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	<title>Commenti a: Siamo tutti outsiders</title>
	<link>http://www.michelmartone.org/outsiders-9.html</link>
	<description>UNIVERSITA', LAVORO, RICAMBIO GENERAZIONALE</description>
	<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 18:58:40 +0000</pubDate>
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		<item>
		<title>Di: bene comune, casta, castello, destra, gaber, grillo, insider, kafka, ousider, precarietà, scalone, sinistra</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/outsiders-9.html#comment-2028</link>
		<dc:creator>bene comune, casta, castello, destra, gaber, grillo, insider, kafka, ousider, precarietà, scalone, sinistra</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Mar 2011 12:29:20 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.michelmartone.org/outsiders-9.html#comment-2028</guid>
		<description>[...] &#8220;Siamo tutti outsiders&#8221;  [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] &#8220;Siamo tutti outsiders&#8221;  [&#8230;]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: alfio baudino</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/outsiders-9.html#comment-1016</link>
		<dc:creator>alfio baudino</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Oct 2008 09:38:11 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.michelmartone.org/outsiders-9.html#comment-1016</guid>
		<description>PAROLACCE? PAROLACCE? ma cosa si puo' ancora pretendere da questa generazione di ragazzi che vivono ogni giorno con modelli politici cosi'!!
Berlusconi presidente del consiglio : piu' capi di imputazione lui di Toto' Riina, Confalonieri: corruzzione, Previti no comment,Colanino nc,Alfano nc,ma che vi parlo a fare la lista e' cosi' lunga che non ci sarebbe spazio a scrivere.
Vogliamo parlare di televisione? Bene... La talpa, Amici,L'isola dei penosi,uno mattina,Riotta servo del potere,i telegiornali,che trasmettono il resoconto delle morti bianche come un bolletino di guerra come se prima non fosse mai morto nessuno sul lavoro.
Ma vi siete mai chiesti come mai fino a tre quattro anni fa gli operai morivano di piu' di oggi ma non ne parlava mai?
Io da ragazzo (vent'anni fa) ho perso diversi amici in incidenti stradali come succedono oggi ,ma in televisione andavano solo i piu' grossi ,oggi se uno viene investito sulle strisce pedonali finisce in tv.
politici corrotti televisione spazzatura scuole allo sbando banche in fallimento rifiuti tossici per le strade.....e poi vi lamentate se le nuove generazioni vi mandano a fanculo? 
Le abbiamo create noi anzi loro e allora a fanculo ce li mando eccome...!!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>PAROLACCE? PAROLACCE? ma cosa si puo&#8217; ancora pretendere da questa generazione di ragazzi che vivono ogni giorno con modelli politici cosi&#8217;!!<br />
Berlusconi presidente del consiglio : piu&#8217; capi di imputazione lui di Toto&#8217; Riina, Confalonieri: corruzzione, Previti no comment,Colanino nc,Alfano nc,ma che vi parlo a fare la lista e&#8217; cosi&#8217; lunga che non ci sarebbe spazio a scrivere.<br />
Vogliamo parlare di televisione? Bene&#8230; La talpa, Amici,L&#8217;isola dei penosi,uno mattina,Riotta servo del potere,i telegiornali,che trasmettono il resoconto delle morti bianche come un bolletino di guerra come se prima non fosse mai morto nessuno sul lavoro.<br />
Ma vi siete mai chiesti come mai fino a tre quattro anni fa gli operai morivano di piu&#8217; di oggi ma non ne parlava mai?<br />
Io da ragazzo (vent&#8217;anni fa) ho perso diversi amici in incidenti stradali come succedono oggi ,ma in televisione andavano solo i piu&#8217; grossi ,oggi se uno viene investito sulle strisce pedonali finisce in tv.<br />
politici corrotti televisione spazzatura scuole allo sbando banche in fallimento rifiuti tossici per le strade&#8230;..e poi vi lamentate se le nuove generazioni vi mandano a fanculo?<br />
Le abbiamo create noi anzi loro e allora a fanculo ce li mando eccome&#8230;!!!!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Aerys WebSpace &#124; Un sistema ammalato di Egoismo Generazionale</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/outsiders-9.html#comment-320</link>
		<dc:creator>Aerys WebSpace &#124; Un sistema ammalato di Egoismo Generazionale</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Aug 2008 12:42:17 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.michelmartone.org/outsiders-9.html#comment-320</guid>
		<description>[...] A questo proposito leggete anche questo intervento &#8220;Siamo tutti Outsiders&#8221; [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] A questo proposito leggete anche questo intervento &#8220;Siamo tutti Outsiders&#8221; [&#8230;]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: flessibili e precari</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/outsiders-9.html#comment-236</link>
		<dc:creator>flessibili e precari</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jul 2008 15:43:24 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.michelmartone.org/outsiders-9.html#comment-236</guid>
		<description>@eleonora
hai fatto lo stesso identico commento qui il 19 luglio, unica differenza è che ora ha data 23 luglio, basta rileggersi tutto - il punto della tua idea sembra lo avessi già chiarito.

