Crediti – Paga o non paga?

 Drin Drin… (il creditore, preoccupato, con il suo avvocato, tranquillo): Paga o non paga? E se paga, quando paga? A due mesi? – No, in genere a quattro. Ma spesso dopo sei. E in molti casi solo a fronte di un decreto ingiuntivo! – E allora chiediamolo subito questo decreto ingiuntivo! – Sì, ma ci vuole un titolo che, per essere esecutivo, deve essere certo, liquido ed esigibile. Una fattura ad esempio. – Ma se emetto la fattura non pago l’Iva?!

– Certo che paga l’Iva! – E con che cosa se la fattura non me l’hanno pagata? – Anticipando la somma che forse incasserà. – Quando? – Dopo che avrò ottenuto il decreto ingiuntivo. – E quanto ci vuole per questa cosa? – Qualche mese per il decreto e poi almeno 60 giorni in cui il debitore può fare opposizione… – Opposizione a cosa se non mi ha pagato? – Al fatto che la deve pagare. – Ma se me l’ha scritto che era soddisfatto del lavoro e ho chiesto il decreto? – Non significa nulla potrebbe sconfessare tutto solamente per guadagnare altro tempo instaurando la fase dibattimentale… – E il giudice potrebbe anche dargli ragione? – Sa, Salvatore Satta parlava del “mistero del processo”… – E se non fa opposizione allora li prendo i soldi? – Non proprio, perché è necessario procedere al pignoramento e alla vendita dei beni… – Quindi ci vorranno altri mesi. – No, in genere, quando ci si presenta per il pignoramento pagano. – E se non pagano neanche il quel caso? – Allora bisogna pignorare e poi vendere all’asta… – E quanto costa tutto questo, intendo in termini di spese legali? – Beh! Se si mette male e considerato che si tratta di due crediti, sicuramente cinquecento euro di fondo spese e qualcos’altro dopo la liquidazione! – Suvvia… i crediti sono di soli 3.000 e 3.500 euro!? – Pochi o tanti, la procedura è la stessa e, comunque, ci vuole un fondo spese. – Allora forse aspetto, magari paga spontaneamente? – Magari sì e magari no… e allora avrà perso tutto questo tempo…

Drin Drin… (il creditore, nervoso, con il suo debitore, dal tono serafico e comprensivo e irritante):… musichetta… Come sta? Sa, non vorrei disturbare, ma sono passati quattro mesi e ancora non ho visto il compenso. Ne avrei bisogno per pagare il mutuo! – Come capisco! Sì, sì, ha ragione, il lavoro era fatto a regola d’arte… Sì, sì, ha ragione, l’euro è stata una disgrazia per tutti… Come? Ha perfettamente ragione non è molto corretto ma non perda la calma!

Sa, anche i nostri principali fornitori ci mettono un’eternità a pagare. E poi è nostra prassi consolidata, direi quasi una tradizione, non pagare nessuno prima di 120 giorni. Glielo potevamo dire prima? Ma suvvia tutti sanno che nessuno paga subito. Comunque sia, vedrò cosa posso fare. Metterò una buona parola in amministrazione e le farò sapere… – Grazie è tanto comprensivo. Ci conto, arriveder… – tu-tu…tu-tu…

Drin Drin… (il direttore della banca mutuante, con tono seccato, e il creditore mutuatario, con tono desolato): Chi è? – Sono il direttore della banca. – Ahhhh! Buongiorno, come sta? – Bene. Purtroppo, però, anche questo mese è in ritardo con la cartella del mutuo! È una cosa spiacevole! Sa ormai con la centrale rischi e la gestione centralizzata ci creano molti problemi per non parlare degli interessi… – Mi scusi, mi dispiace, non è mia abitudine… Ma sa, sto aspettando alcuni pagamenti e non so più cosa fare. E poi questo mutuo mi sta strozzando, questa maledetta casa mi sta togliendo la serenità, ora la vendo, prima che crolli il mercato… Tutta colpa dell’euro, un tempo con lo stipendio ci campavamo dignitosamente mentre oggi per mantenere una famiglia…

– Capisco, capisco, è difficile per tutti. Un consiglio su quei crediti non ci faccia troppo affidamento, il recupero è cosa lunga e mi raccomando cerchi di passare al più presto in filiale. – Certo, passerò al più presto e grazie tante per la comprensione, grazie, grazie, arriveder… tu-tu… tu-tu…

Drin Drin… (il creditore insoddisfatto e debitore mutuatario con la segretaria dell’avvocato, dal tono freddo e impersonale):… musichetta… Buongiorno, c’è l’avvocato? È una questione urgente! – Per quale fascicolo? Quel recupero crediti a mio nome… – Aspetti provo a vedere… musichetta… aspetti ancora un attimino non è nella stanza… musichetta… Mi dispiace purtroppo l’avvocato è tornato in riunione! Mi lasci il numero. La farò richiamare.

