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Embraco, competizione globale e tutela del lavoro in Italia

Risultati immagini per logo radio radicalePubblico di seguito il link per ascoltare l’intervista radiofonica in cui abbiamo discusso della vicenda Embraco, della tutela del lavoro e della concorrenza, della campagna elettorale.

Intera intervista su: www.radioradicale.it

 

Contratto a termine e licenziamento nelle recenti riforme: Italia e Francia a confronto

Interessante seminario di studi presso l’Università di Salerno in cui abbiamo discusso della disciplina del contratto a termine e dei licenziamenti nelle recenti riforme in Italia ed in Francia.

 

Michel Martone a Ballarò: “La fatica non è mai sprecata: soffri ma sogni”



Michel Martone a Ballarò del 26 marzo 2013. Tra gli ospiti il presidente dei senatori del PD Luigi Zanda, il vicepresidente della Camera dei Deputati Maurizio Lupi del Pdl, l’economista Dominick Salvatore, l’economista ed esperta di diritto Lidia Undiemi, il presidente di Rcs libri Paolo Mieli, il vicedirettore di “Repubblica” Massimo Giannini, il presidente della Ipsos Nando Pagnoncelli.

Guarda il video integrale della puntata

MM a Ballarò: “La scommessa dell’Italia è più Europa”

Michel Martone ospite della puntata di “Ballarò” con il leader di SEL Nichi Vendola, Guido Crosetto del PDL, l’economista Veronica De Romanis, il filosofo Professor Dario Antiseri, il direttore de “Il Messaggero” Mario Orfeo, l’editorialista di “Repubblica” Concita De Gregorio e il Presidente della IPSOS Nando Pagnoncelli.

MM a Ballarò: “Il momento più buio della notte è quello che precede l’alba”



Michel Martone ospite della prima puntata della nuova stagione di Ballarò.
Con lui il sindaco di Firenze Matteo Renzi, il segretario nazionale della Lega Nord Roberto Maroni, la professoressa Irene Tinagli, il direttore del “Il Giornale” Alessandro Sallusti, al presidente dell’Assonime Luigi Abete, al segretario confederale della Cgil Elena Lattuada, al presidente della RCS Libri Paolo Mieli e al presidente dell’agenzia statistica IPSOS Nando Pagnoncelli.

Huffington Post – “Abbattere le barriere per liberare le opportunità”

Huffington Post Italia logo

Di seguito l’articolo di Michel Martone sull’Huffington Post del 24 ottobre 2012.

Tra le tante cose, in questi dieci mesi di Governo ho imparato che, nell’epoca della crisi dei debiti sovrani, solo avendo il coraggio di abbattere le barriere e superare i confini si possono liberare quelle opportunità che sono indispensabili per assicurare la crescita economica.

È per questo che sia l’Europa che il Governo Monti assegnano una straordinaria importanza al 20° compleanno del mercato interno, che si festeggia in questi giorni da Roma a Berlino, da Madrid a Bruxelles. Perché i venti anni di questo progetto dimostrano che per l’Europa il mercato unico non è stato solo il sogno di una grande generazione di visionari, a cominciare da Jacques Delors, ma rappresenta per tutti i cittadini europei un’imperdibile opportunità di crescita. Basterebbe realizzare a pieno su tutto il continente le quattro fondamentali libertà che sono all’origine della costruzione europea: la libera circolazione delle persone, dei beni, dei servizi e dei capitali. Continua a leggere ‘Huffington Post – “Abbattere le barriere per liberare le opportunità”’

Il Foglio intervista Michel Martone

Di seguito l’intervista di Marco Valerio Lo Prete a Michel Martone su “Il Foglio” del 27 ottobre 2012.  

