Papà, cos’è la politica? Ovvero come ridere dei nostri paradossi

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Un bambino domanda al padre: “Papà, che cos’è la politica?”

 Il papà ci pensa un po’ su e poi gli dice “Guarda, te lo spiego con un esempio:
Io porto i soldi a casa, per cui sono il Capitalismo,
Tua madre gestisce il denaro, quindi è il Governo,
Il nonno controlla che tutto sia regolare, per cui è il Sindacato,
La nostra cameriera è la Classe operaia,
Noi tutti ci preoccupiamo solo che tu stia bene. Perciò tu sei il Popolo.
E il tuo fratellino, che porta ancora i pannolini, è il Futuro.
Hai capito figlio mio?”

Il piccolo ci pensa su e dice a suo padre che vuole dormirci sopra una notte.

 Nella notte il bambino viene svegliato dal fratellino che piange perchè ha sporcato il pannolino.

Visto che non sa cosa fare, va nella camera dei suoi genitori dove c’è sua madre che dorme profondamente e lui non riesce a svegliarla.
Così va in camera della cameriera, dove trova suo padre che se la spassa con lei, mentre il nonno sbircia dalla finestra.
Tutti sono così occupati che non si accorgono della presenza del bambino perciò il piccolo decide di tornare a dormire.

Il mattino dopo il padre gli chiede se ora sa spiegargli in poche parole che cos’è la politica.

“Sì” risponde il figlio:
“Il capitalismo approfitta della classe operaia,
Il sindacato sta a guardare,
Nel frattempo il governo dorme,
Il popolo viene completamente ignorato …
… e il futuro è nella m****!”

Commenti


  • Prof. debbo dire che la sua decisione di chiudere i commenti sotto alcune pagine del Blog, a mio modesto parere, non Le rende onore! Non solo non ha avuto la cortesia di rispondere al mio quesito relativo alla moltitudine di incarichi, ma, proprio Lei che si è posto (e spero vivamente continuerà a porsi) l’ambizioso fine di “dare la voce ai giovani”, poi li CENSURA quando Le chiedono qualcosa che probabilmente la infastidisce! Spero sinceramente di poterLa un giorno incontrare di persona e parlare con Lei a quattrocchi dei tanti problemi che affliggono la mia generazione- per intenderci quell de ventiquattrenni- e, a Dio picendo, ricevere la risposta al quesito che Le ho posto ed al quale, almeno fino ad ora, non ha avuto la bontà di rispondere.Anche perchè non credo di aver detto nulla di offensivo, ma semplicemente essermi limitato a fare una constatazione su una circostanza oggettiva.

  • Approfitto di questo spazio per contestare quanto da lei affermato nel corso della trasmissione di economia di SKY di ieri 10 gennaio. I suoi pareri sulla vicenda Fiat insieme a quelli del suo collega Ichino millantano una modernità nel dispositivo Fiat che non esiste. Fatela finita di chiamarlo accordo. Anche i sindacati che lo hanno firmato non sono d’accordo su quanto scritto e lo hanno sottoscritto perchè hanno meno coraggio di altri. E’ un giuslavorista credo competente quindi quando afferma certe cose in televisione so per certo che sta prendendo per i fondelli noi che la stiamo ad ascoltare. Non c’è modernità in quanto cerca di fare Marchionne ma solo arretratezza. Soldi in più per farsi distruggere prima dal lavoro. Lei ed Ichino non sapete nemmeno come è fatta una fabbrica. Io andavo a trovare mio padre in un ambiente schifoso pieno di polvere con un rumore assordante. Ma che ne sa lei. Lei è solo un altro artefice di un paese senza morale e vergogna.

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