Drin Drin… (dopo alcuni mesi l’avvocato e il creditore): Ha pagato? – No è fallito!

Morale della favola: l’avvocato è l’unico che ci guadagna… ma poiché anche gli avvocati, se tutto va bene, vengono pagati a centoventi giorni… morale della favola 2: se nel castello nessuno paga, se non “forse” o “a centoventi giorni”, la fiducia crolla e tutti sono un po’ meno sereni… anzi, un po’ più nervosi…


Commenti


  • Professore, devo ammettere che questa “favola” ha un non so che di familiare. L’avvocato, in particolare, ha i lineamenti dello “Azzeccagarbugli” manzoniano…

    La verità, però, è che più che di un bel racconto, si tratta di un ritratto impietoso della farraginosità del nostro Paese.

    Sono pienamente d’accordo con le sue conclusioni: nessuno è incentivato a mettersi in gioco sapendo che le regole non saranno rispettate sa tutti.

    Purtroppo, però, l’Italia è un Paese nel quale non esiste la vergogna dell’elusione, anzi, è un motivo di vanto sociale. Chi segue le regole è un illuso, un ingenuo; chi prende le “scorciatoie”, chi ha “l’amico al posto giusto”, invece, è furbo, un vincente. Un Paese nel quale l’evasione è un fenomeno talmente diffuso e accettato che basta stringere un po’la vite sui controlli fiscali per far “comparire magicamente” tesoretti nascosti. I nostri imprenditori si chiamano “furbetti” e i nostri onorevoli sono dei brahmini. Il sindacato, invece di presidiare i posti di lavoro, fa il brunch a Palazzo Chigi.

    Sembra un gioco perverso nel quale la pedina non si muove di una casella, avvinta com’è in questo groviglio di lacci e lacciuoli, di piaceri e favori, di code e codazzi.

    Concludendo, Professore, mi riporto in un terreno a lei molto caro. Secondo me, infatti, la malversazione e la melmosità di questo sistema nel quale siamo invischiati sono state ( e sono) generate dall’assoluta ostracizzazione del merito, quale criterio di giustizia sociale, dalla cultura italiana.

    Solo se riusciremo a recuperare tale metro di valutazione dei comportamenti umani, allora, potremo liberarci dai vincoli e dell’insicurezza che tanto condizionano le nostre azioni.

  • Proprio l’altro giorno parlavo dell’oggetto dell’articolo con un altro avvocato!

    Il racconto traccia un profilo lineare delle conseguenze di come i vari fattori di inefficienza del sistema devino il normale andamento della logica economica, tramutandosi in un circolo continuo che produce ad ogni passaggio una nuova deviazione. Sarà forse anche a causa del nostro lentissimo sistema giudiziario che non riusciamo ad attrarre imprese estere le quali non sentendosi sufficientemente tutelate se ne stanno dove stanno o vanno altrove?! Credo proprio di si!

    La questione che emerge dal tuo commento Emanuele è giusto ma non condivido l’impostazione:

    –Un Paese nel quale l’evasione è un fenomeno talmente diffuso e accettato che basta stringere un po’la vite sui controlli fiscali per far “comparire magicamente” tesoretti nascosti. I nostri imprenditori si chiamano “furbetti”..–

    È vero alcuni in Italia fanno i furbi ma vanno considerati tali quelli che surrettiziamente si insinuano, dolosamente agiscono, truffaldinamente si appropriano.
    Posto che sarebbe non realistico parlare di tutti gli imprenditori come dei furbetti, bisogna anche considerare che troppo spesso, e ora sono consapevole di poter essere frainteso, a causa delle inefficienze e dell’eccessiva ingerenza dello stato, le aziende per poter sopravvivere, per poter pagare gli stipendi ai propri dipendenti, sono costretti ad evadere, a non dichiarare proprio tutti i propri profitti. Credo sia la normale, non giusta, ma giustificabile e comprensibile, reazione di chi investendo rischia tutto quello che ha e non può certo assistere serafico all’immobilismo ameboide dello stato.

    Francamente non credo che una pressione fiscale che si attesta intorno al 65% sia propria di uno stato di diritto che si professa liberale. Lo credo intimamente: lo stato non può e non deve intervenire o ingerire in qualsivoglia forma nella vita privata della società, soprattutto se economicamente si tratta di un’impresa.

