Post generation

Ci sono diverse cose che mi hanno stupito del movimento studentesco che si è risvegliato in questi giorni. L’entusiasmo e la partecipazione, diffusa in tutta Italia, la creatività della protesta, con i professori che fanno lezione nelle piazze e le parole d’ordine che corrono sul web, la costanza di fronte al Senato, per tutta la notte e nonostante il nubifragio, ma soprattutto il fatto che la protesta non è di destra nè di sinistra, riguarda il futuro di un’intera generazione che, come d’incanto, ha spento la televisione per cominciare a difendere i propri interessi. Speriamo che tutta questa energia creativa si traduca in proposte concrete per migliorare la nostra università, che ha un disperato bisogno di riforme…

Commenti


  • E’ vero, è un momento di risveglio generazionale.

    Ma ogni risveglio ha il suo dark side. Io vedo studenti, professori e famiglie che protestano tutti insieme appassionatamente (!!!), per contrastare un timido intervento che non scalfisce minimamente i grandi problemi della formazione italiana: il baronaggio feroce nelle univesità, lo spreco di fondi, la deriva della scuola.
    Ci stanno facendo credere che stanno rivoluzionando la scuola o distruggendola. Ma non è vero, come al solito non stanno facendo niente di che.

  • per il momento pare che le energie non siano bastate…volontà e manifestazioni non hanno fatto la differenza.Oggi il famoso decreto è passato al senato, a dimostrazione della totale incomunicabilità e della spavalderia che questo governo può offrire.”quei quattro facinorosi” erano ovunque a gridare il proprio dissenso, ma dietro le finestre del potere quelle grida sono parse banali bisbigli. Indegni di attenzione. E poco importa che l’opposizione si è finalmente risvegliata per portare in piazza persone che non vedevano l’ora di essere lì. Che aspettavano da mesi di averne la possibilità, per esseci e manifestare il loro disaccordo sulla politica del governo.Tutto inutile. Vista la situazione, ho la proposta che risolverebbe molti problemi, nata oggi nella mia mente durante una Spiacevole conversazione in facoltà. Potremmo fare una riformINA che preveda l’elezione diretta del governo. eliminando chiaramente quest’inutile parlamento,in cui tanto se hai la maggioranza puoi fare i tuoi comodi senza dover dar conto a nessuno.altrimenti si rallenta il lavoro del governo. Meglio un pò di sano e diretto decisionismo,senza perder tempo in chiacchiere..
    PEr non parlare del guadagno-risparmio del non dover pagare tutti quei chiacchieroni dei parlamentari.
    questo per dirle,prof, che le energie di questa generazione e di quella futura, vengono calpestate ripetutamente.se solo si accorgessero di quanto quelle migliaia di persone in piazza rappresentino il futuro di questo paese…

  • e anche questa volta l’interesse DEI pochi è prevalso su quello DI molti…anzi dell’intera società…
    🙁
    continuiamo a lottare a 360° per tutti i temi che riguardano il nostro futuro: anche se al momento il nostro urlo non ha dato praticamente alcun risultato …prima o poi le cose dovranno cambiare…ed allora poco a poco cambieranno come si deve…

  • giusto il diritto a studiare e il diritto a manifestare pacificamente, civilmente e democraticamente, e soprattutto senza bandiere identificative di un partito politico, ma attraverso un movimento orizzontale che abbracci una volontà comune indipendente da colori e simboli di ogni sorta…

    le riforme sono importanti, doverose e necessarie, però ricordiamoci sempre che la grande maggiornaza degli italiani, anche se senza preferenza sui rappresentanti del parlamento, ha votato una coalizione che ha appena iniziato a lavorare e se si dice che l’intento è quello di riformare e non di tagliare i fondi alla ricerca e non di licenziare indistintamente il personale accademico, bensì molti operatori di segreteria, che sono il vero male del sistema universitario (migliaia di segretari per un piccolo carico di lavoro…),
    beh io credo che dovremmo dare un pò più di fiducia ai nostri ministri e lasciarli lavorare almeno per un pò altrimenti risponderemmo con la stessa moneta:
    loro vogliono tagliare, noi gli tagliamo le gambe ancor prima della gara e non gli permettiamo di correre e di provare a vincere, questo è un pregiudizio a-priori privo di motivazioni…

  • Mi ritrovò in pieno accordò con Daniele,ma a chì non la pensa così vorrei dire che dovrebbe continuare a manifesare e a lottare per le sue idee senza troppa delusone,la strada è lunga e se uno vuole ottenere qualcosa non può pretendere di pttenerla con una settimana di manifestazioni.Detto questo sono contento anche io di vedere così tante televisioni spente e cervelli accesi.

