Risposta del Prof. Michel Martone alle illazioni contenute nell’interrogazione parlamentare n. 5703916 presentata dall’on. Oriano Giovannelli e altri

 

A seguito dell’interrogazione del Senatore Pietro Ichino, l’on. Oriano Giovanelli ha presentato una menzognera interrogazione parlamentare al Ministro Brunetta, nella quale chiede le mie dimissioni , in quanto non sarei meritevole di svolgere il ruolo di consigliere giuridico del Ministro della Funzione Pubblica, e quelle di mio padre dalla carica di Presidente della Civit, in quanto indagato in relazione ai fatti della P3.

A parte il fatto che l’on. Giovannelli neanche sa che le dimissioni di mio padre non sono nella  disponibilità del Ministro della Funzione Pubblica, in quanto è stato eletto dal Parlamento anche con il voto del PD, le altre illazioni meritano una risposta. E poichè nel frattempo l’On. Giovannelli ha pubblicato la sua interrogazione sulla sua homepage, pubblico quella che gli ho già inviato via mail.

Con la speranza che voglia ritirare questa offensiva interrogazione.

Signor Onorevole,

ho appena appreso la triste notizia che ha sottoscritto un’interrogazione parlamentare al Ministro Brunetta chiedendo le dimissioni di mio padre, perché indagato in relazione alla c.d. loggia P3 e all’affare dell’eolico, e la revoca del mio incarico perché non sarei meritevole.

Orbene, in attesa che le Camere riaprano e che dunque il Ministro possa rispondere all’interrogazione, mi limito a sottolineare, per quanto riguarda mio padre, che diversamente da quanto da voi sostenuto, egli non è mai stato indagato in vita sua,  né per questa né per altre vicende, ma è stato soltanto sentito come persona a conoscenza dei fatti, esattamente 4 mesi fa.

Per quello che riguarda invece me direttamente, oltre al dispiacere di sapere che diciotto parlamentari di un partito, che peraltro ho votato in altri tempi, si siano presi cura di infangare il mio nome senza neanche avere l’accortezza di andare a consultare il mio curriculum, agevolmente reperibile su internet, da Wikipedia ai siti-web delle diverse università italiane nelle quali insegno e ho insegnato, sono costretto, per comodità, ad inviarLe il mio curriculum, ed a sottolinearle, in maniera forse poco elegante ma resa necessaria dalla vostra interrogazione, che uno dei miei libri è stato selezionato dall’Istituto Luigi Sturzo tra i dodici “Libri dell’anno nella scienza giuridica“.

Le preciso inoltre che ho assunto l’incarico di consigliere giuridico del Ministro Brunetta sin dal giugno 2009, ovvero ben sei mesi prima che le competenti commissioni parlamentari, con voto dei due terzi, si esprimessero in favore della nomina di mio padre.

Comprenderà dunque le ragioni che mi inducono a scrivere questa mia e a preannunciarLe che, nonostante l’immunità parlamentare, sarà mia cura fare tutto ciò che è possibile per far valere legittimamente in ogni sede il mio buon nome e la mia reputazione che considero gravemente lesi dall’interrogazione che ha voluto promuovere.

