati responsabili del nostro attuale decadimento economico e culturale almeno quanto i politici.Fate in modo che lavorino. Seriamente. -meglio meno corsi di laurea/facoltà/dipartimenti che una gazzarra di corsi inutili.Puntare all’eccellenza, non a succhiare soldi dal carrozzone.

    firmato:
    una “non sfigata” parecchio lucida

  • Signor viceministro, lei ha mai avuto modo di dover ricercare lavoro in Italia? cosa c’è per un laureato in scienze politiche che non ha conoscenze?? e provi a cercare qualcosa nell’ambito dei beni culturali, e poi mi dice se trova qualcosa di diverso dall’agente porta a porta..se trova qualcosa, specialmente nel secondo caso, non esisti a contattarmi perchè vorrei mettere su famiglia e con un solo stipendio non è possibile..grazie

  • Secondo me hai ragione da vendere. Io ho studiato e lavorato contemporaneamente e ho finito a 26 anni… ora a 28 gestisco una mia attività… non mi sento minimamente infastidito da questa affermazione. Forse l’affermazione è forte, ma rende l’idea. In realtà chiunque penserebbe che un trentenne che ancora studia e non fa null’altro che studiare è uno sfigato.

  • Mah…email con CV candidatura posto vacante.

    Gentilissimo,

    […] HA settembre mi sono laureata.

    Finisce con

    […] se mi rispondesse le sarei molto lieta.

    Che studiate a fare? A volte è meglio seguire una professione. Forse il ministro intendeva questo..

  • Michele Martone per me hai ragione. Non ti devi giustificare. Tieni presente che sono proprio i ragazzi che vivono da soli, che lavorano per mantenersi gli studi che si laureano in 5 anni giusti! Per cui tutti gli altri che a 28/30 anni non si sono ancora laureati sono quelli che vivono adagiati sugli allori della famiglia. Non ti devi giustificare. Come al solito non siamo in grado di accettare nessuna critica. Il giorno che gli Italiani sapranno accettare queste critiche con umiltà, avremo una ITALIA diversa!

  • Sono dell’84. Compirò 28 anni quest’anno. Ci sto mettendo una vita a completare gli studi, pur non avendo grossi problemi. Da una parte mi sento uno sfigato. Dall’altra mi convinco che tanto in questo paese di merda l’impegno non paga. Quindi: che fare?

  • Gentile sig.Martone,
    sono felice che abbia voluto chiarire il suo pensiero, anche se rimango in attesa delle sue scuse.
    Purtroppo continuo a pensare che non abbia colto i problemi che causano questo allungamento del percorso universitario, i quali non si possono semplificare dando la colpa esclusivamente ad alcuni studenti e studentesse con poca voglia di fare.
    Personalmente ho avuto la possibilitá di studiare all’estero, dove c’é molto rispetto e attenzione verso gli studenti e le studentesse che vengono trattati dal corpo docente come futuri collaboratori. In Italia invece, l’alunnato é l’ultima ruota del carro che cerca disperatamente di inserirsi nel ammuffito contesto gerarchico delle Università italiane.
    Mentre che all’estero gli studenti e le studentesse sentono che c’é un futuro accogliente ad aspettarli fuori dall’Università, in Italia all’ambiente universitario ostile si aggiunge la perdita della speranza di ottenere un buon lavoro nonostante la laurea, infatti mancano sbocchi sicuri, sereni e soprattutto non precari.
    Concludendo spero che rifletta sul fatto che molte volte non é sufficiente studiare per passare un esame, ma che entrano in gioco numerosi fattori e che quasi sempre sono quelli determinanti. Spero proprio che il vostro governo capisca che come esseri umani l’ambiente, le condizioni e le persone con cui lavoriamo o studiamo sono cruciali.
    Saluti

  • Chi voleva fraintendere ha frainteso. In Italia esiste una larga e insopportabile fetta di persone che non fanno altro che indignarsi dalla mattina alla sera. è diventato sport nazionale.

    Per di più sono le stesse persone che tacciano suo padre come membro della P3 quando invece nessuno sa, anche perchè i giornali maliziosamente non riportano, che suo padre Antonio Martone è stato ascoltato semplicemente come persona informata sui fatti.

    Tanto è. La sincerità non paga in questo paese di merda. ma tu continua così. meglio prendere sberle per essere sinceri che prenderle per essere stato zitto.

  • Salve signor Viceministro.
    Mi permetto di intervenire, avendo letto ai suo articolo su internet. Sono d’accordo con le idee di “lostudentenullafacente”, che ha delineato perfettamente la situazione di molte facoltà italiane (e come lui quasi tutti i commenti elencati). Io sono studente di Architettura quinquennale a ciclo unico, ho 23 anni, e 4 esami alla laurea (quindi perfettamente in regola), ma non mi sento affatto un “non-sfigato”, anzi…
    Molti ragazzi che lavorano mentre studiano, non solo comprendono meglio i meccanismi di lavoro, ma riescono a lavorare in maniera migliore. Il problema è che in Italia la pratica è totalmente assente. In una università come la mia, sarebbe fondamentale il sopralluogo su cantieri, lo studio pratico dei materiali e delle tecniche costruttive; tutte cose che non vengono neanche minimamente citate. A volte addirittura, anzi quasi sempre, gli operai di ditte specializzate conoscono meglio la materia di noi che abbiamo fatto anni e anni di studio. Questo stà a significare che senza la pratica purtroppo non si hanno vie di sbocco, e la frustrazione aumenta.
    In sostanza quindi invece di fare di tutta l’erba un fascio (dato che comunque non nego che c’è gente che perde tempo e va a passeggio all’università invece di studiare) dovrebbe proporre da politico e tecnico un nuovo assetto dell’istruzione, che ci porti ad avere una migliore preparazione e una equiparazione alle altre nazioni europee.

    Al termine dei miei studi vorrei proseguire la carriera universitaria e magari diventare professore, sarebbe il mio sogno, ma non per guadagnare soldi o avere incarichi, ma insegnare la materia che ogni giorno è sotto gli occhi di tutti e costruisce il mondo intero.
    Inoltre, ovviamente, per scalzare definitivamente la classe dei “professoroni” (che neanche si degnano di venire a lezione, ma mandano assistenti meno preparati di noi studenti) che infestano le università italiane.

    Cordialmente
    Antonio S.

  • Troppo comodo dire cazzate e rimangiarsi le parole. Ci siamo rotti di sentire che non ci possiamo permettere sta cosa o l’altra. Io ho 23 anni e sta questa storia del debito mi ha veramente stancato. Cominciate a fare qualcosa. Chiudere quella bocca da demente, già sarebbe un buon inizio.

  • E’ un po’ assurdo che ci si debba rendere conto da strafalcioni del genere, a scoppio ritardato, che quando si parla al pubblico in veste di vice-ministro occorre essere puntuali nelle affermazioni.

  • Appena ho letto l’affermazione l’ho capita, l’ho inserita nello stesso contesto – 10 anni per una quinquennale vivendo sano e comodo a casa con i genitori – in cui l’ha inserita il viceministro.
    Non l’ho travisata nè strumentalizzata…
    Non credo di essere l’unico.

  • Gentile Martone, abbiamo la stessa età, come Lei lavoro in università, da assegnista e mi occupo di economia e politica agraria.
    Sentire le Sue parole mi ha fatto pensare. In effetti condivido il pensiero che 10 anni per una Magistrale siano troppi, d’altra parte dare degli “sfigati” a chi ci mette tanto tempo è veramente una cosa brutta, ma proprio molto brutta.

    Non solo se la poteva risparmiare, volendo spiegare ai giovani che dovrebbero rimboccarsi le maniche, li insulta. Costruttivo, complimenti. Succede così che si pensi che forse non è adeguato alla carica che ha ottenuto, spero che il suo futuro sia quello del sottosegretario che da degli “sfigati” agli studenti e che tutti l’abbiano fraintesa. Persone come Lei hanno un ego malato…non si rende conto del ruolo che ha e delle opportunità che le danno in un Paese immobilizzato come l’Italia?! Per questo mi auguro che Le rimanga addosso questo marchio, ingiusto per i contenuti, ma adatto a tenerLa lontano dalla stima diffusa della gente comune.

    Si fidi, io mi sono laureto col massimo dei voti, in tempo, rimanendo in Spagna ed Australia nel periodo degli studi per 5 mesi a volta, non sarò brillante come Lei, ma non sono uno di quegli “sfigati”, eppure arrivo a stimare loro, più di Lei.

    Cordialmente.

  • Salve,

    ho letto per caso il suo “commento” sugli sfigati..e qui l'”errata corrige” del suo pensiero.
    Penso che le farsi shock siano più in linea con le esternazioni dei partecipanti ad un reality show che con le dichiarazioni di un soggetto che come Lei fa parte integrante del nostro sitema istituzionale.
    Per questo non riesco e non voglio scusare una frase che, provenendo da persona non superficiale, è segno di superficialità.
    Siamo più o meno coetanei Lei ed io e apparteniamo alla stessa categoria professionale…
    La nostra esperienza della facoltà di giurisprudenza ( come era negli anni ’90) nulla ha a che vedere con una qualsiasi delle facoltà ad indirizzo tecnico/scientifico/tecnologico…
    ben più difficili, a volte molto meno organizzate ( alcune volte perchè nuove…al contrario di giurisprudenza).
    La sua frase mi è sembrata, inoltre, rieccheggiare i toni di altri più antichi inviti a noi del Sud, che non trovavamo lavoro, a spostarci al Nord…ed ecco che il problema si sarebbe risolto..
    invece di costruire le precondizioni per creare occasioni di lavoro anche qui.
    E qui mi taccio .
    p.s.: per la cronaca, mi sono laureata in quattro anni e con 110/110 e lode.

  • Egregio Prof. Martone,
    condivido la sostanza del pensiero da Voi espresso, pur rifiutandone in modo netto i toni. Mi spiego meglio e, spero, non troppo lungamente.
    Il problema dei percorsi di studio interminabili, spesso legati a semplice svogliatezza dello studente, sono numerosi. La sensazione che in molti si trovino all’università quasi per caso è diffusa ed operativamente produce un abbassamento del livello di preparazione delle classi, che ritengo grave.
    Pur condividendo l’idea di fondo della Sua dichiarazione, mi permetto di suggerirne una riformulazione in termini che Lei definirebbe probabilmente più sobri, io mi spingerei ad un “più pertinenti”. Eliminiamo l’etichetta di “sfigato”, che lascia presupporre che essere “secchioni” in modo duale “faccia figo”. Se ci stiamo rivolgendo ad un pubblico di potenziali/effettivi studenti universitari, la speranza è che sappiano gestire un livello di conversazione più sostenuto di questo, che avvicina lo spot pubblicitario ed occhieggia al reality show. Insomma, che studino perché è fondamentale per restare a galla in un mercato del lavoro come quello attuale, non perché possano risultare i più belli della compagnia. Studiare è bello, essere secchioni no.
    Detto questo, una proposta più concreta ed ambiziosa: andiamo a riformare l’università seriamente ed impediamo che queste cose accadano. Ad esempio, i finanziamenti alla didattica vengono erogati (almeno nella realtà che conosco, che è quella del Politecnico di Milano) sulla base degli studenti iscritti al corso. La forte tentazione per il docente è dunque di fare esami poco impegnativi, in modo da aumentare gli iscritti al proprio corso. Analogamente, fa comodo avere tesisti (o addirittura dottorandi) che lavorino a “contrattini e collaborazioni varie” del docente. Ecco proliferare allora tesi-lampo, sempre super premiate dal relatore, in cui lo studente esegue gli ordini per 4/5 mesi e si porta a casa il suo risultato. Lo stesso che avrebbe ottenuto una scimmia ben addestrata, ma questo sembra non disturbare nessuno. Il regolamento di Ateneo ci impone di garantire a tutti gli studenti almeno 3/4 appelli d’esame (con recupero). Che fare con quelli che si presentano sistematicamente ad ogni occasione, nella speranza di prenderti per sfinimento.
    La sostanza, al di là degli esempi prolissi di cui mi scuso, è questa: invece di scoraggiare lo studente ritardatario facendolo sentire “sfigato”, mettiamo delle regole chiare fin dall’inizio, per cui se non si incontrano certi requisiti di preparazione, non si va avanti.
    Finché le Università saranno valutate (e finanziate) sostanzialmente sulla base del numero degli studenti, i laureati “vecchi” ed impreparati saranno un problema. Finché la prospettiva sarà quella del “io pago le tasse, perciò il professore mi deve garantire un servizio”, soprattutto finché alle università ed ai professori non verrà restituita autorevolezza, non credo che le cose andranno molto bene.
    Spero davvero che le cose cambino. Sobriamente e sinceramente.

  • Michel ti do del tu perche’ siamo quasi coetanei e trovo inutili i formalismi. Sono d’accordo: laurearsi in 8-9 anni e’ ridicolo. Mi fanno ridere quei tipici “dottorini” all’italiana che prendono 110 e lode a 30 anni (o piu’) …e poi si lamentano del proprio Paese che non gli da un lavoro…

    Una Laurea presa a 30 anni non e’ una Laurea: e’ un attestato di partecipazione.

    Personalmente mi sono laureato in Economia a Roma (4 anni del vecchio ordinamento, universita’ pubblica) in corso (anzi, se faccio la differenza tra data di Laurea e data di Iscrizione all’Universita’ fanno 3 anni e 11 mesi per l’esattezza). Mio fratello ha fatto la stessa cosa e pure mia moglie e sua moglie. Dopo il servizio militare (ho fatto pure quello, soldato semplice, esercito), a 24 anni, ho iniziato a lavorare in Italia (dove guadagnavo uno stipendio di tutto rispetto gia’ 10 anni fa) e poi me ne sono andato all’Estero… a guadagnare piu’ del doppio…cosi’ come ha fatto mia moglie (che guadagna piu’ di me). In Italia venivamo considerati studenti eccellenti…all’estero ci siamo resi conto che molti dei nostri colleghi si sono laureati a 21-22 anni.
    Siamo persone normalissime provenienti da famiglie medie, di origini modeste, che semplicemente hanno preso lo studio con serieta’, senza pero’ esser secchioni (avevo pure il tempo per fare 3 ore di sport al giorno..tutti i giorni…. e ovviamente di uscire con amiche – non tutti i giorni…purtroppo – e amici).

    Il fatto che in questo blog e sui giornali siano in molti a sentirsi offesi conferma l’incapacita’ dell’italiano medio di riconoscere un dato di fatto: i corridoi delle nostre Universita’ sono popolati, nella maggior parte dei casi, da “studenti” a tempo pieno (non lavoratori) che sostengono 2 o 3 esami l’anno, il cui unico “lavoro” sarebbe quello di alzarsi alle 7 (oooh che fatica!!!) per seguire qualche sporadica lezione mattutina, foraggiati, ovviamente, da genitori compiacenti.

    Facciamola piu’ semplice: se un corso e’ stato pensato per 4 anni di studio…well…va completato in 4 anni…tutto qui. Sveglia ragazzi!!! Andare fuori corso equivale a una bocciatura a scuola!

    Domanda, che non faccio a te perche’ so come la pensi, ma faccio a tutti gli “indignati” che ti hanno risposto cosi’ energicamente:
    se alle scuole Superiori vi foste diplomati in 9 anni…collezionando la bellezza di 4 bocciature…non vi sareste sentiti un po’ somari? Beh, all’Universita’, e’ esattamente la stessa cosa.
    Si scrive “fuori corso” ma si legge “ripetente”.

  • Gentile Professore,
    concordo con Lei sul fatto che laurearsi a 28 anni dopo aver speso 10 anni della propria vità bighellonando per l’Università, pensando solo a divertirsi, sia del tutto deprecabile, a prescindere da come si voglia definire questi ragazzi, sfigati, bamboccioni, figli di papà. Diciamo che sarebbe stato auspicabile fare immediatamente questa precisazione, perchè ovviamente ci sono tanti motivi per cui ci si laurea fuori corso, primo tra tutti, come detto da molti, quello di studiare e lavorare allo stesso tempo.
    Nondimeno la polemica sui ventottenni sfigati, ha fatto si che nessuno accennasse ad un’altra sua affermazione riportata dai giornali,ovvero “Essere secchione è bello”. Anche questa è una affermazione che andrebbe spiegata. Anche qui è certamente condivisibile l’invito a non essere dispersivi, a non considerare l’Università un comodo “parcheggio” (altrimenti dovremmo di nuovo parlare di bamboccioni)
    Essere dei “secchioni”, almeno di per sé, non è un valore, almeno a mio parere. Nella mia esperienza (azienda settore privato)quando facevo una selezione diffidavo dei neolaureati che dopo essersi chiusi nella biblioteca dell’università per cinque anni si erano presi un 110 e Lode, magari con una tesi su un argomento assolutamente teorico e oscuro e tendenzialmente preferivo chi si era laureato magari uno o due anni fuori corso, ma era andato all’estero (a studiare le lingue, non a divertirsi), aveva fatto dell’associazionismo o del volontariato, oppure era riuscito ad agguantare un tirocinio curriculare o un qualche lavoro, temporaneo ma significativo. Ciò nella consapevolezza che “li fuori”, quando lavori devi “risolvere i problemi” ed applicare quello che hai studiato mettendoci del tuo. E sul lavoro, ci sono più problemi e domande che non libri con le risposte …….
    Dopo l’Università (laureato a 26 anni ….) sono stato assunto da una primaria Casa Editrice sbaragliando la concorrenza di tanti neolaureati, che, laureati in corso e con tanto di 110 e Lode, avremmo forse potuto definire “secchioni”. Come mai? Ero uno studente lavoratore e lavoravo da quando avevo 18 anni: sapevo gestire un ufficio e dei collaboratori, partecipare ad una riunione, incontrare clienti, scrivere lettere e memo…. Mi hanno preso al volo …

  • Bungiorno ministro, o 44 anni, e il mese prossimo mi laureo in letteratura italiana. mi piacerebbe averla come ospite, alla grande festa che daro. distinti saluti

  • a mio avviso è proprio sbagliata e superficiale la definizione di sfigato… sfigato è luca pompei di roma che ha finito gli esami in due anni, ha pronta la tesi e non può laurearsi perché l’università non glielo permette, avete intenzione voi del governo a sbloccare questa situazione?

  • Credo che non sia corretto estrapolare singole affermazioni da un discorso più ampio decontestualizzandole e strumentalizzandole.
    E’chiaro il significato e a mio modo di vedere non c’era neppure bisogno di spiegarlo. Chi si indigna per una parola sbagliata e solleva polemiche inutili dimostra ancora di più che siamo in un Paese dove anziché affrontare i problemi si preferisce parlare del nulla…Chi getta fango è solo invidioso.

  • Ci dica cortesemente:
    1) DI CHI E’ FIGLIO?
    2) COME MAI COSI GIOVANE FA IL vice-MINISTRO? CHE ELEMENTI HANNO INDIVIDUATO IN LEI TALMENTE IMPORTANTI PER UN COSI IMPORTANTE RUOLO?
    3) CREDE DAVVERO DI MERITARE IL POSTO RICOPERTO?

    ALLA SUA ETA’ MOLTI RAGAZZI,NONOSTANTE SIANO DEI VERI E PROPRI GENI, SI RITROVANO ANCORA A ELEMOSINARE UN LAVORO O UN POSTO DA RICERCATORE ALL’UNIVERSITA’. Mi auguro per lei che sia davvero un genietto e non il solito presuntuoso raccomandato con l’aria da fighetto. Perchè questa è l’Italia di oggi.

  • Bravissimo
    Prosegui: i cani abbaiano ma la carovana passa! Chi voleva la capiva benissimo. Ma cambiare le cose nell’arcaica Italia richiederà decenni se non secoli!! Chiaro che chi decide prima di finire gli studi universitari interrompe gli studi per farsi 2 o 3 anni di esperienze nel mondo (come fanno i Danesi) non erano quelli che Lei intendeva In Italia stanno all’università anche fino a 30 anni e magari oltre solo per la ‘bella figura’ di un pezzo di carta anche se finiscono per fare i dipendenti di call center. Farebbero meglio a seguire i corsi di istituti tecnici
    Firma una francese di nome Michèle appassionata di Glenn Gould da tre anni e di Bach da sempre

  • Sono d’accordo che chi si laurea a 28 anni sia uno sfigato. Peccato che il sig. Martone non conosca la realtà universitaria italiana. Posso portare la mia personale esperienza, la quale non è dissimile da molte altre.

    La nuova riforma (dm 509) ha scombussolato tutti i piani di studio delle universita tecniche. Materie che una volta erano al terzo anno sono passate al primo. Se questo può andare bene per una facoltà umanistica dove l’ordine dei corsi puo essere quasi completamente arbitrario, non lo è per facoltà come ingegneria che devono seguire un ordine preciso dei corsi (non si può seguire Fisica senza aver fatto Analisi per esempio).

    Se aggiungiamo che i professori delle università tecniche italiane sono per la stragrande maggioranza persone che “sanno” ma non sanno fare, aggiungiamo la burocrazia, i costi degli affitti, le difficoltà per i pendolari, le lotte intestine nelle università per l’assegnazione delle cattedre, professori che si rifiutano di verbalizzare voti per motivi inesistenti, mancanza di prospettive lavorative e di incentivi, secondo lei come può lo studente medio laurearsi in tempo?
    O forse gli studenti italiani sono piu stupidi di quelli del resto d’Europa?

    Nota finale: una volta gli studenti di ingegneria italiani si laureavano tardi, in zona sfigato, ma erano molto richiesti perchè i programmi erano molto seri. Oggi grazie ai vari decreti ministeriali si laureano ugualmente tardi ma sono meno competenti perchè hanno speso il’70% delle loro energie per combattere un sistema universitario assurdo e inefficiente.

  • Gentile Sottosegretario,

    in primis, mi rallegro: ho 28 anni, e da tre ho la laurea, e non sono, dunque, secondo il Verbo da Lei proferito, uno sfigato! EVVIVA!

    Ma parliamo di Lei: a soli 37 anni è già ordinario (settore che non mi pare il suo governo golpista stia liberalizzando), ha avuto una marea di incarichi pubblici (tutti rigorosamente cooptativi, guarda un po’), e per diletto scrive sul Sole 24 Ore…così, per passare il tempo. Un ragazzo come tanti, alla Sua età, non trova?

    Se avrà la compiacenza di argomentare i motivi del Suo starbiliante curriculum, sarò lieto di non considerLa l’ennesimo raccomandato presuntuoso che questo governo illegittimo manda a pontificare.

    Con rispetto,
    Dott. Stefano P.

  • Credo che il Prof MArtone non volesse in alcun modo ferire la sensibilità di quanti faticano per mantenersi all’università o non hanno avuto esattamente la strada spianata..
    del resto, proprio in facoltà, ho avuto modo occasione di constatare la Sua disponibilità dinanzi a studenti lavoratori.
    quanto al contenuto, unico e vero oggetto di dibattito, sorrido nel vedere molti miei coetanei talmente seccati, da farmi credere siano stati colpiti nel vivo…
    forse di sfigata c’è solo la reazione di quanti denunciano le -presunte- insensibili “generalizzazioni” del Vice Ministro, senza leggere e provare a comprenderne i contenuti.
    sveglia!

  • Io mi sono laureata a 24 anni appena 6 mesi fuoricorso, e me ne vergognavo persino.

    Ciò non toglie che da allora sono sempre stata precaria, e compensata con 4 lire per il mio qualificato lavoro.

    Non si vede allora il motivo per cui uno debba tanto sbrigarsi, se poi ciò che lo aspetta sono solo umiliazioni. Ne parli con la sua collega Fornero, magari riesce ad inventarsi qualcosa…

  • Sono un giovane laureato in scienze della comunicazione,24 anni, un anno di erasmus,ora lavoro in una agenzia di comunicazione e produzione video, contratto a tempo indeterminato.Le assicuro che a 16 anni a tutto pensavo tranne che a studiare,eppure…Inoltre l’università (proprio quella dove insegna lei) non mi ha dato nulla,non mi ha preparato al mondo del lavoro, ma piuttosto si preoccupava che sapessi la storia della rai,la storia dell’arte,la storia della comunicazione del 700.Ho discusso una tesi (triennale) su di un argomento che il mio professore non sapeva esistesse.Tutto quello che so fare l’ho imparato studiando per i fatti miei..l’università è troppo attenta ad autoreferenziarsi insegnando gli argomenti che interessano i docenti non i tempi in cui viviamo.
    Prima di parlare degli studenti guardi l’università.le generazioni le forma la scuola.

  • Invece di sparare a zero attaccando etichette sulla fronte delle persone pur di far parlare di sé, farebbe bene a dare un’occhiata alla situazione delle università italiane (tutte, non solo quelle di eccellenza). Oltre ai problemi personali ci sono molti fattori che contribuiscono a rallentare i tempi della laurea: sessioni d’esami in cui due o più esami (in corso, non fuori corso!) si svolgono lo stesso giorno, appelli che vengono soppressi arbitrariamente dal docente, cambio del programma da una sessione all’altra senza preavviso. Non c’è nessun controllo dei programmi, degli insegnamenti, della validità dei professori, siamo allo sbaraglio. Con questo non voglio dire che sia impossibile laurearsi nei tempi, dico che oltre ad intelligenza e preparazione ci vuole un’altissima autostima e una fortissima determinazione: niente deve scoraggiarti altrimenti hai perso il turno, sei uno sfigato.
    Mi rifiuto di pensare che nel resto d’Europa la MEDIA degli studenti sia costituita da secchioni super consapevoli di sé stessi o da menti di intelligenza superiore, credo semplicemente che i programmi siano strutturati in modo che uno studente medio (non un genio) possa laurearsi nei tempi stabiliti. Evidentemente se in Italia ci mettiamo di media 3 anni in più un motivo ci sarà! Che siano i 50 e passa esami più due tesi a rallentarci?!

  • Grande Martone!!! continua cosí, ci vuole un po di aria nuova, basta di questi parassiti che occupano risorse dello stato senza produrre e manco se ne accorgono!

    speriamo che riusciate a cambiare il mercato del lavoro, bisogna ridurre drammaticamente il costo del lavoro in Italia, togliendo le tasse che lo gravano e spostarle al consumo, proprietà, e riduzione della spesa pubblica (e fare laureare prima gli studenti è una riduzione di spesa pubblica!)

  • Interrogazione con risposta scritta

    Ho oggi 29 anni, ho conseguito DUE lauree magistrali a 28 anni, quali sono le condizioni che mi offre lo Stato Italiano e quindi lei?

    Dott Dario Tomasello

  • innanzitutto non sono dieci anni ma nove visto che in italia si inizia l’univ. a 19 anni a meno che non si faccia la c.d. primina. Poi vorrei dire che è facile parlare così quando si è studiato nel Suo caso Giurisprudenza, quindi non certamente il top 10 nei corsi di studio più difficili.

  • Mi sono laureata in cinque anni, quindi è probabile che mi tireranno dietro le peggio parole perchè non rientro nella categoria di quelli che Lei ha definito “sfigati”. Ma esprimo comunque la mia opinione: ho trovato la sua affermazione elitaria e discriminatoria, Lei che fa vanto del fatto che l’università è il suo habitat, ma li apre gli occhi? Lo sa quante realtà si celano dietro la data di nascita scritta su un libretto d’esame? Io sono assistente all’Università (non la Luiss) e seguo tesisti o comunque ho a che fare con ragazzi che lavorano e che di certo non passano i pomeriggi a cazzeggiare, ragazzi che hanno difficoltà nell’apprendimento ecc…. Lei queste cose le vede (e le ho fatto solo un paio di esempi)?
    Sincerità per sincerità: non mi è piaciuto il suo esordio, mi auguro che recuperi.

  • Caro Viceministro Martone, apprezzo il fatto che abbia voluto specificare chi è sfigato e chi è invece “sfigatino”. 50 sono gli esami da affrontare, 1 il tirocinio e 2 le tesi di laurea per chi ha avuto la malsana idea di volersi iscrivere all’università anni fa. Io col famoso 3+2 sono andata fuori corso. Vita da pendolare in un Sud con trasporti da medioevo. Tra una laurea e l’altra ho pensato di andare a mie spese all’estero per 6 mesi per migliorare l’inglese visto che i pochi posti disponibili per i progetti Leonardo o Erasmus erano dedicati ai figli di.. o a chi intratteneva rapporti di amicizia coi professori incaricati del progetto. Mi sono imbattuta in professori che per il piacere personale di prevaricare sullo studente, per sentirsi importanti o semplicemente perché hanno il coltello dalla parte del manico ti rimandano per 3 appelli di fila (facendoti perdere 6 mesi ) perché secondo lui non sei abbastanza preparato anche se fino a quel momento hai il libretto pieno di soli 30 e 30 e lode. Lo stesso professore che si trova su quella sedia perché il padre è un barone, oltre il danno la beffa. Mettono alla prova i tuoi nervi, ammetto di aver pensato di abbandonare a 4 materie dalla fine. E la sua affermazione ferisce chi ha incontrato letame del genere durante il percorso universitario, chi si è visto passare avanti i soliti raccomandati che non hanno mai speso più di una settimana sui libri ma che poi magicamente all’esame prendevano 30 e tanti saluti al papà(o allo zio, poco cambia). Io completerò la specialistica a 28 anni ma non mi riterrò una sfigata nella vita ma una persona che non deve favori a nessuno e che tra pochi mesi emigrerà. Eliminate questo sterco che rovina le università e la vita degli studenti e poi vediamo se la media italiana di laureati migliora oppure no. Cordialità

  • @Dario
    Complimenti Dario, il nostro paese ha bisogno di persone come te!
    è vero, lo Stato finora non ha offerto molto a noi giovani laureati, ma, forse converrai con me, un governo tecnico insediatosi in una fase di emergenza non ha tutte le colpe dell’Italia che non cresce e non investe nella ricerca…siamo all’inizio di una nuova concertazione per la riforma del mercato del lavoro modulata sulle esperienze dei paesi nordeuropei….è troppo continuare a credere in un cambiamento possibile?

  • ahimè,tutte queste considerazioni e sottolineature(alquanto scontate,mi consenta)doveva farle prima,si pensa prima di parlare,si dovrebbe farlo il doppio soprattutto prima di giudicare le vite altrui.Le sue affermazioni sono superbe e superficiali.

  • Caro Prof.,
    ha pienamente ragione!!! I commenti stupidi che ho letto mi fanno rabbrividire, e basta con questa storia è figlio di…quindi un figlio di un personaggio di spicco non potrà mai essere nessuno altrimenti vuol dire che è raccomandato e stupido??? Sono allibita, e magari voi siete gli stessi che pubblicano foto con parlamentari dormienti in aula, cosa cambia rispetto ad uno studente che si addormenta all’università per anni??? NIENTE!!!
    Sono figlia di un operaio, non ho un lavoro, ho completato i miei studi con una sessione di ritardo, e sto prendendo la seconda laurea, ho lavorato in vari posti gratis e non, ma il discorso del Professo è e resta giusto a prescindere dalla mia condizione personale!!

  • Ok, lo ammetto, ho 28 anni e mi devo ancora laureare, quini sono uno sfigato… ma almeno so cosa voglia dire smazzarsi a dare tutti gli esami possibili entro giugno, fare un’estate intera lavorando anche 70 ore settimanali nell’azienda di famiglia e poi appena finito riprendere in mano i libri per la sessione di fine settembre (se ci si riesce). E nel frattempo vivere anche una vita fatta di relazioni, di esperienze sociali ed associative, ricoprendo anche ruoli decisionali, coltivando passioni ed interessi… quindi alla soglia dei 29 anni sono sì uno sfigato, ma uno sfigato a tutto tondo.

    PS: davvero è arrivato a leggere fino qui.. su questo ha la mia stima!

  • Un’intera generazione che si indigna invece di corciarsi le maniche…
    Forza Prof!

  • Non è una questione di sobrietà: si tratta, visto il momento drammatico che il paese attraversa, di dare un messaggio concreto a chi, me compresa, si accinge ad entrare (o già ci sta e deve trovare un equilibrio) nel mondo del lavoro. Lei di sicuro non contribuirà a “cambiare” le cose (o quantomeno migliorarle) con affermazioni simili. “Li chiacchier se li port lu vend’!(TRAD. LE CHIACCHIERE SE LE PORTA IL VENTO). AH, LA BELLA SAGGEZZA POPOLARE!

  • Io ho 26 anni.. e mi sono laureata ieri alla magistrale. Nonostante vivo con i miei, ho lavorato tutti gli anni di studio. Non si può fare di un erba un fascio.. ognuno ha i suoi motivi..c ‘è chi inizia l’Università dopo..chi prima.. Ma sono sicura che non sono i giovani che si laureano in ritardo il problema dell’Italia!
    Da chi dobbiamo prendere esempio.. da Renzo Bossi che non ce l’ha neanche una laurea e non sa il significato della parola “valori”? Ma per piacere!

  • Io ho 26 anni.. e mi sono laureata ieri alla magistrale. Nonostante vivo con i miei, ho lavorato tutti gli anni di studio. Non si può fare di un erba un fascio.. ognuno ha i suoi motivi..c ‘è chi inizia l’Università dopo..chi prima.. Ma sono sicura che non sono i giovani che si laureano in ritardo il problema dell’Italia!
    Da chi dobbiamo prendere esempio.. da Renzo Bossi che non ce l’ha neanche una laurea e non sa il significato della parola “valori”? Ma per piacere!

  • le cose dette al convegno possono anche essere vere…tanti giovani con la scusa del precariato ci marciano e intanto se la spassano,però un vice-ministro deve pensare che non tutti i ragazzi sono bravi come Lei e tanti,per tanti motivi,non ce la fanno…lei è il ministro di tutti e deve pensare anche a loro!

  • Lei dovrebbe solo vergognarsi e soprattutto DIMETTERSI IMMEDIATAMENTE. Vergognaaaaa!!!!

  • Studenti italiani ribellatevi con grinta e con coraggio per cambiare davvero le cose nelle vs università ma non sbraitando stupidamente con invidia “figli di papa” ecc. !
    Molti studenti ‘pigri’, comandanti di nave ‘vigliacchi’….E’ la verità pero’ in Italia guai a dire la verità: fa infuriare gli italiani mediocri! Trasmissioni televisivi eccellenti come Report hanno sempre- con mia meraviglia- risultato zero nei comportamenti italiani: si lamentano ma non FANNO NIENTE per cambiare!!
    Invece di accusare “figli di papa” ecc. dovete tutti battagliare perché evolvi l’università italiana e l’educazione in genere in Italia dove non vedo alcuna programmazione. Anche perché se non sono i cittadini a chiederlo i governanti non faranno mai niente.E’ in Italia eleggono i deputati in cambio di favori personali per la collettività.

  • io credo che la provocazione di matrone abbia senso oggi.
    dopo anni in cui vedevamo andare avanti olgettine e trote varie che magari la laurea se la comprano o se la prendono a furia di 18 supplicati in varia maniera preferisco che si rimetta al centro che la rinascita di questo paese passi da un investimento sul merito e le capacità dei singoli. altrimenti teniamoci questa crisi e non lamentiamoci.

  • Chiar.mo Prof.,
    la seguente non è una polemica ma solo una umile richiesta di consiglio. Mi sono laureata a 22 anni con 110/110 e lode e plauso della Commissione. Ho vinto due concorsi per dottorato di ricerca e ho frequentato quello (con borsa di studio) alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università La Sapienza. A 25 anni ero già Avvocato e Dottore di ricerca. Oggi ne ho 27, mi divido tra varie cattedre a cui faccio l’assistente volontaria (esami, lezioni, assistenza studenti e così via…). I tagli dei fondi mi impediscono di avere una docenza a contratto retribuita ma solo gratuita e, come ben saprà, sotto un reddito di 40.000 euro lordi l’anno non si possono dare gratuite. Effetto: insegno sempre gratis ma non lo posso più nemmeno scrivere sul mio curriculum…La professione forense non offre grandi redditi a chi inizia da zero e soprattutto deve dedicare tempo a scrivere… Che prospettive posso aspettarmi? Sto seriamente pensando di cambiare mestiere…

  • Lei occupa un posto di responsabilità per cui prima di fare certe affermazioni, degne di uno yuppie anni ’80, provi a usare il neopallio senza collegarlo al paleopallio.

  • Lei ha la delega per l’occupazione giovanile.
    Contribuisca a fornirci un valido motivo per laurearci in fretta.

    A chiederglielo è una ragazza orfana e lavoratrice di 23 anni all’ultimo anno di magistrale.

  • Egregio dottore,
    io ho iniziato a lavorare subito dopo il diploma a 19 anni, mi sono formata una famiglia ,sono nati due figli e ho fatto grossi sacrifici per far coincidere il tutto, privandoci sia io che mio marito, per mancanza di tempo di coltivari un qualsiasi obby ,fare sport, dei corsi di lingue straniere , imparare a suonare uno strumento musicale , fare del volontariato ecc… si diceva tra due anni andiamo in pensione e se la salute ci assiste i figli sono grandi e sistemati ecc….
    Invece allo scadere dei due anni per andare in pensione ci siamo accorti che ne occorrono quattro, poi cinque poi sette ora otto e domani non si sa.
    Questo vuol dire che noi moriremo sul posto di lavoro anche perchè nel frattempo la salute purtroppo invecchia a differenza di quel che vogliono farci credere.
    Bene allora fanno i nostri ragazzi a prendersela con con comodo ,a godersi la vita, tanto il lavoro in questo momento non c’è (o forse lei sa spiegarci dove andare a cercarlo) e quando si sono lauerati in anticipo per far piacere ai politi che la pensano come lei che fanno?
    oltre allo studio fanno bene ad andare in palestra, viaggiare coltivare le loro ambizioni ai giovani basta poco, non hanno bisogno di un pranzo completo riescono a vivere anche con una insalata mista , un panino e un frutto al giorno.
    Visto come la politica ci ha conciati ad oggi i nostri figli possono sperare di trovare lavoro solo dopo l’estinzione della mia generazione e per lo meno allora potranno vivere di ricordi.
    Una vecchia signora che oggi avrebbe avuto 120 anni mi diceva ” meglio vivere di ricordi che di rimpianti”.
    La saluto.
    Antonietta

  • Come la definizione di “bamboccioni” di Padoa Schioppa si riferiva ai ragazzi mantenuti dai genitori, che per propria scelta e comodità continuavano a vivere presso i genitori e non a coloro che cercavano una difficile indipendenza economica, è evidente che la rude affermazione di Martone si riferisce agli studenti a tempo pieno nelle università. Esiste il part-time per gli studenti lavoratori: si pagano MENO TASSE e si DEVONO FARE MENO ESAMI ogni anno, evitando il fuori corso. Perchè così tanti studenti non fanno questa scelta? Perchè – chiaramente- non lavorano? Chiediamo alle Università e facciamoci dire quanti sono gli studenti part-time!
    Per chi lo desidera l’Univ. italiana offre opportunità ampie di studio, senza allontanarsi a volte dalle proprie città d’origine (vd. la provincializzazione delle univ., che si spera venga limitata), i docenti non sono sempre menefreghisti e incompetenti come talora vengono dipinti, ma vorrei chiedere quanti studenti vanno regolarmente a parlare col proprio tutor (prof. di ruolo che dedica ore alla settimana per indirizzare i propri studenti) per esporre problemi e difficoltà.
    Gli studenti forse non sanno che nella valutazione e nel finanziamento delle università il numero di fuori corso è un indice
    negativo: cui prodest un alto numero di fuori corso?
    Al di là di coloro che lavorano e che in modo encomiabile proseguono nella loro formazione, è indubbia una scarsa volontà di molti di terminare al più presto il percorso formativo, percorso che si rivela certamente totalizzante, senza concessioni a distrazioni di vario genere…
    L’aiuto di genitori condiscendenti da un lato e le scarse prospettive del mondo del lavoro dall’altro contribuiscono ad allargare questo parcheggio, inutilmente costoso e demotivante!

