Sisma Emilia. I vivi che aiutano i vivi.

Terremoto Emilia Romagna Solidarietà

Troppo spesso parliamo male di noi. Eppure nei momenti difficili riusciamo sempre a dimostrare quanto forte sia il popolo italiano. Perfino tra le infinte difficoltà causate dal terremoto siamo capaci di grande solidarietà: proprio dall’Emilia ci vengono dati positivi di cui parliamo troppo poco.

L’accoglienza

Emilia Romagna: circa 14.000 le persone ospitate nei 34 campi di accoglienza allestiti in Regione, nelle strutture al coperto (tensostrutture, vagoni letto, etc…) o negli alberghi. Di queste, 9.500 sono assistite in provincia di Modena, 2.300 in provincia di Ferrara, 1.200 in provincia di Bologna e oltre 500 in provincia di Reggio Emilia. Anche alcune strutture alberghiere situate nelle province di Forlì-Cesena e Ravenna stanno dando ospitalità a circa 1.000 persone. In Lombardia, le persone assistite sono circa 1900, di cui 700 nei 3 campi di accoglienza assistiti in provincia di Mantova, oltre 1.100 in strutture al coperto e 51 negli alberghi.

Dati Protezione Civile, 4 giugno 2012

Le forze in campo

(in seguito agli eventi sismici del 20 e del 29 maggio. Dati Protezione Civile)

Struttura operativa Uomini Mezzi
Vigili del Fuoco 1.100 260
Forze Armate 63 29
Carabinieri 140 4
Polizia di Stato 170 13
Guardia di Finanza 93 45
Corpo Forestale dello Stato 70 39
Croce Rossa Italiana  280 108
Colonne mobili delle Regioni* 1.727 24
Colonne mobili delle organizzazioni nazionali del volontariato* 691 7 moduli
Totale 4.334 529

Al personale delle strutture operative che stanno operando nei luoghi colpiti dal terremoto, si aggiungono funzionari, tecnici e operatori delle Regioni, degli Enti locali e delle aziende di servizi pubblici e privati.

*Dati aggiornati al 2 giugno 2012. **Nella tabella non vengono indicati i numeri relativi al personale degli enti pubblici e delle strutture appartenenti alle Regioni, alle Province e agli Enti locali colpiti dal terremoto.

Organizzazioni del terzo settore intervenute nei territori colpiti
  • Caritas
  • Le Misericordie
  • Associazione Nazionale Alpini (150 alpini)
  • Pubblica Assistenza dell’Emilia Romagna (132 volontari)
  • Organizzazione dei Farmacisti Volontari per la Protezione Civile
  • Associazione Migranti Est Europeo di Mirandola
  • Le Associazioni del coordinamento Solidarietà e Cooperazione Cipsi (Associazione Solidarietà di Sant’Ilario d’Enza (RE), Associazione I Sant’Innocenti)
  • ANPAS – Protezione Civile Valdostana
  • Save The Children 
  • Centri di Servizio per il Volontariato (Csv) di Modena, Ferrara, Reggio-Emilia e Rimini
  • Telefono Azzurro
  • Prociv e Arci Liguria
  • Associazione Nazionale Carabinieri 
Gli Scout

L’Agesci, associazione scout cattolica italiana, si è immediatamente mobilitata con i suoi ragazzi, capi ed educatori per dare una mano alle popolazioni sfollate, sotto mandato diretto dei sindaci e della Protezione civile. Davide Licata, incaricato regionale dell’Agesci Emilia Romagna per la Protezione Civile, ha coordinato i gruppi scout, attivando le relative squadre, tenendo i rapporti con i volontari, impostando il vettovagliamento. Gli scout hanno partecipato alle varie situazioni di gestione dei giovani, delle scuole, dei bambini, dei ragazzi, per allontanare momentaneamente i bambini dalle famiglie provate, restituire un po’ di serenità agli adulti e per far ritrovare ai figli ritrovare i propri spazi e un senso di normalità.

 I giovani

Francesco, studente universitario di Ferrara, il giorno dopo la scossa del 29 maggio si è messo in contatto con un sacerdote di Ferrara che gestisce la pastorale giovanile per prestare il proprio aiuto agli sfollati, recandosi a Bondeno, un paese a circa 20 chilometri a nord di Ferrara. Livio, un giovane della parrocchia di Bondeno, ha gestito l’emergenza, insieme ad altri giovani volontari, aprendo un centro di ricovero nella scuola. Nei vari centri allestiti ognuno faceva il proprio, nessuno si lamentava, tutti uniti per la causa comune.

 La Croce Rossa

Paola Re, volontaria della Croce Rossa di Finale Emilia e capo equipaggio, con gli altri volontari CRI è intervenuta, pochi minuti dopo la scossa di terremoto del 20 maggio, in soccorso di un giovane malato di SLA, il cui respiratore aveva cessato di funzionare a causa della mancanza d’energia elettrica. Il paziente è stato dapprima trasferito all’aperto e attaccato a un generatore dei Vigili del Fuoco, in seguito è stato trasportato in ospedale.

Gli immigrati

Una famiglia musulmana tutti i giorni va a prendere a casa una signora anziana, sola e inabile, per portarla al centro di accoglienza e farle trascorrere il tempo in compagnia con altri, riaccompagnandola poi a casa alla sera.

Raissa e le badanti rimaste in Emilia. Raissa, 43 anni, moldava, arrivata in Emilia 17 anni fa, ha sempre fatto la badante. Non vuole tornare a casa perché ha un buon motivo per restare. Il «buon motivo» sono i due anziani che assiste in due tendopoli diverse: la signora Maria nella tendopoli di Mirandola e il signor Luciano in quella di San Felice sul Panaro. Dopo la prima scossa di terremoto, entrambi sono stati portati via dalle loro case danneggiate. Lei, più fortunata, perché il suo appartamento non ha subito danni, ogni giorno si reca nelle tendopoli a far loro compagnia. Raissa non è l’unica. Facendo il giro delle tendopoli si incontrano molte storie come la sua. C’è Anna, 45 anni, romena, che vive nella tenda con la signora Luisa che prima assisteva solo per quattro ore al giorno, ma che adesso non si sente di abbandonare durante la giornata.

I clown

Fin dal primo giorno di emergenza, sono scesi in campo i Dottor Clown della Croce Rossa. Billa, una delle dottoresse, improvvisa con il suo nasone rosso uno spettacolo di palloncini per un gruppo di bambini. Le tendopoli sono piene di bambini di tutte le età, per la maggior parte figli d’immigrati. In ogni campo i clown della Croce Rossa fanno giocare i bambini, fornendo loro anche album e colori per disegnare: un ottimo modo per distrarli.

Unità cinofile

I veri protagonisti delle operazioni di salvataggio dopo il sisma: i cani delle unità cinofile del soccorso alpino. Quattro squadre cinofile sono intervenute sul posto, già dopo la prima scossa, poi se ne sono aggiunte altre due. Zagor ha aiutato a recuperare diversi operai sotto un capannone di San Giacomo Roncole. Fondamentali per il recupero di alcune persone sono stati gli animali nei comuni di Cavezzo e Medolla, che si sono dati da fare sia nei pressi dei palazzi che sotto dei capannoni industriali crollati.


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