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	<title>Commenti a: Morti bianche&#124; Siamo tutti responsabili</title>
	<link>http://www.michelmartone.org/siamo-tutti-responsabili-187.html</link>
	<description>UNIVERSITA', LAVORO, RICAMBIO GENERAZIONALE</description>
	<pubDate>Thu, 09 Sep 2010 17:15:46 +0000</pubDate>
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		<item>
		<title>Di: Patrizia Farinelli</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/siamo-tutti-responsabili-187.html#comment-167</link>
		<dc:creator>Patrizia Farinelli</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jul 2008 19:19:10 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.michelmartone.org/siamo-tutti-responsabili-187.html#comment-167</guid>
		<description>Morire dentro.

è di aprile il Dgls 81...
una  rivoluzione nella tutela globale della salute, perchè  il lavoro 
puo' uccidere  anche l'anima....


dall' Art. 2
 «salute»: stato di completo benessere fisico, mentale e
sociale, non consistente solo in un'assenza di malattia o
d'infermita'

ho conosciuto qs anno un dirigente di una nota multinazionale
giapponese, che è stato ricoverato per sei mesi alla clinica del lavoro di Milano, per "disturbo bipolare invalidante" a causa di una operazioen di mobbing messa in atto a suo discapito...
... come è ben noto ...a volte gli individui pensanti sono scomodi...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Morire dentro.</p>
<p>è di aprile il Dgls 81&#8230;<br />
una  rivoluzione nella tutela globale della salute, perchè  il lavoro<br />
puo&#8217; uccidere  anche l&#8217;anima&#8230;.</p>
<p>dall&#8217; Art. 2<br />
 «salute»: stato di completo benessere fisico, mentale e<br />
sociale, non consistente solo in un&#8217;assenza di malattia o<br />
d&#8217;infermita&#8217;</p>
<p>ho conosciuto qs anno un dirigente di una nota multinazionale<br />
giapponese, che è stato ricoverato per sei mesi alla clinica del lavoro di Milano, per &#8220;disturbo bipolare invalidante&#8221; a causa di una operazioen di mobbing messa in atto a suo discapito&#8230;<br />
&#8230; come è ben noto &#8230;a volte gli individui pensanti sono scomodi&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: alessandra carafa</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/siamo-tutti-responsabili-187.html#comment-78</link>
		<dc:creator>alessandra carafa</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Jul 2008 16:13:32 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.michelmartone.org/siamo-tutti-responsabili-187.html#comment-78</guid>
		<description>cara simona 
il problema è questo "capitalismo di ritorno" che sta creando dei divari pazzeschi...anche rispetto a valori non negoziabili come la tutela dell'integrità fisica di chi si mette al servizio di altri per poter (soprav)vivere.
escludendo che "l'alto"possa esercitare degli impulsi, visto che è molto più interessato ai fatti suoi, buona parte della responsabilità è degli imprenditori che preferiscono risparmiare sull'assicurazione e sulla previdenza, nonché sul reclutamento della manodopera.
spesso i lavoratori che devono eseguire compiti per cui si richiede una specifica professionalità vengono scelti come carne da macello, tra i tanti extracomunitari disposti a svolgere qualsiasi mansione, anche la più impervia.
e figuriamoci poi se lo stesso "padrone" si preoccupi di metterli al riparo dai rischi personali!
è un conflitto tra impares...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>cara simona<br />
il problema è questo &#8220;capitalismo di ritorno&#8221; che sta creando dei divari pazzeschi&#8230;anche rispetto a valori non negoziabili come la tutela dell&#8217;integrità fisica di chi si mette al servizio di altri per poter (soprav)vivere.<br />
escludendo che &#8220;l&#8217;alto&#8221;possa esercitare degli impulsi, visto che è molto più interessato ai fatti suoi, buona parte della responsabilità è degli imprenditori che preferiscono risparmiare sull&#8217;assicurazione e sulla previdenza, nonché sul reclutamento della manodopera.<br />
spesso i lavoratori che devono eseguire compiti per cui si richiede una specifica professionalità vengono scelti come carne da macello, tra i tanti extracomunitari disposti a svolgere qualsiasi mansione, anche la più impervia.<br />
e figuriamoci poi se lo stesso &#8220;padrone&#8221; si preoccupi di metterli al riparo dai rischi personali!<br />
è un conflitto tra impares&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Simona Scelfo</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/siamo-tutti-responsabili-187.html#comment-72</link>
		<dc:creator>Simona Scelfo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jul 2008 15:41:25 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.michelmartone.org/siamo-tutti-responsabili-187.html#comment-72</guid>
		<description>Proprio oggi, nel telegiornale regionale di Raitre delle 14.30, i giornalisti sono andati in un cantiere in un cantiere laziale. Uno qualsiasi tra i tanti, quello della metro c sulla casilina, il risultato allo sguardo dell’obiettivo è stato:

1-Nessuno dei lavoratoti indossava l’equipaggiamento di sicurezza, non dico tanto il casco, ma neanche i guanti. Anzi erano beatamente a torso nudo, come solo si potrebbe essere al mare.