  • Studenti italiani ribellatevi con grinta e con coraggio per cambiare davvero le cose nelle vs università ma non sbraitando stupidamente con invidia “figli di papa” ecc. !
    Molti studenti ‘pigri’, comandanti di nave ‘vigliacchi’….E’ la verità pero’ in Italia guai a dire la verità: fa infuriare gli italiani mediocri! Trasmissioni televisivi eccellenti come Report hanno sempre- con mia meraviglia- risultato zero nei comportamenti italiani: si lamentano ma non FANNO NIENTE per cambiare!!
    Invece di accusare “figli di papa” ecc. dovete tutti battagliare perché evolvi l’università italiana e l’educazione in genere in Italia dove non vedo alcuna programmazione. Anche perché se non sono i cittadini a chiederlo i governanti non faranno mai niente.E’ in Italia eleggono i deputati in cambio di favori personali per la collettività.

  • Ministro, sono uno studente che non ha “particolari problemi” e nella situazione da Lei descritta.

    Non la ringrazio.

  • Egregio Prof. Martone,

    Ci tengo a precisare di non aver mai frainteso le Sue parole. Nella loro grettezza e grossolanità erano comunque di interpretazione univoca.
    Ma non riesco a liberarmi di una domanda che mi tartassa dal momento in cui le ho lette: com’è possibile che io abbia in mente almeno dalle scuole medie che esiste una differenza tra il registro formale e quello informale, che contesti diversi esigono toni diversi e che la chiarezza espositiva è alla base di qualunque correttezza contenutistica?
    Ha perfettamente ragione a prendersela con quei giovani italiani che, pur avendone la possibilità, non intendono farsi carico di alcuna responsabilità, rimanendo eterni bamboccioni. Ma ritengo che saper adattare il linguaggio al contesto sia un altro tipo di prova di maturità e mi preoccupo del fatto che un docente universitario e viceministro non l’ha superata.

    Cordialmente,

    Una ventiquattrenne fuoricorso

  • quello che avevo da dire su questa vicenda l’ho detto in questo post.

  • Ma possibile che la gente si concentri sulla persona di Michel Martone piuttosto che sulla faccenda che, seppur in maniera brusca, ha portato alla luce?? Io ho 26 anni, ho sempre lavoricchiato da quando ne ho 16, ma ammetto di averlo fatto più per la soddisfazione di guadagnarmi soldi propri, che per vera necessità. Adesso ho appena iniziato a lavorare in ufficio e trovo che sarebbe stato molto più comodo restare a studiare (o a far finta di studiare) invece di stare tutti giorni 8 ore in ufficio. Ma prima o poi bisogna pur crescere, no?

  • Brava Eleonora, qualcuno che dice la verità! La competizione è in Europa, non in Italia: parliamo dell’univ., non del lavoro successivo: nonostante l’esiguità dei mezzi, abbiamo prof. eccellenti nelle univ. statali, con rette che vengono compensate dal presalario (problema: false dichiarazioni dei redditi, che allargano a troppi i benefico, che diminuiscono): allora perchè non finiamo in tempo o solo un anno dopo, come capita di frequente dopo la riforma, che ha introdotto tanti crediti da ottenere per ogni semestre? Perchè bon frequentiamo? Perchè non partecipiamo ai seminari dei collaboratori, che ci aiuteranno nelle ricerche o nei laboratori (per quanto vetusti)? Non diamo sempre la colpa agli altri e guardiamo ai nostri comportamenti!

  • … dimenticavo nel gestire un blog i commenti più recenti devono essere inseriti in alto, sotto il post, e non in fondo 😉

  • Mi viene da chiedermi come cotanta intelligenza sia sprecata per fare il sotto-ministro, parliamoci chiaro Michel (bel nome poi, complimenti) con tutte le raccomandazioni che hai almeno potevi puntare più in alto visto che fai il lustra scarpe ad una PIAGNONA!!!!

  • E’ evidente e scontato che il Prof. Martone non si stava riferendo con “sfigati” a chi ha avuto problemi di salute o di famiglia o a chi con sacrificio lavora e studia contemporaneamente, ma è chiarissimo che si stava riferendo esclusivamente a chi butta via il proprio tempo e le risorse familiari (per non parlare delle risorse pubbliche…) per “vivacchiare” inseguendo spesso purtroppo vani sogni di gloria. W Martone!!! Avanti così!!!

  • Egr. VICEministro, è veramente deludente avere la conferma che una persona “colta” come dovrebbe essere lei, visto il ruolo che riveste, utilizzi termini giovanili, quale “sfigato”, in modo totalmente inappropriato ed offensivo come lei si è permesso di fare.
    Saprebbe dirmi, gentilmente, se la nostra Costituzione autorizza l’ offesa pubblica contro studenti e laureandi all’ età di 28 anni?
    La risposta, se mi permette, gli e la darei io ed è NO!
    La Costituzione Italiana, come sicuramente lei saprà benissimo, parla di diritti inviolabili dell’ essere umano, parla di dignità!!
    Lei crede che attraverso la sua affermazione abbia rispettato questi ed altri diritti?
    Le rispondo nuovamente io! NO!!!
    Per caso lei ritiene che un giovane che si laurea all’ età di 28 anni sia meno capece di lei a svolgere il lavoro che gli competerà in futuro?
    Non credo proprio, anzi!!
    Si potrebbe affermare che, visti i risultati deludenti dell’ attuale politica e cioè della politica svolta da persone aventi a fortiori un’ età superiore i 45 anni, molto probabilmente i futuri giovani, non raccomandati, saranno molto più capaci di voi nel trovare nuove ed ottimali soluzioni ai problemi attuali che invadono l’ italia, senza lavorare a progetti senza fondamenta.
    Lei è convito che la sua affermazione rivolta hai ventottenni che riescono a laurearsi abbia ottenuto dei risultati positivi in qualche ambito, magari nel suo settore, welfare?
    Le risponderei nuovamente io, ma questa volta spero che lei abbia avuto il tempo materiale di riflettere sulle sue parole, riuscendo ora a dare una risposta, soprattutto a se stesso, a questa mia domanda.

  • Ohibo, io non ho laurea, ho due orecchini e faccio uso di psicofarmaci, ma sto lavorando al programma di Langlands applicato alle teorie di gauge, dualità di Seiberg in teorie supersimmetriche rotte spontaneamente e quando mi va su problemi di K-theory in teorie di D-brane. Nel tempo libero mi occupo di sistemi dinamici non lineari definiti su grafi, di applicazione di curve ellittiche a problemi crittografici e di modelli statistici avanzati (ma si… Bayesiani!). Che dice posso rimanere qui in Italia o non sono desiderato? Aspetto con ansia la sua risposta… p.s. a proposito quali sono le pezze empiriche alle sue affermazioni; hint “Correlation does not imply causation”

  • @hopfmap: ma infatti il suo punto è che è sfigato chi è neet e non fa una ceppa. te non saresti annoverabile tra gli sfigati. così come non lo sarebbe nessuno che lasci gli studi per lavorare. il problema qui non è studiare o meno. ma FARE qualcosa o meno nella propria vita.

  • Mah, io ho 3 lauree, almeno 8 corsi di specializzazione e numerose pubblicazioni. Ho lavorato come consulente per un ministero, ho insegnato, partecipato a progetti di rilevante interesse nazionale e via di questo passo. La lista sarebbe lunghissima. Eppure a 40 anni mi ritrovo con un contratto a progetto che scade tra 5 mesi. Faccia un po’ lei.

  • Questa polemica poteva essere evitata. A cosa serve dire “laurearsi dopo 28 anni e’ da sfigati”?? Per poi dire che il “messaggio” e’ rivolto non ha chi ha ritardato negli studi per vari motivi (cioe’ il 98-99% del totale) ma a chi si “gratta…”.
    E’ ancor piu’ sorprendente che a dirlo sia un viceministro.
    Si’ il problema c’e’, e allora??
    Invece di dire certe “genialate” (offensive per chi ci si trova, verita’ o non verita’), forse sarebbe meglio chiedersi come l’universita’ italiana si pone nei confronti di chi negli studi va oltre i 28 anni. Forse sarebbe piu’ utile chiedersi perche’ ci sono studenti che “sforano”. Forse sarebbe piu’ utile che un viceministro “sensibile” a questo problema (visto che l’ha notato) lavori per rendere la vita migliore a chi si trova, suo malgrado, in questa situazione (triste).
    Troppo facile colpevolizzare. Un uomo di Stato deve saper pesare quello che dice.

  • Secondo il suo criterio sono ormai un lontano ex sfigato, viaggio infatti verso i 62 anni. I miei alunni mi adorano e mi stimano, li ho sempre rispettati ed amati e continuerò a farlo fino al pensionamento. Ognuno di loro ha la sua rispettabilissima storia di vita.
    Ho sempre auspicato un salutare svecchiamento della classe politica, ma se i risultati sono questi ci resto molto male. Ho letto che qualcuno invoca le sue dimissioni, mi sembra eccessivo. Ma rifletta, rifletta a lungo, prima di parlare. Faccia quindici giorni di intensa meditazione. Mi creda, ridimesionarsi è la migliore e più salutare lezione di umiltà.
    Con affetto.

  • A leggere i forum in questo periodo gli Italiani sono pieni di livore e di rabbia ridicola
    1/ per la nave Concordia contro gli Americani i tedeschi, gli Inglesi ecc
    2/contro il prof Martone che gli chiama “sfigati”
    In breve e l’hanno a morte con chi dice la VERITA’.
    Caso 1. gli americani hanno “osato” dire che Schettino forse era un archetipo di molti italiani in merito a vigliaccheria Tenore delle isposte nel forum: Galileo, Vespucci Cermis, Leonardo da Vinci, cucina italiana (sic!)
    Gli studenti mammoni italiani spesso sgrammaticati – a leggere loro risposte in questo blog – devono capire che chi non ha coraggio non ottiene niente dalla vita invece di trincerarsi dietro il solito “io povero figlio di operai” lei figlio di Papa!

  • Dott.ssa FRANCESCA M.

    Mi sono laureata in giurisprudenza in 5 anni alla Luiss, collaboro attualmente con l’Università di Teramo e mi creda quando Le dico che pensavo di aver letto male le affermazioni da Lei fatte…..ho a che fare con ragazzi sopra ai 25 anni che lavorano, hanno problemi in famiglia, hanno difficoltà economiche purtroppo non sopperite da borse di studio, ma anche ragazzi con difficoltà di apprendimento, handicap di vario tipo…….Lei le ha mai viste queste cose, visto che considera l’Università il suo habitat?Mi spiace, proprio non l’ho digerita. Non ha mai pensato che forse è il caso di fare sull’argomento una disamina più profonda, senza generalizzare? non è proprio sfiga, come l’ha chimata Lei..
    Lei è un”tecnico”…se ha serie aspirazioni politiche Le consiglio vivamente di levarsi i c.d. prosciutti dagli occhi e di farsi un “giro” nelle Università PUBBLICHE italiane, tanto per cominciare.
    Cordialmente(sincerità per sincerità)
    Francesca M.

  • Egregio Michel,
    chiaramente sono rimasto sorpreso dal suo intervento, sarà stata anche una mancanza di stile ma non puoi gettare acqua calda su una scottatura.
    Avrai ricevuto mille commenti “incazzati” oggi, mi dispiace ma ora devi sentire anche il mio.
    Perché?
    Perché lo stipendio da viceministro te lo pagano le tasse versate dai miei genitori…
    No, non, io.
    Ti spiego.
    Dopo la scuola media mi sono iscritto a ragioneria, come dici tu una scuola professionale, bene, mi sono diplomato, poi ho scelto una facoltà che potesse darmi uno sbocco professionale, accontentando anche le mie passioni.
    Mi sono così iscritto a farmacia.
    Durante il corso di studi, decido di aprire un azienda di prodotti farmaceutici.
    Un azienda giovane, in Abruzzo che non è una regione particolarmente ricca, comunque dava lavoro a una trentina di persone.
    A causa della crisi e della concorrenza e dello strozzinaggio attuato dalle banche, dichiaro fallimento.
    Torno a studiare e nel giro di un anno cambio facoltà scegliendo un corso più specifico e più professionalmente competitivo: tossicologia.
    Bene mi laureo e faccio uno stage di un anno all’Enea.
    Alla fine, dopo la laurea, in un anno ho fatto 10 esami e la tesi, ho iniziato a cercare lavoro. Ho lavorato in un callcenter e in altri mille posti, alla fine mi sono arreso.
    Mi sono iscritto ad un corso universitario in giornalismo in Spagna e ho frequentato anche un master.
    Come vedi tutto il mio impegno non è servito a molto, ora vivo all’estero, lontano dal mio paese perché il vostro sistema mi ha tagliato fuori.
    Non mi sento uno sfigato perché mi sono laureato tardi.
    No. mi sento orgoglioso di aver fatto esperienza. Mi dispiace di non poter lavorare nel mio paese. Quello si.
    Bene, questa è la mia storia.
    Contento? Forse dovresti imparare a porgerti con più umiltà. Siamo feriti da mille cose, non abbiamo un futuro certo, non puoi insultare così chi comunque ti ha accolto come un elemento “nuovo” nella compagine di governo.
    Un saluto.
    Lorenzo

  • Quanto è ridicola “Dott.ssa FRANCESCA M.”
    A quando questo ridicolo uso dei vari dr davanti ai nomi!!!

  • Cara Maga,
    esulando dal problema generale (lo sai che per stage a Telecom,Vodafone, Oreal ecc. ecc. anche in Italia non prendono stagisti laureati che abbiano più di 27 anni?), mi permetto di farti notare come il diritto italiano è ben diverso da quello anglosassone, che non si fonda sul Diritto Romano, come ben sai. In alcuni ambiti disciplinari non c’è l'”impact factor” come per medicina, biologia ecc., e gli studi di diritto comparato coprono solo alcuni settori.

  • Professor Martone,
    data l’importanza che per lei rivestono i traguardi e l’età a cui li si raggiunge, le confermo che è il più giovane viceministro a raggiungere un così alto livello di presunzione, qualunquismo e ignoranza con una sola dichiarazione di un paio di secondi.
    Complimenti.

  • I toni usati da Martone non sono molto istituzionali, d’accordo, ma nel merito la riflessione è totalmente condivisibile.
    Mi sembra che molti commenti che lo criticano siano pretestuosi, oppure volutamente fanno finta di ignorare che l’intervento di Martone presuppone un distinguo.

    A me sembra OVVIO che non riteneva di attribuire la qualifica di sfigato a chi non riesce a laurearsi in tempo per motivi di salute, o perchè è costretto per mantenersi agli studi a lavorare, tantomeno chi ha cominciato gli studi universitari in età diversa dai 19 o 20 anni.

    La sua critica è condivisibile in toto se riferita, correttamente, a chi ha le possibilità i mezzi e il tempo per dedicarsi allo studio, come GRAN PARTE degli studenti italiani, e non li usa, e a 28 anni ancora non ha raggiunto il titolo.

    Allora, a tutti gli studenti “umiliati e offesi” rivolgo una semplice domanda: non è forse giusto biasimare chi a 28 anni non ha raggiunto la laurea sebbene avesse tutti i mezzi materiali per farlo?
    Secondo me sì, anche perchè sarebbe ipocrita non ricordare che le tasse universitarie di certo non coprono i soldi degli atenei. La stragrande maggioranza dei fondi universitari, tra cui quelli che servono per le docenze e le strutture, vengono dal bilancio dello Stato e quindi dalle tasse di tutti i cittadini.
    Per cui io dico che se uno, pur avendone avuto i mezzi, non si laurea in 8 o 9 anni si deve vergognare di gravare sulle spalle della famiglia e delle casse pubbliche e chiedersi sul serio cosa vuole fare: e magari cominciare a cercarsi una attività qualsivoglia, onorata e produttiva, per mantenersi.
    E segnalo che i bollettini del lavoro straripano di annunci di ricerca da parte di aziende per posti di operai specializzati, spesso con corso di formazione incluso (non raccoglitori di pomodoro a nero).

    P.s.: per gli studenti indigenti esistono comunque le provvidenze degli enti diritto allo studio in ogni università. Poi magari si scopre che spesso chi le percepisce viene da famiglie “nullatenenti” solo sulla carta, ma questo schifo è un ALTRO problema.

  • @meursault
    Ripeto fino alla noia il problema non è Martone (grazie non ho ne avuto mai bisogno di raccomandazioni “all’italiana”) ma VOI STESSI nelle vs tolleranze pigre quotidiane
    PS perchè disturba con il suo nick il personaggio di Albert Camus?

  • carole, il fatto che non ha mai avuto bisogno di raccomandazioni non le dovrebbe impedire di constatare che la realtà italiana è una giungla di segnalazioni, nepotismi e intrallazzi. Per quanto mi dolga farglielo presente, la sua esperienza non fa statistica poiché lei non è il mondo intero. A difendere certi personaggi e certe uscite fa davvero una magrissima figura.

  • Bravo Heirich, discorso ragionato, senza acrimonia: una lucida disamina della situazione attuale

  • se ci sono tutti questi commenti su questo articolo è perchè il professore, come sempre, centra il problema e se molti, si sentono toccati dalle sue parole, è perchè evidentemente ci ha preso..il professore ha escluso i casi di chi studiando ha dovuto impiegare il proprio tempo anche per il lavoro oppure i casi di chi, per motivi di salute, non ha potuto conseguire secondo i tempi previsti la laurea..il problema riguarda chi resta all’università per molto tempo senza nè studiare, nè lavorare nè cercare un lavoro.. e sono molti.. io mi sono laureata da due anni ma ancora conosco colleghi che devono laurearsi perchè se la prendono comoda..perchè LORO hanno il privilegio di avere una famiglia che, nonostante tutto, è disposta a mantenerli e ad aspettare il fatidico giorno.. purtroppo sono in tanti..e poi quando a 30 anni finalmente si laureano, si ribellano e se la prendono altrettanto comodamente con il sistema perchè non riescono a trovare un lavoro.. negli altri paesi a 28 anni sei superato.. la verità fa male ma è l’unico modo che esiste per essere onesti e il professore ha il dovere di dire come stanno le cose..a differenza degli altri professori che fanno finta di insegnare nelle nostre università non dispensa illusioni.. magari prima della laurea un professore si fosse degnato di dire esattamente come stavano le cose e cioè che bisogna rimboccarsi le maniche perchè dopo è dura.. forse il professore Celli è stato l’unico,nella lettera a suo figlio che destò lo stesso scalpore delle dichiarazioni del professore, ci disse “preparatevi a soffrire”..è vero, bisogna prepararsi a soffrire e l’unico modo è arrivare prima degli altri e fare bene quello che si vuole fare..con laurea o senza laurea..puntare all’eccellenza e impegnarsi. quanto agli attacchi personali, su questo blog sono pubblicati numerosi articoli del professore in cui da sempre il Prof denuncia le anomalie del nostro sistema, parla di egoismo generazionale,si schiera da sempre a favore delle nuove generazioni, leggeteli, leggeteli prima di giudicare..una persona deve essere valutata per quello che scrive e per quello che fa..perchè una persona che ce l’ha fatta deve essere giudicata male invece di essere presa come esempio? perchè in questo paese chiunque arriva a ricoprire un incarico importante ed è giovane allora deve esserci per forza qualcosa dietro, perchè siamo abituati a ragionare cosi che chi ce la fa è per forza raccomandato? vi parla una persona che non ha privilegi nella vita legati ad un cognome o a una rendita sicura,anzi, ho un padre che neppure ha idea di quello che faccio ogni giorno, eppure, sono consapevole che ragionando cosi come voi, sempre nello stesso modo, le cose non cambiano..allora nessuno dovrebbe provare a fare nulla perchè tanto vincono sempre gli stessi? alla fine il cambiamento per questo paese lo vogliamo tutti,ma non può esserci se continuiamo a pensare sempre, tristemente, le stesse cose.

  • @anonimo
    “la realtà italiana è una giungla di segnalazioni, nepotismi e intrallazzi.” perché VOI STESSI ITALIANI lo avete tollerato – da sempre a subire! !!!!

  • e dei professori che sfruttano gli studenti più meritevoli per le proprie ricerche personali impedendo loro di laurearsi entro certi termini? ne vogliamo parlare??? personalmente ho impiegato 2 anni tra triennale e specialistica solo per star dietro ai capricci di certi professori che hanno trovato in me manodopera gratuita per i propri progetti didattici….

  • Perchè ridicola? puoi spiegarti @carole

  • Diciamo che forse l’espressione poteva essere più precisa: più che di sfigati bisogna parlare di “mediocri”. Ho 45 anni e per sport mi sono iscritto per prendere una seconda laurea a distanza di 25 dalla prima. Nel giro di pochi mesi ho dato 6 esami, come media oltre 28/30, e lunedi mi laureo. NOn è che sia diventato invecchiando un mostro: gli esami sono decisamente più facili di venbt’anni fa e la media degli studenti è piuttosto bassa. Questa mia impressione mi è stata concordemente confermata da tutti i professori cui ho chiesto un parere in merito. Perciò indubbiamnete laurearsi a 28 anni senza motivi obiettivi che giustifichino tale ritardo, indica certamente un livello mediocre se non di intelligenza certamente di impegno e serietà.

  • Caro viceministro,

    grazie per averlo detto! Chi vuole capire ha capito il suo messaggio. Lei ha perfettamente ragione e ovviamente chi si sente offeso è proprio quella massa di gente che rientra nella categoria da Lei descritta. Sono d’accordo con Lei anche sul linguaggio utilizzato…rende benissimo (e ne conosco tanti di sfigati)! Ha il mio supporto al 100% e con me c’è quello di tanti altri ragazzi che per laurearsi in tempo e con il massimo dei voti hanno saputo fare tanti sacrifici e hanno rinunciato alle vacanze per anni….Unica cosa che Le rimprovererei è l’età che lei ha fissato come limite: troppo alta, io avrei detto 25…

  • Donatella mi dispiace per te perchè non hai avuto il privilegio di assistere alle lezioni del Professore Martone..Hai mai letto i suoi libri?

  • Anche tu Simone, hai mai letto i libri del Professore?

  • Gentile Ministro Martone,

    sono una studentessa di economia e fortunatamente ho meno di 28 anni e quindi posso non sentirmi una sfigata. La sua espressione a mio avviso è stata stupida e leggera.
    Il problema di fondo del sistema italiano è stata la riforma dove si sono raddoppiati gli esami e le probabilità di andare in fuori corso. Se vuole incentivare i giovani a laurearsi più in fretta non li insulti ma collabori a una riforma universitaria. Nel nostro sistema la laurea triennale non vale nulla e la prima cosa se vuole evitare di avere tutti quelli sfigati e quello di aumentare il valore del percorso triennale a livello lavorativo così facendo si disincentiva l’iscrizione alla laurea di 2 livello anche di gente che la fa non per voglia ma per obbligo.
    a.

  • Ok, Martone non è uno che è partito dal ghetto del Bronx, ha evidentemente avuto la fortuna di nascere in una famiglia agiata. Da qui a contestare la validità dei concorsi universitari che ha fatto però mi sembra che si sconfini nella illazione gratuita. Non mi sembra il caso della figlia del docente di chirurgia che vince il posto di ricercatore nella medesima università per capirsi. Se poi qualcuno ha in mano argomenti o dati più solidi ben vengano.
    Ma al di là di questo, non mi sembra corretto screditare la tesi di Martone sulla base di critiche alla sua persona. In sè, con le dovute precisazioni, a me sembra condivisibile. Chi non è d’accordo puà argomentare perchè a parte dire che Martone è brutto e cattivo?

  • Dall’alto della Sua “fortunata” posizione mi auguro, e con me credo tutti coloro che si sentono ultimamente offesi e colpiti solo per creare discussione e spostare l’attenzione su altro da quanto in realtà potrebbe essere fatto, che verranno create strade sicure dove poter camminare e costruire un futuro, per tutti Noi che ora ci sentiamo persi, smarriti, attaccati, illusi e scoraggiati da chi, con il potere di farlo, pensa soltanto e solo a star bene per se stesso. Si unisca a noi per un futuro migliore per tutti.

  • @ a
    totalmente d’accordo sulla inutilità e dannosità del 3+2 come riforma universitaria. La politica sull’università ha fatto sinora a mio avviso solo schifezze, da Gentiloni a Gelmini.

    E vogliamo parlare di una ingiustizia a danno degli studenti “veri” come la possibilità di lauree “facilitate” per dipendenti PA con il riconoscimento di crediti sulla sola base dello “stato di servizio”, secondo l’inglorioso motto “laureare l’esperienza”?
    Quello sì che è uno sputo in faccia a tutti gli studenti e in particolare a quelli che lavorano sodo per imparare.

    Quindi è incontestabile che la attuale “classe dirigente” abbia moltissime colpe..solo non strumentalizziamole per coprire le negligenze di parte della popolazione studentesca.

  • Caro Giacomo, sono una studentessa di giurisprudenza e mi sento chiamata in causa per la tua fesseria circa gli esami…
    Premetto che mio padre è un ingegnere, quindi parlo con cognizione di causa. Gli esami alla magistrale di Giurisprudenza (perchè uno che la vuole far bene la fa da 5 anni, e non come voi che può fare la 3+2, grandissima inutilità a mio avviso…) sono ben 30 contando la tesi. Gli esami più “semplici” sono da 9 cfu, i cosìdetti opzionali da 6 (e dei 30 ne sono solo 5), gli altri sono tutti oltre i 10, tra cui amministrativo che proprio ti porta all’esaurimento da 19. Senza contare che la tesi ha 12 punti. Quindi stai zitto, che fai più bella figura!!!!!
    Per quel che concerne ciò che ha detto il prof (così lo definisco perchè frequento una delle università dove lui insegna, anche se non ho mai avuto modo di incontrarlo), è assolutamente esatto. E ti spiego subito perchè. Molte mie compagne di liceo hanno preferito spostarsi altrove, piuttosto che rimanere in zona, dove comunque giurisprudenza c’è, e questo per il semplice motivo che loro vogliono fare i loro porci comodi, essere indipendenti…e nel frattempo gravano sull’economomia familiare, perchè non lavorano. Io sono rimasta a casa con i miei…ho 23 anni e mi mancano 13 esami alla laurea. Nel frattempo lavoro in un ufficio dalla mattina alla sera come una pazza, compreso il sabato mattina. E giusto un anno fa ho subito un intervento chirurgico che mi ha fermata per qualche mese. Nonostante tutto,rispetto alle mie amiche che si grattano la pancia tutto il giorno,sono avanti con gli esami. Perchè??? Per il semplice fatto che manca la voglia di studiare, ma la gente pensa solo a diertirsi. Quindi il ministro ha usato il termine sbagliato, ma il concetto è quello. Sono tutti privi di buona volontà.Tutto qui.

  • anche tu Stefano sulla base del tuo impegno avrai ciò che ti meriti, non preoccuparti.

  • tranquilla sono laureato e lavoro

  • e perchè dovrebbe vergognarsi Matteo? sono anni che scrive proprio sul problema che stai sollevando..

  • non hai letto i suoi saggi?

  • Caro professore,

    se tutte le persone che si sono permesse di attaccarla su due piedi avessero avuto l’intelligenza, come quasi mai accade nel nostro paese, di ascoltare tutto il suo intervento avrebbero immediatamente compreso quale fosse il senso delle sue parole. Condivido in pieno il suo pensiero, in quanto sono circondata da persone che si parcheggiano all’università perchè credono che avranno 20 anni per sempre. Che spendono e fanno spendere soldi ai propri genitori senza combinare niente perchè non c’è più la voglia di prendersi le proprie responsabilità. Ci sono ragazzi per cui la situazione difficile in cui ci troviamo è un attenuante, e ciò senza nulla togliere a chi, come lei giustamente ricorda, ha avuto ben altri problemi con cui fare i conti, e nonostante tutto si è laureata con molti sacrifici e oggi lotta da precario per un futuro migliore. Ritengo che il suo fosse un intervento ispirato e corretto, mirato nel discorso sull’apprendistato che stava sostenendo, e corretto anche a priori visto la generazioni di “bamboccioni” che avanza. Evidentemente ci sono anche troppe persone che hanno la coda di paglia e parlano per slogan.
    Continui come ha sempre fatto, avrà comunque la stima di chi ha avuto il piacere e l’onere di conoscerla come professore e come persona molto preparata e appassionata.
    A nome di tutte queste persone, grazie per quello che ha fatto e continuerà a fare.

  • Sono madre di un giovane che si e’ laureato in giurisprudenza a 23anni, impiegando 4 anni invece di 5. È stato bravo, ha fatto velocissimo ed ora…..si trova a svolgere il praticantato in una situazione di assoluta insoddisfazione, passando giornate “inutili” a portare documenti alle cancellerie dei tribunali o allo studio a non fare niente senza alcun tipo di retribuzione. Non vede il vantaggio di aver fatto così presto. Le prospettive per il futuro, nel settore legale sono ridotte allo zero, con una concorrenza sempre più agguerrita e con il rischio di lavorare per poChi spiccioli. È fiero di essere stato uno dei primi della sua classe ad aver concluso il percorso universitario, ma certamente non vede tutta quella maggior furbizia rispetto a coloro che stanno ancora al polo universitario, senza responsabilità e soprattutto con le solite (poche) speranze per il futuro di quelle che ha mio figlio. Rimpiange la vita universitaria, perché oltre alla propria soddisfazione personale, non si sente tanto meno sfigato degli altri suoi ex compagni studenti…

  • Ci deve delle scuse…e non basta dire “avete frainteso”. Lei ha detto sfigato. Come Berlusconi disse “coglioni” agli italiani, lei dice a noi “sfigati”?.
    E lei come si definisce? “fortunato”? Perciò lei sta prendendo in giro chi è “sfortunato”, non paraculato come lei. Sta sfottendo la massa media. Si vergogni. Perché per il ruolo che ricopre, cioè quello di insegnante e di ministro, lo sfigato è solo lei, che non sa nemmeno cos’è la comunicazione mediatica e cerca solo di mietere malumori e depressioni in chi fa sacrifici per studiare. Ovviamente a meno che il reale motivo delle sue affermazioni è stato deciso a tavolino da politici che progressivamente stanno sempre più distruggendo la nostra Italia.

  • Il fatto che in Italia ci si laurea tardi non puo’ dipendere solo dai ragazzi che iniziano l’universita’. Sarebbe stupido pensare che gli Italiani sono i piu’ stupidi d’europa e quindi si laureano tardi il motivo probabilmente sta da un altra parte, e tutti sappiamo come e’ messa l’universita’ Italiana non c’e ‘bisogno di essere dei geni per capire che parte delle responsabilita’ sono da attribuire ad un altra delle numerose caste presenti in Italia.

  • @air: basta fermarsi per capire il senso delle parole, non è difficile.è chiaro che il prof si riferiva a chi comodamente non fa nulla tutto il giorno..lo sai anche tu che se ti laurei a 30 anni non puoi aspettarti molto.. basta essere onesti con se stessi e mettere da parte l’invidia..che ne vedo tanta…

  • Maria, cos’è la difesa d’ufficio?

  • Cara Maria, concorso per 2, 8 partecipanti e 6 si ritirano…..bravo professore! i libri del professorino mi interessano poco, ho avuto Professori di ben altro spessore e ne sono orgoglioso.

  • @Maria. E secondo te dare dello sfigato alla gente è migliorare? Io direi che alimenta solo un atteggiamento maleducato, qualunquista, generalista, in parte anche razzista in quanto pieno di pregiudizio. Inoltre dare dello sfigato=insignificante=nullità=perdente nel gergo giovanile è contro i diritti alla persona. Ogni persona ha significato e non è “nullità”. La sua affermazione è disumana e diffamatoria.

  • Egregio Vice Ministro,
    io sono “fortunato” perchè a 21 mi hanno diagnosticato un tumore, ora ne ho 28 e sto per laurearmi.
    Le sue dichiarazioni di oggi hanno creato scalpore, anche se ha pienamente ragione, ma da uomo “tecnico” doveva essere chiaro da subito e non dopo. Per quanto riguarda l’aspetto “politico” (e questo è solo il mio modesto parere) oggi ha fallito mi dispiace.

  • Anche Noi “sfigati” siamo italiani come Voi. Pertanto perchè non trovare soluzioni per una crescita comune! Invece di screditarci continuamente anche agli occhi di chi non è italiano, perchè non creare soluzioni affinchè tutti possano dare un contributo alla crescita del nostro paese?

  • 15 anni per studiare il diritto….e che sarà mai!!!

  • 40 anni e finalmente laureata!!Tempo perso?? Forse! Anche se ho quarant’anni ho diritto ad un lavoro!

  • Ma che statistiche e statistiche. Prima di dare un giudizio così generalista vivi la realtà del tuo paese. Ho fatto un istituto tecnico dove dovevano insegnarmi l’informatica negli anni 90. Mi cambiavano un professore al mese (che parolone, uno sfigato laureato in economia e commercio prima dei 28 anni che si metteva a parlare di qualcosa che non c’entrava nulla col suo percorso formativo)

  • @ antonio:il prof non si riferiva certo ai casi in cui ci si laurea in ritardo per problemi di salute.
    @erica: credo stia lavorando alla riforma..
    @nuvola: i diritti della persona sono a rischio per ben altre questioni..il prof utilizzando il gergo comune ha voluto solo sollecitare gli studenti che studiano a darsi una mossa…e tu lo sai bene, se vivi in italia, quanto sia importante laurearsi prima degli altri..
    @ Davide: tu leggili, non fa mai male..

  • Ma che statistiche e statistiche. Prima di dare un giudizio così generalista vivi la realtà del tuo paese. Ho fatto un istituto tecnico dove dovevano insegnarmi l’informatica negli anni 90. Mi cambiavano un professore al mese (che parolone, uno sfigato laureato in economia e commercio prima dei 28 anni che si metteva a parlare di qualcosa che non c’entrava nulla col suo percorso formativo) e mi hanno fatto capire che ero preso in giro, dalle stato e dalle persone che dovevano rappresentarlo. Quando entrava questo “professore” io uscivo dalla classe per protesta. E’ solo un esempio. Prima di dire sfigato a un’intera categoria di persone basandoti sulla statistica europea pensaci molto bene. Dove hai fatto le superiori? Io dico in qualche scuola privata. Sbaglio?

  • @Maria, leggerò Martone quando questo paese sarà cambiato e quelli come lui partiranno alla pari con gli altri. Consiglio a te di non puntare tutto su Michelino da Nizza, chi fa dichiarazioni del genere non può certo garantirti una carriera. Punta su te stessa e cerca di brillare della tua luce, ammesso che tu sia realmente in gamba…..

  • Quanto rabbia, indulti, minacce addirittura per una parola forse sbagliata ma del significato stra GIUSTO e stra VERO in Italia purtroppo

    Guai dire dire ad un italiano che è sfigato o vigliacco.Quando LO E’ gli rode sentirselo dire in faccia. La verità fa male. Chi non lo è non è neppure sfiorato della parola “sfigato” Ma chi sotto sotto sa che lo è fa l’offesa in pieno melodramma italico: basta vedere la lungheza dei post”

    ” siamo un Paese con due milioni di analfabeti. Siamo un Paese in ritardo. Non lo dico solo io: lo dice l’Ocse, lo dice l’Unione europea. Non mi potete massacrare per una parola». (M. Martone

  • Martone, ma non si preoccupi delle polemiche! Il concetto che ha espresso era chiarissimo e, anche se dovute, le spiegazioni non erano necessarie.

    Non la conosco molto, ma, per quanto conta, volevo dare il mio incoraggiamento per dare il miglior contributo ad una splendida riforma del lavoro, moderna, che ambisca ad essere anche migliore rispetto a quelle di Paesi modello.

    Ci sarà crisi, ma qui si ha voglia di far volare questo nostro bellissimo Paese!

  • Cara Ilaria, il Professore Martone ha solo spiegato il senso del suo intervento..e cioè il fatto che perdere tempo all’università, esclusi problemi familiari e di lavoro, non giova a nessuno..nè allo studente che ha l’illusione con il pezzo di carta di trovare subito un posto di lavoro a trent’anni, nè al paese…e poi..a proposito delle”soluzioni pratiche al problema”di cui tu parli..il prof è li per questo..e poi che significa che si laureano solo i figli di avvocati e di professionisti? mio padre non è nè avvocato nè magistrato..i problemi sono altri..e da sempre il Prof li denuncia..

  • Io mi sono laureata in giurisprudenza vecchio ordinamento a 23 anni (e penso che, se mi fossi laureata più tardi, sarei in effetti stata una “sfigata”, dato che non avevo problemi familiari e non dovevo lavorare per mantenermi)…

    Gli italiani si laureano tardi, troppo tardi e su questo non c’è dubbio! C’è chi ne ha tutte le ragioni perchè intanto lavora o ha altri problemi, ma ci sono anche molti, troppi giovani italiani che se ne fregano perchè, intanto, sono mantenuti a fare la bella vita da mamma e papà…. è questo che deve cambiare, sono d’accordo…

    Ma non è sufficiente! Anche altro deve cambiare e questo è il mercato del lavoro italiano, un mercato del lavoro che, personalmente, non mi ha mai dato nessuna soddisfazione! Paradossalmente ho avuto molte più soddisfazioni lavorative all’estero che non nel Paese che mi ha istruito, dico “paradossalmente” perchè non sono una scienziata e la mia laurea non dovrebbe servire granchè negli altri paesi, eppure è così…

  • @Maria. Ce li puoi indicare i problemi che il prof. denuncia????

  • Egregio signore, ma in quale Paese vivi? Mi sono laureato in Economia lavorando a tempo pieno, quando l’università durava una vita per dare da mangiare a cattedratici che tenevano in piedi i corsi più inutili. Docenti sempre assenti durante l’orario di ricevimento. Quei pochi, anzi, pochissimi che si laureavano in corso (e venivano applauditi alla consegna dei diplomi) ci riuscivano grazie a prove, provette, astuzie e regalie riservate ai frequentati, per non parlare del programma Erasmus, che regalava esami con voti da sogno. Quelli che non potevano frequentare, che non copiavano, e che non avevano soldi per l’Erasmus faticavano il doppio, in quel grande circo che è l’Università. Sono incredulo per le affermazioni, che paiono provenire da un marziano.

  • Come al solito, anche lei è affetto dalla vecchia malattia del politico italiano: fa la sparata, poi tenta di correre ai ripari… Forse lo fa per assurgere agli onori delle cronache e conquistarsi il quarto d’ora di celebrità, perchè essere seri, puntuali e precisi nelle proprie dichiarazioni non fa notizia.
    Magari c’è pure gente intelligente che si deprime a vedere aule da quattrocento posti piene, con gente che prende appunti accoccolata sulle scale, biblioteche invase di mendicanti e barboni che svernano, latrine sudice, professori arroccati nelle loro torri d’avorio: così qualcuno avverte la sensazione sconfortante che quello che sta facendo non viene tenuto in nessuna considerazione, da nessuno.
    Cominci col proporre ai suoi illustri colleghi il numero chiuso in tutte le facoltà. E faccia un giro in un ateneo pubblico in città, magari senza avvisare.
    Lei ha ragione, quando a ventotto anni ci si deve ancora laureare, si è finiti prima di iniziare. Non ha scoperto nulla di nuovo.
    Uno sfigato

  • Ops, vedo anche che Lei ha parentele altolocate. Il papà era avvocato in Cassazione. Laureato e 8 anni dopo professore ordinario di diritto. Che faccia tosta. Sarebbe il caso che in Italia i figli di papà avessero almeno il buon gusto di risparmiarsi i predicozzi a chi non ha santi in paradiso. Se questi sono i nostri “tecnici”, povera Italia.