    Non credete che pagare le tasse sia un dovere ma che tutelare la capacità dell’impresa di produrre ricchezza, sia non solo ugualmente un dovere ma ragionevole? Quanto credete che la partecipazione attiva, diretta o indiretta, dello stato modifichi la concorrenza?

  • Caro Antonio,

    Il mio commento non voleva essere una impropria generalizzazione, ma un modo più celere, spicciolo, di focalizzare il problema. Non era un atto di accusa nei confronti di alcuna categoria in particolare, ma un tentativo di dipingere un sistema malato nel suo insieme.

    Per quanto riguarda il tema della pressione fiscale, il nodo della questione, a mio avviso, è la necessità che lo stato controlli meglio le proprie entrate, proprio per evitare che il peso dell’imposizione ricada, in definitiva, in maniera diseguale. La pressione fiscale nominale nel 2007 si è attestata, in Italia, al 43,1%, ma quella effettiva ha oscillato intorno al 50% proprio in ragione dell’evasione fiscale.

    E allora, possiamo dibattere alacremente su quale sia la percentuale di ingerenza statale accettabile in un Paese liberale, ma, finchè vi sarà una illecita diseguaglianza nella contribuzione, riusciremo ad escogitare solo semplici esempi di scuola, incapaci di adattarsi alla realtà dei fatti.

  • Bene bene,
    questa è proprio la favola che cercavo… quella che sto vivendo da un mese,da quando un’azienda ci paga la merce in contrassegno…esso arriva si, ma impagato..avevano chiuso il conto nel frattempo, il titolo non è protestabile perchè fuori piazza per cui oltre il termine per il protesto. Insomma una truffa a tutti gli effetti. Stavo cercando un modo per non pagare l’iva dato che il mancato pagamento è dimostrabile anche da una denuncia alla guardia di finanza.
    Sarei ben lieta di ricevere consigli e vi ringrazio anticipatamente, con la speranza di non chiudere l’attività per colpa di gente meschina.

  • Non paga, questo e’ poco ma sicuro.
    Sono un montatore freelance, quest’anno ho lavorato per grandi aziende che mi hanno commissionato lavori per convention milionarie. Ho dato il mio tempo, le mie capacita’, tutto il mio entusiasmo.
    E voi credete che mi abbiano pagato?
    Neanche 1 euro, e dico 1, a rimborso spese.
    E’ la stessa cosa per tutti i lavoratori del settore, dagli sceneggiatori ai grafici. Si accettano lavori perche’ non si puo’ fare altro, e poi ci si sente dire che “nessuno ha soldi”, neanche le grandi aziende. Ma se solo l’apparato tecnico necessario alla proiezione dei miei montaggi costa molto piu’ della meta’ della meta’ del mio stipendio!
    C’e’ della malafede in tutto questo.

  • c’è tanta malafede e un pizzico di tristezza, perchè come oggi non pagano lei così domani non saranno pagati loro. Magra consolazione in un paese che affonda per insolvenza…..

    p.s. se ci fosse le consiglierei un rimedio legale, ma ho già descritto la loro inefficacia nell’articolo

  • Si, però nessuno ancora mi ha dato informazioni se dovrò versare o posso svincolare il pagamento con le dovute dimostrazioni.

  • sono un commerciante in cattive acque.ho appena aperto ( 1 anno fa’ ) un nuovo punto vendita , ho assunto altre 4 persone diventando cosi’ un’azienda con 11 dipendenti,mi e’ piombata addosso la crisi e non ho il coraggio di licenziare nessuno poiche’ sono tutte persone giovani con famiglia e mutuo.mi sto continuando ad indebitare con le banche x tirare avanti sperando in un ritorno alla normalita’a breve termine.le banche proprio ieri mi hanno “costretto” a firmare un “accordo”che porta il tasso di interesse del conto anticipi al 9,50%.alla mia domanda :scusi ma non vedo dov’e’ l’accordo,la risposta e’ stata riportaci tutti i soldi immediatatamente se non sei d’accordo( ma i tassi non non li hanno abbassati ? ).dunque i soldi per pagare le tasse non li ho,il “nero” anche volendo non lo faccio perche’ fatturando tutto non sono congruo con gli studi di settore,figuriamoci se non scontrinassi tutto,insomma se chiudo mi daranno pure del ladro perche’ non potro’ pagare i fornitori e le banche. dimenticavo che non possiedo una casa ,una macchina, non ho beni nascosti,vallo a spiegare……

