Tag Archive for 'Fiat'

Michel Martone a Radio Anch’io su produttività e Fiat

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(Adnkronos) Bisogna riconoscere il coraggio delle scelte Fiat di scommettere su Ue e Italia”. Cosi’ il viceministro del Lavoro, Michel Martone, dai microfoni di Radio Anch’io.”Credo che Marchionne abbia una strategia di lungo periodo e non voglia lasciare il presidio europeo, una scelta importante”, conclude. “C’è una situazione di crisi molto difficile, Fiat non ha voluto fare il passo piu’ lungo della gamba, ma c’è una visione, una strategia e questo è importante”, aggiunge Martone. I nuovi impegni di Marchionne rassicurano il governo? “Per sentirsi rassicurati c’è bisogno di un mercato dell’auto che riparta, che torni a crescere. Quella di puntare sull’export potrebbe essere la scelta giusta, mi sembra una scelta importante da parte dell’azienda”, risponde.

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Fiat: “Dagli investimenti all’estero trovi le risorse per rilanciare l’azienda in Italia”

 (ANSA) – ROMA, 22 SET – ”Se é vero che Fiat è importante per l’Italia è vero anche che l’Italia è importante per Fiat”. Lo ha detto il vice ministro del Lavoro, Michel Martone, auspicando che ”come grazie all’Italia Fiat è diventata un’impresa globale, dagli investimenti all’estero trovi le risorse e l’energia per rilanciare l’azienda in Italia dove c’è ancora un grande mercato”. Martone, a margine di un evento Luiss, ha aggiunto che quello di oggi è un ”importante incontro” e non ha voluto entrare nel merito.

La lezione tedesca

La lezione tedesca_Outlook_marzo2011_ConfindustriaModenaDi seguito l’intervista pubblicata su Outlook Modena Mondo, rivista bimestrale di Confindustria Modena.

Scarica il PDF di Outlook Modena Mondo – Numero 2 | Marzo – Aprile 2011

Il vero problema dell’economia italiana consiste nella scarsa produttività delle sue aziende che, come dimostrano i dati Istat, si rivela praticamente ferma da dieci anni e, anzi, nell’ultimo anno è decresciuta; se la produttività diminuisce, il Paese si impoverisce perché vengono meno le risorse, in termini di tasse e contributi, che servono a pagare il costo dei diritti, e la disoccupazione aumenta perché le imprese emigrano all’estero. Ora come dimostra l’esperienza tedesca, per contrastare questo crollo della produttività e ricominciare a creare sviluppo e quindi occupazione gli imprenditori devono trovare il coraggio di fare gli investimenti necessari a migliorare i processi produttivi, e i lavoratori devono avere la capacità di rinunciare ad alcune tutele, come ad esempio alla rigidità di alcuni orari di lavoro, al fine di assicurare la migliore produttività degli impianti.

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E’ arrivato l’ok per gli esodati di Termini Imerese

Roma, 16 lug – (Ansa) – Il ministro dello Sviluppo economico dopo il tavolo sullo stabilimento ex Fiat di Termini Imerese, sottolinea come siano stati “risolti i problemi esodati e cigs”. Inoltre, quanto al tema del futuro industriale del sito il ministero fà sapere di avere “già avviato un’ampia ricognizione di potenziali investitori con i quali verificare concrete disponibilità. In questo quadro, nei giorni scorsi si è svolto un incontro – spiega – con alti dirigenti di Chery International, importante casa automobilistica cinese, per valutare l’ipotesi di una collaborazione non solo finanziaria, ma sopratutto gestionale”.

Nella nota del dicastero viene evidenziato come all’incontro, presieduto dal sottosegretario all Sviluppo Caludio De Vincenti, alla presenza del viceministro al Lavoro Michel Martone, sia stata data “soluzione”, in base al decreto sulla Spending review, agli esodati Fiat. Un punto che “consentirà anche di realizzare la condizione necessaria per il prolungamento al secondo anno della Cigs per tutti gli addetti degli stabilimenti”. Inoltre nella nota si legge che “entro la metà di settembre, il tavolo su Termini Imerese sarà convocato di nuovo per un aggiornamento complessivo”.

Doppio canale per i contratti

ccnl piccole medie imprese o grandiArticolo pubblicato sul Il Sole 24 Ore di sabato 5 marzo 2011

Dopo vent’anni di globalizzazione, il sistema delle relazioni industriali ha, come da più parti sostenuto, una profonda necessità di riforma, perché le aziende hanno anzitutto bisogno di governabilità mentre quel sistema le sottopone a un insieme di regole che complica oltremodo i processi decisionali e non assicura il rispetto degli accordi. Basti considerare che tra le aziende iscritte a Confindustria solo il 20% ha grandi dimensioni, mentre il restante 80% è fatto di piccole imprese che occupano meno di 50 dipendenti. Ed è di tutta evidenza che i problemi che devono fronteggiare le grandi aziende sono molto diversi da quelli delle piccole. Continua a leggere ‘Doppio canale per i contratti’

Michel Martone sul caso Fiat per Bloomberg tv

Pubblico un’intervista in inglese sulla Fiat per Bloomberg.