@in generale
Comunque, persone che hanno voglia di impegnarsi ce ne sono tante a nostro parere, almeno a livello interiore. Vanno risvegliate.

Non si risvegliano seguendo tesi degli anni 70/80, oppure andando dietro a persone molto brave e competenti ma fuori target.

E' necessario prima di tutto sviluppare una coscienza comune, cosa che oggi non esiste neppure lontanamente. Ogni singolo va dietro alle proprie idee e visioni, seguendo un po il vento, un po le sue competenze.

Anche se dovessero essere alte, non possono, e non devono bastare.

La coscienza comune da sviluppare deve essere pulita e libera da elementi di "politica partitica", da "visioni estremiste delle cose", deve essere senza teorie del complotto, o odi verso categorie o gruppi. E' in questo momento che queste cose vengono - almeno temporaneamente - messe da parte.

Basta con le visioni legate alla destra o alla sinistra, basta con tutta una serie di sollecitazioni a senso unico.

Si deve ripartire da zero, mente sgombra da vecchie visioni e filosofie, e si inizi a produrre cose "davvero nuove", non cose riciclate.

Soluzioni nuove, a cui nessuno a mai pensato. Elementi che possano portare aspetti nuovi e non previsti, e per questo quindi forti e proattivi.

Come uscire dal vicolo cieco potrà essere capito solo dopo che ogni singola cellula del corpo abbia avuto coscienza che si trova in un corpo e che tutto il corpo cerca soluzioni, dopo che quindi tutti gli occhi abbiano capito cosa vuol dire essere occhi, le orecchie idem, e via dicendo.