2-Gli operai lavoravano con carichi pericolosi fluttuanti al di sopra delle loro teste, tali carichi pendevano dalle braccia delle gru ed erano in movimento.

3-Nessuno di quelli che puliva gli strumenti con il cemento indossava mascherine o simili per non inalarne le polveri.

Chissà quante altre violazioni, che io per prima non ho notato ma che probabilmente erano state compiute, o che l’obiettivo non  ha ripreso.

Sicuramente non si può lasciare esclusivamente ad una auspicata presa di coscienza degli “addetti ai lavori” la soluzione di una situazione così radicata. Tale presa di coscienza è necessaria, ma non può essere l’unico motore trainante ed esclusivo. Personalmente sono dell’idea che la normativa di cui disponiamo non è carente, non del tutto almeno, la carenza è nei controlli. Questo è un caso in cui il cambiamento non può venire solo dal basso, ci vuole uno stimolo dall’alto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Proprio oggi, nel telegiornale regionale di Raitre delle 14.30, i giornalisti sono andati in un cantiere in un cantiere laziale. Uno qualsiasi tra i tanti, quello della metro c sulla casilina, il risultato allo sguardo dell’obiettivo è stato:</p>
<p>1-Nessuno dei lavoratoti indossava l’equipaggiamento di sicurezza, non dico tanto il casco, ma neanche i guanti. Anzi erano beatamente a torso nudo, come solo si potrebbe essere al mare.</p>
<p>2-Gli operai lavoravano con carichi pericolosi fluttuanti al di sopra delle loro teste, tali carichi pendevano dalle braccia delle gru ed erano in movimento.</p>
<p>3-Nessuno di quelli che puliva gli strumenti con il cemento indossava mascherine o simili per non inalarne le polveri.</p>
<p>Chissà quante altre violazioni, che io per prima non ho notato ma che probabilmente erano state compiute, o che l’obiettivo non  ha ripreso.</p>
<p>Sicuramente non si può lasciare esclusivamente ad una auspicata presa di coscienza degli “addetti ai lavori” la soluzione di una situazione così radicata. Tale presa di coscienza è necessaria, ma non può essere l’unico motore trainante ed esclusivo. Personalmente sono dell’idea che la normativa di cui disponiamo non è carente, non del tutto almeno, la carenza è nei controlli. Questo è un caso in cui il cambiamento non può venire solo dal basso, ci vuole uno stimolo dall’alto.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: alessandra carafa</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/siamo-tutti-responsabili-187.html#comment-71</link>
		<dc:creator>alessandra carafa</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jul 2008 10:27:38 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.michelmartone.org/siamo-tutti-responsabili-187.html#comment-71</guid>
		<description>Prof,
come può constatare ho raccolto l'invito che Lei mi rivolse durante il nostro originale e per me memorabile dialogo in sede d'esame all'università di Teramo il 20 giugno.
Ho appena letto piuttosto, che l'AD della Umbria Olii avrebbe inoltrato domanda di risarcimento danni alle famiglie degli operai morti durante l'incendio che nel 2006 scoppiò in uno degli stabilimenti locati nei pressi di Perugia.
Sulla base della ricostruzione peritale, negli accertamenti processuali,sarebbe emerso un uso inappropriato di alcuni mezzi da parte degli sfortunati dipendenti, che avrebbe contribuito a provocare l'esplosione.
La domanda che rivolgo a Lei e ovviamente a tutti gli altri commentatori è: com'è possibile chiedere ai familiari delle vittime di versare un indennizzo a fronte di un fatto che personalmente e materialmente non hanno commesso?
Ma la responsabilità per fatto commesso è ancora personale o è diventata traslativa?
Grazie per le eventuali delucidazioni</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Prof,<br />
come può constatare ho raccolto l&#8217;invito che Lei mi rivolse durante il nostro originale e per me memorabile dialogo in sede d&#8217;esame all&#8217;università di Teramo il 20 giugno.<br />
Ho appena letto piuttosto, che l&#8217;AD della Umbria Olii avrebbe inoltrato domanda di risarcimento danni alle famiglie degli operai morti durante l&#8217;incendio che nel 2006 scoppiò in uno degli stabilimenti locati nei pressi di Perugia.<br />
Sulla base della ricostruzione peritale, negli accertamenti processuali,sarebbe emerso un uso inappropriato di alcuni mezzi da parte degli sfortunati dipendenti, che avrebbe contribuito a provocare l&#8217;esplosione.<br />
La domanda che rivolgo a Lei e ovviamente a tutti gli altri commentatori è: com&#8217;è possibile chiedere ai familiari delle vittime di versare un indennizzo a fronte di un fatto che personalmente e materialmente non hanno commesso?<br />
Ma la responsabilità per fatto commesso è ancora personale o è diventata traslativa?<br />
Grazie per le eventuali delucidazioni</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: MM</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/siamo-tutti-responsabili-187.html#comment-26</link>
		<dc:creator>MM</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 22:19:18 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.michelmartone.org/siamo-tutti-responsabili-187.html#comment-26</guid>
		<description>e così il blog diventa anche fonte di ispirazione,