  • Guarda hai solo ragione ma forse solo chi non è nato e cresciuto in Italia oppure chi per vari motivi ha una mentalità aperta riesce a capire che la tua critica è solo nell’interesse dei giovani. La colpa però purtroppo non è solo del giovane studente in se ma dei genitori che lo mantengono (sensi di colpa da scontare per chi i soldi li ha… bisogno di avere un figlio ‘laureato’ per chi invece fa sacrifici immensi per mantenere un figlio agli studi senza che questi sia magari portato nè capisca il valore di quello che fa). Insomma come al solito in Italia è la mentalità che non va, ma ci vorranno generazioni per cambiare se le reazioni sono quelle che ci sono state nei tuoi confronti, e se le persone come te (e come me del resto, ho 31 anni e da 7 anni sono laureata e lavoro come medico, da 3 come specialista in anestesia e rianimazione in uno dei maggiori ospedali italiani) purtroppo sono solo una eccezione. Sei un figo, non uno sfigato.

  • Egregio Ministro,
    prima di criticare le consiglierei di andare a fondo al problema.
    perché in italia l’età media alla laurea è così alta?
    ho 30 anni e finalmente “convolerò” a giusta laurea la settimana prossima. ho impiegato 11 anni per completare il mio percorso di studi.
    il perché?
    sicuramente anche a causa di miei errori di valutazione ma anche e soprattutto a causa di “ORRORI” dei docenti con cui ho dovuto scontrarmi in questi anni.
    le faccio alcuni piccoli esempi:
    * 3 anni bloccato con l’esame di matematica che la prof.ssa non voleva darmi a nessun costo. premetto che in quegli anni davo addirittura lezioni private di matematica e ho fatto superare l’esame a più di qualche mio amico. vuole sapere la motivazione di una delle tante bocciature? alla prima domanda dell’esame orale nello svolgere la dimostrazione di un teorema ho disegnato per primo l’asse delle ordinate e poi l’asse delle ascisse, con il risultato di scatenare le ire della docente e 5 mesi persi, da gennaio ho dovuto attendere giugno per poter ri-sostenere l’esame. per carità da un punto di vista matematico la docente aveva ragione ma non credo che ciò basti a bocciare ed a cacciare in malo modo dall’aula uno studente!
    * docenti che si rifiutano di fornire spiegazioni o materiale didattico a studenti che come me non avevano potuto seguire il corso con l’unico scopo di costringerci a seguire un corso che a causa dei pochi frequentanti rischiava di essere rimosso.
    * docenti che bocciano sistematicamente gli studenti che non sostengono l’esame al primo appello utile al termine del corso poichè a detta loro se “passa più di un mese gli studenti non ricordano più un cazzo” (testuali parole)
    ve ne sarebbero tanti altri ma non credo che sia il caso di riportarli tutti altrimenti dovrei scrivere un vero e proprio trattato.
    voglio solo riportarle l’ultimo in ordine cronologico.
    durante la stesura della tesi sono stato costretto dal docente relatore a perdere ben 3 mesi di tempo solo sull’ultimo capitolo in quanto nemmeno lui aveva le idee chiare sul lavoro da farsi e mi costringeva a continui cambi di argomento per ovviare alle difficoltà che via via riscontravo.

    le consiglio di pesare bene le parole la prossima volta. dietro un laureato sfigato non sempre c’è uno scansafatiche che passa il tempo tra feste e dormite infinite piuttosto che studiare. spesso ci sono delle vere e proprie vittime del sistema universitario!!!!

    inoltre, visto che lei si permette di sentenziare sarei davvero curioso di sapere quale sia la vostra opinione a riguardo, quale pensa siano i problemi degli atenei italiani e soprattutto quale pensa possano essere le soluzioni, specialmente in virtù del fatto che lei ricopre una carica istituzionale.

    speranzoso di una sua risposta le porgo i mie più cordiali saluti

    antonio

  • Sara, semplice curiosità, ha per caso genitori o parenti stretti medici?

  • Sono uno sfigato, come dice Martone. Alla fine neppure laureato. Non me la prendo per la parola, alquanto infelice e “adolescenziale”, sempre che questa scelta infelice rimanga unica nella sua carriera. Ecco, le chiedo questo:
    di pensare a ciò che sta per dire e scrivere, di pensare alle persone cui si rivolge, di pensare al suo ruolo ed a come lei è visto dalle persone, di prendere in considerazione ogni aspetto di quello che sta per dire e scrivere ed il contesto in cui lo sta per dire e scrivere.
    Errare è umano, si dice, mentre perseverare è diabolico. Non perseveri.
    Se può, tutto qui.

  • Mi chiedo quanti, di questi che commentano inferociti, pronti a scagliare la prima pietra, abbiano effettimavemente speso dieci minuti del loro tempo a sentire per esteso il discorso di Martone, e quanti, invece, si siano limitati ad apprendere la notizia da Facebook ed abbiano investito quei dieci minuti a indignarsi.

  • caro Davide, non gestisco il suo blog, non correggo le bozze, non sono mai stata una sua assistente e non sono il suo avvocato..(ammesso che il Prof abbia bisogno di un avvocato)semplicemente mi limito ad esprimere la mia opinione,ma, a differenza vostra, cerco di capire il senso delle parole del professore,non lo giudico per un cognome, ma per quello che scrive,ho sempre letto i suoi articoli e i suoi libri, e sono stata contenta della sua nomina..perchè è bravo e giovane..e l’italia ha bisogno di persone competenti e GIOVANI..

  • Non c’era bisogno di chiariemnti, chi voleva intendere ha inteso perfettamente: le centinaia di migliaia di (cazzoni) sfigati che affollano le università italiane fino a 27-28 anni (senza lavorare), soprattutto nelle difficilissime e super selettive facoltà di filosofia e scienze politiche sono sotto gli occhi di tutti.
    “andate a lavorare, cazzo!” (cit.)

  • Si ci sono statistiche basta che vi collegate sul sito di alma laurea ma se a 30 anni ancora non vi siete laureati dubito che sappiate cos’è, e la media nella mia università è 35 anni, se volete credere che è normale fatelo, non ha generalizzato, si è riferito a chi studia e basta senza particolari problemi personali ne economici pare chiaro e lampante, e le università italiana ne è piena di gente parcheggiata!!! Siete stati bravi??? avete studiato e lavorato, apposto con la coscienza??? allora non ha detto niente di sconvolgente!!! Come i parlamentari non devono dormire in aula, e gli studenti possono??? ecco l’atteggiamento italiota tutto giustificabile se ci toccano!

  • Un commento velocissimo: il dovere delle istituzioni è dare supporto alla crescita e riflettere dieci volte prima di dire qualunque cosa possa coinvolgere dei terzi. Giudizi come questo, sommari, privi di contatto con le mediocri condizioni di studio italiane, che destra e sinistra hanno affossato negli ultimi trentanni, sono talmente utili che potremmo risparmiarceli senza nessun danno. Metto il mio nome e cognome per intero per avere una risposta diretta, nessuno pseudonimo di comodo.

  • @Ste86: Io personalmente chiuderei le facoltà di Giurisprudenza, tutti questi sfigati di avvocati mi stanno rompendo i maroni.
    Ci sono più avvocati a Roma che in tutta la città di New York

  • Polemica sterile su parole proferite da individuo altrettanto sterile.
    Mi sono laureata a 25 anni e oggi, a distanza di due anni a mezzo, con un reddito che continua ad essere pari allo zero, continuo a sostenere colloqui con studi legali e aziende varie (o con quei pochi che si degnano di controllare i cv inviati) e a sbattere porte su porte perché la mia professionalità continua a non voler essere riconosciuta.
    Mi dispiace Sig. Martone, non voglio cadere nello sterile qualunquismo che oggi così tanto contraddistingue l’Italia e noi italiani, ma è facile puntare il dito dalla sua rosea posizione.
    Lei ha appena dieci anni in più di me e vanta un curriculum che, se continuo a vivere in questa italietta di lacché, buffoni e cortigiane, mai potrò vantare.
    Faccia un favore allora, a lei prima che a noi, smetta di agitare il dito per aria senza sapere contro cosa puntarlo e noi smetteremo di puntarle il dito addosso solo per i suoi natali più fortunati dei nostri. Lo faccia per noi, e per la sua dignità, la prego.
    Una collega.

  • Prima di prendersela con gli “sfigati” suggerirei di fare una seria analisi dell’università italiana. Con annesso esame di coscienza. Ho lavorato in quattro diverse università, in Italia e all’estero, e posso affermare con cognizione di causa che in Italia i docenti non hanno uno straccio di formazione – e di attenzione – didattica e pedagogica. Controllo delle conoscenze? Solo “sommativo” e regolato dal contratto implicito: tu, studente, dimostrami di aver imparato a memoria tal libro, e io, docente, ti faccio superare l’esame. E le competenze? Il saper fare? E la tassonomia di Bloom o qualsiasi altro metodo pedagogico?
    Purtroppo i professori fanno i “professori”, recitano un ruolo da detentori di un grande potere, quello di valutare, e fanno sfoggio di sapienza.
    Sanno che gli studenti italiani pagano tasse fra le più alte in Europa per avere un’università fra le più scarse?
    E i costi dei materiali didattici?
    Sanno quanti studenti, in percentuale, percepiscono borse di studio o altre forme di aiuto? Esiste ancora in Italia il principio di uguaglianza sostanziale?
    Che sforzo stanno facendo per costruire un’università migliore?

  • @carole, e alcuni altri.

    Primo mi viene da pensare: se uno si laurea dopo a 28 anni e:
    – non lavora
    – non si e’ iscritto tardi
    Stiamo parlando di qualcuno che se lo puo’ permettere. Dov’e’ il problema ? Non e’ libero di decidere della sua vita ? Ci costa qulcosa ? E poi, francamente, l’alternativa sarebbe facilmente che starebbe precario/disoccupato. Costa in istruzione… si’ ma e’ una valore nominale. Per non costare in istruzione si tratterebbe di chiudere universita’.

    Secondo, e’ abbastanza evidente a tutti coloro che sono stati un minimo nel mondo universitario italiano (non come studenti), che professore ordinario a 32 anni non ci diventi per merito (che poi i meriti qui sono tutti da dimostrare). Se la critica fosse arrivata da uno che con una serie di pubblicazioni non trova lavoro nell’universita’ italiana (la norma), magari avrebbe attratto meno astio.

    Poi non so, si riduce tutto a laurea a lavoro. Ma la laurea almeno in teoria sarebbe anche conoscenza. Senno’ possiamo anche fare a meno di lauree in lettere etc., che tanto “non danno lavoro”.

    Continuando, la nota dell’autore di questo blog (google aiuta a definire il suo contesto) mi semra molto simile a quella dell’altro genio, Brunetta. Dico genio senza ironia, mi sembra in una intervista abbia affermato che era piu’ intelligente di molti sui amici premi nobel, ma lui, per amore della politica…
    Il Brunetta, nella sua saggezza, affermo’ che trovare lavoro e’ facile, basta andare a lavorare al mercato alle 5 della mattina. Peccato che il problema e’ trovare un lavoro accettabile, senno’ si puo’ anche lavorare gratis… lavoro si trova!
    Qui siamo un po’ allo stesso livello di uscite popolari.
    E’ interessante che da una parte prima la gente si laurea meglio e’… dall’altra piu’ studia meglio e’ (classifiche PhD etc.).
    In sostanza.. l’importante e’ l’apparenza, non la siostanza di quello che uno veramente studia.

    Per finire, io mi laureai a 28 anni spaccati. Quindi sono un po’ in cerca di definizione, se sia uno sfigato o meno. Vero anche che era ingegneria vecchio ordinamento e quella era l’eta’ media… ma meglio stare sul generale.

  • ritengo che tutte le reazioni indignate che Lei ha ricevuto siano dovute soprattutto ad un grande problema italiano: il dilagante buonismo e la voglia di nascondersi,invece di affrontare i problemi

  • Illustre professore.chi le scrive adesso è una sua studentessa. Mi mancano pochi esami alla tesi anche se ho 27 anni da poco compiuti.
    Uno dei miei “sogni”fino a questa mattina era chiederle la tesi, entusiasta dai suoi modi grintosi, meravigliata dal suo brillante curriculum, innamorata del diritto del lavoro. Ho conseguito la laurea triennale nel minor tempo possibile con un voto modesto, aiutata dai miei fantastici genitori che, con sacrifici immensi, mi hanno permesso di vivere e studiare fuori cosa. Poco prima dalla conclusione della triennale ho preso la decisione di prendere parte al servizio civile nazionale: una bellissima esperienza con una realtà completamente nuova a contatto con persone diversamente abili; esperienza che mi ha permesso di aiutare anche i miei genitori anch’essi colpiti fortemente dalla crisi. La fortuna ha voluto che dopo l’anno di servizio civile ho trovato lavoro come assistente disabili, lavoro che mi ha permesso di continuare a mantenermi autonomamente agli studia con grandi sacrifici. Non posso uscire la sera o andare in vacanza perché lo studiose il lavoro occupano interamente le mie giornate, anche alla luce dei fatti che a volte lo studio non riesce benissimo e i suoi colleghi non sono affatto benevoli. Sono terapista specializzata in autismo e cerebropatie, qualifica ottenuta durante l’anno accademico. Le chiedo solo se secondo lei ho perso tempo.
    In fede.

  • @valeria

    Un parlamentare e’ uno dei circa 500 eletti (e pagati) per legiferare per un paese di 60M di persone. Se dorme in aula e’ un danno per me e per il paese.
    Uno studente, se dorme, e’ un danno per se’ stesso e poco piu’. Non vedo molto il paragone tra i due.

  • cara Maria, l’uomo politico che più ho ammirato nella mia vita si chiama Sandro Pertini. E’ diventato presidente della repubblica molto anziano dopo essere stato una vita al servizio del paese. Non era giovane ma era un uomo onesto e pieno di valori. Essere giovani non è un valore, esprimersi con sobrietà e rispetto è un grande valore che “certi giovani” dovrebbero imparare. Tra qualche anno vedremo cosa avrà fatto il tuo infallibile professore, vedremo se le sue brillanti idee avranno prodotto ciò che tutti speriamo. Se ciò accadrà mi alzerò in piedi e gli farò un applauso.

  • Largo ai giovani vessilli della vecchia aristocrazia!

    Il cambiamento visto da Tomasi di Lampedusa.

  • Martone professore a 27anni.
    Mi pare che un certo Piero Calamandrei divenne professore a 26anni, ma stiamo parlando di un’uomo di altissima caratura, colto e molto innamorato del nostro paese.
    Inoltre Calamandrei amava i giovani il suo discorso sulla Costituzione o in Difesa della Scuola Pubblica è ancora oggi letto e ascoltato.
    Martone, è un raccomandato che cadrà nell’oblio dopo questo governo di Tecnici (ma che deleghe ha Martone? non si capisce… incarichi speciali?)

  • A chiunque non capisce che se uno studente rimane parcheggiato per tre anni in universita’ questo e’ un problema non solo per lui stesso ma per il sistema paese, mi sento proprio di dire che forse e’ per questo che Lei non e’ viceministro.

    Ma d’altro canto lo sanno tutti che per essere allenatori della nazionale basta leggere la Gazzetta.

    Giusto per la cronaca, non ho problemi ad ammettere di essermi laureato a 28 anni suonati.

  • @Maria e @Martone: l’Italia ha bisogno di una scuola degna di questo nome e di una università di qualità. Sino a che mancheranno o, peggio, perderanno pezzi grazie a innovazioni di facciata, credo veramente che il problema dei parcheggiati sia secondario. Un giovane laureato dalla triennale di oggi vale meno di poco come preparazione e le voragini della sua educazione di base, partendo dall’uso della lingua italiana, sono terrificanti. D’accordo per ridare dignità ai tecnici, anche non laureati, e anche, perchè no, al tempo di ottenimento della laurea… ma non in istituzioni che sono il fantasma di se stesse (sempre con le dovute eccezioni).

  • Prof.Martone,
    Sono stata una sua alunna all’universita’ Lumsa di Roma. Sara’ stato il 2003, io avevo 22 anni e Lei 32!Se ci penso bene, posso dire di avere un bel ricordo di Lei, seppur a tratti sfocato. Me La ricordo come un ragazzo simpatico, un professore che sapeva parlare e coinvolgere gli alunni. Nel 2006 mi sono laureata in giurisprudenza, avevo 26 anni,(si, lo puo’ dire: sono una fica!!!) con la votazione di 105/110. E’ non e’ tanto la fatica di riuscir a possedere quel dannato titolo il problema sul quale mi vorrei soffermare, ma piuttosto sul tempo, a mio avviso perso, che separa la fine degli studi all’inizio di un’attivita’lavorativa degna di questo nome.Perche’, come ben sapra’ ,i due anni di pratica legale obbligatoria, a tempo pieno e, in Italia, NON retribuita, io non ho mai avuto il coraggio di chiamrlo lavoro. Ma fosse solo questo Prof. Rimanere bloccati 6 mesi in attesa di un esito per un esame che di meritocratico non ha,oramai, più niente, io la considero un’ ulteriore perdita di tempo. E la mia laurea ottenuta a 26 anni fino ai 29 non e’ in alcun modo redditizia. E a 29 anni senza uno stipendio minimo non serve che Lei mi dica che sono sfigata, perche’ mi ci sento gia’!
    Detto questo, le sue affermazioni di oggi mi sembrano paragonabili a quel luogo comune di “italiani bamboccioni che vivono con la mamma fino ai 30 anni”. Frase detta molto spesso da persone che un affitto non l’hanno mai dovuto pagare, e che, alla veneranda eta di 60 anni suonati nemmeno si ricordano cosa possa voler dire avere 30 anni. Lei, se mi posso permettere e’ ancora un ragazzo, come me, come tanti altri che laureati in tempo non riescono comunque ad arrivare a fine mese a causa di uno Stato che e’ il primo a non avere interesse a farti entrare in tempi celeri nel luccicante mondo del lavoro. Prof.un consiglio da una sua ex alunna che l’ha conoscita quando ancora, forse stava cercando di costrirsi il futuro che ad oggi e’ il suo presente: non si dimentichi quanto e’stata dura la salita, e si fermi a ragionare che chi non arriva alla cima non sempre si e’ fermato “a cazzeggiare” durante il tragitto. C’e’ poi chi, e siamo tanti, che come me, la montagna l’ha scalata, la cima l’ha faticosamente raggiunta, ma e’ il panorama a lasciarci inorriditi.
    Con i migliori auguri.
    In bocca al lupo per tutto
    Ale

  • Caro dott. Martone,
    io sono andato fuori corso di un anno e mezzo perché ho volutamente scelto di andare a fare il servizio militare, che mi spettava, prima di laurearmi. Lei non sa nemmeno cosa sia il servizio militare. Io sono figlio di un operaio e di una casalinga: sacrifici, sacrifici e solo sacrifici. Praticamente due signor nessuno (anzi, due grandissime ed ineguagliabili persone). Ho rifiutato addirittura la carriera universitaria perché le schifezze del sistema italiano non mi piacevano e perché sono nato libero. Lei, se fosse stato alle mie stesse condizioni, pensa che a 29 anni sarebbe stato ordinario? Mi viene da ridere, dottor Martone! La sua boutade è davvero meritoria! Lei è un Viceministro della Repubblica Italiana, e come tale deve rispettare un certo protocollo e certe norme anche espressive. Capisco che è giovane, ma lo slang non s’addice a tale ruolo. I giovani hanno bisogno di esempi positivi, non di queste baggianerie. Le auguro che questa impasse sia un “inciampo” di percorso e nulla più.

    Cordiali saluti

  • michel, non ti conosco e non ti giudico, ma la prossima volta scegli meglio le parole che ne abbiamo tante nel vocabolario.

  • Davide è il pregiudizio che rovina le cose..state denigrando una persona solo perchè il padre era un giudice..rendetevi conto..tra tutti voi nessuno ha mai letto i libri del professore nè assistito alle sue lezioni..a prescindere lo accusate di essere un raccomandato..quando in realtà sono anni, cerco di spiegarlo ma nessuno mi ascolta,è dalla parte della nostra generazione..iniziamo a superare i preconcetti..iniziamo a valutare le persone per quello che scrivono..oggi il prof ci ha detto quello in realtà sappiamo tutti: BISOGNA LAUREARSI IN TEMPO. è quello che ci dicono i nostri genitori, è quello che ci dice l’università stabilendo dei corsi della durata MASSIMA di cinque anni…allora cerchiamo di andare oltre…sono anni che gridiamo LARGO AI GIOVANI..e ora che c’è un giovane al governo che facciamo? lo ammazziamo di critiche? lui per primo sa quali sono i nostri problemi..io ho seguito le sue lezioni..vogliamo tutti la stessa cosa..

  • Invito tutti coloro che hanno speso parole veramente pessime e a mio giudizio in maniera del tutto ingiustificata, nei confronti del professor Martone a guardare per intero questo intervento alle invasioni barbariche. http://www.la7.it/invasionibarbariche/pvideo-stream?id=i388374
    MA E’ VERAMENTE UN CRIMINE CHE UN VICEMINISTRO IN QUESTO PAESE INVITI I GIOVANI A DASSI UNA SMOSSA ?
    Siete tutti abbastanza intelligenti per capire che c’era un contesto, e che era chiaro che si riferisse a chi si mette all’università magari campato da mamma e papà perchè non ha voglia di fare niente. E’ inutile raccontare storie strappalacrime di infiniti drammi perchè sia io che voi sappiamo di vivere in un paese in cui spesso bisogna ingoiare dei rospi. Ma tutti noi conosciamo almeno una persona (io anche più di una) che non ha voglia di fare niente non fa un cavolo dalla mattina alla sera e poi si lamenta. UN PO’ DI SINCERITA’ OLTRE ALLO SCREDITARE IL LAVORO DI PERSONE PREPARATE NO ?
    Martone non hai mai negato la sua provenienza, sa di essere fortunato ma si merita tutto quello che ha perchè si è molto sbattuto per essere preparato come è oggi, e non faceva altro che ripeterci a lezione di dare sempre il massimo, e questo è un messaggio corretto che non si presta a fraintendimenti.
    FINE !

  • Le difese d’ufficio degli studenti non valgono.

  • per non parlare del fatto che ti sei laureato in giurisprudenza, caro il mio fighetto, perché non fai un salto a matematica, o fisica, o ingegneria, o chimica, poi tra 60 anni quando sarai circa a un quarto del percorso scolastico ne riparliamo, vice sotto ipo ministro da strapazzo, ok?

  • Ho 32 anni, una figlia di 18 mesi, lavoro da 13 anni ( praticamente da 10 giorni dopo l’esame di maturità) e tra qualche mese mi laureo.Sono uno studente lavoratore.Ho cominciato nel settembre 2009 l’università ed entro settembre concludo la triennale. Un classico esempio di come a 32 anni ci si possa laureare senza essere sfigati!
    p.s per il prof.Martone: si ricordi che quando parla e fa affermazioni, le fa ad un popolo paese intero. La mia maestra delle elementari mi diceva sempre:prima di parlare conta fino a 10. Raramente lo faccio e per questo, come lei, sbaglio spesso !

  • @ZIGMUT: LE DELEGHE DEL PROFESSORE MARTONE SONO PUBBLICATE SULLA GAZZETTA UFFICIALE..

  • @Maria

    Ci puo’ fare il piacere di listare queste famose pubblicazioni del professore ? (magari anche chiamarlo per nome ?).

    Perche’ ho provato a fare una ricerca su Google Scholar e la prima che ho trovato e’ a pagina 5:
    http://www.francoangeli.it/riviste/Scheda_rivista.aspx?IDArticolo=33323
    (non ce ne sono altre almeno fino a pagina 10).
    Non mi sembra una cosa molto autorevole. Non sono nel settore, ma in genere si pubblica su riviste peer-reviewed internazionali.

    Poi forse mi sfugge qualcosa… dove e’ che e’ stato affrontato il problema dei giovani che si laureano tardi ?
    Perche’ non mi sembra di aver sentito ne’ un’analisi del problema ne’ una soluzione. Per cui non vedo molto le motivazioni di questa apertura di credito. Per ora c’e’ una partenza piuttosto deludente, il resto e’ da dimostrare.

    Credo che una buona parte dell’amarezza della gente che ha risposto stia nel constatare come, anche dietro a questo governo, ci siano vecchi vizi.

    E by the way, citando qualcuno che ha scritto prima: correlation doesn’t imply causation.

  • Ho 32 anni, una figlia di 18 mesi, lavoro da 13 anni ( praticamente da 10 giorni dopo l’esame di maturità) e tra qualche mese mi laureo.Sono uno studente lavoratore.Ho cominciato nel settembre 2009 l’università ed entro settembre concludo la triennale. Un classico esempio di come a 32 anni ci si possa laureare senza essere sfigati!
    p.s per il prof.Martone: si ricordi che quando parla e fa affermazioni, le fa ad un popolo intero. La mia maestra delle elementari mi diceva sempre:prima di parlare conta fino a 10. Raramente lo faccio e per questo, come lei, sbaglio spesso !

  • perché non citare il concorso con cui è diventato ordinario?? 8 candidati, 2 posti e….magia delle magie, 6 si ritirano durante la valutazione comparativa…..eheheheh ti piace vincere facile eh fighetto?

  • Zygmut ma fammi capire ma chi è che decide che le difese degli studenti non valgono ? valgono quelle proprio perchè noi a differenza vostra lo conosciamo. Perchè il prof Martone tutto può essere fuorchè una persona che non si occupa dei propri studenti. Alla fine del nostro corso l’anno scorso ha trascorso l’ultima lezione spiagandoci quali sono i possibili sbocchi lavorativi una volta concluso il percorso universitario. E ci ha letto una poesia di Costantino Kavafis Itaca. Noi sappiamo che senso hanno le parole che lui dice a differenza di molti di voi che insultano per rabbia e frustrazione propria. Può mai essere un deficente una persona che spiega ai propri alunni DIRETTAMENTE E SENZA MEZZI TERMINI quale poterbbe essere il loro lavoro ? Vorrei sapere che ci guadagnate. E poi che facciamo ci mettiamo a guardare ai gradi di difficoltà delle facoltà ? Matematica VS Giurusprudenza certo ottimo e costruttivo dibattito. Peccato che una volta scelto un percorso si suppone che il soggetto sia appassionato e che voglia fare il massimo quindi il concetto non cambia.

  • ah, michel, dimenticavo.
    l’inesperienza è quella cosa che quando dopo aver indossato una nuova armatura splendente e nuova di forgia, cammini tronfio e con lo sguardo piendo determinazione e speranza, ti fa pestare una merda.

    se eri riuscito a sfuggire alla cosa in passato, beh, benvenuto nel mondo reale e buona fortuna.

  • Inoltre visto che dite che è ricco e raccomandato, pensateci bene, poteva benissimo impigrirsi non fare niente fino a 30 anni e poi ritrovarsi comunque un bel posto pronto per lui. Il trota ha 23 anni ma non ha fatto niente nella sua vita ed è lì a ciucciarsi i soldi solo grazie al suo emerito padre. Il prof Martone avrà pure un nome eccelso ma il suo se l’è fatto. C’è differenza scusatemi.

  • @ Maria: Maria sei una puttana e forse te la facevi con questo pezzo martone dove la “a” si pronuncia come “e” e la “t” si pronuncia come “d” (si hai capito bene sto pezzo di merdone).
    La @ può infilartela su pe’ ‘l culo. Tò guarda @@@@@@@@@@ sono proprio bravo anch’io con la chiocciolina-ina.

  • @Fausto, se invece di leggere l’articolo su l’Espresso, o che so io dove, ti fossi preso la briga di guardare per intero, tu stesso, l’intervento di Martone, capiresti che lui non si riferiva a te. Se proprio, tu potresti essere il suo modello ideale…

  • Sebastiano sei un figo!!!

  • Quando la volgarità diventa l’unico mezzo di risposta vuol dire che non si hanno più argomenti per sostenere le proprie pretese.

  • Alla Luiss che è un Laureificio mi pare che se paghi passi gli esami.
    All’Università Statale (in generale) il Professore punta molto di più sulla qualità dello studente.
    Oltre alle mie lezioni, seguo anche lezioni che non ho nel programma perchè sono appassionato del mio ramo di studio.
    La maggior parte dei miei docenti sa cosa significa lavorare, anche ho il figlio di uno dei più grandi Professori Universitari Italiani, uno dei più grandi intellettuali del ‘900 (mi chiedo se mai il Martone lo diventerà).
    Inoltre mi pare abbia detto esimie stupidaggini sui dati OCSE.
    L’italia ha il 20% di Laureati tra i 25 e i 35 anni, contro il 37% della Francia, il 49% dell’Inghilterra, il 53% della Germania, il 35% della Spagna.
    Ora, un genio come lui che a 27anni è già docente non capisce da questi dati che c’è qualcosa che non va?
    Perchè abbiamo troppi pochi laureati?
    Ve lo ha spiegato a Lezione?

  • a me sembra che invece il ministrello non abbia fatto un cavolo, ha dedicato l’intera esistenza a pubblicizzare se stesso, nel vano ancorchè apparentemente riuscito tentativo di trasformare la propria vita in qualcosa di luccicante e invidiabile, è chiaramente affetto da un disturbo della personalità di tipo iperegotico con tratti istrionici (o ridicoli, come oggi) la sua attività scientifica è giudicata unanimemente di bassissimo profilo (la gran parte dei libri com’è ovvio non è stata davvero scritta da lui), è un politico e offende i cittadini (conoscete qualcosa di piu’ antipolitico di questo). rendetevi conto, qui siamo praticamente di fronte a un ritardato mentale, poche storie

  • giulia ma pure ci perdi tempo.. devono sfogarsi gli sfigati.è un’ora che posto commenti per cercare di costruire un dibattito serio..e sanno solo parlare a sproposito pieni di pregiudizi..siete voi l’italia peggiore.. e per zigmut: il Prof ha scritto due libri e numerosi pubblicazioni che puoi visualizzare via internet..e se vai in biblioteca(se ti capita) puoi consultarle dal vivo..pensa che bello… ci sono molte cose interessanti che riguardano proprio te e il tuo futuro…

  • Dear Mr. Martone,
    thanks for your clarifications.
    You can’t even imagine how sad I felt tonight when driving home after a long working day I heard on the news about such a statement. “It can’t be true”, I told myself, “as soon as I will be home I will need to double check on the web”. And here we are, once again we deal with either partial or misleading news.

    You know how it goes, before reading your blog I felt really bad; “you are a sfigato”, I told myself; but now I know I’m not.
    Thanks to your outstanding communication’ skills you have recovered from a mistake that would be only for a beginner; but I went to your CV and realized that you are not a beginner, isn’t it?

    You know what Mr. Martone, I graduated at 29 in Solid State Physics cum laude by studying after hours (and more) and before reading your blog I thought I was just one out of thousands of “sfigati” that had to find a job at 19, after the secondary level school, for making their life and aiming for more exciting professional paths.

    At that time I was young, strong and very lucky, and I found a good job.

    I’m almost 56 now, still devoting my life in this country to research & innovation and proud of working with italian and international teams of professionals enabling for small, nevertheless usefull contributions recognized by the global scientific community.

    Such contributions were enabled only by the outstanding quality of our schools and universities, our students, researchers and professors, their deep knowledge, their strong passion and motivation.

    Maybe I am a dreamer but Im not the only one say the song, but I do believe we should better support all of our students; whatever their age is, they are a fundamental resource of our country.

    But the times for slogans is over; we must support and develop our talents by concrete actions, disruptive changes, new ideas; within the academy and the industry; in a nutshell, we must be driven by (true) innovation, a wording used inproperly too many times; especially (and unfortunately, I have to say) by politics.

    The time either for usefulness complains (bamboccioni, sfigati, etc…; and I wonder what is next) or, as alredy said, for bla bla is over. Let’s be more seriuos.

    Thanks again for your clarifications, Mr. Martone, it is nice to know that we are not just a gang of sfigati.

    I will sleep more tranquil tonight, in this sense you are in good company.

    Regards.

  • Luiss = laureficio e a voi questa favoletta chi l’ha raccontata ? Ok paghiamo tanto per forse avere una maggiore possibilità in futuro ma posso assicurarti che anche da noi c’è gente che non fa un cavolo perchè figlio di papà. La mia famiglia fa dei sacrifici per mandarmi alla luiss sapete ? Sono meno meritevole di voi ? Mi faccio un mazzo tanto per dare gli esami in fretta e ti assicuro che abbiamo libroni enormi tali e quali ai vostri e che i nostri professori non fanno sconti a nessuno. Se pensate davvero che sia facile ti posso garantire che è una grande bugia e che è molto presuntuoso anche da parte vostra perchè queste università non sono solo dei figli dei papà ma sono anche per persone che come me hanno voluto fare un investimento su se stessi sperando che funzioni. Andate al di là delle apparenze !
    Maria hai ragione dovrei chiudere il pc e andare a dormire, ma certi discorsi mi fanno veramente innervosire.

  • @Giulia

    1) Non c’e’ molta evidenza di questa preparazione. Sara’ anche bravo, ma in genere i bravi per essere professori prima devono scrivere (ed avere accettare su riviste internazionali peer-reviewed) diverse pubblicazioni. Non ne ho vista neanche una. Al di la’ del padre, se veramente e’ bravo e vuole fugare ogni dubbio, basta che ci mostra la sua lista di pubblicazioni internazionali.

    2) Che significa poi spronare i giovani a “darsi una smossa” ? Non e’ un po’ “strano” pensare che il problema dell’Italia sono i giovani che si laurano tardi perche’ non hanno voglia di far nulla ?
    Non il lavoro nero, evasione fiscale, debito pubblico, mancato investimento in ricerca, nepotismo cronico, clientelismo…
    Che poi se si valuta le gente per eta’ e voto, e non per quello che sanno o comunque la loro storia, siamo messi bene…

  • La lettura di tutti questi commenti superficiali non mi fa ripiangere per nulla l’essere lontano dalla patria. Buona notte.

  • A me non intereressano le corbellerie di Martone.
    Non è il mio campo, il mio campo è Baumann, Levi-Strauss, Sartori, Bobbio, La Malfa, Gramsci (purtroppo Martoni gli assomiglia), Calamandrei…
    Diritto del Lavoro non è il mio campo, ci sono gli studenti di Giurisprudenza ad occuparsene.
    Ah dato che forse non è conscio, perchè si sa Giurisprudenza guarda soltanto il diritto il Martone ha aperto una guerra sociale che non si calmerà, anzi potrebbe generare in violenza.
    Del resto, Martone la pensa come Cameron, i sociologi e politologi servono solo per dire stupidaggini.
    Quando arriveremo ai livelli di Londra (in fiamme) forse si ascolteranno più sociologi e politologi e meno neo-liberisti alla Martone.

  • caro Anonimo, devo contraddirti..ma stasera è diventato un hobby.. per quanto riguarda il valore degli scritti del professore, il suo ultimo libro “Governo dell’economia e Azione sindacale” è stato premiato come libro dell’anno della scienza giuridica..per quanto riguarda la tua profonda analisi psicologica, caschi male..vai in analisi prima tu.. serve qualora si desideri analizzare obiettivamente gli eventuali disturbi degli altri..ammesso ci siano…notte

  • Ma è ovvio che il problema del paese non è uno solo ma sono la somma di tanti problemi ! Fra cui si, secondo me c’è anche quello che io a 20 anni vedo che la maggior parte delle persone che conoscono e che vanno a università pubbliche si lamentano e basta. Vorrebbero risultati dal cielo senza fare la metà di fare quello che faccio io che si vado alla luiss ma studio tutto il giorno tutti i giorni per dare in fretta agli esami perchè so quali sono i sacrifici che i genitori stanno facendo per mantenermi lì e voglio renderli orgogliosi di me. Avete mai pensato a questo ? Perchè non ammettere che è vero che c’è gente, molta gente che non ha voglia di fare niente ? C’è ne anche tanta che ha voglia di fare perfettamente d’accordo, ma allora che facesse invece di blaterare brutte parole su un blog !

  • @Maria

    In biblioteca qui cose del genere non le trovo di sicuro! (Sono all’estero e c’e’ un po’ di selezione verso testi in lingue locali, specie per giornali minori).

    Due libri: hanno titoli ? Ediori ?

    Io un po’ di ricerche su internet ne ho fatte. Non ho trovato praticamente nulla come articoli. Toglierei anche il “praticamente”.
    E questo su Google Scholar, che notoriamente, tra i motori di ricerca per pubblicazioni, e’ quello piu’ di manica larga.

    Ho fatto un controllo con i nomi di un po’ di ricercatori precari in area economica che conosco, e vedo diversi risultati, per cui non e’ un problema di disciplina.

    A questo punto le cose sono due:
    O si dimostra qualche evidenza dei meriti professionali del professore
    O, come direbbero gli anglosassoni, sia la reputazione dell’Universta’ di Teramo che del governo Monti sono un po’ intaccate.

  • Mari’ fatte sta rista: lavoro alla regione Toscana!! Con una laurea conseguita a 25 anni e 110 di votazione. Fidati di un’amica staccati da questo blog e vai a studiare.

  • mi sono laureata a 22 anni
    lavoro da 12 anni, gestisco una piccola azienda e non mi ha regalato niente nessuno,
    non ho “santi in paradiso” o genitori ricchi

    certo i miei mi hanno mantenuta durante i 3 anni di università (all’estero – ma ho vinto una borsa di studio per merito) + 1 anno di corso post laurea nel quale ho anche lavorato per mantenermi

    sono d’accordo con Giulia sulla “solita reazione da Italiani” che invece che dibattere sugli spunti utili dati dal discorso di Martone, puntualizzano sulle scusanti, le eccezioni, le colpe esterne per cui tanti italiani si laureano “fuori corso”.

    Togliendo tutte le cause legittime, ci sono tanti che hanno poca voglia di fare, che passano da una facoltà all’altra e che gravano sul sistema. Il messaggio è per loro e per i giovani a cui mancano indicazioni chiare su come progettare il proprio futuro professionale.

    Ci sono giovani che non hanno voglia di fare fatica, il messaggio era per loro più che per quelli che già si danno da fare (che sono tanti).

    Diamoci una mossa! Non è con le polemiche e i piagnistei che usciremo da questa palude in cui ci siamo trovati…ma con la propositività e le azioni, singole, piccole, ma significative e orientate al bene comune e specificamente all’incremento dell’occupazione. Almeno Martone ha fatto un discorso che contiene messaggi utili e pratici….

    se poi si è guadagnato la sua posizione grazie a raccomandazioni questo chiaramente indebolisce un po’ la sua credibilità, ma il messaggio rimane chiaro e in parte pungente.

  • @tacito
    vergogarci ” a ” (sic) noi ” . Ha proprio ragione il prof. Martone neanche a livello terza media!

  • Sfigato è un professore universitario che usa la parola “sfigati”.

  • Questi studenti che non lavorano stanno rovinando l’Italia. Ci serve piu’ gente che lavora, per pagare le nostre pensioni. Non ci servono ingegneri, fisici o quelle cose li’, ci servono idraulici e falegnami. Magari anche qualche segretaria fedele che difende il padrone. Ma loro no, vogliono stare all’universita’ e non fare nulla. Ancora ancora fossero bravi e si laureassero presto, magari almeno troviamo qualche sbarbatello da plagiare. Ma loro no, stanno li’ che poi magari visto che stanno in universita’ finisce pure che si fanno idee strane. Meglio che se ne vanno fuori presto e a lavorare!