Roma. Campagna elettorale in vista e spread sui titoli del debito pubblico in calo: è sufficiente quest’uno-due per far prevalere un moto controriformatore in Parlamento, come dimostra il cammino accidentato della legge di stabilità? O per far tornare imprese e sindacati sulle barricate? Il governo riflette su un possibile “calo di tensione”, ma resta fiducioso e rilancia: “Se in 11 mesi abbiamo approvato molte riforme, come ci riconoscono tutti anche in Europa, vuol dire che nei cinque mesi che ci separano dal voto possiamo fare ancora parecchio”, dice al Foglio Michel Martone, viceministro del Lavoro. Continua a leggere ‘Il Foglio intervista Michel Martone’

“Importante presentarsi in Europa con un patto sulla produttività”

Agenzia ASCA(ASCA) – Roma, 15 ott – “Bisogna andare al vertice europeo avendo in mano un patto di produttività”. Lo ha detto a Tgcom24 il viceministro del Lavoro, Michel Martone precisando che ”il governo non ha dato ultimatum, ma ha messo in gioco grandi risorse. Le parti sociali hanno una grande opportunità perché la competizione è sempre più  dura e le nostre aziende hanno bisogno di investire. Non credo – ha aggiunto – che sia una battaglia di contrapposizione tra lavoratori e imprenditori. La produttività è un obiettivo che si può raggiungere insieme, altrimenti dividendoci allo scontro perderemmo la sfida della produttività”.

Secondo il viceministro ”è importante presentarsi in Europa con un accordo sulla produttività. Non possiamo aumentare il debito e la produttività del lavoro è la via obbligata per tornare a crescere”.
Per Martone ”qui non si tratta di diminuire i salari, si tratta di migliorare la qualità del lavoro non attraverso automatismi, ma con criteri legati al risultato. Il nostro problema degli ultimi quarant’anni è stato quello che con l’aumento il debito pubblico è calata la produttività e oggi abbiamo tassi d’interesse sul debito troppo elevati.
Dobbiamo uscire dalla logica dei tutti uguali, ma dare di più a chi merita di più. Lavoriamo di più per produrre di più”.

Michel Martone a SkyNews UK sulla crisi europea



Michel Martone sulla crisi in Europa, intervistato da Robert Nisbet, corrispondente europeo per Sky News.

Ballarò. La Germania e la favola della formica e la cicala

Ospiti il viceministro del Lavoro Michel Martone, il sindaco di Firenze Matteo Renzi del PD, il Prof. Alberto Quadrio Curzio, Beatrice Lorenzin del PdL, il vicepresidente di Confindustria per lo Sviluppo Economico Aurelio Regina, il direttore di “Libero” Maurizio Belpietro, il vicedirettore di “Repubblica” Massimo Giannini, il presidente della Ipsos Nando Pagnoncelli con l’incursione di Roberto Benigni.

Meeting Roma: “L’Italia in Europa, la crescita economica, il futuro dei giovani”



Intervento del viceministro Michel Martone al primo Meeting Roma 2012 “L’Italia in Europa, la crescita economica, il futuro dei giovani” alla presenza delle Scuole Superiori di Roma.

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Riforma del mercato del lavoro: “Confido che la Camera confermi l’equilibrio trovato”

(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Roma, 07 giu – “Il Governo confida che il dibattito alla Camera, che si preannuncia ricco e intenso, sia animato dalla volontà di mantenere l’equilibrio di un provvedimento delicato”. Così il viceministro del Lavoro, Michel Martone, sull’esame del Ddl Lavoro alla Camera.

“Il Governo auspica – aggiunge a margine della prima seduta sul provvedimento della commissione Lavoro – che la riforma possa essere approvata entro l’estate per dare un altro segnale all’Europa della volontà del Paese di fare riforme necessarie per il risanamento”.

Quanto a possibili modifiche introdotte a Montecitorio, conclude Martone, l’Esecutivo “è all’ascolto delle diverse posizioni con grande interesse per vedere se sia possibile individuare nuovi e avanzati punti di cambiamento che non alterino l’equilibrio complessivo della riforma”.

Michel Martone ospite ad Agorà su RaiTre del 15 giugno 2012

Martone ad Agorà - Rai 3, del 15 giugno 2012 - Crisi, Europa, Monti, Esodati

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Ospiti in studio Michel Martone, viceministro del Lavoro; Giancarlo Galan, esponente del Pdl, ex ministro per i Beni e le attività culturali; Marianna Madia, deputata del Pd; Paolo Pirani, segretario confederale della Uil; David Graeber, antropologo, autore del libro “Debito. I primi 5000 anni”; Federico Rampini, giornalista; Roberto Weber, direttore dell’Istituto Swg.

