Gentile Dottoressa Bastianelli,
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Seguendo le vicende del terremoto ho trovato storie importanti. Spero che vi siano utili, per me sono dei modelli.
La TLP
Luigi Mai, 58 anni, emblema di una “terra del fare”, ha cominciato come operaio, e passo dopo passo ha aperto la TLP, carpenterie metalliche, al servizio del distretto del biomedicale di Mirandola. Il capannone andato in pezzi se lo era finanziato da solo, con la propria famiglia: 8 milioni di euro di danni.
Sei ore dopo la prima scossa del 20 maggio, ha trovato un nuovo capannone a San Prospero, lo ha affittato, ha chiamato la Mir, la Sinergas, gli elettricisti dell’Eurogrup, sistemato gli impianti.
In tre giorni ha traslocato le macchine, ha atteso il primo collaudo, che si è concluso positivamente, e ora aspetta il timbro dei Vigili del Fuoco per riprendere a lavorare. Ed ecco un nuovo capannone portato a termine in 5 giorni. Continua a leggere ‘Sisma Emilia. Anche nella crisi troviamo modelli.’
Ai giovani presenti all’incontro “I giovani sono ancora una risorsa?”, dibattito svoltosi nell’ambito del Career Day alla LUMSA di Roma, Martone esorta a non abbandonare le speranze, a non farsi tentare dall’idea di una fuga all’estero. “Viviamo una situazione difficile ma i problemi non sono insolubili” ha detto Martone.
In ultimo Martone ha esortato gli universitari a prendersi carico del futuro proprio e del Paese:“Le sfide che sono toccate alla nostra generazione non sono impossibili, affrontiamole.”
Estratto da Controcampus.it
Abbiamo necessità di tornare a creare occupazione, per creare occupazione abbiamo bisogno di agevolare le nuove imprese. L’Italia era un campo fertile che dava molti frutti, ma ne abbiamo abusato, lo abbiamo sfruttato troppo ed effettivamente, adesso, per le nuove imprese il terreno è divenuto quasi argilloso. Continua a leggere ‘Michel Martone risponde ai giovani imprenditori: “Sappiamo che se l’Italia vuole tornare a crescere deve scommettere sui giovani e sulle nuove imprese”’
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Pubblico di seguito l’intervista che mi è stata fatta dal quotidiano “Il Centro”.
PESCARA. Va matto per gli arrosticini, ama l’Abruzzo e le sue bellezze. Degli abruzzesi dice che ha verificato che il detto è vero: sono forti e gentili, ma che dovrebbero aprirsi di più al mondo, per raccontare bene agli altri quanto è bella la loro terra. Una terra che, per dodici anni, è stata anche la sua, di Michel Martone. Il viceministro per il Welfare del governo Monti, ci è arrivato, in Abruzzo, che aveva 25 anni, per insegnare diritto del lavoro all’università di Teramo, uno dei più giovani ordinari d’Italia. Oggi ne ha 37 di anni, ma conserva nei modi l’esuberanza di uno studente e una levità francese – è nato a Nizza – che gli arriva da parte di madre. Sul suo blog racconta interessi pubblici e privati, fra cui una predilezione per il rock psichedelico di Jimi Hendrix (Electric Ladyland è il suo album preferito) e per quella sorta di apologia ragionata della leggerezza, nella vita come nella letteratura, che sono le «Lezioni americane» di Italo Calvino.
Questa è la sua prima intervista dopo che Mario Monti lo ha voluto nella sua squadra di governo.
Continua a leggere ‘Chi l’ha detto che per essere felici dobbiamo consumare di più?’
Michel Martone a Maria Latella: “Mi riferivo solo a chi prende università come parcheggio, perché evidentemente se lo può permettere. Andate a vedere il video dell’intervento integrale sul mio sito”.
Ripubblico, con infinita tristezza per la scomparsa, una conversazione con il grande Maestro
In un momento in cui i temi del lavoro tornano ad essere centrali, Gino Giugni ci accoglie nel suo studio per una conversazione poco prima della presentazione del suo ultimo libro, “La memoria di un riformista“, in cui ripercorre le tappe salienti della sua vicenda personale e professionale nel contesto della storia politica italiana dell’ultimo mezzo secolo: dall’infanzia sotto il fascismo, alla Resistenza, alla lunga attività di studioso di diritto del lavoro e di intellettuale impegnato in politica, fino ad episodi drammatici come l’attentato subito dalle Brigate rosse. Continua a leggere ‘La memoria di un riformista – Conversazione con Gino Giugni’
Articolo pubblicato sul Il Sole 24 Ore di sabato 19 novembre 2011
Il problema di questo paese è che cambiano i governi ma i problemi rimangono sempre gli stessi. Pensate alla giornata di mercoledì (ma anche a quella di ieri). Monti non aveva neanche terminato di leggere il suo discorso programmatico al Senato che, nelle piazze, i professionisti della contestazione sociale già cominciavano a manifestare. Cortei in tutta Italia, Roma paralizzata dagli scioperi, feriti e contusi a Palermo come a Torino. Sembra di rivedere sempre lo stesso film. Un nuovo Governo che annuncia di voler finalmente passare ai fatti per realizzare le riforme che tutti, a destra come a sinistra, nelle università come nei partiti, considerano necessarie.
Continua a leggere ‘Quel riflesso condizionato della protesta “a prescindere”’
Ripubblico il favoloso discorso di Steve Jobs, pubblicato per la prima volta nel 2006, perché dimostra che al di là degli schemi, l’importante è impegnarsi e fare del proprio meglio. Lui ci è riuscito.
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“Sono onorato di essere qui con voi oggi, nel giorno della vostra laurea presso una delle migliori università del mondo. Io non mi sono mai laureato. A dir la verità, questa è l’occasione in cui mi sono di più avvicinato ad un conferimento di titolo accademico. Oggi voglio raccontarvi tre episodi della mia vita. Tutto qui, nulla di speciale. Solo tre storie.
Continua a leggere ‘“Siate affamati. Siate folli.” Steve Jobs alla Stanford University’
“Sono sicuramente un ragazzo fortunato che però ha fatto di tutto per essere all’altezza delle fortune che ha avuto e proprio per questo ho profonda stima per quelli che lavorano, per quelli che studiano, per quelli che si impegnano, per quelli che fanno.”
- Quindi insomma lei non è figlio di papà.
“Sono figlio di mio padre e ne sono anche fiero, però ho fatto di tutto per essere all’altezza di questo.”
Intervento di Michel Martone a La Zanzara di Giuseppe Cruciani.
Mi fa piacere pubblicare un capitolo del bel libro di Marco Iezzi e Tonia Mastrobuoni, Gioventù sprecata, da poco edito per i tipi di Laterza. Non tanto perchè sono stato incluso tra i giovani di talento insieme a Chloè Cipolletta, Emma Dante, Frida Giannini, Valeria Parrella e Filippo Preziosi. Ma soprattutto perché ci potrete trovare la verità sulla mia formazione.
Forse sono stato un po’ benevolo con me stesso, ma sicuramente questa intervista è molto più veritiera di alcuni offensivi articoli che ho letto in questi giorni.