Non esistono soluzioni percorribili senza che esista il soggetto che le deve percorrere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@eleonora<br />
hai fatto lo stesso identico commento qui il 19 luglio, unica differenza è che ora ha data 23 luglio, basta rileggersi tutto - il punto della tua idea sembra lo avessi già chiarito.</p>
<p>@in generale<br />
Comunque, persone che hanno voglia di impegnarsi ce ne sono tante a nostro parere, almeno a livello interiore. Vanno risvegliate.</p>
<p>Non si risvegliano seguendo tesi degli anni 70/80, oppure andando dietro a persone molto brave e competenti ma fuori target.</p>
<p>E&#8217; necessario prima di tutto sviluppare una coscienza comune, cosa che oggi non esiste neppure lontanamente. Ogni singolo va dietro alle proprie idee e visioni, seguendo un po il vento, un po le sue competenze.</p>
<p>Anche se dovessero essere alte, non possono, e non devono bastare.</p>
<p>La coscienza comune da sviluppare deve essere pulita e libera da elementi di &#8220;politica partitica&#8221;, da &#8220;visioni estremiste delle cose&#8221;, deve essere senza teorie del complotto, o odi verso categorie o gruppi. E&#8217; in questo momento che queste cose vengono - almeno temporaneamente - messe da parte.</p>
<p>Basta con le visioni legate alla destra o alla sinistra, basta con tutta una serie di sollecitazioni a senso unico.</p>
<p>Si deve ripartire da zero, mente sgombra da vecchie visioni e filosofie, e si inizi a produrre cose &#8220;davvero nuove&#8221;, non cose riciclate.</p>
<p>Soluzioni nuove, a cui nessuno a mai pensato. Elementi che possano portare aspetti nuovi e non previsti, e per questo quindi forti e proattivi.</p>
<p>Come uscire dal vicolo cieco potrà essere capito solo dopo che ogni singola cellula del corpo abbia avuto coscienza che si trova in un corpo e che tutto il corpo cerca soluzioni, dopo che quindi tutti gli occhi abbiano capito cosa vuol dire essere occhi, le orecchie idem, e via dicendo.</p>
<p>Non esistono soluzioni percorribili senza che esista il soggetto che le deve percorrere.</p>
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	<item>
		<title>Di: Eleonora Voltolina</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/outsiders-9.html#comment-218</link>
		<dc:creator>Eleonora Voltolina</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jul 2008 09:34:47 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.michelmartone.org/outsiders-9.html#comment-218</guid>
		<description>Qualche riflessione.
Al binomio formulato dal professor-senator Pietro Ichino io avevo dedicato tempo fa un post sul mio blog: “Ichino, l’apartheid e la redistribuzione delle tutele: per un mercato del lavoro non piu’ duale” (http://repubblicadeglistagisti.blogspot.com/2008/01/ichino-lapartheid-e-la-redistribuzione.html).
Lì secondo me sta uno dei nodi più importanti della nostra crescita zero, della perdita del potere d’acquisto, del senso di impotenza dei giovani.
Per creare opportunità di lavoro, benessere e meritocrazia bisognerebbe avere il coraggio di riformare in toto il mercato del lavoro, togliendo alcune garanzie eccessive di illicenziabilità che oggi proteggono a ombrello la quasi totalità dei lavoratori “anziani”. La coperta non è enorme: perchè copra tutti, bisogna che alcuni rinuncino a qualche privilegio.
Bisogna dare una smossa all’Italia. E per riuscirci, bisogna che gli outsider facciano sentire la loro voce. Ma attenzione: non basta farlo in piazza, un paio di volte all’anno. Bisogna farlo tutti i giorni, impegnandosi in prima persona, dando il proprio tempo e le proprie energie, immaginando progetti e proposte, iniziative, coinvolgendo i giovani.
La playstation mettiamola - metaforicamente! - nel cassetto. C’è davvero bisogno che ci rimbocchiamo le maniche se vogliamo riportare l’Italia sui binari della produttività, della competitività, della meritocrazia. E sopratutto se vogliamo che i giovani (tra cui ci sono anch’io, c’è il professor Martone, c’è la maggior parte della gente che frequenta questo spazio virtuale) non fuggano all’estero con il loro bagaglio di idee, competenze ed energie: ma restino qui in Italia. Potendo però contare su un mercato del lavoro finalmente agile, su stipendi finalmente in media con i Paesi europei, su opportunità di crescita professionale finalmente concrete (e non limitate ai raccomandati e ai figli di papà).
Allora, chi ha voglia di impegnarsi?