  • Io sono un artigiano, realizzo costruzioni in cartongesso, lasciamo perdere che nel 2007 ho rimesso 5000 € da un immobiliare che non mi ha pagato tutti gli importi fatturatogli, e per prendere il resto , parlo di cifre abbastanza importanti, sono stato costretto a calare le braghe, per pagare, fornitori, banche, dipendenti, ecc, nello stesso anno, ho preso un’ altra botta da 5300 €, che tutt’ ora, non sono riuscito a recuperare, nemmeno per vie legali.
    Attualmente, ho deciso di lavorare solo con privati, ma mi sembra che la musica non cambia, una volta il dentista, poi l’ assicurazione, poi devono andare in ferie, ecc..
    Mi chiedo, viste le ultime leggi degli ultimi anni, i pagamenti si fanno per via telematica, o mediante assegni non trasferibili,quindi volendo puoi vedere non solo se evado, ma anche se incasso è possibile che nessuno non intervenga, intanto, detraendo IVA e tasse, dagli importi da incassare, e poi castigando questi clienti insolventi (QUESTA GENTE VA FERMATA), IO SO SOLO CHE PER MANGIARE VADO A FARE LA SPESA, E SE NON HO SOLDI, ALLA CASSA, MI FANNO LASCIARE LI TUTTO.
    E’ una vergogna, o le cose cambiano, oppure anche noi artigiani, inizieremo a fare i furbi con lo stato, io lavoro 12 ore al giorno, godo solo di 3 settimane di ferie all’ anno, se ho soldi, però quando arrivano le imposte e parte delle fatture emesse non sono andate a buon fine, devo ancora pagare, meglio andare a rapinare banche, meglio andare a rubare negli appartamenti A QUESTO PUNTO, uno fa un lavoro onestamente con molto impegno, e molti investimenti, ma non vede riscontro, perchè la gente fa la furba.
    Ultimo punto, negli ultimi anni anno permesso a molte persone senza arte ne parte, senza capitali, senza niente, di aprire ditte che operano in molti settori, questi non avendo nulla, IMPS non viene pagata, Cassa Edile, non viene pagata, Tasse ed IVA non vengono pagate, tantocosaci prendono…. dopo 2 anni chiudono, aprono un altra ditta, e chi si è visto si è visto, dico bravi, avete ragione vistocome vanno le cose in Italia, c’ è un però, essendo ditte giovani, spesso abbattono i prezzi rovinando il mercato, e io che pago tutto, devo concorrere ai loro prezzi, con il rischio di non venire mai pagato, quindi manca il guadagno, e anche le spese + le tasse.
    E ORA DI FINIRLA se continua cosi bisogna fare qualche cosa, la gente CHE LAVORA è stufa.
    Chiedo scusa, volevo essere breve, ma non ci sono riuscito tanto sono Arrabbiato

    Saluto

    Giovanni

  • raga,sto andando fuori di testa, cosa si puo fare?
    Una persona con P.IVA da 2 anni che non mi paga un lavoro di 1.500E
    Lui mi risponde che non ha nulla,ed e inutile farli la causa legale. Intanto lui ha ancora l’azienda aperta.
    Che posso fare,inutile che insisto con mail e sms?
    Sto veramente impazendo. Quali sono le alternative? grazie

  • beh ragazzi, lascio qui anche il mio piccolo contributo. io sono un montatore e videografico e lavoro per una nota tv locale campana. almeno da quanto leggo chi di voi è imprenditore pensa innanzitutto a pagare dipendenti e fornitori. la mia esperienza è che non vengo pagato da piu di 5 mesi (regolarmente assunto a tempo indeterminato), ho addosso un’esecuzione di sfratto per morosità e un gatto a cui dare da mangiare. il mio datore di lavoro se ne fottee, anzi non perde l’occasione di andare in vacanza con la famiglia alla faccia nostra….se non è furbetto lui….

  • E? uno schifezza io e mio marito abbiamo vinto una causa con uno che non ci voleva pagare; il giudice ha sentenziato che ci deve pagare e lui che fa? Si trasferisce all’estero? Cosi non li rivedremo mai più questi soldi! Che si puo faRE?

  • E’ una schifezza io e mio marito abbiamo vinto una causa con uno che non ci voleva pagare; il giudice ha sentenziato che ci deve pagare e lui che fa? Si trasferisce all’estero? Cosi non li rivedremo mai più questi soldi! Che si puo faRE?

  • Noi in Italia sembra siamo diventati il fanalino di coda dell’Europa a livello di pagamenti…

  • SITO PER VOTARE I CLIENTI
    Ciao ho visto che hai postato sull’argomento e mi permetto di
    segnalarti segnalo un Sito proprio per Segnalare i
    i clienti che non pagano, condividere in rete le opinioni sui clienti,
    ma soprattutto per premiare e individuare rapidamente
    quelli Onesti!! Il servizio si chiama Virtubuzz.
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    Se puoi condividilo! ciao
    Andrea

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