Replica di Michel Martone all’articolo di Giampiero Cazzato su il Venerdi di Repubblica intitolato “Martone jr. e quella consulenza a perdere per l’Inps”

Con riferimento all’impreciso articolo pubblicato su Il Venerdì de La Repubblica, intitolato “Martone Jr. e quella consulenza a perdere per l’INPS” a firma di Giampiero Cazzato, sono costretto a precisare che io non ho mai avuto alcuna consulenza con l’INPS.

E’ vero invece che, quasi due anni fa, lo Studio Legale Martone & Martone ha difeso l’Istituto in una causa di particolare urgenza e delicatezza, ma è falso che il compenso fosse di 20.000 euro.

Nonostante si trattasse di un giudizio di urgenza che nell’ambito del tariffario forense rientrava nello scaglione delle controversie di particolare importanza, lo Studio Legale Martone&Martone ha infatti richiesto un compenso di euro 6.113,12 iva inclusa.

Una richiesta che, come può essere agevolmente verificato, era perfettamente in linea con i valori previsti dal tariffario forense ed è pari ad un terzo del compenso poi richiesto, sempre che almeno in questo caso le informazioni del dott. Cazzato siano attendibili, dallo studio legale che successivamente si è interessato della vicenda.

Come è agevole dimostrare, parimenti falso e infondato è poi il fantasioso tentativo del dott. Cazzato di ricollegare l’affidamento di questo “lauto” incarico professionale allo studio legale Martone & Martone ad un parere reso dalla Civit, all’epoca presieduta dal dott. Antonio Martone, in ordine alla nomina di un membro dell’Oiv dell’Inps. Basta infatti leggere la delibera in questione sul sito della Civit, come ho fatto io, per rendersi conto che il parere, richiesto dal Commissario straordinario dell’Inps d’intesa con il Consiglio di indirizzo e vigilanza, non era vincolante ed è stato adottatto all’unanimità dalla Civit e non dal solo dott. Antonio Martone.

Anche di questo il dott. Cazzato dovrà rispondere nelle apposite sedi posto che ho già dato mandato ai miei legali di procedere ponendo in essere tutte le iniziative necessarie alla tutela del mio onore e del mio buon nome.

Resta il dispiacere di constatare la leggerezza con la quale certi giornalisti sono pronti a scrivere qualsiasi falsità senza alcun rispetto per le persone che colpiscono, né tantomeno per la verità dei fatti.

 

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