  • Vorrei dire una cosa a qualcuno che cercando di giustificare la “banalità” (perchè di messaggio chiaro per i giovani neanche l’ombra) del suddetto Dott. Prof. Avv. usa frasi altrettanto banali tipo “agli italiani non dirgli sfigato se no si offende”, “ma avete visto tutto il filmato”, “ma avete letto i libri del mitico prof”, “l’italia deve ripartire dai giovani, forza che ce la facciamo (ndr. parente di gianni morandi?)”, “non fate i melodrammatici”, etc bla bla… la reazione che è scaturita dalla frase infelice, che anche contestualizzata nel discorso rimane infelice, va interpretata come un voler riportare il focus sul problema vero. Dire, cito Martone, “se vogliamo avere un futuro … contribuire al rilancio … i giovani cambino il passo…” è pura demagogia, e come tale cerca solo di attirare l’attenzione con l’effetto collaterale di allontanare l’attenzione dal problema reale.
    Ho letto quasi tutto i post (tranne quelli firmati Maria, scherzo anche quelli ho letto) perchè credo che se vogliamo dare una svolta si deve puntare sulle persone che dimostrano di avere passione in quello che fanno (lo distinguo dal termine secchione che trovo un appelattivo che uno che si reputa bravo e appassionato non dovrebbe mai autoattribuirsi).
    Le persone che hanno scritto sono quasi tutte più consapevoli del problema reale di quanto ne sia Martone e stanno cercando di far capire a lui e a chi vuole che il focus è più ampio. Giustizia, onestà, rispetto, garanzie. Ho amici che considero geniali, sono tutti all’estero a lavorare, perchè questo sistema paese non li ha saputi “usare” per ripartire.
    Martone mi rivolgo a te direttamente: vuoi mandare un messaggio chiaro ai giovani? digli: studiate ragazzi perchè giuro che da oggi, mi costasse la carriera, denuncerò le situazioni che non vi garantiscono giustizia, onestà e rispetto, a costo della vita.
    I giovani, in genere le menti che desiderano formarsi, cercano esempi concreti, modelli da imitare. Di questo si lamentano le persone nei post. Non erigerti a educatore sterile che ha in mano statistiche. Ergiti a rappresentante, sii anche duro con chi rappresenti ma allora sarai legittimato a farlo. Così sembri solo un pappagallo saccente su un trespolo che ripete parole di cui non conosce il senso.
    Approfitto per esprimere tutto il mio rispetto verso le persone che hanno scritto le loro esperienze. Voi siete il mio modello e io mi misuro su di voi. non su un figlio di papà qualunque.

  • i commenti parlano chiaro caro tacito..e quello che ho capito purtroppo è che siete pronti solo a sferrare attacchi personali senza realmente capire i problemi che ci riguardano..uno è bravo, allora è raccomandato…è giovane allora è raccomandato..meno male che non si tratta di una donna altrimenti non oso pensare che cosa sarebbe venuto fuori.. dico solo che bisognerebbe guardare ai fatti..il prof Martone è stimato nelle università in cui insegna da ogni studente..è una persona capace e moltissimi ragazzi alla sua nomina sono stati fieri di lui..e confidano in lui… dico solo parlate dopo i fatti..se c’è un giovane al governo alla fine rappresenta tutti noi e lui per primo conosce cosa oggi significhi realmente accedere al mercato del lavoro..le critiche sono buone se costruttive… sul personale, dovreste saperlo, non si arriva proprio a nulla..

  • @franz E che vuoi ? Io sono andato a lavorare presto. Ho fatto una scelta a 12 anni a quindi sono bravissimo.

  • Cara Chiara,è molto bella la tua testimonianza e mi tocca da vicino.
    Io,pur non avendo avuto “particolari problemi di famiglia nè di salute”,mi sono laureata con quasi 2 anni di ritardo rispetto al tempo previsto dal mio corso di laurea. Ma,anch’io come te, durante il percorso accademico,mi sono trovata ad avere un’esperienza meravigliosa con i bambini disabili.Esperienza che ha condizionato fortemente i miei studi universitari e forse non tanto per il tempo “PERSO”(nessuna scuola nè università mi ha mai insegnato tanto) ma perchè ha rivoluzionato totalmente le mie abitudini e le mie stesse concezioni di vita al punto di indurmi ad abbandonare la luiss, dove insegnava e insegna il chiarissimo prof martone e dove per tutti (professori e studenti) conta solo la media degli esami che riesci a raggiungere e il tempo in cui riesci a sostenerli…dove non ho mai trovato umanità e sensibilità ma solo gente snob e totalmente avulsa dalla realtà e dai problemi ordinari
    della gente comune…dove in pratica,e non mi vergogno a dirlo,ero considerata una sfigata. Così mi sono trasferita in un’università statale, collezionano cospicui debiti formativi per la non totale omogeneità dei corsi di laurea e “perdendo” così ulteriore tempo. Mi sono infine laureata con ottimi risultati,per quello che laurearsi oggi può valere.
    Data la sede,è una sintesi molto brutale e dalla quale forse non si capisce nulla di quella che è stata la mia vita negli ultimi anni, ma era solo per dire che,al di là delle oggettive difficoltà economiche o familiari,ognuno ha il proprio percorso personale ed esistenziale e mi fa schifo che un viceministro arrogantello,classista e raccomandato si erga a giudice dell’umanità.

  • @Maria

    Vabbeh che sono sgrammaticato, ma so leggere un po’. Tutta questa stima degli studenti mica la vedo (leggi piu’ su’…).
    Io al governo “ci” voglio gente intelligente, independentemente dall’eta’.

  • Caro Michel,
    credo che tu debba serenamente fare 2 coe:
    1) Chiedere scusa
    2) Dimetterti

    Non so di chi tu sia figlio, ma sono sicuro che tuo padre è una persona potente e importante, per cui, se hai un minimo di intelligenza e di amor proprio, DIMETTITI

  • Io ho 30 anni e non mi sono ancora laureato, mi laureo quest’anno.
    Ma nel frattempo ho una mia (MIA, non ereditata) attività imprenditoriale e svolgo anche un secondo lavoro.

    Quindi credo che Michel abbia detto una cosa non solo indelicata ma davvero poco intelligente.

  • @paoletta… Secondo me la seconda!!!!:-)

  • Sono Maria…emm…lo ammetto non sono Maria sono Martone. Dai ragà ho scherzato un pò daiè…siete proprio degli sfigatoni, sfigatoni….
    Io all’università mi son trombato tutte, perchè sono un figo. Poi il mio “papi” ha chiamato il rettore dell’Università di Teramo (che era anche lui nella “cricca” dell’Associazione Nazionale Magistrati) e mi ha dato il posticino a vita di Professorone Ordinario. Sono un Professorone-Sborone. Dai uè sfiga che vi butta a tutti male! Io ora faccio il vice-Ministro piglio 12.000 euro al mese senza fare un cazzo, not bad (yes sir I speak English very well!). E quest’estate vacanze a Saint Barth! Ciao sfiga andate a studiare!!!!!!!!

  • @ tacito: guarda un po gli altri articoli nel blog..
    @Gianni io invece credo che tu debba andare a dormire..ma perchè non vi fermate a capire il senso delle parole? l’hai sentito l’intervento del professore? hai ASCOLTATO quello che ha detto? il senso l’hai capito?

  • martone, quanto prendi di stipendio da professore ?

    E quanto prendi di stipendio da sottosegretario ?

    Ma possibile che i tuoi stipendi debbano essere sempre soldi pubblici ?
    Apri una tua impresa, come ho fatto io da 30enne non laureato, e vediamo se i tuoi studi servono a qualcosa, magari a dare lavoro a qualcuno, visto che sei un secchione di diritto del lavoro

  • @loris: non bamboccioni.. Sfigati… Ha detto Sfigati!!! Eh, non fare confusione…

  • tanto la verità viene a galla alla fine se uno si laurea a 49 anni mantenuto dai genitori il lavoro non lo troverà mai..nemmeno al call center..saluti

  • @Loris
    Ma no, ma mica diceva a te.
    Parlava in generale di un ipotetico caso in cui uno, senza motivo, non fa niente e nel frattempo paga le tasse universitarie. E se vogliamo salvare l’Italia ci vuole che si metta a fare qualcosa, qualunque cosa. Quindi per spronare qualcuno che si trovasse in questo caso (ma che potesse fare altrimenti), l’ha punzecchiato un po’ col nomignolo di “sifgato”. Mica diceva a te… certo che magari questo casi ipotetico e’ proprio quello che questi commenti neanche li considera…

    Ma invece, ci pensate che se tutti questi ragazzi che non fanno nulla, escono, vanno in discoteca, giocano ai videgames smettessero… ci pensate che danno all’economia ? E se volemo dilla tutta… ci pensate alle statitistiche sulla disoccupazione ?

  • Giudizi siffatti da un individuo che a 26 anni diventa ricercatore, a 27 associato e a 29 anni ordinario sono quanto di più sgradevole si possa sentire. Lei sa meglio di me che la carriera che ha avuto è stata per la stragrande maggioranza merito di suo padre, quindi la prego cerchi di essere più moderato e. soprattutto, abbia il buon gusto di non fare queste figure. Molti non arriveranno mai e poi mai al livello a cui è arrivato Lei. E la differenza tra Lei e tutti quegli studenti che per diverse ragioni, arrivano a laurearsi tardi, ma che sono loro medesimi artefici della loro carriera, è che costoro avranno il vivo orgoglio di poter guardare fieri allo specchio ogni singolo passo della loro vita.

  • @paoletta e a L’età: gli interventi dovrebbero essere attineti al dibattito.

  • Ragazzi ora basta! Intervengo direttamente io. Sono Michel Martone. Premetto che sul mio essere figo non c’è alcun dubbio (guardate le mie foto su Internet). Vabbè non sarò Tom Cruise ma comunque “piaccio”. Quindi il mondo si divide in due “fighi” e “sfigati”. Per questa mia teoria ho vinto anche il premio come “scienziato giuridico dell’anno 2012” (anche se l’anno è appena iniziato). Io oggi un risultato importante lo ho ottenuto: finalmente qualcuno mi conosce, prima non mi cacava nessuno!

  • Caro Matone;scenda dal piedistallo e la prossima volta sia più umile e rispettoso verso chi si laurea tardi.Non pensa ai problemi di varia natura che uno puo’ avere lungo il percorso di studi?quindi non generalizzerei.

  • LAVORO: MARTONE, NON PENTITO DI AVER DETTO ‘SFIGATO’, NERVO SCOPERTO =
    DA FORNERO NESSUN CAZZIATONE, MI HA SORRISO E CHIESTO PIU’
    SOBRIETA’

    (Adnkronos) – “Parlavo dell’importanza dell’apprendistato e del
    fatto che l’eta’ media dei laureati in Italia e’ troppo alta. A chi si
    laurea tardi -spiega Martone- preferisco un giovane che fa
    l’apprendistato e inizia a lavorare a 16 anni. Siamo in un momento in
    cui e’ meglio che i giovani italiani inizino a lavorare, bisogna
    brigarsi e dare il massimo”.

    Interrogato sulla reazione del ministro Fornero, Martone
    chiarisce che “non c’e’ stato alcun cazziatone. il ministro mi ha
    sorriso e mi ha detto di essere piu’ sobrio”. Le critiche della Lega
    Nord? “Pensavo che la Lega fosse dalla mia parte visto che ho difeso i
    giovani apprendisti che vanno a lavorare, e al nord ce ne sono
    tantissimi. Stimo e apprezzo tutti quelli che studiano lavorando o si
    sono iscritti all’universita’ tardi li stimo e li apprezzo, ma di loro
    nessuno parla. Ci sono invece 2 milioni di ragazzi che non studiano,
    non lavorano e non sfruttano i loro talenti per fare il bene del
    nostro paese. Se mi attaccano personalmente e’ perche’ ho toccato un
    tasto dolente”, sottolinea.

  • questo è l’esempio di come si affronta un dibattito costruttivo..complimenti a tutti.. a sebastiano e a mario per il linguaggio e a tacito o non si chi che scrive il mio nick per scrivere stupidaggini..e avete pure il coraggio di lamentarvi…

  • Chieda scusa e si dimetta, invece di censurare i messaggi che dicono frasi forti

  • Martone, siamo seri:
    gli esami sono una passeggiata se il professore ti conosce.
    Ed è facile a quel punto laurearsi rapidamente.

    Invece gli Atenei Italiani sono degli esamifici in cui si è del tuttto perso il senso della didattica. La lezione non conta più niente: conta solo l’esame.

    L’Università italiana è di fatto per auto-didatti. Se invece fosse come la scuola, il 90% deglis studenti si laurerebbe in tempo, esattamente come avviene in Germania, dove il sistem,a universitario è molto simile al sistema scolastico.

  • So perfettamente che Martone non voleva dire nulla di cattivo.
    Il punto però non è questo.

    Il punto è che MArtone difetta in capacità comunicativa.
    E alla fine cosa è passato come messaggio ?
    Che Martone è un secchione che se la prende con gli studenti. Questo è passato.

    Ed è per questo che dovrebbe dimettersi o, in alternativa, organizzare una conferenza stampa in cui spiega per bene il suo pensiero, SCUSANDOSI per la gaffes fatta

  • Benvenuto politico.

  • Non capisco come mai questi espertoni di Diritto del Lavoro non sono in grado di creare lavoro !

  • Caro Michel, il SOLE 24 ORE scrive che:

    Michel Martone è italianamente “figlio di” Antonio Martone, magistrato di chiara fama, attivo in Cassazione e ricco di contatti politici. Tanto da essere stato sentito qualche mese fa anche come “persona informata dei fatti” sulla loggia P3 ed essere stato nominato dall’allora ministro della Pa Renato Brunetta presidente della Commissione per la Valutazione, l’integrità e la trasparenza delle amministrazioni pubbliche (Civit). Motivo per cui nel 2010 i senatori Ichino, Zanda e Morando chiesero a Brunetta stesso se non gli sembrava inopportuno aver stipulato un contratto di consulenza con suo figlio Michel, per 40mila euro circa, per occuparsi di “problemi giuridici della digitalizzazione delle amministrazioni pubbliche di paesi terzi”.

    Che ne dici?!? Vuoi fare una querela?!?

  • Questa tua affermazione può significare 2 cose. 1) non hai capito cosa vuol dire studiare (non studiare x gli esami, studiare in maniera critica, magari ampliando la propria preparazione); 2) pensi che lo studio sia sottomesso al mercato. per questo “è bravo chi sceglie un istituto professionale”, perché in questo modo l’idea è usare lo studio per il mercato. non si studia mica per cultura, vero martone? si studia x il mercato, così fanno quelli furbi e intelligenti come te… io non ho 28 anni, spero di laurearmi prima, ma il problema, se non fosse per le tasse, non me vorrei porre. se per un esame voglio studiare 2 anni perché voglio capire e apprfondire un argomento questo sarebbe sbagliato? dimmi pure che sono sfigato. preferisco essere sfigato ma conoscere piuttosto che avere il voto e la pacca sulla spalla solo per trovare prima possibile un padroncino a cui sottomettermi…

    ah, a proposito di professionalità: l’audio del video è mono sul canale sinistro. estendete l’audio a entrambi i canali…

  • Caro Michel, ma chi ta fatto vincere i due concorsi all’Università?

    Possiamo fare i nomi? Possiamo pubblicare i verbali?

    Mi puoi rispondere per favore?

  • Ho fatto una ricerca con google scholar: Martone risulta essere autore di zero pubblicazioni. Inoltre, cercando sul sito del MIUR si scopre che Martone ha vinto un concorso in cui c’erano due sole domande per due posti disponibili.

  • Chissà cosa avrebbe detto la buonanima del mio professore di diritto del lavoro,un vero gentleman il prof.Dell’Olio e cosa penseranno i suoi colleghi proff.Santoro Passarelli e Maresca di questa sua uscita un pò infelice,domani in quell’istituto che anni fà la vide stella nascente del diritto italiano,lo chiederò,come chiederò ai valenti collaboratori delle rispettive cattedre,degli sfigatissimi galoppini over 40 che non vedranno mai la luce dell’ordinariato,cosa diranno di questa sua sobria ed elegante uscita.
    Leggo che il prof Mattia Persiani la convocò,in illo tempore,alle 7 di mattina (cosa normale per un prof che convocava gli studenti per l’esame alle 7 del mattino)e per uno strano gioco di scacchi delle carriere universitarie cucite addosso,come uno splendido vestito su misura Caraceni o Rubinacci,se lo è poi ritrovato come presidente di commissione a Siena,che coincidenza!!Lei sicuramente prof.Avv.MM,sarà un eccellente studioso di una materia così contemporanea come il dir del lav ma deve riconoscere che le carriere all’università si costruiscono a tavolino.Rimasi sconvolto quando vidi una sorta di scacchiere,tutto perfettamente prederminato da quel grande emerito della nostra comune facoltà,il prof.Punzi che decideva la vita e la morte di chiunque volesse iniziare quel lungo cursus honorum di cattedre,che parte quasi sempre dalla provincia.Teramo appunto,eletta ad accademia sì,ma dei cadetti che diventeranno generali (forse)un giorno nella capitale.
    Concludo dicendo che oggi ha utilizzato più volte l’aggettivo sobrio,ebbene lei ricorderà che il prof.Dell’Olio faceva di essa,la sua cifra stilistica,lezione che lei ha dimenticato disattendendola completamente,come ha disatteso quell’altro insegnamento che il professore mi ha personalmente lasciato,che è quello di cercare di comprendere sempre gli altri ed in questo percorso di comprensione di non essere poco avveduto in giudizi affrettati e volgari verso chi magari vive situazioni di criticità sociale,economica,caratteriale,che si riflettono su un percorso universitario che si rivela accidentato.Al netto delle strumentalizzazioni e pompature giornalistiche,penso che oggi abbia perso una grande occasione,come anche perderò la grande occasione di non leggere nemmeno una sua nota a sentenza,figuriamoci un suo libro,in quanto nel mio personale pantheon dei giuslavoristi,non potrà mai avere cittadinanza la ”Hybris”,che non rende onore ai suoi grandi maestri,di un giovane vecchio come lei.
    Non cordialmente.
    Francesco

  • Egregio viceministro,

    Chi ti scrive è uno sfigato, prossimo trentunenne e prossimo al conseguimento della laurea specialistica, che ovviamente vive a casa dei genitori. Non ho motivi per raccontarti le ragioni per cui mi trovo ad essere sfigato, ma basti dire che c’entrano la demotivazione indotta dalla mancanza di prospettive per il futuro e le forze emotive e fisiche che ad un certo punto è venuta a mancare. Anche se sei, pur di poco, più grande di me (la scarsa differenza di età è il motivo del mio tono confidenziale), ti voglio regalare i risultati della mia esperienza di vita, augurandoti un periodo di fallimento nella tua vita professionale. Sembrerà un insulto da bamboccione permaloso (e forse, in parte, lo è) ma il mio vuole essere, in realtà, un augurio sincero.
    Ti posso assicurare che il fallimento personale è un’esperienza altamente formativa, che tempra come tutte le esperienze negative e che rende persone migliori, perché toglie la puzza sotto al naso che inevitabilmente ha chi è abituato a una vita di successi, un po’ quella (intendo la puzza) che avevo io nel periodo in cui, fino ai ventiquattro anni, sono stato uno studente sgobbone che riusciva ad avere una brillante carriera universitaria grazie alle giornate doppie, le notti in bianco, le festività e i compleanni sui libri (eh sì, la vera sfiga è essere nati in tempo di sessioni d’esame) e che mi consentiva, a mio giudizio, di guardare dall’alto in basso studenti meno bravi. Insomma, il fallimento e, nel mio caso, il conseguente diventare ciò che ho sempre snobbato sono stati una grande lezione di umiltà, in cui ho imparato che i periodi di successo possono finire e che quel momento può coglierci impreparati.
    Ma questa spiacevole esperienza di vita ha avuto un altro aspetto positivo, quello di insegnarmi a non formulare facili giudizi sulle persone, perché io stesso ne sono poi divenuto vittima (e tu me ne hai dato dimostrazione) ed ho capito sulla mia pelle che nulla è come sembra a prima vista, che dietro c’è sempre qualcos’altro, una ragione più profonda.
    Insomma ti auguro che maturando tu possa abbassare la cresta. Sarebbe il più bel regalo che tu possa fare a te stesso.

    M.E.

  • Art. 3
    È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che….impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

    Art. 4
    La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
    —————–

    La domanda sorge spontanea.

    Ma questo fighetto cui nessuno ha detto che nella nostra Costituzione il lavoro per ogni cittadino è un diritto e persino un dovere, che costitutivamente distingue tra intellighenzia e manovalanza contenta cui non spetta e non cale la cittadinanza, la secchia tutta spocchia che spaccia per teoresi raffinata, ardita e futuribile il frusto bignamino dell’ideologismo rozzo della selezione della razza e incensa e lauda la sua musa Polverini….

    che ci sta a fare al Ministero del lavoro?

    Melius, chi ce l’ha messo?
    Idest, vice o in vece di chi?

    Non è a pieno titolo e a pieni voti un di quegli ostacoli al pieno sviluppo della persona umana e della partecipazione sociale, la cui rimozione è obbligo della Repubblica?

    Per lo meno sia obbligato a un corso accelerato di “Apprendi lo Stato”.
    Magari quello tenuto dal ministro Fornero, così siamo sicuri non solo di essere in buone mani, ma anche guidate da ottime teste.

  • Non vogliamo parlare piuttosto di come l’università italiana sia strutturata in modo tale da farti perdere anno su anno? di come sia costruita attorno a professori che dovrebbero trovarsi nel reparto geriatrico di un ospedale piuttosto che in un università? Purtroppo non tutti abbiamo la fortuna di nascere figli di avvocati…

  • Lei è davvero coraggioso con la biografia che si ritrova e tutte le raccomandazioni di cui ha sicuramente usufruito….vivendo in accademia le assicuro che godrà sicuramente l’appoggio di tutti i figli di papà che come lei hanno fatto carriera per il loro cognome….Come diceva Totò….”Ma mi faccia il piacere….”

  • Carissimo avvocato io mi sono laureato a 49 anni e ne VADO FIERO. Mio padre era un operaio della Lanerossi di Vicenza ed è riuscito a malapena a condurre i suoi figli al diploma. La vita non è come Lei crede ma la perseveranza e l’impegno possono condurre ad ottenere i risultati aldilà dei 28 anni da Lei indicati. Si impegni nell’attività governativa e non offenda coloro i quali hanno incontrato ostacoli di cui lei nemmeno il profumo ha mai sentito. Cordialmente. ROBERTO PERUFFO

  • Michel, tanto per curiosita, con quante pubblicazioni hai vinto il concorso da Associato nel 2001 ?

  • Crede veremente che se Lei fosse nato figlio di operai, oggi ricoprirebbe l’attuale posizione nel Governo o all’università?
    Non è una domanda retorica.
    La verità di questo paese è che il 90% delle posizioni che contano vengono assegnate in base a raccomandazioni.

  • Gli scansafatiche apparterranno sempre ad ogni categoria, studenti inclusi… Ma d’altronde che motivazione hanno gli studenti di oggi in un Paese come l’Italia? Anche chi si laurea in perfetto corso e con massimi voti si trova davanti al NULLA più assoluto (a meno che non abbia conoscenze). Davanti a lavori – magari da schifo – con contratto temporaneo, sapendo che la possibilità di essere poi confermata è praticamente nulla. E vogliamo parlare dei millantamila titoli di laurea che sono considerati nulla dal mercato del lavoro?
    Forse, caro Signor Martone, Lei non ha idea di come sia il reddito di una famiglia media, non ha idea del fatto che praticamente tutti gli studenti non possono permettersi di concentrarsi sugli studi, ma devono lavorare part time o full time per potersi permettere l’università, con quelle rette da capogiro. Sono molti di più questi che i bamboccioni. E, ripeto, la mancanza di motivazione non aiuta nemmeno i diligenti.

    Sarebbe ora di investire sui giovani e sul futuro, invece di lanciare invettive del genere.

  • Credo che lei abbia sbagliato decisamente modi e tempi nell’esprimere il suo punto di vista. Forse lei ha avuto il “buon gusto” di laurearsi in tempo, non avendo trovato scogli insormontabili…bene. Gli scogli di cui parlo non sono problemi economici e/o lavorativi, questi sono discorsi a parte. Parlo di quei professori che praticano ancora il salto d’appello, quelli che bocciano per lievissime imprecisioni, quelli che godono a vedere il fallimento altrui.E’ molto semplice, purtroppo, andare fuori corso, anche per cause esterne al pascolo: non ha avuto colleghi di studio colpiti dal “blocco”, dal rifiuto di studiare ancora dopo un reiterato fallimento? La realtà è molto più complessa di quella da lei descritta. Un “giovane” (ha 38 anni, finiamola con questo giovane) dovrebbe essere più in connessione con gli universitari. Non mi metto qui a discutere di come è diventato ordinario, ma un esamino di coscienza dovrebbe iniziarlo a fare.

  • Nella sostanza penso che quello che tu hai detto sia realistico e anche molto rispettoso di quelle preparazioni tecniche di cui il nostro Paese avrebbe tanto bisogno, ma che noi non sappiamo più valorizzare. Nella forma… ecco, magari su quella c’è un pochino da lavorare :) E comunque è successo solo a me di sentirmi dire a 26 anni (ed ero già laureata) che per il mercato del lavoro ero già vecchia?

  • Mi scusi vice ministro, sarebbe così gentile da pubblicare le statistiche che proverebbero ciò che lei afferma? A me non risulta affatto che la media di laurea sia così alta in Italia, ma che al contrario negli ultimi anni sia scesa molto. Dopodiché chi si laurea in ritardo non è un peso per lo stato o gli altri studenti, infatti non può percepire benefici o borse di studio, al contrario finanzia il diritto allo studio degli altri pagando tasse molto alte. Perciò se qualche figlio di papà si parcheggia all’università perché tanto poi il lavoro lo trova, che faccia, non mi importa. Quello che importa è che il vostro governo non usi queste affermazioni denigratorie per smantellare ancora di più il sistema di diritto allo studio, usando il metodo del ministro Gelmini a cui stia sicuro siamo ben abituati.

  • Carissimi,

    li pubblichiamo gli atti del concorso da ordinario del vice-ministro Martone?

    Ha un CV STRAORDINARIO!!!

    Quest’anno vincerà il Premio Nobel, sicuro!!!

    SM

  • Caro Roberto Proietti,

    a Michele sarebbe bastata la prima elementare per non fare quella affermazione offensiva e calunniosa.

    Gli analfabeti sono di gran lunga più intelligenti di Michel Martone figlio d’arte.

    SM

  • Cara Cristina,

    Martone non è rispettoso affatto, si, ha ragione!

    SM

  • Cara Paola,

    ha fatto un’analisi puntuale, sono perfettamente d’accordo con lei.

    E’ cruciale fare queste osservazioni:

    “Il Michel Martone non ha idea di come sia il reddito di una famiglia media, non ha idea del fatto che praticamente tutti gli studenti non possono permettersi di concentrarsi sugli studi, ma devono lavorare part time o full time per potersi permettere l’università.”

    “I bamboccioni, di Padoa Schioppa e Michel Martone, daranno una bella lezione morale a Michel Martone.”

    SM

  • Gentile dott. Martone, le consiglio di aggiungere al suo già ricchissimo curriculum, un bel master in comunicazione: il tempo per seguirlo, magari a spese dei contribuenti se non a spese di papi, dovrebbe averlo, visto che come vice ministro finora è riuscito a farsi notare solo grazie ad una provocazione stupida, superficiale e offensiva.
    Cordiali saluti
    Maurizio Firmani

  • Semplificazione banale di un professore piccolo piccolo (non frantendetemi intendevo molto giovane)

  • Se la vedessi per strada e mi dicessero che ha ventotto anni, penserei la stessa cosa di lei: che “sfigato”. Con l’aggravante che lei è un viceministro e quindi dovrebbe saper utilizzare linguaggi e termini più consoni alla sua carica. Ci sono miriadi di ragioni per cui una persona si laurea in ritardo, non soltanto la scarsa voglia. Si ricordi che il linguaggio che usiamo ci rappresenta, ci promuove, ci rimanda. Nel suo caso, è decisamente bocciato. Auguri.

  • continuo a non comprendere l’indignazione di un’intera generazione che non riesce a percepire il contenuto di uno slogan e improvvisamente arrossisce dalla rabbia (o vergogna?)… che siano stati colti nel vivo?
    Vice Ministro sono con Lei…adesso però formuliamo proposte serie per migliorare il paese!

  • Ah, ma mi accorgo adesso che lei non ha ventotto anni, ne ha ben trentasette! Peggio ancora, quindi, alle soglie dei quarant’anni ancora non sa padroneggiare la lingua italiana, ma usa gli stessi termini di una dodicenne svampita. Se fossi stata sua insegnante, visti i suoi scarsissimi strumenti culturali, senz’altro la laurea lei non l’avrebbe presa né a ventidue anni, né a ventotto anni, né forse mai.

  • Vorrei ribattere al Sottosegretario Martone, con una semplice constatazione: anche laurearsi in tempo e con il massimo dei voti e delle lodi in Italia NON SERVE AD UN BEL NIENTE PER CHI NON é FIGLIO DI QUALCUNO! Lo testimonia il fatto che quella che doveva essere la mia vita da NON-sfigata, ovvero una splendida borsa di studio biennale su un progetto nato DA ME, la sta ora vivendo uno sfigato trentunenne laurato a 30 anni figlio di un politico, amico di un politico, amico del presidente dell’ASI! Nonostante la laurea specialistica ottenuta a 24 anni con lode ed un percorso brillante ed originale in un settore delicato e affascinante come il diritto internazionale dello spazio, mi sono vista sorpassare da uno,lui sì, sfigato, che nemmeno il padre ha voluto prendere in uno dei suoi tre studi legali. Se Lei avesse l’amabilità di rispondermi per spiegarmi come mai sia potuta accadere una cosa del genere, lo considererei un atto da vero NON-sfigato e soprattutto, forse, una prima apertura ad un’Italia in cui la meritocrazia tanto sbandierata e auspicata possa tornare a contare qualcosa.

  • @Maria. Sicura di non essere il prof. Martone sotto mentite spoglie? E comunque se non capisci tu il nostro punto di vista (molti contro uno, forse ci sarà un perchè…) non potrai migliorare il mondo. Il Prof. Martone è meglio che si vada a studiare un po’ di sociologia, psicologia, medicina, e soprattutto a ripassarsi la carta universale dei diritti umani.
    Usare la parola sfigato!!!! E’ qui il problema. Dare del fallito e della nullità ai giovani già disorientati, preoccupati e inferociti per il loro futuro è da ignoranti. E se il Prof. Martone ha commesso un tale errore di valutazione o non ha studiato abbastanza (e allora era meglio se sui banchi di scuola ci stava un anno in più!!!) oppure ha dimostrato che avere un fior fiore di curriculum non serve a FORMARE. Indulgere e incentivare pensieri negativi e offensivi crea solo un maggiore danno alla nazione. Ci troviamo in uno stato di guerra, si, certo, una guerra economica e politica. Ma se la storia ( e martone se ha studiato diritto dovrebbe un minimo conoscerla) sa che la democrazia si è ottenuta accettando i limiti e innalzando le potenzialità del proprio popolo. Dare della nullità al popolo italiano da uno che è nato a Nizza, beh, è antidiplomatico. E da uno che di diplomazia ne ha praticamente fatto un mestiere, c’è da rimanere basiti.
    Inoltre da uno persona che si dichiara di così alto spessore ci si aspetta anche spessore umano degno di un uomo che è arrivato in alto.
    Offendere chi non c’è l’ha fatta significa mettere al muro un paese, perchè lo sappiamo tutti come stanno le cose. Spintarelle, raccomandazioni, famiglia ricca e motivante, colta e ben inserita nell’ambiente creano le basi per un figlio di successo. E questo lo spiga la psicologia, la formazione. E lo Stato dovrebbe garantire a tutti, democraticamente tale opportunità. Invece qui si crea un pensiero fascista, capitalista e di impostazione americana (da sempre criticata dal mondo europeo) per cui chi per limiti di mezzi economici, familiari e di un’infanzia positiva non riesce a laurearsi entro un’età che il prof. martone ritiene giusta è da ritenersi insignificante. Insomma diamo vita ad un concetto antisemita, per cui chi non ce la fa entro i 28 anni è da ammazzare, perchè se è sfigato a che serve alla società.
    Beh, cara Maria, caro Prof. Martone, prima di giudicare il popolo che l’ha ospitata, che gli ha permesso di arrivare dove è, si prenda le sue responsabilità e non abusi del potere che il destino gli ha concesso. Piuttosto si muova per far si che tutti abbiano le stesse opportunità. Abbatta le tasse universitarie, riduca i programmi eliminando materie inuitili, così da velocizzare i tempi, obblighi tutti a lavorare e a fare lavori inerenti al proprio studio, tirocini come è in Germania. Stimoli i ragazzi a dare il massimo, dicendo loro che sono il potenziale del nostro paese. Invece così sta rendendo il paese italiano solo più vecchio, perchè i giovani scappano all’estero, o si suicidano perchè lo stress sta diventando alto, le prospettive laceranti e demotivanti. Da insegnante sia saggio e dica ai giovani che c’è sempre tempo per laurearsi, per trovare lavoro, perchè si creeranno le opportunità. Riduca l’ansia, dato che viviamo nell’epoca dell’ansia. Vada a studiarsi un po’ di formazione, educazione, psicologia e sociologia. E prima di sparare sentenze così drasticamente deleterie, si renda conto che l’essersi laureati in tempo può anche voler dire non aver approfondito. La vita non è fatta solo di giurisprudenza, caro professore. E da insegnante quale è le consiglio di stare più tempo tra i ragazzi. Non quelli ricchi, ma quelli che faticano ad arrivare a fine mese, quelli che hanno avuto un tumore a 21 anni, quelli che hanno avuto una famiglia dove per la crisi economica è stata costretta a perdere il lavoro. Lei ha mai provato la paura, l’attacco alla sua sopravvivenza? Perchè i genitori sono senza lavoro, le tasse più alte, perchè ogni anno cambiano professori, programmi? Professore lei potrà anche essersi riferita solo a quella schiera di viziati che con mamma e papà ricca non hanno combinato nulla, ma ha commesso un grosso errore statistico. Perciò la statistica mi sa che non la studiata bene e forse anche l’istat dovrebbe rifare i suoi calcoli.
    La maggioranza degli studenti è vittima di famiglie anaffettive, vittime di mobbing, siamo i figli della generazione che ha fatto il 68′, ma che poi ha subito la crisi degli anni ’80. E se ha studiato analisi economica pubblica probabilmente saprà che da allora non siamo più risaliti. Invece di dare della nullità alla gente, veda di cambiare il mondo proponendo reali e concrete soluzioni creative, efficaci ed efficenti. Ci dimostri che è davvero bravo come vuole farci credere. E lo faccia senza giudizio, senza sentenze da bar, che persino mio nonno fa, quando dice “ai miei tempi le cose erano diverse…”
    Ogni generazione ha i suoi traumi, le sue difficoltà. Ridicolizzare una generazione, umiliandola, alimentando la bassa autostima (che è il reale problema dei giovani d’oggi, soprattutto quelli italiani) è il primo grande danno che un politico commette. Vada a studiarsi la propaganda. Perchè sa, io sono tra quelli che la soglia dei 28 l’ha superata e non ha ancora concluso. Concluderò a 30 anni. ma in questi anni ho studiato, letto, approfondito tante materie, perchè al giorno d’oggi non basta più. E sa, non ho fatto il dogsitter, ma il cameriere, il promoter, il consulente, il segretario, l’assistente, lo scrittore. Insomma tanti lavori. Tutti sottopagati, per pochi mesi, perchè è di moda il contratto a progetto. E mi sono occupato di mia madre che ha avuto un tumore e di mio padre che ha perso il lavoro. IO sto bene. Solo rabbia e frustrazione, perchè so che se non avessi avuto questi problemi economici e finanziari avrei potuto fare di più. Sa com’è, le giornate di 24 ore sono quelle. Lavoro, studio, famiglia…e gli anni più belli della propria vita svaniscono. E nel frattempo un bamboccione riccozzo, si permette di darmi della nullità. Mio caro professore, come insegnante da me ottiene la bocciatura. Come essere umano e comunicatore, lo stesso.
    La rimando all’anno prossimo. Insomma, i 28 anni li ha superati, ma io sono della vecchia scuola, quella che ritiene che c’è sempre tempo per imparare qualcosa di nuovo, persino da una persona di 28 anni che lei ritiene sfigata. Impari professore, studi e veda di fare qualcosa di reale per i giovani. Prenda a cuore il nostro paese e metta da parte il suo ego pompato di chi crede di avercela fatta. Ma si ricordi che avere una brillante carriera non significa essere un essere umamo, come ha scritto nuovola.
    arrivederci.

  • Ho visto integralmente il tuo discorso. Mamma mia, come ti atteggi a saccente, con quella serie infinita di incisi, che interrompono continuamente il filo del discorso.
    Comunque, la tua sentenza sui laureati a 28 anni è sbagliata, non perchè non esistano figli di papà che se ne stanno comodamente “parcheggiati” all’Universitá, ma perchè non hai centrato il vero problema e ti sei limitato a puntare il dito contro una piccolissima parte della popolazione universitaria.
    Il vero problema è: Perché in Italia ci si laurea più tardi rispetto agli altri paesi europei?
    La risposta, caro Martone, è la seguente: Perché in Italia l’Universitá funziona male, i professori sono distanti dagli studenti e pensano più a pubblicare e bocciare che a insegnare; non si stimola l’innovazione, ma ci si concentra sul nozionismo fine a se stesso; non esiste un sistema di prestiti e borse di studio che possa minimamente paragonarsi a quello degli altri paesi europei; manca un collegamento con il mondo delle imprese; lo spazio per la formazione pratica è minimo; le aule sono sovraffollate ecc. ecc.
    Tu invece hai preferito farla facile e limitarti ad accusare di scarso spirito competitivo i giovani italiani. Si è vero questo problema esiste, ma tu non sei stato in grado di individuarne le cause reali.
    Il sistema è marcio e capace di scoraggiare anche i più volenterosi.
    Chi non si rassegna se ne va all’estero, dove all’università i professori ti accompagnano in un percorso di crescita personale e professionale e dove esistono reali prospettive d’occupazione alla fine della carriera accademica anche per chi non è figlio di papà.
    Ah dimenticavo … tu questi problemi non li conosci.

  • A Santo Motta:grazie per aver apprezzato il mio intervento,ma penso di non aver detto nulla di eccezzionale o di nuovo,se non quello che accade banalmente nelle università.
    Se il vice ministro dice che attaccandolo personalmente si tocca un tasto dolente,lasciamoglielo credere,avrà i suoi motivi.Io concludo dicendo:
    De minimis non iudicat praetor.
    Credetemi non ne vale la pena,poi,senza voler assolutamente giustificare la sciocchezza detta,a chi non è mai capitato di dire una stupidaggine?Il problema poi è semmai confermarla,sperando che non sia reiterata in altro modo o con forme verbali meno rozze.Di tutto ciò spero solo che i pennivendoli dei ”giornalai”italiani,non diano al prof.Martone quell’esposizione mediatica(Brunetta docet),che lui,forse premeditatamente,ha cercato,sparandola grossa.