Michel Martone ospite di Tg3 Linea Notte.

Viceministro Martone a Tg3 Linea Notte del 12 giugno 2012 - Esodati, Crisi, Lavoro, Europa

Ospiti in studio Michel Martone (viceministro al lavoro), Guido Gentili (Sole24Ore) e Stefano Feltri (Fatto Quotidiano).

Chi l’ha detto che è meglio un laureato di 30 anni di un falegname?

Chi l’ha detto che è meglio un laureato di 30 anni di un falegname ?

Questo è uno degli interrogativi  posti durante l’intervento al congresso nazionale di Federmeccanica  a Firenze. Negli ultimi decenni si è “enfatizzato” troppo il lavoro intellettuale a scapito di quello manuale, salvo poi scoprire come non tutto il lavoro intellettuale riesce a trovare occupazione.

Da qui la necessità di rilanciare il valore del lavoro manuale per lo sviluppo e per la ripresa della crescita del nostro paese visto che l’Italia rappresenta la seconda economia manifatturiera d’Europa.

La memoria di un riformista – Conversazione con Gino Giugni

Michel Martone. Conversazione Gino GiugniRipubblico, con infinita tristezza per la scomparsa, una conversazione con il  grande Maestro

In un momento in cui i temi del lavoro tornano ad essere centrali, Gino Giugni ci accoglie nel suo studio per una conversazione poco prima della presentazione del suo ultimo libro, La memoria di un riformista, in cui ripercorre le tappe salienti della sua vicenda personale e professionale nel contesto della storia politica italiana dell’ultimo mezzo secolo: dall’infanzia sotto il fascismo, alla Resistenza, alla lunga attività di studioso di diritto del lavoro e di intellettuale impegnato in politica, fino ad episodi drammatici come l’attentato subito dalle Brigate rosse. Continua a leggere ‘La memoria di un riformista – Conversazione con Gino Giugni’

L’esempio tedesco



Aumentare la produttività per aumentare l’occupazione, soprattutto l’occupazione giovanile.

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Alcuni dubbi sulla bulimia finanziaria e la medicina statalista

Ancora sotto shock per il crack, molti commentatori invocano, e alcuni festeggiano, il ritorno dello Stato nella gestione dell’economia. In altre parole, dopo un ventennio di privatizzazioni selvagge, scoprono che anche l’economia ha bisogno delle nazionalizzazioni e per questo plaudono al Piano Paulson. Che ora dovrebbe rimediare alla bulimia di un sistema finanziario che prima ha consumato ricchezza e risorse nell’orgia speculativa, per poi vomitare credit default swap (i famosi ed indigesti “salsicciotti finanziari”) e mutuisub prime che nessuno vuole più comprare.

E sotto diversi profili hanno sicuramente ragione, perchè qualcosa bisognerà pur fare per arginare questo terremoto economico. Soprattutto se si considera che, con i finanzieri di wall street, la crisi rischia di travolgere, da subito, tanti piccoli ed incolpevoli investitori, e poi, quando la crisi si abbatterà sull’economia reale a seguito dell’inevitabile contrazione dei consumi, tanti lavoratori e imprenditori che, in questi anni, invece di speculare hanno lavorato sodo.

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Un ritorno al passato: la crisi economica e i limiti all’autonomia delle casse previdenziali

Articolo pubblicato su Providence del 3 ottobre 2011

providence.JPGLa recente manovra anticrisi sancisce, per molti aspetti, un vero e proprio ritorno al passato in ordine alla tanto conclamata autonomia delle Casse previdenziali istituite con d. lgs. n. 103 del 1996, portando a compimento un processo che, a ben vedere, ha già avuto diverse tappe.

Costola delle Casse previdenziali di cui al d. lgs. n. 504 del 1994, esse sono sorte, a seguito delle manovre di risanamento imposte dalla Ue nei primi anni ’90, a partire dal riconoscimento della loro matrice privatistica, alla quale facevano da corollario l’esclusione da finanziamenti pubblici diretti o indiretti ed il parallelo riconoscimento di una autonomia gestionale, organizzativa e contabile.

