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	<title>Commenti a: Risiko sindacale</title>
	<link>http://www.michelmartone.org/risiko-sindacale-174.html</link>
	<description>UNIVERSITA', LAVORO, RICAMBIO GENERAZIONALE</description>
	<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 19:12:21 +0000</pubDate>
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		<item>
		<title>Di: Emanuele</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/risiko-sindacale-174.html#comment-24</link>
		<dc:creator>Emanuele</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 17:57:39 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.michelmartone.org/risiko-sindacale-174.html#comment-24</guid>
		<description>Spero Roberto mi permetterà una precisazione.

Senza alcun dubbio il nostro sistema previdenziale non è esente da critiche e, sicuramente, da una sua razionalizzazione trarrebbe giovamento l'intero "sistema Italia". Bisognerebbe, però, prima ancora di chiedersi quale sia il miglior sistema di redistribuzione, chiedersi se ci sia qualcosa da redistribuire.

La Svezia, uno dei Paesi presi a modello, ha registrato nel 2007 un incremento del PIL pari al 3,5% rispetto all'anno precedente, accompagnato da un tasso d'inflazione(reputato scandalosamente alto dai giornali scandinavi!) dell'1,5%.

L'Italia, nello stesso periodo, ha chiuso il proprio bilancio con un debito pari al 104% del PIL. 

Si capisce bene che, con queste cifre, non solo da redistribuire rimane ben poco, ma diamo anche un'altra badilata alla voragine del debito pubblico.

Pensiamo prima a ricominciare a produrre. Poi, come giustamente fa notare Roberto, redistribuiamo con cognizione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Spero Roberto mi permetterà una precisazione.</p>
<p>Senza alcun dubbio il nostro sistema previdenziale non è esente da critiche e, sicuramente, da una sua razionalizzazione trarrebbe giovamento l&#8217;intero &#8220;sistema Italia&#8221;. Bisognerebbe, però, prima ancora di chiedersi quale sia il miglior sistema di redistribuzione, chiedersi se ci sia qualcosa da redistribuire.</p>
<p>La Svezia, uno dei Paesi presi a modello, ha registrato nel 2007 un incremento del PIL pari al 3,5% rispetto all&#8217;anno precedente, accompagnato da un tasso d&#8217;inflazione(reputato scandalosamente alto dai giornali scandinavi!) dell&#8217;1,5%.</p>
<p>L&#8217;Italia, nello stesso periodo, ha chiuso il proprio bilancio con un debito pari al 104% del PIL. </p>
<p>Si capisce bene che, con queste cifre, non solo da redistribuire rimane ben poco, ma diamo anche un&#8217;altra badilata alla voragine del debito pubblico.</p>
<p>Pensiamo prima a ricominciare a produrre. Poi, come giustamente fa notare Roberto, redistribuiamo con cognizione.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: MM</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/risiko-sindacale-174.html#comment-22</link>
		<dc:creator>MM</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 17:07:57 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.michelmartone.org/risiko-sindacale-174.html#comment-22</guid>
		<description>ma quale arroganza:
 giusto il riferimento ai paesi del nord europa, ma da noi la crescita è a zero per motivi strutturali spendiamo troppo e male lì spendono meno e meglio,

così noi abbiamo il debito e loro la sicurezza

forse dovremmo trovare il coraggio di cominciare a parlare di diritti quesiti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ma quale arroganza:<br />
 giusto il riferimento ai paesi del nord europa, ma da noi la crescita è a zero per motivi strutturali spendiamo troppo e male lì spendono meno e meglio,</p>
<p>così noi abbiamo il debito e loro la sicurezza</p>
<p>forse dovremmo trovare il coraggio di cominciare a parlare di diritti quesiti</p>
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	</item>
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		<title>Di: Roberto</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/risiko-sindacale-174.html#comment-15</link>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 13:01:36 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.michelmartone.org/risiko-sindacale-174.html#comment-15</guid>
		<description>Vorrei rispondere ad Emanuele, senza essere accusato di arroganza!
Per prima cosa è molto diverso rispetto alle altre legislature degli ultimi fatidici 14 anni, per il semplice fatto che ora il governo va avanti di autorità, con un 'opposizione sterile e priva di contenuti che si esprime a sillabe: sì-no. 
Seconda cosa non penso che la cgil ora possa più permettersi il solito gioco di prima, deve per forza di cosa integrarsi o raccogliere consensi ora o mai più!
Terza cosa il problema della crescita zero è un problema si grave ma è ancora più grave non tanto nel numero del pil ma sulla considerazione globale del nostro sistema previsenziale assistenziale, che ripartisce quella ricchezza in più che il paese produce. Mi sembra giusto dire che ci sono paesi europei che come noi crescono poco ma hanno un sistema ficale che fa sì che questo non sia determinante per le sorti future. Per inciso mi riferisco ai paesi nord europei come Norvegia, Svezia e Danimarca.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei rispondere ad Emanuele, senza essere accusato di arroganza!<br />
Per prima cosa è molto diverso rispetto alle altre legislature degli ultimi fatidici 14 anni, per il semplice fatto che ora il governo va avanti di autorità, con un &#8216;opposizione sterile e priva di contenuti che si esprime a sillabe: sì-no.<br />
Seconda cosa non penso che la cgil ora possa più permettersi il solito gioco di prima, deve per forza di cosa integrarsi o raccogliere consensi ora o mai più!<br />
Terza cosa il problema della crescita zero è un problema si grave ma è ancora più grave non tanto nel numero del pil ma sulla considerazione globale del nostro sistema previsenziale assistenziale, che ripartisce quella ricchezza in più che il paese produce. Mi sembra giusto dire che ci sono paesi europei che come noi crescono poco ma hanno un sistema ficale che fa sì che questo non sia determinante per le sorti future. Per inciso mi riferisco ai paesi nord europei come Norvegia, Svezia e Danimarca.</p>
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		<title>Di: MM</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/risiko-sindacale-174.html#comment-9</link>
		<dc:creator>MM</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Jun 2008 20:04:52 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.michelmartone.org/risiko-sindacale-174.html#comment-9</guid>
		<description>wow 