Distinti Saluti

Michel Martone

Commenti


  • grazie prof!!!!
    esattamente quello che avrei voluto leggere

  • Caro Michel,
    mi permetto di darti del Tu poichè così era all’Università (Scuola di Specializzazione in Diritto Sindacale e del Lavoro c/o LA SAPIENZA) e non vedo ragioni per cambiare.
    Non ho letto il testo dell’interrogazione dell’On. Giovannelli ma, se le cose stanno come le dipingi tu, fai bene ad andare avanti in tutte le sedi.
    Sai bene tuttavia, caro Michel, che il tuo ordinariato ha suscitato più di qualche malumore (per usare un eufemismo) nell’ambiente accademico. Sai bene cosa sia stato detto di te (ricordi una mail che girava nella labourlist in cui venivi paragonato, in chiave sarcastica, ad una sorta di nuovo Carnelutti?); ma, a mio avviso, sai bene quanto vali e le ragioni per cui tu, a differenza di moltissimi altri (fors’anche più validi di te), sia riuscito a “farcela” (per citare Gianni Morandi).
    Vedi, Michel, più volte ho sentito parlar male di te, spesso da parte di persone a mio avviso accecate dall’invidia, e più volte ho preso le tue “difese” (si fa per dire, non è che tu ne abbia bisogno).
    Ho sempre pensato che sei un vero studioso, che hai la giusta passione ed abnegazione nello studio, che – a prescindere dalle tue posizioni giuridiche non sempre condivisibili (a mio sommesso parere) – era giusto che tu ce la facessi poichè avevi (ed hai) le doti necessarie.
    Ma ho sempre aggiunto che non erano giusti i tempi ed i modi del tuo approdo all’ordinariato; non erano giusti, soprattutto, nei confronti di tutti gli altri giovani colleghi (e ne conosco non pochi anche molto più validi di te, non me ne vorrai).
    Tu sai bene che si dice in giro (io personalmente non ci credo, il mondo è pieno di invidiosi) che il tuo mentore accademico abbia “ripagato” tuo padre (per le posizioni assunte da procuratore in Corte di Cassazione) mettendoti in Cattedra.
    Non è così, ma anche se così fosse non sarebbe colpa tua. Non hai scelto i tuoi genitori, vivadio! E, non perchè tu sia figlio di, ti si devono chiudere le porte. Tu hai, sulla carta, gli stessi diritti e doveri di tutti gli altri e hai diritto di essere giudicato per ciò che sei o che fai e non per i rapporti (presunti o reali) di tuo padre con chicchessia.
    Ciò detto, però, dovresti avere gli attributi di riconoscere che, nonostante le tue qualita indiscutibili, vista la realtà in cui noi tutti viviamo, non ce l’avresti mai e poi mai fatta ad arrivare se non fossi stato figlio di.
    Quindi, forse, anzichè segnalare urbi et orbi i premi da te vinti dovresti rispondere a questa domanda: quante altre persone, pur avendone le qualità, non hanno raggiunto – per ragioni a loro non imputabili – gli obiettivi che ho raggiunto io? E forse capirai che, non per l’On. Giovannelli (di cui non frega niente a nessuno), ma per i tuoi colleghi meno fortunati di te (categoria a cui il sottoscritto non appartiene) ci vorrebbe un po’ di rispetto. E, forse, non ostentare certi traguardi può essere un piccolo segno di rispetto nei loro confronti. Loro che, come tu non hai colpa nell’essere figlio di, non hanno nessuna colpa nell’essere figli di nn!
    Cordialmente
    Giuseppe Leotta

  • “Ciò detto, però, dovresti avere gli attributi di riconoscere che, nonostante le tue qualita indiscutibili, vista la realtà in cui noi tutti viviamo, non ce l’avresti mai e poi mai fatta ad arrivare se non fossi stato figlio di.
    Quindi, forse, anzichè segnalare urbi et orbi i premi da te vinti dovresti rispondere a questa domanda: quante altre persone, pur avendone le qualità, non hanno raggiunto – per ragioni a loro non imputabili – gli obiettivi che ho raggiunto io? ”

    Che razza di considerazione è mai questa? in buona sostanza si afferma che chi ha raggiunto dei traguardi, lecitamente fino a prova contraria, dovrebbe interrogarsi sul motivo per il quale gli altri non ce l’avrebbero fatta.

    Rimango allibito. Logica alla rovescia.

    Passa il messaggio che chi è più scaltro, volenteroso, sveglio e aggressivo nel conquistarsi uno spazio che di certo non verrebbe concesso, deve quasi giustificarsi per essersi rimboccato le maniche. Tranne per i posti a concorso tutto il resto è tenacia e saperci fare.

    Basta con le ipocrisie. L’invidia mangia vive le persone.

  • @ giuseppe,

    hai ragione sono fortunato perchè sono figlio di mio padre,
    per il resto, proprio in considerazione del rapporto personale che millanti, ti chiedo:
    ma come ti permetti di scrivere certe cose, senza aver neanche letto l’offensiva e diffamante interrogazione alla quale replico?
    e, soprattutto, prima di insultarmi, hai almeno letto i miei libri?

    se tu lo avessi fatto, ti saresti reso conto che da dieci anni denuncio e combatto il blocco gerontocratico che non consente ai giovani di realizzare i loro sogni

    per il resto mi limito a segnalarti che se oggi sono costretto a ricordare le cose che ho scritto non è per sottolineare che sono più bravo dei miei coetanei, ma solo per difendermi da attacchi diffamanti a me e alla mia famiglia…

    anche perchè credo che un professore debba anzitutto rispondere di ciò che scrive, e che ti invito a leggere, e di ciò che insegna ai suoi studenti

  • Ma cosa c’entra il “blocco gerontocratico” con il nepotismo, scusi?
    A lei il pretesto del blocco gerontocratico serve solo per attaccare sui media i diritti acquisiti dei lavoratori. Avrà i suoi buoni motivi per farlo, ma questo è un altro discorso, e non c’entra nulla con le rivendicazioni (legittime o meno) e le invidie (più o meno manifeste) dei suoi colleghi che vantano natali meno illustri. Non le pare?

