A seguito dell’interrogazione del Senatore Pietro Ichino, l’on. Oriano Giovanelli ha presentato una menzognera interrogazione parlamentare al Ministro Brunetta, nella quale chiede le mie dimissioni , in quanto non sarei meritevole di svolgere il ruolo di consigliere giuridico del Ministro della Funzione Pubblica, e quelle di mio padre dalla carica di Presidente della Civit, in quanto indagato in relazione ai fatti della P3.
A parte il fatto che l’on. Giovannelli neanche sa che le dimissioni di mio padre non sono nella disponibilità del Ministro della Funzione Pubblica, in quanto è stato eletto dal Parlamento anche con il voto del PD, le altre illazioni meritano una risposta. E poichè nel frattempo l’On. Giovannelli ha pubblicato la sua interrogazione sulla sua homepage, pubblico quella che gli ho già inviato via mail.
Con la speranza che voglia ritirare questa offensiva interrogazione.
A seguito delle pressanti richieste dei miei studenti, pubblico la mia risposta all’interrogazione parlamentare del senatore Pietro Ichino contro il Ministro Brunetta, mio padre e me.Certo, avrei preferito che la risposta potesse essere data dal Ministro nelle sedi istituzionali, come previsto dai regolamenti parlamentari. Ma, poiché il senatore Ichino, pur avendo preannunciato l’interrogazione al Corriere della Sera di sette giorni fa, non l’ha ancora depositata in Parlamento, ho deciso di non attendere oltre.
Risposta di Michel Martone all’interrogazione parlamentare del sen. Ichino e altri
Il senatore Pietro Ichino si stupisce che, tra i consulenti del Ministro della Funzione pubblica che sta riformando anche la disciplina del lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni, ci sia un professore ordinario di diritto del lavoro.
There was a time when ideology moved the masses, now the masses are moved by swear words.
This is a disturbing sign of the times, the result of a change of mindset and morals that afflicts Italian society. A society where people, having lost all sense of “common good”, are passionate and divided on all sorts of topics, from cheap scandals to serious political matters.
In this context, the categories of Right and Left lose much of their meaning. In the songs of Giorgio Gaber ( there is a famous one called ” Destra- Sinistra”) even prosciutto and mortadella could be classified as left or right. In the days of minister Calderoli and of the Hon. Pecoraro Scanio the labels are barely able to give a proper account of the gerontocratic political landscape. They are just a badge that divide the parties, no more.
Sarkozy’s ministers and our own industrial elite are heading Left, the workers of Mirafiori vote for the Right, and Gordon Brown meets Margaret Thatcher in great pomp at Downing street.
Con l’emanazione del Codice della partecipazione si compie un ulteriore passo nell’opera di modernizzazione del nostro mercato del lavoro verso relazioni industriali più partecipative e meno conflittuali.Si tratta di un passo importante, soprattutto di fronte alla crisi economica che minaccia il nostro sistema produttivo, sia sotto il profilo della sostanza che sotto quello del metodo.
Sotto il profilo sostanziale, perché, come emerge da molti dei provvedimenti comunitari indicati nel Codice, e soprattutto dai rapporti Pepper degli anni ’90, la diffusione della partecipazione è direttamente proporzionale al tasso di modernità dei diversi mercati del lavoro. Non a caso, è largamente diffusa in Francia, Regno Unito e Germania, che vantano una lunga tradizione di relazioni industriali partecipative, si sta diffondendo a ritmi elevati in mercati del lavoro efficienti, come quelli del Belgio, della Finlandia, dell’ Austria e dei Paesi Bassi, mentre è ancora scarsamente diffusa in Spagna, Portogallo, Grecia e negli altri paesi che sono recentemente entrati nell’Unione Europea.
Pubblicato su “Colloqui giuridici del lavoro” n. 1 del 2010
Con riferimento al primo quesito, con il quale si chiede se l’obbligo di sicurezza comprenda anche tutte le misure tecnologiche disponibili sul mercato, riteniamo di condividere quanto affermato dalla sentenza n. 312 del 1996 della Corte costituzionale e, più di recente, dalla Corte di Giustizia Europea.
Ciò in quanto il criterio della “massima sicurezza tecnologica”, ancora oggi talvolta applicato dalla giurisprudenza e condiviso da una parte della dottrina, rende incerti i confini dell’obbligo di sicurezza.
Mi fa piacere pubblicare l’articolo uscito in questi giorni su BusinessWeek
Caterina Gurzi, an assembly line worker at a Fiat assembly plant in Turin, Italy, has seen her share of crises over the past 32 years. Yet the current economic slump tops them all, says the 55-year-old, one of 12,000 workers who took part in a one-day strike on Oct. 21 to protest Fiat’s attempts to extract concessions from its unions. “We have never seen something like this before,” Gurzi says. “After weakening our rights and worsening our working conditions, Fiat leaves us with an uncertain and precarious future.”
La grave crisi produttiva e finanziaria che attanaglia il nostro Paese (e non solo) e che ha spinto il legislatore ad adottare misure di sostegno alle imprese con l’obiettivo di sostenerle in attesa di una ripresa, pone problemi inediti alle aziende nella gestione degli ammortizzatori sociali.
