Tag Archive for 'debito pubblico'

Michel Martone a Ballarò: “La fatica non è mai sprecata: soffri ma sogni”



Michel Martone a Ballarò del 26 marzo 2013. Tra gli ospiti il presidente dei senatori del PD Luigi Zanda, il vicepresidente della Camera dei Deputati Maurizio Lupi del Pdl, l’economista Dominick Salvatore, l’economista ed esperta di diritto Lidia Undiemi, il presidente di Rcs libri Paolo Mieli, il vicedirettore di “Repubblica” Massimo Giannini, il presidente della Ipsos Nando Pagnoncelli.

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Il Foglio intervista Michel Martone

Di seguito l’intervista di Marco Valerio Lo Prete a Michel Martone su “Il Foglio” del 27 ottobre 2012.  

Roma. Campagna elettorale in vista e spread sui titoli del debito pubblico in calo: è sufficiente quest’uno-due per far prevalere un moto controriformatore in Parlamento, come dimostra il cammino accidentato della legge di stabilità? O per far tornare imprese e sindacati sulle barricate? Il governo riflette su un possibile “calo di tensione”, ma resta fiducioso e rilancia: “Se in 11 mesi abbiamo approvato molte riforme, come ci riconoscono tutti anche in Europa, vuol dire che nei cinque mesi che ci separano dal voto possiamo fare ancora parecchio”, dice al Foglio Michel Martone, viceministro del Lavoro. Continua a leggere ‘Il Foglio intervista Michel Martone’

Referendum: “Non dobbiamo guardare indietro ma andare avanti”

Roma, 13 set. – (Adnkronos) – “I referendum presentati da Di Pietro, Vendola e altri diretti contro l’attivita’ del governo Monti porterebbero l’Italia indietro. Invece noi dobbiamo andare avanti con le riforme, con un’attenzione particolare alle giovani generazioni, attenzione che abbiamo dimostrato fin dalla riforma delle pensioni”.

Lo ha detto il viceministro del Welfare, Michel Martone, intervenendo a ‘Citofonare Adinolfi’, la trasmissione condotta quotidianamente su Radio Ies dal blogger – deputato del Pd Mario Adinolfi.

“Ho letto – aggiunge Martone – che lo slogan di Renzi alle prossime primarie sarà: ‘Adesso’. Se devo trovare una parola d’ordine per l’attività di governo direi: ‘Avanti’ “.

Le famiglie si allungano mentre il Paese rattrappisce

welfare familiare famiglia lunga


Di seguito l’articolo pubblicato sul Sole24Ore di lunedì 23 maggio 2011

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Non so se ci avete fatto caso ma una delle più gravi conseguenze dell’egoismo generazionale che si è diffuso nel nostro paese è che le famiglie stanno diventando più lunghe che larghe.

Mi spiego meglio. Un tempo le famiglie erano orizzontali, nel senso che ciascuno aveva tanti fratelli e cugini e magari pochi nonni e quasi nessun bisnonno. Oggi invece si sviluppano in verticale, ciascuno ha pochi fratelli e pochi cugini, ma ha diversi nonni e magari qualche bisnonno. Ciò è dovuto ad alcuni fattori indubbiamente positivi, come il progresso della ricerca medica o il miglioramento dell’alimentazione, che hanno dilatato l’aspettativa di vita di nonni e bisnonni. Continua a leggere ‘Le famiglie si allungano mentre il Paese rattrappisce’

Un sistema ammalato di egoismo generazionale

patto generazionale

Di seguito l’articolo pubblicato sulla rivista Aspenia n. 40 del 2008

Viviamo in un sistema ammalato di egoismo generazionale. Nel quale i privilegi dei padri vengono pagati con il futuro dei figli, sul quale grava il terzo debito pubblico del mondo. Un egoismo che ha origini antiche e si rinnova di continuo, come ha dimostrato il Protocollo sottoscritto dal Governo e dai sindacati lo scorso anno. Un protocollo che non può essere condiviso per tante ragioni, ma soprattutto perché ha ammorbidito il famigerato scalone, per mandare in pensione due anni prima circa 150.000 lavoratori che non volevano aspettare di compiere 60 anni. Continua a leggere ‘Un sistema ammalato di egoismo generazionale’

Michel Martone su indignati, debito pubblico, e consenso sociale a SkyTG24 con Maria Latella



Michel Martone risponde a Maria Latella sui giovani indignati e sulle trattative per la riforma del mercato del lavoro.

Intervento di Michel Martone sull’apprendistato, i “neet”, gli “sfigati” e i “secchioni”

A prescindere da ogni polemica e tenuto conto che la mia frase è stata tagliata in fase di montaggio, pubblico il testo con l’intera frase da me pronunciata perché sono profondamente dispiaciuto se i giovani che lavorano, intraprendono o, comunque, fanno qualcosa per la crescita del nostro paese si sono offesi.

Non mi rivolgevo a loro!

Pubblico di seguito la trascrizione del mio intervento:

“Se vogliamo invertire il trend dell’occupazione, innanzitutto dell’occupazione giovanile, dobbiamo cominciare a riconquistare posti di lavoro, uno per uno.Dobbiamo fare lo sforzo di dare ai giovani dei messaggi veri, tipo: “se a 28 anni tu non sei ancora laureato sei uno sfigato; se a 16 anni tu scegli di lavorare o di fare un istituto tecnico professionale e decidi di farlo bene: bravo!”E se tu non fai e stai li a dire: “Hai sbagliato”, come accade spesso nei confronti dei secchioni – e ora faccio parte di un governo strano, così lo ha definito il Presidente del Consiglio Mario Monti, o comunque di secchioni –  beh! E’ il caso di dire che essere secchioni tutto sommato non è male, perché almeno si fa qualcosa!”