ottima idea, leggera ed esatta per dare sicurezza ai nostri cantieri</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>e così il blog diventa anche fonte di ispirazione,</p>
<p>ottima idea, leggera ed esatta per dare sicurezza ai nostri cantieri</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: unoqualsiasi</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/siamo-tutti-responsabili-187.html#comment-25</link>
		<dc:creator>unoqualsiasi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 21:15:44 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.michelmartone.org/siamo-tutti-responsabili-187.html#comment-25</guid>
		<description>A proposito di sicurezza sul lavoro e della partecipazione di tutti noi: proprio ora a "italo americano" (programma su MTV con Fabio Volo in trasferta a New York) hanno fatto vedere che a New York si può segnalare anonimamente il mancato rispetto delle regole di sicurezza nei cantieri chiamando il 311... E il cartello con questo numero era attaccato proprio ad un cantiere!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A proposito di sicurezza sul lavoro e della partecipazione di tutti noi: proprio ora a &#8220;italo americano&#8221; (programma su MTV con Fabio Volo in trasferta a New York) hanno fatto vedere che a New York si può segnalare anonimamente il mancato rispetto delle regole di sicurezza nei cantieri chiamando il 311&#8230; E il cartello con questo numero era attaccato proprio ad un cantiere!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: MM</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/siamo-tutti-responsabili-187.html#comment-20</link>
		<dc:creator>MM</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 16:57:32 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.michelmartone.org/siamo-tutti-responsabili-187.html#comment-20</guid>
		<description>caro antonio, 

condivido il suo intelligente intervento, credo però  che 

1.le leggi non bastino (le nostre sono avanzate sulla carta ottime ma poi non funzionano), 

2.credo quindi che si debba, tutti, fare un passo in avanti, perchè nel frattempo le morti continuano,

3. allora più formazione, più educazione civica, ma anche attenzione da parte dei lavoratori, perchè i caschi devono essere messi a disposizione ma anche indossati

con riferimento alla seconda, attualissima, domanda credo che

1. lo Stato debba fare meglio poche cose tra le quali rientra sicuramente la sicurezza,

2. privatizzare non è sempre bene, come dimostra l'esperienza degli anni '90

3. quindi che l'INAIL debba rimanere privato


vediamo se domani, nell'anticipo della finanziaria,  in tema di sicurezza ci saranno meno adempimenti amministrativi e una maggiore responsabilità delle parti sociali

grazie per il bel commento, 
il prof.

P.s. unoqualsiasi (bellissimo nome) non è sicuramente qualunquista e concordo con lui, perchè le regole ci proteggano è necessario che ciascuno di noi si impegni per farle rispettare
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>caro antonio, </p>
<p>condivido il suo intelligente intervento, credo però  che </p>
<p>1.le leggi non bastino (le nostre sono avanzate sulla carta ottime ma poi non funzionano), </p>
<p>2.credo quindi che si debba, tutti, fare un passo in avanti, perchè nel frattempo le morti continuano,</p>
<p>3. allora più formazione, più educazione civica, ma anche attenzione da parte dei lavoratori, perchè i caschi devono essere messi a disposizione ma anche indossati</p>
<p>con riferimento alla seconda, attualissima, domanda credo che</p>
<p>1. lo Stato debba fare meglio poche cose tra le quali rientra sicuramente la sicurezza,</p>
<p>2. privatizzare non è sempre bene, come dimostra l&#8217;esperienza degli anni &#8216;90</p>
<p>3. quindi che l&#8217;INAIL debba rimanere privato</p>
<p>vediamo se domani, nell&#8217;anticipo della finanziaria,  in tema di sicurezza ci saranno meno adempimenti amministrativi e una maggiore responsabilità delle parti sociali</p>
<p>grazie per il bel commento,<br />
il prof.</p>
<p>P.s. unoqualsiasi (bellissimo nome) non è sicuramente qualunquista e concordo con lui, perchè le regole ci proteggano è necessario che ciascuno di noi si impegni per farle rispettare</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Antonio</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/siamo-tutti-responsabili-187.html#comment-17</link>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 13:52:54 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.michelmartone.org/siamo-tutti-responsabili-187.html#comment-17</guid>
		<description>Intanto, Professore, complimenti per l'ideazione di un nuovo, avanzato, rapporto di comunicazione con l'università. E' ciò che tutti gli studenti intimamente vorrebero o almeno alcuni di essi questa necessità la sentono con maggior forza.La creazione di una piattaforma di dialogo e confronto che oltre ad offrire la soddisfazione della propria curiosità riesce a creare un canale comunicativo continuo senza l'inconveniente della discontinuitàche invece si manifesta terminato il corso accademico. Ancora complimenti.