Proprio la crisi, infatti, da un lato palesa squilibri ampiamente noti quali la frammentazione e la stratificazione delle normative del settore che da troppo tempo attendono una riforma complessiva e, dall’altro, la necessità di adattare gli istituti esistenti ad una situazione congiunturale così difficile.
Per far fronte alla drammatica crisi che ha travolto l’economia globale molti auspicano un ritorno dello Stato nell’economia. E dopo un decennio di privatizzazioni selvagge non ci sarebbe niente di male, anzi.
C’ è però un punto che suscita alcune perplessità.
Come può uno Stato che produce ingiustizie di ogni tipo (generosi baby pensionamenti per alcuni e pensione a 70 anni per altri) ed è appesantito dai difetti di funzionamento e di efficienza denunciati nel corso degli ultimi anni (da “la casta” ai “rapaci”), costituire una valida risposta ai drammatici problemi che questa crisi sta causando a milioni di persone?
In questi dieci anni di insegnamento nell’Università di Teramo ho conosciuto tanti abruzzesi. Sono un popolo straordinario e gentile e sono sicuro che riusciranno a reagire anche al drammatico terremoto che li ha travolti. Per farlo hanno però bisogno del nostro aiuto e della nostra solidarietà. Cominciare è semplice, basta, ad esempio, donare il sangue o fare un bonifico…….
Mi fa piacere pubblicare un capitolo del bel libro di Marco Iezzi e Tonia Mastrobuoni “Gioventù sprecata” da poco edito per i tipi di Laterza. Non tanto perchè sono stato incluso tra i giovani di talento insieme a Chloè Cipolletta, Emma Dante, Frida Giannini, Valeria Parrella e Filippo Preziosi. Ma soprattutto perchè ci potrete trovare la mia verità sulla mia formazione.
Forse sono stato un pò benevolo con me stesso, ma sicuramente questa intervista è molto più veritiera di alcuni offensivi articoli che ho letto in questi giorni.
Una chiacchierata che ho avuto il piacere di fare con Marco Patruno, pubblicata sul blog generazione.blog.lastampa.it…
L’intervista affronta il rapporto tra precariato e flessibilità. La coesistenza spesso difficile di due mercati. Un mercato del lavoro e un mercato delle opportunità dove sembrano andare paralleli senza che ci sia apparentemente un nesso tra di loro. E infine la questione di una “ricetta ideale” per una flessibilità dal volto decisamente più umano. Non voglio rubare altro tempo ai miei lettori, e vi lascio alle risposte del professore Michel Martone.
Che cosa pensa del precariato giovanile? Precariato e flessibilità sembrano essere diventati due termini sinonimi e facilmente intercambiabili tra di loro. Realtà o e soltanto un’impressione?
Il problema di questo paese è che cambiano i governi ma i problemi rimangono sempre gli stessi. Pensate alla giornata di mercoledì (ma anche a quella di ieri). Monti non aveva neanche terminato di leggere il suo discorso programmatico al Senato che, nelle piazze, i professionisti della contestazione sociale già cominciavano a manifestare. Cortei in tutta Italia, Roma paralizzata dagli scioperi, feriti e contusi a Palermo come a Torino. Sembra di rivedere sempre lo stesso film. Un nuovo Governo che annuncia di voler finalmente passare ai fatti per realizzare le riforme che tutti, a destra come a sinistra, nelle università come nei partiti, considerano necessarie.
They say life in the castle is a smug one. A steady job, a free and dignified existence. They also say once you’re hired in the castle you can make your way up through the years and that it’s not so easy to be fired. Just think, the best-seller among the castle’s inhabitants right now is: “Goodmorning Laziness. How to survive in a company working the least possible amount”.
They also say its merit goes to a miraculous legal device, now elevated to mythical heights: the 18th Article. A strange contraption, which strong of its solid legal tradition, has no equals in the other castles, and after the epic battles of recent years, has now become a true national symbol.
Pubblicato su “Massimario di giurisprudenza del lavoro” n. 3 del 2009
Com’è noto, la materia delle assenze dal lavoro per malattia nell’ambito del pubblico impiego è stata di recente travolta dallo “tsunami“dell’art. 71 del D.L. n. 112 del 2008, convertito in legge n. 133 del 2008 (c.d. “decreto Brunetta”).
Tale disposizione, per un verso, conferisce veste legislativa ad una disciplina, quella delle assenze per malattia nel pubblico impiego, già regolamentata in sede di contrattazione collettiva (art. 21 del CCNL 16 maggio 1995).
Alla ricerca del cambiamento
Dopo quindici anni di impoverimento collettivo, cinque di crescita zero e due di paralisi istituzionale, l'Italia è giunta al capolinea.
Qui potete trovare le mie riflessioni sulla crisi di questo paese bloccato, il labirinto della precarietà, le difficoltà degli outsider, la prepotenza dei veto player, il debito pubblico, la scomparsa del bene comune e altre questioni che compromettono il nostro futuro.
Materiali alternativi, contenuti multimediali e altri spunti alla ricerca del cambiamento.
Chiunque è benvenuto per portare idee e stimolare la riflessione!
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