Michel Martone sul Governo Monti



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Governo dell’economia e azione sindacale

governo-economia.jpgQuesta è la mia seconda monografia, Governo dell’economia e azione sindacale, vol. XLII° del Trattato di diritto commerciale e di diritto pubblico dell’economia, diretto da F. Galgano, Padova, 2006. (Selezionato tra i “Libri dell’anno nella scienza giuridica”  dalla Giuria dell’Istituto Luigi Sturzo, presieduta dal Prof. Giuliano Crifò).

Leggi le motivazioni del premio, ossia “…i libri che ogni giurista dovrebbe leggere”

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La replica di Michel Martone alla polemica sugli “sfigati”: non mi riferivo a tutti quei ragazzi che per necessità, per problemi di famiglia o di salute o perché devono lavorare per pagarsi gli studi, sono costretti a laurearsi fuori corso. Ma mi rivolgo a…



Non pensavo di suscitare tali reazioni ma, visto il dibattito, ci tengo a chiarire che, con la mia dichiarazione di oggi, non mi riferivo a tutti quei ragazzi che per necessità, per problemi di famiglia o di salute o perché devono lavorare per pagarsi gli studi, sono costretti a laurearsi fuori corso.

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Una difficile transazione: il sistema di relazioni industriali al bivio

Pubblico di seguito la sintesi della relazione presentata al convegno UIL – Fondazione Craxi dedicato alle relazioni industriali del 29 settembre 2010.

Il compito è tutt’altro che facile perché il dibattito è stato ricco e ha spaziato dai grandi temi globali ai problemi del nostro sistema di relazioni industriali.

Mi limiterò, dunque, a formulare alcune considerazioni. La prima è che  questa crisi, che sta creando tanti problemi al nostro Paese, almeno un pregio l’ha avuto: stiamo ricominciando a parlare di lavoro, di relazioni industriali, di produttività, stiamo cioè tornando a parlare dei temi che hanno fatto la grandezza del nostro sistema industriale, che resta il secondo Paese dell’Unione Europea per manifattura. Continua a leggere ‘Una difficile transazione: il sistema di relazioni industriali al bivio’

Alcuni dubbi sulla bulimia finanziaria e la medicina statalista

Ancora sotto shock per il crack, molti commentatori invocano, e alcuni festeggiano, il ritorno dello Stato nella gestione dell’economia. In altre parole, dopo un ventennio di privatizzazioni selvagge, scoprono che anche l’economia ha bisogno delle nazionalizzazioni e per questo plaudono al Piano Paulson. Che ora dovrebbe rimediare alla bulimia di un sistema finanziario che prima ha consumato ricchezza e risorse nell’orgia speculativa, per poi vomitare credit default swap (i famosi ed indigesti “salsicciotti finanziari”) e mutuisub prime che nessuno vuole più comprare.

E sotto diversi profili hanno sicuramente ragione, perchè qualcosa bisognerà pur fare per arginare questo terremoto economico. Soprattutto se si considera che, con i finanzieri di wall street, la crisi rischia di travolgere, da subito, tanti piccoli ed incolpevoli investitori, e poi, quando la crisi si abbatterà sull’economia reale a seguito dell’inevitabile contrazione dei consumi, tanti lavoratori e imprenditori che, in questi anni, invece di speculare hanno lavorato sodo.

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L’esigenza di una svolta solidaristica per i pionieri del sistema contributivo

La questione del sostegno finanziario alle Casse previdenziali istituite con d. lgs. n. 103 del 1996, di cui si avverte la profonda esigenza, specie in questo particolare momento di crisi, si interseca inevitabilmente con la questione della solidarietà in materia previdenziale. In un primo tempo, il principio di solidarietà si è tradotto nell’affermazione di meccanismi di finanziamento a ripartizione, in base ai quali il trattamento pensionistico degli aventi diritto veniva integralmente sopportato dalla forza lavoro in attività. Senonché, il progressivo invecchiamento medio della popolazione, il proliferare di fenomeni di prepensionamento e soprattutto il metodo di calcolo retributivo, caratterizzato dalla parametrazione del trattamento pensionistico alle ultime retribuzioni percepite dall’avente diritto, hanno ineluttabilmente condotto al collasso del sistema previdenziale, divenuto insostenibile dal punto di vista finanziario.

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Età pensionabile – Una proposta in 7 punti

di Federico Magnaghi

pensioni.jpg1 – A partire dal gennaio 2010 si aumenta l’età pensionabile al ritmo di un semestre di aumento ogni annualità, fino a raggiungere una età pari a quella più avanzata fra le età adottate da quattro Paesi di riferimento (Germania, Francia, Inghilterra, Danimarca) . L’ età particolarmente avanzata, raggiunta nel corso di un ventennio circa, trae motivo dal debito pubblico italiano che è altissimo ed anche dal fatto che la longevità in Italia è la più elevata d’ Europa. Se fosse necessario accelerare il processo, anziché un aumento annuale di sei mesi ogni anno, potrebbe ipotizzarsi un aumento annuale di otto mesi, così da concludere l’iter in circa quattordici anni. Lungo questo arco di tempo l’età pensionabile femminile dovrà uniformarsi a quella maschile.

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