Eleonora
http://repubblicadeglistagisti.blogspot.com/</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche riflessione.<br />
Al binomio formulato dal professor-senator Pietro Ichino io avevo dedicato tempo fa un post sul mio blog: “Ichino, l’apartheid e la redistribuzione delle tutele: per un mercato del lavoro non piu’ duale” (http://repubblicadeglistagisti.blogspot.com/2008/01/ichino-lapartheid-e-la-redistribuzione.html).<br />
Lì secondo me sta uno dei nodi più importanti della nostra crescita zero, della perdita del potere d’acquisto, del senso di impotenza dei giovani.<br />
Per creare opportunità di lavoro, benessere e meritocrazia bisognerebbe avere il coraggio di riformare in toto il mercato del lavoro, togliendo alcune garanzie eccessive di illicenziabilità che oggi proteggono a ombrello la quasi totalità dei lavoratori “anziani”. La coperta non è enorme: perchè copra tutti, bisogna che alcuni rinuncino a qualche privilegio.<br />
Bisogna dare una smossa all’Italia. E per riuscirci, bisogna che gli outsider facciano sentire la loro voce. Ma attenzione: non basta farlo in piazza, un paio di volte all’anno. Bisogna farlo tutti i giorni, impegnandosi in prima persona, dando il proprio tempo e le proprie energie, immaginando progetti e proposte, iniziative, coinvolgendo i giovani.<br />
La playstation mettiamola - metaforicamente! - nel cassetto. C’è davvero bisogno che ci rimbocchiamo le maniche se vogliamo riportare l’Italia sui binari della produttività, della competitività, della meritocrazia. E sopratutto se vogliamo che i giovani (tra cui ci sono anch’io, c’è il professor Martone, c’è la maggior parte della gente che frequenta questo spazio virtuale) non fuggano all’estero con il loro bagaglio di idee, competenze ed energie: ma restino qui in Italia. Potendo però contare su un mercato del lavoro finalmente agile, su stipendi finalmente in media con i Paesi europei, su opportunità di crescita professionale finalmente concrete (e non limitate ai raccomandati e ai figli di papà).<br />
Allora, chi ha voglia di impegnarsi?</p>
<p>Eleonora<br />
<a href="http://repubblicadeglistagisti.blogspot.com/" rel="nofollow">http://repubblicadeglistagisti.blogspot.com/</a></p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Claudio Resentini</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/outsiders-9.html#comment-209</link>
		<dc:creator>Claudio Resentini</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Jul 2008 12:52:09 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.michelmartone.org/outsiders-9.html#comment-209</guid>
		<description>Mi perdoni, prof. Martone, ma cercare di accreditare Franz Kafka come uno dei padri della dicotomia insiders/outsiders mi sembra proprio, non solo un po’ forzato, ma anche decisamente fuorviante. 
L’agrimensore K, protagonista, del Castello è oppresso da un potere cieco, terribile ed assurdo. Un potere superiore, impersonale e inconoscibile: Dio, la Legge, la Burocrazia? Niente a che fare con le consorterie (mafiose, massoniche o nepotistiche che siano) del “particolarismo” italiano oggetto dei suoi strali, che hanno caratteristiche tutte terrene, assolutamente personalistiche, perfettamente comprensibili e anche un po’ squallide alla fine. 