belll'intervento, ottime suggestioni, 
condivido al 100% e visto che ha studiato con me sono anche fiero 

voglio anch'io recuperare la coscienza dell'urgenza e la vergogna della pastoia dell'ostruzione,

forse questo blog potrebbe trovare un senso</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>wow </p>
<p>belll&#8217;intervento, ottime suggestioni,<br />
condivido al 100% e visto che ha studiato con me sono anche fiero </p>
<p>voglio anch&#8217;io recuperare la coscienza dell&#8217;urgenza e la vergogna della pastoia dell&#8217;ostruzione,</p>
<p>forse questo blog potrebbe trovare un senso</p>
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		<title>Di: Emanuele</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/risiko-sindacale-174.html#comment-6</link>
		<dc:creator>Emanuele</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jun 2008 20:46:01 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.michelmartone.org/risiko-sindacale-174.html#comment-6</guid>
		<description>Innanzitutto, un commento al sito final edition:
è completo ed intuitivo, di sicuro non avrà bisogno di una di quelle orribli sitemap viste da altre parti...Belle le sezioni nuove e la possibilità di mettersi direttamente in contatto con il blogger dai contatti o direttamete dai commenti. Complimenti.

Quanto all'articolo, è triste constatare come, a distanza di 14 anni, lo scenario politico italiano sia rimasto praticamente immutato: Berlusconi governa. La CGIL s'impunta. Delle riforme neanche l'ombra... Certo, Bertinotti e la sinistra radicale, questa volta, sono stati costretti a saltare il giro di valzer, ma l'Italia è un Paese di gentiluomini, si dimentica in fretta, ed anche una vecchia zitella che ha bloccato per 18 mesi un governo può guadagnarsi un ballo...
Quello che, però, mi turba di più, nella mia modestissima conoscenza, è vedere Paesi che galoppano con incrementi del Pil dell'ordine del 10% annuo e notare che l'Italia non dico non trotta, ma neanche cammina. Zoppica barcollando pericolosamente all'indietro. Ciò che più mi sconcerta, poi, è l'assoluta nonchalance con cui i vertici politico-sindacali del nostro Paese sembrano non accorgersi dello stato critico in cui versa l'Italia. Come se fosse possibile perdere altro tempo; come se ci potessimo permettere di puntare i piedi di fronte all'offerta di AirFrance per Alitalia; come se bastasse una sedia in meno per far saltare un tavolo di concertazione. 

Credo che sia necessario recuperare la coscienza dell'urgenza delle decisioni e la vergogna della "pastoia e dell'ostruzione"; concentrare le forze, senza isterismi da prime donne, per afferare il prossimo treno di ripresa mondiale. Forse, così, fra 14 anni riusciremo a parlare di qualcosa di diverso da un Paese depresso e schizzofrenico che si diverte a farsi gli sgambetti da solo...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Innanzitutto, un commento al sito final edition:<br />
è completo ed intuitivo, di sicuro non avrà bisogno di una di quelle orribli sitemap viste da altre parti&#8230;Belle le sezioni nuove e la possibilità di mettersi direttamente in contatto con il blogger dai contatti o direttamete dai commenti. Complimenti.</p>
<p>Quanto all&#8217;articolo, è triste constatare come, a distanza di 14 anni, lo scenario politico italiano sia rimasto praticamente immutato: Berlusconi governa. La CGIL s&#8217;impunta. Delle riforme neanche l&#8217;ombra&#8230; Certo, Bertinotti e la sinistra radicale, questa volta, sono stati costretti a saltare il giro di valzer, ma l&#8217;Italia è un Paese di gentiluomini, si dimentica in fretta, ed anche una vecchia zitella che ha bloccato per 18 mesi un governo può guadagnarsi un ballo&#8230;<br />
Quello che, però, mi turba di più, nella mia modestissima conoscenza, è vedere Paesi che galoppano con incrementi del Pil dell&#8217;ordine del 10% annuo e notare che l&#8217;Italia non dico non trotta, ma neanche cammina. Zoppica barcollando pericolosamente all&#8217;indietro. Ciò che più mi sconcerta, poi, è l&#8217;assoluta nonchalance con cui i vertici politico-sindacali del nostro Paese sembrano non accorgersi dello stato critico in cui versa l&#8217;Italia. Come se fosse possibile perdere altro tempo; come se ci potessimo permettere di puntare i piedi di fronte all&#8217;offerta di AirFrance per Alitalia; come se bastasse una sedia in meno per far saltare un tavolo di concertazione. </p>
<p>Credo che sia necessario recuperare la coscienza dell&#8217;urgenza delle decisioni e la vergogna della &#8220;pastoia e dell&#8217;ostruzione&#8221;; concentrare le forze, senza isterismi da prime donne, per afferare il prossimo treno di ripresa mondiale. Forse, così, fra 14 anni riusciremo a parlare di qualcosa di diverso da un Paese depresso e schizzofrenico che si diverte a farsi gli sgambetti da solo&#8230;</p>
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