  • Salve,
    Scusate, ma non ho capito una cosa: dove, nel cosiddetto, Decreto Gelmini, si parla dell’ Università? Perché, in altre parole, le facoltà, dai professori agli studenti, si mobiltano contro un decreto che, almeno ad una prima lettura, non tratta dell’ Univerità ? Forse perché avrebbe dovuto farlo ?
    Mi è sfuggito qualcosa: c’è qualcuno che potrebbe spiegarmelo per piacere ?
    Grazie a tutti
    Roberto

  • Tagliargli le gambe a me non pare un pregiudizio,ma semplice prevenzione:i ministri saranno pure nuovi ma il capo sempre quello è. è come trapiantare nuove braccia e gambe in un corpo ma lasciare la stessa testa:i movimenti degli arti sempre dal cervello sono disposti,eppure,questo non vuol dire opporsi ciecamente a tutto quello che si decide di fare.Mi preoccupo seriamente;il problema è che è vero che questo governo è stato votato dai cittadini italiani,senza imbrogli e quindi tutto quello che verrà dovremo tenercelo.La legge Gelmini non è che l’ennesimo indizio di qualcosa che sta già nell’aria.Come sempre,le proteste di studenti e professori non hanno avuto alcun impatto sull’accettazione del decreto e ITALIANI che la pensavano diversamente dovranno accettare passivamente le decisioni prese da quelli che loro non hanno votato.Ok,siamo in democrazia e la maggioranza vince, ma questo non ammette che le opinioni della minoranza che hanno la stessa dignità di quelle dell’altra parte,che sono state espresse mediante manifestazioni e prese di posizioni,debbano passare per inutili proteste,quasi capricciose,con il solo scopo di opporsi senza motivo all’attuale governo.le cose non stanno cosi!la giustizia è anche questo:ascoltare e DARE PESO alle voci di tutti.

  • “la giustizia è anche questo:ascoltare e DARE PESO alle voci di tutti.”Questo è verissimo,va ricordato però che è dovere della maggiorana prendere delle decisioni,ed è mormale che una parte del paese sia scontenta,se non fosse così mi diomando a cosa servirebbero partiti diversi con programmi diversi.

  • …si Giulio ma quando ci si accorge che c’è una vasta opposizione anche dai sostenitori del proprio partito (anche i giovani di destra manifestavano…), a mio parere, si dovrebbe quanto meno rallentare e cercare un confronto costruttivo…non tapparsi le orecchie e la bocca e andare avanti a spada tratta…

  • Io credo che sia giusto e sacrosanto manifestare e esprimere apertamente i propri pensieri e le proprie opinioni in maniera pacifica e democratica, ma ritengo che cio va fatto con cognizione e consapevolezza.
    Molti universitari si lamentano del decreto Gelmini, che parla di tutto tranne che di università, manifestano contro la “riforma” che pero ancora non esiste.
    Credo che molti manifestanti siano un po confusi e che non sappiano esattamente cio che sta succedendo, facedosi trascinare dalla masssa.
    Con cio non dico che sono tutti dei pecoroni, ma trovo ridicolo che studenti intervistati ai quali viene chiesto cosa non condividono del decreto rispondono:” ah, non so, non ho letto il decreto pero mi hanno detto che ci penalizza”.
    Io credo che una riforma sia necessaria, abbiamo una delle peggiori università al mondo e ci sono sprechi altissimi e insostenibili e credo sia paradossale criticare qualcosa che ancora non c’e…

  • carissimi,

    blasco ha ragione molti dei manifestanti non sanno neanche di cosa parla il decreto e cosa dice la finanziaria sull’università,

    prima di protestare avrebbero dovuto informarsi e così avrebbero scoperto che hanno ragione a protestare perchè i tagli previsti in finanziaria impediranno il rinnovo dei contratti di lavoro precario dei ricercatori e soprattutto impediranno, a causa del blocco del turn over di fare nuovi concorsi per far entrare a pieno titolo nell’università i giovani ricercatori che se lo meritano

    pe rispondere a roberto, il blocco del turn over significa che su dieci professori che vanno in pensione si faranno solamente due nuovi concorsi

    il che significa che la nostra università che è già vecchietta, invecchierà ancora di più

  • consiglio a tutti i giovani spaesati d’Italia di leggere il commento del prof,così sapranno che hanno fatto comunque bene a manifestare.Sono d’accordissimo con simona e le sue parole rispecchiano perfettamente il senso che spero di aver dato al mio precedente commento.ieri comunque,c’è stata un’altra manifestazione ma non mi pare abbia sortito grandi effetti,ovviamente.