  • Forse lei non ha mai vissuto in un mondo reale ma solo in un mondo fatto di strade in discesa, porte aperte perchè lei è un alfa dog. Purtroppo non tutti siamo come lei che possono aprire degli studi legali, che possono studiare a spese del papà o di altri. Nel mondo reale molti sono figli di operai che non possono permettersi di studiare ma che devono lavorare per tirare la fine del mese.
    Ho fatto l’istituto tecnico serale perchè di giorno dovevo lavorare
    Ho fatto svariati lavori tra cui l’elettricista, il muratore e l’idraulico.
    Ho fatto la triennale iniziando al 28 anni e finendo in corso.
    Con tre figlie ho fatto la specialistica finendo in corso.
    Conosco bene inglese e spagnolo
    Sono docente a contratto in università e esperto in Enhanced recovery after surgery
    Sono un infermiere e per guadagnarmi da vivere faccio i turni, lavoro sabato, domenica e tutte le feste che Dio ha comandato pulendo anche culi e merda (scusate ma rende meglio), vomito, urine ,… con uno stipendio dignitoso.
    Ho cercato lavoro come ricercatore ma mi propongono contratti semestrali da 800 euro al mese.
    Saluti
    Umberto
    P.S. la prossima volta prima di parlare esca dal suo castello e vada in giro tra il popolo a vedere cosa succede .. soprattutto se il popolo le paga lo stipendio

  • Professore sono d’accordo con Lei!
    rimbocchiamoci le maniche!
    buon lavoro

  • Ps.Concordo solo in un punto col professor Martone e cioè quando parla di una necessaria rivalutazione culturale del lavoro manuale,che stupidamente,a volte o spesso,viene percepito dai giovani come socialmente squalificante,la manifattura italiana(non copiabile e non riproducibile) è fiore all’occhiello dell’Italia stessa ed è l’unica via che ci offre quella competitività che oggi traballa e l’uscita (si spera) dal pantano di un inserimento giovanile al lavoro ad oggi stagnante e farraginoso.

  • La frase è certamente infelice e speravo che le uscite “da bar” da parte dei politici fossero finalmente finite dopo il governo Berlusconi, però la sostanza è condivisibile e chi la critica con tanta forza probabilmente dovrebbe riflettere un po’.

  • “Non mi riferivo a tutti quei ragazzi che per necessità, per problemi di famiglia o di salute o perché devono lavorare per pagarsi gli studi, sono costretti a laurearsi fuori corso.”

    Beh… se si riferiva davvero alla restante parte poteva anche usare il telefono.

  • Siete veramente un branco di sfigati, i vostri commenti mi rabbrividiscono!!! Volgarità a parte e gente che fa finta di essere il prof. del tipo stupidità adolescenziale a gogo, fortuna che non so l’età dei commentatori più assurdi, l’unica speranza è che sia nettamente inferiore ai 18!
    @Andrea non c’entra il paragone???? un 28enne mantenuto per non fare niente all’Università che non si laurea e non lavora è un parassita e non solo per se stesso ma per la società!!
    Ci siamo meritati il governo Berlusconi e la crisi economica visto la bassezza morale degli Italiani, come ha ben scritto qualcuno è la mentalità degli Italiani da cambiare!!! Il senso di responsabilità va bene ma purché non ci tocchi altrimenti e no no no da buoni italioti adduciamo a qualsiasi motivazione per tirarcene fuori,”Salga a bordo cazzo” “ma è buio”, “se fai solo l’università non dovresti laurearti a 28” “e ma tu sei raccomandato” ma vi rendete conto delle risposte che date???????? ma vi rendete conto di quello che dite?? ma avete capito cosa ha voluto dire???? A prescindere da chi lui sia HA RAGIONE!!!

  • Lei é il mio nuovo maestro!! =)
    Il Bel Paese parla tanto di giovani, quando il problema é radicato nell’atteggiamento passiveggiante dei ragazzi universitari: poco impegno, poca attenzione poco interesse in ciò che si fa.

    Ritengo che la polemica scaturita dagli italiani é stata (come sempre)poco attenta: i media cosa hanno fatto?? Hanno veicolato l’informazione, ponendo in evidenzia dal Suo discorso solo quello che avrebbe fatto clamore!! Ecco cosa sbagliamo! Non siamo oggettivi, vediamo quello che gli altri ci mostrano, non indaghiamo, non abbiamo più un ‘idea ed un principio solido e soprattutto completo!

    Ad ogni modo, spero che, nonostante l’effetto negativo riversato sulle sue parole, questa lancia per e pro giovani faccia svegliare gli animi superficiali di tutti gli studenti.

    Dico tutto ciò perché anche io come tanti reagazzi universitari sono fuori corso, fuori sede, con difficoltà economiche e tanti problemi per la testa (ma non sono una sfigata ) =).
    Ma noonostante ciò sono membra attiva in un’associazione per ragazzi erasmus, e quindi mobilitiamo (ci proviamo) e sollecitiamo il pensiero multiculturale e internazionale per l’università e per la città di Pescara; sono volontaria in un’associazione che si occupa di bambini con problemi di coagulazione sanguigna (leucemie e linfomi) e do loro sostegno, sorriso e condividiamo insieme le piccole cose, che sono quelle piu belle (fortuna che ci sono loro); ancora mi attivo quando mi vengono proposti tavole rotonde, cineforum, corsi di tutti i generi (ovviamente gratuiti ahahah) e faccio un passo avanti quando leggo che il bar sotto casa ricerca una barista per il fine settimana, o quando in un mese di pausa accademica, un call center qualsiasi mi propone un contratto a progetto con una retribuzione sicura.

    Ragazzi, ATTIVIIIIIIIIIIIIIII, il percorso della nostra vita ce lo creiamo noi!!!

  • Anche io vorrei essere un super raccomandato come lei invece sono solo uno “sfigato”! Probabilmente sarò costretto ad andare a lavorare all’estero perchè qua in Italia purtroppo le raccomandazioni e le conoscenze vengono prima del merito.

  • Non per tutti papino prepara una bella strada spianata come è stato per Lei, signor Martone. Pensavamo fosse il governo della sobrietà e invece arriva l’ultimo degli sbruffoni e spara offese a vanvera che neanche Brunetta. I privilegiati come lei non hanno la minima idea di cosa voglia dire studiare veramente, chi non ha un cognome conosciuto ha sopportato cose che non potete neanche immaginare

  • Mi scusi, ma Lei veramente pensa che esprimersi in quella maniera faccia onore all’incarico che Le è stato conferito? Se il giorno dopo non ha ancora compreso l’errore commesso, significa che purtroppo non è all’altezza dei soldi pubblici con cui la paghiamo. Vede, non ci sono dubbi che Lei sia una persona brillante, ma è altrettanto evidente che Lei sia anche espressione del deleterio familismo amorale che ammorba il nostro paese. Mi faccia un piacere, visto che vive anche con i soldi delle mie tasse. Rifletta e si vergogni, almeno un po’. Sarà utile a Lei, al Suo futuro e magari anche al Paese che ha fatto vivere brillantemente e negli agi Lei e la Sua famiglia prima di Lei. Dopo aver riflettuto, dia le dimissioni, magari da tutti gli incarichi pubblici e vada a lavorare in qualche azienda privata.

  • con il suo intervento professore, si è uccisa la democrazia e la carta dei diritti umani. Che vengano rispettati tutti…le fasce deboli vanno incentivate, non offese. E dato che a non laurearsi in tempo nel 70% dei casi è proprio la fascia debole, sarà meglio che il popolo si guardi le spalle. Ci state rubando il futuro, le opportunità. Questo è capitalismo, razzismo, questo è seminare terreno per una terza guerra mondiale. Chi ha studiato storia comprenderà. Ragazzi, Martone è un ladro! Per cambiare il paese dobbiamo scendere in piazza come fecero i nostri padri e i nostri nonni e ribellarci al sistema. il 68 è tornato! Ma ora fa davvero male, perchè quello che abbiamo ottenuto ce lo stanno togliendo.
    Ragazzi, ribellati. Si dia inizio alla resistenza, perchè i fascisti capitalisti come Martone mangiano sul nostro sudore e si permettono anche di offendere.
    Andate a guardarvi “the help” per capire.
    Prof. Martone lei è lì, perchè c’è gente che si laurea a 28 anni. Dica grazie a quegli sfigati, perchè altrimenti lei farebbe parte della marmaglia come tutti gli altri…perchè lei non è più intelligente di altri. Ha avuto solo più tempo!
    E se il tempo è denaro, dal suo curriculum si evince che il denaro non le è mai mancato.

  • io devo davvero molte ma molte scuse a questa persona(purtroppo come al solito i giornalisti dicono quel ke vogliono…e non la verita’..)quindi io mi sono fatto fuorviare da tutto cio’,ma ora sentendo e vedendo il video integrale ho capito fino in fondo cosa voleva dire…..fin qui’ tutto bene no?Ma ora una domanda,lui parla bene,dice bene,ma ki ci dice ke lui COME TUTTI non predichi bene ma poi razzoli male?Cioe’ siamo tutti bravi a dire quello ke lui ha appena affermato con maestria,ma poi a noi giovani chi c’aiuta?

  • sono allibito. professore ma che mi combina? saranno cose da dire? si è pure laureato in tempo.

  • Ho avuto la fortuna di avere Michel Martone come professore di diritto del lavoro fino a quando non ha ricevuto la nomina a viceministro. vi assicuro che attaccandolo fate un buco nell’acqua. la sua frase non può essere semplicisticamente ridotta a “voi che vi laureate a 28 anni siete sfigati,gli altri sono bravi”. il discorso è molto più ampio e posso provare a spiegarvelo… siamo il terzo debito del mondo…non ci sono soldi e la crescita è a zero..l’unica speranza per l’italia sono i giovani…loro possono far ripartire l’economia,i giovani,con la loro intelligenza,bravura e intraprendenza…ecco perchè bisogna far capire ai ragazzi che prima si laureano meglio è,che lì fuori c’è il mondo del lavoro che non è pronto ad accoglierli ma a mangiarli..ecco perchè devono perdere meno tempo possibile all’università,devono capire che prima si laureano,più qualifiche ottengono,più possibilità hanno di farsi strada nel mondo del lavoro che è ormai diventato complicatissimo. per la raccomandazione,ditemi voi se un professore che parla solo a braccio,senza alcun tipo di libro davanti,di diritto del lavoro e di ogni sacrosanto argomento su cui uno studente chieda chiarimenti è un raccomandato ignorante. Michel martone sa.e soprattutto è più di tutti dalla parte di noi giovani. con la sua espressione sembra si sia messo sul pulpito per giudicare…ma non voleva fare questo…voleva fare quello che ha sempre fatto con i suoi studenti,cioè spronare e svegliare i ragazzi,far capire che il mondo del lavoro non accoglie a braccia aperte chiunque ha un pezzo di carta ma chi si fa valere.

  • Troppo facile dichiarare la propria sincerità e poi driblare diplomaticamente.
    Innanzitutto penso che quando ci si ritrovi a certi livelli, prima di dar fiato alle proprie corde vocali bisognerebbe prima riflettere o quantomeno argomentare le proprie dichiarazioni.
    Probabilmente delle sue dichiarazioni è stata estratta solo la parte che ha fatto più clamore.
    Ad ogni modo, per il futuro, le consiglierei di utilizzare la visibilità delle sua posizione per porre l’attenzione su sfaccettature diverse dello stesso argomento quali lo stato dell’Università italiana, le baronie, le difficoltà degli studenti, il precariato dei ricercatori,la fuga delle eccellenze all’estero.
    Consideri anche quanti laureati e con un curriculum di tutto rispetto vengono umiliati dal mondo del lavoro con contratti “atipici”. Trovo denigrante il dover lavorare in un’azienda che ti “obbliga” a dover fare dieci anni di precariato per agoniare un’assunzione a tempo indeterminato con il riconoscimento di un livello d’inquadramento tra i più bassi. Trovo frustrante che un’azienda non sfrutti al meglio le proprie risorse sfruttando e incentivando le qualità.
    Trovo frustante e umiliante il sistema delle raccomandazioni.
    Essendo lei un rappresentante della nuova classe dirigente provi a scardinarsi da certi meccanismi, utilizzi la sua intellighenzia per denunciare e provare nel suo piccolo a cambiare le cose.
    Questo Paese si ritrova in queste condizioni perchè ognuno a suo modo ha contribuito ad incancrenire il sistema. Ognuno nel suo piccolo è un corrotto che cerca la strada più semplice, anche senza meriti, per soppiantare il prossimo.
    A trent’anni mi ritrovo con una disillusione terrificante e con la consapevolezza che per questo paese non v’è speranza.
    Probabilmente il mio resterà un vaniloquio, lo stesso di migliaia di miei coetani disistruiti dalle università e triturati dalla società, perchè nulla cambi, perchè dello status-quo possano godere solo i potentati e i servi di partito.

  • credo che il laurearsi in tempo le ha impedito di vivere e di capire la vita. da padre quale sono, le posso dire che mi sono laureato ai miei tempi a 29 anni. ho lavorato. e ora mi dicono che non potrò andare in pensione se non prima dei 68 anni. mia figlia ha 28 anni. è al primo anno fuori corso, perchè si è iscritta tardi per lavorare. e io sono orgogliosa di lei. è una ragazza in gamba, pratica, colta. Mi sono sentito molto offeso da lei. soprattutto per il ruolo che ricopre. Screditare i sacrifici miei e di mia figlia la rendono un rampollo che minaccia la nostra democrazia. Mio padre è morto in guerra e mia madre si è presa cura di me e dei miei 6 fratelli da sola. Io ho studiato lottando. E mi sono laureato a 29 anni. Come si è permesso di dire questo. Suo padre è forse andato in guerra?
    tralasciando la politica, che vedo che tra i giovani ancora c’è l’animo caldo per lottare per i propri diritti, vorrei dirle da padre quale sono, che dovrebbe stare attento a quello che dice, perchè generalizzare su un problema sociale, attaccando le fasce deboli che purtroppo al giorno d’oggi sono diventate le fasce medie, porterà solo a maggiori scontri sociali, a malumori. Veda di crescere Martone e cerchi di superare i suoi limiti. Solo così capirà chi o cosa è sfigato. E quando lo capirà, si renderà conto che non lo è nessuno. il 2012 e la crisi economica mondiale dovrebbe unire il mondo, non dividerlo.

  • Ho letto tutti i commenti. Quello in cui le raccontavo la mia storia era uno dei primi.
    Mi viene da sorridere amaramente leggendo questo suo maldestro tentativo di metterci la proverbiale pezza.
    Sa, da ignorante di Diritto quale io sono (per mia fortuna! Avevo un esame di Diritto nel corso della seconda laurea che volevo prendere ma poi la vita mi ha portata altrove), mi immaginavo che Oratoria e Retorica fossero una parte fondamentale nel processo formativo di un uomo di legge, con uno studio legale, per di più, e che quindi esercita nel Foro, teoricamente. E invece si rifugia dietro a un abusato “sono stato frainteso” che mi ha saturato cervello e orecchie negli ultimi 14 anni almeno.

    Ho ascoltato il suo intervento per intero e non vedo “attenuanti” a quello da lei affermato e rimbalzato su tutte le testate.

    Le parla una “secchiona”, una “non sfigata”, ribadisco, casomai si fosse dimenticato del mio intervento.

    In più, sa, non è semplice come la fa lei. Chi studia e lavora, spesso si trova costretto a lavorare in nero. Conseguentemente, anche se ha sgobbato come uno schiavo per anni incastrandosi faticosamente fra lavoro e ateneo, non potrà mettere come esperienza lavorativa nel suo CV quella svolta in nero. Ma cercano laureati con esperienza. Allora che si fa? Si accettano i famigerati contratti “a progetto”, “a scadenza”, “di collaborazione occasionale” che REGOLARMENTE poi si trasformano in una proposta di lavoro in nero. E’ contro questo sistema che dovreste combattere, perché se gli studenti sono demotivati (e lo sono anche da quella che la nostra generazione, mia e sua) è perché c’è questo ad aspettare loro: una serie INFINITA di rospi da ingoiare, di persone che sfruttano il tuo BISOGNO di lavorare e si approfittano di te.

    Guardi, non ho puzza sotto al naso né spocchia, sebbene mi sia laureata bene: ho fatto di tutto, dalla barista in discoteca alla “ghost writer” per accademici incapaci che sfruttano il lavoro dei laureandi da loro “assistiti” per delegare loro ricerche necessarie a pubblicare l’ennesima dispensa/pubblicazione che DEVI comprare e mostrare se vuoi passare l’esame, perché quello è il “pizzo” che si paga a queste cariatidi accademiche. In tutto questo processo diversi Professori universitari svolgeranno il 10% del lavoro, magari solo la quarta di copertina. Il resto del tempo lo passano a casa o in Dipartimento a giocare a solitario e fare i fatti loro.

    Lo sa che mi è capitato? Un mio ex docente per cui ho lavorato e che dovrebbe essere in pensione da mo’, mi ha chiesto se per favore gli passavo gli appunti di un corso che avevo seguito 20 anni prima e che lui ripresenta regolarmente ad anni alterni perché NON SI RICORDAVA oltre le prime 2 o 3 lezioni. Erano almeno 30 anni che teneva quel corso e la senilità aveva fatto scempio. Se penso alle ore che ho passato su quel dannato esame mi viene la nausea. Vogliamo mandare a casa persone inabili al lavoro come queste e magari mettere al loro posto persone più valide?

    Leggendo negli interventi mi sono anche riconosciuta in quello dello studente che ha dovuto rifare l’esame di Matematica non so quante volte per aver fatto incavolare la Prof per una mera questione formale. Ebbene, a me è capitato lo stesso, solo perché avevo rifiutato un 23 perché lo ritenevo voto inadeguato che mi rovinava la media. Mai l’avessi fatto! Alla quinta volta che ripetevo l’esame (sotto ansiolitici perché avevo sviluppato un vero e proprio disturbo da attacchi di panico) e venivo bocciata, ho parlato ai miei e mi sono trovata costretta a cambiare ateneo. Si rende conto? Questo mi ha ritardata di un anno. Allora, vogliamo intervenire e indagare anche su queste situazioni qui? Guardi che non è raro, sa?

    E’ INGIUSTO. Si rende conto? Si è davanti alle ingiustizie prima e dopo la laurea. E questo è altamente demotivante. Quell’esame da me sostenuto per 5 volte (+1, nel nuovo ateneo, promossa con 29/30) avrebbe potuto fiaccarmi e mi ha fiaccata, in effetti. Ho perso un anno per colpa di UNA docente rancorosa.

    Ingiustizia, desolazione, nessuna prospettiva futura. La fa facile lei a dire che chi fa istituti tecnici professionali trova lavoro come si trovano conchiglie sulla battigia. Ma dove? E con che contratti, poi?

    Guardi, non sono orgogliosa di me per quello che faccio come ghost writer, ma DEVO farlo per campare. I miei genitori, ormai più o meno settantenni, hanno capito questa prospettiva desolante che attende TUTTI gli italiani, laureati e non. Perché lei non lo capisce?

    Mia madre, diplomata in ragioneria, ha mandato, ai suoi tempi, 7 lettere con CV e ha ricevuto 7 risposte, ha trovato il lavoro dopo nemmeno 15 giorni, lavoro che ha mantenuto sino a quando è andata in pensione. Lo sa quanti CV ho mandato in giro? Senza nemmeno gonfiarli. Sa quante risposte ho ottenuto? Il 5 o 6 %. E quando andavo al colloquio era sempre la stessa storia: contratti a tempo part-time con full time in nero per alcuni mesi e poi, eventualmente, full time in nero quando avessi fatto pratica. Allora, vogliamo fare qualcosa per questi schiavisti ed evasori? Perché non è tanto colpa degli studenti attempati se l’Italia va male, ma di questi “datori di lavoro”.

    Faccia una prova. Cambi look, si mascheri, mandi un po’ di suoi CV, con i suoi REALI conseguimenti extra-famigliari a tot studi o aziende e poi CONSTATI se quello che le scrivo non è la realtà.

    DEMOTIVAZIONE data da un sistema scolastico e lavorativo corrotto che va sempre peggio. E’ questa la vera risposta a chi si laurea “tardi” senza poter accampare “scuse”. Pensa che sia poco essere disillusi prima ancora di potersi illudere?

  • Caro Michel,
    credo che la sua uscita sia stata poco diplomatica…diciamo così.
    Il problema dei “fuori corso” esiste, ma non è solo colpa loro. Gli studenti (non studenti-lavoratori che invece sono da elogiare!!) spesso si trovano in università disastrate senzi utili servizi, costretti a fare anticamere continue perchè ora il prof. no c’è o non può e non c’è neanche l’assistente ecc… università dove, come al solito nel nostro paese, sono rette non dalla meritocrazia ma dalla “famiglia”, dal “cognome”. E tu lo sai bene. Lo sai da quando eri tra i banchi del Santa Maria (Liceo privato romano). Già sapevi cosa avresti fatto, era già tutto previsto. Tanto di cappello a te che ce l’hai fatta. Hai studiato molto e ora sei dove sei. Ma una cosa non l’hai imparata….a dosare le parole perchè spesso qualcuno o tanti potrebbero “fraintenderti”…..
    Un saluto a te e Tomà!

  • attacchi di panico. fobie. ansia da esame. ansia per catastrofi. insonnia. tasse da pagare. mutuo 20 anni. laurea che mi dicono non serva. contratti di lavoro da sottopagata. infelicità. demotivazione. esami da studiare di una facoltà di cui mi frega poco, fatta solo perchè era tra le 5 che statisticamente danno lavoro. Economia. Non comunicazione, lettere, filosofia, arte, dams. No, economia. Esami ridati miriadi di volte. Compagne competitive. Mancanza di tatto.
    Attacchi di panico. Tumore di un familiare. Ecco. si, sono una sfigata che a 29 anni è fuori corso e le manca ancora un anno per finire. Però ho un mutuo, contratti sottopagati e in nero, un familiare malato. E un rappresentante politico che mi da della sfigata. bene. è proprio quello che ci vuole per rendere l’italia sempre più classista e antidemocratica.
    voi padroni ci avete stancato.

  • A volte il troppo entusiasmo e la troppa fortuna fanno dimenticare il mondo in cui si vive e le difficoltà che ogni giorno le persone devono affrontare per andare avanti tra mille incertezze e paure.
    Lei, Professore, sembra appartenere ad un altro mondo al quale tutti vorrebbero appartenere, privo di difficoltà e frustrazioni, privo di paure; forse non è così ma è quello che appare.
    Il problema non è se Lei ha detto o meno la verità il problema è che la verità detta da Lei non è credibile, perchè Lei non sa come ci si sente ad essere sfigati ma gli sfigati sanno che se avessero avuto le Sue possibilità forse avrebbero avuto un’occasione, cioè quello che attendono da una vita, dunque sarebbero stati fighi, esattamente come Lei.
    Credo che questo sia il problema.

  • Dunque, se persone che si laureano dopo i 28 anni sono sfigate, altre come me che nonostante abbiano provato non sono effettivamente riuscite a raggiungere quel traguardo cosa sono mai? Suppongo che se Lei guarda dall’alto in basso persone che potrebbero essere tranquillamente rispettabili e serie solo perchè si sono laureate in un tempo molto lungo,abbia una concezione ancora peggiore di persone che come invece, all’università ci hanno solo sprecato qualche anno visto che non sono poi effettivamente riuscite.
    Vede, è già estremamente maleducato generalizzare a tal modo, ma tralasciando questo, Lei fa parte di quella “cricca” di persone che invece dovrebbe RAPPRESENTARE proprio questi sfigati…al pari degli altri! senza nessun commento cercando di essere semplicemente da esempio per le persone. Non voglio neanche mettermi a sindacare sul suo stato sociale che Le ha permesso di raggiungerli perchè è come sparare sulla croce rossa…
    Dovrebbe poi indagare su tante ragioni che creano IGNORANZA nel nostro paese…prima tra tutte la scuola… voglio usare una delle poche cose che, da non laureato e quindi peggio di uno sfigato, sono riuscito ad imparare durante il mio percorso formativo, una figura retorica… quante volte si parla del parco macchine italiano, che va rinnovato in quanto spesso non a norma per le emissioni di Co2, poco sicuro o qualsiasi altra scusa? Mi dica invece….ha mai sentito parlare di rinnovare il “parco insegnanti”? tra incompetenti che hanno ottenuto la cattedra a forza di arruffianarsi docenti, anziani che si dimenticano di cosa stavano parlando o che addirittura si addormentano….mi dica, ha mai sentito parlare di una cosa del genere? no…si fanno riforme, si inseriscono i crediti i debiti e mille altre cose che all’apparenza sono più dinamiche ma che in realtà confondono e creano solo burocrazia nonchè, purtroppo, laureati di quarta classe. Il problema è economico per quanto riguarda le auto e sociale per quanto riguarda la scuola. La scuola è solo un costo in quanto la classe dirigente ha totale vantaggio a tenere il resto della nazione nell’ignoranza, al punto che persone molto competenti nei più disparati settori sono costretti ad espatriare per poter valorizzare i propri impegni. Soprattutto, i neo laureati nella maggior parte dei casi si trovano catapultati nel mondo del lavoro rendendosi conto che hanno sprecato anni e anni solo per ottenere un miserabile foglio di carta che li qualifica formalmente ma che non li ha affatto istruiti nella pratica. Sa che in Germania la formazione secondaria si svolge su un iter nel quale per circa 4 mesi le risorse vengono istruite a scuola normalmente e che per circa altri 4 mesi invece svolgono praticamente il lavoro per cui stanno studiando presso esercizi, studi, uffici e aziende?
    Secondo Lei anche i tedeschi sono degli sfigati? Oppure in Spagna dove almeno fino a qualche tempo fa se una risorsa prendeva la laurea come avvocato dal giorno stesso poteva esercitare la propria professione….sfigati anche loro? Sono io che sono polemico? Oppure mi sto inventando un problema sociale? Oppure, vuole forse dirmi che l’informazione in Italia non è pilotata e censurata da pochi potenti sempre per tenere il popolino mansueto?
    E’ facile puntare il dito dall’alto dei propri traguardi, capisco anche che non si riferiva a tutti i laureati dopo i 28 anni ma solo ad alcuni,ma questo non significa che Lei possa permettersi di farlo. Ha dimostrato soltanto una grande superbia e maleducazione. Gente come Lei, non potrà mai rappresentare una persona come me che, seppur peggio di uno sfigato, ha un cervello, delle idee e dei valori.

  • Senta ma perchè in questo paese si esprimono concetti con parole offensive? Lo sfigato è colui che non è accettato da un gruppo perchè sgradevole, non lo sembra di avere esagerato e generalizzato? Ma che vuol dire il limite dei 28 anni spartiacque della sfiga? Veramente faccio fatica a seguirla…Si dovrebbe occupare delle 49 tipologie contrattuuali a tempo determinato che stanno uccidendo la nostra generazione e non fare questo qualunquismo generalizzato…leggendo l’articolo sull’espresso e spero che smentisca ma come si fa ad accettare una consulenza da una commissione presieduta ( non ha smentito l’articolo sull’espresso ) da una persona a lei molto cara, non c’è conflitto di interessi? Ma è possibile che in questo sfasciato paese chi si erge a moralizzatore non ha le “carte” in regola per farlo?

  • Ma quanti sfigati in questo blog!!
    sono stupefatto della stupidità associata a virulenza della maggiore parte -purtroppo-dei commenti
    Io credevo che i giovani in Italia fossero migliori e più evoluti di tanti loro genitori attaccati a modi arcaici, cioè che volessero darsi da fare per cambiare invece di sopportare da sudditi e lagnarsi con piu o meno virulenza senza concretezza alcuna. Ed invece NO,,,
    Se sono vigliacchi (si salvi chi può!) se sono pigri (figli di mamma anche se operaia) sfigati e comodi parcheggiati all’università GUAIO a dire loro la verità. Il nemico diventa purtroppo chi osa parlare non il vigliacco o lo sfigato. LA VERITA’ FA NALE

  • Studenti che si accampano giornate intere all’uni ce ne sono, ma non è giusto fare dell’erba tutto un fascio. Con la dichiarazione emessa , a prescindere dalla sua volontà, secondo me lo ha fatto. Parole sempliciotte, non adatte al caso nemmeno se contorniate da tanto di “virgolette”.
    Il significato principale del messaggio sta nell’interpretazione e nella conseguente reazione del destinatario, e il peso delle vostre parole sembra esser stato calcolato proprio per la reazione scaturita..
    Lasciamo spazio ai fatti ora, sono convinto che il Ministero ci darà prova del suo valore nell’ambito delle politiche sociali cercando di tamponare gli effetti di questa crisi.

  • Credo che tutti noi siamo convinti che Lei, vice-ministro, non si degnerà di dare risposta ad ognuno di noi, quali singoli commentatori del suo blog in merito a tale argomento, perchè sicuramente troppo impegnato a svolgere i suoi troppi incarichi di lavoro quai professore, viceministro ed altri ancora.
    NON SAREBBE MEGLIO CHE LEI DECIDESSE DI FARE SOLO UN LAVORO E SI IMPEGNASSE A FARLO BENE!!!

    PROPONGO A TUTTI VOI COMMENTATORI, DI CREARE UN BLOG APERTO A TUTTI E PARLARE DELLE POSSIBILI: “PROPOSTE PER MIGLIORARE LA SITUAZIONE DEGLI ITALIANI IN QUESTA ITALIA”.
    TUTTI POTRANNO FAR RIFERIMENTO ANCHE ALLE SITUAZIONI QUATIDIANE PROBLEMATICHE CHE VIVONO E PROPORRE SOLUZIONI AD ESSE O TROVARLE TUTTI INSIEME, PENSANDO IN GRUPPO.

    Inoltre sappiate tutti che per la nostra Costituzione (art. 75) è possibile indire un referendum popolare attraverso una raccolta firme per un totale di 500.000. Prima che lo facciano i politici su questioni che interessano solo a loro, facciamolo noi!! Le firme che sono tante, ma lo siamo anche noi!!
    Iniziamo a RICORDARCI i nostri diritti che nessun politico mai ci ricorderà!.

  • Mah… a leggere i commenti sottostanti, credo di poter dire che non ci sia nulla da aggiungere.
    Un consiglio: tenga la bocca chiusa e si ricordi di Pado Schioppa e della sua infelice uscita di qualche anno fa… Non pensa possa esserci un nesso tra tale penosa considerazione e l’infelice eprematura dipartita dell’ex-ministro?
    Sa, pur avendo anche io una formazione universitaria, a ‘ste cose ci credo….

  • Signor Viceministro,
    sono un pensionato, nato nel 1947.
    Mio padre purtroppo mi è mancato quando avevo 23 anni a causa dell’internamento nei campi di concentramento tedeschi (aveva 46 anni).
    Era un uomo della guardia di finanza, insignito della medaglia della Shoa.

    Non ho terminato gli studi all’universita di economia di bologna….non avevo il denaro per pagarmi le tasse.

    Dovevo lavorare per mantenere gli altri sei componenti della mia famiglia, e pensare che mi mancava un solo esame per avere la laurea.

    Non mi sento uno sfigato.
    Mi sento solo meno fortunato di Lei.

    bruno

    P.S. Per studiare d’autunno, primavera,e inverno mi pagavo la retta universitaria raccogliendo mele, potando alberi a 5/6 gradi sottozero, e raccoglievo a mano le barbabietole.

  • é finita l’epoca dei sogni e delle belle prospettive!
    I rivoluzionari sono finiti a lavorare in banca ed ora sono le banche che fanno le rivoluzioni!
    Dove ci state portando? Cosa ci state raccontando?
    Forse è solo un’altra bella storia, come quando eravamo piccoli e credevamo che nostro padre fosse Dio, che le sue parole fossero la verità e che tutto finisse con un “vissero felici e contenti”.
    Bene ho una notizia: siamo diventati grandi e ci siamo accorti che non è proprio come ce l’avevate raccontata; così ci ritroviamo come tanti fantasmi a vagare in un mondo che non ci appartiene e che forse non ci apparterrà mai.
    Siamo cresciuti nel Paese delle tette e dei culi, della raccomandazione facile, del “fatti i cazzi tuoi”, dell’ipocrisia istituzionalizzata e dell’interesse personale a tutti i costi. Ora, proprio come in quelle belle storie che ci raccontavate quando eravamo bimbi, ci chiedete di riscrivere un finale lieto.
    Abbiamo ingoiato troppo veleno e la cosa peggiore è che ci stiamo abituando.
    Per tanto rivendico il mio diritto a non partecipare, a lasciarmi andare, a cadere se necessario, ad essere uno di quei tanti Nessuno impegnati nella disperata fuga dalla “penisola” dei Ciclopi.
    Attenti agli occhi!!!

  • Torno per un terzo intervento solo per annotare alcune mie osservzaioni marginali.
    Uno, il prof. Martone ben si è guardato ad ora di interloquire sul blog, usandolo come un qualunque politico di vecchio stampo… scrivete ma io neanche leggo! Bella innovazione e apertura ai giovani!
    Due, le difese sono poche e, ahimè, poco convincenti.
    Tre, il problema è la ripartenza del lavoro per tutti, la riqualificazione dei giovani, che avviene anche attraverso chi ha più esperienza di loro, attraverso meccanismi incentivanti reali per lo studio e per il lavoro.

    Chi parla non è uno studente, ho 54 anni. Mi piacerebbe lavorare insieme a giovani come fu per me, da giovane, quando lavoravo con gente che tanto mi ha insegnato. Ho avuto anche una breve docenza, secondaria, in una università e il mio essere fuori dal coro mi procurò un inatteso successo… facile rispetto ai baroni che c’erano. Ovviamente sono stato messo fuori in favore di un amico del nuovo barone (io conoscevo il vecchio, perchè negarlo, ma mai ne avevo fatto motivo di scarsa professionalità). I giovani, anche i parcheggiati, vogliono avere un futuro… e di questo ho avuto evidenza nella mia docenza.

    Di sicuro non è con giudizi poi acrobaticamente cambiati che si aiutano i giovani, di sicuro tantomeno quando vengono da chi può essere sospettato, anche ingiustamente, di essere stato favorito in mille modi dal suo sociale.

    Professore, ci fa l’onore di intervenire?

  • Sono pienamente d’accordo con il sig. Ministro, la sua affermazione è stata molto forte e peccato che abbia suscitato così tante indignazioni. Io non ho potuto iscrivermi all’università per problemi economici e quindi ho cominciato a lavorare da subito fortunatamente. Dopo una decina d’anni di lavoro ho deciso di iscrivermi all’università che ho concluso con 6 mesi di ritardo. Si mi sono laureato nonostante lavorassi a tempo pieno. Con molta fatica ho seguito qualche lezione ed ho conosciuto tanti ragazzi, giovani di 20/22 anni che nonostante studiassero solo e potevano liberamente seguire tutte le lezioni non hanno ancora terminato gli studi essendosi iscritti insieme con me.
    La maggior parte dei ragazzi oggi non ha voglia di studiare e comunque è iscritta all’università perché non ha niente altro da fare e sopratutto non ha voglia di trovare un lavoro, o meglio il lavoro che cercano è un lavoro dietro una scrivania da impiegato o comunque da giacca e cravatta. Non farebbero mai baristi, camerieri, lavapiatti, contadini, magazzinieri, ecc. Chi scrive conosce bene tutti questi lavori perché dall’età di 13 anni fino a 20 lì ha fatti tutti. Quindi giovani che criticate il Ministro fatevi un esame di coscienza….

  • Spero che abbia capito bene che lei è un personaggio pubblico e dal momento che ricorpe quella carica (su tutto il resto si può discutere, ma lei effettivamente ricopre quella carica), NON può PERMETTERSI tali intemperanze e qualunquismi.
    Accetto questo chiarimento ma non la ostentata furbizia con cui chiosa (“..ma sempre sincero”), perchè proprio in un momento critico come è quello odierno, dove ci sono giovani meritevoli che mandano avanti la ricerca di questo paese con 500euro al mese – se va bene, le persone (e lei per primo) dovrebbero adoperare un minimo di sensibilità – che è d’obbligo – a chi tutti i giorni si scontra con la dura realtà di questo paese (NOI viviamo questa crisi – non di certo la casta protetta dei politici).

  • Che bello posso interagire direttamente con un vice ministro… magari se scrivo cose interessanti mi scriverà per chiedermi di collaborare con lui. Perché in questo paese funziona così. Se sei bravo, se meriti, se dimostri di avere idee nuove, innovative puoi fare carriera. Chi occupa posti di comando cerca sempre persone che possano collaborare ad uno sviluppo intelligente del paese alla faccia dei raccomandati incompetenti sfigati che ormai sono spariti dall’Italia.
    Che bello il mio paese.

  • Gentile Prof.re,

    credo che nella Sua duplice posizione, quella di Viceministro e di Professore Ordinario, dovrebbe stare molto attento a come utilizza le parole e mi riferisco alla parola “sfigato” che come si dice “non si dice”. Aggiungo anche che fare delle facili deduzioni spesso può fa cadere in errore di giudizio, come commetterebbe errore di giudizio chi pensa che chi è professore ordinario all’età di 31 anni è uno facilitato o un raccomandato.

    Grazie per l’attenzione

    Gina La Sala

  • Vedo che, malgrado lei non sia uno sfigato, anzi, sia diventato professore ordinario ad un’età precoce (per non dire sorprendente, ma visto chi è suo padre…) e quindi la sua condizione economica non si possa certo definire bisognosa (magari ha anche qualcosina di famiglia?), il suo recente ruolo istituzionale non le impedisce di lasciare nel suo sito la pubblicità dello studio che ha aperto con suo fratello (?). Si sa, pecunia non olet. Comunque io mi sono laureata a 22 anni e avevo il dottorato a 27 (perché c’era ancora la discussione nazionale).

  • Prof. Martone l’Italia è allo sfascio. La cultura è messa a dura prova e lei in modo superficiale e antidemocratico ha dichiarato che rinunciare all’opportunità di proseguire gli studi dove ci sono opportunità, ma scegliere un professionale è essere bravo. Questo va contro il principio fondante della costituzione. Ogni cittadino ha diritto a scegliere il proprio percorso e ha diritto allo studio e alle pari opportunità. Come può permettersi di giocare così sporco con il paese e con i giovani? Ma chi si crede di essere?
    Io sarò uno sfigato, ma lei è a rischio…stia attento. Avrà anche i soldi, ma milioni di italiani incazzati possono far scattare una guerra civile.
    e la veniamo a prendere fino a Nizza se necessario.

  • Si, ribelliamoci. Organizziamo un flash Mob contro la sfigataggine del Martone. Ormai anche il nome è tutto un programma. E come direbbe Martellone di Boris: Ministro lei c’ha avuto un vero Buuuchhho de Cuuuulo! ahaahahahahah

  • sono d’accordo con il messaggio lanciato dal viceministro Martone…
    è un invito a darsi da fare per rialzare il nostro paese,rivolto in modo diretto a noi giovani.
    a questo punto di sfigato ci sono solo questo dibattito sterile,le minacce che, rattristato, leggo,perchè, invece, non proporre aualche idea costruttiva anti-sfiga, come, ad esempio, lo sbarramento in itinere per quanti non hanno superato tutti gli esami dei primi anni universitari?

  • Prego leggere verbali di concorso (in fondo):

    http://www.dirittodellavoro.it/public/current/concorsi/verb1/11%20borgogelli%20martone.pdf

    E’ autore di due monografie, una delle quali in edizione provvisoria, pubblicata nella serie ‘Quaderni di Argomenti di Diritto del Lavoro’. Nella stessa rivista ADL ha pubblicato alcuni contributi minori. L’argomento trattato funditus nella prima monografia viene anche affrontato in una nota a due sentenze della Cassazione, pubblicata in DL 1999.
    In ‘Contratto di lavoro e beni immateriali’, Padova 2002 (indicato nell’elenco delle pubblicazioni con data 2001, corrispondente all’edizione provvisoria che qui viene presa in
    considerazione).