Un po’ di sana burocrazia (in senso efficientistico-impersonale weberiano) eviterebbe caso mai che i concorsi si trasformino in foglie di fico per assunzioni di parenti, amici e clienti vari. Quanto al dualismo del mercato del lavoro, che pur esiste, non si capisce perché si dovrebbe attribuire la responsabilità dei comportamenti quasi criminali dei titolari e dei dirigenti di certi call center (si veda la storia da lei narrata in un altro post) alle tutele degli operai metalmeccanici o degli impiegati pubblici…
Il conflitto vero che si rischia di occultare con la metafora insiders/ousiders è quello esistente da sempre tra chi esercita il potere (politico, economico, mafioso, ecc. ) e chi lo subisce, ma non in senso vago e generico, ma in modo diretto e concreto. Intendo dire che il titolare o il dirigente del call center esercita un potere diretto e concreto sugli operatori, sul lavoro dei quali ricava un profitto. E la misura di questo potere (precarietà, ricattabilità, ecc…) è spesso direttamente proporzionale alla misura di tale profitto, spesso elevatissimo in misura delle pessimi condizioni di lavoro. Non è che la caduta del muro di Berlino ha reso meno vera questa cosa. O no?
Cordiali saluti.
Claudio Resentini</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi perdoni, prof. Martone, ma cercare di accreditare Franz Kafka come uno dei padri della dicotomia insiders/outsiders mi sembra proprio, non solo un po’ forzato, ma anche decisamente fuorviante.<br />
L’agrimensore K, protagonista, del Castello è oppresso da un potere cieco, terribile ed assurdo. Un potere superiore, impersonale e inconoscibile: Dio, la Legge, la Burocrazia? Niente a che fare con le consorterie (mafiose, massoniche o nepotistiche che siano) del “particolarismo” italiano oggetto dei suoi strali, che hanno caratteristiche tutte terrene, assolutamente personalistiche, perfettamente comprensibili e anche un po’ squallide alla fine.<br />
Un po’ di sana burocrazia (in senso efficientistico-impersonale weberiano) eviterebbe caso mai che i concorsi si trasformino in foglie di fico per assunzioni di parenti, amici e clienti vari. Quanto al dualismo del mercato del lavoro, che pur esiste, non si capisce perché si dovrebbe attribuire la responsabilità dei comportamenti quasi criminali dei titolari e dei dirigenti di certi call center (si veda la storia da lei narrata in un altro post) alle tutele degli operai metalmeccanici o degli impiegati pubblici…<br />
Il conflitto vero che si rischia di occultare con la metafora insiders/ousiders è quello esistente da sempre tra chi esercita il potere (politico, economico, mafioso, ecc. ) e chi lo subisce, ma non in senso vago e generico, ma in modo diretto e concreto. Intendo dire che il titolare o il dirigente del call center esercita un potere diretto e concreto sugli operatori, sul lavoro dei quali ricava un profitto. E la misura di questo potere (precarietà, ricattabilità, ecc…) è spesso direttamente proporzionale alla misura di tale profitto, spesso elevatissimo in misura delle pessimi condizioni di lavoro. Non è che la caduta del muro di Berlino ha reso meno vera questa cosa. O no?<br />
Cordiali saluti.<br />
Claudio Resentini</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: MM</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/outsiders-9.html#comment-198</link>
		<dc:creator>MM</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Jul 2008 10:00:41 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.michelmartone.org/outsiders-9.html#comment-198</guid>
		<description>concordo con maria sulla necessità di una riforma delle istituzioni, ma serve anche quella dei comportamenti anzitutto individuali e poi collettivi,