  • Nel decreto n 137 detto decreto Gelmini non si parla di Università, ma la protesta studentesca è fatta soprattutto per la legge 133 della finanziaria fatta da Tremonti che prevede un risparmio, i famosi “tagli”, in 3 anni,
    di quasi 8 miliardi per la riorganizzazione del settore accademico…
    Prof lei ha ragione a dire che gli studenti fanno bene a scioperare, ma io credo, e forse mi sbaglio,
    che la legge,
    anche se poco chiara,
    vuole colpire soprattutto gli SPRECHI,
    come ad esempio centinaia di corsi universitari in giro per l’Italia, come quello all’università di agraria o di veterinaria sulle cipolle e sui cani e i gatti dove ci sono 4 o a volte
    (e si stappa lo spumante),
    5 iscritti e che costano allo Stato 50 mila euro l’uno,
    oppure quelle filiali di grandi università, come quella di Camerino, Isernia e Cassino che sono evidenti casi di sprechi assurdi di personale e di risorse e dove non si produce valore intellettuale…
    oppure quei professori in esubero che purtroppo non servono o dovrebbero a mio avviso essere più equamente ridistribuiti…
    E’ pacifico che rientreranno nella lista anche gli stipendi di molti ricercatori e molte università pubbliche con facoltà scientifiche come chimica fisica matematica ingegneria, ecc…
    non riusciranno a lavorare senza finanziamenti per attrezzature necessarie e laboratori efficienti, e questo lo ha ribadito anche il direttore generale della luiss Pierluigi Celli a Matrix settimana scorsa, ma io mi auguro che l’intento numero uno non sia quello
    ed è quello che spero e che mi spinge a difendere per il momento il lavoro dell’esecutivo…
    E poi Prof, lei ha ragione ad allarmarci sul blocco del turn over e dei concorsi…su questo sono d’accordo, perchè è sbagliato il sistema di valutazione in base all’anzianità di servizio e non in base ai risultati e al merito…
    Ma io dico:
    A casa i nullafacenti e chiudiamo le università che non producono…
    Prof lo sa che se lei chiede ad un ragazzo della sapienza che vogliamo chiudere delle università, per principio non è d’accordo perchè pensa che così regrediamo e non diamo la possibilità ai ragazzi di studiare e invece non capisce che nel sistema odierno ci sono troppe università in proporzione agli iscritti e anche se sono iscritto ad una univertità privata mi informo e sono vicino alla realtà pubblica e lo so che è così
    e dobbiamo chiuderle
    e se chuiuderle significa mettere a rischio delle cattedre, è brutale dirlo, ma lo dobbiamo fare, è chiaro che io preferirei bloccare le cattedre più vecchie a favore di cattedre più “dinamiche” ma intanto se vogliamo rimettere in piedi il paese, bisogna intervenire da qualche parte e paradossalmente qualcuno ci dorvà “rimettere” per il bene della comunità…

  • da “Repubblica” del 31 ottobre 2008
    Striscioni nell’aula e Alfano diserta l’incontro in Luiss.
    Una sessantina di studenti della Luiss,univeristà privata vicina a confindustria, lo attendevano con striscioni e cartelli di protesta contro la legge Gelmini:”mai privati del pubblico interesse”, “Gelmini, il merito parte dal confronto”, gli slogan. Ma il Ministro della Giusitizia, Alfano, ha deciso di distertare il convegno-dibattito, sulla “meritocrazia” nell’aula magna dell’ateneo.