    “Candidato MICHEL MARTONE:
    La Commissione apprezza l’impegno didattico e scientifico del candidato.
    La produzione scientifica si caratterizza per l’originalità e per il possesso sicuro del metodo giuridico, anche se per uno dei Commissari non denota il raggiungimento della piena maturità.
    Il candidato è pertanto giudicato dalla maggioranza della Commissione maturo perricoprire il ruolo del presente concorso.”

    Due monografie di cui una provvisoria. Un commissario che lo dichiara non completamente maturo. Sino ad ora non mi ero pronunciata sulle supposizioni di “spintarelle”, ma credo che questo verbale sia fortemente indiziario, seppur se non probante. Chi conosce il mondo accademico ha già capito tutto.

    Almeno non vada a parlare di “rimboccarsi le maniche”, “meriti” e sfighe varie, Dott. Martone, per favore, vah!

  • Ho pianto dopo le sue dichiarazioni. Come insegnante e come Ministro che dovrebbe guidare il paese e la sua forza lavoro, cioè i giovani, quelli del mondo di domani, ha dimostrato grande grettezza. Parlare di arroganza non so se sia corretto, perchè ascoltando il suo discorso capisco che il suo punto di vista era di portare un’idea per far smuovere i giovani. Però Professore ha commesso davvero un terribile errore. Tralasciando la parola nullità che ha usato contro milioni di italiani, lei ha attaccato superficialmente la democrazia, il diritto allo studio e le pari opportunità.
    Minacciare così un paese e creare agitazioni sociali, competizioni estremiste, non farà che aggravare la situazione. E di certo non aiuterà a motivare i giovani, ma solo a renderli più disperati, quali già sono. Studiare sapendo che dopo la laurea non c’è lavoro, non è motivante,nè stimolante. E lei questo probabilmente non lo capirà mai, perchè ha sempre avuto la sua poltrona pronta dai tempi del liceo, ma che dico da quando è nato.
    Se fosse un uomo saggio e di reale spessore e non un omuncolo che ha studiato la pappardellina a memoria, che stando sempre tra studenti giovani, accademici, giudici ha avuto la fortuna di creare un network di informazioni, nozioni, idee e persone attorno al suo ego, capirebbe che non è di questo che l’Italia ha bisogno.
    Io non mi sento rappresentata da un uomo come lei.
    Studiare sapendo che sto facendo crescere la mia interiorità, la mia cultura, sapendo che sto facendo crescere la cultura di un paese, il mio, è già tanto. Anche se mi laureo a 28-30 o 45 anni.
    Ciò che conta è arrivare ad un risultato. Meglio tardi, che mai. E se il risultato è alternativo, cioè non mi laureo e studio, va bene. Ciò che conta è smuovere il paese per un obiettivo comune: salvare l’italia. E per farlo servono posti di lavoro, non speculazioni gratuite su chi sia arrivato in vetta oppure no. Lei con la parola sfigato ha offeso anche tutti quelli che all’università non ci sono andati o hanno smesso. Si vergogni. E si vergogni tanto, perchè da una persona studiosa di diritto ci si aspetta che il diritto lo comprenda davvero.
    E se la riforma avvenuta a malapena nel 2002 durante la quale si è passati al 3+2 la quale doveva ampliare i laureati italiani per restare al passo con gli europei, come può pretendere che un’intera italia fatta di valori, cultura e di problemi interni mai risolti, possa sopperire anche al problema del fuori corso?
    Oltretutto il fuori corso è un problema spesso legato anche a situazioni di non giusto apprezzamento da parte degli insegnanti sul lavoro degli studenti. Oltre che a problemi economici, di salute e psicologici. Se i cazzeggiatori che restano parcheggiati all’università cazzeggiano forse c’è da chiedersi come mai. E la risposta sta in: raccomandazioni, genitori che non sanno fare i genitori, cernobil che se lo sono beccato tutti gli studenti nati negli anni 80. ecc ecc
    Prima di partire in tromba con certe offese è meglio che si ripassi la storia italiana, che comprenda le differenze culturali che ancora ci sono tra nord e sud, che comprenda le difficoltà della massa, di quel populino che voi padroni vorreste sempre più schiacciato e ignorante. Ma non siamo così coglioni come credeva berlusconi e le possono assicurare che non siamo così sfigati da sopportare che politici da strapazzo possano toglierci la dignità ed un futuro dignitoso, come è giusto che ogni essere umano abbia.

  • @andrea è antidemocratico lo sbarramento. ma che ti viene in mente. E chi lavora? e chi ha più difficoltà con le materie ostiche? al massimo dovrebbero aumentare gli appelli che li hanno irrimediabilmente tolti…

  • copio e incollo dalle Sue autorevoli autoreferenze…”Nella stessa Università insegna anche “Politiche di gestione e risoluzione dei conflitti sociali” presso la School of Goverment, nell’ambito del master universitario in “Affari Politici Italiani”…ma mi faccia il piacere perchè delle due l’una:dall’alto della sua importante cadrega, nella Sua originale e geniale dichiarazione, o Lei è pericoloso senza saperlo, o sà di essere pericoloso!Non parli più per un bel pò di tempo che l’oblio degli italiani è l’unica cosa su cui può contare.

  • Il vero fallimento è smettere di provarci. Perciò meglio un’italia di laureati a 28 anni, che un’italia che ha rinunciato allo studio, ignorante e bigotta. Ci stiamo facendo ridere dai paesi europei. La Germania ci sta attaccando dopo la tragedia della crociera.
    Ma non sono i giovani, laureati a 28 anni, a combinare tali disagi, ma quelli che la carriera ce l’hanno, quelli che abusano del potere per divertirsi alle spalle di chi le tasse le paga.

  • ah…poi io mi occupo di crescita personale e se va a leggersi un po’ di cose su tale argomento e sulla pnl, capirà che nessuno è sfigato. Se vuole motivare deve incentivare. Impari dai grandi coach e diventi più saggio.

  • _HA PERSO UNA GRANDE OCCASIONE!_ QUELLA DI RISCATTARE I VERI BAMBOCCIONI NATI NEL NOME DEL PADRE. SOLO QUELLA CATEGORIA!! PERCHè LEI NON è L’ITALIA VERA, NON CI RAPPRESENTA!…E I GOVERNI PASSATI E PRESENTI NON SONO ALTRO CHE LA PROIEZIONE DELLA SUA PERSONA DA QUI AI PROSSIMI 22 ANNI! NON HA PENSATO CHE A SEGUITO DELLE SUE SCIOCCHE AFFERMAZIONI CI SAREMMO TUTTI FIONDATI SUL SUO BACKGROUND!? CHE FIGURACCIA!!!CHE PENA! “CHE S F I G A T O” (cit.) !!! PENSI, IO MI SONO LAUREATO A 30ANNI, MA AVEVO GIà 6PAGINE DI CV… DI VITA VERA, CAMBIATO 8LAVORI, ASSISTITO I MIEI GENITORI OPERAI MALATI DI CANCRO E PAGATO L’AFFITTO PER VIVERE IN UN GARAGE A 1000KM DA CASA. A 30ANNI! CAPISCE!? NONOSTANTE IO SIA UNO SFIGATO HO LA FORTUNA DI LAVORARE, DI GUADAGNARE BENE, DI SAPERE LE LINGUE, DI VIAGGIARE PER IL MONDO. IO MI RITENGO UN GENIO, UN GENIO FIGLIO DI OPERAI CHE HA COSTRUITO LA SUA VITA NEL PROPRIO NOME CON TUTTE LE SUE FORZE NONOSTANTE ABBIA DOVUTO AFFRONTARE E SCAVALCARE OGNI SANTO GIORNO PERSONE COME LEI… SEMPRE PRONTE A GIUDICARE UN TIZIO LAUREATOSI A 30ANNI… SA, SUL PEZZO DI CARTA NON C’è MICA SCRITTO STUDENTE POVERO E LAVORATORE… LA SUA ERRATAC. VALE NULLA. CIò CHE CONTA OGGI è “CHE HA PERSO UNA GRANDE OCCASIONE”_

  • 1 – A quanto si legge dal suo curriculum apparentemente ha vinto l’accesso al dottorato di ricerca ma non ha preso il titolo. Grave mancanza. Certro non le e’ servito per fare carriera ma e’ sicuramente pocono nobile non portare a termine quello che si e’ iniziato. Parafrasando un illustre viceministro potri dire che uno che non prende il titolo di dottore di ricerca e’ uno sfigato.

    2 – E’ interessante leggere i giudizi della commissione che l’ha portata in cattedra (fra l’altro Lei ha preso la seconda idoneita’ frutto quasi sempre di accordi sottobanco fra le commissioni, non di certo la prima ben piu’ nobile). Tutti le criticano pesantemente la sua seconda monografia (ancora incompleta all’epoca) che e’ stata chiaramente raffazzonata per il concorso.

    Piu’ si entra a fare le pulci nella sua vita e piu’ e’ possibile vedere come anche lei non sia differente da tutti quelli che l’hanno appoggiata finora.

  • @air
    credo sia più antidemocratica la selezione in entrata, magari affidata a quiz, che quella in itinere, guadagnata con lo studio…
    ovviamente, il sistema in questione dovrebbe contemplare attenuazioni per gli studenti lavoratori o che abbiano particolari esigenze non riconducibili alla pigrizia!
    comunque se ne potrebbe discutere…

  • Salve Dott. Viceministro, sono una che per poco non è rientrata nella sua categoria degli sfigati, mi sono laureata a 26 anni lavorando per pagare l’università, con il massimo dei voti e tanti complimenti da parte di tutti i professori, ho vinto una concorso all’università senza alcuna raccomandazione, ma “solo” perchè il mio progetto di ricerca è stato ritenuto valido e meritevole di finanziamenti..me ne sono stupita,visto come vanno le cose qui in Italia. E sa caro vice con una laurea e un dottorato cosa faccio?la segretaria. Sono un pochino inc***ta con tutti quelli come lei, che senza aver mai lavorato davvero un giorno nella vita ricoprono posizioni di potere, e avrebbero il potere di cambiare le cose, ma no…troppo sconveniente la meritocrazia…vero?

  • Con tutto il rispetto per il viceministro, non credo che ai “giovani” interessi granchè delle sue giustificazione e chi si azzarda a chiedere le sue scuse lo fa per mera opportunità politica. A chi gli chiede scuse, Martone non dovrebbe assolutamente prestare il fianco, tanto più che è un tecnico e non un politico…quindi non deve sottostare a certi criteri e dinamiche,non avendo né una linea da seguire né un partito a cui rendere conto.
    Questo è un vantaggio non da poco: Martone ha una grande possibilità: Fornero permettendo, può davvero cambiare il mercato del lavoro favorendo l’inserimento dei giovani – visto che ne ha le deleghe – e dandogli modo di poter pensare (perché è anche un fattore psicologico: “se nessuno mi assume nel mio campo di laurea, che mi laureo a fare?) che dopo la laurea avranno una minima di possibilità di impegnarsi in ciò per cui hanno studiato.
    Perdere questa occasione sì che sarebbe da sfigato.

  • Ma come non si capisce che scrivo ?
    Utilizzo una dizione leggermente gergale e un’ironia indiretta.
    Il dibattito e’ costruttivo, direi. Siamo passati dal lamentarci al divertirci. E questo mi pare construttivo.
    Altrimenti, c’e’ da dire solo che suo “professore” e’ solo l’espressione dell’Italia peggiore. E non se se lei sia ignara o condiscendente.
    Molte delle persone che scrivono si sono laureate prima dei 28 anni e lavorano. Non sono gli studenti sifgati in questione. Ma sappiamo tutti che uno col curriculum academico del suo “professore” fuori dall’Italia sarebbe difficilmente piu’ che un assistente, in qualche universita’ di secondo livello.
    Il problema, piu’ di quello che ha detto, e’ che con questo si e’ messo in vista… e non il e’ un discorso di avere un padre potente o meno. Nessuno qui si domanda neanche chi sia il padre del Prof. Monti, o del citato Luigi Zingales. E sinceramente non so nanche se il padre di Martone sia potente o meno. Semplicemente qui non si vedono i titoli per una carriera accademica, senza considerare la “fulmineita’”. E mi sembra natuarale cercare spiegazioni.
    In piu’, ad ogni persona con un minimo di raziocinio appare piuttosto evidente la mancata compostezza, almeno avesse chiesto scusa. In merito a cio’ che ha detto, a parte le offese, non ha detto praticamente nulla, per cui c’e’ poco da valutare.
    Di certo a molti di noi ricorda il peggio della politica italiana, e ci ricorda i baroni e il marcio che c’e’ (non in tutte) le universita’. E in questi giorni un po’ ci aspettiamo qualcosa di piu’, un po’ speriamo di non sperare invano.
    L’uscita di Martone e’ venuta come una nota molto amara, per la sua presenza al governo, non per quello che ha detto.
    Se almeno ci ridiamo un po’ su, che c’e’ di male ?

  • Ad un viceministro, come a qualunque altro rappresentante delle istituzioni, non spetta dare giudizi morali, o peggio moralistici, tantomeno con un frasario tratto di peso dalla peggior sottocultura urbana, e meno ancora mascherandoli sotto giudizi relativi alla competività o a simili questioni: spetta produrre FATTI.
    A parte il fatto, visto che Lei si occupa di diritto, caro Martone, che NESSUNA legge in Italia impone alle persone di laurearsi prima dei 28 anni: l’importante è che paghino le tasse universitarie onestamente, ossia senza ricorrere a false dichiarazioni sul reddito familiare e regolarmente: i loro genitori, se benestanti, sono liberissimi di mantenerli anche “usque ad finem”. Il nostro debito pubblico, con licenza parlando, non c’entra un beneamato cazzo col fatto che i giovani si laureino tardi e quindi inizino tardi a lavorare: c’entra con i tanti sperperi e le porcherie commesse dai governi precedenti, in primis da quello Berlusconi.

  • Io incoragerei i giovani ad imparare 2 (due) lingue ed emigrare. Adesso.
    Se davvero si vuole il loro bene i laureati sfigati o no, devono fare i bagagli (come me 10 anni fa) e partire.
    Ce ne sono troppi laureati in Italia che fanno i camerieri….
    Diciamoglielo: andate via subito per il vostro bene!

  • sfigato è chi lo sfigato fa egregio Martone!e lei è la dimostrazione di quanto si possa essere super laureati in tempi da record ma privi di buon senso,empatia,sensibiltà e chissà quant altre cose!laurea non è sinonimo ne di intelligenza ne tantomeno di cultura,e se ci sono studenti come me,che invece di arrendersi,vanno avanti con pazienza e determinazione in una facoltà lunga e pesante,con addosso il peso di sensi di colpa,ritardo ingombrante,infinite rate di tasse universitarie ancora da pagare,e sotto il costante sguardo di dissenso dei propri genitori,aggiungendo il grandissimo punto interrogativo del futuro lavorativo,C è SOLTANTO DA RISPETTARLI E AMMIRARLI non meno,forse di più di chi ci ha messo poco ma ha una zucchina in testa!la saluto grandissimo SFIGATO!!!

  • è facile arrivare in alto con le raccomandazioni…gli universitari in Italia lavora per pgarsi gli studi ed è normale che ci mettano più anni a laurearsi… poi tanto escono e si trovano davanti una vita da disoccupati e da operatori call center perchè c’è gente come lei che grazie al papi va avanti a prescindere…che paese di merda che è l’Italia….

  • Caro Michele (perchè Michel è un nome straniero …e lei è al Governo Italiano)

    Assurto alla notorietà per le sue affermazioni leggo dal suo sito la sua modesta autobiografia.
    E provo a pensare alla mia di riflesso.
    Mio padre quando mi comprava le figurine non mi assillava con negozi giuridici ma rispettava la mia infanzia senza inutili precocismi, senza farmi sentire uno sfigato.
    Mi sono laureato a 28 anni perchè mio padre non potendo pagarmi le tasse universitarie mi ha chiesto di contribuire alle spese familiari.
    Ma quando mi sono laureato tardi senza aver pesato sullo stipendio di mio padre lui non mi ha fatto sentire uno sfigato anzi mi è parso molto orgoglioso di me. Come anche le mie sorelle.
    Non ho fatto il ricercatore. Dover campare con 800 euro al mese senza grandi prospettive mi sembrava un po da sfigato specie considerando il fatto che non avevo grandi risorse alle spalle per fare l’emigrante per studio.
    Meglio fare qualche lavoro meno prestigioso ma piu sicuro.
    Forse questo è adesso da sfigato ma pare essere la normalità.
    Ero studioso ma non secchione.
    Ho sempre pensato che i secchioni fossero un po sfigati.Le sue parole mi confermano.

    Usare un tono così sprezzante verso chi non ha avuto le sue fortune puo guadagnare i titoli di giornali,
    la notorietà, magari il plauso di qualcuno che non si attarda a capire certe situazioni.
    Diciamolo : ci sono intere forze politiche che giocano sulla semplificazione e sulla frase ad effetto:
    “I buoni di qua, i cattivi di la”.”I ganzi di quà, gli sfigati di la”. “Via i negri”, “Roma ladrona”. “Meno tasse per tutti”…..
    Peccato che la realtà sia dannatamente complessa. Quasi come le persone.

    Lei ha sicuramente studiato molto all’Università.
    Peccato che non abbia imparato molto sulle persone che la circondano.

    In questa situazione io credo che lo sfigato sia lei.

  • Caro Michel (pure il nome vogliono cambiarti)nato a Nizza , credo che la tua provocazione e’ riuscita molto bene (se era questa l’intenzione)sinceramente dopo la rettifica alla prima osservazione credo che poteva chiudere le polemiche che sono state anche eccessive ed esagerate. Non credo che volessi offendere un’intera generazione, ma credo che certe affermazioni sicuramente sincere ,ma dette da un giovane nato super privileggiato non potevano che essere viste come una posizione arrogante e saccente . Non e’ nemmeno giusto che chi ha la fortuna di nascere in una famiglia ricca ,potente ,ecc.ecc.se ne debba vergognare,assolutamente no, ma un po’ di sensibilita’ onesta verso chi tutte queste fortune non le ha potute vedere nemmeno in un sogno, questo,si. COMPLIMENTI ED IN BOCCA AL LUPO.

  • Il modo in cui ha espresso questo concetto, in parte anche condivisibile, è decisamente infelice se non addirittura inappropriato.
    Mi chiedo come faccia a rivestire il ruolo di viceministro, poi mi ricordo che siamo in Italia.
    Mi piacerebbe solo che si rendesse conto del fatto che, se non fossimo nel paese di Fantozzi, molto probabilmente invece di trovarsi a fare il viceministro sarebbe in un Call Center (massimo rispetto per chi ci lavora)

    “…mi piacerebbe spronare i giovani universitari italiani a raggiungere il loro obiettivo più celermente possibile, più si avanza con l’età, peggiore diventa la situazione…”

    Ho 28 anni , sono laureato e ho espresso un concetto nel rispetto delle altre persone. Non è difficile. Basta esercitarsi.Magari un giorno potrebbe riuscirLe.

    Saluti

  • C’è chi ripete 18 volte un esame di latino.
    C’è chi si ferma solo a 7 volte.
    E il professore di sottofondo che sghignazza leggendo il libretto: “Ah sei giovani, ti manca solo quest’esame… allora puoi stare un altro poco qui.. ti boccio.. tanto non c’è lavoro, che ti laurei a fare?”..

    Stendiamo un velo pietoso.

  • Gentile dott. Michel,
    sono uno degli “sfigati” di cui parla e sinceramente penso che lei abbia ragione nel dire che una laurea debba, in condizioni di vita “normali”, essere conseguita entro i 28 anni. Per questo non mi sento offeso perchè consapevole dei miei sbagli e soprattutto perchè le sue non mi sono assolutamente sembrate parole dette con arroganza. Allo stesso tempo però , penso che uno Stato che si reputi “civile”, che ha fondato la propria costituzione “sul lavoro”, debba mettere nelle condizioni di poter lavorare anche un giovane diplomato, anche chi gli studi per errori propri o circostanze sfavorevoli non sia riuscito a terminarli. Quarant’anni fa si lavorava bene anche con il diploma, oggi la laurea non è più sufficiente. Non c’era nulla di sbagliato o esagerato in quel periodo, l’errore è nel tempo attuale.

  • We are Anonymous, We are legion, We never forgive, We never forget, Expect us.

  • Ma al di là dell’essere d’accordo o no con quanto detto (io sono d’accordo!) vi rendete conto di che tipo di cambio nei messaggi che un ministro cerca di lanciare…?
    Siamo passati dal “far girare la patonza” ed altre desolanti ed imbarazzanti esternazioni della precedente classe governativa a “studiate e laureatevi prima dei 28 anni”.
    Se la maggioranza delle persone reagisce in modo così aggressivo credo che gli ultimi 20 anni di politica italiana abbiamo davvero causato gravi danni.

  • Ma guardi che se voi “padroni” foste stati in grado di fare il vostro dovere, i giovani non si sarebbero buttati tutti su queste triennali, dilatando i tempi dello studio. Mi spiego: fino a 10 anni fa, la laurea era qualcosa di pregevole, richiesto, ricecato. Sembrava che senza laurea si potesse andare solo a spazzare le strade. Poi avete fatto la riforma 3+2 aprendo le porte a moltissime persone che non sarebbero mai avvicinate ad un ateneo. La riforma non capita dal mondo del lavoro + declassamento della “laurea” ha fatto si che molti ragazzi col pezzo di carta non riescano neanche ad andare a lavorare nella nettezza urbana. Il mondo del lavoro si è chiuso a riccio di fronte a questi ragazzini di 21 anni dottori e la politica non ha fatto niente per far capire loro che la triennale non è un prolungamento del diploma. I datori di lavoro ci hanno messo 10 anni a comprendere la riforma e voi nel fratempo ci avete abbandonato. Altrimenti non si spiega perchè sulle inserzioni si ricerca “diplomati o laureati”, pure un macaco capisce che la laurea attuale( compresa anche la specialistica), così com’è è patologica.

  • Ma quanti sfigati in questo blog!!
    sono stupefatto della stupidità associata a virulenza della maggiore parte -purtroppo-dei commenti
    Io credevo che i giovani in Italia fossero migliori e più evoluti di tanti loro genitori attaccati a modi arcaici, cioè che volessero darsi da fare per cambiare invece di sopportare da sudditi e lagnarsi con piu o meno virulenza senza concretezza alcuna. Ed invece NO,,,
    Se sono vigliacchi (si salvi chi può!) se sono pigri (figli di mamma anche se operaia) sfigati e comodi parcheggiati all’università GUAIO a dire loro la verità. Il nemico diventa purtroppo chi osa parlare non il vigliacco o lo sfigato. LA VERITA’ FA NALE

  • Bravo Franz sono con te e con il Prof.!!!

  • jet’v a nugllà na rot

  • Quando si esprime un concetto,soprattutto se per iscritto, un genio come te caro Franz dovrebbe sapere che :

    1) la punteggiatura è importante
    2) la concordanza è fondamentale
    3) la correttezza delle parole è necessaria

    certo sarebbe bello esprimere anche un concetto concreto, ma questo capisco che è troppo.

    Per il resto, chi avvalla un discorso fatto da un analfabeta è assimilabile a tale soggetto.

    Fortunatamente mamma m’ha fatto sfigato!

  • Snellimento programmi,meno esami,assistenti e prof più umani e forse ci sarebbero meno sfigati….

  • quel che ho trovato davvero disgustoso nel suo intervento è quel termine: “sfigato”…. davvero poco appropriato non solo e non tanto per la situazione ed il contesto, ma soprattutto perché ad usarlo è un uomo delle istituzioni, un professore universitario, un uomo si suppone e si dice intelligente, capace, brillante…
    invece quel termine che sa così tanto di slang da suburbio del nord, che sa di “camera caffè” e degli altri programmi nordistico-demenziali che le tv mediaset hanno fatto ingoiare per anni agl’italiani contribuendo non poco all’elettroencefalogramma piatto dominante, che fa parte di quel gergo aziendalista di m…a che è stato l’avanguardia di una delle peggiori componenti di quel mostro che sta portando il paese a fondo…
    “bamboccioni” aveva scatenato polemiche anch’esso, pur centrando anch’esso un problema come l’epiteto di due giorni fa: ma che differenza! là la mezza gaffe di un maturo signore che comunque metteva il dito in una piaga, magari però solo in una metà di essa.
    qui invece è gergo da adolescenti videoti in bocca ad un uomo di governo: e no! non ci siamo proprio, scusate! è questa la levatura di coloro che dovrebbero guidarci fuori dalla tempesta?
    a parte i bei voti all’università, caro signore, sarebbe questa la sua “visione” per il futuro della nostra società?

  • Caro Roberto Proietti,
    conta fino a 10 prima di parlare e magari informati bene!!!Martone si è laureato alla sapienza, e non a Teramo. Ma soprattutto, NON TI PERMETTERE assolutamente di toccare Teramo. Sarà pure un’università piccola, ma si dia il caso che è molto buona, i prof sono tutti molto rigidi e siamo gli unici in Italia che hanno degli esami molto complessi, che in altre università non sanno neanche cosa siano!!! Se così non fosse, mi spieghi per quale motivo molte mie amiche si sono trasferite in altre università, conosciute solo per il loro nome, tipo Bologna???? Non ti faccio neanche sforzare nell’utilizzo del tuo minuscolo cervellino…te la do io la risposta…Perchè a Bologna hanno 4 esami di meno alla magistrale, perchè sono di cosìdetta “manica larga”, e per il semplice fatto di poter dire: mi sono laureata a Bologna…Ma devi sapere che non importa dove ti laurei e con quanto. Per fare l’avvocato o qualunque altro genere di carriera bisogna avere i contro attributi!!!! Ma giusto per una curiosità personale…tu dove ti sei laureato??? Ad Harvard???? Lavati la bocca per bene prima di parlare dell’università di Teramo!!!!

  • Io studio ing. i primi due anni,lo ammetto ho fatto poco. dopo di che ho praticametne smesso di vivere. studio dalla mattina alla sera e ancoa nn mi sn laureto e ho 26 anni( mi 8 materie) e studio a palermo. Non mi sento affatto uno scansa fatiche perchè ogni giorno che passa mi dispero vedendo mio padre che sgobba per me e ioc erco di fare il possibile per dargli soddisfazioni. la testa c’è perchè le cose le vedo,ma cazzo! fatteli tu 3 esami in un SOLO mese(e ciascunamateria è da 12 crediti, con le lezioni finite una settimana prima degli esami). prima di aprire bocca conta fino a mille. Io sfigato? ho smesso di fumare, o riniziato, ho perso amori ,amicizie e tutto perchè amo quello che studio. quindi non ci sto a farmi dire parole da uno come te.

  • @Sfigato (la tua bassezza morale si evince da jet’v a ngullà na rot, bisognerebbe risponderti vacc tu e quant ni ti)
    abbi pazienza ma le storielle che ho letto qui sono patetiche e da Italioti, adducendo a motivazioni a dir poco che fanno rabbrividire!!! Il suo concetto è GIUSTO a prescindere da chi esso sia, ma in Italia come al solito conta chi lo dice e non cosa si dice!
    Cosa c’è di sbagliato in un discorso dove si dice “tu giovane che vai solo all’università e non lavori e non hai nessun tipo di problema sei uno sfigato se ti laurei a 28?” niente a meno che tu non sia uno sfigato che si è laureato a 28 anni dormendo sui libri allora si può effettivamente venirti la coda di paglia, ma se sei apposto con la tua coscienza il problema non dovresti nemmeno portelo!Siete solo un branco di fancazzisti che giustificano la loro nullafacenza!Se si vuole perder tempo bene, ma si è dei parassiti,si è parassiti sia per la propria famiglia sia per la società!!Colpa dell’università colpa del tre più due colpa di quello colpa di quell’altro, eppure io mi sono laureata solo con una sessione di ritardo e guarda ho avuto anche problemi di salute, ed in quanto figlia di operai ho anche beneficiato di borsa di studio per tutti gli anni accademici, e conosco molte persone che come me si sono riusciti a laureare entro i 25 anni (specialistica intendo), pur essendo figli di nessuno!E quindi non tollero cazzate e scuse di ogni genere all’Italiana maniera!
    Oggi ho addirittura letto una che ha scritto “anche finissi a 40 ma almeno sono laureata, e lei professore dovrebbe incentivare la cultura” certo nel frattempo si campa alle spalle di tutti e non rispondete che il lavoro non c’è (CHE E’ VERO) ma non significa che dobbiamo rimanere fino a 35 anni a dormire all’università, e se è la cultura che vi interessa la sera invece di feste e festini studiate!!!

  • Brava, spero per te che i tuoi sacrifici ti siano tornati indietro. Ora però cerca di respirare e ragioanare. TU ce l’hai fatta, ancora complimenti, TIZIO no e nè tu nè Martone siete nella posizione di inultare, neanche gliela pagasse voi l’università.

  • Strano….martone puo’ dare giudizi non richiesti su persone che non conosce e Valeria censura la libertà di pensiero in un blog di cui non è neanche mediatrice. Se qualcuno deve rispondere su questo blog non è ceerto Valeria. Ma purtroppo il coraggio il nostro martone lo ha avuto in altre sedi dove è sicuro del plauso dei suoi confratelli. Questo è il mondo reale e qui non sei nessuno.

  • Purtroppo Sig.Ministro il problema non sta nel laurearsi “tardi” a 28 anni ma nel sistema universitario italiano che non ha nessun rapporto con il mondo del lavoro, nella riduzione drammatica delle risorse per il diritto allo studio, nella deprimente situazione delle prospettive lavorative di un giovane laureato. Prima di dare degli sfigati a coloro che si laureano in ritardo forse ci sono altre priorità da affrontare!
    Forse ha vissuto sulle nuvole fino ad adesso ma le comunico che molti laureati “a tempo debito” ed a pieni voti come la sottoscritta fanno difficoltà ugualmente. Scenda sulla terra.

  • Concorso di Martone (tenutosi da gennaio a luglio 2003)
    I commissari erano cinque: Mattia Persiani (Presidente), Roberto Pessi, Francesco Liso, Marcello Pedrazzoli, Silvana Sciarra. Gi iscritti al concorso erano otto ma sei, magicamente, si ritirano. Restano solo Franca Borgogelli e Michel Martone.
    Dei due, la Borgogelli è la più credibile: diplomata nel 1970, si laurea nel 1975 in Scienze Politiche e poi nel 1982 prende una seconda laurea in Giurisprudenza. Tecnicamente, per restare nelle categorie di Martone, “una secchiona”, ma visto che la seconda laurea la prende a trent’anni, anche una “sfigata”.
    L’anno dopo, 1983, la Borgogelli diventa ricercatrice di ruolo, incarico che ricopre fino al 2000 (quindi per 17 anni). Poi viene nominata professore associato. Una solida preparazione, come si dice di solito, unita a una costante crescita professionale e a una sicura padronanza della dottrina. Più di quaranta pubblicazioni nell’arco di un ventennio.
    Su di lei, la commissione avrà pochi dubbi, votando 5 su 5 per la sua promozione a professore ordinario.

    Su Martone invece i dubbi ci sono. Il suo curriculum elenca una girandola di attività di docenza a master e a corsi di perfezionamento, ma purtroppo le sue credenziali come pubblicazioni sono scarse. Due monografie appena, delle quali una presentata in edizione provvisoria (quindi, secondo le regole normalmente seguite, non ammissibile; ma le regole, in questo caso, sono un optional).

    I giudizi sulla sua attività di ricerca, anche da parte dei commissari più benevoli, sono sferzanti: Silvana
    Sciarra scrive, riguardo al contenuto della sua monografia principale, che “I numerosi riferimenti a fatti ed a metodologie di analisi sono caratterizzati talvolta da passaggi argomentativi non del tutto esaustivi” e che “permane la difficoltà di individuare una chiara ipotesi di lavoro”. Chiudendo con un giudizio che appare una bocciatura: “M. Martone dimostra di trattare con spigliatezza gli argomenti prescelti e di adoperare correttamente il linguaggio giuridico, ma di dovere ulteriormente affinare il ricorso al metodo storico ed interdisciplinare. E’ auspicabile che la già acquisita maturità scientifica si consolidi ulteriormente in futuro in una produzione più diversificata”. Tuttavia, a sorpresa – e chissà perché, “Il candidato, nel complesso, risulta idoneo ai fini della valutazione comparativa”.

    Il Prof. Pedrazzoli si arrampica sugli specchi, letteralmente. Dopo aver argomentato, come la Sciarra, afferma che “Nonostante questi elementi di discutibilità, da ascrivere per così dire alla sua giovinezza scientifica, il candidato, che si raccomanda anche per una scrittura fluida e chiara, appare visibilmente dotato di forte propensione alla riflessione giuridica. Le notevoli qualità su cui può contare avranno occasione di manifestarsi appieno, quando sarà trascorso il tempo occorrente per la loro sedimentazione. Confidando nella sicura riuscita di tale auspicio, autorizzato da quanto fin ora il candidato ha mostrato, viene quindi per lo stesso formulato un positivo giudizio, anche prognostico, che lo rende meritevole di essere preso in considerazione ai fini della valutazione comparativa”. Confidando? Sedimentazione?

    Prognostico? Ma scusi professore, qui non si parla di un concorso da ricercatore, per cui si può scusare la “giovinezza scientifica” (anche se sarebbe più italiano “gioventù”). Qui si parla di un concorso da ordinario per il quale la gioventù scientifica non è una scusante, ma un’aggravante. E la sedimentazione deve essere già avvenuta al di là di ogni prognosi.

    Ma andiamo avanti. I proff. Persiani e Pessi sono più entusiasti, mentre critico, vox clamans in deserto, il professor Liso. E’ l’unico a chiudere il suo giudizio con un lapidario: “Il candidato, che nei suoi lavori fornisce sicura prova di possedere ottime capacità al lavoro scientifico e potenzialità che gli consentiranno di arrecare importanti contributi alla nostra materia, merita di vedere riconosciute le sue indubbie qualità in un’occasione in cui la dichiarazione della sua piena maturità costituisca frutto più di una certificazione che di una aspettativa, per quanto seriamente fondata”. Come dire, al di là del giuridichese arzigogolato: si ripresenti quando un po’ più di acqua è passato sotto i ponti.

    Ma il non-sfigato diventa ordinario…

    Avvenne in Italia.

    Come vediamo in Italia le regole valgono per qualcuno, e per altri no.
    Soprattutto se si chiamano Martone e sono “figli di…”

  • la sua affermazione può avere una certa veridicità e sensatezza anche se rimane oltremodo scontato l’accostamento con il suo invidiabile curriculum universitario da “figlio di papà”

    Per altro, trovo questa sua replica abbastanza patetica.
    Quando si fanno certe affermazioni in pubblico bisognerebbe trovarsi nelle condizioni di non essere attaccati (e in questo il suo curriculum unito ai suoi dati anagrafici la rendono estremamente attaccabile) altrimenti è meglio tacere perchè -come saprà… a rivoltar le merda si fa solo più puzza

  • Buonasera Vice-ministro.
    Non discuto nel merito il concetto che ha esposto, condivisibile o meno. Le argomentazioni che confutano la Sua tesi sono altrettanto valide, se non migliori.
    2 sole precisazioni:
    1) Mi auguro in futuro, di sentir di nuovo parlare di Lei in merito a fatti concreti che ha compiuto per il bene del paese.
    2) Le chiedo di dare a chi è stato definito uno “sfigato”, ma anche a chi “sfigato” non è, una spiegazione su come si riesce a diventare alla Sua giovane età Professore ordinario di Diritto del lavoro, vice-ministro. Quali qualità, conoscenze, nozioni si devono avere raggiungere questo obiettivo? Questo per rendere il discorso più costruttivo ed elevarlo dal livello sterile in cui si trova.
    Infine, complimenti perché il suo Bolg non è mai stato così frequentato come in questi giorni!

  • riguardo a questo argomento ieri le ho inviato una mail, non ho avuto nessuna risposta, ovviamente! a me non interessa lei chi è o cosa fa o da dove è venuto, ormai è chiaro, a me interessa solo una cosa: se lei vuole fare questo lavoro lo faccia seriamente altrimenti prima che la vediamo sulle prime pagine in “gentile compagnia” come succedeva con il vecchio governo, si dimetta o faccia un’altra cosa, perchè veramente siamo tutti stanchi. per @maria: quando vedo le persone come te la prima domanda che mi viene in mente: “ma che cosa le entra in tasca per difenderlo così a spada tratta????” bah!

  • Bravissima @Valeria andrà lontano per come la pensa.
    Sono convinto anche io che solo proprio gli sfigati hanno la “coda di paglia”
    Secondo me perde tempo a rispondere a tutti questi potenzblog (mentr e la loro colpa non é della società ma in maggiranza loro) poiché non studiono all’università per amore dello studio ma per una illusoria promozione sociale e o come pretesto per dire che la società non li aiuta a trovare lavoro!
    A prova di tanta stoltezza ho visto nel blog una cosa che sembra anbedotica ma non lo è : una che scrive su questo blog ha avuto il ridicolo supremo di presentarsi come “dott.Francesca” eppoi a chi glielo ha fatto giustamente notare ha avuto la faccia tosta di rispondere: “ma perché ridicolo”? Questo è da analisi sociologica e la dice lunga sull’assenza totale di tanti di voglia di rimettersi in questione o in gioco

  • Bravissima @Valeria andrà lontano per come la pensa ed il suo carattere deciso.
    Sono convinto anche io che solo proprio gli sfigati hanno la “coda di paglia”
    Secondo me perde tempo a rispondere a tutti questi potenziali emarginati della società per colpa loro (infatti la colpa non é della società ma: la loro auto commiserazione, il loro mancato coraggio)anche perché non studiono all’università per amore dello studio ma per una illusoria promozione sociale e o come pretesto per dire che la società non li aiuta a trovare lavoro!
    A prova di tanta stoltezza ho visto nel blog una cosa che sembra anbedotica ma non lo è : una che scrive su questo blog ha avuto il ridicolo supremo di presentarsi come “dott.Francesca” eppoi a chi glielo ha fatto giustamente notare ha avuto la faccia tosta di rispondere: “ma perché ridicolo”? Questo è da analisi sociologica e la dice lunga sull’assenza totale di tanti di voglia di rimettersi in questione o in gioco

  • C’è un malinteso:

    quelli che scrivono contro Michel Martone sono laureati (primo o secondo livello), dottorandi, assegnisti, ricercatori, docenti universitari (Professori associati o Professori Ordinari) che, a differenza del Martone, hanno rispetto per tutti gli studenti universitari indifferentemente dalla loro età, indifferentemente dal loro anno di immatricolazione.

    Bisogna avere rispetto per tutti gli studenti, soprattutto per gli studenti con poche risorse economiche.

    Grazie,
    MP.

  • Bisogna fare pubblicare il CV di Michel Martone:

    Concorso di Martone (tenutosi da gennaio a luglio 2003)
    I commissari erano cinque: Mattia Persiani (Presidente), Roberto Pessi, Francesco Liso, Marcello Pedrazzoli, Silvana Sciarra. Gi iscritti al concorso erano otto ma sei, magicamente, si ritirano. Restano solo Franca Borgogelli e Michel Martone.
    Dei due, la Borgogelli è la più credibile: diplomata nel 1970, si laurea nel 1975 in Scienze Politiche e poi nel 1982 prende una seconda laurea in Giurisprudenza. Tecnicamente, per restare nelle categorie di Martone, “una secchiona”, ma visto che la seconda laurea la prende a trent’anni, anche una “sfigata”.
    L’anno dopo, 1983, la Borgogelli diventa ricercatrice di ruolo, incarico che ricopre fino al 2000 (quindi per 17 anni). Poi viene nominata professore associato. Una solida preparazione, come si dice di solito, unita a una costante crescita professionale e a una sicura padronanza della dottrina. Più di quaranta pubblicazioni nell’arco di un ventennio.
    Su di lei, la commissione avrà pochi dubbi, votando 5 su 5 per la sua promozione a professore ordinario.

