Tag Archive for 'concertazione'

Un sistema ammalato di egoismo generazionale

patto generazionale

Di seguito l’articolo pubblicato sulla rivista Aspenia n. 40 del 2008

Viviamo in un sistema ammalato di egoismo generazionale. Nel quale i privilegi dei padri vengono pagati con il futuro dei figli, sul quale grava il terzo debito pubblico del mondo. Un egoismo che ha origini antiche e si rinnova di continuo, come ha dimostrato il Protocollo sottoscritto dal Governo e dai sindacati lo scorso anno. Un protocollo che non può essere condiviso per tante ragioni, ma soprattutto perché ha ammorbidito il famigerato scalone, per mandare in pensione due anni prima circa 150.000 lavoratori che non volevano aspettare di compiere 60 anni. Continua a leggere ‘Un sistema ammalato di egoismo generazionale’

Michel Martone a SkyTG24 sulla riforma del lavoro con Maria Latella



Governo dell’economia e azione sindacale

governo-economia.jpgQuesta è la mia seconda monografia, Governo dell’economia e azione sindacale, vol. XLII° del Trattato di diritto commerciale e di diritto pubblico dell’economia, diretto da F. Galgano, Padova, 2006. (Selezionato tra i “Libri dell’anno nella scienza giuridica”  dalla Giuria dell’Istituto Luigi Sturzo, presieduta dal Prof. Giuliano Crifò).

Leggi le motivazioni del premio, ossia “…i libri che ogni giurista dovrebbe leggere”

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La memoria di un riformista – Conversazione con Gino Giugni

Michel Martone. Conversazione Gino GiugniRipubblico, con infinita tristezza per la scomparsa, una conversazione con il  grande Maestro

In un momento in cui i temi del lavoro tornano ad essere centrali, Gino Giugni ci accoglie nel suo studio per una conversazione poco prima della presentazione del suo ultimo libro, La memoria di un riformista, in cui ripercorre le tappe salienti della sua vicenda personale e professionale nel contesto della storia politica italiana dell’ultimo mezzo secolo: dall’infanzia sotto il fascismo, alla Resistenza, alla lunga attività di studioso di diritto del lavoro e di intellettuale impegnato in politica, fino ad episodi drammatici come l’attentato subito dalle Brigate rosse. Continua a leggere ‘La memoria di un riformista – Conversazione con Gino Giugni’

Diario sindacale di un anno terribile (vol.3): un’azienda ostaggio dei veto player

Segue da “Il governo ostaggio dei veto player” e “La crisi dell’unità confederale

Al rientro dalla pausa estiva, le posizioni del Governo e delle parti cosociali restano più o meno le stesse, ma cambia radicalmente il contesto. Arriva la crisi finanziaria che, quasi subito, contagia anche l’economia reale. Si contraggono i consumi e quindi la produzione industriale e, contestualmente, cominciano le richieste di cassa integrazione guadagni straordinaria. Alcuni iniziano a parlare di stagflazione, tutti sono preoccupati per l’evoluzione della situazione. Anche perché, se la crisi ha una portata straordinaria, l’agenda di Governo, come quella dei sindacati, è già fitta di impegni.

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Diario sindacale di un anno terribile (vol.1): il Governo ostaggio dei veto player

Un anno difficile

Il 2008 è un anno difficile, anche per il sindacato e la concertazione. Si apre sotto buoni auspici, perché c’è un “tesoretto” da distribuire, e si conclude con la recessione economica, che impone sacrifici a tutti. Doveva essere la stagione della riforma delle relazioni industriali che tutti attendevano da almeno dieci anni. Invece è la stagione dei veto player e della crisi del modello contrattuale sancito dal Protocollo del 23 Luglio 1993. Quel modello si basava sull’unità dei sindacati confederali mentre, al momento della stampa, quell’unità scricchiola. La Cgil sembra pronta ad andare da sola mentre la Cisl, la Uil e l’Ugl dialogano con il Governo e la Confindustria sulla riforma delle relazioni industriali, del pubblico impiego, del mercato del lavoro, della scuola. Un esito imprevedibile ed imprevisto come lo sono stati i risultati delle elezioni politiche, gli effetti della crisi finanziaria e la trattativa per la vendita dell’Alitalia. Insomma, un anno particolarmente intenso che, seppure non ha conosciuto significativi accordi interconfederali, ha messo a dura prova la tenuta dell’ordinamento intersindacale.

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Risiko sindacale

warhol-boot.jpgIl Riformista. E’ bastata la prima ondata di caldo per far evaporare le speranze riformiste suscitate dal voto del 13 e 14 aprile. E noi, come in un incubo, ci siamo ritrovati nello stesso paese di sempre, con lo sguardo rivolto al passato per paura di affrontare un futuro che non sembra corrispondere alle aspirazioni di un popolo dopato dalla televisione. Lo dimostrano i fatti dell’altro giorno a La Sapienza.

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Saranno più veloci i politici o le parti sociali?

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 Per modificare la Costituzione del 1948 è necessario seguire le complesse procedure dall’ art. 138 Cost. Le principali forze politiche si dichiarano disponibili, vediamo quanti anni ci vorranno.

Per modificare la “Costituzione” delle relazioni industriali, ovvero il Protocollo del 23 luglio 1993, è invece sufficiente che le parti sociali e il Governo si siedano attorno ad un tavolo e trovino un accordo sulla riforma della democrazia sindacale e della contrattazione collettiva, per far ripartire le retribuzioni cominciando a premiare il merito e la produttività.

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Nel paese dei veto players

da Governo dell’economia e azione sindacale

governo-economia.jpgNel paese dei veto players – dove ogni partitino, ogni formazione sociale e, persino, ogni singolo senatore della Repubblica è in grado di paralizzare l’azione di governo – il sindacato fa troppa politica e così perde consenso a Mirafiori.

Viene contestato e subisce la concorrenza dei sindacati autonomi perché ha abbandonato la vocazione delle origini. Nato come potere eversivo -per proteggere i lavoratori dai poteri del datore di lavoro e da un ordine legale ingiusto – il sindacato si è fatto potere costuito.

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