    Finalmente…anche noi ci siamo svegliati.E questo fa davvero pensare che questa protesta non ha “ne rossi, ne neri, solo liberi pensieri”.
    non ci speravo quasi più…
    diamo sosotegno noi, che in questa situazione siamo i privilegiati.
    perchè studiamo il diritto e ci dobbiamo rendere conto che, indipendentemente da quanto le cose ci toccano personalmente, il diritto allo studio non può essere limitato e la crescita e il futuro del nostro paese si basano sulla ricerca e sull’università, su di noi..su tutti noi.

    p.s:e un giorno potrebbe anche accadere questo…..
    http://it.youtube.com/watch?v=ubGF8NxiSPE&feature=related

  • io non vedo proprio cosa ci sia da essere fieri quado si priva qualcuno della possibilità di parlare…

  • dani la tua valutazione è generalm giusta. ma io credo non sia tagliando i fondi, in questo modo ed in certi ambiti, che si selezionano gli atenei validi. per quello occorre l’introduz concreta, e non a parole, della meritocrazia, attualmente unico ed indispensab reale strumento riformista.
    nè tantomeno questo piano legislativo colpisce gli sprechi, indubbiam presenti, ma sicuram altrove. ricerca e cultura in generale(fattori fondam e determinanti nel recupero e sviluppo spagnoli ad es), non hanno mai conosciuto particolari investim in italia. e questo a mio parere è l’errore storico che si continua a commettere.

    la mia protesta non è CONTRO qualcosa, ma PER qualcosa. qualcosa di cui l’italia necessita da anni, e che nemm stavolta è riuscita ad ottenere.
    UNA RIFORMA, DEGNA DI ESSER DEFINITA TALE.

  • riguardo al post di nessuno, vorrei invece chiedergli cosa c’è di ‘dark’ nel fatto che questo risveglio generazionale veda insegnanti, alunni, e famiglie, protestare insieme.
    il futuro è di tutti, e nelle svolte epocali è l’unione super partes che fa la forza.

    per anni abbiamo erroneam e paradossalm protestato a protez di un sistema costituito, favorevole solo alla passata generaz dei Sessantottini. finalm si protesta per le generaz future, e per il futuro, del Paese.

    roberta

  • Caro Professore, Care amiche e amici,
    devo confessare, da noto moderato democratico cristiano, che provo grande fascino ed interesse per le proteste studentesche. Mentre Lincoln organizzava le forze radunate contro la schiavitù, lo sentirono dire: “Elementi disparati, discordi e persino ostili, siamo stati radunati dai quattro venti, abbiamo preso forma e combattuto la battaglia sino in fondo”. Questo è evidentemente il proposito di coloro, studenti genitori e professori, che sono scesi in piazza. Ecco perchè io sono affascinato da queste mobilitazioni, pur non condividendo la gran parte degli argomenti utilizzati. Sono convinto che in un momento cstorico, quale quello attuale, lo scendere in piazza non possa che rafforzare l’identità collettiva delle nuove generazioni, che hanno per lo più paura del domani e sono senza speranze. Apprezzo di questo movimento l’espressione, nella maggioranza dei casi, di un’ansia prepolitica, piuttosto che finalità politiche in senso stretto.
    Condivido l’analisi del filosofo Veca, per cui “i grandi movimenti nascono quando si manifestano altrettanto grandi apettative, giuste o sbagliate che siano. Qui c’è solo la percezione, giusta o sbagliata che sia, che c’è solo da perdere e non da guadagnare”.
    Il rischio serio è che queste manifestazioni si trasformino in un rito fine a se stesso. Ma il pericolo, che più mi spaventa anche per il noto meccanismo weberiano, è che tale movimento no partisan venga strumentalizzato da un’opposizione debole e assente, alla ricerca di quel collante che altrimenti non avrebbe. Non credendo alla serietà e responsabilità dell’attuale classe dirigente politica – ed in particolarmente deluso dal Piccolo Principe Walter Veltroni – confido che questa generazione di miei coetanei non inizi a scimmiottare i grandi, svendendo loro anche gli ultimi residui di speranza in un vero cambiamento. Purtroppo in tal senso, avvisaglie ne abbiamo già avute.

  • @ Anonimo.

    Il dark side di questa protesta, alla quale anch’io guardo con simpatia per tutte le ragioni che si sono dette qui, è contenuto nel seguente dato:

    il 90% delle entrate delle Università è speso per il personale, e non per la formazione.

    Il personale, soprattutto quello inutile, protesta insieme ai ricercatori che avrebbero giustamente bisogno di più fondi e dignità. In questa protesta ci sono diverse voci e altrettanti chiaroscuri.

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