    Su Martone invece i dubbi ci sono. Il suo curriculum elenca una girandola di attività di docenza a master e a corsi di perfezionamento, ma purtroppo le sue credenziali come pubblicazioni sono scarse. Due monografie appena, delle quali una presentata in edizione provvisoria (quindi, secondo le regole normalmente seguite, non ammissibile; ma le regole, in questo caso, sono un optional).

    I giudizi sulla sua attività di ricerca, anche da parte dei commissari più benevoli, sono sferzanti: Silvana
    Sciarra scrive, riguardo al contenuto della sua monografia principale, che “I numerosi riferimenti a fatti ed a metodologie di analisi sono caratterizzati talvolta da passaggi argomentativi non del tutto esaustivi” e che “permane la difficoltà di individuare una chiara ipotesi di lavoro”. Chiudendo con un giudizio che appare una bocciatura: “M. Martone dimostra di trattare con spigliatezza gli argomenti prescelti e di adoperare correttamente il linguaggio giuridico, ma di dovere ulteriormente affinare il ricorso al metodo storico ed interdisciplinare. E’ auspicabile che la già acquisita maturità scientifica si consolidi ulteriormente in futuro in una produzione più diversificata”. Tuttavia, a sorpresa – e chissà perché, “Il candidato, nel complesso, risulta idoneo ai fini della valutazione comparativa”.

    Il Prof. Pedrazzoli si arrampica sugli specchi, letteralmente. Dopo aver argomentato, come la Sciarra, afferma che “Nonostante questi elementi di discutibilità, da ascrivere per così dire alla sua giovinezza scientifica, il candidato, che si raccomanda anche per una scrittura fluida e chiara, appare visibilmente dotato di forte propensione alla riflessione giuridica. Le notevoli qualità su cui può contare avranno occasione di manifestarsi appieno, quando sarà trascorso il tempo occorrente per la loro sedimentazione. Confidando nella sicura riuscita di tale auspicio, autorizzato da quanto fin ora il candidato ha mostrato, viene quindi per lo stesso formulato un positivo giudizio, anche prognostico, che lo rende meritevole di essere preso in considerazione ai fini della valutazione comparativa”. Confidando? Sedimentazione?

    Prognostico? Ma scusi professore, qui non si parla di un concorso da ricercatore, per cui si può scusare la “giovinezza scientifica” (anche se sarebbe più italiano “gioventù”). Qui si parla di un concorso da ordinario per il quale la gioventù scientifica non è una scusante, ma un’aggravante. E la sedimentazione deve essere già avvenuta al di là di ogni prognosi.

    Ma andiamo avanti. I proff. Persiani e Pessi sono più entusiasti, mentre critico, vox clamans in deserto, il professor Liso. E’ l’unico a chiudere il suo giudizio con un lapidario: “Il candidato, che nei suoi lavori fornisce sicura prova di possedere ottime capacità al lavoro scientifico e potenzialità che gli consentiranno di arrecare importanti contributi alla nostra materia, merita di vedere riconosciute le sue indubbie qualità in un’occasione in cui la dichiarazione della sua piena maturità costituisca frutto più di una certificazione che di una aspettativa, per quanto seriamente fondata”. Come dire, al di là del giuridichese arzigogolato: si ripresenti quando un po’ più di acqua è passato sotto i ponti.

    Ma il non-sfigato diventa ordinario…

    Avvenne in Italia.

    Come vediamo in Italia le regole valgono per qualcuno, e per altri no.
    Soprattutto se si chiamano Martone e sono “figli di…”

  • Cara Alessandra,

    L’Università di Teramo non è Harvard, Cambridge, Oxford, Stanford, Yale, Princeton, MIT, UCL, EPFL, Polimi, Polito, PAvia, Pisa, etc etc etc.

    CHIARO?

  • Caro Enrico,

    chi scrive contro Martone è gente che ha rispetto per gli studenti.

    Credo che forse ci sarà pure qualcuno che si è laureato in 5 anni secchi con 110/110 e Lode al Polimi.

    Gente con dottorato all’estero e tante altre cose interessanti.

    MP.

  • Siamo una forza! Abbiamo smascherato questo buffone-raccomandato-figlio-di-papà.

    Oggi al Senato era bellissimo! Seduto li in prima fila, in posizione centrale, nei banchi del governo tra la gente non sfigata.

    Che bello che sei Michel!!!

    Continua così vedrai vedrai.

  • che complessato questo pillucchino” Sembradi essere allo stadio o con Berlusconi :
    noi che abbiamo scritto deliri di auto compassione sul sito del prof Martone ….” siamo una forza” (sic!) non più forza italia ma:
    Forza Sfigati &CO?

  • laureata, studente e precaria

    Egregio professore, quando ieri ho sentito la sua affermazione, ho pensato che lei fosse il solito sputasentenze che parla senza cognizione di causa. Poi oggi ho letto il suo curriculum e mi sono ricreduta: lei probabilmente ha sempre vissuto in un altro mondo, un mondo fatto sicuramente di studio e di lavoro, ma dotato di tutti i comfort e di tutti i non problemi che comporta il provenire da una famiglia molto agiata e molto ben introdotta. Il fatto di avere un cognome come il suo, sicuramente non le consente la magnifica, fondamentale e molto formativa esperienza di vedersi scavalcato da un qualsiasi raccomandato con un curriculum di molto inferiore al suo, e di avere come unica prospettiva ad un lavoro precario e sottopagato in Italia, la fuga all’estero.
    Perché io non rientro nella categoria degli “sfigati” come li intende lei, cioè quelli che si laureano tardi, io mi ritengo sfigata per il solo e semplice fatto di averla presa la laurea, e di non essere invece andata a fare la commessa o l’impiegata a 18 anni! Mi spiego meglio: laurea quadriennale vecchio ordinamento in area umanistica, master di un anno in management, due lingue oltre l’inglese, conoscenze informatiche sempre aggiornate, ora anche una laurea triennale in arrivo nel settore chimico, perché per essere competitivi devi continuare a studiare, sempre. Dov’è il problema? L’aver scelto il settore dei beni culturali e del restauro, nella speranza di non vivere in un paese del tutto votato al suicidio economico, turistico e culturale, e, cosa fondamentale, l’avere ormai già 35 anni.
    Perché il vero problema di questo paese è che parliamo di un mondo del lavoro schizofrenico nei confonti di un laureato: che finché hai meno di 30 anni ti dice “sì, hai un bel curriculum, ma sei troppo giovane e non hai esperienza, ti offriamo uno stage, non retribuito e ovviamente senza rimborso spese, tanto se i tuoi genitori ti hanno mantenuto fino ad ora, possono farlo anche per un altro anno!”, e che, magicamente!, quando superi i 30 ti snobba perché “sei troppo qualificato, hai troppe esperienze, ma soprattutto hai più di 29 anni e non ti posso fare un contratto di apprendistato”. Di quel mondo del lavoro che prima ti dice che ti devi iper specializzare nel tuo campo perché una formazione generica non basta, e poi, quando arriva la crisi, si scopre che la tua iper specializzazione ti rende poco flessibile e non riciclabile in un altro settore. Parliamo di quel mondo del lavoro che ti chiede minimo due anni continuativi di esperienza, ma che poi ti offre solo contratti temporanei inferiori ai 6 mesi o stage di 2-3 mesi non retribuiti, e che dunque non ti permette di farla questa benedetta esperienza. Parliamo di un mondo dove anche solo per andare a leggere i contatori dell’acqua ti richiedono la partita IVA, e dove quelli che una volta erano contratti di lavoro pagati, come hostess per convegni o guardia sala per mostre e musei, invece ora sono esperienze destinate agli stagisti che devono farsi le ossa, a gratis (e far risparmiare stipendi ai datori di lavoro). Parliamo di un mondo dove anche per fare la commessa in un negozio di intimo o di abbigliamento , l’unico requisito richiesto è avere l’età per rientrare nel contratto di apprendistato.
    Ma volendo possiamo anche parlare di un mondo in cui un qualsiasi serio imprenditore (almeno qui nel nord-est) si lamenta che non trova manodopera qualificata per la sua azienda, perché le università sfornano solo bravi teorici che non hanno conoscenze pratiche, e perché anche gli istituti tecnici sono antiquati e privi di strutture e strumenti, e lontani dalle esigenze reali e immediate del lavoro. Senza considerare che ormai le aziende stesse hanno da tempo rinunciato a formare i propri dipendenti perché gli costa troppo, ed è invece molto più facile attingere alle banche dati di agenzie interinali in cui i candidati sono spesso selezionati da stagisti non pagati e demotivati, oppure addirittura non adatti a quel tipo di lavoro.
    Oppure possiamo parlare di un tessuto industriale di dimensioni medio-piccole, basato su un’idea di azienda che negli anni Sessanta avrà anche fatto faville, ma che ora arranca sempre più perché non riesce a rinnovarsi. E non ci riesce perché ha idee obsolete, non fa innovazione né ricerca sul prodotto, figuriamoci sul mercato. Aziende in gran parte guidate da persone con bassa scolarizzazione e alta avidità, il cui unico fine è guadagnare tanto e pagare il meno possibile i dipendenti. È vero, ci sono anche le eccezioni virtuose, ma sono, appunto, eccezioni.
    Il problema di fondo è dunque molto più complesso, è legato anche al fatto che in questi ultimi dieci anni la scuola e l’educazione in genere sono state ampiamente massacrate! Un esempio per tutti. Il ritorno in università per la seconda laurea, a 30 anni suonati, mi ha sbattuto in faccia la triste realtà: con il sistema del 3+2 e dei CFU i programmi dei corsi, anche di quelli fondamentali, sono ridotti all’osso, il tempo per studiare è poco, quello per approfondire è nullo. La semplificazione dei programmi rende l’università semplicemente una continuazione della scuola superiore. L’unica cosa che conta è alla fine, l’alta percentuale di studenti laureati rispetto agli immatricolati, perché è da quello che dipendono i finanziamenti del MIUR alle singole università.
    Ho potuto toccare con mano quanto molti dei nuovi laureati siano ancora meno preparati di quelli di solo una decina di anni fa. Impreparati per non dire ignoranti. Gente che si laurea, anche in specialistica, e nella tesi non sa scrivere un verbo coordinato con il soggetto della frase, non sa fare un riferimento bibliografico, e scopiazza da Wikipedia. Nella mia università (Ca’ Foscari – Venezia) siamo arrivati all’introduzione del passaggio obbligatorio delle tesi per il software antiplagio, al fine di evitare il copia&incolla da internet!!
    Non è possibile arrivare alla tesi e non saper scrivere in italiano corretto, è qualcosa che si deve acquisire alle superiori. Non è possibile arrivare all’università e non saper studiare, è qualcosa che ti devono insegnare alle scuole medie. Non è possibile arrivare all’università e non capire un testo scritto nel linguaggio tecnico specifico della facoltà che hai scelto, la comprensione di un testo è qualcosa che si comincia ad apprendere alle elementari. Non è possibile arrivare all’università e non sapere una parola di inglese, quando anche il motto del precedente governo era “inglese, internet, impresa”! Quando si arriva all’università senza solide basi, ormai è troppo tardi. Ma cosa pretendiamo dai giovani quando il Paese taglia ogni anno di più i fondi destinati all’istruzione? Che si istruiscano da soli in un Paese pieno di analfabeti di ritorno?
    Molti professoroni se ne infischiano, in fondo non è compito loro rimediare ai danni precedenti. Alcuni invece, soprattutto quelli delle facoltà scientifiche, si preoccupano, perché la preparazione di questi giovani è in molti casi veramente superficiale, ma i tempi sono ristretti e ci si deve laureare in fretta, quindi amen. Naturalmente anche questi sono casi particolari e non generalizzabili, ma per uno studente bravo e volenteroso sono solo fonte di sconforto e depressione. Perché il suo impegno e la sua voglia di approfondire -o anche solo di colmare le sue lacune- dovrebbero essere valutati in base all’unico parametro della sua età alla laurea?
    Perché il vero problema dell’Italia sembra essere solo l’età, non quello di considerare e verificare le effettive competenze che il laureato ha maturato, tramite mille altre esperienze oltre allo studio?
    Non è possibile che uno perda le sue giornate a studiarsi con cura le aziende a cui mandare i CV, fare tante belle letterine di presentazione personalizzate (così come insegnano i manuali e i migliori siti di recruiting), e poi non essere degni nemmeno, non dico di un colloquio conoscitivo, ma neanche di un “grazie, ma il suo profilo non ci interessa”. Non è possibile che la ricerca di un lavoro diventi essa stessa un lavoro.
    Alla fine è questo che scoraggia tanti giovani e meno giovani: il merito, il sacrificio, lo studio, l’esperienza e l’aggiornamento continuo sono armi spuntate e inutili quando ti trovi di fronte al raccomandato, al figlio di, all’amico di, all’amante di. O molto più semplicemente quando ti trovi di fronte ad una azienda che pensa solo ai soldi che gli puoi costare, e non al contributo che le puoi dare.
    È anche per questo motivo che il suo intervento ha scatenato reazioni al limite dell’insulto. Proprio lei che così giovane ha fatto una carriera così rapida e sfolgorante, non metto in dubbio che ne avrà avuto anche i meriti, ma sicuramente non avrà avuto molti ostacoli, se non addirittura la strada spianata e in discesa! Proprio lei che è un giovane professore universitario, e che quindi si trova nel posto migliore per osservare la realtà di cui si parla, perché può avere un contatto diretto e immediato con gli studenti! Proprio lei che insegna diritto del lavoro, quindi dovrebbe avere ben presenti anche le problematiche del lavoro giovanile! Proprio lei, si permette uno scivolone così poco di classe, così superficiale da farla sembrare solo un secchione arrogante, saccente e presuntuoso?
    Perché magari “secchione è bello” lo si può anche accettare da uno che si è fatto un paiolo tanto per arrivare dove è arrivato lei, ma dal suo pulpito da privilegiato, purtroppo per lei, suona solo come una grande presa per il culo! Ed è proprio l’ultima cosa che in questo momento i giovani laureati italiani possono tollerare..
    E per finire, i nostri laureati sono pochi rispetto alla media europea, e sono poco considerati dal nostro non-sistema Paese, ma è proprio vero che sono anche così “attempati”?
    Oggi mi è capitato sotto gli occhi un articolo: “Gli studenti italiani non sono dei “bamboccioni” e si laureano in media a 23,9 anni con la triennale, mentre per i laureati specialistici biennali l’età si contrae fino a 25,1 anni, tendendo presente chi si iscrive all’università nei termini previsti (età inferiore a 20 anni). Inoltre, il 10% dei laureati è studente lavoratore e arriva ad ottenere il tanto desiderato diploma all’età media di 30,5 anni. Si tratta di dati tratti dall’ultima indagine di AlmaLaurea sul profilo dei laureati italiani che ha coinvolto 192 mila laureati usciti dall’università nel 2010. Secondo il rapporto, prima della riforma del “3+2” l’età media alla laurea era di 28 anni (con riferimento ai laureati nel 2001).” (http://www.repubblica.it/scuola/2012/01/24/news/l_et_media_di_laurea_25_anni-28693999/).
    Dunque, a meno che Almalaurea non abbia clamorosamente sbagliato i conti, il problema dei 28 anni sembra non essere poi così grave. Ma allora, di cosa stiamo parlando? Di fuffa?

  • povero @pluchino

    “vedrai vedrai” come sarai sempre -e sei – una nullità , Non sono i tipi come lei che emrgono sono quelli che hanno coraggio carattere sena stupidissima invidia

  • Cara Valeria,

    quante volte hai dato?

  • Era cosi’ facile non essere laureati senza lavoro: imparare un mestiere!
    Tanti a vomitare insulti contro uno vice ministro perché “figlio di papa’” (e vi rodete dell’invidia: perché non è capitato a voi!)
    Sembra proprio che sputate contro gli idraulici i muratori i piccoli artigiani o vari semplici umili mestieri (per i quali il lavoro C’E’! visto che avete scelto di stare fino a 30 anni all’università per diventare “dottori” (sic!) . Invece di costare soldi alla società ed alle vs famiglia perseguitando un sogno non alla vs portata perché non avete imparato un vero mestiere oppure è degradante per voi. Siete voi i privilegiati non Martone (lui è UNO voi siete una MASSA di inutili

  • Qui nessuno discrimina niente e nessuno. Anzi, penso che mai quanto ora dobbiamo essere uniti per capire in che direzione vogliamo andare.
    La scelta universitaria per molti di noi é stata quasi forzata dal sistema che si era formato. Se per la maggior parte dei concorsi pubblici non avessero omesso il requisito “laurea” ora non saremmo qui a discutere sugli sfigati e sul lavoro. E’ andata cosi e la massa per inseguire un desiderio si é adeguata al sistema.

  • laureata, studente e precaria

    @carl
    conosco molti laureati che non si tirano affatto indietro all’idea di imparare un mestiere da artigiano anche dopo aver studiato tanti anni, io stessa sono una di questi. credo che un artigiano istruito abbia molte più possibilità di affrontare la sempre più agguerrita concorrenza globale.
    il problema è che ho conosciuto troppi artigiani, che pur lamentando la carenza di collaboratori e apprendisti, rifiutano di considerare quelli che, come me, si riciclerebbero anche più che volentieri in un lavoro anche duro, ma onesto. il problema è proprio l’onestà: non ne posso più di sentirmi dire che sono troppo vecchia per l’apprendistato e che al limite, se proprio insisto, possono al massimo prendermi al nero. Per me niente contratto, niente regolarizzazione, niente tutele, per loro niente tasse, niente contributi, niente regole… troooppo comodo!!! e poi il problema più grande: sono una donna!! non sia mai che mi venisse in mente di mettere al mondo un figlio!!

  • Cosa ne sa lei di ANALISI, FISICA, ELETTROTECNICA, ELETTRONICA, TEORIA DEI SEGNALI,TEORIA DEI SISTEMI, METODI PROBABILISTICI E PROCESSI STOCASTICI, CAMPI ELETTROMAGNETICI?…ha idea di cosa significhi seguire 10 corsi del genere all’anno per 5 anni? dare 10 esami all’anno per 5 anni? con doppia seduta scritto+orale per ogni esame? Si faccia due conti.
    Crede sia possibile terminare in tempo gli studi in una situazione del genere? ..glielo dico io.. non lo e’!..e a quanto pare l’ha capito anche il suo illustre ex collega (o quasi) l’on. Mussi, mettendo mano alla riforma riportando a 20+10 gli esami da svolgere in 5 anni.

  • gentile sottosegretario, dice il saggio che lo stile è l’uomo. certi pensieri si qualificano attraverso i termini che uno sceglie. il suo stile, francamente, non mi piace.
    io non voglio nemmeno entrare nel merito della sua dichiarazione (del resto, ho due figli universitari che pungolo già a sufficienza io, sudando la loro retta e sperando in futuro in cui possano guadagnarsi il pane ma anche elevare lo spirito). il suo commento, che lei ha dichiarato dover essere inteso come uno stimolo positivo, cosa ha di positivo? non essere “sfigati” (come immagino lei si autogiudichi) significa dunque essere sprezzanti, altezzosi e maleducati come le sue parole manifestano? caro signor sottosegretario in tutta onestà, io ho cercato di educare e cerco ancora di educare i miei figli al senso del dovere ma soprattutto al gusto dello studio e del lavoro, alla felicità del lavoro ben fatto, al senso di responsabilità verso gli altri: che si lavino i piatti o si diriga un’azienda. questa sua etica dell’arrivismo, per cui il maggior deterrente è quello di essere bollati come sfigati mi sembra il simbolo di un’italia molto brutta. personalmente se dovessi scegliere tra vedere mio figlio un po’ sfigato ma generoso e allegro com’è e un arrivista incupito e borioso… ecco insomma lo preferirei “sfigato” (a proposito io a 28 anni ero laureata, con un figlio di 3 anni e una di 1. e lei? ne ha figli? se no, alla sua età, mi sembra un po’… irrisolto? 😉

  • Caro Michele Pluchino,
    non ti rendi conto di ciò che stai parlando. Non sarà una di quelle università importanti, ma è pur sempre un’OTTIMA università. Vieni a dare qualche esame e ti renderai conto di come funziona!!!!Ah, un’altra cosa, le classifiche delle migliore università vengono redatte tenendo conto della loro grandezza. Teramo è una di quelle piccole università di provincia. Ma vai a controllare. Vedrai che tra queste è la seconda in Italia!!!! Probabilmente ha ragione il prof…siete tutti degli sfigati, visto che non avete capito il senso delle sue parole! Vai a studiare, che è meglio…

  • Martone perché non si rende utile all’economia? Lo saprà che nella teoria macroeconomica la disoccupazione serve a contenere l’inflazione, no? Bene, se-se-ne-va-a-casa e ci rimane per i prossimi trent’anni senza fare assolutamente nulla, ecco che farà il bene del Paese nell’unico modo adatto a lei: perché non diventa capo-ultrà di qualche squadra di calcio, che le darebbe tante soddisfazioni e ci fa risparmiare il costo della sua presenza al governo? (e a questo proposito, complimenti per averci portati al declassamento: e meno male che siete tecnici! se eravate guardialinee figuriamoci che succedeva) :-)

  • Egr Prof Vicemin dott Marton, faccio un breve ritorno per porgerle le mie più sentite umili e profonde scuse: non avevo ancora letto il Suo impressionante curriculum su wikipedia e non sapevo che fosse uno scienziato: advvero è stato membro della “Commissione scientifica per la semplificazione amministrativa e la riforma della disciplina del rapporto alle dipendenze della pubblica amministrazione”?
    Beh, davanti alla Scienza io m’inchino, per cui le rinnovo le mie scuse che spero voglia accettare.
    (è uno scienziato, ecco perché quella pettinatura alla Einstein…)

  • Ecco cosa succede a generalizzare…
    E mo ti pigli gli insulti da mezza italia, ben ti stà

  • dover farsi spiegare il vero e positivo significato del messaggio del Prof Martone dai fratelli esteri è veramente da generazione sfigata!

    con Lei Viceministro!
    buon lavoro

    http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/europe/italy/9038146/Italian-minister-under-fire-for-saying-students-who-drag-out-degrees-are-losers.html

  • la prima cosa che dovrebbe imparare la gente “fortunata” come lei è la riservatezza e la discrezione, il “buon gusto” di evitare giudizi affrettati su realtà di cui proprio la gente come lei crede di sapere tutto ma ha soltanto una vaga informazione televisivo-letteraria e nulla più… ma visto che lei si professa anche sincero, diciamoci la verità: in generale lei cadrà sempre in piedi, ecco il motivo del suo entusiasmo e ottimismo ai limiti dell’idiozia, e lei questo lo sa… se ne rallegra, forse inconsciamente crede ancora ai suoi presunti meriti, o capacità o altro… beh mi lasci dire… gli amici di suo papà le diranno sempre che lei è brillante, bravo, giovane promettente… ma mi creda… ci pensi su, e misuri i limiti di queste adulazioni con il risvolto della medaglia: sono indirette forme di lecchinaggio di cui un paese come l’Italia – intesa come società presunta “civile” – si serve per oliare i suoi ben noti meccanismi di casta. Tutto qui. Come ultima cosa – ma è solo perchè alimentare il disprezzo , come dice lei, non aiuta il paese – e vista la posizione che occupa, mi lasci lo stesso augurarle un buon lavoro, cerchi di mertitarselo veramente quel posto… ma soprattutto, abbia l’onestà di mollarlo se si accorge di essere solo una bella figurina messa lì per far piacere a qualcuno o a qualcosa di più grande e irraggiungibile per le sue capacità.

  • con la sua affermazione ha solo guadagnato 2 minuti di popolarità, FATE QUALCOSA…abbiamo bisogno di persone che facciano il loro lavoro e non dicano agli altri cosa fare. Provi ad immaginare se lei verrà ricordato solo per questa sua bella affermazione…

    saluti, un laureato che ha sempre lavorato…

  • in riferimento ai tanti (troppi) commenti ingiuriosi e agli epiteti più che offensivi rivolti al prof Martone non si può non rimanere allibiti e sentirsi anche se indirettamente offesi. chi muove tali accuse dovrebbe sincerarsi di aver cognizione dell’intero contesto nonchè dell’amore e della dedizione del professore nei confronti del suo lavoro e dei suoi studenti. una persona come Michel Martone è difficile da incontrare (la mia fortuna è stata quella di averlo avuto come professore e di aver potuto seguire un semestre delle sue lezioni). indiscutibilmente agevolato, mai ha denigrato studenti che per necessità hanno concluso il proprio percorso di studi in ritardo, al contrario, ha sempre dimostrato ammirazione per tale categoria di persone che, nonostante difficoltà oggettive si sono DATE DA FARE. è esattamente questo il messaggio che con la sua dichiarazione (l’uso del termine sfigati ha solo contribuito a renderla più diretta, finalizzato a suscitare una reazione)intendeva mandare. Non conosco personalmente (mio malgrado) il professore ma sono certa una tale dichiarazione non sottintendesse nulla di offensivo. Martone è una persona, un PROFESSORE che ha preferito ‘sacrificare’ molteplici ore del suo corso nozionistico diritto del lavoro per rendere consapevoli i suoi studenti dell’attuale situazione economica, intrisa di precarietà, incertezza e sfiducia, esemplificando cause e conseguenze di decioni prese in passato e optabili per il futuro e CONTRIBUENDO A FORMARE UNA COSCIENZA nei giovani ragazzi che aveva di fronte. riguardo invece a chi accusa di raccomandazione il prof…è innegabile un’agiatezza e la presenza di una famiglia benestante e influente ma non per questo Martone si è mai posto in una posizione di superiorità, preferendo invece classificarsi come uno dei giovani che si è fatto da solo, grazie alla propria fatica ed ai propri meriti. ed è per questo che ha la mia stima e quella di tutti i suoi studenti.
    in bocca al lupo prof!

  • Mettiamo per assurdo che san martone, abbia ragione.
    Prendiamo come esempio limite uno studente sfigato: Marco Rossi.Marco si laurea a 29 anni, dopo che gli è morta tutta la famiglia davanti agli occhi, ha dovuto fare 15 lavori e vendersi un rene per terminare gli studi e mantenere l’unico membro sopravvissuto della famiglia, una sorella paralizzata dal collo in giù … il massimo della sfiga insomma.
    Ora, il problema che l’illustre martone è questo: se ti laurei dopo i 28 anni se fuori dal mercato del lavoro (primo intervento), poi però corregge il tiro e dice che però non tutti sono sfigati.
    Bene, supponendo sempre che “michel le belle” abbia ragione, quando Marco Rossi, va a presentare il curriculum vitae, sai cosa gliene possa fregare al datore di lavoro del suo vissuto??

    Come vedi, oltre a esprimere in termini deprecabili un concetto confuso (un avvocato dovrebbe saper almeno parlare), facendo marcia indietro, ha dimostrato anche la pochezza del suo pensiero.

    E fidati, che non ha la stima di tutti i suoi studenti. Magari la tua, e quindi parla per te!

  • Caro Martone, però vorrei farle una domandina scherzosa e un po’ provocatoria, cui spero vorrà cortesemente rispondere: un signore cooptato non si sa per quali meriti in un governo sedicente tecnico, governo messo là con un colpo di mano dei partiti su pressione di Confindustria e Banche per curare i loro affari e mantenere costante il loro saggio di profitto, rastrellando soldi in tutta Italia togliendoli ai consumi per consegnarli direttamente alla finanza, e che riesce per questo a farsi declassare dalle agenzie di rating (!!!) e a portare il paese alla recessione (vedere crollo dei consumi di Natale, conseguenza diretta delle politiche del governo Monti), e che parla dell’altrui “sfiga”: quanto risulta (involontariamente) comico un viceministro in una scala da uno a dieci, secondo il suo autorevole parere scientifico?
    Grazie in anticipo per la risposta, cordiali saluti.

  • leggo un commento illuminante letto su un forum del corriere. Chi se ne frega di difendere o no Martone! Si difende la VERITA’ non chi la esprime seppure con parole forte!

    Martone e gli “sfigati”: per me, ha fatto bene

    Ciao Beppe, una volta tanto mi sento di poter commentare autorevolmente una notizia: Martone e gli studenti fuori corso sfigati. Sono stato uno di quelli: ho impiegato 11 anni per laurearmi. Ho mille scusanti: malattia e morte di mia madre, relativo disfacimento del nucleo famigliare, gestione di qualsivoglia problema italico di quei tempi (corruzione di pubblici ufficiali, costruttori paramafiosi, problemi tributari, dispute legali, dentro e fuori dal nucleo familiare, cartolarizzazione, cura Di Bella con ministero della salute contrario) relativa fuga dalla realtà, in senso materiale con improbabili esperienze di studio all’estero il cui vero fine era quello di fuggire dal mondo, e meno materiali, con l’esaltazione del lato carnevalesco della vita, depressione non curata con tanto di gesti autolesionistici per non farsi mancare nulla… e in tutto ciò arrivato al momento della tesi a 27 anni, ho pensato bene di metterci 5 anni per scrivere, credo, 15 introduzioni ad una tesi che non ho mai finito; un giorno il mio relatore mi ha gentilmente spiegato che non era mio compito con la tesi scoprire la chiave di volta che tiene insieme l’esistenza umana: un’altra fuga. Direi che al netto di quanto posso imputare alla sfortuna, sono stato colpevolmente sfigato, oppure, per trovare un compromesso: la sfiga un giorno mi ha colpito duro, ma invece di rialzarmi ho pensato bene di proseguire il suo lavoro. Non so se Martone abbia scelto accuratamente il termine, ma oggettivamente la parola funziona bene in entrambi i suoi significati: persona colpita da sfortuna e persona che si comporta in modo perdente, per cui nulla da imputargli. Credo che il suo intento fosse quello di mettere in guardia dai rischi della lungo degenza universitaria, e non quello di stigmatizzare chi è stato meno fortunato. Ha fatto bene. Saluti,
    Francesco De Toma

  • No, Martone. Il problema è il livello della formazione, l’inutilità di svariati corsi di laurea, l’eccessiva burocratizzazione, la scarsa e talvolta imbarazzante preparazione di coloro che stanno dall’altra parte della scrivania. Se ripetere tali luoghi comuni ti fa un luminare, allora siamo tutti viceministri dall’età di 10 anni.

  • laureata, studente e precaria

    Credo si possa essere tutti d’accordo che sono gli ESSERI UMANI a fare la differenza, in qualunque situazione, e non il loro TITOLO DI STUDIO e l’età in cui lo hanno conseguito, e che sono le CAPACITA’, le CONOSCENZE e le NUOVE IDEE a mandare avanti un Paese, non le polemiche sterili, gli insulti (soprattutto quelli che arrivano dagli alti scranni), o le definizioni “sfigate”.
    Inviterei il prof Martone a leggersi umilmente e pazientemente tutti questi commenti, e tutti quelli apparsi nei siti dei vari quotidiani in questi giorni, a non fare il cattedratico ma a prendere diligentemente appunti: questi post sono uno spaccato della condizione giovanile, con le sue ansie, le sue paure e le sue frustrazioni che le indagini sociologiche o statistiche non potranno mai descrivere appieno.

    Detto ciò, vi invito a leggere questo articolo:

    http://www.repubblica.it/scuola/2012/01/24/news/l_et_media_di_laurea_25_anni-28693999/

    e a pensarci su. Se quelli di Almalaurea non hanno sbagliato i conti, allora credo proprio che, oggi, il problema dei 28 anni alla laurea non sussista…
    MA ALLORA, DI CHE DIAVOLO STIAMO PARLANDO?!?!?

  • Egregio sig. Martone,

    Le scrivo poiché facente parte di coloro che Lei, generalizzando non poco, ha definito sfigati (prima della pronta quanto prevedibile rettifica).

    Ho quasi 29 anni, studio all’università e lavoro 8/9 ore al giorno e, per mia fortuna, con un contratto a tempo indeterminato.
    Da quando avevo 15 anni ho sempre lavorato, nel tardo pomeriggio, dopo i compiti.

    La mia famiglia? Più che dignitosa. Avrebbe potuto mantenermi in tutto e per tutto, pagandomi anche l’alloggio fuori città per frequentare i corsi all’università.

    Ma io ho rifiutato e non me ne pento.

    Il fatto è che io non ho né problemi di salute, né economici, né d’integrazione sociale.
    Ho solamente scelto. Scelto di essere indipendente. Scelto di iniziare contestualmente agli studi la mia formazione lavorativa

    Le mie giornate da 8 anni a questa parte iniziano, alla mattina presto con la consapevolezza che rientrerò in casa dopo quasi 16 ore.

    Lavoro fino alle 18/19 e poi vado diretta in biblioteca fino alle 23/24. Tutte le sere. Se mi prendo il lusso di saltare una sera e andare in palestra, il giorno dopo devo svegliarmi alle 6 del mattino per recuperare e poi devo studiare anche in pausa pranzo.

    Se sono stanca, se al lavoro ho avuto una pessima giornata e sono piena di mal di testa, obbligo il mio cervello a rimanere attivo. Mi prendo un antidolorifico, dormo 10 minuti sui libri e poi inizio.

    Nessuno mi spiega quello che devo studiare, faccio tutto da sola, facendo il doppio della fatica.
    Non ho compagni universitari, ho dovuto scegliere un’università a due ore di treno da casa perché aveva più appelli.
    Se ho un dubbio, nessuno mi aiuta.

    Durante il week end, trascorro ore in biblioteca mentre accanto a me c’è gente che passa le ore su Facebook. Ma tanto il giorno dopo mica lavorano.

    La mia tredicesima e la mia quattordicesima servono a pagarmi le tasse, che per diversi anni sono state maggiori rispetto agli altri perché “fuori corso” (però pagavo una quota per il “sostenimento delle strutture”) mettendomi così sullo stesso piano di chi si crogiolava tutto il giorno, non combinando niente in biblioteca e che faceva spallucce se lo bocciavano a un esame (tanto paga papà).

    Conciliare le esigenze lavorative con i permessi studio, non è sempre facile ma ancora peggio è presentarsi agli esami e sentirsi dire dai professori infastiditi che avrei dovuto frequentare, che “non è possibile studiare e lavorare”

    Per andare a sostenere gli esami mi sveglio sempre alle 4 del mattino.
    E ogni volta arrivo in facoltà e noto che alla fin fine, chi frequenta è sempre più avvantaggiato.
    O sostiene l’esame prima dell’orario previsto, o sa già cosa studiare di preciso o saluta calorosamente il docente, che contraccambia.
    Ed io sto lì, con il doppio della fatica alle spalle che sostengo il mio esame, senza nessun aiuto. Ma se prendo un 25 è come se fosse un 30.
    Ed esco a testa alta.

    Il giorno dopo non mi trastullo, non faccio relax, ma torno al lavoro, stressata o non stressata, ricomincio la mia routine quotidiana.

    Non posso permettermi di essere bocciata, o perlomeno devo ridurre al minimo tal eventualità, perché significherebbe aver buttato via i soldi dei biglietti del treno e aver sprecato preziose ore di permessi studio.

    Le mie ferie, oltre a Natale e Ferragosto, le uso per studiare.

    C’è molta gente che s’impegna e studia su serio (e direi che è il minimo se hai solo quello da fare) ma ce n’è altrettanta che va avanti per inerzia, che fa il minimo indispensabile, che alle 16.30 guai se in biblioteca non fa merenda e guai se alle 18.30 non esce per l’aperitivo.

    Ma loro possono perché hanno tutto il giorno per studiare, mentre io ho solo tre ore la sera e non posso distrarmi.

    Sa cosa? Tal volta gli eventi mi portano a credere che oggi come oggi saranno proprio loro ad andare avanti, grazie a conoscenze e al fatto di essere “figlio di”.

    Anch’io sono figlia di papà, ma nel senso che accanto a me ho due genitori che mi sostengono nelle scelte di ogni giorno, non che mi spalancano le porte grazie alle loro posizioni di prestigio, ma m’incitano a fare sacrifici e a darmi da fare.

    Io il mio percorso me lo sto costruendo da sola, senza chiedere aiuto a nessuno, senza favoritismi e sotterfugi.
    E voglio credere che non sia ancora tutto marcio ma che ci sia uno spiraglio di salvezza, da qualche parte. Povera illusa? Chissà.

    Non faccio nulla di speciale, non merito medaglie e non mi lamento. C’è gente che si spacca la schiena molto più di me, gente che ogni giorno lotta e che vive in condizioni precarie. Ragazzi che avrebbero dei gran cervelli ma che non hanno i mezzi per poterlo dimostrare. Io mi ritengo fortunata a poter lavorare e a pagarmi gli studi.

    Se alle volte tentenno e mi chiedo chi me l’ha fatto fare, perché mi sono tanto complicata la giovinezza senza abbandonarmi ai bagordi tipici dell’università e godermela, è soprattutto grazie a gente come lei.
    Gente che quando mi chiede a che anno sono o quanti anni ho, rimane a bocca aperta e mi guarda con la faccia che dice “povera, ma dove vuole andare, ormai.”

    Nella maggior parte dei casi non interessa nulla della persona, del suo excursus, dei retroscena che ha dovuto affrontare.

    Se una persona di merito può iniziare l’università solo a 25 anni perché prima non è ne aveva la possibilità…non sia mai! Da noi sarà sempre di serie B.
    Ah, la dura legge del lavoro!

    Non mi accanisco contro il sistema per giustificare magari la poca voglia di fare di alcuni, ma mi accorgo che, per quel che riguarda me, da noi quello che conta nella maggior parte dei casi sono numeri, che sia l’età o il voto di laurea. Mi accorgo che l’esperienza, la buona volontà, il lavorare sodo, beh, va tutto in secondo piano.

    Quando Lei scrive che “dieci anni per una laurea quinquennale sono troppi” indirettamente taglia le gambe alla gente come me.
    Perché se io andrò a fare un colloquio, nessuno mi chiederà se mi sono laureata tardi per problemi in famiglia o altro. A prima vista, mi scarteranno e sarò considerata come chi non ha mai avuto voglia di fare nulla.
    Ritengo quindi che il Suo generalizzare sia offensivo ma ritengo anche sia l’ennesima conferma di come vadano le cose qui da noi e di quanto snobismo ci sia nei confronti di “quelli come me”

    E ne prendo atto, ahimè.

    Alle volte sembra addirittura che sia io in difetto perché tra una cosa o l’altra i bastoni tra le ruote me li trovo sempre. Ma vado avanti e non mi demoralizzo.

    Ah dimenticavo, nel frattempo mi sono fatta anche un mutuo con il mio compagno, perché per noi poveri mortali prima inizi a indebitarti per trent’anni, meglio è.

    Una volta un classico figlio di papà mi ha chiesto se ero povera (e se lo fossi stata?!) perché era impensabile che io lavorassi e studiassi. E come lui, tanti altri.

    E’ così impensabile fare tale scelta, anche se non si hanno difficoltà economiche?!

    A questo punto, credo che i veri poveri e i veri sfigati siano coloro che pongano limiti alla loro mente, che vivono nel pregiudizio e nei luoghi comuni.

    Forse a 27 anni non avrò ricoperto ruoli di prestigio, ma nel mio piccolo ho imparato a vivere e a rispettare gli altri e questo nessun libro te lo spiegherà mai.
    Saluti.