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La vittoria dell’Italia laboriosa

Articolo pubblicato sul Il Sole 24 Ore di martedì 18 gennaio 2011

sole24ore.gifAll’indomani dell’importante risultato di Mirafiori, numerose sono le questioni che rimangono sul tappeto. Perché se la produzione della Fiat rimarrà a Mirafiori, è difficile che,  dopo i risultati del referendum, il nostro sistema di relazioni industriali resti lo stesso e che la Fiom rientri in azienda, almeno fin quando non modererà le sue posizioni. La vertenza di Mirafiori ha, infatti, messo in luce la profonda necessità di nuove regole sulla democrazia sindacale ma anche acuito la profonda spaccatura che divide il mondo del lavoro tra quanti accettano il principio democratico e quanti invece lo rifiutano. Continua a leggere ‘La vittoria dell’Italia laboriosa’

Una debolezza chiamata radicalismo

Articolo pubblicato sul Il Sole 24 Ore di di venerdì 31 dicembre 2010

Secondo i sindacati che si definiscono riformisti, l’accordo di Pomigliano e poi quello di Mirafiori aprono una nuova stagione di modernizzazione delle relazioni industriali. Secondo la Fiom, sono invece “antisindacali” e “antidemocratici” perché mettono a repentaglio, con i diritti dei lavoratori, la libertà sindacale. E, per questo, ha appena proclamato uno sciopero generale di 8 ore per il 28 gennaio.

Ora, tra i punti più controversi degli accordi ce n’è uno che riguarda proprio la disciplina dello sciopero e che consente di comprendere meglio le ragioni che sono alla base delle profonde divisioni che ormai segnano il mondo sindacale. Ed è quello relativo alle cd. clausole di responsabilità. Ovvero di quelle clausole che sanciscono il principio della tregua sindacale in base al quale i sindacati che sottoscrivono un contratto collettivo s’impegnano, per tutto il periodo di vigenza, a non scioperare sulle materie oggetto dell’accordo. Continua a leggere ‘Una debolezza chiamata radicalismo’

Un accordo chiave che serve al paese

Articolo pubblicato sul Il Sole 24 Ore di domenica 5 dicembre 2010

All’indomani, la sospensione della trattativa di Mirafiori solleva reazioni giustamente preoccupate. In un momento in cui il Parlamento sospende i lavori per manifesta incapacità di funzionare, ci si aspettava che le parti sociali si assumessero le loro responsabilità, a ogni livello. Dal tavolo sulla produttività e la crescita promosso da Confindustria a quelli sul rilancio degli stabilimenti della Fiat, ai rinnovi di importanti contratti collettivi di categoria come quello del terziario. Per dare ad un paese che, come ha sottolineato il Censis, ha un disperato bisogno di nuovi sogni, almeno un segnale di rilancio.

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Il bomber non è un dipendente

Articolo pubblicato sul Il Sole 24 Ore di domenica 26 settembre 2010

Domenica si gioca la quinta giornata di campionato, ma la minaccia di sciopero resta. Tuttavia, anche la semplice minaccia che continua ad essere agitata dall’Associazione Italiana Calciatori, sembra esagerata. Non tanto perché si vuole negare ai calciatori il diritto di scioperare ma perché le ragioni di quello sciopero appaiono francamente fuori luogo in un momento storico in cui tutti sono chiamati a fare sacrifici per contrastare la più grave crisi economica dai tempi del ’29.Se per le trattative dei metalmeccanici, la globalizzazione gioca infatti a favore delle aziende, perché la Fiat può andare a Tichy ma i lavoratori di Pomigliano no. Per la trattativa dei calciatori, la globalizzazione gioca invece a loro favore, perché se Cannavaro può emigrare a Dubai, la Roma deve giocare nel campionato italiano. Continua a leggere ‘Il bomber non è un dipendente’

Regole nuove sulla democrazia sindacale

Articolo pubblicato sul Il Sole 24 Ore di venerdì 27 agosto 2010

Nonostante le tensioni e le polemiche suscitate dall’accordo di Pomigliano, tutti, anche la Cgil, sono ormai d’accordo sul fatto che nel nostro paese c’è un disperato bisogno di regole sulla democrazia sindacale. Perché non si può affrontare la competizione globale con un sistema di relazioni industriali che, per funzionare, ha bisogno dell’unanimità dei sindacati confederali perché consente alle minoranze di vanificare, con scioperi e contenziosi seriali, le scelte dell’azienda accettate dalla maggioranza dei lavoratori. Continua a leggere ‘Regole nuove sulla democrazia sindacale’