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La Grecia in fiamme – Brevi divagazioni sulla crisi

Negli anni 90 si diceva che gli Stati si erano troppo indebitati per pagare i welfare nazionali dando ai popoli diritti che non si potevano permettere.

Così, a partire dagli anni 90, è nata la moda delle privatizzazioni e gli Stati per ridurre i debiti hanno venduto le autostrade, le reti telefoniche, le reti energetiche, i fast food, gli autogrill, le società chimiche e tanto altro. La giustificazione sembrava nobile, l’impoverimento era evidente.

Poi è arrivata la crisi del 2008, si è scoperto che le banche avevano fatto investimenti troppo rischiosi, che la finanza si era garantita rendimenti completamente ingiustificati, che il mondo era sull’orlo del baratro. E così gli Stati, che negli anni 90 avevano liberalizzato vendendo i beni reali, sono corsi in soccorso delle banche, hanno comprato i titoli tossici dei finanzieri e sono tornati ad indebitarsi, non più per pagare i diritti dei cittadini, ma per salvare i loro conti correnti messi a rischio da operazioni finanziarie spesso truffaldine.

Le banche sono state salvate ma ora la speculazione internazionale, che ha continuato ad arricchirsi, è tornata ad aggredire gli Stati, cominciando dalla Grecia, per costringerli a ridurre ulteriormente i diritti dei cittadini.

Ora, è probabilmente vero che i greci hanno truccato i bilanci dello stato per entrare nell’Unione Europea e che probabilmente hanno vissuto al di sopra delle loro possibilità, ma è altrettanto vero che, se è giustificabile che lo Stato si indebiti per realizzare i diritti dei cittadini, è sicuramente intollerabile che lo faccia per salvaguardare le rendite dei finanzieri.

La Grecia cambia tutto

Come dimostra il caso della Grecia, i nodi stanno venendo al pettine prima del previsto e la tenaglia dell’alto debito e della bassa crescita rischia di mandare in frantumi il sogno europeo. Quel sogno che ha garantito sessant’anni di pace in un continente massacrato da guerre millenarie.Quello che non sono riusciti a fare gli eserciti rischia di riuscire ai finanzieri.

Credo che di questo dobbiamo cominciare a parlare.

Lavorare per sopravvivere, indebitarsi per consumare

La repentina crisi finanziaria che ha travolto l’economia mondiale segna l’inizio della seconda fase della globalizzazione. Nella quale cambieranno i paradigmi economici, le categorie politiche e i rapporti di forza tra le diverse nazioni. L’America, con Obama, ha già annunciato di voler condividere la propria leadership con i paesi emergenti che, a loro volta, reclamano un nuovo ruolo nello scacchiere globale e vogliono superare gli equilibri cristallizzati a Bretton Woods. Mentre l’Europa, se non troverà la forza di parlare con una sola voce, rischia di diventare marginale.

In attesa di conoscere gli esiti della difficile transizione che dal G20 di Washington dovrà portare al nuovo ordine globale, l’annunciata conclusione del Doha Round entro Dicembre potrebbe segnare l’inizio di una nuova stagione di negoziati commerciali che siano anche veicolo per la diffusione dei diritti del lavoro nei paesi in via di sviluppo.
Un’opportunità per reagire ad una crisi economica, finanziaria e sociale che rischia di travolgere i ceti medi occidentali, migliorando gli standard di vita dei lavoratori dei paesi in via di sviluppo.

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Intervistando Mikail Gorbaciov

Nonostante la crisi, per me è stata decisamente una settimana fortunata. Grazie al blog avoicomunicare.it, ho avuto l’occasione di fare due chiacchiere con la Storia. Ho incontrato Mikail Gorbaciov per parlare di Russia, Europa, America, globalizzazione, politica, crisi economica e tante altre cose. Quando gli ho chiesto del futuro dei giovani, mi ha risposto più o meno così: “non so, se non pensano loro al mondo di domani, perchè dovrei pensarci io che ho più di 70 anni?”. Era una semplice battuta, ma io continuo a pensarci. Facciamo abbastanza?

Questo è il link alla video intervista