Quanto al tema dell'articolo, Professore, sono sempre stato molto scettico delle tesi il cui cuore della risoluzione si basasse sulla questione culturale. Sappiamo benissimo che sostanzialmente lo è, ma la cura sta nell'approccio metodologico. Non crede debbano essere le disposizioni, regolamenti, obblighi, controlli a contribuire, molto più della presa di coscienza e della conseguente assunzione di responsabilità, a spostare il senso civico e a mutare culturalmente l'approccio al problema? Non crede siano più incisivi fattori esterni a piegare l'andamento culturale che fattori interni, nei termini della presa di coscienza? 

In fine, molto più praticamente, come pensa possa cambiare la stuazione se le assicurazioni private con propri controlli si sostituissero alla assicurazione pubblica con i suoi inefficienti controlli? Così come nell' occidente più avanzato le assicurazioni private per evitare esborsi hanno una capacità di controllo in azienda di gran lunga più efficiente della gestione pubblica.
La ringrazio</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Intanto, Professore, complimenti per l&#8217;ideazione di un nuovo, avanzato, rapporto di comunicazione con l&#8217;università. E&#8217; ciò che tutti gli studenti intimamente vorrebero o almeno alcuni di essi questa necessità la sentono con maggior forza.La creazione di una piattaforma di dialogo e confronto che oltre ad offrire la soddisfazione della propria curiosità riesce a creare un canale comunicativo continuo senza l&#8217;inconveniente della discontinuitàche invece si manifesta terminato il corso accademico. Ancora complimenti.</p>
<p>Quanto al tema dell&#8217;articolo, Professore, sono sempre stato molto scettico delle tesi il cui cuore della risoluzione si basasse sulla questione culturale. Sappiamo benissimo che sostanzialmente lo è, ma la cura sta nell&#8217;approccio metodologico. Non crede debbano essere le disposizioni, regolamenti, obblighi, controlli a contribuire, molto più della presa di coscienza e della conseguente assunzione di responsabilità, a spostare il senso civico e a mutare culturalmente l&#8217;approccio al problema? Non crede siano più incisivi fattori esterni a piegare l&#8217;andamento culturale che fattori interni, nei termini della presa di coscienza? </p>
<p>In fine, molto più praticamente, come pensa possa cambiare la stuazione se le assicurazioni private con propri controlli si sostituissero alla assicurazione pubblica con i suoi inefficienti controlli? Così come nell&#8217; occidente più avanzato le assicurazioni private per evitare esborsi hanno una capacità di controllo in azienda di gran lunga più efficiente della gestione pubblica.<br />
La ringrazio</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: unoqualsiasi</title>
		<link>http://www.michelmartone.org/siamo-tutti-responsabili-187.html#comment-14</link>
		<dc:creator>unoqualsiasi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 08:22:39 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.michelmartone.org/siamo-tutti-responsabili-187.html#comment-14</guid>
		<description>Il problema è che in Italia nessuno vuole fare la sua parte, in qualsiasi ambito.
L'anormale è chi segue le regole, non chi le viola; finchè ci sarà la mentalità del "se lo fanno gli altri, perchè non posso farlo anche io?" e del "tanto succede sempre agli altri"  difficilmente andremo avanti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il problema è che in Italia nessuno vuole fare la sua parte, in qualsiasi ambito.<br />
L&#8217;anormale è chi segue le regole, non chi le viola; finchè ci sarà la mentalità del &#8220;se lo fanno gli altri, perchè non posso farlo anche io?&#8221; e del &#8220;tanto succede sempre agli altri&#8221;  difficilmente andremo avanti.</p>
]]></content:encoded>
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