I limiti di una cultura conservatrice

Articolo pubblicato sul Il Sole 24 Ore di domenica 4 luglio 2010

Dopo alcuni giorni di preoccupante silenzio, Sergio Marchionne torna a parlare, almeno indirettamente, di Pomigliano d’arco nella prestigiosa weekend interview del Wall Street Journal.Si tratta di una lunga intervista di grande interesse. Perché rappresenta una summa del Marchionne pensiero e della sua etica del lavoro, ma soprattutto perché contiene alcune importanti dichiarazioni sul ruolo e sulla funzione del sindacato. Continua a leggere ‘I limiti di una cultura conservatrice’

Rispettare chi nel lavoro ha la priorità

Articolo pubblicato sul Il Sole 24 Ore di giovedì 24 giugno 2010

Ieri sì è votato a Pomigliano d’Arco e si è trattato di una delle più importanti prove di democrazia industriale degli ultimi anni. I risultati del referendum però sono diversi dalle previsioni di molti e dalle aspettative di altri. Dei quasi 5.000 lavoratori che sono impegnati nello stabilimento campano infatti 1.673 hanno votato per il no e non sono pochi. Sono un po’ di più di quelli che si avvalgono dei permessi quando ci sono le elezioni e rappresentano il 37% della forza lavoro dello stabilimento e praticamente il doppio degli iscritti alla Fiom. Che però ha ben poco da festeggiare. Continua a leggere ‘Rispettare chi nel lavoro ha la priorità’

La festa è finita

Con la sottoscrizione del Protocollo del 22 gennaio 2009, il Governo e le parti sociali hanno posto le basi per traghettare le nostre relazioni industriali nel nuovo millennio, affermando, in particolare, il principio, cd. dell’opting out, in base al quale per scongiurare crisi aziendali, aumentare i livelli occupazionali o attrarre nuovi investimenti, i contratti collettivi aziendali possono derogare ad alcune delle tutele previste dai contratti collettivi nazionali.

Il problema è che il sindacato, o meglio la Cgil schiacciata sulle posizioni della Fiom è fermamente contraria a questo principio. Di fronte alla globalizzazione e allo spietato dumping sociale di cinesi, indiani, brasiliani e tanti altri si arrocca nella difesa di un sistema di relazioni industriali costruito sul contratto collettivo nazionale di categoria contrastando, con scioperi e cause seriali, qualsiasi tentativo di stemperare la novecentesca contrapposizione tra capitale e lavoro in nome di punti di incontro più avanzati e partecipativi che consentano alle imprese di competere sui mercati internazionali.
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Una difficile transazione: il sistema di relazioni industriali al bivio

Pubblico di seguito la sintesi della relazione presentata al convegno UIL – Fondazione Craxi dedicato alle relazioni industriali del 29 settembre 2010.

Il compito è tutt’altro che facile perché il dibattito è stato ricco e ha spaziato dai grandi temi globali ai problemi del nostro sistema di relazioni industriali.

Mi limiterò, dunque, a formulare alcune considerazioni. La prima è che  questa crisi, che sta creando tanti problemi al nostro Paese, almeno un pregio l’ha avuto: stiamo ricominciando a parlare di lavoro, di relazioni industriali, di produttività, stiamo cioè tornando a parlare dei temi che hanno fatto la grandezza del nostro sistema industriale, che resta il secondo Paese dell’Unione Europea per manifattura. Continua a leggere ‘Una difficile transazione: il sistema di relazioni industriali al bivio’

Alcune considerazioni sul perverso rapporto tra Media e Lavoro

Pubblico di seguito l’intervento al convegno organizzato dalla Uil Nazionale, dalla Uilcom e dalla Luiss Guido Carli, intitolato “Il racconto del lavoro nel lavoro che cambia”, tenutosi il 27 gennaio 2011.

Programma del convegno

Non siamo noi che dobbiamo andare alla ricerca della globalizzazione perché, come ha dimostrato anche la vicenda Fiat, è la globalizzazione che viene a cercare noi. Non si tratta, quindi, di discutere se la globalizzazione sia buona o cattiva o di chiederci se e come proiettare il nostro paese sui mercati internazionali. Perché la globalizzazione è ovunque. E’ diventata un elemento ineliminabile delle nostre vite. Possiamo riconoscerla o meno, ma di certo non possiamo sfuggirle. E per questo, almeno secondo me, è meglio affrontarla.

Ciò posto vorrei subito dire che il titolo del convegno è assolutamente riuscito. Ci dà alcuni spunti importanti per valutare la vicenda di Mirafiori che a sua volta ci offre importanti spunti per riflettere sul rapporto che intercorre tra il Lavoro e i Media. Continua a leggere ‘Alcune considerazioni sul perverso rapporto tra Media e Lavoro’