  • @ Michel:
    Innanzi tutto premetto che è senz’altro da apprezzare la Tua volontà di confrontarti su argomenti che, sono certo, devono provocarti una certa amarezza sul piano personale.
    Ciò detto, ritengo tu sia andato un po’ oltre nel passaggio in cui mi accusi di millantare un “rapporto personale”. Scusami, ma visto che tu ci tieni tanto a che gli altri leggano i tuoi saggi/contributi/libri, hai almeno letto ciò che ho scritto prima di rispondere? Non mi sembra di aver fatto riferimento ad alcun “rapporto personale” ma solamente al fatto che, allorquando ci siamo parlati, abbiamo entrambi usato il “tu”…
    Passando al merito della Tua replica, ti posso dire che – contrariamente a quello che forse Tu pensi – tento di seguire con attenzione quello che fai/dici/scrivi, nei termini il cui il tempo a mia disposizione me lo consente. Leggo il tuo sito, ho letto alcuni tuoi articoli, ascoltato interventi televisivi etc… Come già ho scritto, non sempre condivido le tue analisi/posizioni ma questo, vivadio, è il sale della democrazia, non credi?
    Ma, ed è questo il senso (non colto) di quello che ti ho scritto in precedenza, ho sempre ritenuto e continuo a ritenere che Tu abbia una grande passione (per lo studio e per l’insegnamento) ed ottime capacità (per quello che può valere il mio personale giudizio) scientifiche e, più in generale, intellettive.
    Ma proprio perchè Ti riconosco queste doti, ho ritenuto (e ritengo) una mancanza di rispetto certe tue posizioni anche se forse, per carità, provocate da fastidiosi attacchi personali (Giovannelli) o puntuali ricostruzioni fattuali (Ichino).
    Mancanza di rispetto, si badi bene, non nei confronti del Giovannelli o dell’Ichino, ma dei Tuoi colleghi, soprattutto di quelli più o meno a te coetanei (ai quali, a scanso di equivoci, sottolineo nuovamente di non appartenere).
    Mi spiego meglio e non me ne vorrai se , per farlo, uso una metafora sportiva.
    Vedi, proprio per le ragioni anzidette (tue indiscusse capacità) e proprio per il fatto di rappresentare un’eccezione (circostanza che tu stesso mi sembra abbia riconosciuto), mi sarei aspettato che Tu avessi usato il “pulpito” che la vita – e non solo i tuoi meriti – ti ha concesso per cercare di “predicare” diversamente e non per limitarti ad “ostentare” i traguardi da Te raggiunti a differenza altri.
    Avresti potuto fare come quei ciclisti che pur potendo facilmente vincere una tappa, lasciano la vittoria al loro compagno di fuga riconoscendo allo sforzo di quest’ultimo una grande dignità. Fuor di metafora, avresti potuto dire a chiare lettere e con grande dignità che, nonostante le tue indubbie doti, certi traguardi sono stati possibili solo per la presenza di (decisivi) fattori esterni aggiungendo che ciò non è giusto e che molti di coloro che questi stessi traguardi meriterebbero di raggiungere non ce la fanno perchè non sono adeguatamente “sponsorizzati”.
    Avresti potuto, in atri termini, “saper vincere” che è ben più difficile di “vincere”. Sa vincere chi ha rispetto dell’ “avversario” e sa riconoscere che quest’ultimo, magari, meritava finanche di vincere. Non chi si limita a dire “ho vinto questo, quest’altro e quest’altro ancora…quindi che volete?”

    @Antonio:
    Sarebbe opportuno che indicasse il Suo cognome per non fare un (involontario) danno a Michel poichè qualche “benpensante” la potrebbe scambiare con il Dott. Antonio Martone.
    Ciò detto, ma Lei ritiene veramente che tutti coloro che (ad ogni livello ed ad ogni settore) abbiano avuto successo lo hanno avuto solo per le loro doti personali e, al contrario, tutti coloro che nella vita hanno “fallito” siano responsabili del fallimento medesimo? Lei è così ingenuo da pensare che basta “rimboccarsi le maniche” ed ogni problema è risolto? Suvvia, ci faccia il piacere.

  • Quello che ha me infastidisce non poco è che una persona come il Prof.Martone, il quale rappresenta l’emblema degli insider non fa altro che presentarsi in ospitate televisive per parlare di outsider! Che diamine ne sa lei di cosa significa essere outsider, lei che a 26 anni era già ricercatore pubblico e professore incaricato in università private? E’ come se Bill Gates andasse in giro dalla mattina alla sera a parlare del valore della povertà. Paradossale, non trova?

  • Allora dato che è uomo non dovrebbe parlare di lavoro femminile o visto che è giovane e lontano dall’età della pensione non dovrebbe parlare di previdenza sociale? Ma menomale che pur essendo salito in cattedra non si è dimenticato dei problemi dei giovani, dei precari, delle donne o delle pensioni. E’ paradossale ciò che dici tu, anonimo.