  • Michel
    Se volevi farti un po’ di pubblicità ci sei riuscito. Però potevi prendere di mira un’altra classe di cittadini, per esempio quella dei raccomandati e dei figli di papà. Invece hai offeso gli studenti fuori corso. Non credo che ci si diverta a essere fuori corso: spesso è dovuto a inefficienze dell’università, a professori fantasma che rinviano esami, a difficoltà oggettive nel terminare la tesi, alla follia di ottenere comunque una media altissima rifiutando voti, al dover lavorare per pagarsi gli studi… Come vedi la casistica è lunga e articolata.
    Gli attuali studenti sono comunque sfigati per il fatto che frequentano una scuola ormai ridotta allo sbando e nella quale cresce a dismisura il numero di professori arroganti, indisponenti e con capacità didattiche prossime allo zero.

    Concludo informandoti che:
    • Detesto secchioni, professori che fanno i professori e i raccomandati
    • Non ho dovuto trovare il lavoro perché il lavoro ha trovato me
    • Mi sono laureato a 24 anni senza essere secchione ne raccomandato e nemmeno genio
    • La laurea l’ho conseguita alla Sapienza in una facoltà di prestigio

    Nella mia posizione potrei tranquillamente sparare sentenze ad alzo zero ma non mi sono mai permesso di farlo ne lo farò perché ho rispetto per il prossimo e tengo il cervello costantemente attaccato alla spina.

    Saluti

  • Caro Dott.Martone ,come sarà perfettamente a conoscenza del fatto che la Costituzione italiana proclama solennemente l’uguaglianza di tutti i cittadini,così,ne sono sicura, non le saranno mancate occasioni per constatare ,quanto amaramente non saprei,che la forma, se ha la straordinaria capacità di plasmare la sostanza (dunque il diritto e per esso lo Stato che lo promuove sono espressione ed insieme alto stimolo di civiltà)ancora sostanza non è .Dunque ,sono molti e variabili i fattori che segnano profondamente il destino di ciascuno individuo ,a prescindere da quello che egli ontologicamente è .Non vorrei andare per le lunghe ,nè sprecare il suo prezioso tempo,immagino, iper-retribuito ,però, oltre alcune lungimiranti critiche che sono state mosse alla sua ,se posso permettermi ,non molto brillante (forse molto pubblicitaria sì)osservazione ,vorrei aggiungere che quelle variabili indipendenti dalla nostra volontà ,dipendono ,ahinoi,proprio da certi complessi di superiorità che dividono le nostre università esattamente a metà tra docenti ed assistenti seri e docenti ed assistenti che seri lo sono un po’ meno ,visto che concepiscono la loro attività non come un servizio ,ma come mera occasione carrieristica, dimostrando con questo di aver capito poco o niente di quel messaggio costituzionale succitato ,elaborato e maturato da una classe politica che, per spessore ed impegno civile, farebbe impallidire quelle che negli ultimi anni si sono succedute.Tra le altre cose , l’essere fuori corso ,oggigiorno, richiede l’apertura di un mutuo ,visto che l’ammontare delle tasse universitarie ,ad esempio alla Sapienza ,per uno “sfigato” si aggira attorno al 50% in più di quelle di un in corso,già alte di per sé ( in che modo dunque un fuori corso possa rappresentare un peso per la società va altrimenti dimostrato) ,per cui ,in corso e non , resterebbe solo e soltanto un problema a carico dei diretti interessati e delle loro famiglie.E glielo dico come una che a meno tre esami dalla laurea , quasi perfettamente “in corso “e con una media del quasi 29,è scivolata ,suo malgrado, nello status da lei tanto sbandierato .Forse ,se non questo ,avrà magari modo anche Lei ,nel futuro,di sperimentare degli status rientranti nel genere che le offriranno l’opportunità di cedere ,per così dire, ad una maggiore flessibilità,ovviamente non nel senso del mercato,perché anche quella è da “sfigati”.A prescindere da ciò, sono tra quelli profondamente convinti che l’istruzione(anche di grado universitario -accademico) dovrebbe essere garantita a tutti ( futuri premi nobel e non solo),senza distinzioni di ceto e di età,e dovrebbe essere ,se è lecito spingersi oltre ,totalmente gratuita.Come finanziare questo progetto ?Magari cominciando a ridurre i compensi dei manager e della classe dirigente.
    Non credo abbia capito quanto le ho scritto ,muoviamo inoltre da visioni della realtà che sono agli esatti antipodi, ed in fondo mi chiedo anch’io il perché l’abbia fatto.

    Sono metaforicamente convinta che uno sfigato al comando della costa concordia avrebbe navigato rispettando le giuste distanze di sicurezza ,o forse una crociera, anche se low cost, non l’avrebbe mai fatta ,altrimenti che sfigato è?

  • Sono perfettamente in linea con il contenuto del messaggio lanciato dal viceministro Martone, che nella forma poco istituzionale forse sconta l’abitudine a confrontarsi con una platea di studenti.
    tuttavia le reazioni esagerate e a tratti mostruose susseguenti credo che, paradossalmente,destino maggiore interesse della provocazione: tralasciando le minacce, che tristemente, ho pure letto su questo blog,ne escono:
    1. una generazione inferocita, perchè forse colta nel vivo;
    2.giovani che si indignano, riscoprendo una sensibilità sopita fino a ieri, quando politica e figure istituzionali hanno usato toni ben peggiori;
    3. incapacità collettiva, gregaria, direi, di comprendere i positivi contenuti di un messaggio…tanto che sono corsi in aiuto i giornalisti inglesi, favorevoli alla posizione del Prof Martone;
    4. totale mancanza di idee per risollevare il nostro paese.

    detto questo, prima di muovere qualsivoglia altra censura al viceministro, forse sarebbe il caso di ricordare che lui è “solo” viceministro al lavoro, non un condensato di ministro dell’istruzione, presidente del consiglio, vecchia DC…
    invece di affossarci in queste sterili polemiche, continuiamo a rialzare il nostro paese

  • Caro viceministro,
    ho letto alcuni dei commenti alla sua affermazione e come alcuni anche io penso che chi vuole capire male lo farà sempre nonostante i chiarimenti.
    Tuttavia i “malpensanti” negano quello che è chiarissimo, ovvero, che non tutti gli studenti fuori corso, ma tanti di loro si trascinano in studi universitari lunghissimi e spesso mediocri senza nessuna scusante.
    L’università bisogna farla BENE e PRESTO, tutto qui.
    Discorso a parte merita l’assoluta inefficenza della nostre università a formare lavoratori laureati e non solo laureati.
    Con grandissima stima,
    Angelo.

  • LUI È la vecchia DC ,in odore di P3, con la faccia giovane e i capelli gellati..

  • A La Sapienza non le hanno insegnato che nel momento in cui si occupa una carica pubblica, le affermazioni vanno fatte con un linguaggio politically correct? La sua conoscenza eccellente della lingua inglese dovrebbe averlo avvicinato a questo concetto caro ai nostri amici d’oltre Manica.
    E’ evidente, tuttavia, che la sua affermazione è carica di furiosa inesperienza giovanile. A tal proposito sarebbe più conveniente ritornasse alla sua attività di grafomane che sfoga le sue inquietudini nel suo diario personale, magari mentre ascolta Jimy Hendrix.
    Concludo ricordandole doverosamente che lei è viceministro non eletto democraticamente, quindi, al fine di salvaguardare quel poco di buono che rimane della sua immagine pubblica, le suggerirei di pesare più che bene il linguaggio che usa, magari pensando prima di passare all’azione di dare aria a pensieri generalizzanti e privi di qualsiasi fondamento razionale.
    Le auguro una buona serata e spero che in futuro vada a vedersi qualcosa della Petri a teatro piuttosto di ingannare la noia spolverando di malcontendo i cittadini i quali, mi creda, di malcontento ne hanno piene le tasche.

  • Il prof. Martone ha perfettamente ragione. E’ inutile fare i perbenisti. Il termine usato sarà anche sbagliato ma il concetto è centrato in pieno. Piena approvazione da parte mia.

  • Prof. Martone,

    sono un insegnante di liceo di 2 anni più grande di Lei, la sto ascoltando su 8 1/2. Penso che Lei abbia ragione. Non tutti sono adatti ad andare all’università. Bisogna avere il coraggio di dire che le capacità intellettive o intelligenze sono diverse. Ci sono molti studenti che vanno fuori corso solo perché hanno sbagliato e magari avrebbero fatto egregiamente un lavoro manuale.
    Sono inoltre indignato degli insulti che qui Le sono stati rivolti. Vada avanti e continui a dire queste verità, anche con questi linguaggi schietti. Perché chi è offende è davvero uno sfigato.

  • X A.B.

    se stava tanto a cuore al PROFESSORE spiegare ai suoi studenti cose che vanno oltre la sua materia e le ore a questa dedicata poteva organizzarvi un seminario o delle ore di didattica integrativa….intanto avete saltato le lezioni!!!!!

  • Sobrietà e sincerità non sono incompatibili. I catalizzatori sono l’umiltà e la consapevolezza. Io sono diventato ordinario a 46 anni, figlio di contadini, con 50 pubblicazioni (rapportato al tuo settore calcola almeno 150) su riviste internazionali con altissimo impact factor, in un concorso con 40 candidati tutti agguerriti e di livello altissimo. Forse il sicuramente pur meritevole e brillante collega promosso a 29 anni, figlio di illustre padre, con 2 pubblicazioni di cui 1 ancora non perfezionata, in un concorso con 8 candidati in partenza e solo 2 all’arrivo (con 2 idoneita’ da attribuire) dopo 6 ritiri potrebbe non avere la piena consapevolezza delle difficolta’ del sistema universitario. Per quanto riguarda l’umilta’ preferisco non pronunciarmi, non vorrei essere frainteso e sentirmi rispondere che poche righe sopra mi sono lodato da solo, spero sia chiaro perche’ ho esibito il mio curriculum. In ogni caso, auguri sinceri di buon lavoro.

  • Problemi personali a parte ,che ,a quanto pare, sembra mettano tanto d’accordo i novelli Dante e Petrarca della rete ,facendo meritare a sfigati ,bambocci controvoglia e quant’altro una bonaria clemenza ,mi chiedo :ma a voi, che uno qualunque decida di barcamenarsi,a sue spese , in studi, che quando li avrà terminati ,gli faranno trovare le porte di un mercato ,parbleu inclemente ,chiuse ,che cosa ve ne deve importare?Dovrebbe farvi più indignare il malcostume che favorisce il conseguimento di lauree facili ,di quello che non rispetta i canoni della meritocrazia o che consente a laureati poco versati nella disciplina che hanno scelto di rivestire mansioni e qualifiche per le quali non hanno adeguata preparazione .
    L’inferocito, il colto nel vivo ,come la gregaria incapacità etc etc ,facevano anch’essi parte di un positivo messaggio oppure erano eufemismi filtrati attraverso del sano humor inglese?

  • @dura lex sed lex
    visto che siamo tutti uguali come dice la costituzione, appunto, aboliamo i vari titoli “dott.”davanti ai cognomi come nei paesi DEMOCRATICI (UK, Francia, USA) . Vedrete che i studenti che parcheggiano all’università diminuiranno di colpo!
    PS sono anche per l’abolizione del ridicolissimo e poco meritato titolo di “Onorevole” riservato ai deputati italiani (in Francia, in UK, in USA Mr Mrs

  • Caro Michele oggi vedo che hai molti sostenitori. Questo vuol dire che puoi vantare un buon numero di lacchè….ed io che pensavo che non eri simpatico a nessuno. Ma si sa che molti si prodigano oggi nell’antica arte del leccare per ottenere domani. Buon per te.

  • Il “Signor” Martone, deve andare a casa, subito!
    Ha vinto solo concorsi universitari truccati!

  • Certo Che Michel hai un percorso veramente invidiabile.
    Molto dubbio, ma invidiabile!
    Invidiabili le conoscenze, Invidiabili le circostanze, Invidiabili le parentele.
    Ti è mai venuto il dubbio di non essere lì x le “invidiabili” che altri non hanno?
    Ma, se sei cosí intelligente come ci si aspetterebbe da UNO con un tale percorso, di sicuro il dubbio non ti è venuto…

  • Caro signor Martone, in Italia ci si laurea troppo tardi proprio a causa di gente come lei che mentre detiene la docenza all’università rilascia interviste in televisione e ricopre ruoli in politica.
    Si vergogni e, soprattutto, si dimetta.

    Ad maiora

    Saluti da Stoccolma

  • Salve ch.mo prof, sono uno sfigato piu’ raffinato. Difatti suppongo che lei consideri sfigati anche coloro che ottengono il PhD a 33 anni come me, e pubblicano il primo articolo a 34 anni. Ora in compenso di articoli ne ho pubblicati 71, più 4 libri che sto curando per editori internazionali (tutti su rivista o libro internazionali peer refereed). Lei invece a 27 anni era professore associato e a 29 anni era già idoneo all’ordinariato, e questa e’ la lista delle sue prestigiose pubblicazioni: http://michelmartone.it/saggi
    Ha proprio ragione: sono uno sfigato!
    Alberto d’Onofrio

  • “I numerosi riferimenti a fatti e a metodologie di analisi sono caratterizzati talvolta da passaggi argomentativi non del tutto esaustivi”. Poi, “permane la difficoltà di individuare una chiara ipotesi di lavoro”. Ecco: “Martone dimostra di trattare con spigliatezza gli argomenti prescelti e di adoperare correttamente il linguaggio giuridico, ma di dover ulteriormente affinare il ricorso al metodo storico ed interdisciplinare. E’ auspicabile che la già acquisita maturità scientifica si consolidi ulteriormente in futuro in una produzione più diversificata”. Il professor Marcello Pedrazzoli confermò una maturazione disciplinare ancora da venire, ma offrì la cattedra da ordinario riempendo il giudizio di auspici: “Nonostante questi elementi di discutibilità, da ascrivere per così dire alla sua giovinezza scientifica… Le notevoli qualità su cui può contare avranno occasione di manifestarsi appieno quando sarà trascorso il tempo occorrente per la loro sedimentazione… Viene quindi per lo stesso formulato un positivo giudizio, anche prognostico”.
    Eppure….
    Andò che durante quel concorso, tenutosi tra gennaio e luglio 2003, su otto iscritti sei si ritirarono. Restarono solo Franca Borgogelli e Michel Martone figlio di Antonio.
    il posto da baby-ordinario la commissione puntuta lo ha impacchettato lo stesso.

    Passare perché figlio di papi Martone? Qeusto si è da sfigati. Vergognati!!!

  • http://espresso.repubblica.it/dettaglio/e-questo-e-il-giovane-al-governo/2172086

    vabbè, forse l’unica sfiga che abbiamo è quella di non avere il cognome giusto….

    ps chiedo scusa a mio padre, per questa sarcastica battuta.

  • meglio un artigiano di talento che un ingegnere mediocre …

  • LEI E' VERAMENTE PROFESSORE ?

    Pubblicazioni sull’ENPALS, sul contratto di agenzia e sulla riforma Brunetta (di cui era consulente), che grandi approfondimenti scientifici, che competenza….ma lei sarebbe mai diventato professore in una università pubblica? Sappiamo tutti cos’ è la LUISS e come funziona…

  • Forse non hai capito che è la mala politica che si mangia le risorse degli italiani e che ha portato gli italiani al fallimento ed a un governo Monti che deve addossarsi le responsabilità del boia sempre e del fallimento Italia se non riesce a farla uscire dalle secche in cui è precipitata. Non fare mai l’avvocato in politica, basta in tribunale!

  • Carissimo professore!
    Mi piacerebbe sapere che tipo di esperienza pratica ha oltre a quella accademica: è mai andato a lavorare nei campi, è mai andato a fare il cameriere, ha mai fatto uno stage presso qualche impresa privata, ha fatto il tirocinio gratuito(due anni) presso uno studio di avvocati,ha mai fatto l’assistente di persone disabili, ha mai atteso 10 anni prima di veder riconosciuto il proprio lavoro,’ mai andato ai seggi elettorali come scrutatore, non è stato mai scavalcato dai cosiddetti raccomandati?
    Se ha risposto sì a una di queste domande, la posso considerare credibile e conoscitore della vita reale… altrimenti è meglio che ritorni ad insegnare all’Università (tanto quello che si insegna non ha mai un ritorno pratico).

  • ma Monti ha liberalizzato anche le cazzate? Quando vorrai un figlio adottami così mi dai una bella raccomandazione come quelle con cui vai avanti da quando sei nato.

  • Sono persone come lei che rendono l’Italia un posto invivibile e di cui vergognarsi. Il suo curriculum studiorum fa ridere: professore ordinario con UNA sola pubblicazione. AH AH AH.E si permette pure di giudicare gli altri…Un qualsiasi Paese civile l’avrebbe già costretta a dimettersi dal ruolo che ricopre, a prescindere dalla sua sparata sui ventottenni sfigati. Vada a lavorare in miniera!!

  • Io sono uno dei tanti (ex) ventottenni sfigati di cui lei parla.
    Però penso che la mia sfiga più grossa sia non avere nessuna conoscenza in alto. Cosa che in un Paese come l’Italia risulta un fattore decisivo di successo. Altro che meritocrazia!
    Cosa devo fare???????????????????????
    Attendo una risposta, sobria ma comunque sincera

  • Ma perché non risponde?
    Non si abbassa al livello degli sfigati.
    Per lui siamo zero siamo non persone.

  • Essersi inimicato gran parte dei giovani ricercatori è spiacevole e dannoso, e mostra una certa inadeguatezza al suo ruolo che dovrebbe essere oggetto di riflessione.

    Il suo curriculum non mostra alcun segnale chiaro di qualità internazionale e non le consente certo di poter esprimere giudizi sommari sul percorso accademico di giovani e meno giovani.

    La sua traiettoria professionale, purtroppo, sembra improntata alle più stantie dinamiche di questo paese. Ci meritiamo di meglio.

  • Egregio viceministro, un suggerimento spassionato, più efficace di improperi giusti o sbagliati: IMPONETE AI PROFESSORI DI FARE UN APPELLO AL MESE e vedrete come le cose cambieranno alla velocità della luce. Per evitare codazzi di ‘fancazzisti’ si può anche far pagare un ‘cheap’ (5/10 euro) per l’ iscrizione agli esami…ci pensi..

  • Sig. viceministro Complimenti per la “prima” uscita !!!! E’ stato allievo di Brunetta?

    Controlli la spina alla prossima uscita pubblica.

  • Non sarai sfigato, ma sei disposto a giurare sulla tua testa che babbo non ti dato l’aiutino. Okkio xchè poi non puoi più mettere la cravatta!!!!

  • Ma è evidente che le parole del povero giovane sono state fraintese, in fondo è un ragazzino, ancora acerbo e non avvezzo alle uscite pubbliche. Certo da un tale genio ci si aspetterebbe qualcosina di meglio, magari affermazioni acute sulla meritocrazia in Italia, ma in questo modo qualcuno avrebbe potuto chiedergli come ha fatto a diventare Prof. ordinario a Siena con la pubblicazioni di due soli articoli, di cui uno inammissibile ai fini del concorso. In fondo anche con questa frase superficiale ed insensata gli stanno chiedendo da più parti spiegazioni e se non sia il caso di dimettersi. Un po’ mi fa pena l’inutile Martone, perché è triste non poter esprimere le proprie idee per via dei numerosi scheletri nell’armadio. Avere le spalle coperte dal nome del Babbo fa comodo finché non ti esponi pubblicamente dando prova della propria inestimabile pochezza. Michel Martone è indifendibile, non gli si possono contestare i titoli ma certamente gli si può consigliare di sentirsela meno “calla” come dicono a Roma, perché sarà pure docente universitario, viceministro etc.etc. ma con queste infelici esternazioni rivela tutta la miseria del suo intelletto, mostrando quanto poco abbia imparato sui testi scolastici e, in ultima analisi, fornendo un valido argomento a quanti dubitano delle sue personali capacità scisse dal cognome paterno. Martone hai toppato peggio di uno sfigato!

  • Maldestro signor michel, ha avuto la popolarità desiderata…….un po’ come quella del grande fratello…..fulminea,plebiscitaria,controversa!! Spero sia consapevole di aver perso una buona occasione di stare zitto!! poteva lavorare e lasciare un segno, invece ha aperto bocca e dato fiato, come si suol dire, e ora il segno glie lo lascerebbero tanti giovani…..ma in faccia……ritorni nell’oblio dorato…..che è meglio!!

  • Grande Arianna!

  • Io al suo posto mi sarei dimesso…..per poi dimostrare di non essere uno “un genio raccomandato” ma lo farei a “mia insaputa”

  • Certo una critica anche all’illustre Prof. Monti,ma sa esattamente chi mette a fare il Viceministro oppure i nomi gli arrivano tramite “PIZZINI”????

  • mia figlia 28 anni, 2 lauree(in farmacia e scienze biologiche), mai una raccomandazione(sono un papà qualunque),un lavoro a tempo determinato in una parafarmacia a 700 euro al mese facendo 80 km al giorno con la macchina.
    certo che è sfigata: è sfigata a vivere in questo paese governato da gente come lei che ha sempre studiato nella bambagia con la protezione di papà ed amici di papà: caro ministro ma vada al diavolo per favore!!!!

  • Se invece “bellicapelli” Martone avesse una minima infarinatura di psicologia saprebbe che non sempre laurearsi tardi è indice di fannullaggine.
    Timidezza, timore di essere inadeguati e addirittura eccessivo perfezionismo possono essere alla base di lauree tardive. Così come faccia tosta, buona favella e raccomandazioni si associano spesso a lauree a tempo di record.
    Come sempre le generalizzazioni che non si basano su dati certi o studi statistici inoppugnabili partoriscono solo c4zzate

  • Nella costituzione c’è il diritto allo studio, non il diritto al fuoricorso cosmico. Tanto per puntualizzare

  • @Heinrich: Nella Costituzione c’è anche il diritto al lavoro!

  • Dott. Prof. PhD Martone, le cito un pensiero di Ben Jonson (il poeta e drammaturgo, non il centometrista – N.d.r.):

    “E’ il linguaggio a svelare l’uomo. Parla, così ch’io possa vederti.”

    Per il futuro, ci rifletta su.
    Buon lavoro, studio o qualsiasi altra cosa stia facendo.

  • Caro Prof. Martone, io la credo in buonafede.
    So per esperienza, non personale, che gli sfigati come lei (quelli il cui papà è capace di contattare perfino il presidente della commissione della maturità o gli allenatori della squadra di basket, perchè il suo erede incontri il giusto riconoscimento di cui chiaramente non lo ritiene all’altezza) finiscono con l’autoconvincersi della paternità dei propri traguardi.
    Per lei è una necessità ma per noi è un insulto.

  • Caro aruotalibero, sei stato chirurgico, hai fatto ritratto perfetto dei Martone:

    “So per esperienza, non personale, che gli sfigati come lei (quelli il cui papà è capace di contattare perfino il presidente della commissione della maturità o gli allenatori della squadra di basket, perchè il suo erede incontri il giusto riconoscimento di cui chiaramente non lo ritiene all’altezza) finiscono con l’autoconvincersi della paternità dei propri traguardi.
    Per lei è una necessità ma per noi è un insulto.”

    Bravissimo, deve essere andata proprio così. Complimenti.

    Michel non dovrà andare dallo psicologo per iniziare a conoscersi un po’ meglio.

  • Caro Heinrich:

    “28 Gennaio 2012 alle 1:32 pm”
    Nella costituzione c’è il diritto allo studio, non il diritto al fuoricorso cosmico. Tanto per puntualizzare”

    Invece puntualizziamo, si tratta di democrazia e libertà!!!

    per te i fuoricorso non hanno diritti?!? Li vuoi mettere in un campo di concentramento prima e poi in uno di sterminio?!?

    Sei il suo assistente? vuoi un posto da dottorando, assegnista, ricercatore a tempo determinato, associato o forse subito il posto da ordinario?!?

    Lunga vita ai lacchè-democratici-a-modo-loro-radical-chic!!!

  • La carriera lampo di Michel Martone

    Diventò docente con una sola pubblicazione

    Le prime dichiarazioni pubbliche del vice-ministro del Welfare hanno scatenato la reazione dei ricercatori italiani, che giudicano rapido e anomalo il suo percorso universitario. Uno dei membri della commissione che lo promosse a professore assicura: “E’ un raccomandato”

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/27/cattedra-poco-sfigata/186815

  • @Paoletta
    28 Gennaio 2012 alle 1:38 pm”
    @Heinrich: Nella Costituzione c’è anche il diritto al lavoro!

    Grande Paoletta!!!

  • Lucrezia sei tutti noi!!!

    @Lucrezia
    25 Gennaio 2012 alle 6:26 pm”
    sfigato è chi lo sfigato fa egregio Martone!e lei è la dimostrazione di quanto si possa essere super laureati in tempi da record ma privi di buon senso,empatia,sensibilità e chissà quant altre cose!laurea non è sinonimo ne di intelligenza ne tantomeno di cultura,e se ci sono studenti come me,che invece di arrendersi,vanno avanti con pazienza e determinazione in una facoltà lunga e pesante,con addosso il peso di sensi di colpa,ritardo ingombrante,infinite rate di tasse universitarie ancora da pagare,e sotto il costante sguardo di dissenso dei propri genitori,aggiungendo il grandissimo punto interrogativo del futuro lavorativo,C è SOLTANTO DA RISPETTARLI E AMMIRARLI non meno,forse di più di chi ci ha messo poco ma ha una zucchina in testa!la saluto grandissimo SFIGATO!!!

  • Gli “sfigati” scarseggiano di tutti questi attributi a dispetto, spesso, di qualche merito. La storia di Michel viceministro Martone è condensata in queste poche righe. Nel senso che il ragazzo-professore avrà anche delle qualità ma a questo punto – costretti a dover mettere tutto insieme dopo la ministeriale certezza che sono “sfigati quelli che non si laureano entro i 28 anni”- quello che sembra prevalere è il sistema di amicizie di cui può beneficiare la famiglia Martone. Il babbo, prima di tutto, quello di cui si trovano tracce nelle trentamila pagine dell’inchiesta P3. Perchè è lecito immaginare che il giovane figlio Michel qualche agevolazione potrebbe averla ricevuta anche a seguito delle richieste del padre. Ad esempio nel 2009 Michel ha ottenuto una consulenza di 40 mila euro dall’allora ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta per «interventi in materia di digitalizzazione nel settore pubblico dei Paesi Terzi». Alla fine del 2010 papà Antonio lascia anzitempo la magistratura dopo che il suo nome risulta tra i frequentatori degli amici della P3, presente a pranzi (in casa Verdini) e in ristoranti di Roma dove, secondo le accuse, Lombardi e amici cercavano di decidere nomine, candidature e sentenze. Una carriera lampo. Antonio Martone non è mai stato indagato ma solo sentito dai magistrati come persona informata sui fatti.

  • caro professor martone,a volte è colpa anche di sfigati professori di università,che noi studenti ci laureiamo molto tardi,parlo di professori frustrati,giovani e mediocri assistenti o di figli di papà come lei che hanno avuto la cattedra grazie al buon nome e che si credono superiori a tutti e a tutto..pronti a farsi le scarpe l’un l’altro…no metto in dubbio la sua preparazione, ma sono sicuro che,senza il suo buon nome,lei avrebbe faticato a diventare quel che è…il professore,inoltre,specialmente in materie giuridiche,debba essere l’emblema dell integrità e impartire oltre alla materia di studio anche lezioni di vita che,da quello che ho purtroppo sentito,lei non è minimamente in grado di dare…le do un consiglio se mi è permesso:visto che lei è tanto preparato…visto che è tanto giovane,provi un concorso in magistratura..lo vinca e provi a fare realmente qualcosa di buono consacrando se stesso ad un ideale,invece di vendere aria fritta con tesi e discorsi che non servono ad un beneamato cacchio.saluti michelì

  • Dall’alto della tua posizione è troppo facile criticare i comuni mortali che lottano contro le avversità quotidiane e le nefandezze del sistema universitario italiano!
    Ritengo opportuno che tu ti dimetta.

  • Ci state distruggendo con le tasse per salvare un casino che nemmeno noi abbiamo creato.
    Non vi abbassate di un Euro lo stipendio ed in più siamo costretti a sorbirci la tua squallida morale sull’età della laurea quando la gente da Nord a Sud non arriva a fine mese.
    La magistratura dovrebbe indagare sul tuo passato accademico e su come sei riuscito ad ottenere quello che hai a scapito di tanti studenti onesti.
    Il minimo che puoi fare è dimetterti!

  • Fassino si è laurato a 49 anni, Baglioni a 50 e non credo che siano stati dei nullafacenti, anzi, il contrario! Aldilà che piacciano o meno! Ha fatto bene a chiarire il suo pensiero e mi auguro che abbia un linguaggio più adatto alle sue capacità ed al rispetto che credo lei abbia davvero! La mia ex ha ripeso a dare gli esami a 29 anni dopo aver sofferto per anni di attacchi di panico paralizzanti! Una persona come lai, per la sua tenacia e per la sua preparazione non solo non dovrebbe essere offesa con parlole bullistiche tipo “sfigati”, ma considerata una grande risorsa per la collettività e per chi assume, data l’enorme forza di volontà, passione e preparazione! Come lei moltissime persone! Il linguaggio non è soltanto una questione di forma, come lai saprà meglio di me. Delle volte usare termini sprezzanti e troppo generici ricadono su chi li usa… Buon Lavoro! F

  • Concordo con Tino:

    tino
    28 Gennaio 2012 alle 9:44 am”
    Certo una critica anche all’illustre Prof. Monti,ma sa esattamente chi mette a fare il Viceministro oppure i nomi gli arrivano tramite “PIZZINI”????

  • I pizzini, come e’ noto dalle riprese TV, a Monti li passa il Letta (quello che sta nel PD).

  • L’Unione degli universitari di Teramo ha attivato questa mattina un sit-in di protesta davanti l’ex ufficio del vice-ministro Michel Martone alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Teramo per denunciare tutta la loro indignazione nei confronti delle affermazioni polemiche rilasciate ieri dallo stesso su una parte di studenti universitari definiti “sfigati”.

  • http://www.linkiesta.it/blogs/una-firma-di-tutto-riposo/martone-e-il-suo-concorso-farsi-citare-e-da-sfigati

    Chi la fa l’aspetti. Il curriculum di Michel Martone, subito dopo la sua dichiarazione sul fatto che laurearsi a 28 anni “è da sfigati”, è stato esaminato al microscopio.

    L’attenzione si è focalizzata sul concorso a Siena del 2003, in cui Martone è stato dichiarato idoneo per diventare professore ordinario di diritto del lavoro (molto giovane indeed, all’età di 29 anni).

    Altri commentatori, ad esempio Carmelo Lopapa su Repubblica, si sono concentrati sui giudizi dei commissari, e sul fatto che 6 candidati su 8 si siano ritirati anzitempo. Qui invece mi interessa dare un’occhiata alle citazioni ad oggi (ergo all’incirca 9 anni dopo) degli otto candidati. A tal fine sfrutto il software “Publish or Perish” che si basa sull’archivio Google Scholar. In questo modo creduli ed increduli possono facilmente replicare questi risultati.

    Giovanni Arrigo: 0
    Franca Borgogelli (vincitrice con Martone): 23
    Gisella De Simone: 99
    Marco Marazza: 50
    Michel Martone: 9
    Rosario Santucci: 40
    Franco Scarpelli: 50
    Stefano Scarponi: 78

    Nota bene: a parte uno, tutti i candidati che si sono ritirati hanno ad oggi più citazioni rispetto ai due vincitori.

    Morale della favola:

    I) per chi vuole fare ricerca, niente ha un effetto così tonificante sulle citazioni come ritirarsi da un concorso da ordinario! Specialmente un concorso in cui vince un futuro viceministro.

    II) Hanno vinto i 2 più scarsi, quelli che non avrebbero vinto neanche per un posto da assegnista di ricerca.

  • Le parole sono importanti. Si, le parole sono importanti, non ho niente contro di lei, ma le parole sono importanti soprattutto in certi contesti. Il tema: “perché gli italiani si laureano così tardi?” è piuttosto interessante, ma il suo rema e la polemica che ne è uscita fuori, sono allo stesso modo ridicole perché basterebbe ricordare che le parole sono importanti e bisogna stare attenti ad usarle.

    http://www.youtube.com/watch?v=Vmx8ALaxFJU

  • Complimenti! Chissà se non c’era paparino…più che stile sobrio mi sembra stile anni ’80…i giovani rampanti…rampanti i soldi e la carriera del babbo-natale…complimenti…complimenti vivissimi…in quante righe è contenuta la Sua bibliografia? Ma la tesi per caso aveva interlinea 2.5 e margine 3?…

  • la delegittimazione della persona è il modo all’italiana per non affrontare i problemi evidenziati dall’esternazione di martone….
    con Lei Viceministro!

    http://www.repubblica.it/scuola/2012/01/29/news/sfigati_bamboccioni-28980239/

  • mbapì, ma non vedi che il menù non si legge più?!

  • e poi dov’è finito il pezzo sulle ssrl?

  • Michele fatti furbo, torna nell’ombra da dove sei venuto. Non cedere al tuo narcisismo. Sei il solito raccomandato italiano che non ha fiducia nelle sue capacità. Ma non sei meno dei tuoi pari. Anzi forse in mezzo a tutti quei figli di papà sei anche bravino. Ascolta un consiglio sparisci per un po’ e poi ricominci a vivere alla grande alle spalle degli italiani.

  • Da tutti questi commenti su questo ed altri post sul suo blog , il messaggio che ne viene fuori è che voi già sapete di essere sfigati , non c’è bisongo che ve lo dice lui , che non è neanche leggitimato a parlare perchè fà parte della casta. Solo voi potete dire a voi stessi di essere degli sfigati. Siamo una nazione povera

  • Siamo sfigati perchè viviamo (ancora) in Italia…certo, ci sono molti paesi peggiori in cui vivere, ma anche molti migliori! Diciamo che la classe dirigente italiana (sia politica, sia industriale) è forse una delle peggiori esistenti al mondo, con una lungimiranza pari a ZERO! Oh, sia chiaro, io non saprei da dove cominciare per mettere le cose a posto (anche se ultimamente non ne sono più così sicuro), ma sembra che nemmeno i grandi professori (tra cui Martone) forse sanno che pesci pigliare! Una bella riforma dell’Università non sarebbe male, per cominciare…pensateci, se qualcuno può permettersi di “parcheggiarsi” per anni, vuol dire che il sistema glielo permette, o meglio, non fa nulla per prevenirlo!

  • Ma vi siete laureati tutti a 27,28, 30 anni… Ma cosa avete fatto 10 anni in facoltà?… Non capisco

  • Arcangelo ha ragione… Siete piu sfigati di quello che pensavo

  • Esistono i casi patologici di laurea in ritardo. Su questo sono pienamente d’accordo con lei. D’altro canto nell’ università di Milano che io frequento da 5 anni ( avrò la laurea in corso, non si preoccupi) non ho mai visto un professore fare una carriera così fulminea come la sua. Non voglio pensare male, anzi, considerato la carriera alla moviola che ho visto fare a scienziati di grande fama, ne deduco che dalla sua velocità di progressione dovrebbe essere in grado, facendo la proporzione, di vincere al più presto un Nobel. Questo non può che far bene all’Italia.

  • @franci:
    è questo il problema, non capisci…se non capisci ti informi. Se non hai voglia di informarti vivi contenta nella tua beata ignoranza, e sentiti pure legittimata a sentenziare, se vuoi, come ha fatto Martone. Di sicuro biasimare chi “perde” tempo (ho l’ha già perso) non aiuterà più di tanto…

  • “E poi che facciamo ci mettiamo a guardare ai gradi di difficoltà delle facoltà ? Matematica VS Giurusprudenza certo ottimo e costruttivo dibattito. Peccato che una volta scelto un percorso si suppone che il soggetto sia appassionato e che voglia fare il massimo quindi il concetto non cambia.”

    Nonostante uno sia appassionato è un dato di fatto che Matematica è più difficile di Giurisprudenza. Inoltre, gli esami a Matematica (e a Fisica) sono tutti scritto+orale. Gli appelli non sono tanti come a Giurisprudenza. Se vieni bocciato all’orale devi rifare lo scritto. Come vedi, non sai di che stai parlando. Continua a studiare librazzi a memoria, forse è l’unica cosa che sei in grado di fare.

  • Il vero problema sollevato dalla sua esternazione non risiede a mio avviso nella brutalità del termine “sfigato”, ma da una visione del mondo di cui lei con tanta naturalezza si fa portatore, e di cui è un importante funzionario a più livelli. Io percepisco come volgare la polemica che lei ha scatenato perché ha obbligato tutti a una visione riduttiva degli studi e dell’università, una concezione “calcolante” per dirla cone le parole di un filosofo. In un periodo come il nostro è questo il vero problema dell’università: la sua perdita di senso profondo, di luogo di formazione di persone, esperienze, saperi, e la sua riduzione a diplomificio, a agenzia di selezione e collocamento. E’ questo ciò che ferisce simbolicamente di più: sentire nella parola di una persona della nuova generazione istituzionale e dirigenziale la mancanza di una profondità illuminata, di un’apertura del pensiero al di là dei fatti presentati dalla situazione socioeconomica contingente. Perché un intellettuale (e un viceministro professore ordinario non può non essere definito tale) fosse pure il più liberale-liberista, non può mai permettersi di fare del discorso sugli studi un discorso di produttività, di moralismo (la dicotomia fannullone/studioso o per usare il suo linguaggio da scuola media sfigato/secchione è ridicola, sintomo di un nichilismo culturale preoccupante). Nelle sue parole c’è un arroganza conformistica che è esattamente all’opposto di quello che dovrebbe essere il risultato di qualsiasi vera formazione intellettuale: una coscienza critica. Per quella non c’è età, e nemmeno diploma. Quanti studenti preoccupatissimi della tempistica e della media esame perdono di vista il senso profondo del loro essere all’università? Lei, da liberale e uomo di legge, si limiti – se davvero deve – a stigmatizzare le persone che agiscono fuori dalla legge (e nel mondo del lavoro italiano ce ne sono molte..). Se una persona ha deciso di rimanere 10-15 anni all’università pagato da chicchessia nel rispetto della legge può farlo, delle ragioni di questo atto non deve rendere conto a nessuno. Lei agisca, da politico, sulla Legge per cambiare l’Italia secondo i progetti suo del suo governo (e dei governi europei..). Ma lasci stare le persone, i singoli. I singoli in un corpo politico sono liberi di vivere nei modi non puniti dalla legge. Ci pensi, da intellettuale: non si faccia più portavoce degli interessi di un sistema economico che si fonda su un’etica inumana. E se deve attaccare, attacchi gli inattaccabili che dirigono male questo sistema perfino secondo i suoi stessi assunti.

    Una laurea a 23 25 28 33 50 69 80 non fa una testa pensante.
    Benedetto Croce Antonio Gramsci Eugenio Montale Elio Vittorini
    Andrea Camilleri, intellettuali senza laurea…

    Non esiste il diploma di laurea, il corso, il titolo di professore in emancipazione intellettuale e individuale.
    Non conta dove e come un individuo si emancipi, conta che questo avvenga, meglio tardi che mai.

  • Dottor Martone,
    capito su questa “notizia” solo oggi, purtroppo il lavoro e la salute lasciano poco scampo al mio tempo libero. Capito qui, in seguito ad una “semilettera semiaperta” che Le ha scritto l’ottima Marianna Mascioletti ( che mi auguro sia riuscito a leggere, in quanto davvero merita e sono convinta che Lei l’apprezzerà, quanto meno per l’ottimo uso della prosa).
    Nell’era dei social network, dopo averla letta, l’ho CONDIVISA ma, per dovere di cronaca, ho ritenuto opportuno registrarmi sul Suo sito, per condividere anche il Suo pensiero, Dottore.

    Dopo averlo letto, ho ritenuto non fosse il caso. Per Lei e per noi, proprio in nome di quella sobrietà che ha promesso di avere, in futuro.

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