per il resto rifiuto di credere che non ci sia più niente da fare dobbiamo cominciare ad impegnarci e ad avere il coraggio delle battaglie, piccole o grandi che siano, 

perchè il futuro ci aspetta e, se le cose continuano così, non sarà roseo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>concordo con maria sulla necessità di una riforma delle istituzioni, ma serve anche quella dei comportamenti anzitutto individuali e poi collettivi,</p>
<p>per il resto rifiuto di credere che non ci sia più niente da fare dobbiamo cominciare ad impegnarci e ad avere il coraggio delle battaglie, piccole o grandi che siano, </p>
<p>perchè il futuro ci aspetta e, se le cose continuano così, non sarà roseo</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: flessibilie e precari</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/outsiders-9.html#comment-188</link>
		<dc:creator>flessibilie e precari</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Jul 2008 17:34:02 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.michelmartone.org/outsiders-9.html#comment-188</guid>
		<description>Maria hai perfettamente ragione per ciò che riguarda la mediazione: oggi è proprio questa che manca.

Vanno spenti gli eccessi e incentivata proprio questa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Maria hai perfettamente ragione per ciò che riguarda la mediazione: oggi è proprio questa che manca.</p>
<p>Vanno spenti gli eccessi e incentivata proprio questa.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Maria</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/outsiders-9.html#comment-186</link>
		<dc:creator>Maria</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Jul 2008 14:24:23 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.michelmartone.org/outsiders-9.html#comment-186</guid>
		<description>Trovo emblematica l'immagine del pesce che, fuori o dentro l'acqua, sta ad indicare la profonda differenza tra due categorie di italiani, oggi così evidente e drammatica. Immagine che rappresenta simbolicamente il binomio caratterizzante il nostro attuale mondo del lavoro. Gli insider sono nell'ambiente che è in grado di dar loro la sostanza necessaria e la trattengono avidamente, per il maggior tempo possibile, continuando a respirare ( ne sono dimostrazione le bollicine che salgono verso l'alto nell'acqua). In una condizione totalmente diversa è il pesce outsider che è fuori, inerte, agonizzante, senza la forza di produrre ed agire perchè inesorabilmente privo della possibilità di inserirsi anch'esso nell'ambiente consono alle sue esigenze. Causa di tale tremenda agonia è la sua non appartenenza a quella "casta" elitaria e spesso irragionevole composta da coloro che sono salvi grazie alla eccesiva rigidità del loro rapporto di lavoro a tempo indeterminato che invece sopprime, degrada ed esclude la categoria antagonista; proprio quella che non siede al tavolo delle decisioni,subisce, ed è travolta da un'esistenza dal costo sempre più elevato ed urgente. Questa contrapposizione odiosa e controproduttiva si innesta, in tal modo,  nella spinosa situzione politica e sociale italiana, in cui profani e moderni pagliacci danno vita a maleducati spettacoli che non fanno altro che degradare il già confuso panorama che si prospetta davanti agli occhi degli italiani.
Una situazione concettualmente simmetrica a quella di un'economia pigrissima che cresce sempre meno e lascia intravedere le ombre di un futuro decadente, soprattutto per le generazioni prossime. Queste saranno costrette a subire le angherie di un debito nazionale troppo pesante.
Si parla spesso di idee, di soluzioni: per tentare di realizzarle bisognerebbe catalizzare i mezzi necessari a rendere più leggero ed esatto lo schema che è alla base delle attuali dinamiche politico-partitiche e politico-istituzionali. Ritengo sia necessario concentrarsi sulla razionalizzazione dei rapporti di vertice che possa condurre alla giusta mediazione nei rapporti tra categorie sociali ed economiche di persone nel nostro paese.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Trovo emblematica l&#8217;immagine del pesce che, fuori o dentro l&#8217;acqua, sta ad indicare la profonda differenza tra due categorie di italiani, oggi così evidente e drammatica. Immagine che rappresenta simbolicamente il binomio caratterizzante il nostro attuale mondo del lavoro. Gli insider sono nell&#8217;ambiente che è in grado di dar loro la sostanza necessaria e la trattengono avidamente, per il maggior tempo possibile, continuando a respirare ( ne sono dimostrazione le bollicine che salgono verso l&#8217;alto nell&#8217;acqua). In una condizione totalmente diversa è il pesce outsider che è fuori, inerte, agonizzante, senza la forza di produrre ed agire perchè inesorabilmente privo della possibilità di inserirsi anch&#8217;esso nell&#8217;ambiente consono alle sue esigenze. Causa di tale tremenda agonia è la sua non appartenenza a quella &#8220;casta&#8221; elitaria e spesso irragionevole composta da coloro che sono salvi grazie alla eccesiva rigidità del loro rapporto di lavoro a tempo indeterminato che invece sopprime, degrada ed esclude la categoria antagonista; proprio quella che non siede al tavolo delle decisioni,subisce, ed è travolta da un&#8217;esistenza dal costo sempre più elevato ed urgente. Questa contrapposizione odiosa e controproduttiva si innesta, in tal modo,  nella spinosa situzione politica e sociale italiana, in cui profani e moderni pagliacci danno vita a maleducati spettacoli che non fanno altro che degradare il già confuso panorama che si prospetta davanti agli occhi degli italiani.<br />
Una situazione concettualmente simmetrica a quella di un&#8217;economia pigrissima che cresce sempre meno e lascia intravedere le ombre di un futuro decadente, soprattutto per le generazioni prossime. Queste saranno costrette a subire le angherie di un debito nazionale troppo pesante.<br />
Si parla spesso di idee, di soluzioni: per tentare di realizzarle bisognerebbe catalizzare i mezzi necessari a rendere più leggero ed esatto lo schema che è alla base delle attuali dinamiche politico-partitiche e politico-istituzionali. Ritengo sia necessario concentrarsi sulla razionalizzazione dei rapporti di vertice che possa condurre alla giusta mediazione nei rapporti tra categorie sociali ed economiche di persone nel nostro paese.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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		<title>Di: flessibilie e precari</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/outsiders-9.html#comment-181</link>
		<dc:creator>flessibilie e precari</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Jul 2008 13:20:34 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.michelmartone.org/outsiders-9.html#comment-181</guid>
		<description>Simo,

è certamente possibile sia così. Staremo a vedere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Simo,</p>
<p>è certamente possibile sia così. Staremo a vedere.</p>
]]></content:encoded>
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